Juventus, Gatti salta la Roma: lesione del menisco mediale del ginocchio destro, out almeno un mese

Brutte notizie per la Juventus di Luciano Spalletti. L’allenatore della Vecchia Signora dovrà rinunciare per almeno un mese a Federico Gatti in seguito all’infortunio rimediato ieri in Coppa Italia contro l’Udinese. Come rivelato dall’emittente televisiva, gli esami strumentali hanno evidenziato la lesione del menisco mediale del ginocchio destro. Il 2025 del difensore centrale, che era arrivato al J Medical in stampelle, è da ritenersi concluso: il calciatore, come Dusan Vlahovic, salterà Roma-Juventus in programma il 20 dicembre.

(Sky Sport)


Ecco il report medico della Juventus: “Federico Gatti, sostituito durante il secondo tempo della gara Juventus-Udinese in seguito a un trauma distorsivo a carico del ginocchio destro, questa mattina è stato sottoposto ad approfondimenti radiologici presso il J|medical. Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione del menisco mediale, tale da rendere necessario un intervento chirurgico che verrà eseguito nei prossimi giorni”.

(juventus.com)

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Celtic, Nancy nuovo allenatore: domani il primo allenamento

Rivoluzione in casa Celtic. Nonostante gli ottimi risultati ottenuti da Martin O’Neill (6 vittorie e 1 sconfitta), che ha guidato momentaneamente la squadra in seguito alle dimissioni presentate da Brendan Rodgers il 27 ottobre, il club è pronto ad affidare il gruppo ad un nuovo allenatore. Come riportato da Fabrizio Romano, il nome scelto dalla dirigenza è Wilfried Nancy: il tecnico dei Columbus ha ricevuto l’autorizzazione da parte della società statunitense e ora si trova a Londra. In attesa dell’annuncio ufficiale, domani sarà a Glasgow per dirigere il primo allenamento da allenatore del Celtic. La formazione scozzese affronterà la Roma l’11 dicembre alle ore 21 al Celtic Park in occasione della sesta giornata della fase campionato di Europa League.

Roma-Como, Ndicka disponibile: c’è l’ok della Costa d’Avorio. Si attende la risposta del Marocco per El Aynaoui

L’inizio della Coppa d’Africa si avvicina e la competizione andrà in scena dal 21 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026. Nella giornata di ieri è arrivato l’annuncio della FIFA, che ha deciso di posticipare di un giorno la partenza e lasciare i calciatori ai club di appartenenza fino al 15 dicembre, giorno in cui si giocherà Roma-Como. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, la Costa d’Avorio ha già fatto sapere alla società giallorossa di essere disposta ad accogliere Evan Ndicka con 24 ore di ritardo, permettendo così al difensore di essere a disposizione di Gian Piero Gasperini in vista del difficile match contro i lariani. Attesa, invece, la risposta del Marocco per Neil El Aynaoui.

(gasport)

Giornata internazionale delle persone con disabilità: l’Under 18 si allena con l’AS Roma for Special (COMUNICATO e FOTO)

In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che ricorre il 3 dicembre, la Roma Under 18 si è resa protagonista di una splendida iniziativa e ha accolto al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’ l’AS Roma for Special. Le due squadre hanno svolto un allenamento congiunto e successivamente si sono sfidate in un’amichevole. Ecco la nota ufficiale del club: “Allenamento congiunto e partita amichevole a Trigoria per celebrare la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre.

Il 3 dicembre ricorre la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, istituita dall’ONU nel 1992 con l’intento di promuovere la piena inclusione, la tutela dei diritti e la valorizzazione della dignità delle persone con disabilità in ogni ambito della società.

Per questo motivo, sul campo intitolato alla memoria di Agostino Di Bartolomei all’interno del Centro Sportivo Fulvio Bernardini è andato in scena un incontro ricco di significato, ispirato alla policy “Calcio per tutte le abilità” della Strategia di Sostenibilità del Club.

I giovani calciatori della formazione Under 18 giallorossa, guidati da Mattia Scala, hanno accolto gli atleti dell’AS Roma for Special per svolgere una seduta congiunta di allenamento e sfidarsi in un match amichevole.

Per i ragazzi e le ragazze con disabilità intellettivo-relazionale è stata un’occasione per tornare di nuovo a casa e dimostrare a tutti come il calcio sia un linguaggio universale che unisce, ispira e abbatte le barriere, promuovendo integrazione, crescita e partecipazione per tutte e tutti. 

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L’AS Roma for Special

Gestita dalla Cooperativa Sociale Onlus CassiAvass per conto dell’AS Roma, la squadra “For Special” è composta da ventuno atleti e atlete, di età compresa tra i 17 e i 40 anni, con disabilità intellettivo-relazionale, unite e uniti dalla stessa passione: il calcio e i colori giallorossi.

Il team partecipa ai tornei organizzati dalla Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale della FIGC, offrendo a chi ne fa parte l’opportunità di vivere tutte le emozioni di una stagione sportiva, indossando con orgoglio la maglia dell’AS Roma e sentendosi parte di una grande famiglia giallorossa.

Un progetto che l’AS Roma porta avanti con orgoglio per offrire a persone con disabilità la possibilità di coltivare una passione autentica e difendere sul campo i colori del Club”.

(asroma.com)

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Roma Femminile, Rieke: “Dobbiamo commettere meno errori” – Pandini: “In Champions le partite si giocano sui dettagli”

IL ROMANISTA – Annalena Rieke e Marta Pandini, calciatrici della Roma Femminile, hanno rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse e hanno fatto un bilancio della loro avventura nel club capitolino. Ecco le loro dichiarazioni.

Le parole di Rieke

Come ti senti a lavorare con Rossettini e cosa ti chiede?
“Lavoriamo spesso sulla tattica insieme a tutta la squadra. Tutte noi sappiamo ciò che ci chiede ed è molto utile sapere cosa vuole vedere da noi”.

Qual è la miglior caratteristica della squadra e in cosa deve migliorare ancora?
“La squadra è formata da calciatrici che si aiutano a vicenda e ho la sensazione che, sia in campo che fuori, tutte mi possano supportare in qualsiasi momento. Lotto per le mie compagne e loro lottano per me, e questa è una cosa molto positiva. Secondo me potremmo eseguire meglio il nostro gioco e sicuramente dovremmo commettere meno errori in campo”.

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Le parole di Pandini

Sulla tua posizione in campo: inizialmente venivi impiegata maggiormente come trequartista, ora come mezzala. Dove ti trovi meglio?
“È una bellissima domanda anche perché ultimamente in Champions League ho ricoperto anche il ruolo di Play, quindi mi reputo una giocatrice molto duttile e anche il Mister a quanto pare mi considera tale, quindi non ho preferenze. Sinceramente mi piace molto cambiare e mi piace molto adattarmi alle richieste della partita e non ho preferenze. Sicuramente ci sono ruoli e partite che richiedono determinate caratteristiche e dove mi posso trovare meglio. Il Mister può farmi giocare dove vuole”.

In Champions League non siete partite bene , in Campionato molto meglio. C’è qualcosa da cui potete tratte insegnamento per il proseguimento della stagione?
“Sicuramente le partite in Champions League sono gare in cui a livello fisico bisogna mettere qualcosa in più e sono partite che si giocano sui dettagli, sicuramente sono cose che possiamo acquisire anche in campionato per metterle lì. Sono due percorsi diversi, però noi prepariamo le partite in modo strategico e non poniamo differenze nel preparare partite o allenamenti”.

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Settore giovanile, primo contratto da professionista per il classe 2009 Strata: “Grande responsabilità, darò tutto me stesso” (FOTO)

Giornata indimenticabile per Giacomo Strata, terzino classe 2009 della Roma Under 18 dell’allenatore Mattia Scala. Come svelato dal giovane calciatore su Instagram, ieri ha firmato il suo primo contratto da professionista e si è legato al club giallorosso fino al 30 giugno 2028: “Oggi ho firmato il mio primo contratto da professionista con l’AS Roma, coronando un percorso iniziato circa otto anni fa al Centro Sportivo di Trigoria – scrive sui social –. Voglio ringraziare di cuore i miei genitori, che mi hanno sostenuto in ogni passo di questo cammino, il mio agente, la Società per l’immensa fiducia che mi sta dando e tutti gli allenatori e i membri dello staff che mi hanno accompagnato nella crescita dentro e fuori dal campo. Questo contratto è per me una grande responsabilità: darò tutto me stesso per onorare questi colori, continuando a lavorare con passione, umiltà e determinazione. Forza Roma!”.

Gravina: “I club di Serie A sono oggettivamente antagonisti della Nazionale. Impossibile limitare il numero di stranieri nelle rose”

CORSPORT – Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla situazione del calcio italiano. Ecco le sue dichiarazioni.

Dimissioni in caso di mancato Mondiale?
«Non c’è una norma che mi impone di fare un passo indietro, ma delle riflessioni personali le farei. A chi mi dice “vai a lavorare” rispondo: se vado via io, riparte il calcio e vinciamo i Mondiali? Se ne avessi la certezza, sarei il primo a farmi da parte. Per questo sono un uomo sereno».

Si aggrappa all’ottimismo?
«Sì, e lo faccio su basi concrete, reali, su elementi oggettivi come il percorso che ci ha portato fin qui al netto del secondo tempo con la Norvegia. Il pessimismo ci fa sprecare energie, disperderle non aiuta la causa. L’obiettivo è alla portata. Rimbocchiamoci le maniche, impegniamoci tutti insieme. E dico tutti».

Si riferisce ai suoi avversari?
«È innegabile che qualcuno viva la Nazionale come un fastidio».

I giovani non giocano, gli stranieri in campo sono sempre di più, gli investimenti nei vivai e nelle infrastrutture sono un miraggio e le proprietà estere hanno colonizzato il nostro calcio mettendo un impegno emotivo e politico limitato.
«I soldi li mettono, però. Sono tra i pochi che trasformano le risorse in capitale, dando ossigeno al sistema. Per me le cause sono anche altre».

Quali?
«La metodologia sbagliata. Ogni volta che la Nazionale commette un passo falso, immediatamente c’è l’indignazione popolare e si chiedono le teste. Ci sto, è il gioco dei tifosi. Ma noi continuiamo a cercare colpevoli senza renderci conto che la Figc non può imporre certe cose, ma soltanto sensibilizzare».

In che modo?
«Abbiamo ad esempio approvato una norma che permette di scorporare dal numeratore dell’indicatore del costo del lavoro allargato gli ammortamenti e gli stipendi degli Under 23 italiani. Rendiamo conveniente puntare sui giovani azzurri».

Ci si chiede come si possa avere una Nazionale competitiva senza italiani in campo.
«Ne abbiamo 97 selezionabili, il 25% del totale. Novantasette su 20 club di A, vi rendete conto?».

Tornare al passato, con un numero ridotto e definito di stranieri per rosa, è utopistico?
«È impossibile. La Figc può solamente intervenire sugli extracomunitari, come ha già fatto, rispettando le quote assegnate dalla legge Bossi-Fini. È impossibile limitare il numero di stranieri comunitari, è contro le norme Ue che dalla sentenza Bosman in poi prevedono la libera circolazione dei calciatori. Puntare sugli italiani non può essere un obbligo, semmai deve diventare una vocazione naturale. Che si abbina agli investimenti sui settori giovanili e sulle infrastrutture».

La Norvegia ha attuato un programma serio sui giovani.
«Anche noi ci stiamo lavorando».

Non è un po’ tardi?
«La nostra progettualità va avanti dal 2018, nel frattempo siamo diventati campioni d’Europa con l’Under 17 e con l’Under 19 e vicecampioni del mondo Under 20. Stiamo poi avviando un progetto per l’attività di base dai 5 ai 13 anni con due campioni del mondo, Perrotta e Zambrotta, insieme a un maestro come Prandelli. Vogliamo cancellare l’idea di un metodo incentrato solo sulla tattica».

Ma le società di Serie A sono antagoniste della Nazionale?
«Oggettivamente lo sono, anche se involontariamente. Ogni club guarda al proprio tornaconto».

La riforma dei campionati è in agenda?
«Prima di marzo dobbiamo aprire il tavolo».

In tutte le leghe ci sono i “graviniani”, tranne in A. Le ultime elezioni le ha vinte con oltre il 98% dei consensi.
«La riforma dovrà essere radicale. In Italia abbiamo 100 società professionistiche rispetto alle 92 dell’Inghilterra, che ha due livelli di professionismo. Nella nostra Serie B il 35% del turnover surriscalda il sistema e lo indebita. Il concetto di mutualità tra le leghe ha una percentuale altissima in termini di divario. Non può ridursi tutto a “Serie A a 18 sì o no”. Serve il consenso di tutte le leghe».

Ormai si lamentano tutti: si gioca troppo. Ci rimettono lo spettacolo e la salute dei calciatori. Non si potrebbe frenare questo desiderio espansionistico, economico ed elettorale del presidente della Fifa?
«Infantino in questo momento vive in una dimensione mondiale. Sta valorizzando aspetti che il calcio non aveva mai conosciuto prima. Siede ai tavoli per la pace e ha rapporti consolidati con la politica internazionale. L’altra faccia della medaglia è questo motore che viaggia ad altissimi giri sempre. Così rischiamo di fonderlo. Dobbiamo cominciare a ragionare in maniera organica, di sistema, rispettare principi di globalizzazione ma anche le vere regole gioiose del calcio. Non dobbiamo ingolfare così i nostri calendari».

Molti ritengono sia colpa soprattutto delle nazionali.
«Come si fa anche solo a pensare di toglierle? La Nazionale è identità territoriale, fenomeno di aggregazione, ci rende orgogliosi del nostro Paese e ci unisce nella solidarietà quando va male. Sono sentimenti che fanno bene a un popolo».

La sensazione è che Uefa e Fifa abbiano in mente soprattutto il profitto.

«Se fosse questa la direzione, sarebbe una direzione sbagliata».

FOTO – Striscione davanti all’Olimpico: “Laziale campione di mitomania”

Non si placa lo sfottò tra i tifosi di Roma e Lazio. Nella notte, infatti, davanti allo Stadio Olimpico, precisamente di fronte all’Obelisco, è apparso uno striscione firmato dalla Curva Sud rivolto ai tifosi biancocelesti. “Sallustio, Trilussa e D’Annunzio non li citare – si legge -. Se narrassi la tua mitomania caro laziale, allora sì che saresti il campione mondiale”.

Femminile, Roma-Juve verso quota 2000 tifosi

La partita dell’anno è dietro l’angolo. Dopo l’invito sparato dai megafoni dell’Olimpico durante l’intervallo di Roma-Napoli, il botteghino del Tre Fontane ha registrato un’impennata di biglietti venduti per Roma-Juventus di sabato pomeriggio (calcio d’inizio alle ore 14.30]: si viaggia verso i 2000 spettatori per la sfida più affascinante della Serie A Women. (…) Le ragazze di Rossettini, nonostante gli infortuni di Haavi e Van Diemen sono prime in campionato con 5 punti di vantaggio sulla Juventus di Canzi (l’allenatore bianconero è squalificato). Insomma, in palio c’è una fatta di scudetto.

(corsport)

Senza Arena l’attacco non punge

La baby Roma viaggia tra alti e bassi. Questo è un momento quanto meno particolare perché la squadra di Guidi ha nello specchietto retrovisore tre giornate senza successi. (…) Il dato è oggettivo: Morucci, Almaviva, Paratici e Forte non sono riusciti a lasciare il segno sotto porta. Qualcosa davanti si è inceppato da quando Arena è volato al Mondiale Under 17. L’ex Pescara ha giocato l’ultima volta titolare a fine ottobre contro il Torino: molto probabilmente rientrerà domenica nella trasferta contro il Cesena.

(corsport)