100 presenze con la Roma per Svilar e Ndicka: traguardo tagliato da 174 giocatori giallorossi, Ferraris il primo

Roma-Udinese è stata una partita davvero speciale per Mile Svilar ed Evan Ndicka. Il portiere e il difensore hanno raggiunto quota 100 presenze con la maglia giallorossa e in totale sono ben 174 i giocatori che hanno tagliato questo traguardo. La Roma ha deciso di celebrare i due calciatori con un articolo sulle curiosità sulla tripla cifra nella storia del club capitolino.

“Nella partita contro l’Udinese, Evan Ndicka e Mile Svilar hanno raggiunto quota 100 presenze con la Roma tra campionato e coppe.

Ndicka conta 74 partite in Serie A, 24 in Europa League, 2 in Coppa Italia, mentre Svilar 67 in Serie A, 31 in Europa League, 2 in Coppa Italia. Totale per entrambi, 100.

Ecco 10 curiosità giallorosse da conoscere sulla tripla cifra.

Le altre coppie a 100

Evan Ndicka e Mile Svilar sono la sesta coppia di calciatori della Roma a raggiungere la quota delle 100 gare contestualmente, nella stessa partita. Di seguito l’elenco dei precedenti:

Eliani-Pandolfini: 19/02/1956 – Roma-Genoa 2-0 (Serie A)

Cudicini-Fontana: 16/12/1962 – Genoa-Roma 2-2 (Serie A)

Balbo-Lanna: 28/04/1996 – Roma-Juventus 2-2 (Serie A)

Petruzzi-Totti: 15/05/1997 – Atalanta-Roma 0-4 (Serie A)

Jesus-Peres: 10/12/2020 – CSKA Sofia-Roma 3-1 (Europa League)

Ferraris il primo 100

Il primo giocatore a raggiungere le 100 presenze con la Roma fu Attilio Ferraris il 5 ottobre 1930 in Roma-Alessandria 2-0 giocata e vinta a Campo Testaccio.

Celik il più recente

L’ultimo giocatore in ordine di tempo – prima di Ndicka e Svilar – a raggiungere le 100 presenze con la Roma è stato Zeki Celik il 13 aprile 2025 in Lazio-Roma 1-1.

174 giocatori

Compresi Ndicka e Svilar, sono 174 i calciatori della storia giallorossa ad aver raggiunto la soglia di almeno 100 presenze.

Il caso di Menichelli e Boni

Giampaolo Menichelli e Loris Boni sono gli unici due calciatori del Club ad essersi fermati a quota 100 presenze con la Roma tra campionato e coppe.

Totti e De Rossi in gol

Sia Francesco Totti, sia Daniele De Rossi, ovvero i due calciatori con più presenze nella storia del Club – rispettivamente 786 e 616 – quando hanno raggiunto la quota delle 100 partite con la Roma sono andati anche a segno, peraltro tutti e due in trasferta. 

Totti contro l’Atalanta nel 1997 (con la maglia numero 17 sulle spalle), De Rossi contro l’Udinese nel 2006.

15 allenatori

Quanto agli allenatori, sono 15 quelli che hanno raggiunto la soglia di almeno 100 panchine in giallorosso. In ordine cronologico: Luigi Barbesino, Alfredo Foni, Oronzo Pugliese, Helenio Herrera, Nils Liedholm, Sven Goran Eriksson, Ottavio Bianchi, Carlo Mazzone, Fabio Capello, Luciano Spalletti, Zdenek Zeman, Rudi Garcia, Paulo Fonseca, José Mourinho, Claudio Ranieri.

La centesima partita 

La centesima partita della storia giallorossa è stata Modena-Roma 1-1 del 28 settembre 1930, valida per la prima giornata del campionato 1930-31.Gara decisa dai gol di Carnevali e Rodolfo Volk.

In Europa…

La centesima partita giallorossa nelle competizioni europee risale al 1° ottobre 1986, Real Saragozza-Roma 2-0, ritorno dei sedicesimi di Coppa delle Coppe.

E nelle competizioni UEFA

La centesima partita giallorossa nelle competizioni UEFA risale al 30 settembre 1999, Vitoria Setubal-Roma 1-0 (all’andata, 7-0 all’Olimpico per gli uomini di Fabio Capello)”.

(asroma.com)

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Totti: “Ritiro? Solo in Italia ti dicono che a 36 anni devi smettere”. E Vieri svela un retroscena: “Gli scrivevo di continuare a giocare” (VIDEO)

SUPERNOVA – Francesco Totti e Christian Vieri sono stati invitati come ospiti al podcast di Alessandro Cattelan e tra i vari temi trattati si sono soffermati sulle differenza tra il calcio di oggi e quello del passato: “Il livello della nostra generazione in quel periodo era troppo alto – il commento del Capitano -. Difficile che possano ritornare così tanti giocatori forti tutti insieme, è impossibile”. Poi tocca a Vieri: “Una volta c’erano squadre che si giocavano lo scudetto, pensa chi arrivava settimo…. si prendeva insulti da tifosi e giornali. In ogni squadra c’erano campioni veri, come il Parma con Cannavaro, Thuram, Chiesa”. 

Successivamente l’ex centravanti ha svelato un retroscena sul ritiro di Totti: “Io gli scrivevo di non smettere e di continuare a giocare”. La risposta dell’ex capitano della Roma: “Io gli rispondevo che non dipendeva da me. Solo in Italia ti dicono quando arrivi a 36/37 anni di smettere e che non ti reggi in piedi“.

Infine Totti ha criticato il VAR: “E’ una perdita di tempo, se fai gol non sai se è valido, aspetti cinque minuti, fai un aperitivo e ancora stanno a guardare le cose”.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – D’UBALDO: “Il secondo gol un compendio del calcio di Gasp” – SORRENTINO: “Un inno al calcio totale”

La Roma non sbaglia e batte 2-0 l’Udinese grazie alle reti di Lorenzo Pellegrini nel primo tempo e Zeki Celik nella ripresa. Vittoria fondamentale per i giallorossi, i quali salgono a quota 24 punti e si riprendono la vetta della classifica insieme all’Inter. “L’azione del secondo gol è stata spettacolare, un compendio del calcio di Gasperini, in una delle migliori espressioni della squadra in questa stagione”, esalta Guido D’Ubaldo del Corriere dello Sport. “Difficile immaginare all’inizio un impatto simile di Gasperini – scrive Arianna Ravelli su La Gazzetta dello Sport -. Tenendo conto che le sue squadre fioriscono in primavera c’è da chiedersi dove la Roma possa arrivare”. Andrea Sorrentino de Il Messaggero, invece, parla di un “inno al calcio totale e alla tecnica”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. RAVELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

[…] Tutte rallentano a turno, se è vero che anche le prime della classe hanno già subito tre sconfitte, esattamente come il Napoli, il Milan una sola (alla prima giornata con la Cremonese), ma ha perso 7 punti contro squadre che lottano per salvarsi. I nerazzurri sono a +14 di differenza reti, mentre la Roma degli attaccanti poco prolifici è a +7, indicatore che sembra suggerire due vie diverse di arrampicata in vetta. […] La Roma, esattamente come il Bologna, non risente dell’impegno infrasettimanale in coppa. Al contrario: reduce dalla non banale trasferta di Glasgow, ripete il successo. Ha avuto meno di 72 ore per recuperare e, benché per nove undicesimi la formazione di partenza sia la stessa di quella schierata in Scozia, batte una squadra fisica come l’Udinese. I buoni risultati cancellano la stanchezza, che dipende sì dai muscoli ma anche e soprattutto dalla testa. Difficile immaginare all’inizio un impatto simile di Gasperini. Tenendo conto che le sue squadre fioriscono in primavera c’è da chiedersi dove la Roma possa arrivare. Intanto è lì, a guardare tutti dall’alto, ci resterà per le due settimane della sosta e Gasp non ha paura di accendere una piazza incandescente di suo, che non prova l’ebbrezza di essere prima all’undicesima giornata dai tempi di Garcia (“È giusto che la nostra gente creda nello scudetto”). […]


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

[…] L’azione più fluida di Como-Cagliari è durata sette, otto secondi. Alla fine Pezzuto ha infatti fischiato 36 volte, ottenendo l’effetto coito interrotto: lo spettacolo non è stato mai fecondato. […] Trentasei stop and go sono un terzo in più della media stagionale, che è di 25, tre più del campionato scorso (22). Scrivo di questa partita, ma avrei potuto estendere il discorso a tante altre gare della Serie A. […] L’aspetto paradossale è che, a fronte dell’abbassamento della qualità dello spettacolo, si registra un aumento delle presenze allo stadio, ma – attenzione – anche una forte diminuzione dei dati d’ascolto. Il calcio di soli highlights ha un presente, ma non un futuro. PS. Dice: ma nel weekend in cui la Juve e il Milan pareggiano, il Napoli perde male a Bologna (splendido il lavoro di Italiano) e la Roma senza attacco vola in testa, ti occupi di un argomento come quello dei gioco spezzettato dai troppi falli e dall’ipersensibilità arbitrale? […]


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

Quando alla fine del primo tempo si è fatto male anche Dovbyk, dopo che erano già out Dybala, Ferguson e Bailey, il gol sembrava diventare un problema sempre più complesso. Invece la Roma prima in classifica i gol continua a trovarli con centrocampisti e difensori. […] L’azione del secondo gol è stata spettacolare, un compendio del calcio di Gasperini, in una delle migliori espressioni della squadra in questa stagione. I giocatori danno l’impressione di divertirsi con contesto tattico. Un pressing feroce che ha reso difficile l’uscita dell’Udinese dalla propria area. Un’intensità di gioco ad altissimi livelli, con una lettura della partita da grande squadra. […] La squadra di Gasperini ha vinto otto delle undici partite fin qui giocate e ha fatto registrare sei clean sheet. […]


M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT

Vietato guardare la classifica. Ma come: proprio adesso? Sì, proprio adesso. Complicato, in certi casi, non cedere alla tentazione di dare uno sguardo al volo. Anche solo una sbirciatina e via. Nulla di clamoroso, per carità: giusto il tempo di rifarsi gli occhi. Complicato non sgarrare, però meglio evitare. Non è questo il momento di fare i conti, e non è assolutamente neppure il momento di buttare giù tabelle. La tabella porta zella, ricorda il proverbio. Impossibile (e forse anche ingiusto) non godersi il momento, però. Ci mancherebbe altro. Perché la vita è adesso, e adesso va goduta. E perché, si sa, del doman non v’è certezza. […] La Roma, all’alba della terza sosta stagionale, ha già giocato 15 gare, tra campionato e coppa europea. Il bilancio parla di 10 vittorie, 0 pareggi e 5 sconfitte. Otto successi su undici in campionato, con la miglior difesa del torneo (5 reti al passivo). Tanta roba. Numeri che, probabilmente, non danno l’esatta misura della forza (e forse anche dei limiti)
della squadra di GPG. Micidiale in trasferta, più macchinosa all’Olimpico. L’assenza di pareggi sta lì a testimoniare la mancanza di un equilibrio di rendimento. Forse. Gian Piero Gasperini, più per obbligo che per scelta, finora ha provato mille soluzioni, ha sperimentato altrettante situazioni tattiche però non ha ancora intercettato la ricetta della felicità. Ma se la Roma sta lassù, il merito è quasi esclusivamente suo. Roma a marchio GPG. […] Mancini sistemato da Gasp quale centrale di destra per aumentare la costruzione del gioco anche attraverso un difensore. Una brillante invenzione del tecnico. […] In tribuna a seguire lo spettacolo messo in scena da Gasperini ieri c’era anche Ryan Friedkin, chiamato in gennaio a migliorare la squadra. Vista la situazione sarebbe triste non farlo. Giusto? […]


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA

[…] Entrambe le capoliste hanno già perso tre volte, una in meno del Pisa per dire: gli amanti delle statistiche troveranno in questo torneo una miniera di incongruenze. Pensate che la Roma è l’altra capolista grazie a un progresso di 9 punti rispetto all’anno scorso ottenuto a parità di gol segnati: 12 erano nel 2024, 12 sono nel 2025. La chiave è naturalmente la solidità difensiva (5 gol subiti contro 14), il reparto cui Gasperini ha affidato la soluzione di tutti i mali: il 2-0 è arrivato da una combinazione Mancini-Celik nell’area dell’Udinese. […]


T. CARMELLINI – IL TEMPO

La Roma cresce e inizia a far paura. Gasperini centra il secondo successo consecutivo in casa e si gode la sua nuova creatura che mette l’Udinese alle corde senza lasciargli respiro. Una prova di forza, netta, che manda in delirio il popolo romanista: si apre con i fischi a Zaniolo (con Roma ormai la frattura è insanabile e lui continua a metterci del suo) e si conclude con i fischi a Zaniolo quando Runjaic decide di cambiarlo nel finale dopo che Svilar gli aveva negato un’altra gioia all’Olimpico… chissà se e come avrebbe esultato (ce lo dirà la prossima volta… semmai). Nel mezzo il meglio di quanto fatto vedere finora dalla squadra di Gasperini che macina gioco, va a mille dall’inizio alla fine. Poi la standing ovation per Pellegrini (pace fatta con i suoi tifosi) che lascia il campo nel finale dopo aver segnato un rigore «pesantissimo» che sblocca la Roma e mette in discesa la giornata giallorossa. E poi Cristante, sempre più leader silenzioso di questo gruppo, segno che anche lì Gasp ci aveva visto lungo. E Koné? Una belva in mezzo al campo che arriva ovunque, spezza la trama del gioco avversario e rimette in sesto quella giallorossa. Di Soulé già detto, continua una crescita esponenziale e quando ha la palla tra i piedi sai sempre che sta per succede qualcosa. Ma è la conferma anche di Mancini che difende da stopper e poi corre in avanti e diventa assist-man per il raddoppio di Celik: sì esatto Mancini e Celik. Perché con Gasperini tutti devono saper fare tutto e i giocatori sembrano iniziare a capirlo davvero: non è una frase buttata lì, ma un vero e proprio mantra. La Roma si gode il primato in classifica e poco importa se lo fa in condominio con l’Inter che nel posticipo di San Siro batte la Lazio 2-0. […]


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE

Inter e Roma in testa alla classifica, con tre sconfitte in casella. È il bignamino della Serie A, torneo nel quale basta una vittoria per andare in paradiso e un pareggio per entrare in crisi. Brutto calcio ma i risultati premiano Chivu e Gasperini mentre il campione in carica, Conte, va in analisi. […] Sta male anche l’Atalanta, […] la batosta di ieri è stata pesante, la tifoseria bergamasca non ha assorbito Juric, “costretta” ad assistere al giubileo di Gasperini che, in silenzio, ha portato la Roma in testa alla classifica. […]


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO

In attesa del nuovo stadio, nell’Urbe converrà progettare anche una statua equestre per Gian Piero Gasperini, il Marco Aurelio di Grugliasco. […] Quasi a un terzo del cammino, tiene la Roma al primo posto con Baldanzi centravanti (Baldanzi!) e incastona il 2-0 all’Udinese con Mancini rifinitore e Celik goleador, un inno al calcio totale e alla tecnica (e con la migliore difesa). Le grandi idee del condottiero migliorano i giocatori e spingono lontano, nel campionatino in cui i valori e soprattutto i disvalori sono i più livellati di sempre. […] La Roma è li e ci sta bene, perché crede in se stessa e nel suo allenatore. Tra l’altro senza Dybala può giocare con dieci giocatori di movimento e non deve aspettare Godot, ossia le sempre più rarefatte prodezze della Joya (non è più neppure il più bravo della Roma, lo dicono prestazioni e cifre degli ultimi due anni). E’ la Roma di tutti, non di uno solo, e fa tutta la differenza del mondo. […]

Roma Femminile: l’incontro a Trigoria con l’Italbasket (FOTO)

Incontro speciale al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria. La Roma Femminile di Luca Rossettini ha infatti aperto le porte alla Nazionale femminile di basket del commissario tecnico Andrea Capobianco. Oltre alle foto di rito, i capitani delle due squadre (Manuela Giugliano e Laura Spreafico) si sono scambiate due magliette come regalo. “Lo sport è amicizia e passione. Un incontro per augurarsi buona fortuna a vicenda in vista dei prossimi impegni!”, la didascalia che accompagna il tweet pubblicato dalla Roma.

Napoli: incontro tra Conte e la dirigenza. De Laurentiis: “Leggo sul web la favola delle dimissioni di Conte… tra noi sintonia speciale”

Il Napoli non riesce a rialzarsi e la sconfitta per 2-0 contro il Bologna ha rappresentato l’ennesimo passo falso dei partenopei nonostante il mercato faraonico effettuato in estate. Come riportato dal giornalista Matteo Moretto, in queste ore ci sarà un faccia a faccia tra Antonio Conte e la dirigenza del club: l’incontro servirà per capire come e se andare avanti insieme e verrà analizzato nel dettaglio ogni aspetto al fine di prendere la decisione migliore.

Interviene anche il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, attraverso X: “Leggo sul web la favola delle dimissioni di Conte. Io amo molto i social perché sono un modo contemporaneo e veloce di far viaggiare i pensieri. Ma voi sapete che non sempre i pensieri sono giusti o condivisibili. Tra me e Conte esiste da sempre una sintonia speciale che accomuna uomini che usano le 3 “C”…,che piacciono molto ai napoletani e non solo. Ai tifosi che hanno letto qualche stupidaggine dico: sono orgoglioso di avere al mio fianco, e al fianco del Napoli e dei calciatori, un uomo vero come Antonio Conte, capace di sacrificare ogni secondo della sua vita per la sua professione, con estrema generosità e dedizione. Questa è la garanzia più importante che si possa dare oggi a un club, ai calciatori e a tifosi esigenti come quelli del Napoli”.

Bianchi: “La Roma è l’unica che sta andando bene. La prima cosa è non subire reti, poi il gol salta fuori”

RAI RADIO 1 – Ottavio Bianchi, ex allenatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sul rendimento della squadra giallorossa. Ecco le sue parole: “L’unica che sta andando bene è la Roma. Non era partita per fare un campionato in testa, eppure è lì. È un campionato all’insegna dell’equilibrio, ma non di grande livello”.

La fase difensiva della Roma?
“Di vecchi maestri ne ho avuti tanti e dicevano che la prima cosa è non prendere gol. Poi il golletto salta fuori. Alla lunga, però, puntare su un nucleo ristretto di giocatori può rappresentare un problema”.

Primavera: pareggio contro l’Inter. Giallorossi secondi

IL TEMPO (E. INN.) – Un gol allo scadere rovina la festa alla Roma che con l’Inter non va oltre l’1-1, ma il percorso è quello giusto. Al Tre Fontane succede tutto ad inizio e a fine gara, i giallorossi partono forte con il vantaggio che arriva dopo sessanta secondi con il gol all’incrocio dei pali di Di Nunzio. Il pari beffardo nerazzurro è di Cerpelletti al 95′.

A complicare le cose, il successo della Fiorentina ai danni del Frosinone fa scivolare la Roma al secondo posto di una sola lunghezza con 23 punti. In questo turno di campionato, la squadra di Guidi si vede sorpassata e la striscia di vittorie di fila si ferma a cinque ma il bicchiere resta mezzo pieno. I capitolini sono imbattuti per la sesta partita di fila, dopo il ko col Genoa del 21 settembre. Inoltre, la difesa giallorossa resta la meno battuta del campionato (6).

Dopo una prova di grande intensità, la sosta può far rifiatare la Roma che alla ripresa andrà sul campo della Juventus per la 12ª giornata: appuntamento a sabato 22 novembre alle 13.

Primato da sogno: comanda la Roma

Gasperini a Glasgow ci aveva scherzato sopra: «Se ci danno un rigore, faccio a cambio con tre punizioni». Il penalty sbagliato da Dybala a San Siro ancora gli bruciava dentro. Questo qui, che Pellegrini segna contro l’Udinese, è più dolce e spalanca le porte al sogno (ma non ditelo a Gasp) che i tifosi chiamano tricolor. Si esagera? Forse. Ma la classifica della Serie A alla undicesima giornata, racconta di una Roma prima in classifica con l’Inter.

Comanda Gasp, il ballo è appena cominciato. Un miracolo, alla luce delle fatiche, dei risultati mezzi e mezzi di inizio campionato, degli attaccanti latitanti, che si perdono davanti alla porta o per infortuni di varia natura. […] Senza centravanti la Roma si arrangia come può e lo fa anche bene. Mancini si inventa trequartista/ala, Celik prende coraggio e fa finta di essere Maicon: proprio da una combinazione dei due arriva il raddoppio a inizio ripresa e i giochi sono fatti.

E’ la Roma degli anti-eroi, di Pellegrini che aveva (ha) un piede più fuori che dentro
Trigoria, dell’incredibile turco, affidabilissimo in ogni zona del campo, terzino, centrale, dove lo metti sta; di Wesley che corre, si rotola e si guadagna la pagnotta giocando a sinistra, in attesa del ritorno di Angeliño. Di Hermoso, che non era stato preso in considerazione per tutta l’estate e poi è diventato inamovibile, e ieri ha scherzato con Zaniolo. Del solito Cristante, che prima o poi piacerà pure agli espertoni dal palato fine.

Il mercato di gennaio è vicino, una richiesta: accontentate, se possibile, quest’uomo che viene da Grugliasco, via Bergamo, che si è inventato una Roma emozionante, in attesa di riempire la rosa di calciatori un po’ più affidabili. […]

Pensierino finale: la Roma non sarà una macchina da gol, ma la difesa si conferma all’altezza: arriva l’ottava vittoria, la sesta senza subire gol. E non solo per Svilar.

(Il Messaggero)

Calciomercato Roma, il padre di Paredes: “Dybala verrà al Boca Juniors e giocherà con Leandro. Ne hanno già parlato” (VIDEO)

Il futuro di Paulo Dybala è un rebus e al momento non è stata intavolata alcuna trattativa per il rinnovo di contratto, in scadenza il 30 giugno 2026. Intanto diventano sempre più insistenti le voci su un possibile trasferimento al Boca Juniors e ad alimentarle è Daniel Paredes, padre dell’ex giocatore della Roma Leandro e ora in forza proprio agli Xeneizes: “So che Paulo vuole venire al Boca Juniors – la rivelazione a Cadena Xeneize -. Ha il Boca nel cuore e vuole venire. Ho sentito una conversazione tra loro e Paulo disse che sarebbe venuto. Verrà e giocherà insieme a Leandro. La figlia di Dybala sarà tifosa del Boca e lo vedrà giocare alla Bombonera”.

KONÉ: “Do tutto per la squadra. In Italia il calcio è più difensivo, bisogna sapersi adattare e migliorare” (VIDEO)

Manu Koné si racconta e lo fa in un’intervista ai canali ufficiali della nazionale francese. Il centrocampista della Roma ha ripercorso le tappe della sua carriera, soffermandosi anche sull’avventura con la maglia giallorossa. Ecco le sue parole: “Con il passare del tempo si è iniziato a parlare di me, ma inizialmente non mi notava nessuno a causa della mia timidezza. Ero sempre nell’ombra, quindi dovevo mettermi alla prova e far capire alle persone che c’ero anche io in campo. Sapevo di non essere il perno della squadra e che avrei dovuto sempre lavorare. Non sono mai stato sotto i riflettori, ero sempre dietro le quinte. Nessuno diceva: ‘Ah, in quella squadra c’è Koné’. Quindi ho sempre dovuto dimostrare il mio valore”.

Che tipo di giocatore sei?
“Mi piace correre, difendere e dare tutto per la squadra. La gente mi vede maggiormente come un centrocampista difensivo, ma non vedono il mio lato offensivo, che è abbastanza buono. Penso di avere una buona tecnica sotto pressione, inoltre so portare il pallone dalla difesa all’attacco. Il problema è che non calcio così bene (ride, ndr), ma con il tempo migliorerò anche sotto questo aspetto. Non voglio dire di essere un calciatore completo, ma so fare un po’ di tutto. Non sono un grande dribblatore, ma quelle giocate le faccio sin da bambino”.

La nazionale?
“Quando vengo chiamato in nazionale cerco di fare ciò che il mister mi chiede. In campo ognuno deve fare il proprio lavoro per raggiungere. Sono sempre calmo e mi sono ambientato bene, dato che sono qui da circa un anno. Parlo e rido con tutti. Le persone possono pensare che io sia un ragazzo freddo, ma in realtà sorrido spesso e mi piace scherzare. Con me nessuno si annoia”.

Le tue origini?
“Sono nato nel quartiere La Garenne-Colombes, lì ho i migliori ricordi dell’infanzia nonostante non fosse tutto perfetto. Ho dei familiari che vivono ancora lì e tutti i miei amici sono lì. Anche il mio torneo, la MK Cup, si gioca lì. Sin da bambino sognavo di organizzare questo torneo e l’ispirazione proviene da William Gallas, il quale organizzò un torneo nella mia città. Fu un sogno per me. Questo torneo mi permette di riconnettermi ogni anno con la mia città”.

La tua carriera?
“Ho iniziato al Paris FC, poi sono andato al Tolosa e ci sono rimasto per 5/6 anni. Dopo mi sono trasferito al Borussia Mönchengladbach e ora sono alla Roma. Ho conosciuto diverse culture e modi di vivere. A Roma anche il cibo è differente rispetto alla Francia e alla Germania. Il tedesco è molto complicato, capivo poche parole. Sono alla Roma da un anno e capisco praticamente tutto, a volte mi capita di parlare anche in italiano. Anche dal punto di vista calcistico c’è molta differenza tra Germania, Francia e Italia. In Serie A c’è un calcio più difensivo e devi pensare a più cose. Bisogna adattarsi e migliorare”.

Il tuo motto “En mission”?
“Si tratta di un modo di dire ed è nato con un mio amico durante un allenamento. Un giorno abbiamo avuto una discussione, ci siamo guardati e ci siamo detti: “In missione”. Per me è un bello slogan, dato che rispecchia il nostro percorso e anche quello dei nostri genitori, i quali hanno dato tutto per noi. Siamo in missione per tutto, anche in campo. Uso questo motto come motivazione e significa che in qualsiasi caso darò tutto. Fino a quando sarò un calciatore, sarò in missione in campo”.

Cosa significa il calcio per te?
“Passione. Da bambino ero in grado di fare delle pazzie, come lasciare casa a mezzogiorno per tornare alle nove di sera pur di giocare a calcio. Ho sempre amato questo sport, anche a scuola ho sempre giocato a calcio. La passione è alla base del calcio, se viene meno ti senti perso”.

Le Olimpiadi di Parigi?
“Bellissimo partecipare alle Olimpiadi, soprattutto perché si svolsero a Parigi. Fu una sensazione incredibile, non me lo sarei mai aspettato. I tifosi ci hanno sostenuto sin dalla prima partita, siamo arrivati in finale ed era tutto perfetto. Alla fine abbiamo perso, ma abbiamo comunque conquistato la medaglia d’argento. Ho legato con molti calciatori di quel gruppo come Mateta, ma anche con Olise, Doué, Akliouche, Badé. Inoltre è stato un orgoglio avere Henry come ct. Molti giocatori di quel gruppo ora sono nella nazionale maggiore e continuano ad avere un rendimento di alto livello”.