Roma-Midtjylland: prosegue l’iniziativa “Al Mio Posto” per i tifosi in difficoltà economica

Giovedì 27 novembre alle ore 18:45 va in scena allo Stadio Olimpico il match tra Roma e Midtjylland, valido per la quinta giornata della fase campionato di Europa League. Come annunciato dalla società giallorossa tramite un comunicato, prosegue anche in questa partita l’iniziativa “Al Mio Posto” lanciata dal club per i tifosi in difficoltà: “Anche per Roma-Midtjylland, in calendario giovedì 27 novembre alle 18:45, gli abbonati di Coppa che non potranno andare all’Olimpico avranno la possibilità di cedere gratuitamente il proprio posto ai romanisti in condizione di fragilità economica.

Prosegue infatti “Al Mio Posto”, il programma del Club che permette appunto agli abbonati di Coppa che sanno di non poter essere presenti sugli spalti in occasione di un match di Europa League o di Coppa Italia di donare il proprio posto compilando questo form.

L’AS Roma provvederà a segnalare successivamente la disponibilità di posti gratuiti alle parrocchie e alle case famiglia della propria Community che forniscono assistenza a persone in condizioni di fragilità economica”.

(asroma.com)

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Post Match – Gasperini al tempo della Roma

LR24.IT (MIRKO BUSSI) – Alcuni dei migliori cocktail hanno la dicitura “sbagliato” che non ne comprometterà comunque il successo. La ricetta resta basata sull’originale ma la mancanza o la sostituzione di un ingrediente ne offre una sfumatura differente. È circa quello che sta facendo Gasperini alla Roma. Senza avere sul balcone i gusti preferiti in materia offensiva, il gusto della sua squadra oggi risulta meno affilato, meno esplosivo rispetto a quello che veniva versato ormai in tutti i bar di Bergamo.

Ha bisogno, invece, di tempi più dilatati per far emergere il suo desiderio. Come succede nel gol del 2-0 di domenica contro l’Udinese, arrivato al culmine di 22 passaggi consecutivi, iniziati da Svilar nella propria area e conclusi da Celik in quella altrui. Dentro si riconosce, nitido, il tocco dell’allenatore, seppur sfumato con gli ingredienti ora a disposizione.

Al principio, si vede Svilar scattare al limite dell’area con il pallone in mano e l’intenzione di avviare una ripartenza. Ma ha più giocatori alle spalle che davanti e nessuno, tra Pellegrini, Soulé o Baldanzi, ha nel navigatore la direzione della porta come destinazione preferita, in particolare su distanze lunghe. Questione di ingredienti, appunto.

Nel miscelare l’azione, allora, ecco i tratti tipici delle preparazioni di Gasperini: a sinistra prima e a destra poi, si compongono quei quadrilateri di progressione che vedono coinvolti terzo di difesa, quinto laterale, mediano e trequarti di parte, pronti ad avanzare in catena. Quando Soulé pare accennare all’uno contro uno tenendo in mano la riga laterale come preferisce, nessun romanista ha l’istinto di attaccare l’area di rigore, totalmente presidiata da difensori dell’Udinese. Anzi, è Mancini, utilizzato ultimamente da terzo e non più da centrale proprio per questa tendenza, il più minaccioso come si vede sotto. È un ulteriore aspetto ritardante sullo sviluppo, che va a riannodarsi nuovamente spostandosi sul lato opposto.

Sul nuovo cambio di lato, tratto tipico delle fasi di possesso di Gasperini, spicca come all’interno del blocco difensivo dell’Udinese, ora ricomposta interamente nella propria metà campo, non vi sia posizionato alcun giocatore della Roma. Tutti sono disposti in ampiezza o quasi, proprio a sottolineare le strutture che le squadre di Gasperini ricercano per gli sviluppi offensivi. Questa scelta, in alcuni casi, complica il superamento di blocchi difensivi medio-bassi e che sono in grado di scivolare rapidamente sul lato forte, complicando le combinazioni sulle catene laterali ricercate dall’allenatore della Roma.

Sarà Koné, dopo triangolazione interna con Pellegrini, a riuscire a sbucare all’interno della struttura difensiva dell’Udinese, dando di conseguenza pericolosità allo sviluppo offensivo della Roma.

Da qui, ora, la Roma può trovare l’area di rigore, rigorosamente da un accesso laterale come da preferenza di Gasperini. Sul pallone a Celik, ecco la sovrapposizione interna di Mancini, il terzo invasore, in un altro connotato tipico degli sviluppi offensivi dell’allenatore. Triangolazione (di nuovo…) chiusa e finalizzazione del laterale turco. A quel punto, l’area avversaria era stata inondata da 7 giocatori della Roma. Oltre ai due protagonisti, ci sono i tre giocatori più offensivi, il quinto opposto (Wesley), più Koné. Tutto come da ricetta originale. Ma con 22 passaggi di mezzo, una lavorazione decisamente più lunga rispetto al moto vorticoso che Gasperini era solito accentuare nelle sue squadre. Ma questa è la Roma “sbagliata”, che comunque funziona.

ROMA-COMO: info biglietti. Al via la vendita

Lunedì 15 dicembre alle ore 20:45 andrà in scena allo Stadio Olimpico il match tra Roma e Como, valido per la quindicesima giornata di Serie A. Come annunciato dalla società giallorossa, dalle ore 12 di oggi è iniziata la vendita libera dei biglietti: “AS Roma comunica che a partire dalle ore 12:00 di martedì 11 novembre, sarà possibile acquistare i biglietti validi per la gara Roma – Como del 15 dicembre ore 20:45.

Ogni tifoso potrà acquistare fino a un massimo di 4 biglietti, per singola transazione.

I biglietti saranno emessi in modalità esclusivamente digitale, sarà quindi possibile scaricarli sul WALLET del proprio telefonino e anche all’interno dell’app IL MIO POSTO. Non sarà quindi inviato alcun file PDF di riepilogo.

Contemporaneamente alla vendita libera, e per tutto il periodo di vendita, gli abbonati Plus per la stagione 2025/26, potranno usufruire di un prezzo dedicato per l’acquisto di biglietti extra (NON CEDIBILI) anche in settori diversi rispetto al proprio abbonamento. È possibile acquistare i biglietti con la tariffa dedicata solo online e sarà sufficiente effettuare il login inserendo il PNR e la data di nascita. Ogni abbonato potrà acquistare un massimo di due biglietti in un’unica transazione.

Gli abbonati Plus potranno accedere al servizio di rivendita a partire dalle ore 10:00 di martedì 18 novembre.

Maggiori informazioni sul servizio di CAMBIO UTILIZZATORE saranno comunicate successivamente”.

(asroma.com)

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Totti: “Mourinho numero uno, ha riportato un trofeo a Roma dopo tanto tempo. Il prossimo scudetto? Nell’anno del centenario…” (VIDEO)

BETSSON.SPORT – Francesco Totti e Marco Materazzi sono i protagonisti del nuovo format “AperiTotti” condotto da Pierluigi Pardo e tra i vari temi trattati il Capitano si è soffermato anche su Carlo Mazzone e José Mourinho. Ecco le sue parole.

Avresti potuto vincere di più…
“Ci chiamavano eterni secondi. Una volta c’era la Juve, una volta l’Inter, una volta il Milan…”.

Il cucchiaio a Inter-Roma?
“Ho fatto 5/6 carini nella mia carriera. Lo scavino a Julio Cesar è stata una cosa istintiva. Dopo un contrasto a metà campo ho iniziato a puntare Materazzi, il quale continuava a indietreggiare. Poi è stato bravo Mancini a fare il taglio e a farsi seguire, io ho fatto finta di calciare forte e ho fatto il cucchiaio. Se avessi calciato forte Materazzi l’avrebbe intercettata in scivolata”.

Quanto ha inciso l’istinto nella tua carriera?
“Tanto. Giocando in quel ruolo l’istintività è tutto per un giocatore, quando sei libero e incosciente fai qualcosa di diverso. Alcuni mister volevano che facessi determinate cose, Zeman era il più preparato e chiedeva tagli e palla dentro. Zeman è stato l’artefice di tutto, ha contribuito tanto alla mia crescita. Sotto il punto di vista fisico mi ha cambiato tantissimo”.

Mazzone?
“Mi ha dato l’impronta giusta. Sono stato fortunato a trovarlo al momento giusto, avevo 17 anni. Mi ha gestito a 360 gradi e per me è stato perfetto”.

Come era Ronaldo ‘Il Fenomeno’?
“Dopo Maradona è stato il più forte di tutti i tempi. L’unico dispiacere è non averci giocato insieme, sarebbe stato un sogno”.

Con Cassano hai fatto delle cose discrete…
“Sono giocatori diversi, ma con lui mi sono divertito tanto. Giocavamo a occhi chiusi. L’ho cresciuto appena arrivato, lui venne alla Roma per me. Io l’ho un po’ indirizzato su come muoversi a Roma. Antonio è espansivo, dice quello che pensa e l’ha fatto anche con Batistuta e Sensi. E’ un po’ troppo diretto”.

Cosa mi manca?
“Lo spogliatoio, il ritiro, le ca***te che facevamo. Però quando stavamo in ritiro ci rompevamo, ma sono quelle cose che andando avanti con il tempo le rifaresti”.

Il Mondiale del 2006?
“Se non ci fossi stato io ci sarebbe stato qualcun altro e avrebbero vinto ugualmente. Il gruppo era solido e unito, c’era anche un grande allenatore”.

Il ruolo di Lippi?
“Mi ha aspettato dal giorno stesso dell’infortunio. Mi ha scritto subito e il giorno dopo è venuto a Villa Stuart. Ogni settimana veniva a Trigoria per sapere come stessi, mi chiamava tutti i giorni. I tempi erano molto stretti, ma tra fortuna e bravura dei dottori siamo riusciti a tornare in tempo”.

Non eravamo favoriti in quel Mondiale…
“Dopo Calciopoli noi ci siamo uniti ancora di più, era un disastro”.

Il tuo rapporto con Nesta?
“Ci sono cresciuto insieme, abbiamo fatto le giovanili di Roma e Lazio e abbiamo fatto lo stesso percorso dai 12 anni in su. Ragazzo eccezionale e uno dei centrali più forti al mondo. Ti trasmetteva positività e tranquillità. Non ci siamo mai frequentati, uno era a Roma Nord e l’altro era a Roma Sud. Ma soprattutto non era aria, era anche per rispetto della gente”.

Ripensi al passato?
“Le trasferte e i viaggi sono quelle cose che ti porti dietro e difficilmente dimentichi. Non c’era la tecnologia…”.

L’ansia prima della finale?
“Lippi ci disse che potevamo fare anche le 5/6 di mattina, ma alle 9 dovevamo stare in campo e nessuno poteva dire di essere stanco”.

Il gol di Materazzi in finale?
“E’ saltato 7 metri, è arrivato sopra la traversa (ride, ndr)”.

Dybala straordinario dal punto di vista della qualità, anche se è un po’ fragile. Soulé sta crescendo bene?
“Sta facendo grandi cose. Sono contento perché se lo merita. È forte di testa, è cattivo sotto quel punto di vista. Adesso sta bene fisicamente e con Paulo (Dybala, ndr) potrebbero fare grandi cose. Se facessero più partite insieme sarebbe meglio. Parlando la stessa lingua, sarebbero un po’ come io e Cassano”. 

Il Napoli ha vinto due scudetti negli ultimi anni: perché non è successo a Roma? 
“Sono quasi due piazze simili. De Laurentiis ha fatto un grande lavoro, ha preso un grande allenatore che ha voglia di vincere e ha sempre vinto. E’ stato come un puzzle e in quei contesti puoi fare bene. Conte è un allenatore che si può permettere di fare tutto, come Mourinho e Capello. Quando arrivano, oltre alla squadra, hanno forza e se prendi questi personaggi vuol dire che vuoi vincere senza perdere tempo. Si tratta di un messaggio forte. In un contesto annuale ci sta avere alti e bassi, ma quando si hanno personaggi così carismatici e forti è difficile che hai problemi nel quotidiano. Questi allenatori hanno carta bianca su tutto, giustamente”. 

C’è stato un momento in cui la Roma soffriva tanto a San Siro…
“Magari un momento, è durato 20 anni (ride, ndr). C’è stato uno switch negli ultimi 5/6 anni. Nell’anno dello scudetto abbiamo perso due partite e arrivarono entrambe a Milano, 3-2 contro il Milan e 2-0 contro l’Inter”.

Cristiano Ronaldo o Messi?
“Se parli male di Cristiano Ronaldo vuol dire che sei invidioso. Per me Maradona è il calcio e fa parte di un’altra categoria, poi c’è Ronaldo ‘Il Fenomeno’. Infine vengono Cristiano Ronaldo e Messi, che sono uguali”.

Il prossimo scudetto della Roma quando arriverà?
Nell’anno del centenario…”. Interviene Materazzi: “Quando Totti torna a Trigoria”.

Gasperini tanta roba…
Buon allenatore, speriamo che possa continuare su questa strada“.

Il periodo di Mourinho alla Roma?
Top, numero uno. In due anni che è stato qua ha fatto due finali: una l’ha vinta e una l’ha persa. La seconda l’ha persa male… Però ha portato un trofeo europeo a Roma dopo 30 anni.

Calciomercato Roma, avviati i contatti per Zirkzee: call per capire la situazione del centravanti. Su di lui anche il West Ham

L’emergenza nel reparto offensivo della Roma è ai massimi livelli e agli infortuni di Paulo Dybala, Leon Bailey ed Evan Ferguson si è aggiunto anche quello di Artem Dovbyk. Il centravanti ucraino resterà ai box per 4/6 settimane a causa di una lesione del tendine del retto femorale sinistro e intanto il club giallorosso sta valutando diversi rinforzi in vista di gennaio. Tra i nomi più caldi c’è sicuramente Joshua Zirkzee e, come rivelato da Fabrizio Romano su YouTube, sono iniziati i contatti per l’attaccante olandese. Inizialmente si è mosso il West Ham, ma ora anche la Roma ha effettuato alcune chiamate per capire la situazione del classe 2001. Da valutare anche la posizione del Manchester United, che ha appena perso il centravanti Benjamin Sesko per infortunio (anche se non sembra particolarmente grave). Ruben Amorim, allenatore dei Red Devils, non ha mai voluto lasciar partire Zirkzee, dato che crede che l’attaccante possa essere importante grazie alla sua duttilità. Il calciatore però vuole giocare e punta ad avere maggiore minutaggio per sperare in una chiamata del ct dell’Olanda in vista del Mondiale del 2026.

Sabatini: “La Roma migliora ogni domenica. Soffre la mancanza di una punta, ma Gasperini si inventerà qualcosa”

TUTTOSPORT – Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul rendimento della squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni.

Chi la intriga di più?
“La Roma sta diventando reale: vedo miglioramenti ogni domenica. È molto forte in difesa, trova linee di passaggio pulite. Soffre la mancanza di una punta, ma Gasperini sarà capace di inventarsi qualsiasi cosa. Ma non cambio idea sui reali valori del campionato: l’Inter ha la squadra più forte, l’organico più completo di tutti. Ha i mezzi per poter fare grandi cose e Chivu ha subito capito come modellare il gruppo secondo le sue idee”.

Quando si creava un problema, come lo gestiva? Soprattutto a Roma l’ambiente è sempre stato elettrico, in particolare nel periodo che avete vissuto insieme. 
«Quando denunciava un problema, richiedeva un parere. Tende al chiarimento sempre, ma tutto finisce poi su argomenti di pallone. La sua vita è lacrime e sangue appresso al calcio, pensa soltanto al lavoro».

In che cosa l’ha stupita Spalletti a Roma?
«Lui studia persino gli sguardi, la postura del corpo. Per me è un genio dei dettagli. Sono sicuro che alla Juve possa ripetere l’impresa di Napoli. Lui aveva bisogno di un ambiente operoso, il suo modo di essere si sposa alla perfezione con la cultura juventina. È un matrimonio perfetto anche per rilanciare Luciano dopo la Nazionale».

Testa a Cremona: il riposo non esiste

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Dio forse esiste. Il riposo sicuramente no. Non scriverò una parola sulla bontà del lavoro di Gasperini perché il valore di quello che sta facendo è stato evidente sin da subito. Si vedeva da Kaiserslautern. […] È sempre stata figlia del suo allenatore (mai assomigliato a Ranieri). La Roma che si sta gasperizzando allargandosi a macchia d’olio (su tela) sul campo è un processo iniziato dal momento in cui si è scelto un Lavoratore Capace. […]

Oggi zero complimenti, zero fanfare, oggi ancora più di ieri c’è da lavorare. Soprattutto nelle due settimane di riposo che non esiste. La Roma che è prima, e gioca con il romanismo come modulo e schema, è la Roma che è rimasta centrata mentre tutto il mondo deragliava appresso a chiacchiericci, mode critiche del momento, riflessioni apparentemente profonde e persino “ribelli”, per questo dozzinali. Non dico niente. Tifo e spero di rivedere questa squadra a Cremona. Finora c’è sempre stata (quando ha perso non è mai stata dominata).

E stavolta il tabellino con l’Udinese rende clamorosa giustizia, alla voce marcatori: L. Pellegrini, Celik. Due giocatori simbolo della serietà, e della sofferenza, di questa squadra. Pellegrini un anno fa con l’Udinese entrava tra 40.000 fischi, domenica con l’Udinese è uscito fra 60.000 applausi. L’anno scorso ha segnato alla Lazio, su rigore all’Udinese e in Coppa, quest’anno ha segnato alla Lazio, su rigore all’Udinese e in Coppa. Il tempo si ripete per far vedere come passa. […]

Credo che dopo quelle di Falcao, di Tommasi a Bergamo, di Cassetti nel derby, la mia esultanza preferita adesso è quella di Celik con l’Udinese: segna sorride, abbozza un gesto, come se avesse segnato al figlio al parco, e immediatamente torna verso il centrocampo educato così com’è al lavoro. Era al suo primo gol in Serie A! Questo per me è romanismo. Alla voce marcatori ci sarebbe dovuto essere: “atteggiamenti di Pellegrini e Celik”. Fiori di grotta. Sono quelli che sbocciano solo in certe condizioni ambientali, difficili e senza sole, e che per questo sono i più belli. Fiori che però non sopravvivrebbero se sovraesposti. […]

Non credo alle favole, credo a Geppetto che le costruisce. A Gasperini. A gente come Pellegrini e Celik, a chi la Roma la tratta come quei fiori della grotta tenendosela, zitto, dentro il cuore. Testa a Cremona. C’è da lavorare: il riposo non esiste.

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Cercasi attaccanti: Gasperini ha fretta

IL ROMANISTA – La Roma ha bisogno di rinforzi il più in fretta possibile. Di innesti se non pronti all’uso, comunque velocemente adattabili ad un contesto che funziona. Questa la linea guida uscita dal meeting andato in scena a Trigoria lo scorso fine settimana alla presenza di Gasperini, Ryan Friedkin e Frederic Massara. Le esigenze sono ovviamente ben note e la lista dei desideri del Gasp parte dall’attacco, con la necessità di due pezzi nuovi: un esterno sinistro e un centravanti. Bailey e Ferguson avrebbero dovuto colmare queste carenze, ma, infortuni e sorte hanno detto altro. Massara ha già cominciato la ricerca da settimane. Sarà comunque un mercato fatto di opportunità da dover cogliere anche perché la Roma dovrà comunque muoversi dentro i parametri del settlement agreement firmato con la UEFA. Un’altra zona del campo sotto osservazione è la mediana, con El Aynaoui che partirà per la Coppa D’Africa. A Gasperini farebbe comodo un uomo in più lì in mezzo. Le esigenze sono chiare, le difficoltà per operare anche. Massara è al lavoro, Gasp aspetta.

A gennaio caccia al rinforzo

Emergenza in attacco? Gasperini spesa di poter contare su un supporto dal mercato invernale. Dovbyk si è infortunato e non garantisce affidabilità dal punto di vista realizzativo; Ferguson è ancora fermo a zero gol stagionali; Dybala segna ma la sua condizione atletica non gli permette di giocare sempre 90 minuti a partita. Ecco che allora i tifosi chiedono al club uno sforzo per trovare un centravanti che possa garantire gol nella corsa Champions. Come Joshua Zirkzee, che nelle prime 12 partite stagionali con il Manchester United ha giocato appena 90 minuti complessivi. E allora c’è una possibilità di vederlo in Serie A, così come Arnaud Kalimuendo, appena 66 minuti collezionati con il Nottingham Forest.

(corsport)

Quel gran simpaticone

All’Insopportabile Antipatico sono bastate otto vittorie per diventare il Gran Simpaticone della compagnia. Il primo posto alla pari con l’Inter c’entra, però, non è l’unico motivo alla radice della novità. I risultati fanno parte dei poteri forti del calcio, ma, non è solo questo. La faccenda puzza di empatia perché la gente sa riconoscere chi è o chi fa finta di essere. E a Roma ti sgamano in un attimo. Così i suoi sorrisi che prima sembravano impertinenti, oggi sono diventati parte integrante della simpatia acquisita tra la gente della Roma. Gian Piero Gasperini continua a non avere il cento per cento del gradimento popolare perché c’è chi non dimentica o non vuole dimenticare, ma i suoi primi mesi alla guida della Roma raccontano di fatti al di sopra di ogni antipatia. Cosa gli vuoi rimproverare a un capolista che ha cominciato a lavorare a Trigoria soltanto lo scorso luglio e con una rosa incompleta? La sua Roma è ancora tutta da scoprire. […] I giallorossi seguono per filo e per segno il loro allenatore. Credono in quello che gli viene detto e in quello che gli viene insegnato. Il tutto grazie a GPG, che è riuscito ad entrare nelle loro teste. […] La Roma non è la squadra più forte del campionato, ma, è stata la più brava del campionato. Non era scontato che lo fosse, specie senza centravanti.

(corsport)