Riprende il lavoro a Trigoria: senza i Nazionali e gli infortunati, la Roma torna ad allenarsi al Fulvio Bernardini agli ordini di Gian Piero Gasperini. Oggi pomeriggio la squadra ha svolto lavoro atletico incentrato su ripetute e poi una partitella a campo ridotto. Dopo la sosta i giallorossi riprenderanno il cammino in campionato in casa della Cremonese domenica 23 novembre alle 15,00. Gli scatti della seduta odierna:
RAI 1 – Gian Piero Gasperini torna a parlare durante la sosta per gli impegni delle Nazionali. Il tecnico giallorosso ha rilasciato un’intervista al TG1, in onda questa sera. Di seguito le sue dichiarazioni: “Abbiamo fatto un ottimo lavoro all’inizio, adesso stiamo raccogliendo buoni frutti ma siamo consapevoli delle difficoltà del campionato”.
La Roma è prima in classifica, ai tifosi ha detto che sono liberi di sognare. Sognare lo scudetto? “Tutti sono liberi di sognare, si può fare tranquillamente. Speriamo che il risveglio sia positivo. Intanto godiamoci questo momento”.
L’importante è crederci… “Quello sicuramente, i giocatori con il loro atteggiamento e comportamento ci credono in ogni partita. Siamo solamente all’inizio. Quando fai un bel sogno è già qualcosa di buono”.
Il calciomercato di gennaio? “Come sempre, vale un po’ per tutte le squadre, si deciderà al momento”.
Il rapporto con i tifosi? “Con il tempo ci si conquista, ci si conosce soprattutto e ci si apprezza sempre di più. Non è una cosa che si può ottenere così: baciando la maglia, facendo queste cose o andando sotto la Curva”.
Il nuovo Stadio? “Sarebbe veramente un grande regalo da parte della società e della proprietà. Ho visto il progetto ed è meraviglioso. È una società che ha voglia di investire, di fare lo stadio e di migliorare la squadra”.
Il cibo di Roma? “Devo stare un po’ attento (ride, ndr). È una cucina sempre molto importante. La cosa che mi piace molto è che al mattino esco abbastanza presto per venire a Trigoria, giro in Via dei Serpenti e mi trovo davanti il Colosseo, è un bel modo di iniziare la giornata”.
L’Italia? “Speriamo finalmente che si possa andare ai Mondiali, anche per le nuove generazioni sarebbe importante che l’Italia tornasse a giocare i Mondiali”.
SKY SPORT – Tra i convocati di Gattuso con l’Italia Bryan Cristante ha parlato della sfida contro la Moldavia, in programma domani sera. Le parole del centrocampista della Roma ai microfoni dell’emittente televisiva:
Sulla carta è una partita semplice, che insidie nasconde? “Vogliamo vincere e fare una prestazione convincente perché è importante continuare il percorso di crescita. Non è mai facile, in Europa tutte le squadre vanno forte, soprattutto in casa vogliono far bene davanti ai tifosi. Dobbiamo interpretarla bene dal primo minuto”.
Vincere questa e con la Norvegia per non avere rimpianti o per avere consapevolezza in vista del futuro? “Sì, penso sia un fatto di consapevolezza. Vincere aiuta a vincere. Dobbiamo fare grandi prestazioni per farci trovare pronti a marzo”.
Come ti trovi con Gattuso?Sei l’unico nella rosa ad aver giocato con lui. Trasmette senso di appartenenza. “Ha dentro questa maglia, la carica fa parte di lui. Ha fatto la storia della Nazionale, gli viene naturale e lo trasmette in maniera forte”.
Dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, la Roma ricomincerà il suo cammino in campionato in casa della Cremonese domenica 23 novembre in occasione della dodicesima giornata di Serie A. Sul sito ufficiale del club di Cremona si legge che “la libera vendita del settore Ospiti inizierà successivamente ed in conformità alle disposizioni emanate dall’O.M.N.S (Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive)” e successivamente si specifica che il settore riservato ai romanisti è “momentaneamente chiuso in attesa delle decisioni delle Autorità competenti”. Di seguito la nota ufficiale:
Stadio “Giovanni Zini” domenica 23 novembre 2025 ore 15
La vendita dei tagliandi si svolgerà con le seguenti modalità:
FASE 1 – RISERVATA AI TITOLARI DI CREMO CARD NON ABBONATI (emesse entro il 10/11/2025) Dalle ore 12:00 di giovedì 13 novembre alle ore 12 di lunedì 17 novembre.
FASE 2 – LIBERA VENDITA La libera vendita dei settori locali inizierà successivamente ed in conformità alle disposizioni emanate dall’O.M.N.S.
FASE 3 – VENDITA SETTORE OSPITI (CURVA NORD) La libera vendita del settore Ospiti inizierà successivamente ed in conformità alle disposizioni emanate dall’O.M.N.S
Leandro Paredes ha rilasciato un’intervista e tra i tanti temi toccati anche quello relativo a Paulo Dybala e ad un suo possibile passaggio al Boca Juniors. Queste le parole dell’ex centrocampista giallorosso: «Riguardo a Paulo, dico sempre che c’è sempre la speranza. Avere un giocatore come Paulo in squadra, con la qualità e la personalità che possiede, sarebbe sicuramente qualcosa di spettacolare, ma lascio che la decisione la prenda lui. Non posso intromettermi, non sono io a doverlo fare. Ci sono moltissime cose da mettere sulla bilancia, anche il fatto di essere padre, quindi spero che prenda la decisione migliore per sé e per la sua famiglia. Noi restiamo con la speranza intatta». Nella giornata di ieri, proprio dall’Argentina, erano arrivate smentite su un possibile trasferimento di Dybala al Boca.
In questa pausa per le nazionali, si parla di mercato nell’etere romano, con Gasperini che si aspetta rinforzi. “I nomi usciti per il mercato sono di Gasperini: stavolta, almeno nelle intenzioni, daranno molto ascolto al tecnico”, il pensiero di Francesco Balzani. Così invece Filippo Biafora: “Gasperini vorrebbe sia un esterno che un centravanti, l’input dato dal tecnico è quello di prenderli il prima possibile, bisognerà vedere cosa riuscirà a fare la Roma”
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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Nuovo centravanti? Prenderei Scamacca. La Roma non può permettersi di sbagliare (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)
L’idea di riportare Zirkzee in Italia e vederlo alla Roma di Gasperini mi intriga particolarmente (STEFANO AGRESTI, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)
Zirkzee alla corte di Gasperini diventerebbe qualcosa che non ci immaginiamo… (GIANNI VISNADI, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)
C’è grande serenità tra Gasperini e la dirigenza, chiaramente supportata dai risultati. Questo spingerà la società ad accontentare l’allenatore sul mercato. Per il centravanti dipenderà molto dalle occasioni che si presenteranno (ANGELO MANGIANTE, Manà Manà Sport 90.9)
I nomi usciti per il mercato sono di Gasperini: stavolta, almeno nelle intenzioni, daranno molto ascolto al tecnico. (FRANCESCO BALZANI,Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
Se la società ha veramente intenzione di mettere qualcosa a disposizione di Gasperini, lo faranno entro i primi 5 giorni di mercato, se non lo fanno entri i primi 5 giorni, temo che assisteremo al solito balletto, per cui arriverà qualche cosa nelle ultime ore di mercato, così per arrangiarsi, come è successo negli anni scorsi. (ANTONIO FELICI,Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
Gasperini vorrebbe sia un esterno che un centravanti, l’input dato dal tecnico è quello di prenderli il prima possibile, bisognerà vedere cosa riuscirà a fare la Roma. In attacco Zirkzee è il preferito, più per condizioni economiche che per qualità. (FILIPPO BIAFORA, Manà Manà Sport 90.9)
Nuovo appuntamento con Dreaming Roma, dove a raccontarsi sono i talenti della Primavera. Oggi è la volta di Alessandro Di Nunzio. Queste le sue parole:
Ciao Ale. «Buonasera».
Come va? «Tutto bene».
Sei emozionato? «No, tranquillo».
Abbiamo parlato di fantacalcio. «Esatto. È solo una chiacchierata».
Non mi hai ancora dato dei consigli però. «Eh, dobbiamo tornarci sopra. Anche io in questo momento sto facendo fatica».
Parli di fantacalcio nello spogliatoio o solo con gli amici fuori dal campo? «Con gli amici».
Quindi non lo fate tra compagni di squadra? «No, non quest’anno».
Non quest’anno, quindi a volte sì. «Sì».
Sei nato a Roma. «Sì».
Non sembri il tipo romano spavaldo o chiassoso. Sembri piuttosto introverso. È così? Sei riservato o solo timido? O magari mi sbaglio e nella vita reale sei estroverso? «Sono un po’ introverso. Quando sono con le persone giuste, perché credo che ci si debba aprire solo con chi si ritiene adatto, non con tutti, visto che molti sono pronti a giudicare».
Quanti amici stretti hai? «Li conto sulle dita di una mano, quelli davvero sempre pronti ad aiutarmi. Quando ho un problema e li chiamo, ci sono sempre per sostenermi, ma sono pochi».
Essere arrivato fino alla Primavera della Roma ti fa percepire intorno a te un’attenzione diversa? «Sì, ci sono persone che si avvicinano solo perché giochi a calcio. Accade fin da quando sei piccolo. Tutti hanno grandi aspettative su di te, anche chi non ti conosce bene. Ma penso che succeda a tutti».
Torniamo a Roma come città. In che quartiere sei nato e che rapporto hai con Roma? «Sono nato a Monteverde, ora vivo a Casetta Mattei. Roma per me significa tantissimo. Siamo molto fortunati a vivere qui, spesso non lo apprezziamo abbastanza. È la città più bella del mondo e sono felicissimo di esserci nato».
Immagino ti faccia piacere condividere il compleanno con Roma, visto che sei nato il 21 aprile. «Sì, certo».
Roma è un po’ più vecchia di te, però. «Solo di qualche anno».
Un segno del destino. «Già. Un altro motivo d’orgoglio».
Hai iniziato a giocare a calcio da bambino, all’Olimpia se non sbaglio. Eri di quei bimbi che dormivano col pallone? «Sì. Mia madre dice sempre che andavo a dormire con un pallone, perché era parte della mia vita. Già a quattro anni giocavo per strada e nei cortili. Poi sono entrato in una scuola calcio e ho iniziato a farmi notare».
Sei arrivato alla Roma a nove anni. Com’è stato per un bambino scoprire questa cosa? «Era il mio sogno fin da quando ho iniziato. La mia famiglia tifa tutta Roma, sono cresciuto così e sono romanista. Per tutti è un sogno arrivare nelle giovanili della Roma e provare a raggiungere la prima squadra».
Ti ricordi il primo giorno, dieci anni fa? «Sì, ricordo ancora il giorno del provino. Un’emozione incredibile. Quando hanno chiamato mio padre, non ci credevo: ero piccolo e pensavo fosse uno scherzo, invece era tutto vero».
Quindi ti hanno chiamato per un provino a Trigoria, insieme a tanti altri ragazzi. Eri già centrocampista? «No. Da piccolo giocavo difensore centrale. Poi, passando dal campo a 7 a quello a 9, ho iniziato a giocare a centrocampo».
Un po’ più avanti, quindi. «Sì».
Dopo il provino, chi ti ha comunicato che eri stato preso? «Ancora mio padre. Ha ricevuto la chiamata dalla Roma e mi ha detto: “Mi ha chiamato la Roma per firmare”. Ero il bambino più felice del mondo».
Tutta la tua famiglia tifa Roma, giusto? «Sì, tutti. Soprattutto mio nonno. È stato lui a tramandare la passione: nonno, padre e figlio».
Hai fratelli o sorelle? «Sì, una sorella».
Segue il calcio anche lei? «Tifa Roma, ma non lo segue molto».
Meglio così, altrimenti sarebbe troppo. «Esatto».
In questi dieci anni nel settore giovanile hai vissuto tante vittorie, tra cui lo Scudetto Under 17 e le convocazioni in Nazionale. C’è un momento o una persona speciale? «Ci sono tante persone importanti, ma voglio ricordarne una che non c’è più: il mister Marco Scisciola. Mi ha insegnato tantissimo: veniva una o due volte a settimana per lavorare sulla tecnica, sui duelli uno contro uno, sul controllo di palla».
Hai toccato un tema che mi sta a cuore. Hai detto che giocavi per strada, cosa che oggi non si fa più, e hai parlato di tecnica. A Roma la tecnica è centrale. Hai visto cambiare tanto gli allenamenti? «Sì. Ogni allenatore ha il suo metodo, quindi ogni anno bisogna adattarsi. Ma la base resta la stessa: tecnica e lavoro con la palla. Dai passaggi ai controlli, sono aspetti fondamentali nel calcio moderno».
In Italia ci si concentra troppo sulla tattica? «Sì, un po’. Quando affrontiamo squadre come Francia o Germania, più fisiche e veloci, noi italiani puntiamo molto sulla tattica e sul possesso, quindi dobbiamo saperci adattare».
Tornando alle vittorie: due titoli, ma anche qualche finale persa. La prima vittoria resta la più speciale? «Sì. La prima è indimenticabile perché venivamo dall’Under 15 dove avevamo perso la semifinale Scudetto con il Milan. Ci eravamo promessi di vincere l’anno dopo, e ce l’abbiamo fatta».
Credi che le delusioni aiutino a crescere? L’anno scorso hai avuto due “ferite”: non stavi bene nelle finali U20 e la sconfitta nella finale U18. Ti hanno fatto migliorare? «Sì. Molti di noi U18 sono passati in U20, sapevamo di poter vincere e ora abbiamo ancora più fame».
Come l’Europeo vinto con la Nazionale. Sei campione d’Europa Under 17. Che esperienza è stata? «Un onore. Un’esperienza indimenticabile. Vincere un Europeo non è mai facile, ci si allena poco insieme, ma abbiamo lavorato tanto e ce l’abbiamo fatta».
Due tuoi compagni, Arena e Maccaroni, sono al Mondiale U17. Li hai consigliati? «No, non ne hanno bisogno. Quando vieni convocato, sei pronto. È il sogno di tutti».
Com’è Di Nunzio nello spogliatoio? «Sono tranquillo, ma se c’è un problema aiuto sempre gli altri. Siamo una squadra, anzi una famiglia».
Quali sono le tue qualità e cosa devi migliorare? «Ho giocato spesso da mediano, quindi sono bravo nel recuperare palla e impostare. Ora che gioco più avanti, devo essere più incisivo in zona gol».
Ti piace questa nuova posizione più offensiva? «Sì. Nel calcio moderno serve sapersi adattare. Giocare più avanti mi aiuta a crescere e mi permette di cercare gol e assist».
Cos’è più importante in questo ruolo? «Trovare spazio. Se ci riesci, hai tempo per servire o tirare».
Un regista tecnico come te può anche essere un recupera-palloni? «Sì. Nel calcio moderno serve fare entrambe le fasi».
Il tuo idolo? «Totti, ovviamente».
Risposta immediata! Ti dà anche consigli, vero? «Sì, parlo spesso con lui. È una persona splendida. Non sarò mai come lui, ma è un esempio».
Fuori dal campo cosa ti piace fare? «Stare con gli amici. È importante staccare dal calcio, rilassarsi e non pensare sempre alle partite».
Un atteggiamento utile per il professionismo. «Sì, perché c’è tanta pressione. Bisogna dimostrare sempre tanto. Sapere quando staccare aiuta molto».
E i social? «Li uso con moderazione. Non ho molti follower, mi servono più per distrarmi».
Hai detto che bisogna crescere in fretta nel calcio. Hai mai sentito il peso di questa pressione? «Non troppo. Quando giochi in un club come la Roma, sai che è un percorso serio, ma non devi pensarci troppo. Bisogna essere responsabili e sapere cosa puoi e non puoi fare».
Ti capita di pensare ai tuoi coetanei che vivono una vita diversa? «Sì, ma poi capisci che sei fortunato. Fai sacrifici per un obiettivo e lo fai con piacere».
A che punto sei in questo percorso di crescita? «Mi sto avvicinando al professionismo. Spero arrivi presto».
Pensi che questo possa essere l’anno giusto? «Vedremo. È un anno importante e vogliamo crescere come squadra, perché così cresciamo tutti».
Il 15 settembre 2025 hai rinnovato il contratto con la Roma. Che sensazione è stata? «È sempre una grande emozione. Ogni volta che firmo con la Roma sento l’appartenenza al club e la voglia di continuare a migliorare».
Ora che sei vicino al calcio dei grandi, hai mai pensato che altrove potresti esprimerti meglio, senza la pressione di giocare per la squadra che ami? «No. Anzi, è uno stimolo in più. Sono romano e romanista. Sarebbe un sogno giocare all’Olimpico davanti a 60.000 persone. Vedremo cosa dirà il tempo».
Come farai questo ultimo passo? «Lavorare, lavorare, lavorare. Il tempo serve, ma solo se lavori duro».
La tua ambizione, non il sogno? «Far sì che la mia famiglia non debba più lavorare. Hanno fatto tanti sacrifici e voglio ripagarli così, anche se non basterebbe mai».
E nel calcio? Uno Scudetto con la Roma? Un Mondiale? «Uno Scudetto con la Roma sarebbe incredibile».
Come tifoso e come giocatore! Per ora il tuo sogno è l’esordio. Lo immagini? «Sì, lo immagino, ma so che c’è ancora tanta strada».
Cosa provi quando indossi la maglia della Roma? «È difficile da spiegare. Da tifoso e giocatore, è tutto quello che puoi desiderare».
SKY SPORT – Torna a parlare Nicolò Zaniolo, lo ha fatto in un’intervista rilasciata all’emittente satellitare, tornando anche sulla sfida persa contro la Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.
Sull’accoglienza allo Stadio Olimpico. “Mi è dispiaciuto, ma lo capisco. L’avevo già detto, mi pento dell’esultanza fatta qui quando giocavo con l’Atalanta. Fa parte del gioco, io ho pensato solo alla partita anche perché giocavamo contro una grade squadra. Sono molto forti e mi piace come giocano, possono sicuramente giocarsela fino alla fine se continuano così“.
Sull’Udinese. “Sono felice qui. Giro spesso in centro e i tifosi mi fanno arrivare il loro affetto, devo ringraziarli. Non potevo fare scelta migliore. Ho un ottimo rapporto con Runjaic, quasi di amicizia, ma come con tutti. Ci sentiamo come una famiglia e dobbiamo restare uniti per fare risultato. In che lingua comunichiamo? Un misto, ultimamente più inglese. Per fortuna riesco a capirlo“.
Lunedi 17 Novembre alle ore 17:30, presso la Sala Caduti di Nassyria in Piazza Madama 11 a Roma, si terrà una conferenza stampa dedicata alla presentazione della Legge Bove sul Primo Soccorso. Questo disegno di legge, voluto dai senatori Marco Lombardo e Carlo Calenda, punta a migliorare la formazione al primo soccorso nel nostro paese. La conferenza vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del dottor Mirko Damasco di Salvagente Italia, e di rappresentanti di importanti istituzioni del settore, come Andrea Scapigliati dell’IRC. Sarà inoltre presente, in qualità di testimonial della legge e promotore, Edoardo Bove, calciatore professionista, che porterà la sua voce a sostegno di questa causa fondamentale.
Salvatore Foti è il nuovo allenatore della Sampdoria dallo scorso 19 ottobre, ma a causa di una questione regolamentare dovrà operare con importanti limitazioni. L’ex vice di Mourinho alla Roma, infatti, non possiede ancora la licenza UEFA Pro, requisito fondamentale per essere il primo allenatore di una squadra professionistica.
Per aggirare l’ostacolo, la Sampdoria lo ha tesserato ufficialmente come vice di Angelo Gregucci, anche se di fatto è Foti a guidare la squadra. Questo escamotage gli impedirà però di tenere conferenze stampa, dirigere apertamente gli allenamenti e dare indicazioni continuative dalla panchina.
La situazione nasce dalla mancata ammissione di Foti al corso UEFA Pro 2025/26. Il club ha chiesto una deroga di un mese alla FIGC, ma una volta scaduta, dal 19 novembre, dovrà rispettare le rigide normative per evitare sanzioni, con l’Associazione Allenatori che starebbe già vigilando sulla vicenda.