Instagram, l’artista Drugi regala un’opera a Pellegrini: “Quel filo che ci unisce” (FOTO E VIDEO)

L’artista Drugi, noto per le sue opere e i suoi murales a tema Roma, ha regalato un’opera d’arte a Lorenzo Pellegrini. Il quadro ritrae un’anziana signora insieme al nipote mentre cuciono a mano la maglia numero 7 con scritto: “Quel filo che ci unisce”. L’artista ha consegnato personalmente il quadro al centrocampista giallorosso.

 

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FC26: Svilar, Koné, Ndicka ed El Aynaoui reagiscono ai commenti sui loro ratings (VIDEO)

In vista dell’uscita di EA FC 26 e delle nuove valutazioni ufficiali dei giocatori della Roma, Evan Ndicka, Neil El Aynaoui, Manu Koné e Mile Svilar  hanno reagito ai commenti sui loro ratings. Di seguito, il dialogo tra i giallorossi:

“Svilar merita almeno 85”.
El Aynaoui: “Credo che ci andrà vicino quest’anno”.
Svilar: “Potrebbe essere, grazie”.

“Soulé 79 di velocità? Assolutamente giusto”.
Svilar: “Credo che dovrebbe essere leggermente più alto”.
El Aynaoui: “No, è giusta per la velocità”

“Ndicka 77?! Non scherziamo!”. 
Svilar: “Mi ha salvato tante volte nella passata stagione…”
Koné: “Almeno 84”.

“Dybala almeno 85, altrimenti non è la Joya”. 
Svilar: “Credo che avesse almeno 85”.
Ndicka: “No, era 84”.
Svilar: “Lo merita”.

“Mancini 83 di difesa? Merita di più”. 
Ndicka
: “Sì. Di più, ragazzi”.
Koné: “No, dai, dai”.

“Koné merità di più! 79 è totalmente senza senso”.
Ndicka: “Almeno 84, 85”.
El Aynaoui: “Sì, è incomprensibile. Minimo 82”.

“El Aynaoui solo 700 di passaggio? Almeno 75”. 
Svilar: “Non lo so, da quello che ho visto in queste settimane di allenamento merita almeno 80”.

 

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RANIERI: “Dobbiamo restare in regola con i conti. Gasperini-Massara? Ci possono essere opinioni diverse, per questo ci si confronta. Sancho operazione insostenibile” (INTEGRALE)

SKY SPORT – Torna a parlare Claudio Ranieri. Il senior advisor del club giallorosso, nell’intervista rilasciata all’emittente satellitare, ha toccato diversi argomenti: dal FFP all’ultimo mercato fino all’approccio di Gasperini sulla panchina della Roma. Queste le sue parole:

Prima di tutto, partiamo dal nome. Claudio Ranieri… come la chiamo? Sono un po’ in difficoltà: mister va bene?

“Mister va benissimo”

Ci racconta un po’ questo nuovo ruolo: se le manca un po’ l’adrenalina del campo, se i consigli che lei dà ai Friedkin in qualche modo sostituiscono questo aspetto emotivo?

“Devo dire che negli ultimi anni della mia carriera sono stato spesso a casa fino alla chiamata. Soltanto con il secondo anno della Sampdoria e il secondo anno del Cagliari ho iniziato la preparazione. Se no, mi lasciavano a casa per l’estate e poi venivo chiamato (ride, ndr). Per cui ancora non percepisco quella mancanza, ma devo dire che ho fatto parecchie videocall in questo mese di mercato, sono stato molto attivo. Certo, poi quando vedi le partite ti piacerebbe stare lì, però io credo che ci sia un’età per tutto. Questa è la mia età di stare fuori, vedere e aiutare gli altri”

Ha parlato di mercato: sfrutto questo assist che mi ha dato. Ci sono alcuni aspetti un po’ complicati da capire, mister, perché c’è un quadriennio da completare nel rapporto con l’UEFA nel 2026. Che cosa succede il 30 giugno 2026? Che tipo di risposta dovrete dare alla Federazione Europea?

“Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato, vediamo come ci classificheremo, che percorso faremo in Europa League. Sono tutte entrate che porteranno dei valori aggiunti. Poi dopo al limite ci sarà da vendere qualcuno, perché non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso. Lo scenario è questo: se benauguratamente arrivassimo in Champions League, con il cartellino rosso non la potremmo disputare. Dobbiamo tenere i conti veramente a posto”

Allora prendo proprio spunto da questo elemento che ha tirato fuori. Si fa fatica un pochino a trovare la sintesi tra questo che ci ha ricordato e un’operazione che sembrava fattibile, come quella di Sancho, che era molto molto costosa. Se bisogna rivolgersi all’UEFA con questo equilibrio, com’era ipotizzabile una trattativa così ingombrante dal punto di vista economico?

“Economicamente era molto, molto pesante, però i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. Certo, ci sarebbe stato da vendere qualcuno: finché non fosse uscito un pezzo pregiato non avremmo potuto farla. Ma quel pezzo pregiato non credo che si sarebbe mai venduto, perché i giocatori di valore noi vogliamo tenerceli. Più in generale, abbiamo inserito dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo. Perché se fosse necessario dovremmo eventualmente vendere e rientrare nei parametri di questo Fair Play Finanziario”

Quali caratteristiche devono avere i giocatori sui quali investite?

“Sicuramente forti, perché siamo la Roma, e giovani ma già con qualche speranza in più. Ripeto, siamo la Roma, non una squadra che non ambisce a entrare nelle coppe. Servono giocatori di belle speranze e per questo è stato scelto dai Friedkin un allenatore che ha nel suo pedigree questa qualità: quella di scoprire, tirar fuori il meglio da ogni giocatore. Ci aspettiamo questo”

Che tipo di vicinanza c’è da parte della proprietà verso la squadra e la dirigenza?

“Totale. Io non so quante videocall, chiamate, messaggi ho fatto giorno dopo giorno. Se non mi si vede è perché non voglio: non devo né voglio apparire. Ci sono l’allenatore, i giocatori… sono loro che devono essere messi in mostra. Io sto dietro le quinte e cerco di aiutare nel mio piccolo quello che posso fare. Lo faccio veramente con tutto il cuore per la Roma”

Conosce benissimo l’ambiente, il territorio tutto della Roma… che valutazione dà di questo primo approccio di Gasperini a Roma?

“Ottimo, ma ne ero sicuro. Quando abbiamo fatto una lista e i Friedkin hanno scelto Gasperini, eravamo sicuri di lui. Si parlava di antipatia, ma io ho detto che per me era ancora di più dell’antipatia: era qualcosa oltre, di un avversario veramente molto difficile da affrontare. Però poi quando ce l’hai a tuo favore le cose cambiano. È un allenatore che pretende, esige il massimo da sé stesso prima di tutti e poi dagli altri: per cui questo ci voleva per la piazza di Roma. Io ne sono super convinto e sono super convinto che farà un grandissimo campionato”

Il nuovo gruppo di lavoro sarà chiamato anche a gestire due situazioni di due giocatori di altissimo livello, che hanno dei contratti che economicamente sono abbastanza impegnativi. Parliamo di Pellegrini e Dybala: scadenze diverse, ma argomenti da affrontare. Allenatore e direttore sportivo su Pellegrini hanno già comunicato una decisione. Qual è la sua idea? E su Dybala: si comincerà a parlare di futuro prima o poi?

“Io credo che tutto dipenderà da questo campionato in corso. L’allenatore vuol sempre vincere, per cui metterà in campo giocatori che reputa che possano far vincere la Roma in quella determinata partita. Ricordiamoci l’Atalanta: gli attaccanti li cambia e li varia spesso proprio perché chiede loro quel surplus di pressing e di determinazione. Dipende da quello che faranno non solo loro: tutti i giocatori devono dare il meglio e poi durante l’anno si deciderà”

Però loro hanno situazioni contrattuali un po’ più impegnative rispetto agli altri, quindi anche il contenuto economico sarà un valore.

“Sì, certo, ma tutto dovrà essere proporzionato al Fair Play Finanziario e a quello che possono dare. Noi vorremmo che dessero il 100% ad ogni partita, che fossero i giocatori-faro di ogni partita. Se sarà così, sicuramente ci sarà da pensare e vedere bene tutto”

Questa è una società che ha messo dentro profili diversi: Massara come DS, Gasperini allenatore, lei in questo nuovo ruolo. Che sinergia c’è tra voi, che condivisione?

“Totale, ripeto: con i Friedkin ci siamo confrontati più volte. Certo ci possono essere non dico dei contrasti, ma delle opinioni diverse e proprio per questo si fa un brainstorming: si pensa, si parla, si sviscerano tutte le problematiche che ci sono e poi i proprietari decidono”

Che messaggio si sente di lasciare ai tifosi?

“Quello che ho detto: mi faccio da parte perché abbiamo bisogno di un nuovo allenatore, il quale deve avere un anno a disposizione per programmare, gettare le fondamenta della Roma del futuro. È vero, lo so che è stato detto mille volte, però ho fatto questo proprio per il bene della Roma: abbiamo fatto un ottimo campionato l’anno scorso, ma va cambiato il modo di operare. Ecco perché è stato preso un allenatore valido, anzi super valido come Gasperini”

L’obiettivo rimane il ritorno in Champions dopo sette anni?

“L’obiettivo è quello di creare delle fondamenta solide. Se poi si arriverà in Champions League è tanto di guadagnato, ma io dico che l’obiettivo è quello di trovare il massimo in ogni partita. Noi non possiamo dire ai nostri tifosi: ‘Vi promettiamo questo, vi promettiamo quell’altro’. Noi promettiamo che ogni partita, sia di campionato, di Coppa Italia, di Europa League, la Roma darà il massimo. Ne sono convinto”

La grande forza di questo momento della Roma dei Friedkin sembra questo gruppo di lavoro. Idee chiare, giocatori giovani, quasi tutti di proprietà. Come ha detto lei: c’è stato anche qualche momento con opinioni diverse. Ma a tal punto da arrivare a minacciare delle dimissioni? Le risulta?

“No, che io sappia no. E se non lo so io, credo che non ci siano mai state, perché non mi è mai giunta all’orecchio una cosa del genere”

Abbiamo parlato tanto di giovani, chiuderei con un giovane che è un po’ l’emblema in questo momento dello sport italiano e mi riferisco a Jannik Sinner. Le chiedo, da uomo di sport, quali emozioni prova a vedere questo ragazzo giocare sempre in palcoscenici così grandi?

“Sicuramente è uno stimolo per tutti quanti. Non solo per il calcio, Vedere una persona arrivare sul tetto del mondo non da predestinato, ma con il duro lavoro, con la tenacia, con la forza di volontà è di grande ispirazione. A New York non è stata la sua giornata, ma io credo che quei due ragazzi, Sinner e Alcaraz, ci faranno vivere dei momenti meravigliosi. E poi chi sarà più in forma vincerà. Però vorrei spendere altre due parole per le ragazze del volley, che hanno fatto una cosa meravigliosa: anche loro hanno dato tutto e nel momento topico hanno tirato fuori quel qualcosa in più, quell’unione arrivata grazie a Velasco. E poi vorrei dare il mio grosso in bocca al lupo agli uomini del volley, che andranno a lottare per il Mondiale”

 

 

VIDEO – Wesley alla prova di italiano: “So dire ciao, come stai, fratello…”

Dopo l’esordio e dopo il primo gol con la maglia della Roma per Wesley è tempo anche della prova di italiano. L’esterno brasiliano, in un’intervista a TNT Sports Brasil, ha elencato le parole italiane conosciute fino a questo momento: “Non so parlare italiano. So dire ciao, buongiorno, buonasera, come stai, tutto bene, grazie mille, fratello…

 

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Francia, Koné: “La Roma è una delle poche squadre che ha dimostrato fiducia in me, sono contento di giocare qui”

Manuel Koné, centrocampista della Roma e della nazionale francese, ieri ha parlato in conferenza stampa e ha speso parole al miele per il club giallorosso. Ecco le parole del francese:

Alla Roma va tutto bene. Sono molto contento di giocare per questo club, perché è una squadra che ha dimostrato molta fiducia in me. Non ho paura di dirlo: è una delle poche squadre che ha davvero dimostrato fiducia in me durante il mercato, mi ha acquistato un anno fa e io ho restituito quella fiducia con le mie prestazioni battendomi per loro. Quindi sono molto contento, diciamo che è stata una stagione impegnativa, quella scorsa. Abbiamo perso la Champions League, ma siamo in Europa League e quest’anno abbiamo un nuovo allenatore. Spero che faremo ancora meglio con un tecnico molto esperto, sperando che ci porti al massimo livello e che mi aiuti anche a progredire perché è un anno importante. E questo è tutto“.

Wesley elogia Gasperini: “A Roma ho trovato un allenatore incredibile, spero di poter crescere con lui”

Impegnato in ritiro con la nazionale brasiliana, il giallorosso Wesley ha rilasciato un’intervista a TNT Sports Brasil, in cui si sofferma anche sulla sua nuova squadra e su mister Gasperini. “Quando sono arrivato alla Roma, ho trovato un allenatore incredibile – ha detto l’ex Flamengo -. Quello che sta facendo con me, il modo in cui mi sta allenando. Spero davvero di crescere molto. Ci vorrà tempo, ovviamente. Non succede dall’oggi al domani, non diventerò Dani Alves all’improvviso, è impossibile. Ma so che ci vorrà tempo“.

Il sogno di tutti è andare in Europa.
Quando lo scorso  anno è arrivata l’offerta da 20 milioni dell’Atalanta,  io non stavo nemmeno giocando e ho pensato: “Questi sono pazzi! 20 milioni e io non sto nemmeno giocando, e quando giocavo sbagliavo un passaggio e subito si vedeva in televisione. Come fanno a pagare 20 milioni per me?”. La famiglia ha accettato, poi c’è stato tutto quel caos, e io mi sono detto: “Non è possibile che io resti qui. Non sto bene qui, nessuno mi vuole più qui”. Poi tutto è successo e si è sistemato. Alla Roma è andato Gasperini e quando l’ho saputo ho pensato: “Accidenti, mi vuole davvero”. Così è andato tutto bene con la Roma. Quando sono arrivato lì, l’allenatore mi ha sorpreso è stato incredibile, per quello che sta facendo con me, il modo in cui mi sta allenando…spero davvero di crescere molto. Ci vorrà tempo, ovviamente. Non succede dall’oggi al domani, non diventerò Dani Alves all’improvviso, è impossibile. Ci vorrà tempo, ma sento che quando un allenatore desidera così tanto un atleta, questo ti tocca dentro. Perché lui ci chiamava, parlava con noi. C’erano altre proposte, sì, ma un allenatore che ti chiama, che ti voleva già l’anno scorso, poi va in un’altra squadra e ti vuole di nuovo… questo ha influito molto. E spero che con lui io possa solo crescere, come tutti i giocatori cresciuti con lui all’Atalanta“.

(TNT Sport Brasil)

 

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Da Svilar fino a Leao: il gioco della top 11 di A

[…] Ci sono due squadre guida: Napoli e Inter. Ma anche avversarie che possono stare lì, ad approfittare di qualche passo falso: Juve e Milan in particolare. Vuol dire che tutte le rose hanno qualche punto debole, insomma non sono perfette, ma anche che tutte hanno qualità importanti e riconoscibili. E allora si può provare a “giocare”, e in questo caso ogni
opinione è rispettabilissima, e comporre una sorta di puzzle, scegliendo la squadra ideale.

Portiere – La scelta è imbarazzante, perché ci sono protagonisti assoluti. Da Meret, fresco Campione d’Italia, a tre con un curriculum di altissimo profilo come De Gea, Maignan e Sommer. […] E allora, con una carriera ancora da costruire e un palmares nettamente inferiore, la citazione va per il romanista Svilar, che nel campionato scorso ha impressionato più di tutti. Si riconfermerà? Nel frattempo, considerando anche l’età, e i parecchi anni di meno rispetto ai rivali, si può prendere in considerazione la quotazione che l’estremo difensore giallorosso ha raggiunto oggi sul mercato, ovvero una quarantina di milioni. Lui ha scelto di restare alla Roma. E adesso deve dimostrare di meritare tanta considerazione.

Difensori – La concorrenza è forte, anche perché è da una retroguardia forte, affidabile, che spesso nascono i successi. […] Se hai Bremer – il centrale più forte del campionato – finisci per meritare il gradino più alto del podio. Con Gatti e Kalulu il reparto bianconero è di primissima qualità, ma soprattutto è Bremer a rendere tutti più forti.

Centrocampo – Il Milan si è rinforzato moltissimo, […] l’Inter ha un campionario di grandi calciatori, ma dovendo scegliere, il primo posto spetta al centrocampo del Napoli, in cui è quasi impossibile mettere fuori qualcuno – tra McTominay, Lobotka, Anguissa e De Bruyne – e infatti Conte si è inventato il modo per farli stare tutti insieme.

Ali – Sono i calciatori che, con il modo di stare in campo oggi, fanno spesso la differenza. Perché creano la superiorità numerica, sono deputati a saltare l’uomo, accettando l’uno contro uno e possono anche garantire un buon numero di gol da aggiungere a quelli delle punte. E da questo punto di vista la scelta è quasi obbligata: vince la coppia del Milan, formata da Leao e Pulisic. Due potenziali solisti da accordare nel collettivo. […]

Punte – Il Napoli ha il problema Lukaku, risolto con l’arrivo di Hojlund. La Juve, trattenendo Vlahovic, ha una coppia importantissima con David. Ma come fai a non mettere sul trono Lautaro e Thuram? Due che si completano alla perfezione: classe, velocità di gambe, di pensiero, potenza. La squadra-puzzle insomma è fatta, attingendo da Roma, Juve, Napoli, Milan e Inter.

[…] Nella scelta dell’allenatore a cui far guidare questa squadra, in gara ci sono i quattro che hanno vinto già lo scudetto:
Conte, Allegri, Pioli e Sarri. Più Gasperini, che due anni fa ha conquistato una storica Europa League con l’Atalanta. La scelta è difficile e contano le preferenze personali. […]

(gasport)

Pronti all’attacco: ora Ferguson vuole una gioia pure con la Roma

La voglia è quella di proseguire esattamente così. Perché dopo quella per la rete contro l’Irlanda, Evan Ferguson è convinto che presto possa arrivare anche la gioia del gol con la Roma. Magari già domenica prossima alle 12.30, contro il Torino, quando il centravanti irlandese guiderà la Roma alla caccia della terza vittoria consecutiva. Già, perché se i due successi contro Bologna e Pisa sono arrivati con il minimo sforzo (1-0 in entrambi i casi) è chiaro che la Roma davanti debba fare qualcosa in più. […]

Evan vive un momento positivo, non solo per quello che ha fatto vedere nelle due prime partite ufficiali giocate in giallorosso (compreso l’assist decisivo per Soulé a Pisa) ma anche per il gol segnato sabato sera all’Ungheria, nel 2-2 dell’Aviva Stadium di Dublino. Adesso il centravanti spera di ripetersi anche domani pomeriggio in Armenia, per permettere alla sua nazionale di continuare a sognare il traguardo Mondiale. E poi si ritufferà nel mondo giallorosso, con il ritorno a Trigoria programmato per la giornata di mercoledì. Quando inizierà a preparare la sfida con il Torino, lui che oramai ha vinto il ballottaggio a distanza con Artem Dovbyk (che tornerà a Roma anche lui mercoledì, visto che l’Ucraina gioca domani in casa dell’Azerbaigian).

A livello di club, il gol manca da tantissimo tempo a Ferguson, che l’ultima rete ufficiale l’ha segnata con il Brighton quasi undici mesi fa, il 26 ottobre del 2024, in Brighton-Wolves […]. Quella è stata la sua ultima gioia vissuta con la maglia di un club […], poi non è più riuscito a segnare. A differenza invece della nazionale, dove prima della rete all’Ungheria ne aveva piazzate altre due (a Finlandia e Bulgaria, in gare della Nations League). D’altronde, in Irlanda sono sicuri, Gasperini sarà fondamentale per la crescita di Ferguson. A cui sono legate le speranze di un popolo di poter arrivare al Mondiale, come scritto anche dal connazionale ed ex attaccante Eoin Doyle […] su Rte Sport: «La nostra speranza è riposta sulle spalle di un solo uomo, Ferguson. Evan a Roma si è ambientato bene e sembra rinato. Lavorare con Gasperini può diventare la decisione migliore della sua carriera. Con lui sta imparando tanto: come guidare l’attacco, allungare la difesa a tre e leggere gli spazi tra i difensori. Presto arriverà anche il gol».

Ed è esattamente quello che si augurano anche i tifosi della Roma, con Gasperini che può essere il detonatore migliore di ogni dote calcistica di Ferguson. Con lui tutte le prime punte hanno messo le ali e lo stesso Ferguson si era presentato con 6 gol nelle prime 4 amichevoli estive. Gasperini lo preferisce a Dovbyk perché lo considera più tecnico, più funzionale ai suoi movimenti d’attacco e anche più cattivo, a livello di personalità. Adesso si tratta solo di mettere il marchio giusto. Che poi vuol dire semplicemente fare gol.

(gasport)

La giostra di Friedkin

Il «gigante addormentato» ha riposato abbastanza e continua ad alzarsi dal letto con una discreta fame. Quella metafora che Dan Friedkin scelse nel giorno in cui annunciò al mondo di aver comprato la Roma […] oggi è più attuale che mai.
Cinque anni dopo, la Conference, una finale di Europa League che ancora fa male e un’ottantina di sold out allo stadio non possono bastare come trofei da esporre al cospetto di una tifoseria ambiziosa, che s’avvicina al centenario del 2027 con il sogno di festeggiare un altro scudetto. Soprattutto perché, da quando il Napoli ha cominciato a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del nuovo millennio, è stata pure smentita la filastrocca che da Torino in giù vincere è un’impresa ai limiti dell’impossibile.

Se James Pallotta lasciò Roma accerchiato dal malcontento popolare, Dan è stato accolto come un re. E in questo lustro ha continuato a investire ben oltre i 591 milioni (debiti inclusi) messi sul piatto per formalizzare il closing. Sul mercato la proprietà ha speso 431,7 milioni, incassandone dalle cessioni poco più di 300. Ci sono state sessioni all’insegna dell’opulenza, […] e altre in cui si è stata scelta una strategia differente, privilegiando i parametri zero. Nel 2022/23, ad esempio, la Roma ha pagato appena 9,4 milioni di cartellini, portando però a Trigoria campioni come Dybala, Matic e Svilar, tutti da svincolati. Quello fu anche il primo anno del nuovo settlement agreement firmato con l’Uefa, cioè l’accordo che fino al 2026 incastrerà la Roma in una serie di condizioni economico-finanziarie da rispettare per evitare sanzioni o squalifiche. Uscire dai paletti di Nyon oggi è una necessità affinché il club possa avere un margine di manovra più ampio in sede di mercato […].

Dal punto di vista della sostenibilità, la linea di Dan procede secondo tre direttrici che inevitabilmente dialogano tra loro:
l’aumento del valore patrimoniale del roster, la riduzione del monte ingaggi e l’abbassamento dell’età media. Anche per questo motivo è stato scelto Gasperini, un tecnico abituato a valorizzare i giovani accrescendone la quotazione, anche nell’ottica di future plusvalenze. Al momento, quella giallorossa è la rosa più giovane tra le big con 25 anni e 7 mesi di media. […] Gioventù è uguale a risparmio. Quando i Friedkin sono comparsi sulla scena, la società spendeva 117 milioni lordi di emolumenti, mentre l’ultima stagione si è chiusa sono gli 89,5 e il rialzo registrato al primo settembre verrà inevitabilmente limato con alcune prossime uscite, tra cui quella di Pellegrini che ha il contratto in scadenza e da solo pesa sul bilancio per 10 milioni l’anno di ingaggio.

A conti fatti, Mister Toyota nella Roma ha versato più di un miliardo tra rilevamento delle azioni dal precedente azionista e altri versamenti superiori ai 720 milioni per sostenere la gestione del club, in particolare per coprire le perdite di bilancio. Il nuovo stadio di Pietralata, che nonostante la burocrazia e gli ostacoli a breve potrebbe decollare con la presentazione del progetto definitivo, vedrà crescere il totale di questo esborso monstre, di gran lunga superiore pure all’impegno nelle ricapitalizzazioni di Exor nella Juve, eppure nelle intenzioni della proprietà made in Texas renderà ben oltre la spesa.

Tutto sommato, per Dan la Roma non è stata solo un gioco a perdere. A inizio 2025 il patrimonio dell’imprenditore è infatti aumentato del 77% rispetto al 2024, non solo grazie alle auto mobili o al cinema, raggiungendo 6,4 miliardi di dollari.
E la piazza? A volte ha capito in altre circostanze ha apprezzato (il ritorno dello stemma ASR, la scelta di festeggiare anche il 22 luglio come data di compleanno, l’intuizione Gasp e prima ancora Mou) e in altre ha contestato apertamente, come dopo l’esonero di De Rossi e durante l’interregno Juric; in generale, però, ha risposto presente, apprezzando i colpi di scena ai quali la proprietà ha abituato. Dall’annuncio dello Special One, alla presentazione-show di Dybala, fino al viaggio di Lukaku nell’aereo pilotato dallo stesso Dan: hanno cominciato a chiamarle “americanate” e l’Olimpico non ha più smesso di riempirsi.

Quella distanza che ancora in parte esiste è alimentata dalla mancanza di parole pubbliche. Dopotutto, Dan e suo figlio Ryan predicano l’invisibilità e la riservatezza. Il silenzio per i Friedkin è, a tutti gli effetti, una scelta di comunicazione. Da un certo punto di vista, sono i meno americani tra i patron statunitensi che ormai affollano la Serie A. Eppure agiscono, eccome se lo fanno. Per info citofonare ai 17 dirigenti apicali sostituiti in soli 5 anni.

(corsport)

Gasp domani torna a dirigere gli allenamenti

Tre giorni e mezzo di riposo concessi da Gasperini alla squadra priva dei nazionali. Un premio al lavoro svolto in queste prime settimane di campionato e alla dedizione dei giocatori al lavoro, al sacrificio dimostrato negli allenamenti e in partita, al clima sereno che si respira nello spogliatoio tra la squadra e il proprio allenatore. Insomma, tre giorni e mezzo di riposo meritati secondo il tecnico che ha fissato la ripresa a domani pomeriggio, per cominciare a preparare la sfida di domenica contro il Torino. […]

I primi nazionali che Gasp riavrà a disposizione sono Celik e Ziolkowski, che hanno concluso gli impegni con Turchia e Polonia e già domani potranno essere a disposizione del tecnico. Oggi toccherà invece a Mancini con l’Italia, a El Aynaoui con il Marocco e al greco Tsimikas. Domani invece in campo N’Dicka, Ferguson […], Pisilli con l’Under 21 e a Dovbyk, a caccia di gol con l’Ucraina. L’ultimo a tornare, come al solito, sarà chi vola oltreoceano: Wesley giocherà nella notte tra il 9 e il 10 settembre, rientro a Trigoria fissato per il 12, a due giorni dal Torino.

(corsport)