Lazio, Sarri: “Il derby è la partita più difficile e pesante che abbia mai fatto, ci penserò tra qualche giorno”

Dopo aver scelto di non parlare nel post partita di Sassuolo-Lazio, match vinto 1-0 da neroverdi, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Lazio Style, in cui ha parlato anche del derby della prossima settimana contro la Roma e degli infortunati. Di seguito le sue parole.

Lazzari ha una piccola lesione al soleo. Negativo Vecino, dobbiamo capire le sue sensazioni. Rovella e Castellanos dovremmo recuperarli perché non sembrano problemi gravi ma dobbiamo valutare. Patric potrebbe tornare in gruppo tra la fine di questa e l’inizio della prossima settimana. Anche nelle trasferte è venuto nonostante l’indisponibilità, è un segnale positivo così come il seguito della gente“.

Poi sul prossimo impegno: “Non siamo preoccupati. Va portata pazienza. Il derby è la partita più difficile e pesante che io abbia mai fatto. Vorrei pensarci fra qualche giorno perché se inizio già oggi, non ci arrivo. È una partita a sé, classifica e punti non contano. È particolare e spero che la squadra sappia bene cosa significa giocare il derby e lottare per il popolo“.

(sslazio.it)

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Il capobranco

LAROMA24.IT (AUGUSTO CIARDI) – Il prepartita di Roma-Torino è stato in tinta con la prestazione. Perché, ultimo in ordine di tempo dopo Gasperini e Ranieri, il direttore sportivo Massara a domande poco originali ha dato l’ennesima risposta su Sancho e ha ribadito il monotono concetto dei paletti UEFA e delle regole stringenti che rendono complicato il mercato della Roma. Come se non fossero bastati gli assist della scorsa settimana che hanno permesso ai media di trattare la Roma come un supermercato. A metà settembre la Roma è l’unico club si cui si parla in funzione del mercato del prossimo giugno. Un reiterato mettere le mani avanti.

La Roma ha commesso errori sul mercato, accumulati nella seconda metà di agosto, a prescindere dall’accordo di Nyon. Per le mancate entrate e per le mancate uscite. Gasperini voleva un esterno d’attacco di livello, un centravanti che sostituisse Dovbyk e possibilmente un altro centrocampista. E avrebbe salutato senza rimpianti, oltre all’ucraino, Pellegrini, Baldanzi, e non si sarebbe strappato i capelli in caso di cessione di Pisilli. Non è accaduto nulla di tutto ciò. Amen. Bastavano le dichiarazioni di Gasperini, che chiaramente ha detto di guardare avanti e che di mercato, esigenze e problematiche annesse, se ne sarebbe riparlato a tempo debito. Prima della partita ha parlato anche Ndicka, ma in questo caso trattasi delle classiche battute volanti dei calciatori. “La Roma ha sette-otto leader“. Battuta volante. Sette leader non li hanno neanche il Real Madrid e il Paris Saint-Germain. Intendendo per leader i capibranco carismatici, magnetici.

Lasciamo stare la deriva dei leader tecnici. Dybala non è un leader, Soulé non è un leader. Perché il leader non è quello forte tecnicamente a cui tutti affidano il pallone. Gli affidano il pallone semplicemente perché è quello forte tecnicamente. Non era un leader neanche Messi. Maradona sì. La Roma negli ultimi quindici anni ha avuto pochissimi leader, e questo ha spesso rappresentato un problema. Per questo si affida agli allenatori carismatici. E ora deva affidarsi a Gasperini. E fidarsi di Gasperini. Anche se vive una giornata storta come ieri. Poteva fare scelte diverse ok, ma torniamo alle lacune di agosto. Ci fosse stato il famoso esterno sinistro di livello, Dybala avrebbe continuato a fare il dodicesimo uomo. Ha giocato titolare perché il titolare delle prime due partite, El Shaarawy, non ha convinto. E perché l’altra alternativa era Baldanzi, ma Baldanzi senza errori di mercato oggi giocherebbe (forse) il posticipo del lunedì con il Verona. Mentre ieri, da subentrato, ha mancato l’ennesima occasione per mettersi in mostra.

L’errore di Gasperini semmai è stato quello di rinunciare al centravanti. Ma la Roma non ha perso perché Gasperini ha sbagliato tutto. Gasperini ha fatto delle prove e la Roma se le poteva permettere, dopo le prime due vittorie. Nell’Atalanta capitava di vedere in panchina Zapata o Scamacca o Retegui per fare giocare De Ketelaere punta atipica, cosa che ieri avrebbe dovuto fare El Aynaoui. Serve tempo per gli automatismi ma Gasperini non soffre di fenomenite. Quindi la speranza è che non diventi bersaglio di critiche eccessive, perché ancora una volta la Roma deve aggrapparsi al suo allenatore. Che va seguito. Anche dalla dirigenza. E va seguito pure quando invita a non alimentare chiacchiere sul mercato appena finito e sul mercato che aprirà fra dieci mesi. E l’altra speranza è che i dirigenti, ascoltando le solite banali e ripetitive domande, la smettano di ricordare che Sancho, richiesto dall’allenatore, si è comportato male, e che ci sono i paletti dell’Uefa e le regole stringenti da seguire che rendono complicato il mercato della Roma. Lo abbiamo capito. Lo sapevamo già. Lo giuriamo.

In the box – @augustociardi75

La magia di Simeone lancia i granata. Gasp, primo ko e ora c’è il derby

Per prendersi la prima vittoria in campionato, il Torino valorizza la sua ottima organizzazione, tiene meglio il campo ed è testardo nel cercare e trovare le fragilità nella Roma. Anche la temuta sofferenza è lieve, non assume contorni da batticuore, anzi, il migliore dei padroni di casa è il portiere Svilar. La Roma cercava il primo posto a punteggio pieno, invece deve riflettere sulle sue scarse idee e sulla pochezza offensiva per guardare oltre, già domenica c’è il derby e al fischio finale, oltre ai mugugni, lo stadio ha pensato già alla Lazio. Non può essere tempo per i drammi, ma una presa di coscienza è necessaria per non farsi travolgere dalle preoccupazioni. Il Toro invece si gode il momento; Marco Baroni stringe i pugni ma li tiene bassi, con le braccia piegate senza esultanze smodate, quando la partita finisce. (…) Baroni comunque sbarra le fasce, rischia poco o nulla anche nella prima parte. E passa all’incasso nella seconda. Il Cholito mostra i muscoli anche dopo i primi duelli finiti male. La sua caparbietà è simile a quella dei compagni; infila il suo primo gol in granata con un destro a giro dal limite, in uno spazio di tiro ridottissimo, ma bisogna risalire a monte dell’azione per comprendere lo spirito del Toro. Perché prima della cavalcata di cinquanta metri dell’argentino e dello scambio larghissimo con Ngonge, la palla sta uscendo in corner dall’altra area: Asllani va a toglierla dall’out e il suo rilancio forma la frustata che si trasforma nell’urlo del successo. Gasp, alla prima sconfitta da romanista, è quasi costretto dalle miserie dei primi 45′ a mettere un centravanti vero e Ferguson inizia subito nel
secondo tempo per El Aynaoui, ma il tecnico giallorosso deve togliere anche Dybala (risentimen-to muscolare) per Baldanzi (3-4- 2-1) . La mancanza d’urto, già notata nei primi due turni, rende inutile il 73 per cento di possesso e Gasperini non riesce a raddrizzare la sua giornata. Anzi, i cambi non migliorano la prestazione, anche se la Roma chiude quasi con El Shaaravvy punta aggiunta a sinistra. (…) La Roma perde senza segnare dopo nove mesi e non andava ko in casa in campionato dal due dicembre; fu Gasp, allora su un’altra sponda, a dare i dispiaceri ai giallorossi. Adesso il suo pensiero è tutto al derby (ma Sarri non sta meglio)

(gasport)

Dybala, stop e ansia: controlli per il derby

La prima diagnosi a caldo l’ha fatta Gasperini alla fine della partita quando ha parlato di un piccolo risentimento muscolare. Adesso però la Roma vuole averne la certezza, sperando che la prognosi abbia esito favorevole. Paulo Dybala mette però inevitabilmente in ansia il tecnico, la squadra e i tifosi che adesso sono totalmente focalizzati sul derby. Per i romanisti non bastava la sconfitta interna contro il Torino, hanno dovuto anche metabolizzare la beffa dello stop dell’argentino che non è rientrato in campo dopo l’intervallo della caldissima gara contro i granata. Un risentimento muscolare alla coscia sinistra avvertito al momento di battere un calcio di punizione, una doppia beffa su un piazzato che tanto somiglia (chiaramente solo per la dinamica) a quell’infortunio che la Joya si era procurata nell’ottobre 2022 battendo un rigore contro il Lecce, sempre all’Olimpico. In quell’occasione l’attaccante rimediò una lesio-ne al muscolo retto femorale della coscia sinistra, che addirittura gli impedì di esultare costringendolo a uscire subito dal campo. Ecco, in questa circostanza il trentunenne sarà monitorato nelle prossime ore. Anche perché la coscia è la stessa della lesione che lo ha costretto all’intervento nel finale della passata stagione. (…)

(corsport)

Roma-Torino: la moviola dei quotidiani. Manca il secondo giallo ad Asllani

Una direzione di gara tutto sommato sufficiente quella di Giovanni Ayroldi in Roma-Torino. Qualche piccola sbavatura per il fischietto: da rivedere la gestione dei cartellini durante il match e probabilmente manca la seconda ammonizione ad Asslani. Per il resto non si segnalano errori particolari.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

C’è qualche sbavatura per Giovanni Ayroldi, soprattutto nel rapporto rilevazione dei falli/ammonizioni. Valga solo come esempio: grazia ad inizio partita Coco (diretto e in ritardo su Soulé) e ammonisce Angelino per identico fallo su Aboukhlal. Una severità scolastica anche nei confronti di Wesley che ferma Vlasic ma lo fa in contrasto onesto (e neanche troppo duro), un contrasto di gioco, sia pure in un tentativo di ripartenza. A proposito di grazia, se volgiamo rimanere al regolamento stretto, allora Asllani doveva essere espulso per doppio giallo. Ha rischiato. Partiamo da qui: l’ex Inter già ammonito (trattenuta prolungata su Soulé) si piazza davanti ad Hermoso che vorrebbe battere velocemente una punizione. Una, due, tre volte poi calcia e colpisce Asllani che non si era spostato. Ayroldi, non sapendo cosa fare di meglio, fa arretrare il punto della punizione, mentre avrebbe dovuto ammonire l’albanese per la seconda volta. Capiamo, per una cosa così, un secondo giallo sembra troppo: ma allora deve valere per tutti. Cade a terra, Mancini, in area granata dopo un contatto con Ismajli: è il piede sinistro del giallorosso che va ad incocciare quello dell’avversario in attesa di un pallone in area, ok far proseguire.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – 5,5

Al 9′ sorvola su una caduta di Simeone lanciato a rete e al 18′ su un fallo di Coco a Soulé: niente stop e giallo. Al 22′ rimessa arbitrale del gioco invertita. Manca un giallo a Koné su Casadei (29′), corretto quello a Ismajli (35′). Dal 24′ al 30′ st (cooling break incluso) si gioca poco più di un minuto, giusto il recupero di 8′ finali con l’aggiunta di un minuto per perdite di tempo. Corrette le ammonizioni ad Angelino e Aboukhlal, Lazaro rischia su EI Shaarawy. Koné giù in area al 43′ st: nulla.


IL ROMANISTA

Roma-Torino è una gara sonnolenta. I granata spezzano il ritmo che pur con le difficoltà dettate dal grande caldo la Roma cerca di imporre. Al 5’: Lazaro trattiene in maniera prolungata Dybala ma il signor Ayroldi di Molfetta lo grazia senza apparente motivo. L’intenzione del direttore di gara è quella di lasciar molto giocare, ma è costretto spesso a fischiare perché molte riconquiste di palla in realtà sono falli.  Curiosità: l’arbitro è colpito ben 4 volte dal pallone durante l’azione (nell’ultima circostanza ferma un filtrante interessante di Cristante per Dybala). E fa riprendere il gioco come da regolamento restituendo a chi aveva il possesso. Ancora al 18’ Coco entra duro su Soulé e non arriva alcuna sanzione disciplinare. Bisogna attendere il 32’, quando Asllani trattiene Koné. Giallo finalmente. E due minuti dopo, in scia, ne arriva un alto, per Ismajli che trattiene vistosamente al limite Soulé.  Nella ripresa tocca a Wesley al 6’ rimediare il giallo, su Vlasic in ripartenza a centrocampo. Cooling break al 25’ più lungo del previso per problemi alla radio di Ayroldi. Il Toro dopo il vantaggio fa di tutto per non (far) giocare e passano dieci minuti. Al 31’ Angeliño fa fallo su Aboukhlal e viene ammonito. Si perde altro tempo. Al 35’ però Aboukhlal “restituisce” il cartellino giallo: entra su Baldanzi in scivolata pericolosa. Ayroldi non ha dubbi. Arrivano 8’ minuti di recupero che l’arbitro tramuta in 9’ per le lungaggini del Torino. Amen.


IL TEMPO

All’Olimpico, in Roma-Trino, Ayroldi conferma la tendenza al cartellino «facile» (alla fine saranno 5).

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – RAVELLI: “Attacco non all’altezza della Champions” – TRANI: “Davanti situazione allarmante”

Dopo la prima sconfitta in campionato della Roma, a finire sul banco degli imputati è la sterilità offensiva della squadra di Gasperini. “Il tecnico fa un passo indietro: punta su Dybala falso nove, ma forse finisce per confondere i suoi, di sicuro il suo attacco non è all’altezza di una squadra che punta alla Champions”, scrive Arianna Ravelli de La Gazzetta dello Sport. Così invece Ugo Trani sulle colonne del Corriere dello Sport: “L’unica rete – su due – di un attaccante è quella di Soulé a Pisa. E soprattutto non hanno ancora fatto centro in tre partite i centravanti, Ferguson con tre presenze su tre e Dovbyk con due su tre . Situazione al momento allarmante.”


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Parto dalle parole pronunciate sabato da Gasperini: «Centro sportivo e pubblico da Champions, sul resto dobbiamo lavorare». Parecchio.  Il resto è una Roma i cui soli dispensatori di qualità si chiamano Paulo Dybala, che ieri ha giocato non bene e solo un tempo da attaccante più o meno centrale e che nelle due precedenti occasioni aveva rappresentato degnamente Enel energia, e – per stessa ammissione dell’allenatore – Lorenzo Pellegrini che la partita col Toro l’ha vista per intero dalla panchina abbracciando e incoraggiando chi di volta in volta usciva dal campo. Ha buoni numeri Mati Soulé, ma non è ancora in grado di prendere per mano una squadra del genere. Il resto è innanzitutto una Roma sotto schiaffo dell’Uefa, come è stato spiegato in tutte le salse e a più voci, pertanto Gasperini deve fare con quello che ha trovato, anche se non è molto. Soprattutto davanti. (…) Non ho dubbi sul fatto che il gruppo lo segua: tutti stanno dando tutto, non c’è un solo giocatore che non si impegni e tenti di rispettare le indicazioni ricevute. Il risultato però non si può considerare all’altezza di una squadra che ha enormi necessità. (…)


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

Mai così povero il raccolto di Gasperini nelle prime tre giornate di campionato, almeno da quando viaggia ad alta quota in serie A. Di riferimento, le nove stagioni passate a Bergamo a partire dall’estate 2016. Gian Piero ha sempre fatto meglio che in questa annata. (…) La stagione di mezzo -la quinta, 2020-2021- è stata la migliore e non solo per le realizzazioni. E’ l’unica volta in in cui Gasp ha fatto percorso netto. Tre vittorie nelle prime tre partite, il tris che avrebbe potuto replicare se non avesse steccato contro il Torino dato più significativo, però, non è solo quello del numero delle reti segnate (4, 4 e 5, media di 4,3 a gara). Sono i marcatoti dei tredici gol a fare la differenza con l’attuale percorso in giallorosso. A firmare quelle vittorie furono gli attaccanti (centravanti e trequattisti), addirittura nove (media di tre reti a match): quattro Gomez, due Muriel, poi Pasalie, Zapata e Lammers .Il  paragone con questo inizio è imbarazzante: l’unica rete – su due – di un attaccante è quella di Soulé a Pisa. E soprattutto non hanno ancora fatto centro in tre partite i centravanti, Ferguson con tre presenze su tre e Dovbyk con due su tre . Situazione al momento allarmante. (…)


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

La Roma perde la prima partita di campionato, l’ultima sconfitta all’Olimpico arrivò proprio contro l’Atalanta di Gasperini. La squadra giallorossa è rimasta all’asciutto dopo 24 partite consecutive in cui è andata a segno e ha mostrato evidenti problemi di gioco. L’allenatore ha fatto pochi cambiamenti rispetto alle prime due partite vinte e ha confermato anche Wesley, considerato in du-bio fino all’ultimo dopo essere tornato dagli impegni con il Brasile dì Carlo Ancelotti. Wesley lo stakanovista. Aveva giocato la prima partita contro il Cile da titolare, poi il c.t. lo aveva lasciato precauzionalmente a riposo nella seconda gara contro la Bolivia. Era stato ipotizzato inizialmente -un problema al ginocchio, ma giovedì quando è tornato a Roma è stato sottoposto a controlli ed è stato evidenziato solo un sovraccarico alla coscia. Venerdì si è allenato regolarmente con i compagni e sabato ha svolto la rifinitura. Gasperini gli ha dato fiducia e nel-la mediocrità generale è stato uno di quelli che ha fatto vedere qualcosa di positivo. Nel secondo tempo è stato tra i più attivi. Wesley non si ferina mai. Da gennaio ha disputato 38 partite, con il Flamengo ha fatto tutto il campionato brasiliano e poi il mondiale per club, sono quasi dieci mesi che non tira il fiato. A ottobre durante la sosta, è stato programmato per lui un richiamo alla preparazione, per non farlo arrivare a fine stagione conia lingua di fuori. (…)


A. RAVELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

(…) La Roma cade meritatamente contro un Torino solido, mostrando tutti i suoi deficit davanti. Gasperini fa un passo indietro: punta su Dybala falso nove, ma forse finisce per confondere i suoi, di sicuro il suo attacco non è all’altezza di una squadra che punta alla Champions. (…)


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE

(…) Soltanto Gasperini poteva finire incornato dal Toro, la Roma, dopo 24 partite consecutive, non è andata in gol, sarà una coincidenza ma il cammino del tecnico di Grugliasco è arduo, quando arrivano le difficoltà (gestione Dovbyk) le sue reazioni sono bizzarre. (…)


P. CONDO – CORRIERE DELLA SERA

(…) La gara più importante del prossimo turno sarà il derby di Roma, e le due rivali vi arriveranno senza slancio. Le oscillazioni della Lazio, che ha passato l’estate che sappiamo, sembrano destinate a durare. Desta sensazione la sconfitta della Roma perché inverte una tendenza: d’accordo la fornace delle 12.30, d’accordo i nazionali affaticati, ma a perdere il passo di Napoli e Juve è stata una squadra sgonfia, distante dai principi di Gasperini che ha sempre riempito l’area avversaria con molti uomini e invece stavolta, complice la scelta di non schierare centravanti nei primi 45′, ha lasciato le sentinelle granata a governare un deserto. Il Torino sa difendersi, Baroni ha stretto le viti dopo la batosta dall’Inter, e se si esclude il recupero ieri non ha praticamente corso rischi. Una blindatura così, sommata agli spenti attacchi romanisti, costituiva un chiaro innesco per il contropiede: l’inesauribile Simeone — cui manca qualcosa, ma certo ha il cuore di un campione — ha indovinato quello giusto riportando il Toro in linea di galleggiamento, e togliendo alla Roma, con l’imbattibilità, l’illusione di «vedere» già la quadratura del cerchio.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

Gasp perde la pr-ma, il Torino vince la prima e il «piccolo» Cholo segna il primo gol con la maglia granata. Primati a parte ai giallorossi resta l’amarezza di una sconfitta che servirà comunque in questo percorso di crescita e farà capire a molti che non basta avere buoni giocatori e un ottimo tecnico per vincere le partite. La Roma è ancora in costruzione, non bisogna avere fretta ma alcuni segnali sono già chiari a partire dalle scelte del tecnico pie-montese che ieri ha ritentato l’operazione Dybala-Soulé. Forse è troppo dire che i due argentini non possono giocare insieme, ma di certo si può affermare che non possono farlo ora: con la squadra ancora in fase di sviluppo. (…)

Dybala stop, ci risiamo: il derby è a rischio

All’Olimpico, la scena è sempre la stessa: ogni volta che Paulo Dybala si ferma, che si porta la mano alla coscia sinistra, lo stadio trattiene il respiro. E successo ancora contro il Torino, in una giornata che doveva servire a dargli minuti e a testare la sua condizione in vista del derby. Gasperini aveva deciso di schierarlo dall’inizio per la prima volta, un segnale forte, un azzardo necessario. Ma il rischio si è trasformato subito in ansia: al 45′, dopo aver calciato una punizione dal limite, la Joya ha chiesto il cambio. Un fastidio muscolare, niente di eclatante a prima vista, ma abbastanza per accendere la solita paura. Dybala resta un giocatore che accende la fantasia dei tifosi e che, allo stesso tempo, li mette sempre davanti a un dubbio: ogni tocco alla gamba può essere un brivido lungo la schiena dei romanisti. (…) La domanda che si ripete tra i tifosi è sempre la stessa: ci sarà domenica? La sensazione è che difficilmente verrà rischiato dall’inizio: più probabile che finisca in panchina, pronto a incidere magari solo per mezz’ora, come è successo con il Bologna o con il Pisa, quando si è acceso nel momento giusto e ha cambiato la partita con una giocata, un dribbling, un passaggio illuminante. Forse questo è il suo destino nella Roma di Gasp: non l’uomo delle partite intere, ma la riserva di lusso, il talento da custodire e usare con cura. (…)

(corsera)

Ma così chi fa gol?

La prima sconfitta della Roma in campionato porta con sé più di un interrogativo. Dopo i successi contro Bologna e Pisa, i giallorossi sono caduti all’Olimpico contro il Torino, fermati da un 1-0 che ha lasciato il segno non soltanto in classifica, ma anche nelle valutazioni sulle scelte di Gian Piero Gasperini. Il tecnico, infatti, ha sorpreso tutti con una formazione inedita e sperimentale, che però non ha dato i frutti sperati. A colpire è stata soprattutto la rinuncia al centravanti. Ferguson, punto di riferimento dell’attacco nelle prime due giornate e reduce da due gol realizzati in Nazionale, è rimasto in panchina, così come El Shaarawy, titolare nelle prime due, e Dovbyk. Al loro posto, Gasperini ha disegnato un tridente leggero, con Dybala e Soulé a supporto di El Aynaoui. Una scelta che non ha dato i frutti sperat. (…) L’idea di un tridente leggero, senza una punta di ruolo, potrà avere sviluppata solo se sostenuta da una maggiore capacità di occupare l’area di rigore. Gasperini dovrà decide-e se insistere su questa via o tornare a soluzioni più collaudate. In teoria ci sarebbe Dovbyk, sul quale però il tecnico ieri è stato duro: «Non era mia intenzione farlo entrare. Voglio vederlo attivo e dinamico in campo, poi dopo lo ripresenteremo». E domenica c’è il derby. «Bisogna pensare al modo di riscattarci. Paradossalmente – ha concluso il tecnico – aver perso col Torino ci costringe ad alzare ancora di più l’attenzione. Abbiamo una settimana dove ci siamo tutti per la prima volta. Dobbiamo lavorare bene per arri-vare nel modo migliore»

I VOTI DEGLI ALTRI – Svilar “tiene in piedi la Roma”, Konè “poco nel vivo del gioco”

Contro il Torino la Roma raccoglie la prima sconfitta stagionale in una prestazione opaca. Tra i peggiori in campo c’è Manu Konè: “Si lascia beffare ingenuamente da Simeone sulla ripartenza del gol. Poco nel vivo del gioco, tiene troppo palla e non da velocità alla manovra” (Corriere dello Sport). Male anche Neil El Aynaoui, alla prima da titolare: “È la carta a sorpresa ma non funziona, fatica a trovare i riferimenti, errori nel palleggio. Bene solo un recupero, però non basta” (Gazzetta dello Sport). Il migliore è Mile Svilar: “Non può nulla sul gol di Simeone, poi tiene in piedi la Roma due miracoli, ma stavolta non basta neanche lui” (Il Romanista)

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,  Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6,64
Hermoso 5,78
Mancini 5,50
Ndicka 6,00
Wesley 5,14
Cristante 5,21
Kone 4,93
Angelino 5,14
Soulé 5,93
El Aynaoui 4,93
Dybala 5,28

Ferguson 5,21
Baldanzi 4,93
Pisilli 5,64
El Shaarawy ng
Celik ng

Gasperini 5,07


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 7
Hermoso 5
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5
Cristante 5,5
Kone 5
Angelino 4,5
Soulé 6
El Aynaoui 4,5
Dybala 5,5

Ferguson 5
Baldanzi 4,5
Pisilli 5,5
El Shaarawy ng
Celik ng

Gasperini 5


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6,5
Hermoso 5,5
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5
Cristante 4,5
Kone 4,5
Angelino 4,5
Soulé 5
El Aynaoui 5
Dybala 5,5

Ferguson 5,5
Baldanzi 4,5
Pisilli 5,5
El Shaarawy ng
Celik ng

Gasperini 5,5


IL MESSAGGERO

Svilar 6,5
Hermoso 6
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5
Cristante 5
Kone 5
Angelino 5,5
Soulé 6
El Aynaoui 5
Dybala 5

Ferguson 5
Baldanzi 5
Pisilli 5,5
El Shaarawy 5,5
Celik 6

Gasperini


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6,5
Hermoso 6
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5
Cristante 5
Kone 5
Angelino 5,5
Soulé 6
El Aynaoui 4,5
Dybala 5

Ferguson 5
Baldanzi 5
Pisilli 6
El Shaarawy 6
Celik 6

Gasperini 5


LA REPUBBLICA

Svilar 6,5
Hermoso 6
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5
Cristante 5,5
Kone 5
Angelino 5,5
Soulé 6
El Aynaoui 5,5
Dybala 5,5

Ferguson 5,5
Baldanzi 5,5
Pisilli 6
El Shaarawy ng
Celik ng

Gasperini 5


IL TEMPO

Svilar 6,5
Hermoso 6
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5,5
Cristante 5,5
Kone 5
Angelino 5
Soulé 6
El Aynaoui 5
Dybala 5

Ferguson 5
Baldanzi 5
Pisilli 5,5
El Shaarawy ng
Celik ng

Gasperini 5


IL ROMANISTA

Svilar 7
Hermoso 6
Mancini 5,5
Ndicka 6
Wesley 5,5
Cristante 5,5
Kone 5
Angelino 5,5
Soulé 6,5
El Aynaoui 5
Dybala 5,5

Ferguson 5,5
Baldanzi 5
Pisilli 5,5
El Shaarawy 6
Celik 5,5

Gasperini 5