X, gli auguri della Roma a Pisilli: “Buon compleanno, Niccolò!” (FOTO)

Giornata speciale per Niccolò Pisilli, il quale compie 21 anni. La Roma ha voluto celebrare il centrocampista classe 2004 tramite un tweet su X: “Buon compleanno, Niccolò!”, il messaggio del club giallorosso. Cresciuto nel settore giovanile della società capitolina, Pisilli ha collezionato 46 presenze in prima squadra e ha messo a referto anche 4 reti (contro Sheriff Tiraspol, Venezia, Lecce e Porto) e un passaggio vincente.

Pellegrini non si ferma e punta anche al rinnovo

LEGGO (F. BALZANI) – Poco tempo per festeggiare, anche se i tifosi su radio e social se lo sono preso tutto e senza fretta. La Roma ieri è tornata ad allenarsi in vista del Nizza con addosso ancora l’adrenalina per la vittoria nel derby. Che ha portato la firma di un eroe (non) per caso che contro la Lazio trova sempre motivazioni in più e che ora punta a riprendersi tutto quello che si è perso: la fascia da capitano, la Nazionale e forse anche il rinnovo. Lorenzo Pellegrini, infatti, ha segnato il quarto gol in una stracittadina. Emozionandosi e facendo emozionare tutti. Dopo la partita ha passato la serata in famiglia, quella che non l’ha mai abbandonato. E di cui fanno parte anche Mancini e Cristante. Lorenzo sa per esperienza che una rete per quanto pesante non può bastare. Ora punta a tornare in forma al 100% dopo l’infortunio che lo ha tenuto ai box oltre 4 mesi. Pellegrini vuole far ricredere la società e prolungare il suo rapporto d’amore con la Roma. Con quello di ieri sono 56 gol e 59 assist in 317 partite. Di fatto la partecipazione ad un gol giallorosso ogni 2,75 partite, con la media di 0,36. Numeri a cui si è avvicinato solo Hamsik negli ultimi 10-15 anni. L’ultima stagione è stata maledetta per Lorenzo tra prestazioni negative e infortuni, ma ora c’è il tempo di rimediare.

Anche perché Gasperini (ieri stretta di mano con Ranieri a Trigoria) lo stima molto dal punto di vista tecnico e umano. Meno da quello atletico, e qui bisogna lavorare così come deve lavorare Dovbyk che domani a Nizza in Europa League potrebbe avere una chance dal via.

Oggi Roma-Lazio: c’è in palio la finale

Un replay. A poche ore dal derby deciso da Pellegrini all’Olimpico, Roma e Lazio sono di nuovo una di fronte all’altra. Stavolta, però, la stracittadina mette in palio il pass per la finalissima di Serie A Women’s Cup, la Coppa di Lega che anticipa l’avvio del campionato. Lo
show e in programma stasera [ore 20.30, diretta su Sky Sport) al Menti di Castellammare di Stabia, sede della Final Four. […] Dall’altra parte, Rossettini ha le idee chiare: «ll derby si vince col carattere, serviranno la migliore condizione fisica e mentale. Mi aspetto una partita aperta e difficile, come tutte quelle affrontate finora. La Lazio à una squadra in crescita». La Roma non potrà contare su Thogersen (frattura al naso in Champions), mentre la Lazio dovrà fare a meno di Goldoni.

(Corsport)

Essere romanista

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Il giocatore crocifisso si stacca dai chiodi delle critiche, allarga le braccia verso un mondo che torna a essere suo, si libera dalla croce e poi raccoglie le mani sul viso come per pregare una preghiera che è già esaudita. Ha segnato al derby. […] Penso che Lorenzo Pellegrini fosse solo in quel momento, con le mani sul viso mentre si guardava dentro. Nell’attimo della gioia più sfrenata, nel momento più condiviso (anche di persona, con gli abbracci, e non solo sui social), in quello più urlato, Lorenzo Pellegrini era solo con sé stesso e il suo silenzio, con tutto quello che aveva passato, quello che aveva sognato e, soprattutto, quello che forse aveva smesso di sognare. […] Perché 4 gol al derby sotto la Nord con 4 vittorie vanno in archivio come storia, perché adesso qualsiasi cosa accada Lorenzo Pellegrini non può più essere una storia sbagliata. Chi gli rimproverava una mollezza insopportabile – pretendendo, anche giustamente, un verace romanismo anche dal punto di vista agonistico – oggi però, proprio in virtù di ciò che lo faceva arrabbiare, non può non stare con lui. Con chi segna alla Lazio sotto alla Nord. Con chi segna alla Lazio e quando segna vince. Con uno della Tuscolana che dice che la Roma la ama. […] Ha accettato tutto. S’è preso tutto. S’è stato zitto mentre tutto il mondo faceva rumore. Mi ha ricordato molto Giuseppe Giannini quando gli dissero dopo il rigore sbagliato al derby di non essere degno di indossare quella maglia. Ok i soldi, la fama e tutto quello che si dice in questi casi, ma voi vi immaginate ad essere un Capitano della Roma entrare in campo a Roma-Udinese e sentire 40.000 persone che ti fischiano appena tocchi il pallone (perché la Sud non c’era)? Voi, dico, come me, che se leggete un commento negativo sui social ci rimanete male, vi immaginate che significa – soprattutto se sei romanista – venire pressoché detestato da certi tuoi tifosi e diventare quasi una barzelletta in radio? Poteva urlare un “vaffa” al mondo domenica e invece s’è commosso. […] Perché 4 gol al derby sotto la Nord vanno in archivio come storia, perché adesso qualsiasi cosa accada Lorenzo Pellegrini non può più essere una storia sbagliata. E perché non è per niente detto purtroppo che resterà. E aver dato tutto, e detto ti amo quando forse è già finita, è forse la cosa più romanista che ci sia nella vita.

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Il tecnico dà fiducia a Pellegrini ma il romano deve «crescere»

IL TEMPO (L. PES) – L’infortunio, l’addio e l’ennesima prova di rinascita. Gli ultimi quattro mesi di Pellegrini sono stati un’altalena di emozioni tra l’amarezza di una separazione vicina e la carica di una nuova chance in quella che ormai è la sua partita: il derby. Lo ha capito anche Gasperini, da subito, decidendo a inizio settimana di lanciarlo titolare nonostante non scendesse in campo dal 4 maggio. Il tecnico è sempre stato chiaro e sincero sulla situazione legata all’ormai ex capitano, dapprima quando la società sperava nel suo addio negli ultimi giorni di mercato alla volontà di recuperarlo. Forte, ferma, da condividere secondo Gasp. Non può essere solo lui a sperare di dare una seconda giovinezza a Pellegrini, ma serve il supporto di società e tifosi. Da qui a gennaio la strada sarà lunga e ricca di partite da giocare, per questo il tecnico di Grugliasco, una volta chiuso il mercato, non vuole lasciare nessuno indietro, compreso Lorenzo. «È un giocatore forte, potenzialmente molto forte. È sano e non gli manca niente per fare la differenza ma deve diventare un atleta per alzare il livello come giocatore». Sintesi perfetta di Gasp, che in Pellegrini vede forse il miglior interprete della rosa nel ruolo di centrocampista offensivo, ma ora vuole risposte da lui. Nessuna preclusione, tutto dipende dal campo. Come lo ha convinto nella settimana del derby potrà farlo altre volte finché sarà a Trigoria. Il patto con la società è quello di separarsi a gennaio, poi nel calcio, si sa, può accadere di tutto ma l’unica cosa che conta per l’allenatore è che lui Pellegrini sia motivato e che cresca sotto il profilo dell’atletismo e della forza. Più resistenza e maggiore agilità, qualità nei piedi e nella testa ne ha da vendere, adesso lo step successivo è d’obbligo. Non riuscire a rilanciarlo è stato forse l’unico cruccio di Ranieri nella scorsa annata, ora Gasp ci riprova. Ma tutto, come sempre, dipende da Lorenzo.

Roma modello Gasp

IL TEMPO (L. PES) – Direzione Gasp. Nove punti in quattro partite e il successo nel derby fanno crescere il morale e danno fiducia per il futuro, ma la strada è ancora lunga. Lo sa per primo il tecnico giallorosso che come ci tiene a sottolineare «ha attenzione soltanto per il campo», e che ora ha la missione di innalzare il livello generale della squadra che in questo primo mese di campionato ha lasciato intravedere già alcune cose della filosofia gasperiniana. Scivolone, brutto, contro il Torino a parte, dove è mancato praticamente tutto ai giallorossi tra ritmo, intensità e aggressione, in fase di non possesso la Roma mostra già una brillantezza tipica delle squadre del tecnico di Grugliasco. Il gol di Pellegrini, ad esempio, nasce da un pressing alto costante nel primo tempo e che ha portato la Lazio all’errore. Duelli uomo contro uomo a tutto campo e aggressività sono caratteristiche fondamentali affinché le idee del piemontese vengano realizzate sul campo. Tre vittorie per uno a zero sfruttando, spesso, gli episodi e una scarsa produzione offensiva sono la fotografia di una squadra che senza il pallone è già avanti nel processo di crescita richiesto da Gasp, ora manca tutto il resto.

L’allarme era stato lanciato in estate sulla mancanza di uomini che potessero far male negli ultimi venti metri di campo, e ora, complici anche le pesanti assenze di Bailey e Dybala, i giallorossi fanno grande fatica a costruire azioni pericolose. Gare come quella contro la Lazio sarebbero state vinte con un passivo molto più ampio dall’Atalanta- tipo di questi ultimi anni. Il tecnico ora deve cercare le giuste soluzioni per aumentare la pericolosità degli attaccanti e coinvolgere il più possibile anche gli esterni. La buona prova di Rensch nella stracittadina è certamente un ottimo segnale, ma a Trigoria
c’è tanto lavoro da fare per raggiungere i livelli realizzativi tipici delle creature di Gasperini.

Farlo con nove punti in classifica e un derby vinto è certamente più semplice, e la prospettiva di essere soltanto all’inizio di un processo lungo aumenta la fiducia per il futuro. Una volta chiuso il capitolo mercato l’allenatore giallorosso si è posto come obiettivo quello di portare tutta la squadra a un livello alto di prestazione. Coinvolgendo anche quei calciatori che fino ad agosto inoltrato erano con la valigia pronta. Ora arriva anche l’Europa che, almeno in queste prime giornate, può essere laboratorio di sperimentazione e allargamento del minutaggio, con un occhio, ovviamente, sempre al risultato. Ma la strada è quella giusta, soprattutto se arrivano le vittorie.

Pellegrini e la regola del quattro

Come una favola. Ma non pensate a fate, maghi, nani, – principi o principesse. Semmai a un capitano. Anzi ex capitano. Di nome fa Lorenzo, di cognome Pellegrini, di soprannome Lollo. Banale pure dire che è stato l’uomo derby. […] Un piattone destro a incrociare che ha messo a tacere gli insulti e le cattiverie che nei mesi passati hanno fatto da colonna sonora a qualsiasi discorso sulle qualità di questo ragazzo romano e romanista capace di ribaltare una situazione ambientale che sembrava irreversibile. […] Ha segnato il quarto gol in un derby, sempre sotto la curva Nord, la casa dei tifosi della Lazio: un colpo di tacco da svenire, una punizione sotto l’incrocio, due destri di qualità sistemati nei due angoli della porta avversaria. Quattro gol che hanno voluto dire altrettante vittorie di una Roma che non sarà ancora quella immaginata da Gasperini, ma che ha superato le prime quattro partite con un bilancio migliore di quello che si sperava. Il tutto, peraltro, si è concretizzato con una Roma che fin qui tutto è stata meno che gasperiniana. Basti pensare al numero dei gol realizzati in 360 minuti. […] Ed è proprio questo aspetto, quello di essere ancora lontani dai concetti del Gasp, che legittima un sano ottimismo. Perché per questa Roma i margini di miglioramento sono enormi. Pellegrini in questo senso è il biglietto da visita migliore. Merito del giocatore, ma anche del tecnico che, dopo un mercato che lo ha soddisfatto solo in parte, ha rilanciato dichiarando che il suo obiettivo in attesa del mercato di gennaio è quello di recuperare quei giocatori che sembravano fuori dal progetto. […] Con un derby vinto in tasca e un Pellegrini così, l’operazione può essere più possibile di quello che si possa credere. E allora…

(P. Torri – la Repubblica)

Giallorossi mai così spuntati Gasperini ora cerca i gol

Tre vittorie su quattro, ma la Roma di Gasperini morde poco in area: 3 gol totali dopo le prime quattro giornate, nessuno firmato dalla prima punta. […] La cronaca dice che hanno segnato un esterno (Wesley), un’ala (Soulé) e un centrocampista (Pellegrini). Le punte no. Ferguson e Dovbyk sono ancora a zero: l’irlandese ha messo un assist per l’argentino a Pisa, nient’altro. Per Gasperini è una curva insolita: nei suoi avvii “pieni” (considerando solo stagioni iniziate da lui), soltanto due volte le squadre erano partite così a rilento o peggio, entrambe al Genoa: 2007-08 (1 gol) e 2015-16 (2). Anche la stagione spuria all’Inter era andata meglio (5 gol). Con l’Atalanta mai così asfittico: perfino negli anni più lenti (2017-18 e 2021-22) arrivò a 4 reti in quattro turni; spesso molto di più (8 nel 2023-24 e 2024-25, 14 nel 2020-21). Il confronto con gli ultimi vent’anni chiariscono la portata dell’anomalia romanista. C’è poi la linea storica del club: dal 2000-01 non succedeva che dopo quattro giornate nessuna prima punta avesse ancora segnato. […] Il che stride con la fama di Gasperini nel far segnare i suoi centravanti: da Milito a Zapata, da Muriel a Hojlund e Scamacca, fino a Retegui, il sistema-Gasp ha quasi sempre acceso il 9. […] Il punto non è solo la mira delle punte, ma il volume e la qualità dei palloni utili in area. La Roma sta ancora imparando le linee d’attacco del nuovo allenatore. Il dato è severo, ma reversibile: la storia di Gasperini – e le sue stesse parole – dicono che l’aggiustamento è nel suo dna. Ora tocca alle punte accendere il tabellino. Già mercoledì a Nizza.

(la Repubblica)

La diversa arte della Roma: ha la miglior difesa d’Europa e pure Gasp s’è abbonato all’1-0

[…] E poi un po’ tutti abbiamo fatto lo stesso errore. Perché a forza di mettere la testa sulla fase offensiva, a forza di parlare degli attaccanti e degli esterni che non sono arrivati o che non rendono, forse c’è stata una generale sottostima della difesa della Roma. Intesa come fase difensiva, non solo come valutazione sui singoli. Perché è certamente vero che nel derby di domenica la porta è rimasta inviolata anche per demerito della Lazio e per un po’ di fortuna, ma in linea generale la Roma non è mai sembrata andare in reale sofferenza nei primi 360 minuti di campionato. […] E verrebbe da dire, allargando l’orizzonte, mai troppo lungo tutto l’anno solare: nel 2025 la Roma è la squadra che ha subito meno gol nei cinque campionati top d’Europa, 12 (in Spagna 16 l’Athletic Bilbao, in Inghilterra 20 l’Arsenal, in Germania 22 il Bayern, in Francia 22 lo Strasburgo). Buon per la Roma che questa sottostima non l’abbia fatta Gasperini. Gli 1-0 a favore non sono più casuali. Sono un fattore, arrivano perché ci sono giocatori che si esaltano e comunque sanno gestire la pressione di difendere un risultato. […] Gasperini s’e preso quel che di buono aveva costruito Ranieri. E ha aggiunto. Ha cambiato il modo di difendere, squadra sempre proiettata in avanti alla ricerca dell’anticipo e del recupero “alto” del pallone. Ma continua a ottenere grandi risposte di reparto. E dai singoli. […] Adesso non resta che aspettare il lancio di Ghilardi e Ziolkowski. Il secondo non ci sarà a Nizza per squalifica, il primo spera invece nel debutto. Con una certezza: l’impianto è stabile, poche volte ha sbandato, la strada è conosciuta. Per le invenzioni, bisogna guardare e lavorare più avanti. Ma Gasp ha una ricetta pronta per tutti: chiedere a Pellegrini per conferma.

(Corsera)

Ora l’Europa League: la Roma in prima fila

Non è più la coppa di consolazione di qualche anno fa. L’Europa League è diventata un vero campionato parallelo da giocare con la determinazione di arrivare fino alla fine. Trentasei squadre, calendari fitti e diritti tv in crescita. È diventata il luogo dove i club emergenti, o quelli che non riescono ad accedere alla Champions, spingono per diventare grandi. Quest’anno l’Europa League mette in campo, tra le altre, italiane (Roma e Bologna), inglesi (Aston Villa, Nottingham Forest), tedesche (Friburgo e Stoccarda), spagnole (Celta, Real Betis) e francesi (Lilla, Lione e Nizza). Ci sono club con tifoserie caldissime come i serbi della Stella Rossa che al primo turno andranno in casa del Porto, o gli scozzesi del Celtic e Rangers entrambi avversari dei giallorossi. […] Gasperini partirà con la trasferta a Nizza (domani ore 21), un impegno alla portata contro una squadra reduce da una sconfitta per 4-1 contro il Brest e dodicesima in classifica in Ligue 1 con solo due vittorie e tre sconfitte. Pellegrini e compagni arrivano all’Allianz Riviera galvanizzati dalla vittoria nel derby, uno stimolo in più per cominciare bene una coppa alla quale Gasperini ha dichiarato di puntare e che ha già vinto con l’Atalanta. La Roma per i bookmaker è la seconda squadra più quotata ad arrivare a Istanbul al pari del Real Betis e del Notthingham Forest. […] E a proposito di allenatori di peso internazionale, l’Europa League può contare su tecnici come Francesco Farioli del Porto che lo scorso anno è stato a un passo dal vincere l’Eredivise con l’Ajax, Manuel Pellegrini del Betis vincitore di una Premier con il City e più recentemente di una Coppa di Spagna col Siviglia, Bruno Génésio del Lilla (seconda avversaria della Roma) e Paulo Fonseca del Lione. […] Insomma, una coppa che può regalare emozioni e denaro da mettere a bilancio: la sola qualificazione garantisce 4,31 milioni, a cui si aggiungono i premi partita, quelli per il passaggio dei turni e il nuovo parametro value che sarebbe una sorta di market pool. Più gli incassi da botteghino (all’Olimpico le scorse edizioni hanno fatto sempre registrare tutto esaurito). Potenzialmente si può arrivare a guadagnare 40 milioni. […] Un torneo che ha smesso da tempo di essere la sorella minore della Champions, ogni partita vale doppio: prestigio e bilancio.

(Il Messaggero)