FOTO E VIDEO – Trigoria: allenamento individuale per Dybala. La Joya punta il Verona

Questo pomeriggio la Roma è scesa in campo per la rifinitura alla vigilia dell’esordio europeo contro il Nizza. Buone notizie per Gasperini: Paulo Dybala infatti è tornato a correre sul campo e oggi ha svolto una seduta personalizzata. La Joya punta la sfida contro il Verona di domenica.

Bailey: appuntamento a dopo la sosta per il giamaicano. Dybala punta il Verona

Arrivano aggiornamento sulle condizioni degli infortunati in casa Roma. Come scrive Filippo Biafora, infatti, per Bailey appunatemento a dopo la sosta: il giamaicano sarà convocato per la sfida contro l‘Inter del prossimo 18 ottobre. Più vicino il rientro di Paulo Dybala, che ieri ha svolto dei controlli che hanno dato esito positivo. La Joya è tornato a correre sul campo e punta alla convocazione per la sfida contro il Verona.

Trigoria, rifinitura pre Nizza. Ok Hermoso, a parte Dybala. Lunga chiacchierata tra Massara e Wesley (FOTO E VIDEO)

Archiviata la vittoria nel derby, domani sera la Roma farà il proprio esordio stagionale in Europa League in casa del Nizza. Come di consueto, la squadra alla vigilia è scesa in campo a Trigoria per la rifinitura, con i primi 15 minuti aperti alla stampa.

embedgallery_1035587

LIVE 

16:29 – Piccoli spezzoni della seduta sono visibili nel video pubblicato sui canali social del club. Nelle immagini si vede il gruppo impegnato in una prima fase di lavoro atletico, con corsa e attivazione muscolare, seguita poi da una serie di esercizi tecnici con il pallone. A seguire l’allenamento da bordocampo anche il direttore sportivo Ricky Massara.


15:43 – Dopo il forfait nel derby, regolarmente in campo Wesley. Il laterale brasiliano, prima di scendere in campo, si è intrattenuto in una lunga chiacchierata con il ds Massara.

15:40 – Dopo la mobilità articolare, esercizi di trasmissione della palla

 

15:32 – Al via il riscaldamento

15:30 – Regolarmente in campo Mario Hermoso, che indossa una fasciatura al polpaccio. Presente anche Paulo Dybala, che sosterrà un allenamento individuale.

15:25 – Il primo a scendere in campo è il tecnico Gasperini.

15:00 – Tutto pronto per la rifinitura. Il primo a scendere in campo è il secondo portiere Vasquez nonostante non sia in lista Uefa.

Difesa di ferro per la Roma: nessuno meglio dei giallorossi nei top 5 campionati

Con l’avvento di Gasperini ci si aspettava un calcio offensivo e fiorente dal punto di vista relizzativo. La realtà, però, ha detto altro, con i giallorossi che hanno la miglior difesa dei top 5 campionati europei. La Roma infatti ha subito solo un gol, quello di Simeone, nelle prime 4 giornate. Si tratta di un record anche per Gasperini.

Nizza, Haise: “Seguo Gasperini da tempo, mi aspetto una partita difficile” – Dante: “Ho avuto problemi al ginocchio, sto lavorando per superarli”

Franck Haise, allenatore del Nizza, ha parlato in conferenza stampa per presentare la prima partita di Europa League contro la Roma. Insieme a lui il difensore Dante. Queste le loro parole:

L’intervento di Haise

Come intendete affrontare questa partita in Europa Legue?
“La domanda è vasta. Se devo dire come vogliamo affrontarla o come la affronto, siamo arrivati a cercare quel quarto posto l’anno scorso. Il gruppo che c’era l’anno scorso ha lottato per qualificarsi per un turno preliminare della Champions League. Non siamo riusciti a qualificarci per la Champions, quindi affronteremo questa partita prima di tutto con molto piacere. Giocare in Europa, giocare domani, penso che ci siano molte altre squadre francesi che vorrebbero essere al nostro posto, quindi viviamoci appieno questa partita. Questo è lo spirito per noi”.

La presenza del capitano significa che ci sarà domani?
“Non parlo mai del mio capitano. Qualunque cosa succeda, è il mio capitano. No, ma parteciperà all’ultimo allenamento, poi faremo il punto dopo, ma è presente, e questo è già una buona notizia”.

Sul ritorno di Dante.
“Possiamo parlare di tanti ritorni, dato che, a parte Mohamed e Youssouf che sono infortunati, per il resto tutti si allenano. Per la prima volta in stagione, tutti sono in grado di allenarsi. Non dico che tutti i giocatori siano al 100%, alcuni hanno sicuramente preso un po’ di ritardo a causa della preparazione, ma tutti possono allenarsi”.

Puoi dirci, dopo questa sconfitta, come sta il gruppo?
“Non so se sarebbe troppo semplice dire che abbiamo appena vinto una partita e va tutto bene, e che ora, dopo averne persa una, subito sorgono i dubbi. Ciò che è certo è che, al di là dei risultati, in quello che vedo negli allenamenti da diverse settimane ci sono aspetti molto più positivi rispetto a prima. Poi, bisogna tradurle in ogni partita di competizione. Questo, penso, sia la nostra sfida principale. La qualità di un gruppo, su questo non ci sono dubbi. Fino a che punto, fino a dove arriveremo, non ho una risposta, ma la qualità del gruppo c’è. Poi, ogni fine settimana, ogni partita, ogni tre o quattro giorni, bisogna metterci molto. È questo che conta. Non possiamo, se prendiamo l’esempio di Brest, essere sotto 1-0 dopo nove minuti, perché ci mettiamo davvero in difficoltà. Sappiamo che, tornando alla partita di domani, contro la Roma e la qualità di questa squadra, bisogna essere pronti dalla prima all’ultima secondo. Questo è un dato di fatto”.

L’anno scorso non è andata bene in Europa.
“Cerchiamo sempre di giocare le partite al massimo e non torniamo sulla stagione scorsa. Non voglio dare spiegazioni, perché tanto a nessuno importa. Quello che conta è vivere appieno questa prima partita. Vivere appieno questa prima partita, e poi viverle tutte, appieno, le partite. Solo questo è vero. Lo ripeto, è una fortuna avere partite come questa da vivere. Che sia quando sei giocatore, anche se hai molta esperienza, quando sei allenatore. Devi prenderle al volo, devi solo prenderle al volo. Certo, con intelligenza, perché non si può farlo in qualsiasi modo”.

Appunto, sempre rispetto alla stagione scorsa che bisogna cancellare, qual è l’obiettivo quest’anno in questa Europa League?
“Essere riconoscibili, mostrare una vera identità in questa competizione. Non siamo riusciti a farlo necessariamente. E ovviamente, quando dico questo, lo dico anche per vincere le partite, per qualificarci. Lo sapete bene. Qualificarci mostrando i nostri valori, i nostri principi, mostrando l’identità del nostro gioco che ci daranno le migliori possibilità per riuscirci”.

Cosa conosce del calcio di Gasperini e cosa si aspetta?
“Gasperini lo seguo da quando era all’Atalanta. È infatti dal 2018 che anche io ho evoluto il mio sistema di gioco. Ho visto parecchie partite dell’Atalanta. Conosco quello che ha fatto e costruito in nove stagioni lì. Poi, si percepiscono i principi forti. Si trova il sistema con i tre difensori, ma è anche la capacità di avere un buon controllo, un buon possesso, con molti giocatori fuori dal blocco avversario, ma allo stesso tempo la capacità di avere un gioco abbastanza diretto, sia in possesso che nelle transizioni. È una squadra che è capace di avere molte forme e che è anche abbastanza difficile, anzi molto difficile e i primi risultati lo dimostrano. Mi aspetto ovviamente una partita difficile. Ovviamente non abbiamo potuto lavorare molto sull’avversario questa settimana, ma lo faremo oggi in particolare, con il video, per i giocatori. Comunque, si sente già, in poche settimane o mesi, la mano di ciò che cercano”.

È sorpreso da questo inizio di stagione della Roma a livello offensivo? 
“Penso che costruire nuovi schemi di gioco, in modo che tutto funzioni perfettamente, richieda tempo. È per questo che facevo l’esempio dell’Atalanta: vedo che la sua squadra è già molto performante, solida e con grande impatto. Non abbiamo dubbi: sarà ancora più efficace, soprattutto in fase offensiva, nelle settimane e nei mesi a venire. Tra la sua mano e la qualità dei giocatori, non ho molti dubbi da questo punto di vista”.

L’intervento di Dante

Come ti senti, come va il tuo ginocchio?
“Sto molto meglio. È chiaro che non è facile da spiegare perché ho avuto dei problemi al ginocchio destro, e poi due volte ho compensato con il ginocchio sinistro. Sia nella partita contro il Benfica che ora, il lato sinistro si infiamma un po’, ma stiamo lavorando molto duramente su questo per superare questo ostacolo e poter essere disponibili per più partite possibili questa stagione”.

Il fatto che si tratti di un campionato di otto partite e che la qualificazione possa dipendere solo dalle ultime tre mette un po’ in prospettiva l’importanza della prima partita?
“Noi dobbiamo giocare al massimo. Calcolare le partite è l’errore peggiore che un atleta di alto livello possa fare. Con noi è lo stesso, non calcoleremo nulla. Non cominceremo a pensare alle ultime tre partite, alle ultime quattro partite. No, non è questo. È che abbiamo una grande partita davanti a noi, una partita splendida davanti ai nostri tifosi. L’inizio di una stagione in Europa, con un girone molto difficile, dobbiamo prenderci il massimo del piacere. Ma il piacere significa lavorare insieme, fare gli sforzi l’uno per l’altro, mostrare che siamo una squadra unita, coraggiosa, una squadra che ha voglia di mettere intensità e ritmo, e che ha questa voglia di giocare. Comunque, qualsiasi partita giocheremo questa stagione o nella vita, non c’è nulla da calcolare”.

Si dice che questa prima partita sarà importante anche per il futuro.
“Tutte le partite sono importanti, comunque. Certo, se inizi con una vittoria in casa, tanto meglio. Quello che dobbiamo cercare nella nostra squadra è già di mostrare un volto solido. Una squadra che è dentro la competizione, che è senza palla, che lavora insieme per non prendere gol. Che i difensori comincino da davanti, che lavoriamo duramente, che dopo aver perso il possesso, torniamo rapidamente, riformiamo il blocco, attacchiamo, siamo insieme? Questa è la domanda e questo è il volto che vogliamo mostrare. Essere solidi, essere dentro la competizione e avere davvero voglia di confrontarsi con queste squadre. È una squadra coraggiosa che trasmette emozioni anche a tutte le persone che sono allo stadio”.

L’avventura in Europa della stagione scorsa può anche servire da motore, come reazione di orgoglio. È questo sentimento di rivincita che vi anima oggi, o bisogna davvero voltare pagina per te?
“Ascolta, il passato non possiamo cambiarlo, prima cosa. Secondo, non è lo stesso gruppo. Terzo, so che c’è sempre questa domanda perché fuori si parla molto. Non preoccupatevi, i primi ad esserci stati male eravamo noi e abbiamo anche preso le nostre responsabilità, e quest’anno è una nuova stagione, una nuova Europa League, nuove squadre che affronteremo. Quindi tocca a noi guardare avanti, fare tutto il possibile per prendere il massimo dei punti, ma ancora una volta dobbiamo mostrare a questa squadra che ci sono dei valori, una squadra che ha un’identità, che vogliamo mantenere fino alla fine della stagione”.

Stadio Roma: accordo tra il Comitato Pro Stadio e il IV Municipio sulla gestione di Parco Smart e Rambla

Arrivano novità sul nuovo Stadio della Roma a Pietralata. Il Comitato Pro Stadio ha siglato un accordo con il comune capitolino e il Municipio IV riguardo alla gestione del Parco Smart e del Parco della Rambla. Ecco quanto si legge nel comunicato: “Il Comitato è entusiasta di mettere a disposizione il proprio impegno per il quartiere: questa è solo la prima di tante iniziative che verranno portate avanti. Con questa collaborazione vogliamo rendere più sicure le aree verdi del territorio. Il nostro impegno sarà costante, ma ci affidiamo anche al buon senso civico affinché le regole vengano rispettate. Siamo pronti ad accogliere tutti coloro che vorranno unirsi a noi: con la partecipazione di molti potremo realizzare nuove attività a beneficio della comunità. Il Presidente Umberti ha inoltre annunciato che sono in programma interventi per migliorare ulteriormente le aree, rendendo ancora più efficace l’impegno del Comitato. Per aderire al Comitato e partecipare all’iniziativa è possibile scrivere direttamente sulle pagine Facebook o Instagram. I link ai contatti sono disponibili nei commenti. Più siamo, più costruiamo”.

Instagram, Mancini e l’amore per la Roma: il difensore bacia una bandiera giallorossa sotto la Curva Sud a fine derby (FOTO)

Domenica è andato in scena il Derby della Capitale e a vincerlo è stata la Roma per 0-1 grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini. Tra i protagonisti della stracittadina c’era anche Gianluca Mancini, il quale al fischio finale si è scatenato durante i festeggiamenti sotto la Curva Sud. Il difensore centrale ha corso davanti ai suoi tifosi sventolando la bandiera “Roma” con la lupa capitolina e su Instagram ha pubblicato una foto nel momento in cui la bacia, affiancando allo scatto due cuori giallorossi.

Nizza-Roma, cambia l’arbitro: Cuadra Fernandez prende il posto di Munuera. Nessun precedente con le due squadre

Cambia l’arbitro di Nizza-Roma, match valido per la prima giornata della fase campionato di Europa League e in programma domani alle ore 21. Inizialmente la UEFA aveva affidato la gara al fischietto spagnolo Juan Martinez Munuera, ma al suo posto ci sarà il connazionale Guillermo Cuadra Fernandez. Invariate le altre designazioni: José Naranjo e Iván Masso Granado saranno gli assistenti, Mateo Busquets Ferrer il IV Uomo, Carlos del Cerro Grande al VAR e Cesar Soto Grado come AVAR.

(uefa.com)

VAI ALLE DESIGNAZIONI UFFICIALI


Guillermo Cuadra Fernandez, arbitro di 41 anni nato a Madrid, incontrerà Roma e Nizza per la prima volta in carriera. L’unico precedente del fischietto spagnolo con una squadra italiana risale al 2022, quando la Fiorentina perse 3-0 in casa dell’Istanbul Basaksehir nella fase a gironi di Conference League.

LR24

Alberto De Rossi: “Gasperini una garanzia per il nostro settore giovanile, stiamo pensando all’Under 23. I Friedkin hanno investito tanto per migliorare Trigoria”

TUTTOMERCATOWEB.COM – Alberto De Rossi, storico allenatore della Roma Primavera e attuale Responsabile dello sviluppo e della formazione degli allenatori delle squadre nazionali, ha rilasciato un’intervista al portale e ha fatto una panoramica sul mondo del settore giovanile giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

È stato diciannove anni alla guida di una formazione, cosa ormai rara nel calcio moderno: cosa significano per Lei?
“Non solo. Si tratta del settore giovanile della tua città, della squadra per cui tifi, aggiungerei questa parte emotiva perché è forte. La prima parola che mi viene in mente è: ‘orgoglio’. Poi c’è la soddisfazione. Ho avuto l’enorme fortuna di partecipare attivamente alla vita del club, alla crescita di tantissimi ragazzi. Per me l’appartenenza è un concetto importante, che cerco di trasmettere e incentivare. La nostra volontà è sempre quella di partire dal nostro territorio, da Roma, dai ragazzi che vogliono diventare calciatori della Roma. Dobbiamo essere presenti sul territorio, mi piace che la maglia della Roma sia un sogno per i giovanissimi”. […]

A proposito di giovani e cambiamenti, anche in Italia si vedono formazioni Under 23. Per come è sviluppato il progetto, può essere funzionale nel nostro paese?
“In generale, qualcosa bisogna fare. La criticità maggiore per i ragazzi è il passaggio dalle giovanili alle prime squadre, dall’essere giovane all’essere adulto. Come AS Roma, stiamo valutando la creazione della formazione Under 23, vediamo che le altre società hanno ottenuto vantaggi. Ne stiamo parlando, vedremo come andrà avanti il progetto, è in discussione. Io però aggiungerei due aspetti strettamente personali inerenti al tema: come sistema calcio dovremmo dare un contributo per le seconde squadre e rivedere la questione Primavera. Non sono d’accordo sulla riforma attuata. Alzare l’età del campionato non è funzionale. E lo dico con cognizione, il campionato Primavera è stato la mia vita”.

I giovani italiani effettivamente faticano. E si attinge sempre di più agli stranieri…
“I ragazzi che vengono da campionati stranieri sono più pronti, non necessariamente più bravi, perché giocano prima, hanno avuto esperienze negative con gli adulti e ne hanno fatto tesoro. L’Italia è indietro in questo, lo vediamo. Prima non era così, basti ricordare il famoso mondiale del 1982, quello di Bruno Conti. Nel passato si lavorava sulla tecnica individuale, per la crescita dell’individuo, poi abbiamo visto e ammirato l’Olanda, l’Ajax, il Barcellona, tante realtà che si mettevano in mostra. Abbiamo perso un po’ della nostra cultura, avevamo una preparazione di base formidabile, ora paradossalmente la stiamo rincorrendo di nuovo, un cerchio che si chiude. La preparazione tecnica è fondamentale e l’abbiamo persa, passando alla tattica, al fisico, tralasciando la cosa più importante, che per me rimane la tecnica. Alla Roma pensiamo a un percorso diverso per i ragazzi: nel settore giovanile giocano sotto età e partono per fare esperienza fuori appena c’è la possibilità, così da essere più pronti ed esperti al loro ritorno. Pensiamo sia importante per la loro crescita e anche per il club”.

Si parlava prima di struttura fisica: i ragazzi sono sempre più strutturati, passano molto tempo in palestra, magari a discapito di un palleggio in più. Per lei è un fattore positivo?
“Togliere troppe ore al campo non mi piace. Noi siamo attenti a tutto qui alla Roma, dalla palestra alla dieta. La preparazione fisica è importante, ma l’aspetto tecnico rimane fondamentale, devi saper dominare la palla. Sembra banale ma siamo convinti che questa sia la strada giusta”.

Tornare a lavorare sulla tecnica per lei è possibile?
“Noi alla Roma non abbiamo mai smesso di farlo e penso che anche in altre realtà d’Italia stiano capendo la centralità dell’aspetto tecnico. Ho visto Italia-Inghilterra Under 15, a esempio, e la nostra fisicità era inferiore. La domanda è: ‘come fai a giocare con un ragazzo più alto e strutturato fisicamente?’. Con la tecnica”.

C’è un calciatore, passata dalle vostre giovanili, che pensava potesse fare una carriera diversa?
“Non vorrei pressarlo tanto, ma l’ho già detto: Alessio Riccardi, ora al Latina. È ancora in tempo ovviamente. Giocava da protagonista con me, tre anni sotto età. Non lo vedevo solo io il talento di quel ragazzo, poi forse s’è inceppato qualcosa, soprattutto in se stesso. A un certo punto è stato utilizzato in varie formazioni, sono arrivate le richieste da fuori, cifre astronomiche, un ingaggio molto alto, forse tutto ciò ha alzato troppo la pressione sul ragazzo, che poi si è fermato nella crescita”. […]

Un altro tema importante, si lega anche alle strutture, soprattutto per il settore giovanile.
“Le strutture sono fondamentali. Su questo aspetto c’è poca cultura in Italia, è il problema più grande che abbiamo. Spesso mancano proprio gli spazi per giocare e allenarsi. Come fai a far allenare quattro squadre in un solo campo? Noi abbiamo 8 campi, non tutti hanno il privilegio di poter lavorare in queste condizioni in Italia. Ci sono stati investimenti importanti da parte della proprietà. Negli Stati Uniti le strutture sono fondamentali, la mentalità statunitense è diversa da quella italiana e grazie a questa mentalità la famiglia Friedkin ha investito tanto per migliorare Trigoria, per farci crescere. Il nostro centro sportivo è all’avanguardia e ci permette di lavorare nelle migliori condizioni. Abbiamo anche un liceo dentro Trigoria: per noi la formazione dell’essere umano è al primo posto. Non tutti i nostri giovani arrivano a essere professionisti, bisogna dare ai ragazzi gli strumenti necessari per affrontare la vita, è un aspetto fondamentale nella crescita”.

Si parla di crescita anche umana: sotto questo aspetto, quale peso ha l’allenatore?
“Gli allenatori, come me, devono fare quello che richiede la proprietà: formare calciatori per la prima squadra. Tutti sono importanti: il magazziniere, l’ufficio stampa, i segretari, tutti. Ma l’allenatore deve essere prima di tutto un istruttore. Alla Roma la classifica delle nostre squadre giovanili la guardiamo a tre partite dalla fine del campionato. Ci interessa migliorare partita dopo partita, concentrandoci su ogni singolo ragazzo”.

A proposito di figure di rilievo. Quale è il rapporto con due romanisti come Lei, Claudio Ranieri e Bruno Conti?
“Con Claudio c’è un ottimo rapporto, iniziato come uno splendido rapporto professionale. Ho lavorato insieme a lui e mi ha agevolato tantissimo nel mio lavoro. È importante per un allenatore Primavera avere il profilo giusto in prima squadra, se ti dà i giusti consigli, le giuste aperture, è più semplice. Poi, con il tempo, è maturato anche uno splendido rapporto umano. Su Bruno…che altro posso dire? Mi ha scelto lui alla Roma, mi ha dato i giusti consigli, poi insieme siamo arrivati fin qui, è una sorta di secondo fratello per me, davvero non saprei descriverlo in altro modo”.

Parlava di rapporto tra allenatore Primavera e quello della prima squadra. La scelta di Gasperini si inserisce anche in quest’ottica, considerando che per voi i giovani sono fondamentali, e il tecnico ha svolto un eccellente lavoro nella valorizzazione dei giovani dell’Atalanta, non ultimo con l’U23?
“Gasperini rappresenta una garanzia per il nostro settore giovanile, nella sua carriera ha fatto esordire tanti giocatori dal vivaio. Forse la considererete una risposta facile, ma è la verità, guardiamo i dati, i calciatori che ha fatto crescere e migliorare: per noi è un’autentica garanzia. Non servono le mie parole su di lui, è sotto gli occhi di tutti il suo lavoro”. […]

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE