Operazione difesa: occhi su Lucumi

IL TEMPO (L. PES) – Operazione difesa. Tra i reparti indicati da Gasperini sui quali mettere mano nel mercato estivo c’è quello dei centrali. Il 3-4-3 (che spesso viene alternato all’utilizzo delle due punte o di due incursori alle spalle del centravanti) del Gasp prevede difensori dotati di fisicità e rapidità, ma soprattutto necessita di alternative ai titolari per le rotazioni. In questo momento gli unici titolari certi per il futuro sono Mancini e Ndicka, per questo Ghisolfi è al lavoro per portare un altro difensore titolare per rinforzare il reparto.

Il primo nome sulla lista dei giallorossi, ad oggi, è quello di Lucumi del Bologna. Il quasi ventisettenne colombiano ha tutte le caratteristiche ricercate dalla Roma e ha il contratto in scadenza nel 2026. I rossoblù lo valutano attorno ai 15 milioni ma il prezzo potrebbe scendere vista la scadenza tra dodici mesi. Non certamente l’unico profilo valutato dal ds giallorosso ma uno di quelli sondati con più convinzione.

Oltre a un altro titolare, possibilmente rapido e con buone capacità di impostazione, Gasperini dovrà valutare altri calciatori presenti o tornati in rosa dopo i prestiti. Con Ranieri si è messo in mostra Celik nel ruolo di centrale di destra e il turco potrebbe essere una valida alternativa anche per il tecnico di Grugliasco.

Dopo le esperienze in Spagna e Germania, invece, torneranno a Trigoria Kumbulla e Hermoso. Il primo, seppur apprezzato molto all’Espanyol, vuole giocarsi le sue carte in un calcio fisico e fatto di duelli individuali che potrebbe esaltarlo. Diversa la posizione dell’ex Atletico Madrid che è reduce anche dal lungo infortunio alla spalla. A Roma non si è ambientato e l’alto ingaggio potrebbe suggerire una partenza. Ma conteranno molto le motivazioni.

Sirene arabe, invece, per Angelino. Tra gli obiettivi dell’Al-Hilal di Inzaghi, oltre a Theo Hernandez (che tentenna) e Nuno Tavares c’è anche l’esterno spagnolo reduce da una stagione molto positiva con la Roma che difficilmente vorrà privarsene. Ma, come per quasi tutti i club, la regola dell’incedibilità non esiste più ma le richieste non saranno basse. Lo spagnolo è considerato un titolare mentre Gasp ha chiesto di intervenire sulla corsia di destra con un rinforzo importante.

Intanto Ghisolfi chiude il primo acquisto della sessione di mercato con l’arrivo a parametro zero del giovane portiere diciottenne Radoslaw Zelezny della Juventus. Il polacco sarà il terzo portiere e firmerà per quattro anni e in questa stagione e ha giocato 25 partite e ha incassato 42 reti con quattro clean sheet all’attivo. Prosegue, invece, la trattativa per il rinnovo di Svilar con le parti ancora distanti in attesa di una nuova mossa da parte della Roma.

Decisione corretta, ma i problemi non spariranno

Luciano Spalletti se ne va con stile, che è tutto ciò che si può chiedere a uno sportivo ferito nell’orgoglio da un pesante rovescio professionale. Non cerca scuse, non accampa alibi, non se la prende con nessuno se non con se stesso, e da questa impotenza nasce il dolore che
visibilmente lo segna. Precisa soltanto che è stato Gravina a sollevarlo dall’incarico e non lui a lasciare, lui che si sentiva ancora certo di ottenere il Mondiale richiesto; ed è proprio questa convinzione, simile a un accanimento terapeutico, ad avvalorare la decisione di esonerarlo. Gli anni con i club hanno dimostrato che Spalletti è un eccellente allenatore, ma i mesi con l’Italia hanno detto che come selezionatore non funziona, e le cose non sarebbero cambiate: staccare la spina è stata una decisione corretta, si poteva completare l’opera annunciandolo e non lasciando che fosse il c.t. a comunicare la propria deposizione. […]

La federazione sta cercando di convincere Claudio Ranieri a prendersi in carico quest’ultima avventura, e la sua lealtà ai Friedkin è come sempre apprezzabile. Ma non può non essere superabile. C’è un destino che governa il finale di carriera di questo moderno
Cincinnato, più volte ritiratosi e poi richiamato con ineludibili mozioni degli affetti: prima il Cagliari, poi la Roma, adesso l’Italia. […]

Anche il nome di Pioli, l’alternativa, è di qualità: ma gli incubi che Ranieri è stato in grado di rimontare nelle ultime stagioni ne fanno il migliore esorcista su piazza. […]

(corsera)

Nazionale, Ranieri resiste: ieri summit di mercato con Gasperini e Ghisolfi

Dopo l’esonero di Luciano Spalletti, ufficializzato ieri, il presidente federale Gabriele
Gravina ha individuato il nome giusto per guidare la Nazionale verso il Mondiale del
2026: Claudio Ranieri. […]

Ma da Trigoria arriva un primo, segnale deciso: Ranieri non è intenzionato a lasciare il suo ruolo nella Roma. Proprio ieri Ranieri ha partecipato a un summit operativo con il ds Ghisolfi e il nuovo allenatore Gasperini. Nessun accenno all’addio, anzi: l’obiettivo è tracciare la rotta del nuovo progetto tecnico giallorosso. Si parla di mercato, si valutano i nodi strategici: la risposta alla Figc sarebbe quindi «no». […]

Nel frattempo la società lavora su diverse questioni spinose. Il futuro del portiere Svilar resta in bilico: i giallorossi non sono ancora arrivati ad offrire i 4 milioni, bonus compresi, chiesti dai suoi agenti che nei giorni scorsi hanno incontrato il Milan, che sta per cedere Maignan al Chelsea. Ndicka, invece, piace a Manchester United e Tottenham ma la Roma lo valuta 40 milioni. Interesse forte anche su Angelino, cercato dall’Al Hilal di Simone Inzaghi, in alternativa a Theo Hernandez. In uscita potrebbe esserci anche Paredes: il Boca Juniors non ha smesso di pensare a lui, ma la decisione spetta al giocatore e a Gasperini. […]

(corsera)

Ranieri è la prima scelta, sullo sfondo resta Pioli

Se la scelta di puntare su Claudio Ranieri fosse avvenuta la scorsa estate, dopo il disastroso Euroflop, forse le cose sarebbero andate diversamente. Le certezze adesso non sono molte, ma tra queste c’è ancora il tecnico 73enne, nel frattempo assurto ad altri incarichi nella Roma, dopo averla portata in Europa con una cavalcata delle sue. Ranieri incarna alla perfezione il ruolo di padre della patria che corre in aiuto nel momento più buio, mettendo la propria esperienza al servizio della causa azzurra. Ma non tutto è così semplice in questa scombiccherata sceneggiatura federale che oggi manda in panchina un tecnico già esonerato: il vincolo coi Friedkin per Ranieri non è così facile da sciogliere e nemmeno con Gasperini, nuovo allenatore scelto dalla Roma e da Claudio stesso.

Pur lusingato, il tecnico di Testaccio (che peraltro si considera un ex) sa che non tutte le patate bollenti sono uguali da risolvere e avrebbe qualche perplessità a lasciare il nuovo incarico: a questo punto però un compromesso, se la Roma fosse d’accordo, potrebbe essere quello del doppio incarico. Fare il c.t. non escluderebbe il ruolo in giallorosso e non sarebbe nemmeno in conflitto di interessi. Alla Federcalcio non dispiacerebbe di sicuro.

Il piano B, ma più sullo sfondo, resta Stefano Pioli. […] Il Mancio-bis non è un’opzione: le sue parole distensive suonano come un’autocandidatura, che però non viene presa in considerazione. E un piano C non c’è. […]

(corsera)

Roma, striscione contro allenatore e proprietà: “Un comunicato non cambia un c***o. Gasperini uomo di m***a, Friedkin pupazzo”

Da pochi giorni Gian Piero Gasperini è diventato ufficialmente il nuovo allenatore della Roma, ma una parte di tifosi non sembra aver apprezzato la scelta di Claudio Ranieri e dei Friedkin. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano, sabato notte è apparso uno striscione in città non firmato: “Un comunicato non cambia un c***o. Gasperini omo de m***a, Friedkin pupazzo”.

(La Repubblica)

Gasperini e la difesa: non c’è tre senza due

La difesa a tre è spesso stata sinonimo di calcio difensivo. Due terzini come esterni pronti a trasformare il sistema in un 5-3-2. […] Guardando l’ultima Roma di Ranieri si può pensare ad una sorta di continuità. […]

Anticipo, contrasto, duelli è il vademecum del credo difensivo gasperiniano: non si tratta semplicemente di marcare a uomo. E’ vero, il riferimento principale resta l’avversario ma bisogna occuparsene rischiando. E quindi anticipando, alzando la pressione anche perché un ritardo nel salire o una marcatura sbagliata diventa spesso letale. […]

Sarà curioso capire come si comporterà della Roma. Normalmente Gasperini è abituato a lavorare con cinque centrali. All’Atalanta nell’ultima stagione ce n’erano addirittura sei (Scalvini, Hien, Koussonou, Toloi, Kolasinac e Djimsiti). […] Ad oggi nella Roma le certezze sono Mancini e Ndicka, mercato permettendo. Il destino dell’ivoriano è infatti legato a doppio filo con quello di Svilar: se parte uno, resta l’altro. Salutato Hummels, appare difficile che Hermoso possa restare. Diverso il discorso per Kumbulla. […]

I calciatori realmente monitorati sono quattro: Beukema e Lucumi del Bologna, Kossounou rientrato al Leverkusen e Balerdi del Marsiglia. Cartellini, milione più, milione meno, che si aggirano sulla ventina di milioni ciascuno (anche se Lucumi ha una clausola di 28). La concorrenza è alta: Beukema piace al Napoli, Kossounou potrebbe tornare all’Atalanta. Ma Gasp in qualche modo va accontentato. […]

(Il Messaggero)

Ranieri il preferito, ma Pioli resiste

[…] Il dopo Spalletti, dunque, è già cominciato. I sondaggi sono stati avviati, si attendono risposte definitive. L’esigenza della Figc è una: andare al Mondiale, senza se e senza ma. […] Il primo nome sondato si chiama Claudio Ranieri, è lui il preferito: lo vuole Gravina, lo chiede il popolo italiano tifoso della Nazionale. L’uomo perfetto per questa fase storica, in cui si sono perse certezze e si vive nell’abbandono: un anno di contratto, impegni diradati (settembre, ottobre, novembre, più l’eventuale – probabile – playoff marzo e il periodo, eventuale, del Mondiale), si poteva fare, era la situazione adatta a lui. […]

Da sempre, Claudio è sensibile al richiamo della Nazionale, ma per ora non sembra avere grosse intenzioni di tuffarsi in questa avventura. Ha preso tempo. I dubbi: non vorrebbe abbandonare la Roma, nella quale ora è apprezzatissimo dirigente, con lui è stato appena avviato un progetto tecnico ambizioso che porta il nome di Gasperini. E Ranieri ha anche pensato che la scelta della Nazionale – anche se per un periodo breve – scontenterebbe la piazza giallorossa, che in lui vede il cardine del futuro della Roma. Insomma, non è facile.

La Figc non perde le speranze e continua a pressare, timidamente, ma nel frattempo è già in contatto con altri allenatori. E se è reale e definitivo il no di Ranieri, Pioli diventa inevitabilmente il favorito per la panchina azzurra. […] Da non escludere un ritorno di Mancini, ma il presidente Gravina non ha intenzione di richiamarlo. […] Dalla Figc trapela che non verrà presa in considerazione l’ipotesi di affidare la Nazionale a un giovane, e in lizza c’erano i vari Cannavaro, De Rossi o Bonucci.

(Il Messaggero)

Palanca: “Ranieri l’uomo giusto per la Nazionale. Alla Roma è stato fantastico”

GASPORT – Massimo Palanca, ex attaccante del Catanzaro, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e si è soffermato sul possibile approdo di Claudio Ranieri (con cui ha giocato nel club calabrese) sulla panchina della Nazionale. Ecco le sue dichiarazioni: “Vedrò Claudio tra qualche giorno, saremo gli amici di una vita. Quelli
capaci del miracolo sportivo chiamato Catanzaro: un gruppo unito, capace di battere gli squadroni. E Claudio, da capitano, era il punto di riferimento. Lui futuro ct della Nazionale? Sì, sarebbe l’uomo giusto al posto giusto. Per Claudio la Nazionale è speciale, apparteniamo a una generazione che vedeva la Nazionale come punto di arrivo. Oggi non è più così, ma un ct deve essere bravo a far capire ai suoi ragazzi quanto sia importante vincere con la maglia azzurra. L’ha già fatto tante volte nel club, con la Roma in questa ultima stagione è stato fantastico.  Dobbiamo ritornare a fare l’Italia e il ct deve essere un ottimo diplomatico, mettendo da parte antipatie e simpatie. Come un fratello maggiore. E Claudio è nato ‘fratello maggiore’. Sarebbe bello vederlo cantare l’inno: si commuoverebbe di sicuro. E io con lui…“.

Via Spalletti, c’è Ranieri

[…] Spalletti è stato esonerato sabato sera e ha deciso di non aspettare domani per la comunicazione. Formalmente è una risoluzione consensuale, “ma in realtà è un esonero”. […] Quindi è addio, senza neanche chiedere buonuscita, mentre si prepara la successione immediata: Claudio Ranieri ha superato Stefano Pioli. Contattato dal presidente Gravina, Friedkin è stato molto disponibile, e il tecnico è pronto ad assumere un “doppio” incarico, ct azzurro e consulente esterno della Roma. Non ci sono problemi da parte del club. […]

C’era un problema sulla successione di Ranieri: il progetto Roma. […] Con la formula del doppio incarico la questione sembra risolta. Ranieri non ha problemi ad accettare l’Italia, un onore straordinario per una carriera straordinaria. La Roma non perderà la sua visione di grande saggio con il quale pensare in grande. […] L’ufficialità non arriverà prima di domani perché la Federcalcio con lui non ha ancora parlato. Il passaggio obbligato è stato con la Roma. In caso di ribaltone improvviso, tornerebbe in gioco Pioli, al momento l’unica candidatura alternativa. […]

(gasport)

Spalletti senza futuro, giusto cambiare il ct: Ranieri può funzionare

Non c’era altra strada che cambiare. L’ha capito anche Luciano Spalletti che, con senso del dovere encomiabile, s’è fatto da parte appena Gabriele Gravina gli ha detto che era
finita. […] Stasera giochiamo per i tanti gol e per il ct che verrà, Claudio Ranieri, salvo ribaltoni incredibili. Ormai Ranieri è il salvatore della patria, il taumaturgo, il grande saggio che sistema tutto quello che ha in mano. […]

Ranieri viene in azzurro a fare il pacificatore di un ambiente agitato e il riparatore. Qualcuno sorriderà a sentir parlare di nuovo ciclo con un allenatore che il 20 ottobre, poco dopo la sua quarta partita, compirà 74 anni. Estonia e Israele sia a settembre sia il mese dopo, andata e ritorno, doppia sfida incrociata da dodici punti e, possibilmente, più di dodici gol. Debutto a Bergamo, ex città del “suo” Gasperini. […]

Offensivo, ma in senso spiacevole, sarebbe invece insinuare sospetti sul doppio ruolo di ct e consulente (esterno) della Roma: Ranieri ha un passato e un atteggiamento non attaccabili. Se dirà sì all’Italia, è perché, per l’ennesima volta, è pronto a offrire la sua competenza per una causa. E, con tutto il rispetto per la Roma e gli altri club, non ce n’è una superiore alla Nazionale.

(gasport)