Atalanta, il presidente Percassi: “Speriamo che Gasperini rimanga qui” – Scalvini: “Sono molto legato a lui, mi auguro che resti”

Nella serata di ieri è andata in scena la presentazione del documentario “Atalanta – Una vita da Dea”, che ripercorre la passata stagione e racconta da vicino l’incredibile vittoria dell’Europa League. A margine dell’evento il presidente Antonio Percassi ha parlato del futuro di Gian Piero Gasperini, accostato con grande insistenza alla Roma nonostante la smentita pubblica di Claudio Ranieri: “Speriamo che il mister rimanga con noi”.

Anche il difensore centrale della Dea Giorgio Scalvini ha lo stesso desiderio: “Sarebbe una cosa nuova per me se il mister dovesse andare via: sono molto legato a lui, ha esaudito i miei sogni e spero che rimanga”.

Lazio, solo tribune per il derby

IL TEMPO – . Tre appuntamenti cruciali all’orizzonte per la Lazio: Atalanta, Bodo Glimt e il derby con la Roma. L’attenzione dei tifosi, però, è inevitabilmente concentrata sulla stracittadina del 13 aprile. La posta in palio è altissima e l’atmosfera sugli spalti si preannuncia elettrizzante. Come riferito dal responsabile marketing biancoceleste Marco Canigiani ai canali ufficiali del club, sono già stati venduti oltre 28.000 biglietti. Sommando gli abbonati, il dato complessivo sfiora le 55.000 presenze. Il tutto esaurito è ormai a un passo, con la vendita dei tagliandi ancora aperta e destinata a spingere ulteriormente il numero di spettatori. (…)

Amedeo Minghi: “Odio le etichette. L’unica cosa di cui vado fiero è essere stato nominato Cavaliere della Roma”

IL MESSAGGERO – Il noto cantautore Amedeo Minghi, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano romano per celebrare la fine del suo tour al Sistina il prossimo 28 aprile. L’artista ha parlato anche dell’amore per la Roma.

Sul premio di Venditti a Sanremo…

«Di premi Venditti ne meriterebbe dieci, ma non a Sanremo: lui con il festival non c’entra. l’ha sempre disprezzato»

(…)

I cantautori dovevano essere militanti e impegnati politicamente. Lei lo era?

«No. Ho sempre evitato le etichette. Per questo certi salotti mi hanno evitato. A me andava bene così: mi dà fastidio anche avere la patente, faccia un po’ lei. L’unica cosa di cui vado fiero, e lo scriva, è il fatto di essere stato nominato Cavaliere della Roma (il club che raduna tifosi vip della squadra con storie di successo professionale, ndr). E mica da una persona qualunque, ma dal grande e com-pianto Franco Sensi».

Le piacerebbe, da tifoso, vedere sulla panchina Gian Piero Gasperini per il post-Ranieri?

«Nì. È un bravo allenatore: l’Alalanta veniva dal nulla e l’ha portata a raggiungere vette altissime, a livello internazionale. Ma con lui bisognerebbe dare il via a un progetto: non so se la piazza sia disposta ad avere pazienza».

Anche se non l’hanno invitata, Sanremo l’ha seguito?

«Poca roba. Mi è piaciuto Lucio Corsi. Ma a Roma si dice: quando il gatto non c’è, i sorci ballano (ride). È bastato che proponesse qualcosa di leggermente diverso dal resto per spiccare»

SOULÉ: “Roma-Juve speciale. Il ‘sì’ ai giallorossi? Dalla prima chiamata ero già convinto. L’esonero di De Rossi un momento difficile”

LA STAMPA – La Roma dopo l’infortunio di Paulo Dybala riparte da Matias Soulé. Il ragazzo, arrivato in estate dalla Juventus, è pronto a dimostrare di essere il futuro dei giallorossi. Domenica gran parte del risultato contro i bianconeri passerà dai suoi piedi.

Cosa rappresenta Roma-Juve?
“Una partita speciale. Sono stato cinque anni alla Juve”.

Alla Juve, dopo le giovanili, si è ritrovato alla Next Gen, fucina di tanti altri talenti
“Un passaggio che mi ha aiutato molto. Giocando in Serie C sono molto migliorato fisicamente e tecnicamente”.

Consiglierebbe di allestire una seconda squadra anche alla Roma?
“Certamente. Aiuterebbe tanti ragazzi. E soprattutto sarebbe anche qualcosa di buono per la società”.

Alla Juventus avevi già incrociato Dybala ed ora se l’è ritrovato come compagno di squadra. Ci spiega il vostro legame?
“Giocare con lui era un sogno che avevo da piccolo. I miei idoli erano Paulo, Aguero e Tevez. Mi ha aiutato: abbiamo una bella amicizia, trascorriamo tanto tempo insieme”.

Dopo il prestito al Frosinone, lo sbarco alla Roma. Cosa l’ha convinta a sposare il progetto dei Friedkin?
“Un giorno mi ha telefonato il mio procuratore dicendomi che mi voleva la Roma. Ho approfondito l’interesse, parlato con De Rossi e i proprietari e mi hanno convinto. Dalla prima chiamata della Roma avevo già capito che sarei venuto qui. Dopo qualche giorno di attesa, con qualche timore che potesse saltare, il trasferimento si è concluso per il meglio”.

Come ha vissuto l’esonero di De Rossi?
“Sono stati momenti difficili, anche duri. Ma nel calcio può succedere di tutto e tu calciatore devi stare sempre concentrato e cercare di ragionare lucidamente con la tua testa”.

Il suo rapporto con Ranieri?
“Ho provato subito a fare quello che mi diceva. Lui ha avuto ragione, mi chiedeva di toccare meno il pallone e provare lo stesso la giocata. Poi mi lascia la libertà, negli ultimi metri, di puntare l’avversario e vedere la porta. Mi ha aiutato tanto, lo ringrazio”.

Cosa è cambiato nella Roma?
“L’aria che si respira. Il mister ha dato tranquillità e fiducia a tutti, anche ai nuovi. La sua grande esperienza ci è servita. Ora si vede che viviamo un momento positivo”.

L’approdo in Champions League dipenderà da Roma-Juve?
“Mancano otto partite, otto finali. Ora Juve, poi Lazio e Verona: dobbiamo fare punti”.

Se segna domenica, esulta?
“Non ci ho ancora pensato, vediamo. Normalmente, non esulto”.

Se la Roma andasse in Champions e la Juve no, sarebbe una piccola vendetta?
“No, non ho vendette da prendermi e ora penso solo alla Roma”.

BALDANZI: “Champions? Ci crediamo. Sono pronto a sostituire Dybala. Vogliamo continuare a fare bene”

IL TEMPO (F. BIAFORA – L. PES) – Poco più di un anno nella Capitale con la consapevolezza di essere l’uomo giusto nel posto giusto. Tommaso Baldanzi si racconta a pochi giorni dal match dell’Olimpico con la Juventus. Dall’arrivo in giallorosso con De Rossi passando per il “mago” Ranieri fino all’obiettivo di tornare in Champions League. Impara da Dybala ma ora vuole fare di tutto per non far sentire la sua assenza.

Domenica arriva la Juve e la squadra viene da una striscia importante di vittorie. Come si sente in vista della sfida con i bianconeri?
“Abbiamo dato una bella svolta in campionato dove avevamo iniziato male. Siamo molto contenti anche perché ci tenevamo a fare bene sin dall’inizio e ora abbiamo invertito il trend. Domenica sarà una partita difficile e ne seguiranno altre impegnative ma vogliamo fare bene per continuare a portare a casa tanti punti da qui alla fine”.

Dopo la Juventus c’è il derby con la Lazio, già ci pensate?
“Il derby è una partita a sé, sia per noi che per i tifosi. Per questo ci teniamo tantissimo. Ora non ci pensiamo perché c’è la Juve che sarà difficile ma il derby non sarà da meno e vogliamo vincerlo”.

Dybala sarà fuori fino a fine stagione ma vuole stare vicino alla squadra. Quanto pesa la sua assenza e quanto è stato importante per lei da quando è arrivato?
“Paulo è molto presente anche ora che si è fatto male, lo vediamo tutti i giorni a Trigoria in campo e questo ci rende felici. Ci dimostra ogni giorno quanto tiene alla squadra. È una figura che ci manca tanto, un campione insostituibile. Tutti sappiamo di dover dare qualcosa in più per riuscire a non far sentire la sua mancanza. Per me è stato un onore arrivare qui e trovarmi davanti un campione come lui, che insieme ad altri grandi giocatori mi hanno già insegnato tanto sia come persona che come calciatore”.

Si parla tanto del sostituto e per caratteristiche c’è anche lei tra i candidati. Si sente all’altezza?
“Non mi sento un vice Dybala, mi sento Baldanzi e ogni giorno cerco di migliorarmi. Prima che si facesse male abbiamo giocato alcune partite insieme e con lui mi sono trovato benissimo. Ora che non c’è dobbiamo cercare di non far rimpiangere la sua assenza. Mi sento pronto, ma tutti dobbiamo fare di più”.

Quanto è stata importante per lei la seconda parte della scorsa stagione?
“Sicuramente i primi mesi mi sono serviti, ma non è stato un periodo difficile. Mi sono trovato bene da subito, ma inconsciamente a livello mentale giocare in un grande club cambia tanto. Arrivare qui è un onore e ogni partita devi spingere forte. Mi sono serviti i primi mesi di ambientamento anche se penso di aver fatto buone cose. Sono tornato la scorsa estate alla preparazione con più certezze e più voglia di far bene e penso di averlo dimostrato. Posso fare più gol e più assist ma sto facendo delle buone prestazioni e sono contento”.

Quanto crede nella qualificazione alla prossima Champions? Vi hanno promesso qualche premio?
“Noi ci crediamo tanto proprio per come ci siamo arrivati. Avevamo pochi punti ed eravamo lontanissimi mentre ora siamo lì. Con il mister non ci siamo dati un obiettivo, mancano otto partite alla fine e ci ha detto “non voglio che andate in vacanza con qualche rimpianto, cercate di fare il massimo ogni partita”. Se riusciamo a dare il meglio di noi stessi abbiamo delle possibilità. Dobbiamo pensare gara dopo gara e cercare di vincerne il più possibile. Premi per la Champions? Non ne abbiamo parlato”.

In tanti hanno parlato dell’addio di De Rossi come uno choc. Come ha vissuto quei giorni?
“Mi è dispiaciuto tantissimo, mi ha dato molto come allenatore e soprattutto mi ha dato l’opportunità di giocare per la Roma. Mi ha voluto qui lo scorso anno e sono arrivato grazie a lui, per questo lo ringrazierò sempre. Mi vedeva in questa posizione da mezz’ala un po’ più arretrata che anche Ranieri mi ha fatto provare nelle ultime partite. A me piace giocare lì, qualche metro più avanti o indietro non mi cambia molto”.

Poi è arrivato Juric
“Penso che il mister sia venuto e abbia cercato di fare il massimo, certamente non è stata solo colpa sua ma di un insieme di cose comprese le nostre prestazioni. Io mi sono trovato bene e devo comunque ringraziarlo per aver cercato di tirare fuori il massimo dalla squadra mettendo tutto quello che aveva”.

Tanti suoi compagni hanno sottolineato la serenità che ha portato Ranieri. Qual è il segreto del tecnico?
“Come ha detto Mancini, è riuscito a toccare i tasti giusti a livello mentale. Sinceramente non so quali, ma ci ha dato quella tranquillità e quella voglia di vincere che ci ha aiutato a riportare la squadra dove meritava. È stato “devastante” come impatto psicologico per noi, poi sicuramente anche a livello tattico ha avuto dei meriti. Con lui mi sento migliorato ma devo dire che ogni allenatore mi ha aiutato a crescere anche se penso che Zanetti al mio primo anno in Serie A e De Rossi mi hanno dato veramente tanto. Mister Ranieri mi ha dato una grossa mano perché inizialmente quando è arrivato giocavo poco. Poi mi sono impegnato tanto in allenamento e sono riuscito ad arrivare a giocare di più”.

In quei momenti ha mai pensato di lasciare Roma?
“Non ho mai pensato di andare via perché comunque quando sono arrivato sapevo di voler restare qui più a lungo possibile, ma quando passi attraverso i periodi che non giochi ripensi all’amore che hai per questo sport e la voglia di scendere in campo. Sono stato abbastanza male ma penso siano periodi che fanno parte del calcio e che ti aiutano quando le cose vanno bene a capire quanto è importante giocare, soprattutto per un ragazzo della mia età”.

Ci pensa alla Nazionale? Spalletti stava quasi per chiamarlo nell’ultimo ritiro azzurro
“Solo il mister sa se e quando vorrà chiamarmi. Sicuramente credo che ogni giovane italiano ha il sogno di giocare in Nazionale, quindi anche per me è un obiettivo. Non ci penso perché so che devo migliorare e quando sarò pronto penso che il mister mi chiamerà. Ora penso all’Under 21, abbiamo un Europeo da giocare e spero che riusciremo a viverlo nel migliore dei modi”.

In questo percorso, però, sono arrivate due eliminazioni scottanti nelle coppe…
“Ci dispiace molto perché erano due competizioni sulle quali puntavamo. In Coppa Italia volevamo andare fino in fondo e in Europa, vista la semifinale della scorsa stagione, ci tenevamo ad arrivare più lontano possibile. Sono state due partite completamente diverse, in entrambi i casi potevamo fare meglio. La serata di Bilbao ci ha segnato di più a livello emotivo perché avevamo vinto in casa e volevamo ripeterci su un campo difficile. Gli episodi possono succedere nel calcio ma ci abbiamo provato in tutti i modi possibili e questo penso ci faccia onore. Ora che non abbiamo più le coppe a maggior ragione dobbiamo puntare sul campionato”.

Dovbyk è stato l’uomo decisivo delle ultime partite, ma ha ricevuto anche tante critiche. Quanto è importante per voi?
“Penso sia un grandissimo giocatore. La mia idea è che sia fortissimo e anche quando fa gol non è contento perché vorrebbe farne di più, ha una mentalità incredibile. Spero che continui così perché per noi è fondamentale”.

A Roma non si fa altro che parlare del prossimo allenatore. Avete chiesto a Ranieri di restare?
“Ranieri è stato chiaro sia con voi che con noi sul suo desiderio di finire la carriera quest’anno. Poi chiaramente ne parlerà il mister con la società. Non so se i capitani gli hanno chiesto in maniera diretta di restare ma penso che a tutta la squadra, me compreso, farebbe molto piacere che restasse con noi ma la decisione è sua”.

Quanto vi distraggono queste voci?
“Non ne parliamo, perché in ogni caso è una cosa che deciderà la società e quando sarà il momento sapremo chi arriverà”.
Ormai è a Roma da più di un anno. Che bilancio fa della sua esperienza in giallorosso?
“Il bilancio è molto positivo. Lo scorso anno ho vissuto una fase iniziale di ambientamento e quest’anno sono migliorato tanto. Mi sento benissimo sia a Roma che nella squadra, sto bene con i compagni e in generale a Trigoria. Sento di essere dove volevo e dove sognavo di essere. Mi sento davvero bene”.
Il suo sogno nel cassetto?
“Non sono uno che si dà molti obiettivi. Cerco di fare il massimo ogni giorno e penso che se riesci a farlo pian piano i traguardi arrivano che sia la Nazionale o la qualificazione in Champions che vogliamo conquistare quest’anno. Vediamo cosa arriva”.

Dybala sorride a Trigoria: andrà a Roma-Juve

Domenica sera Paulo Dybala dovrebbe presentarsi in tribuna allo stadio Olimpico per la partita alla quale tiene di più: Roma-Juventus. […] Dal suo addio ai colori bianconeri sono passati tre anni e il calciatore impiegò 3 mesi prima di cedere alle lusinghe di José Mourinho e scegliere la Capitale.

Il calciatore non si è mai pentito di questa scelta, perché alla Roma si è sentito sin da subito coccolato. L’estate scorsa era pronto a mollare tutto e volare in Arabia, perché a Trigoria gli avevano fatto capire che sarebbe stato meglio così, ma, poi ha prevalso il desiderio di rimettersi in gioco. Ora i giallorossi lo aspettano per la prossima stagione. L’infortunio al tendine lo ha privato delle ultime 9 partite e anche della nazionale argentina, sebbene tutto ciò non gli abbia tolto l’ottimismo.

(corsport)

Saelemaekers: la Roma spinge per trattenerlo

Alexis Saelemaekers domenica non ci sarà nel big match contro la Juventus e questa è una notizia bruttissima. Il belga è una pedina molto preziosa per la Roma e Ranieri lo avrebbe quasi sicuramente schierato dal primo minuto contro i bianconeri. […] In ballo c’è anche il suo futuro, che vorrebbe continuasse nella Capitale. Il cartellino del giocatore è di proprietà del Milan che però non ha certezza su chi siederà in panchina il prossimo anno. […]

La priorità di Alexis è quella di rimanere e la continuità che sta avendo quest’anno non ce l’ha mai avuta in carriera. Il suo agente nelle scorse settimane ha già incontrato Ghisolfi anche se la riunione è servita a poco, visti i tanti rebus di Roma e Milan. Se i rossoneri decidessero di alzare il prezzo del belga, i giallorossi potrebbero anche riflettere sul compiere scelte differenti. La sorte dello scambio di prestiti con Abraham si è dunque ribaltata. In estate, a valere di più era proprio l’inglese e neppure sette mesi dopo è tutto cambiato. Il Milan oltre ai dubbi sull’attaccante, deve fare i conti anche con il nodo stipendio dell’ex Chelsea che, attualmente percepisce più di 4 milioni di euro. […] Se ne riparlerà, ma, se poi la Roma riuscisse a centrare anche la Champions League, allora sarebbe tutto più facile.

(corsport)

Boniek: “Ranieri è il calcio. La Roma corre con un gran gruppo, la Juventus è viva”

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Zbigniew Boniek torna a parlare in occasione del big match tra Roma e Juventus di domenica sera. Il polacco, in carriera ha vestito entrambe le maglie e ha fatto una panoramica sulla situazione delle due squadre.

Roma-Juve che lei ha vissuto con due maglie
“Sfide irripetibili, lotte ma amicizie vere, rispetto. Le due squadre più forti dell’epoca, Agnelli, Boniperti e Viola che si provocavano, le polemiche… Oggi è diverso, però Roma-Juve arriva in un momento speciale. I giallorossi lanciatissimi, la Juve che barcolla: è stata una sorpresa vederle così”. 

Ranieri ha cominciato ad allenare poco dopo il 1982 ed è ancora qui
“Un grande. Ho tifato per lui al Leicester, una favola, e ha tutto: gioco, carattere, tattica, tenacia, gestione. Cos’ha in meno di un allenatore di 35 anni? Qualche capello, forse, ma lui è il calcio”.

Avrebbe cacciato De Rossi e preso Juric?
“Daniele doveva restare, diventerà un grande, ci vuole pazienza. Juric è arrivato nel posto sbagliato nel momento sbagliato. L’allenatore è come il tempo: c’è sempre, poi un giorno piove e un altro c’è il sole”.

Dybala invece non c’è sempre
“Se Paulo avesse il mio fisico sarebbe già Pallone d’oro. Fermato da problemi nei momenti chiave, il suo DNA è questo. Ma è uno dei pochi che negli ultimi dieci anni mi ha emozionato”.

Chi vince domenica?
“C’è una squadra in corsa con un gran collettivo in campo, un’altra con problemi e un ottimo organico. Poi la Juve è sempre la Juve e all’improvviso si ritrova. Non sono anti juventino ma oggi vivo a Roma: se la Roma vince mi fa piacere”.

Milan, dubbi sul riscatto di Abraham: la Roma per Saelemaekers pronta ad offrire uno tra Cristante e Pellegrini

Il ds e l’allenatore del Milan del futuro sarà italiano, così come la squadra, che avrà un nucleo azzurro. […] Per l’attacco si sta valutando il profilo di Lucca, ma, c’è Tammy Abraham, in prestito dalla Roma, che si sta ritagliando molto spazio. Il gol al derby è un segnale importante per un giocatore che nel corso della stagione non ha brillato. I giallorossi, si priverebbero volentieri dell’inglese, ma, vorrebbero trattenere a loro volta Alexis Saelemaekers. Se il nuovo allenatore, non volesse la conferma dell’ex Chelsea, la trattativa per il belga potrebbe impostarsi sulla base del cartellino di uno tra Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini. […]

(gasport)

C’è la Juventus e Ranieri punta su Soulé

Matias Soulé è uno dei giocatori che più ha usufruito della cura Ranieri e, domenica si candida fortemente ad una maglia da titolare contro la Juventus. […] Dalla sfida contro il Parma, l’argentino non è mai uscito dal campo, conquistandosi un posto a suon di prestazioni e gol. […] Domenica avrà davanti il suo passato e ritroverà i bianconeri per la quarta volta in carriera. Il giocatore di Mar del Plata ha mostrato le sue qualità, le stesse che nel 2020 avevano convinto la Juventus a prelevarlo dal Velez. La sua avventura a Torino, però, è decollata lo scorso anno quando è stato girato in prestito al Frosinone. Con Di Francesco il classe 2004 è esploso e in estate i bianconeri decidono di sfruttarlo come pedina per finanziare il mercato. Alla fine, finisce alla Roma nel 4-3-3 ipotizzato da Daniele De Rossi. DDR non ha però il tempo materiale per sfruttarlo e l’argentino, tra confusioni societarie e minutaggio limitato rischia di bruciarsi. Ranieri decide di volerci puntare fortemente e su di lui fa un lavoro tattico e psicologico che lo rilanciano. Ora, l’infortunio di Paulo Dybala gli spalanca le porte e in queste 8 finali è pronto a prendersi la Roma.

(La Repubblica)