Mats Hummels continua a seguire con grande attenzione il ‘suo’ Borussia Dortmund e anche quest’oggi il difensore centrale della Roma sta vedendo la partita dei gialloneri in televisione. Il BVB sta affrontando il St. Pauli nel match valido per la ventiquattresima giornata di Bundesliga e il giocatore giallorosso ha pubblicato una storia su Instagram mentre guarda la gara.
Mese: Marzo 2025
Fenerbahce, Mourinho squalificato: il giudice che lo ha punito è un tifoso del Galatasaray (FOTO)
Altro scandalo nel calcio turco. Nell’ultima settimana si parla soltanto della squalifica di quattro giornate (ridotta a due dopo il ricorso) inflitta a José Mourinho in seguito alle accuse nei confronti della panchina del Galatasaray e degli arbitri e ora spunta un nuovo retroscena. Sui social infatti si stanno diffondendo alcune foto di Celil Nuri Demiturk, il presidente della Commissione Disciplinare della Federcalcio Turca, con la maglia del Gala. Il giudice che ha punito lo Special One sarebbe infatti un grande tifoso del club giallorosso.
Conferenza stampa, Nesta: “La Roma ci ha messo in difficoltà, è mancata aggressività”
Alla vigilia della sfida contro il Torino, Alessandro Nesta, tecnico del Monza, è tornato a commentare la prestazione della sua squadra contro la Roma, evidenziando gli aspetti da migliorare per affrontare al meglio l’impegno successivo. In conferenza stampa, il tecnico ha espresso la sua preoccupazione e ha sottolineato l’importanza di un cambio di mentalità.
Come sta vivendo questo periodo il Monza e come è andata la settimana dopo la sconfitta con la Roma?
“Stiamo cercando di stimolare tutti i giocatori con tutti i modi possibili. Per la partita di domani contro il Torino portiamo Pessina in panchina e anche Gagliardini sta accelerando. Poi quando vai a casa rivedi meglio le partite penso che a Roma potevamo far meglio anche se ci mancava qualcuno. Non possiamo assolutamente essere così molli e arrendevoli. Fare sette falli in una partita in cui non hai possesso palla sono troppo pochi. All’Olimpico e il giorno dopo sono state una delle poche volte in cui mi sono arrabbiato molto. Non accetto più partite simili“.
Con la Roma c’è stata una grande differenza in campo. Possiamo fare ora la differenza noi contro il Torino?
“La Roma ci ha messo in difficoltà. Noi abbiamo fatto forse una gara molle: dobbiamo avere un atteggiamento diverso. Si deve dare di più. È mancata l’aggressività e tante altre caratteristiche. Abbiamo tanti giocatori nuovi da inserire: non è facile gestire questa situazione. I giocatori di “vecchia guardia” mi danno più certezza. Ci sta perdere con la Roma ma dobbiamo metterli più in difficoltà. È compito nostro provarci ora.”
Atletico Madrid-Athletic Club, i convocati di Valverde: out Sancet, c’è Nico Williams (FOTO)
Oggi alle ore 21 l’Athletic Club, prossimo avversario della Roma in Europa League, affronterà l’Atletico Madrid nel match valido per la ventiseiesima giornata di Liga. Ernesto Valverde, allenatore del club basco, ha diramato la lista dei convocati e nell’elenco non figura Oihan Sancet: il centrocampista è alle prese con un problema muscolare ed è a forte rischio anche per la sfida di giovedì contro la Roma. Recuperato, invece, Nico Williams, il quale aveva saltato un allenamento per sintomi influenzali.
🗒 𝗖𝗢𝗡𝗩𝗢𝗖𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔
Ernesto Valverde cita a 2⃣2⃣ jugadores para el partido de este sábado (21:00h) ante el @Atleti en el @Metropolitano
ℹ Plan de viaje 👉 https://t.co/OzMvh5wkso #AtletiAthletic #AthleticClub 🦁 pic.twitter.com/sFaIJNSvqI
— Athletic Club (@AthleticClub) February 28, 2025
Ag. Bove: “Roma è casa sua e ama i tifosi. Addio? Ci siamo trovati con le spalle al muro, ma il Nottingham non ci convinceva”
Edoardo Bove, centrocampista di proprietà della Roma che ha fatto trattenere il fiato a tutta Italia dopo il malore accusato il 1° dicembre durante Fiorentina-Inter, continua il suo percorso di recupero. Dopo l’impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo segue la Viola dalla panchina con la speranza di poter tornare presto in campo. Per fare il punto sulla sua situazione Diego Tavano, agente del giocatore e rappresentante della BSM Sports Management, ha rilasciato un’intervista in cui ha fatto anche chiarezza anche sulla sua cessione in prestito dalla Roma alla Fiorentina, rivelando alcuni retroscena sul suo addio ai giallorossi.
Come sta Edoardo Bove?
“Edoardo è molto più di un semplice assistito per me. È un ragazzo di 22 anni con la maturità di un uomo: intelligente, sensibile e speciale. Dopo un periodo difficile, ora sta bene e continua a sottoporsi a esami di controllo, ma siamo ottimisti. Il suo caso ha unito tantissime persone, come ha raccontato lui stesso al Festival di Sanremo. Il sostegno ricevuto è andato oltre le rivalità calcistiche, dimostrando quanto sia una persona speciale. Voglio anche ringraziare Firenze e la Fiorentina: la città si è stretta intorno a lui con affetto, i tifosi lo hanno coccolato e la società è sempre stata al suo fianco. Firenze è un posto meraviglioso con un grande cuore.“
Il ministro dello Sport Abodi ha espresso il desiderio di rivederlo in Serie A. Ne avete parlato?
“Ho un ottimo rapporto con Abodi, ci ha invitati al Ministero e andremo a trovarlo appena possibile. Le sue parole sono state apprezzate, perché l’Italia sta cercando di allinearsi ad altri paesi su questo tema. Naturalmente, sarà necessario approfondire la questione nelle sedi opportune per capire se ci siano i margini per un suo ritorno in campo.“
Bove ha dichiarato che gli piacerebbe giocare in Premier League. È un’ipotesi concreta?
“Lui e la fidanzata Martina sono molto legati a Londra, una città che amano. La Premier League potrebbe essere un’opzione per il futuro, ma al momento non stiamo pensando a nulla di definitivo. Vedremo più avanti.“
Si è parlato di una sua cessione forzata al Nottingham Forest. È vero che ha lasciato la Roma per Lina Souloukou?
“Il 30 agosto è stato un giorno che né io né Edoardo dimenticheremo mai. Ci siamo trovati con le spalle al muro di fronte alla possibilità di trasferirsi al Nottingham Forest, con un eventuale prestito all’Olympiacos, visto che il proprietario è lo stesso. Non era un’opzione che ci convinceva, mentre la Fiorentina era la destinazione giusta, tanto che da settimane ero in contatto con il direttore generale Pradè. Abbiamo spinto in quella direzione, e si sono create delle frizioni: non capivamo perché Edoardo dovesse essere ceduto a una cifra così bassa. Lui considera Roma casa sua e ama i suoi tifosi, ma quando ha capito l’intenzione del club, ha scelto con determinazione la Fiorentina. E col senno di poi, abbiamo avuto ragione.“
(chiamarsibomber.com)
Diego Tavano, oltre a essere l’agente di Edoardo Bove, è anche lo storico manager di Fabio Di Giannantonio, pilota di MotoGP. Nel corso dell’intervista rilasciata al portale MOW, Tavano ha parlato anche del rapporto speciale che lo lega al calciatore.
Prima hai parlato delle persone che si innamorano della MotoGP. Al Mugello hai portato Edoardo Bove, uno dei giocatori che gestisci. Più che di quel momento però, vorrei chiederti come hai vissuto quel momento così spaventoso e difficile, quando Edo ha avuto quel malore in campo.
“Edo è un altro dei miei ragazzi. E sì, quando ha visto la MotoGP non ci poteva credere. Cosa dire, dopo quello che è successo a Edo ho capito ancora meglio che i miei atleti sono parte di me. Quel giorno, quando è caduto… anche io sono caduto con lui. E voglio risollevarmi insieme a lui, vorrei che la mia energia per lui fosse importante a prescindere da quello che ci riserverà il futuro. Glielo devo per la fiducia che mi ha dato e per il sentimento che mi ha dedicato, lui è davvero speciale. Ed è raro, ma quando incontri un essere umano così devi farne tesoro a tutti i costi. Mi ha reso migliore, facendomi capire che la ricchezza non è il denaro. Andiamo avanti, poi non vedo l’ora di riportarlo nel paddock anche perché ha un rapporto molto forte con Fabio. Questa sarà una grande stagione, non vedo l’ora che inizi.”
(mowmag.com)
IFAB, nuove regole per la stagione 2025/26: calcio d’angolo per gli avversari in caso di palla trattenuta in mano dal portiere per più di 8 secondi (COMUNICATO)
L’IFAB (International Football Association Board) ha ufficialmente approvato alcune modifiche al regolamento in vista della stagione 2025/26 e la principale riguarda i portieri: qualora un estremo difensore tenesse il pallone tra le mani per più di 8 secondi, l’arbitro assegnerebbe un calcio d’angolo per la squadra avversaria. Ecco la nota sulle regole che entreranno in vigore a partire dal primo luglio 2025: “L’International Football Association Board (IFAB) ha approvato una serie di modifiche alle Regole del Gioco per la stagione 2025/26. Dopo che le sperimentazioni hanno mostrato un impatto positivo nei casi in cui i portieri trattenevano il pallone troppo a lungo, l’IFAB ha deciso all’unanimità di modificare la Regola 12.2 (Calcio di punizione indiretto). La modifica prevede che se un portiere trattiene il pallone per più di otto secondi (con l’arbitro che utilizza un conto alla rovescia visivo di cinque secondi), l’arbitro assegnerà un calcio d’angolo alla squadra avversaria (anziché l’attuale calcio di punizione indiretto per più di sei secondi). Le seguenti decisioni sono state prese anche in occasione della 139a Assemblea Generale Annuale (AGM) dell’IFAB, ospitata dalla Irish Football Association (IFA) a Belfast, Irlanda del Nord.
In relazione alla Regola 3.10 (Capitano della squadra), sono state introdotte nelle Regole le linee guida per tutte le competizioni che desiderano applicare il principio secondo cui solo il capitano deve rivolgersi all’arbitro in situazioni specifiche. L’IFAB ha convenuto che una maggiore cooperazione e comunicazione tra capitani e arbitri, che spesso si trovano ad affrontare dissensi verbali e/o fisici quando prendono decisioni, può contribuire a instillare livelli più elevati di correttezza e rispetto reciproco, entrambi valori fondamentali del gioco. I partecipanti all’AGM hanno sottolineato che gli organizzatori delle competizioni, i giocatori e gli ufficiali di gara dovrebbero collaborare per aderire a queste linee guida.
Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 1° luglio 2025 e presenterà anche le seguenti modifiche:
Regola 8.2 (Palla scodellata): Se il pallone si trova fuori dall’area di rigore quando il gioco viene interrotto, viene lasciato alla squadra che ne aveva o ne avrebbe avuto il possesso se ciò è chiaro all’arbitro; altrimenti, viene lasciato alla squadra che lo ha toccato per ultima. Il pallone viene lasciato nella posizione in cui si trovava quando il gioco è stato interrotto.
Regola 9.2 (Palla in gioco): Un calcio di punizione indiretto senza sanzioni disciplinari sarà assegnato se un membro della squadra che è temporaneamente fuori dal campo tocca il pallone mentre sta uscendo. Inoltre non deve esserci l’intenzione di interferire in modo sleale”. […]
(theifab.com)
Femminile, Spugna: “Cercheremo di fare la miglior partita della stagione per portare a casa i tre punti” (VIDEO)
Alessandro Spugna, allenatore della Roma Femminile, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club alla vigilia del big match contro la Juventus, valido per la prima giornata della Poule Scudetto e in programma domani alle ore 15:30. Ecco le sue parole: “Le ragazze sono tornate con qualche acciacco e affaticamento, perché è normale che sia così. Perché quando giochi partite di livello internazionale, è normale che magari qualcosa ti porti dietro. Abbiamo qualche problema con Aibogun, che è rientrata con un problema fisico. Pilgrim ha un po’ di affaticamento. Kim, dalla Corea, è arrivata con una forte distorsione alla caviglia. Minami è rientrata appena venerdì, quindi è chiaro che non è facile poi preparare una partita. Sicuramente questo influenzerà un po’ lo spettacolo di una partita così bella da vivere e giocare come Juventus-Roma. Però questo è il calendario, dobbiamo rispettarlo e cercare di fare il meglio possibile”.
La Juventus guida la classifica e a suo favore c’è stata la costanza dei risultati in questa stagione…
“Assolutamente sì. Credo che la Juventus sia stata la squadra che ha avuto maggiore continuità di risultati e merita il posizionamento in classifica. Noi quest’anno abbiamo avuto un po’ di alti e bassi e quindi siamo ad inseguire. Però è chiaro che ci troviamo a giocare una gara così bella e importante alla prima giornata di Poule Scudetto. Questo può essere anche un bene perché ci dà la possibilità in caso di vittoria magari di poter riaprire qualche speranza”.
Negli scontri diretti in questa stagione siamo uno a uno: la Juventus ha vinto all’Allianz Stadium, mentre la Roma al Tre Fontane. Sarà una gara molto equilibrata?
“Sicuramente sì, ma come lo sono state le due partite precedenti anche se all’Allianz ha vinto la Juve e al Tre Fontane abbiamo vinto noi. Ma è normale che sia così perché ci sono calciatrici forti in tutte e due le squadre, quindi è normale che ci sia equilibrio. Cercheremo di fare la miglior partita della stagione perché solo così avremo la possibilità di conquistare i tre punti”.
🎙️ “Sarà una gara equilibrata perché ci sono calciatrici forti in tutte e due le squadre. Noi cercheremo di fare la miglior partita della stagione per conquistare i tre punti”
Alessandro Spugna alla vigilia della sfida con la Juventus#ASRomaFemminile pic.twitter.com/g0fnY4LwGf
— AS Roma Femminile 🇮🇹 🏆 (@ASRomaFemminile) March 1, 2025
Roma-Como, i convocati di Ranieri: recuperato Dovbyk (FOTO)
La Roma ha pubblico la lista dei calciatori convocati da mister Claudio Ranieri per la gara di domenica pomeriggio contro il Como di Fabregas. Ecco l’elenco stilato dall’allenatore giallorosso:
Portieri: De Marzi, Gollini, Svilar;
Difensori: Angelino, Celik, Hummels, Mancini, Ndicka, Nelsson, Rensch, Saud, Salah-Eddine;
Centrocampisti: Baldanzi, Cristante, El Shaarawy, Gourna-Douath, Kone, Paredes, Pellegrini, Pisilli, Saelemaekers, Soulé;
Attaccanti: Dovbyk, Dybala, Shomurodov.
📋 I convocati per #RomaComo#ASRoma pic.twitter.com/n7y1FPxMpE
— AS Roma (@OfficialASRoma) March 1, 2025
Castan: “Dopo il primo anno avrei voluto lasciare la Roma, Garcia mi convinse a restare. Non c’è spiegazione logica all’esonero di De Rossi”
RADIO ROMANISTA – Leandro Castan, difensore brasiliano protagonista con la maglia giallorossa, è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica dedicata ai colori giallorossi. Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate dal difensore:
“Effettivamente l’impatto fu un po’ negativo. Io pensavo che in Italia avrei lavorato con un tecnico molto attento alla fase difensiva ma trovai Zeman a cui non piaceva molto difendere bensì quasi esclusivamente attaccare e fare gol. Diciamo che non teneva molto in considerazione quelli del mio reparto”
Qual è stato invece il suo rapporto con Totti?
“Ricordo ancora il nostro primo incontro nello spogliatoio: a presentarci fu il direttore generale Franco Baldini. Quando gli strinsi la mano mi vennero i brividi perché non ero soltanto davanti ad un calciatore ma ad una sorta di personaggio storico. Poi però con il tempo, Totti per me è diventato “Checco”, un uomo fantastico che mi ha aiutato moltissimo ad inserirmi nel gruppo ed è stato un piacere conoscerlo”
Quella stagione finì con la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio. Si è dato una spiegazione sui motivi di quella brutta prestazione? È vero che lei gettò la medaglia del secondo posto?
“Sì è vero. Mi sono anche un po’ pentito perché una medaglia non si dovrebbe mai buttare nel cestino solo che in quel momento ero veramente molto incazzato, proprio perché non riuscimmo a giocare come avremmo dovuto. Ripensandoci questa è la cosa che mi dà più fastidio, ovvero non essere riusciti a fare quello che era nelle nostre corde. L’unica spiegazione è che forse avevamo affrontato una stagione molto usurante, non solo dal punto di vista fisico, e quando arrivammo a quella gara eravamo già cotti. Loro, a differenza nostra, hanno giocato con il coltello tra i denti, segnando poi un gol bruttissimo proprio come è stato quel derby. Mi dispiace perché sono consapevole che sia stata una sconfitta pesante per i tifosi inoltre sono convinto che se avessimo giocato almeno al 10% delle nostre capacità avremmo vinto”
Quale fu la sua reazione a quella delusione così grande?
“Volevo andar via. Non mi ero trovato bene con Zeman, verso cui non ho nessun risentimento ma semplicemente avevamo delle idee calcistiche diverse. Poi è vero che lui fu esonerato ed era arrivato Andreazzoli, ma era stata comunque un’annata molto brutta terminata poi con una sconfitta pesantissima. Avrei preferito tornare in Brasile, anche perché mancavano pochi mesi all’inizio del mondiale che si sarebbe disputato proprio nel mio Paese. Questo era quello che pensavo prima dell’arrivo di Rudi Garcia. Rudi cambiò la mia percezione e anche quella di molti del gruppo, è stato il principale artefice del nostro riscatto”
Quali furono i meriti del tecnico francese?
“Innanzitutto il suo modo di rapportarsi. Per fare un esempio, Zeman in 6 mesi mi avrà rivolto la parola due volte, lui invece cercò subito di spronarmi anche facendomi arrabbiare. Si era accorto che avevo la testa altrove e allora si rivolse a me anche con durezza. Il senso delle sue parole era che forse aveva ragione chi diceva che fossi scarso. Mi incazzai molto, perché mi punse nell’orgoglio ma poi capii che era un modo per togliermi dalla mia “comfort zone” su cui mi ero inconsciamente appiattito”
Si diceva che lei e Benatia avreste formato una coppia troppo lenta
“Esattamente. Una volta ci convocò ad entrambi nel suo ufficio e ci disse che lui pensava esattamente il contrario ma la risposta definitiva l’avremmo dovuta dare noi in partita. Dopo queste parole, io e Benatia ci guardammo negli occhi e stipulammo una sorta di patto che ci avrebbe portato ad aiutarci l’un l’altro. Il risultato? Prendemmo un gol nelle prime dieci partite. Ma il merito fu di Rudi che è stato uno dei migliori allenatori mai incontrati nella mia carriera”
14 settembre 2014, nella trasferta di Empoli lei viene sostituito al primo tempo e dopo qualche settimana le diagnosticano un cavernoma cerebrale, ovvero una forma di tumore benigno al cervello. Cosa ricorda di quel periodo?
“Quello è stato il giorno in cui finirono tutti i miei sogni. Come tutti i calciatori ambiziosi avevo tanti progetti: andare in nazionale, disputare un mondiale e vincere dei trofei con la mia squadra ma quel pomeriggio finì tutto. Il medico mi disse che non avrei più potuto fare il calciatore e allora pensai soltanto a rimanere vivo. Dopo la guarigione, avrei voluto riprendere la mia professione ma nonostante gli sforzi, non sono mai riuscito a tornare quello di prima. Solo a pensarci mi vengono i brividi perché avevo ventisette anni ed ero nel momento più importante della mia carriera. Oltre alla mia famiglia devo ringraziare il mister Garcia, il mio procuratore Gabriele Giuffrida e il direttore Walter Sabatini che per me è stato come un papà”
Un ventisettenne che supera una cosa del genere dove trova la forza per tornare a fare sport a livello professionistico?
“Io la forza l’ho trovata in un qualcosa che non posso vedere ma che sento continuamente che è la mia fede in Dio. Questa fede mi ha aiutato a superare momenti terribili. La prima volta che sono rientrato in campo a Trigoria, il preparatore mi passò un pallone e io gli andai incontro per stopparla normalmente. Io pensai al gesto che avrei dovuto fare ma non riuscii a farlo perché quando la palla mi passò vicino il mio piede non si mosse. Quel giorno andai a casa piangendo perché il corpo non rispondeva agli impulsi del mio cervello. Un giorno, grazie alla fede, saprò perché mi è capitato tutto questo. Ho indossato la maglia del Torino e del Cagliari ma anche quando mi facevano i complimenti ero comunque triste perché non mi sentivo più il Castan di un tempo”
Tanti compagni le sono stati vicino: ad esempio Daniele De Rossi
“Gli voglio tanto bene. Lui e Francesco avevano una grande leadership ma mentre Totti era il leader a cui non serviva nemmeno parlare, De Rossi comunicava molto di più. Inoltre con lui c’era molto feeling perché gli piaceva stare insieme ai sudamericani. Io quando penso alla Roma mi vengono in mente sempre loro due e il fatto che non facciano più parte del club mi fa male al cuore”
De Rossi era però tornato nel ruolo da allenatore. Che idea si è fatto del suo percorso?
“Non c’è una spiegazione logica al suo esonero. Ha fatto un ottimo lavoro, gli era anche stato rinnovato il contratto, quindi non ho capito poi la scelta di mandarlo via dopo appena quattro giornate. Lo scorso anno vedevo le partite insieme ai miei figli ed abbiamo esultato tanto anche perché vedere Daniele su quella panchina mi dava un piacere immenso”
I giallorossi possono vincere l’Europa League?
“Certo, come no. Ranieri ha aggiustato questa squadra che ha delle buone individualità, alcuni giocatori mi piacciono molto. Secondo me si può fare”
Calciomercato Roma, dalla Spagna: giallorossi su Ratiu
C’è anche la Roma su Andrei Ratiu. Sull’esterno destro romeno in forza al Rayo Vallecano ci sono diversi club: la clausola rescissoria è fissata a 25 milioni di euro e il 50% sarà destinato al Villarreal. Sul classe 1998 ci sono Roma, Barcellona, Tottenham, Atletico Madrid e Bayer Leverkusen, con i Blaugrana che sembrano in pole. In estate i giallorossi potrebbero presentare un’offerta.
(mundodeportivo.es)