Instagram, De Rossi e Burdisso di nuovo insieme: “Sempre bello condividere una chiacchierata con te” (FOTO)

Daniele De Rossi e Nicolas Burdisso, da compagni di squadra a, chissà, un giorno di nuovo al fianco nelle loro rispettivamente carriere, da allenatore e direttore sportivo, intraprese dopo aver chiuso la parentesi da calciatori.

I due si sono ritrovati a condividere un bicchiere di vino rigorosamente davanti al pc, dove magari stavano studiando chissà quale squadra o calciatore. “È sempre bello condividere una bella chiacchierata con te, amico”, ha scritto su Instagram Burdisso condividendo il momento insieme a De Rossi.

 

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Champions League, i sorteggi degli ottavi: Inter col Feyenoord. Derby di Madrid e Bayern-Bayer Leverkusen

Prima dei sorteggi di Europa League, alle 12 dall’urna di Nyon sono stati decretati gli intrecci per gli ottavi di finale di Champions League. Il Feyenoord, dopo aver eliminato il Milan, troverà l’Inter nel prossimo turno. Derby di Germania con Bayern Monaco-Bayer Leverkusen e anche a Madrid, con Real e Atletico che si sfideranno agli ottavi.

Gli altri sorteggi: PSV-Arsenal, Psg-Liverpool, Benfica-Barcellona, Borussia Dortmund-Lille, Club Brugge-Aston Villa.

Europa League, sarà ROMA-ATHLETIC CLUB agli ottavi. Andata il 6 marzo, ritorno il 13 a Bilbao

La Roma tornerà a sfidare l’Athletic Club negli ottavi di finale di Europa League. Le due squadre si sono già affrontate nella prima fase, con la gara dell’Olimpico terminata 1-1 lo scorso 26 settembre. Evitato dunque il derby, con la Lazio che è stata accoppiata al Viktoria Plzen e finisce dunque nell’altro lato del tabellone.

L’andata sarà il 6 marzo, allo Stadio Olimpico, mentre il ritorno è fissato per giovedì 13 al ‘San Mames’ di Bilbao dove è in programma anche la finale dell’Europa League. In caso di passaggio del turno, ai quarti l’avversaria sarebbe una tra Fenerbahce e Rangers.

IL SORTEGGIO:

Bodo Glimt-Olympiakos

Fenerbahce-Rangers

Ajax-Eintracht

FCSB-Lione

Tottenham-AZ Alkmaar

Real Sociedad-Manchester United

Lazio-Viktoria Plzen

ROMA-ATHLETIC CLUB

13.00 – Via alla cerimonia con la presentazione delle 16 squadre coinvolte.

Ranking Uefa, sorpasso della Roma sull’Inter al 6° posto: è l’italiana più in alto

La Roma, dopo la vittoria per 3-2 sul Porto e la qualificazione agli ottavi di Europa League, è l’italiana posizionata più in alto nel ranking Uefa. I giallorossi (a 102.500) hanno infatti sorpassato l’Inter (101.750) al 6° posto, posizionandosi sotto solo a Psg, Liverpool, Bayern Monaco, Manchester City e Real Madrid, che guida la graduatoria dall’alto dei suoi 140.000 punti.

Instagram, Mancini: “Insieme”. Koné e il lupo che mangia la carbonara: “In missione verso il turno successivo” (FOTO)

“INSIEME” questo il messaggio, interamente in maiuscolo, accompagnato da due cuori, rigorosamente uno giallo e uno rosso, pubblicato da Gianluca Mancini su Instagram. Il difensore ha sottolineato la prestazione di ieri sera con una foto dell’esultanza della squadra.

 

 

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Anche Manu Koné ha pubblicato una serie di foto che culminano in un’immagine creata con l’intelligenza artificiale in cui un lupo è intento a mangiare un piatto di carbonara. “Grande prestazione stasera in casa, in missione verso il turno successivo” il messaggio del francese sui social.

 

 

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Giornata Nazionale del Braille, incontro formativo con la Roma Blind Football (FOTO)

Proseguono le iniziative di sensibilizzazione da parte del club per promuovere la pratica del gioco del calcio in ogni contesto e in ogni condizione. In occasione della Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, il programma “Let’s Play Together” ha fatto tappa presso il Centro Paralimpico di Via delle Tre Fontane per dar vita a un incontro formativo tra una rappresentanza di allieve della Scuola Calcio AS Roma e i giocatori non vedenti della Roma Blind Football, società dilettantistica che il Club sostiene da diversi anni.

Due sessioni di allenamento in cui le ragazze, accompagnate dalla mascotte Romina, si sono potute confrontare con le caratteristiche di questa disciplina che permette a chi non vede di poter sentire il pallone e provare le stesse emozioni di qualsiasi altro giocatore di football.

(asroma.com)

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Dovbyk stop ma non è grave. Stamattina subito ripresa

IL ROMANISTA (L. FRENQUELLI) – «Stanno tutti bene», aveva detto Ranieri in conferenza stampa alla vigilia di Roma-Porto. Poco prima dell’annuncio delle formazioni ufficiali ieri pomeriggio però si è capito che non era del tutto vero: Artem Dovbyk ha dovuto dare forfait, in quella che poteva essere la serata del suo rilancio. Solo un fastidio all’adduttore accusato nel corso dell’ultimo allenamento pre-gara e, come spiegato dallo stesso Ranieri dopo il triplice fischio, non sembrava nulla di particolarmente preoccupante ma quando si è capito che il centravanti sentiva dolore nel calciare anche nella giornata di ieri, si è deciso di lasciarlo a riposo e verrà valutato nelle prossime ore anche, potenzialmente, in vista della gara di domenica col Monza. (…)  Archiviato il play-off di Europa League, stamattina a Trigoria Ranieri e la squadra comincerà già a preparare la prossima sfida di campionato contro il Monza, in programma all’Olimpico lunedì alle 20.45, l’ultima partita del ciclo di incontri ravvicinati iniziato quasi un mese fa contro l’Az Alkmaar.

Per Bove in campo si muove il governo

Il futuro di Bove in Serie A resta appeso a un filo. C’è solo un piccolo spiraglio aperto una settimana fa dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a Sanremo: «Voglio capire se c’è modo di rivedere i protocolli medico-sani-tari italiani e se ci possano essere soluzioni che consentano anche a chi ha avuto il suo problema di tornare in campo». C’è già stato un contatto con il presidente della FMSI (Federazione Medico Sporti-va Italiana), Maurizio Casasco, a breve ci sarà anche un incontro. Il riferimento di Abodi è chiaramente alla Premier, dove Eriksen è tornato a giocare dopo la grande paura agli Europei del 2021. Tanti però non sanno che dieci giorni fa dall’Inghilterra hanno chiamato la FMSI per riprendere l’esempio italiano, più sicuro, con una media di un morto ogni milione contro quella di uno ogni 100mila nel mondo. (…) Ovviamente, la vita viene prima di tutto, anche dello spettacolo del calcio. Per questo i medici vorrebbero soffermarsi sul problema (ormai passato in secondo piano), che due mesi e mezzo fa ha causato a Bove un arresto cardiaco completo. L’ostacolo al suo ritorno in campo adesso non è legato al defibrillatore impiantato, ma alla patologia originaria che ha scatenato l’episodio da cui si è salvato. Lì bisogna scavare a fondo, non è un limite del protocollo, che può comunque essere smussato. Secondo il nostro codice, infatti, il pacemaker non impedisce l’idoneità, lo fa solo se rimane un rischio grave e serio precedentemente non riscontrato, o per alcuni sport in cui si potrebbe scatenare una scarica elettrica con un brusco contatto. (…)  Anche dopo l’impianto di un defibrillatore, si può morire o c’è il rischio di un peggioramento in seguito all’adrenalina che incide su situazioni fibrotiche o cicatrici preesistenti. Ulteriori esami medici su Bove, peraltro in corso da quasi tre mesi a Careggi, devono dare insomma il responso: Edo non potrà giocare in Italia ora se dagli esami emergeranno malformazioni genetiche che non erano state palesate in passato. (…) Sette società scientifiche di cardiologia hanno firmato da anni il nostro protocollo. Abodi ha precisato di rispettarlo, ma ha chiesto un confronto per capire i margini di revisione, sulla scia dell’emozione e dell’interesse pubblico che vorrebbe rivedere Bove correre su un manto erboso italiano. A questo s’aggrappa anche Edoardo: «Di doman non v’è certezza», ha infatti bisbigliato dal palco di Sanremo, citando Lorenzo il Magnifico. A giugno scadrà il prestito con la Fiorentina, Bove in teoria tornerà nella Capitale, ma in tutta Italia quel malore del primo dicembre – al sedicesimo minuto del match con-tro l’Inter – non lo ha scordato nessuno.

(Il Messaggero)

Roma-Porto: la moviola dei quotidiani. Gara equilibrata e giusta gestione dei cartellini per Letexier

Dopo le polemiche dell’andata per l’arbitraggio di Stieler,  arriva una buona prestazione per il fischietto francese Letexier, che conferma una gestione equilibrata del gioco e una giusta distribuzione di cartellini.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6,5

Il primo gol del Porto viene convalidato passando Var per un presunto mani nell’azione. Proteste dei portoghesi sul pari della Roma per una gomitata di Koné all’inizio dell’azione che viene ritenuta regolare. Espulsione di Eustaquio. Provocato da Paredes, il
portoghese reagisce con una manata al romanista. Richiamato dal Var l’arbitro rivede l’azione: rosso a Eustaquio e giallo a Paredes. Giusto annullare il gol di Shomurodov: fuorigioco.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

La Uefa ha risposto alle polemiche dell’andata mandando a Roma Francois Letexier. Gara subito ruvida, simile a quanto visto a Oporto: 9 cartellini totali, di cui uno rosso, ben oltre la media stagionale del fischietto francese in Europa. Permette qualche entrata di troppo nei primi venti minuti, lascia correre su alcuni interventi dubbi. Poi riprende in mano la direzione ammonendo Otavio che stende Dybala. Al 29′ si rinnova il duello trai due, l’argentino rischia per aver scalciato il pallone, ma viene ammonito. Al 4′ del secondo tempo non vede il gesto di Eustaquio su Paredes a palla lontana – era vicino ma con lo sguardo rivolto verso l’azione – la svista viene corretta dal Var e dall’on field review: il centrocampista argentino allarga il braccio (giusto il giallo), ma la reazione andava punita
Sul pareggio della ama il Porto ha protestato per un contatto a inizio azione tra lo stesso Eustaquio e Koné, ma il centrocampista giallorosso prende posizione. Giusto invece annullare la rete di Shomurodov al 14′ del secondo tempo, netta la posizione irregolare da parte dell’uzbeko.


IL ROMANISTA – VOTO 6

Una prestazione da élite forse no, ma il francese Letexier si conferma l’arbitro al quale l’UEFA ha dato tanta fiducia in poco tempo. Una gestione equilibrata del gioco e la giusta distribuzione di cartellini. Non era facile, non tanto per la pressione che il classe 1989 di Bédée ha dimostrato ampiamente di saper tenere sotto controllo, ma proprio per il tipo di partita. Subito aggressivo il Porto, con Otavio che al 4′ tocca duro Dybala e al 25′ lo stende nuovamente e non può evitare la sanzione: la Joya incontenibile a metà campo in velocità. Un po’ di tensione dopo il gol del vantaggio del Porto e arriva al 29′ il cartellino anche per Dybala per gesto di stizza sotto la Tevere e sotto gli occhi del guardalinee dopo un batti e ribatti sul filo del fallo laterale. Al 33′ Nehuen Perez interviene ruvido su El Shaarawy: vantaggio e a fine azione giallo anche per lui. Il primo tempo si chiude con un’ammonizione anche per Anselmi che protesta vivacemente dopo un fallo su Kone davanti alla panchina. La ripresa si apre con il momento decisivo: pugno di Eustaquio a Paredes (che l’aveva toccato in corsa). Serve il richiamo di Var perché Letexier non può vedere: rosso per il canadese con passaporto por-toghese ma giallo (pesante, con squalifica) anche per Paredes. Al 14′ gol annullato a Shomurodov per fuorigioco (netto) su un invito meraviglioso di Dybala. Poco dopo arriva un altro rosso in panchina del Porto. Nel finale altri due cartellini gialli per i portoghesi: Tomas Perez durissimo su Pisilli e William Gomes su Rensch. Insomma, Letexier se la cava.


IL TEMPO

Dopo le polemiche della gara d’andata nei confronti del tedesco Tobias Stieler, che con la sua direzione aveva fatto perdere la pazienza anche a Claudio Ranieri, Roberto Rosetti ha scelto per la partita di ritorno l’enfant prodige dell’arbitraggio francese ed europeo. Francois Letexier, in estate, a soli trentacinque anni aveva diretto infatti la finale degli Europei tra Spa-gna e Inghilterra. Allo Stadio Olimpico, ripaga la fiducia del designatore, dirigendo bene una gara in bilico, nervosa e difficile. Il gol del vantaggio di Samu viene convalidato dopo un breve silent check. Giusti i gialli per Otavio, Nehuen Perez e Dybala. Il Porto chiede il rosso per l’argentino, che commette fallo, poi calcia il pallone che si trova in quel momento sotto Otavio; non c’è nulla di più a giustificare un’espulsione. Il pareggio di Dybala è regolare. Letexier non delude Giusto il rosso diretto a Eustaquio
ne, in un corpo a corpo Manu Koné si libera di Eustaquio col braccio largo ma in maniera non fallosa. Corretta anche l’ammonizione per l’allenatore Anselmi che, oltre a protestare, chiede ripetutamente dei cartellini per i giocatori della Roma.Giusto il rosso per Eustaquio: a pallone lontano, colpisce con una manata viso e corpo di Paredes che lo aveva provocato (e per questo viene ammonito). Letexier, che giustamente aveva il focus sul pallone, non se ne avvede: fa bene il VAR a richiamarlo al monitor. LarRoma poco dopo chiede un rigore ma non c’è fallo di mano, col pallone che dopo un colpo di testa carambola tra la spalla di Otavio e quella di Francisco Moura in modo regolare. Manca forse un giallo per Tiago Djalò per un fallo duro su Dybala, ma la scelta dell’arbitro è condivisibile nella gestione disciplinare complessivamente. Nel secondo tempo, espulso anche un componente della panchina del Porto per proteste.

IL PUNTO DEL VENERDÌ – D’UBALDO: “Ranieri ha ristabilito la legge dell’Olimpico” – CARMELLINI: “Continua ad azzeccarle tutte”

Dopo la vittoria sul Porto e l’accesso agli ottavi di finale di Europa League, sui quotidiani, oltre a Paulo Dybala, si celebra Claudio Ranieri. “Claudio Ranieri ha ristabilito la legge dell’Olimpico. Da quando è tornato in panchina la Roma ha vinto sette delle nove partite giocate davanti ai propri tifosi, con una sola sconfitta”, scrive Guido D’Ubaldo sul Corriere dello Sport. Così invece Tiziano Carmellini del Il Tempo: “Poi c’è Ranieri, o meglio l’«effetto Ranieri» tutt’altro che svanito. La Roma gioca e cresce grazie anche a Dybala (ma non solo) e il tecnico continua ad azzeccarle tutte. Alzi la mano chi non ha pensato, al palo del Porto quando la partita non era ancora chiusa, che Ranieri è un uomo fortunato. A Roma si romanza da tempo sul «satellite» del tecnico testaccino, ma c’è la sua storia a sconfessare le maldicenze”


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola. 


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Adesso Dybala ha un’altra faccia, altri occhi. Ma lo stesso piede, grazie al cielo, con quel modo tutto suo di giocare un calcio a parte. Perché Paulo si sente (è) finalmente leader completo, non più di sole soluzioni, e a casa: spinge i compagni a reagire allo svantaggio, vede spazi negati agli altri, segna, raddoppia, decide, è di nuovo un privilegio. (…) L’adesione alla Roma è diventata così totale e non solo sul campo. Nelle occasioni in cui Ranieri ha permesso a Pellegrini di recuperare la serenità perduta, Dybala si è assunto alcuni compiti di Lorenzo che con grande senso della squadra, del ruolo e della Roma si è adeguato, facendo un piccolo passo indietro. Da capitano vero, gente seria. Dybala è stato l’uomo della partita e del passaggio agli ottavi, ha allungato la vita alla Roma e all’uscita ha meritato un coro che negli ultimi anni l’Olimpico aveva riservato soltanto a Totti e Mourinho. (…)


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

Claudio Ranieri ha ristabilito la legge dell’Olimpico. Da quando è tornato in panchina la Roma ha vinto sette delle nove partite giocate davanti ai propri tifosi, con una sola sconfitta, nella prima contro l’Atalanta e il pareggio con il Napoli capolista. Ieri la squadra giallorossa ha faticato nel primo tempo contro il Porto, si è ritrovata in svantaggio per il solito errore difensivo, ma in quattro minuti Dybala ha ribaltato il risultato con una straordinaria doppietta. Ranieri anche ieri sera non ha sbagliato una mossa. Ha dovuto rinunciare in extremis a Dovbyk per un infortunio e ha preferito tenere ancora in panchina Hummels, promosso subito titolare sindall’inizio della sua gestione, ma negli ultimi tempi non in forma. (…) Ranieri è un gigante della scuola italiana degli allenatori, ha una tradizione internazionale difficilmente raggiungibile e ha dimostrato in questa terza esperienza sulla panchina giallorossa di essere molto più offensivista di tanti giovani tecnici. Ha mandato in campo una Roma equilibrata. Claudio ha una carica incredibile, i giocatori lo seguono. I tifosi sono entusiasti. Non si è inventato niente, ma ha messo i giocatori giusti nei ruoli giusti. (…)


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

Non sarà la Champions, ma la Roma in Europa sa come comportarsi. E, sfruttando ancora il vento favorevole dell’Olimpico, conquista con merito la qualificazione contro il Porto (3-2) nel playoff che porta agli ottavi. (…) E lo fa con il centravanti di scorta. Uscito di scena Dovbyk (affaticamento all’adduttore), ecco Shomumorodov dall’inizio. Cedute due volte prima all’estero e ultimamente in Italia, senza che la (doppia) operazione sia però andata a buon fine, ha avuto il posto da titolare nelle due partite da dentro o fuori giocate fin qui dalla Roma. Eldor, dunque, ancora protagonista in giallorosso, dopo aver detto sì sei mesi fa all’Atlanta United. Ma l’affare saltò il giorno di Ferragosto. Non avrebbe mai immaginato comunque di ritrovare Ranieri, terzo allenatore dell’annata. In quella passata lo ha avuto a Cagliari. Eldor fa centro in Coppa Italia, ottavo contro la Sampdoria, ma soprattutto il 30 gennaio contro l’Eintracht. Rete di coppa e svolta. Shomurodov. È già del Venezia, Di Francesco lo chiama personalmente. Shomurodov, però, entra a metà ripresa per Dovbyk e decide la sfida diventata insidiosa. Il gol vale la conferma. (…)


A. VOCALELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

Parliamoci chiaro: al gol del Porto, più di qualcuno avrà sicuramente pensato: eccoci, dopo la sciagurata due giorni di Champions, anche la Roma finirà per regalare al calcio italiano un’altra serata amarissima. Così non è stato e oggi. (…) Tutto questo è stato possibile grazie a tre fattori fondamentali, che nel calcio fanno davvero la differenza. 1) Il genio di Dybala. Già, perché sarà “il gioiello”, come suggerisce il suo soprannome; sarà la luce, come diceva Mourinho, ma Dybala è soprattutto l’aspetto geniale del pallone. Perché ci sono calciatori che pensano la cosa migliore da fare; altri che riescono a realizzare quello a cui pensano e infine calciatori che realizzano quello che altri non riescono neppure a pensare. E Dybala appartiene, di diritto, a questa categoria: una ristretta galleria di fuoriclasse. I due gol con cui ha acceso una notte che stava diventando buia, dopo il pasticcio e la rete di Samu, rientrano infatti in una categoria speciale: meraviglie che vanno al di là dei classici gol importanti. (…) Dybala ha regalato un ottavo di grande prestigio alla Roma che solo per il passaggio vale quasi due milioni, più un incasso importantissimo e una quota di market pool. A conti fatti una gran parte del prossimo ingaggio su cui si è tanto discusso. Come dire, è proprio il caso, che i campioni non hanno prezzo. 2) La grandezza di Ranieri. Sì, perché non sarà mai abbastanza la celebrazione di un allenatore quasi fuori concorso per la bravura, la trasparenza, la serietà con cui interpreta la professione. Un po’ Liedholm e un po’ Ancelotti, tanto per rendere l’idea di chi stiamo parlando, è stato infatti capace di sistemare una squadra che nelle ultime nove partite sarebbe in testa alla classifica, ha fatto un altro passo europeo, ma è soprattutto capace di rimanere sempre se stesso. (…) 3) La magia del pubblico giallorosso. Sì, perché è facile riempire Io stadio, farsi sentire, quando arrivano le vittorie. Ma è straordinario esserci sempre, numerosi in trasferta e capaci di far vibrare ogni volta l’Olimpico, anche nelle stagioni meno felici. E sarà stata un’impressione – o forse no – dopo il gol del Porto, sono stati proprio i tifosi ancora una volta a rientrare immediatamente in partita, spingendo la Roma. (…)


T. CARMELLINI – IL TEMPO

«Era mio e me lo hanno tolto, ma lo amo ancora…». Chissà a quanti, come successo a noi, sarà un arrivato un messaggio simile dell’amico juventino (tutti ne abbiamo almeno uno). Il soggetto, nemmeno a dirlo, è Paulo Dybala protagonista assoluto della serata europea di ieri sera all’Olimpico. Il successo 3-2 sul Porto non vale solo l’accesso agli ottavi di finale di Europa League, ma da anche un segnale chiaro a tutti gli altri che adesso vogliono evitare i giallorossi: perché se l’argentino sta cosi la Roma può giocarsela con chiunque. Oltre alla doppietta, tanto gioco, assist (c’è il suo zampino in tutti i gol giallorossi) e quella sensazione di padronanza assoluta in campo che solo i talenti di livello «superiore» sono in grado di trasmettere ai compagni ma anche agli avversari: costretti sistematicamente a commettere fallo per fermarlo. Poi c’è Ranieri, o meglio l’«effetto Ranieri» tutt’altro che svanito. La Roma gioca e cresce grazie anche a Dybala (ma non solo) e il tecnico continua ad azzeccarle tutte. Alzi la mano chi non ha pensato, al palo del Porto quando la partita non era ancora chiusa, che Ranieri è un uomo fortunato. A Roma si romanza da tempo sul «satellite» del tecnico testaccino, ma c’è la sua storia a sconfessare le maldicenze: Ranieri è uno che ha vinto uno scudetto in Premier con il Leicester e ha lasciato il segno ovunque è andato. Quindi un uomo fortunato sì, ma limitare i suoi successi a quello è a dir poco riduttivo e obiettivamente non generoso. Infine il derby, quello che potrebbe uscire dall’urna in programma oggi alle 13 in Svizzera a Nyon. Per la Roma una tra Atletico Bilbao e Lazio, ma tutti a Roma (siano laziali o romanisti) sono sicuri che sarà una sfida tutta capitolina. Cosi, tra vecchie e nuove scaramanzie, tra pianti preventivi e cabale dell’ultima ora si aspetta di co-noscere la prossima sfida. Certo, per l’Italia, ridotta a pezzi in Champions League, evitare il derby fratricida sarebbe almeno una consolazione.