Galliani supplica Ausilio per il prestito di Palacios: “Ti prego, prestami il giocatore” (VIDEO)

Adriano Galliani è noto per le sue trattative “particolari”. Emblematica la sua citofonata sotto casa di Mattia Destro per convincerlo a portarlo al Milan. Il dirigente del Monza, 10 anni dopo, si è reso protagonista di un’altra trattativa singolare. Il condor, infatti, è stato intercettato all’interno di un treno mentre era al telefono con il direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio. “Tu mi presti Palacios e io ti do l’ospitalità”, dice l’ex dirigente milanista. “Dai, lasciamo fuori il Tucu (Correa, ndr): Palacios e l’ospitalità è free”, prosegue Galliani, che quasi supplica Ausilio: “Dai, ti prego, solo Monza”.

Ma di che ospitalità parla Adriano Galliani? Secondo alcuni voci, l’ospitalità che gli sta offrendo potrebbe essere riferita allo stadio del Monza in cui far giocare la squadra dell’Inter Under 23.

 

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La Roma al fianco delle famiglie in stato di povertà alimentare: El Shaarawy in visita all’Emporio della Solidarietà della Caritas (VIDEO)

Prosegue l’impegno della Roma per il sociale. Nei giorni scorsi, infatti, Stephan El Shaarawy ha fatto visita all’Emporio della Solidarietà della Caritas di Roma in occasione della consegna del raccolto dell’Orto Urbano di Trigoria. Un gesto concreto per sostenere migliaia di famiglie della Capitale in stato di povertà alimentare.

Di Giannantonio: “Mi sento privilegiato a portare la Roma nel mondo” (VIDEO)

AS ROMA PODCAST – Fabio Di Giannantonio, pilota di Moto GP, ha parlato al podcast giallorosso raccontando il suo amore per la Roma. Queste le sue parole:

Sei quasi di casa qui…

“Questo posto è pazzesco, ogni volta rimango affascinato da quanto sia bello. È un centro incredibile. Poi sono tifoso, ci sono tante emozioni…”

Chi hai incontrato oggi?

“Ho scambiato due parole con Mancio e con Pellegrini. Spesso mi vedo anche con Pisilli. Ho parlato con El Shaarawy, Zalewski. Con alcuni di loro c’è un’amicizia anche fuori.”

Come è nata la passione per la Roma?

“Papà è romanista nelle vene, sono cresciuto con la Roma e le moto. Da piccolo andavamo allo stadio, dentro casa si parlava solo della Roma. Ora avere questo rapporto con la squadra mi dà onore. Prima di questa intervista mio padre è entrato a Trigoria per la prima volta, e gli ha fatto un certo effetto.”

Hai anche lo stemma della Roma sul casco…

“Mi sento privilegiato a essere romano e portare la Roma nel mondo. Volevamo fare qualcosa insieme e sono onorato di essere ambassador del club nel motorsport. Lo scorso anno ho donato il casco all’archivio storico; per noi piloti è un oggetto molto speciale e non ne abbiamo molti in dotazione. Avevo promesso di regalarlo all’archivio storico in caso di vittoria e ho dovuto mantenere la promessa. Quest’anno porteremo lo Scudetto della Roma in una chiave diversa, sarà una novità e questo mi inorgoglisce.”

Ci sono analogie tra quello che si prova in pista e quello che provi quando vedi la Roma?

“A me fa sempre effetto quando entro allo stadio e tutti i tifosi cantano l’inno. Mi vengono i brividi, non riesco ancora ad abituarmi, ti dà una carica pazzesca. Spesso rivedo questa sensazione al Mugello, una pista che sembra quasi uno stadio.”

Che rapporto avete voi piloti con il calcio?

“Quest’anno il mio compagno è Morbidelli, anche lui ha origini romane. Il proprietario del team è interista e spesso ci punzecchiamo, anche con il nostro chef che è atalantino. Quest’anno vogliamo nel box una bandiera gigante della Roma perché entrambi i piloti siamo romanisti. Poi c’è anche Luca Marini, che è della Roma. Stiamo portando tanta Roma in MotoGP.”

La passerella sotto la Sud?

“Per la prima volta ho capito la grandezza di tutto questo: essere sotto la Curva e vedere i ragazzi da vicino è stata un’emozione pazzesca. La Roma mi ha dato questa opportunità, ed è una delle cose che più ricordo.”

Come concili la Roma con i weekend di gara?

“Ho l’app per vedere i risultati, con le notifiche attive sulla Roma, altrimenti il mio amico ha l’iPad e cerchiamo ogni volta di coinvolgere anche i ragazzi del team. Quando magari la Roma gioca nel pomeriggio, la vediamo in hospitality. Costringiamo tutti a guardare la Roma: anche chi non segue il calcio, ora segue la Roma.”

Un tuo idolo nel calcio e un tuo modello nella MotoGP?

“Idolo nel calcio Totti, mi piacciono molto anche le finezze di Dybala. Anche il mio amico Bove mi faceva impazzire. Nelle moto ho sempre ammirato la grandezza di Valentino Rossi.”

Che calciatore vedresti in sella alla moto?

“Sicuramente uno piccolino: Pisilli, Baldanzi. Zalewski è già al limite. Anche Angelino…”

Il tuo rapporto con il calcio giocato?

“Giocavo a calcetto fino ai 16 anni. Non ero Totti, ma non ero neanche male. Ho dovuto lasciare anche il semplice calcetto con gli amici: per noi è un rischio. Anche mio fratello gioca e c’era grande rivalità. In casa abbiamo sempre il pallone di spugna.”

Come scatta la passione per le moto?

“Ero piccolissimo. Mio papà parlava solo di Roma e moto. Lui, nel weekend, girava in pista e un giorno mi teneva in braccio con la moto accesa. Ad un certo punto gli scivola la moto e per sbaglio dà gas: io mi spavento e da lì non ho più voluto vedere le moto. Poi un giorno mi ha detto: ‘Perché non provi?’. Da lì non sono più sceso.”

Cosa serve per competere ad alti livelli?

“Molti pensano che basti sedersi e dare gas. La MotoGP è di un livello incredibile: devi essere un atleta a 360 gradi. C’è grande preparazione, c’è un grande staff dietro. È molto diverso dal calcio, dove la società mette tutto a disposizione del calciatore. Nella moto, il pilota ha il suo staff che si crea da solo: il preparatore, il nutrizionista, ecc. Se non arrivo pronto alla gara, la responsabilità è mia.”

Ti stai riprendendo da un infortunio alla spalla…

“Per noi è l’infortunio peggiore, un po’ come il crociato per un calciatore. Lo scorso anno ho corso 7 gare con la spalla infortunata e ho chiuso la stagione con 2 gare d’anticipo per operarmi. Sta andando tutto bene e tra poco si inizia. Il test vero sarà in moto. Noi possiamo usare la moto solo per 7 giorni, escluse le gare. Ora abbiamo 5 giorni di test: penso di arrivare pronto.”

Come funziona il numero sul casco?

“Lo scelgo io. Il mio numero è sempre stato il 21, ma in MotoGP era occupato. Allora volevo un numero che nessuno aveva mai usato, ovvero il 49. Sono il primo pilota a usare questo numero.”

Che mondiale ti aspetti?

“Quest’anno faccio parte dei 3 piloti Ducati con moto ufficiale, possiamo fare bene. Nel team ufficiale ci sono Marquez e Bagnaia, che se la giocheranno. Noi dobbiamo divertirci e rompere le scatole a loro due, che sono i favoriti.”

Circuito favorito?

“Il Mugello, anche se sono di parte essendo il pubblico italiano. L’atmosfera è bellissima, vengono gli amici. È un po’ come stare all’Olimpico. Mi piace molto anche l’Australia: un’isoletta piccolina con la pista che sfiora il bordo dell’isola. Viviamo in delle villette, anche lì il weekend è molto particolare.”

Roma-Eintracht: il programma della vigilia. Rifinitura alle 11, alle 13 la conferenza stampa di Ranieri

Domani sarà già vigilia di Europa League per la Roma, attesa dal match dell’Olimpico contro l’Enitracht Francoforte. Alle ore 11 la squadra scenderà in campo a Trigoria per la consueta rifinitura, con i primi 15 minuti aperti alla stampa. Alle ore 13, invece, Claudio Ranieri interverrà in conferenza stampa accompagnato da un calciatore.

Calciomercato Roma, Orta (ds Siviglia): “Non abbiamo ricevuto nessuna offerta per Romero”

Victor Orta, direttore sportivo del Siviglia, ha parlato durante la conferenza stampa di presentazione del neo acquisto Akor Adams. Il dirigente spagnolo ha parlato anche di Isaac Romero, accostato alla Roma: “Non abbiamo ricevuto nessuna offerta per Romero. Ci sono rumors e commenti a riguardo però ma ufficialmente non abbiamo ricevuto nessuna offerta per farlo partire”.

Trigoria, Roma in campo a due giorni dalla sfida contro l’Eintracht: focus su cross e tiri in porta (FOTO E VIDEO)

La Roma continua a lavorare a Trigoria per preparare la delicata sfida di Europa League contro l’Eintracht Francoforte, decisiva per il futuro europeo dei giallorossi. Ancora scarico per chi ha giocato dal 1′ ad Udine, mentre gli altri hanno svolto delle esercitazioni su cross e tiri in porta. “Quando avete crossato tornate di corsa” dice il tecnico ai suoi, invitandoli poi alla guida della palla per permettere ai giocatori di posizionarsi in area: “Portala così gli dai tempo”

Successivamente i giocatori sono stati divisi in due squadre sfidandosi in una serie di tiri in porta. Dopo l’ultimo tiro di Saelemaekers (che avrebbe decretato la vittoria dei suoi), Ranieri ha fatto proseguire la sfida dicendo: “Diamogli almeno un’altra opportunità”. Sulla conclusione successiva è andato in gol El Shaarawy, che ha portato il match ad oltranza. La squadra del Faraone è poi riuscita a vincere grazie al tiro di Shomurodov.

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Post Match – La solitudine del numero 11

LR24 (MIRKO BUSSI) – Artem Dovbyk domenica ha fatto uno con uno. Un gol su rigore e un tiro a disposizione, quello sfiatato nel secondo tempo, non rientrando il colpo dal dischetto nella statistica. Ci sta facendo l’abitudine l’attaccante arrivato in estate con la corona di Pichichi della Liga: in metà delle partite giocate alla Roma, 14 su 28, ha infatti avuto a disposizione al massimo un tiro. Soltanto due attaccanti di riferimento della Serie A possono lamentarsi maggiormente sulle scorte a disposizione: Lukaku e Pohjanpalo.

20 attaccanti centrali, uno per ogni squadra di Serie A, scegliendoli in base a minutaggio e utilizzo in campo: dal capocannoniere Retegui a Djuric, passato ora al Parma ma principale riferimento del Monza nella prima parte di stagione, solo il Napoli con Lukaku e il Venezia con Pohjanpalo offrono meno rifornimenti rispetto a quanto la Roma fa con Dovbyk.

2,02 a partita i tiri a disposizione di Dovbyk finora, che tradotti fanno un gol ogni 0,16 conclusioni, ad una distanza media di 13,3 metri dalla porta: questo il quadro clinico delle finalizzazioni del numero 11 romanista. Chi si riempie la pancia di tiri, in Serie A, è Krstovic che calcia in media 4,33 volte ogni 90 minuti. Subito dietro di lui c’è il terminale dell’Atalanta, Retegui, che ha raccolto i suoi 16 gol finora grazie a 4,18 tentativi a partita. Poi Castellanos, con 4,09, Vlahovic a 3,50, i 3,46 di Kean e i 3,40 di Lautaro. L’unico, tra le grandi, vicino ai numeri di Dovbyk è Alvaro Morata, fermo a 2,21 tiri a partita.

La motivazione è facilmente riconducibile nell’utilizzo che fa la Roma di Dovbyk, bersagliato da frequenti giocate lunghe in cui deve fare da ponte per accedere all’area di rigore o, quantomeno, nei pressi. Un esempio arriva anche da domenica, quando il tiro di Rensch, tra le principali occasioni del primo tempo, preparato proprio grazie al lavoro da vertice di Dovbyk, raggiunto dal passaggio lungo di Angelino.

L’unico tiro avuto a disposizione da Dovbyk domenica pomeriggio è arrivato con l’ingresso di Shomurodov. E non appare casuale: sulla giocata lunga di Pellegrini, stavolta, era l’uzbeko a contendersi il duello aereo con l’ucraino pronto a raccogliere la seconda palla, poi annacquata da una macchinosa preparazione al tiro. Senza modificare profondamente la natura della squadra, che fatica a raggiungere con continuità zone di rifinitura tramite costruzioni più articolate e lasciando Dovbyk sul davanzale della profondità, la possibilità di dividersi il lavoro di recluta di duelli aerei con un collega pare migliorare le condizioni di vita dell’attaccante della Roma.

Il confronto col Girona aiuta a contornare ancora le differenze: se Dovbyk poteva fare principalmente il finalizzatore d’area, col 30,6% dei tocchi registrati nelle aree avversarie della Liga, alla Roma è ultrastimolato fuori dai sedici metri, con il dato che scende appena al 22,6%. L’alternativa, allora, arriva nuovamente dal registro di Udine: senza voler raggiungere le più complesse zone di rifinitura centrali dove poterlo azionare in profondità, una serie di rifornimenti esterni tra cross o traversoni, come quello di Pisilli che gli varrà un gol poi annullato, potrebbero almeno saziarne la fame d’area di rigore.

Calciomercato Roma: in chiusura la cessione di Hermoso in prestito al Bayer Leverkusen

Si sta concretizzando la cessione di Hermoso che, dopo Le Fée e Ryan, sarebbe la terza uscita nel mercato invernale di giocatori acquistati l’estate scorsa. Come fa sapere l’emittente satellitare, l’affare col Bayer Leverkusen è in chiusura, col difensore ex Atletico Madrid che lascerà dunque Roma dopo metà stagione e 13 presenze totali tra campionato e coppe.

(sky sport)

Operazione ormai definita come conferma anche Filippo Biafora: i colloqui in mattinata infatti hanno migliorato l’offerta del Bayer Leverkusen con Hermoso pronto a trasferirsi in prestito in Bundesliga.

 

Calciomercato Roma, dall’Inghilterra: Casemiro apre ai giallorossi. Può partire in prestito

Già nella serata di ieri sera l’esperto di calciomercato aveva raccontato come la Roma, in caso di addio di Paredes a gennaio, avrebbe valutato il profilo di Casemiro, che lo United voleva cedere a titolo definitivo ma, in assenza di offerte, sarebbe ora disponibile ad accettare una soluzione in prestito.

(gianlucadimarzio.com)

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Come riferito dalla redazione di Sky UK, in più, il centrocampista che a febbraio compirà 33 anni aprirebbe volentieri ad un passaggio alla Roma.

(sjysports.com)

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Calciomercato Roma: contatti continui col Venezia per Shomurodov. Si attende l’ok dei giallorossi per chiudere oggi

Eldor Shomurodov domenica ha avuto una parte importante in Udinese-Roma subentrando nella ripresa. Ma l’attaccante uzbeko potrebbe lo stesso lasciare il club giallorosso nelle prossime ore: sono definiti “continui”, infatti, i contatti tra Venezia e Roma per chiudere il passaggio di Shomurodov in laguna già oggi. Si attende l’ok finale dei giallorossi.