Pisilli “trattenuto” in rosa a gennaio: sulla cessione c’era l’ok del tecnico

«Da dicembre in poi si parlava che Pisilli dovesse andare via. Per fortuna sono riuscito a trattenerlo»: così ha parlato Gian Piero Gasperini dopo la partita con la Fiorentina. […]

In realtà dell’addio del numero 61 si era cominciato a parlare ancora prima, per via dell’utilizzo praticamente nullo da parte dell’allenatore: in campionato solo quattro presenze fino alla fine del 2025, la più lunga delle quali da 25 minuti. Utilizzo che aveva spinto il giocatore a valutare l’idea del prestito, nonostante le resistenze dei dirigenti. E la cessione, ad onor del vero, aveva avuto l’ok di Gasperini. Il Genoa si era interessato, l’affare si sarebbe dovuto fare a fine sessione invernale dopo il rientro di El Aynaoui dalla Coppa d’Africa. […]

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Calciomercato Roma: blitz di Massara all’estero per le cessioni

La nuova stagione si avvicina e la Roma dovrà fare nuovamente i conti con i paletti del Fair Play Finanziario, motivo per cui sarà costretta a effettuare una cessione importante entro il 30 giugno. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, il direttore Frederic Massara si sta occupando delle trattative riguardanti i calciatori in uscita e nella giornata di ieri è stato avvistato all’estero.

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Cobolli: “Farei di tutto per vedere la Roma vincere lo Scudetto. Ranieri? Mio padre mi ha insegnato che la maglia è più importante di tutto”

IL MESSAGGERO – Roma gli scorre dentro, come la terra rossa del Foro Italico sotto le sue scarpe. Flavio Cobolli arriva agli Internazionali d’Italia da protagonista con una prima parte di 2026 che lo ha visto crescere fino a diventare numero 12 del mondo: i quarti a Madrid, la finale a Monaco di Baviera e il titolo ad Acapulco, con la ciliegina del successo in doppio misto a Indian Wells insieme a Belinda Bencic. Il tutto dopo lo storico trionfo in Coppa Davis che ha chiuso il suo spettacolare 2025. Ma al di là dei risultati, c’è qualcosa che va oltre la classifica: il legame con la sua città. Perché per un romano, giocare al Foro non è un torneo come gli altri. È casa, è famiglia, è un sogno che si rinnova ogni anno. tra il calore della gente e il peso dolce delle aspettative.

Quanto è forte l’emozione di giocare nella sua Roma, davanti al pubblico che non vede l’ora di sostenerla?
“È incredibile. Per me poi è un’emozione sempre diversa, perché ogni anno è come se fosse sempre la prima volta. Giocare sui bellissimi campi del Foro Italico, a casa mia e con il pubblico romano… non si può descrivere. Spero di fare meglio dello scorso anno perché è davvero un appuntamento importante”.

Il suo avvio di stagione non è stato semplice, ma poi sono arrivati i risultati. Come giudica questa prima parte del 2026?
“Sì, sono partito con alti e bassi quest’anno, però sto cercando di trovare la costanza giusta, perché è quella che può aiutarmi a rendere al meglio, soprattutto nei grandi tornei. Sono contento dei miei ultimi risultati, ma posso fare meglio e spero di dimostrarlo già qui a Roma”.

Sono passati cinquant’anni dalla vittoria di Panatta e il presidente Binaghi dice che è arrivato il momento di vincere anche il singolare maschile negli Internazionali. Potrebbe essere lei, romano proprio come Adriano…
“Sarebbe il sogno della mia vita tennistica è per questo sono molto concentrato e voglio dare il massimo. Però il livello è alto, quindi bisogna pensare partita dopo partita e avversario dopo avversario, fin dai primi turni”.

A quali luoghi della sua Roma è particolarmente legato?
“Inutile dire che sono legatissimo al mio circolo, il Parioli. Poi mi viene subito in mente lo Stadio Olimpico e il mio quartiere. Se penso a Roma mi vengono in mente anche i miei ristoranti tipici di fiducia, che non cambierei mai, perché sono molto abitudinario in generale. Roma è Roma, non si può descrivere facilmente quanto sia speciale, ma lo è in ogni suo angolo”.

A proposito di ristoranti, qual è il suo piatto preferito della cucina romana?
“Sono un grande esponente del team carbonara. In generale però è tutto buono, soprattutto nelle cucine in cui ci sono ancora le nonne”.

Come vive oggi il rapporto con la città? Che effetto le fa essere fermato dai suoi tifosi?
“È sempre bello essere riconosciuti dai fan e scattare foto con loro. Poi i romani, come tutti gli italiani in generale, sono molto educati, quindi è sempre un piacere uscire e incontrarli per strada. Questo non mi darà mai fastidio”.

L’anno scorso c’è stato il tuffo in piscina di Errani e Paolini per la vittoria nel doppio. C’è qualcosa che farebbe in caso di vittoria al Foro Italico?
“Sarebbe talmente una grande emozione che andrei rotolando verso lo Stadio Olimpico per la gioia”.

A proposito di Olimpico, l’altra sua grande passione è la Roma. Che ne pensa dell’addio di Ranieri e della fiducia dei Friedkin in Gasperini?
“Mio padre mi ha sempre insegnato che la maglia è più importante di tutto. Andrei allo stadio a tifare la Roma anche se fosse ultima in classifica, quindi non mi interessano più di tanto i risultati e le varie polemiche. Questo significa essere ‘romanista fracico’, come lo intendo io”.

Meglio lo scudetto alla Roma l’anno prossimo o la sua vittoria al Foro Italico?
“Meglio la mia vittoria in questi Internazionali. Non posso che rispondere così, visto quanto ci tengo, anche se per vedere la Roma vincere lo Scudetto farei comunque di tutto”.

Freuler, un vero rebus: lo svizzero diviso tra Bologna e l’ipotesi Roma

[…] Ma il tema oggi è un altro: su Remo Freuler ci sarebbe anche l’Arabia e l’idea di andare a vivere un altro campionato viene presa in considerazione. Lo svizzero,
che andrà al Mondiale, ha un affetto enorme per Bologna ma è in scadenza di contratto e il suo nome ha cominciato a far gola a molti. Anche per lui il Bologna ha messo sul tavolo una proposta: Remo sta valutando, l’incrocio è rappresentato sia dall’ultimo contratto della vita ma anche da due scelte di cuore. La prima è appunto Bologna; la seconda porta a Roma perché è dal gennaio scorso che il suo nome è associato a quello di Gian Piero Gasperini che lo ha cresciuto e cullato all’Atalanta. Una cosa pare certa: il Bologna in quella zona del campo cerca e vuole trovare un elemento importante; impossibile con la perizia di Remo ma certamente di livello importante. […]

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Gasp fa piazza pulita: staff, medici, dirigenti. Vuole incidere di più e chiede chiarezza

Se le parole sono pietre, le sue Gasp ha deciso di scagliarle contro il muro delle incomprensioni, o almeno ciò che ne resta dal momento in cui Ranieri è fuori dai giochi e Massara è destinato a seguirlo a breve. Dopo la vittoria sulla Fiorentina, il tecnico ha ribadito l’urgenza di una maggiore chiarezza interna, ha parlato di necessario supporto nelle scelte e soprattutto ha chiesto a gran voce di salvaguardare questo gruppo, lo stesso che la proprietà ha lasciato intendere di voler rivoluzionare nelle ore successive al 5-2 con l’Inter, aggiungendo qualità tramite il mercato. […] La prima: le divergenze sul target degli acquisti. Gasp lo ha spiegato bene: avrebbe voluto lavorare con più gente come Malen e Wesley, preferendo meno colpi ma mirati. Se la Roma insegue ancora la Champions lo deve soprattutto alla capacità del tecnico di tenere unita la squadra mentre sembrava esposta ai venti di Trigoria e all’abilità dei calciatori nel seguirlo evitando ogni crisi di rigetto. Due sere fa Gasperini ha pure ricordato come il 4° posto sarebbe stato maggiormente alla portata se in estate fossero stati fatti degli sforzi diversi, precisando inoltre che “Io lavoro però con le mie idee e se devo farlo con quelle degli altri, meglio trovarmi un altro posto”. Ma il fraitendimento più grande riguarda forse la natura stessa del progetto affidatogli. I Friedkin da due anni a questa parte mettono mano al portafogli quasi esclusivamente per tesserare under 24: da Koné a Soulé, passando per i più recenti El Aynaoui e Vaz, la tendenza dice che i calciatori oltre una certa soglia d’età vengono presi prima in prestito e poi eventualmente riscattati. Dan vuole cominciare a fare plusvalenze, Gasp lo ha accettato ma vorrebbe pure provare a vincere. Lui e il club non sembrano essersi capiti neppure sul ruolo di Ranieri. Gasp, che a giugno ha scelto la Roma anzichè la Juve pensando di lavorare in un ambiente protetto, si è sentito a lungo solo. Gasperini a Roma ha portato il vice Gritti, il collaboratore Fumagalli e i preparatori Borelli e Boccolini. Le altre professionalità sono l’eredità vivente di Ranieri, dal collaboratore Spalla al preparatore Spignoli, passando per il responsabile sanitario Petrucci e agli uomini che si dedicano al recupero degli infortuni, come Bertolone e Catalano. Non con tutti è stato amore a prima vista. L’allenatore è rimasto inoltre perplesso molte volte sulla gestione dell’infermeria: a Trigoria, spesso, dettano legge gli specialisti esterni di fiducia di Friedkin. Da qui i cortocircuiti sui ritardi di condizione e soprattutto sulla scelta di terapie conservative che non sempre hanno dato i loro frutti. Dybala è stato fuori 40 giorni prima dell’intervento al menisco, Ferguson addirittura 45 e poi è finito sotto i ferri mentre per far operare Dovbyk sono serviti dieci giorni di riflessioni in seguito a una ricaduta. “Fare la Roma più forte”, per Gasp, significa cambiarla anche e soprattutto dall’interno.

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Martedì la decisione sul derby

Non c’è altra strada: il calendario del calcio ha finito per ingolfarsi e intrecciarsi con quello degli Internazionali di Tennis, come era ampiamente prevedibile, e il secondo derby della stagione tra Roma e Lazio alle 12.30 diventerà realtà martedì, quando verranno stilati anticipi e posticipi. Nel pomeriggio di domenica 17 maggio c’è la finale al Foro Italico. In notturna non si può giocare per l’ordine pubblico. “L’orario sarebbe apprezzato sul mercati orientali”, ha detto il presidente della Serie A, Simonelli, tentando una via d’uscita. Serve la contemporaneità almeno con Juve-Fiorentina e Como-Parma: alla 37ª i giochi Champions non potranno infatti essere decisi. Sarri ha protestato, Gasp ha provato a scherzarci su: “Il caldo? Magari piove…”.

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Dal mercato ai rinnovi: la Roma secondo Gasp

IL TEMPO (L. PES) – Piano Gasp. La strada per il futuro è stata tracciata, il tecnico di Grugliasco sarà il faro per la Roma del futuro, anzi, già oggi l’allenatore piemontese inizia a esporre in maniera sempre più convinta le proprie idee per dare una direzione chiara e definita all’avvenire giallorosso. Dopo la gara contro la Fiorentina di lunedì, nella conferenza stampa, le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Forse, ci siamo capiti male in passato. Non possiamo sbagliare. Mi dispiace che si pensi che questo sia un gruppo da sesto posto, forse questa squadra con qualche sostegno in più e qualche rinforzo avrebbero raggiunto altri traguardi. Rispetto le idee di tutti. lo lavoro però con le mie idee, se devo farlo con quelle degli altri, meglio trovarmi un altro posto“. Parole inequivocabili che lasciano strada a una nuova ripartenza targata Gasp. La prima mossa, inevitabile, sarà quella del direttore sportivo con Massara ancora operativo a Trigoria ma col futuro segnato. La partita, a meno di clamorosi inserimenti si gioca tra Manna e D’Amico. Il ds del Napoli è avanti nel gradimento del club giallorosso ma liberarlo da De Laurentis non sarà una missione facile. Il suo contratto scade nel 2029 ma molto dipenderà anche dalla scelta di Conte. Dall’altra parte c’è il ds dell’Atalanta che con Gasperini ha lavorato tre anni con risultati esaltanti al netto dei tanti scontri interni. La stima tra i due è rimasta intatta ma anche in questo caso i Friedkin dovrebbero convincere Percassi a lasciar andare il dirigente abruzzese, pronto a confrontarsi con un club dalla storia del calibro della Roma dopo essere stato vicino al Milan un anno fa. La scelta del ds sarà il primo passo per la ricostruzione ma Gian Piero ha già un piano chiaro in testa. Prima di tutto il focus del mercato dovrà essere in attacco. Malen sarà il perno centrale ma attorno all’olandese c’è da alzare la qualità. Il primo tassello dovrà necessariamente essere quell’ala sinistra che, Zaragoza a parte, a Trigoria non è mai arrivata, poi sono aperte le riflessioni sugli altri. Pellegrini fa parte della schiera di senatori che Gasp rinnoverebbe e rappresenterebbe l’alternativa, anche per caratteristiche, sulla trequarti mancina. Sull’altro lato del campo anche Dybala, ora, può sperare di restare nella Capitale mentre Soulé, trascinatore assoluto della prima parte di stagione, potrebbe rientrare nelle riflessioni del mercato in uscita con l’avallo del tecnico, anche se ad oggi resta un titolare. Poi c’è la fascia sinistra che, di fatto, sarà totalmente da rifare con Wesley che dovrebbe tornare a destra. Il resto del mercato dipenderà dalle uscite: con i possibili addii, oltre a quello di Soulé anche di N’Dicka e Koné, difensore e centrocampista diventerebbero priorità assolute.
Capitolo rinnovi. Non solo Mancıni e Cristante, per i quali, l’accordo di fatto c’è già. Gasp diffida dalle rivoluzioni. Il timore di perdere troppi calciatori non lascia tranquillo il tecnico che ha manifestato la volontà di tenerne il più possibile, senza preclusioni. Da qui le chance in aumento per Pellegrini e Dybala e le nuove candidature di Celik ed El Shaarawy. Tutto aperto in attesa del nuovo direttore sportivo. Intanto, però, è Gasperini a indicare la strada.

Il giovane Pisilli sempre più tuttocampista

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Se il «tuttocampista» fosse un ruolo, Pisilli ne sarebbe il principale interprete. Nato mezzala, adattato come trequartista e, adesso, anche regista. Quella con la Fiorentina è stata una prestazione completa. Si è abbassato spesso per avviare l’azione, non ha fatto respirare i giocatori di Vanoli recuperando più volte il pallone e ha coronato la sua serata con un gol di testa. Una continua evoluzione che ha richiesto tempo e sacrificio, perché fino a gennaio il numero sessantuno giallorosso aveva collezionato appena 63 minuti in campionato. Lo scarso impiego sembrava costituire il preludio di una cessione nel mercato invernale, ma “per fortuna sono riuscito a trattenerlo” ha sottolineato Gasperini, che comunque ha sempre intravisto del valore nel ragazzo. Ha saputo aspettare il suo momento e, a quattro mesi di distanza dal possibile addio, Pisilli è diventato uno dei punti fermi della Roma, per il presente e per il futuro. Il suo rendimento, poi, gli ha permesso di ritrovare la Nazionale un anno e mezzo dopo la prima ed unica presenza. A Trigoria, intanto, i giallorossi si sono allenati ieri pomeriggio. La corsa Champions si è riaccesa e la Roma non può più sbagliare. A cominciare da domenica sul campo del Parma, dove Gasperini ritroverà El Aynaoui dopo la squalifica. Difficile, invece, una convocazione per Pellegrini, che dovrebbe tornare a disposizione per la sfida con la Lazio. Mancini è ancora diffidato e, dunque, dovrà fare attenzione al
cartellino giallo per evitare di saltare il derby.

La prova del 9

IL TEMPO (L. PES) – Fino all’ultimo minuto. La lotta per partecipare alla prossima Champions League è più aperta che mai e, dopo i risultati dell’ultimo turno, i posti a disposizione diventano due in una corsa a quattro più aperta che mai. La Roma, dal canto suo, sa ormai da tempo di non poter sbagliare nulla e che solo con nove punti nelle ultime tre di campionato può sperare, e ora la pressione è tutta su Milan e, soprattutto, Juve. La squadra di Allegri, che fino al derby di ritorno dell’8 marzo era in corsa per il titolo, sembrava essere avviata al podio della Serie A, ma il crollo delle ultime cinque gare ha risucchiato i rossoneri nella bagarre. Il ko di Reggio Emilia col Sassuolo ora vede Leao e compagni terzi con due punti di vantaggio sulla Juve quarta che, a sua volta, ne ha solo uno sulla Roma di Gasp che con il poker alla Fiorentina ha staccato il Como e avvicinato le rivali del Nord. I calcoli sono semplici: al Milan servono sei punti da conquistare nei match contro Atalanta a San Siro, Genoa in trasferta e Cagliari nell’ultima in casa. Alla Juve ne servono nove per la matematica. Spalletti affronterà nell’ordine Lecce in trasferta, con la squadra di Di Francesco a caccia di punti salvezza, Fiorentina in casa con i viola ormai salvi e il derby col Torino in casa granata all’ultima che potrebbe rivelarsi una sfida ad alta tensione. Uno sgambetto alla Signora nella stracittadina darebbe una soddisfazione non da poco al Torino protagonista di una stagione abbastanza opaca. Poi c’è la Roma. I giallorossi, come detto, devono vincerle tutte per sperare, altrimenti i bonus per le altre concorrenti aumenterebbero e a tre gare dalla fine ogni errore può essere fatale. Domenica Malen e compagni saranno di scena a Parma contro gli emiliani di Cuesta già aritmeticamente salvi. Alla penultima il calendario ha servito a Gasperini il derby di ritorno. Sfida dal sapore sempre speciale e che potrebbe essere una festa per la Lazio in caso di Coppa Italia, oppure l’ultima partita per dare un senso a una stagione anonima tra mille difficoltà. Ultimo turno al Bentegodi contro un Verona già retrocesso ma che ha dimostrato a Torino con la Juve di giocarsi comunque ogni partita con onore. Resta la mina vagante del Como. Gli uomini di Fabregas sono al momento sesti a tre punti dalla Juve, ma il calendario sorride con un terzetto che recita Verona, Parma e Cremonese, tutte avversarie abbordabili. Con un massimo di 71 punti la matematica dà chance ai lariani che come la Roma non possono sbagliare se vogliono restare in corsa. I giallorossi sono reduci da due vittorie di fila contro Bologna e Fiorentina e ora a Trigoria si inizia a preparare la trasferta di Parma dove la squadra conoscerà il risultato di Juve e Como mentre il Milan giocherà nel posticipo di San Siro contro un Atalanta ormai fuori dalla lotta. Nelle ultime settimane i ragazzi di Gasp hanno mostrato una brillantezza diversa rispetto alle concorrenti, soprattutto nell’approccio alle gare contro squadre senza più obiettivi, aggredite con una ritrovata ferocia. Uno sforzo che potrebbe non bastare ma che i giallorossi sono costretti a fare, il destino passa per i risultati delle altre, ma ora crederci è d’obbligo.

Roma, da Pellegrini a Celik: sui rinnovi comanda Gasperini

Nel momento più difficile della stagione, dopo quell’unico punto raccolto nelle sfide contro Juventus, Genoa e Como, i Friedkin avevano promesso il repulisti. Addio ai big incapaci di arrivare oltre il sesto posto. I tifosi, in preda alla rabbia, avevano accolto la nota della proprietà statunitense e replicato con l’hashtag #noairinnovi.
Sembra passata una vita: a Trigoria c’era ancora il senior advisor Claudio Ranieri e Gasp non aveva ancora preso le redini del club. Ora la musica è improvvisamente cambiata: con la Champions a portata di mano, Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, fino a poche settimane fa degli indesiderati, sono più vicini al rinnovo che alla partenza. Perché così ha deciso Gasperini, impegnandosi con i big: la base non va smantellata, ma rinforzata. Allora via alle trattative. Lo stesso vale per uno dei casi più spinosi. È quello di Zeki Celik, che oggi guadagna 2 milioni di euro a stagione e per restare ne vorrebbe esattamente il doppio. La Roma fin qui ne aveva offerti 2,6. Ma ora che a passare è stata la linea di Gasperini, pur di arrivare alla firma sul rinnovo, la somma potrebbe lievitare. Lo sa bene il terzino turco. Sentito il tecnico, il giocatore ha dato mandato al proprio agente di sondare il club giallorosso. Venuto meno l’interesse della Juventus, il calciatore ha comunicato di aver ricevuto una proposta da una delle big del paese natale. Un’offerta importante per partire a zero, lasciando così a bocca asciutta la Roma che per il suo cartellino aveva versato sette milioni di euro al Lille. Ma c’è un dettaglio. La proposta turca sarebbe soltanto un escamotage. Un’esca per convincere i Friedkin. Perché Celik, come Dybala, ha la possibilità di tornare in patria. Ma vuole continuarsi a misurare con la Serie A. Magari senza il bisogno di traslocare da Roma. Altro che #noairinnovi.

(La Repubblica)