Questa mattina al Circolo Canottieri Aniene ci sarà premiazione per i Premi USSI Roma, ovvero i riconoscimenti della stampa sportiva della Capitale. La cerimonia vedrà la consegna del prestigioso “Premio Arancio” a due giovani talenti delle squadre della città: il romanista Niccolò Pisilli e il portiere della Lazio Motta.
Il centrocampista giallorosso, poco prima della premiazione ha parlato della qualificazione in Champions League ottenuta ieri sera: “Tornare in Champions dopo tanti anni è una grande emozione. Ci abbiamo lavorato tutto l’anno e siamo molto contenti. Ci abbiamo creduto tutto l’anno e siamo stati molto costanti in buone posizioni, non c’è mai stato un distacco notevole di punti dalla quarta, quindi ci abbiamo creduto sempre. Gasperini? È stato molto importante, ha portato le sue idee, la sua personalità e noi siamo stati bravi a seguirlo. Soprattutto nella seconda parte di stagione siamo riusciti a mettere in campo le sue idee al meglio, abbiamo capito meglio i concetti e abbiamo espresso un buon calcio per tante partite”. Pisilli fa anche un bilancio personale, con Gasperini determinante per la sua crescita: “La sua storia parla da sola. Ha fatto migliorare tantissimi giovani, l’ho sempre seguito in tutti gli allenamenti e allenamento dopo allenamento sono cresciuto e sono riuscito a ritagliarmi lo spazio”.
🟡🔴#PISILLI: "Ci abbiamo creduto tutto l'anno. Gasperini? Ha portato le sue idee, noi siamo stati bravi a seguirlo"
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Il centrocampista giallorosso è intervenuto anche ai microfoni di RADIO ROMANISTA. Ecco le sue parole.
A gennaio sembrava possibile una tua partenza, poi hai avuto un percorso di crescita simile per certi versi a quello avuto dalla squadra. Come hai vissuto tutto ciò? “La prima parte di stagione è stata un po’ più complicata dal punto di vista personale, però ho sempre cercato di lavorare in allenamento su ciò che mi chiedeva il mister, cercando di migliorare le cose su cui ero indietro. Poi da fine dicembre/inizio gennaio, ho iniziato a trovare più spazio, si sono create opportunità, io sono stato bravo a coglierle e alla fine è stata presa la scelta di rimanere e penso che alla fine sia andata bene, perché il finale di campionato è stato molto positivo per tutti”.
Qual è stata la gara che vi ha fatto credere veramente a questo obiettivo? “Noi ci abbiamo sempre creduto, come dicevi tu siamo stati 23 giornate tra le prime quattro, vuol dire che siamo stati molto costanti, tolto quel piccolo periodo dopo la Juve e il doppio scontro col Bologna. Abbiamo perso qualche punto di troppo contro Genoa e Como, ma ci abbiamo sempre creduto perché la classifica alla fine era molto corta. Anche se avevamo perso qualche partita eravamo lì, attaccati alle altre, ed era importante arrivare al rush finale potendoci giocare tutto, perché poi i campionati e i piazzamenti si decidono alla fine”.
Hai capito in questa stagione che puoi essere più forte di quello che sei? “Sicuramente ho ancora dei margini di miglioramento per completarmi come giocatore, ma penso sia normale, per l’età e perché non si smette mai di migliorare, anche a 30 anni un giocatore può crescere. Spero che continuando a lavorare e dando il massimo in allenamento raggiungerò quel livello che si intravede in alcune circostanze, spero di essere più costante ad alti livelli”.