La Roma tiene Paredes e Soulé. Zalewski all’Inter in prestito

Dopo l’Europa League e prima dei quarti di finale di Coppa Italia – mercoledì sera contro il Milan a San Siro in gara secca – la gara di stasera contro il Napolicapolista (ore 20.45, diretta tv su Dazn) per qualcuno potrebbe essere la meno importante nella settimana della Roma. Eppure, davanti agli oltre 60 mila dell’Olimpico, Ranieri e la squadra non possono permettersi brutte figure. Per questo il tecnico giallorosso difficilmente riproporrà un ampio turnover, come aveva fatto domenica scorsa a Udine dopo la trasferta ad Alkmaar, ma limiterà i cambi di formazione a un calciatore per reparto. […]  Nella lista dei convocati non figura Nicola Zalewski, in procinto di trasferirsi all’Interdopo aver rinnovato il contratto in scadenza con la Roma. Già fissate le visite mediche, l’Interpagherà ai giallorossi 600 mila euro per il prestito oneroso, mentre il diritto di riscatto a giugno è fissato a circa 6.5 milioni di euro. La priorità resta l’arrivo di un difensore centrale, considerando che, dopo la partenza di Hermoso, a Ranieri ne sono rimasti solo tre di ruolo. I prescelto di Ghisolfi à Mika Marmol del Las Palmas, ma l’intesa è ancora distante: la richiesta del club per il difensore centrale classe 2001 è di 10 milioni, cioè il valore della clausola. L’offerta della Roma, che è pronta ad inserire nella trattativa il cartellino di Dahl (che piace anche al Besiktas), è ancora lontana da quella cifra. Piacciono l’italo-argentino Di Cesare del Racing e Bertola dello Spezia, monitorato pure Van Den Boschdell’Anversa. Offerta del Fulham per Soulé, ma Ranieri ha bloccato tutto, così come per Shomurodov e Paredes. Il club inglese ha fatto anche una proposta per Celik: prestito con obbligo di riscatto. Anche in questo caso, la decisione finale spetta al tecnico giallorosso.

(Corsera)

Dal San Paolo a oggi, Ranieri ha ritrovato una squadra e i tifosi

Grazie all’assurdità del calendario sfalsato, Roma-Napoli arriva 9 partite dopo Napoli-Roma che fu la prima di Claudio Ranieri alla sua terza apparizione sulla panchina giallorossa – e non dopo 19. Un bilancio, però, si può fare lo stesso. Contando anche la gara del San Paolo – finita 1-0 per i partenopei – la Roma ha vinto in campionato 5 partite, ne ha pareggiate 3 e perse 2. Diciassette punti. Solo tre squadre hanno fatto più punti della Roma dal 24 novembre in poi: 27 il Napoli, 25 l’Inter (con una partita in meno) e 21 l’Atalanta. In più, la Romasi è qualificata al playoff di Europa League con 2 vittorie, un pareggio e una sconfitta e ai quarti di finale di Coppa Italia battendo la Sampdoria. […] La partita di stasera all’Olimpico è una prova di maturità perché finora la Roma di Ranieri ha battuto solo una volta una squadra che la precedeva in classifica: la Lazio, per 2-0, con gol di Pellegrini e Saelemaekers. Il problema è che il Napoli ha perso solo tre volte in tutto il campionato e in trasferta una volta sola: alla prima giornata, 0-3 a Verona. […]

(Corsera)

Zalewski rinnova e si trasferisce all’Inter. Stretta Marmol, l’alternativa è Di Cesare

Cala il sipario sulla telenovela Zalewski. Rinnovo di contratto fino al 2026 firmato, ma il prolungamento ha portato all’addio dell’esterno che è pronto per diventare un nuovo giocatore dell‘Inter. Operazione in prestito oneroso (600mila euro) e diritto di riscatto fissato a 6,5 milioni. Lascia Trigoria dopo 14 anni passati tra settore giovanile e prima squadra. Nel 2022 la vittoria della Conference League con Mourinho in panchina. Le operazioni in uscita potrebbero non essere finite qui. Il Besiktas continua il pressing per Dahl e il giocatore ha voglia di cambiare aria per giocare di più. Il Fulham vuole Celik in prestito. Valutazioni in corso con la Roma che vorrebbe inserire l’obbligo di riscatto, ma il tempo stringe. Tra due giorni chiude il mercato e Ghisolfi deve prima trovare il difensore. Marmol è l’obiettivo numero uno. Il Las Palmas continua a chiedere i 10 milioni della clausola rescissoria. Nessuna intenzione di concedere uno sconto o accettare dei giocatori come contro-partite. Sul difensore è piombato anche il Como e resta la concorrenza del Siviglia. Non è l’unico nome in lista: occhi su Di Cesare (Racing) e De Winter (Genoa). […]

(Il Messaggero)

Calvani (coach Virtus 1960): “Io come Ranieri? Lui è unico, un modello”

CORRIERE DELLO SPORT – Marco Calvani, coach della Virtus 1960, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Ecco alcuni passaggi chiave, in particolare quelli riguardanti la figura di Claudio Ranieri.

Calvani, cosa la ha convita ad accettare questa nuova sfida?
“È la società ad avermi scelto, non viceversa. Potevano andare su altri allenatori ma hanno puntato forte su di me. Nei colloqui che abbiamo avuto ho percepito la volontà di strutturarsi in maniera forte per poter avere le giuste ambizioni. Ora tocca a noi, a me ad ai ragazzi, sostenere questa grande voglia. Alle spalle ci sono i tifosi. Vedere, come ho fatto io di persona, il Palazzetto esaurito anche in B regionale, accresce il senso di responsabilità”.

Potrà essere il Ranieri della Virtus Roma 1960?
“Non bestemmiamo per favore. Lui è unico e io sono un suo grande estimatore. Ho letto il suo libro sulla stagione al Leicester. È un modello, come uomo e come tecnico. Ed essere romano, come per me, lo considero un valore aggiunto”.

Tra i dubbi di Paredes

Sono ore di attesa, di riflessione e di speranza quelle che stanno vivendo i tifosi della Roma e Leandro Paredes nella Capitale. Se da una parte la società e tutto il popolo giallorosso rimangono in attesa di una risposta – ma anche della fine del mercato – dall’altra parte il campione argentino è alle prese con i suoi dubbi: rimanere a vestire la maglia giallorossa o tornare in Argentina con il Boca? […] Nella notte dell’Olimpico contro l’Eintracht Francoforte il centrocampista è stato sostituito al 60’ e durante la sua uscita dal campo ha manifestato un certo nervosismo lasciando spazio alle interpretazioni. Delusione per il cambio o malumori di mercato? Sarà solo il tempo a darci le giuste risposte, ma fino a che Paredes vestirà la maglia giallorossa le chiavi della cabina di regia saranno affidate a lui. Nel mentre il Boca Juniors non molla la presa e continua con la sua tecnica persuasiva per riportarlo in patria. […] E in queste sue riflessioni rientrerebbero anche questioni familiari… così come in caso di addio lascerebbe non solo un compagno di squadra, ma ormai un fratello come Paulo Dybala. […]

(ilromanista.eu)

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Dietro a Ranieri c’è il vuoto di una società senza dirigenti

La Roma ha vinto, evviva la Roma. Lo ha fatto con il settimo successo casalingo consecutivo, battendo la terza forza del calcio tedesco, confermando i progressi che la squadra sta mettendo in campo da quando Ranieri è risbarcato a casa sua per rimettere in piedi un gruppo uscito distrutto dal devastante periodo griffato Juric. […] Tutto questo nonostante la ribadita ed evidente assenza di una società che non c’era e continua a non esserci. Credeteci, dispiace in questo momento di ritrovata serenità dover tornare a parlare in negativo di un club che, nonostante i tanti soldi spesi, continua a brillare per inefficienza, incapacità di definire un progetto, alzare la voce quando c’è da alzare la voce. […] Nel momento in cui scriviamo a Trigoria non è arrivato nessun difensore, eppure si sa da tempo che, mercoledì, la Roma andrà a San Siro a sfidare il Milan per la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia. I difensori a disposizione, oggi, sono due, perché Mancini è squalificato. È normale tutto questo oppure è figlio di una società dove competenza e conoscenza calcistica sono limite al solo allenatore? Se poi a tutto questo ci si aggiunge che da mesi l’organigramma societario è senza un capo nel ruolo di ad, che la scelte dell’allenatore del futuro è ancora tutto un quiz, che il settore commerciale (con tanti sponsor che scadono) è ridotto all’osso, che il ds ha legittimato dubbi e perplessità, è doveroso domandarsi: fino a quando Ranieri riuscirà a far dimenticare il vuoto societario che lo circonda?

(La Repubblica – P. Torri)

Europa League, ecco il Porto. Zalewski rinnova e va all’Inter

Poteva andare meglio. Il pensiero è comune tra i tifosi della Roma dopo il sorteggio di ieri che ha ufficializzato l’avversario dei giallorossi ai playoff di Europa League. Gli uomini di Ranieri incontreranno il Porto. L’andata si giocherà in Portogallo il prossimo 13 febbraio, mentre il ritorno sarà all’Olimpico la settimana successiva. […] Presente in gruppo anche Nicola Zalewski, ieri lasciato in panchina da Ranieri, ma al centro di una trattativa di mercato. Sul polacco infatti è forte l’Interesse dell’Inter che vuole l’esterno giallorosso per sostituire Buchanan trasferito al Villarreal. Prestito con diritto di riscatto, è questa l’offerta presentata dai nerazzurri al ds Ghisolfi che in queste ore sta per chiudere l’accordo con l’agente del calciatore per il rinnovo del contratto. […] Le richieste di Ranieri sarebbero molte, le risposte finora si chiamano Gollini e Rensch. Shomurodov è stato tolto dal mercato […] Ieri c’è stato il primo contatto diretto tra la Roma e il Las Palmas per Mika Marmol, centrale classe 2001. Gli spagnoli per farlo partire chiedono il pagamento della clausola rescissoria da 10 milioni di euro in un’unica soluzione. […]  Nelle ultime ore si è fatto avanti il Fulham per Matias Soulé (…) il club inglese ha presentato un’offerta in prestito oneroso per l’argentino. (…) Ma la spinta della Premier è forte e un sì potrebbe arrivare nelle ultime ore.

(la Repubblica)

Paredes verso l’addio anticipato. Shomu resta come vice-Dovbyk

A poche ora dalla scadenza, lunedì a mezzanotte, il calciomercato della Roma è ancora bloccato. […] In bilico, infatti, c’è anche Paredes che sta spingendo per andare, in anticipo rispetto alla scadenza del contratto, al Boca Juniors. […] La sensazione che Paredes stia facendo di tutto per andarsene è forte, anche alla luce delle notizie che arrivano dall’Argentina e riportano di un dialogo aperto tra il calciatore , il presidente degli “Xeneizes” Riquelme e il tecnico Gago. […]  I giallorossi si guardano comunque intorno, consapevoli che la partenza del numero 16 aprirebbe una voragine in mezzo al campo. Sfumato definitivamente l’interista Frattesi, dall’Inghilterra continua a rimbalzare il nome di Casemiro, in uscita dal Manchester United. Il brasiliano vorrebbe continuare a giocare in Europa ed avrebbe aperto alla Roma. Altro nome accostato è quello di Jorginho, che ha il contratto in scadenza a giugno con l’Arsenal. […]  Finita, sembra, anche la ricerca del vice Dovbyk: “Resta Shomurodov perché i compagni gli vogliono bene e anche i tifosi“, le parole di Ranieri. Per la difesa si continua a lavorare su Marmol, centrale classe 2001 del Las Palmas, la richiesta è di 10 milioni.

(Corsera)

Marmol, servono 10 milioni. Se Paredes va, idea Jorginho

Entra nel vivo la trattativa con il Las Palmas per Mika Marmol. È lui l’obiettivo per rinforzare la difesa dopo il passaggio di Hermoso al Bayer. Ghisolfi ha riavviato i contatti con l’entourage del giocatore che gradisce la destinazione. […] Il Las Palmas vuole che venga pagata in un’unica soluzione la clausola rescissoria di 10 milioni (il 50% andrà al Barça) e lo stesso messaggio è stato recapitato al Siviglia. La Roma vorrebbe spendere di meno e ha provato a inserire nell’operazione anche Dahl. […] Gli ultimi giorni di mercato saranno bollenti anche per il caso Paredes. Leandro vuole tornare al Boca Juniors e vorrebbe farlo subito. La Roma non ha ancora ricevuto nessuna offerta […] Riquelme ha messo sul piatto un 1 milione all’anno. Una cifra considerata ancora troppo bassa e ha chiesto uno sforzo economico per arrivare a farlo guadagnare almeno quanto Cavani (2). […] Un addio complicherebbe i piani della Roma che ha tre giorni per trovare il sostituto. Difficile arrivare a Casemiro, in lizza c’è sempre Reitz. Effettuato un sondaggio per Jorginho che piace anche al Flamengo […]

(Il Messaggero)

DOVBYK: “Sono un mix tra Lukaku e Dzeko. Mi piacerebbe che Ranieri restasse in panchina. Derby in coppa? Sarebbe bello”

IL MESSAGGERO – Artem Dovbyk, attaccante della Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano, parlando della squadra giallorossa, della sua Ucraina e di altri temi. Ecco le sue parole:

Ormai sono sei mesi che è in Italia, superate le difficoltà iniziali? 
“Non è stato facile in questi mesi, con un nuovo campionato da affrontare, tre allenatori cambiati, tattiche nuove da imparare e qualche problema fisico. Ora sto capendo meglio iil calcio italiano rispetto a prima e spero che le cose possano andare meglio”.

A tal proposito, abbiamo saputo che a dicembre ha effettuato anche i fattori di crescita per problematiche alle ginocchia. Come sta? Ha risolto?
“È il primo anno che gioco così tanto, su tre fronti. Il nostro staff medico ha fatto di tutti per aiutarmi e ora dopo le cure mi sento molto meglio. Ho giocato infortunato, non al cento per cento, e sono sceso in campo comunque, è stato un mio errore, avrei dovuto riposare ma sentivo il bisogno di stare con la squadra nei momenti difficili. Ora, però mi sento bene”.

Ha avuto più problemi con la lingua o in campo?
“La lingua del calcio è universale. Sono arrivato in Italia dopo l’esperienza in Spagna, dove si gioca un tipo di calcio completamente diverso. Adesso sto cominciando a capire la Serie A, si gioca più uomo contro uomo, con difese aggressive e compatte, è difficile destreggiarsi. Non è semplice giocare contro tre difensori avversari in area. Fa parte di un percorso di adattamento”.

Ma è possibile che da De Rossi a Ranieri, passando per Juric, dicano tutti che la “squadra deve imparare a servire meglio Artem”? È veramente così difficile?
“Bella domanda. In allenamento ci lavoriamo e funziona tutto bene. In partita è diverso. A me, per esempio, piacerebbe fare tanti assist come quello per Dybala a Milano, ma c’è sempre poco spazio intorno a me. Qui in Italia per un attaccante è diverso, col Girona mi abbassavo molto e partivo quasi sulla linea del centrocampo. Ora mi vengono chieste cose diverse, come andare in pressing sul centrale avversario, liberare gli spazi per i compagni, far salire la squadra spalle alla porta. Io cerco di fare quello che l’allenatore mi dice”.

Il gol più bello segnato in Italia e l’occasione più clamorosa fallita?
“L’errore è quello con l’Eintracht di poche ore fa (ride). Volevo segnare sulla palla di Angelino ma è successo tutto velocemente, non era facile. Dovevo piazzarmi in modo diverso, ero avanti col corpo anche se secondo me lui voleva tirare, non era un assist. Il gol più bello? Forse quello con il Monza oppure quello con l’Udinese”.

Anche quello contro l’Athletic Bilbao non è stato male.
“Sì, bravi, anche quello. Bel passaggio…ecco, qualche cross in più, specie di quel tipo, non mi dispiacerebbe riceverlo”.

C’è una statistica che la vede in 15 gare su 29 aver effettuato al massimo un tiro in porta. Non è troppo poco?
“In effetti…Dipende però anche dai rifornimenti che arrivano. Sono situazioni in cui devi essere al momento giusto al posto giusto. Magari a volte facciamo bei cross ma non sono in area, a volte sono in area e facciamo brutti cross. Capita”.

C’è chi l’accosta a Dzeko. Le piace o la infastidisce?
“So che esiste questo paragone. Ho parlato con Edin prima di venire qui e mi ha spiegato come sia difficile fare l’attaccante a Roma. È una città che vive il calcio 24 ore al giorno e i tifosi vogliono che tu segni in ogni partita. Lo capisco, me lo aspettavo, anche Dzeko ha avuto qualche problema nella prima stagione. Ho imparato tanto in questi mesi e sono fiducioso”.

Come vive questa pressione?
“Non leggo molto. Shevchenko mi ha sempre consigliato di comportarmi con naturalezza. Ho capito che Roma è il calcio. Qui ci sono radio, tv, giornali, io mi comporto come una persona normale, amo il mio lavoro e do il massimo”.

Leggi i social?
“Qualche volta, ma non mi metto a leggere i commenti o altro perché so che non aiuta. Anche perché altrimenti dovrei leggere tutti quelli che ce l’hanno con me per questo maledetto fantacalcio. Secondo loro dovrei segnare due gol a partita”.

Visto che legge poco i giornali e ascolta anche meno le radio, allora glielo diciamo noi le critiche che vengono mosse. Sono soprattutto due: in primis il fatto di utilizzare soltanto il piede sinistro e poi di non sorridere mai, nemmeno quando segna.
“Ma non è vero che non rido mai. Da oggi potete confermarlo anche voi che sorrido, sono un tipo al quale piace ridere. O no? Il problema è che quando gioco mostro un’altra parte di me, sono un altro Artem. Sono una persona onesta, non mi piace celebrare troppo per partite non importanti. Col Parma ho segnato il quinto gol, non era il caso di festeggiare. Faccio quello che sento in quel momento, in modo spontaneo. A Udine invece ho esultato per il rigore perché era importante. Utilizzo soltanto il sinistro? Lo so, è vero. In allenamento tutti gli allenatori che ho avuto, e Ranieri è tra questi, mi hanno detto di tirare anche col destro. Forse non ci crederete, ma calcio probabilmente meglio col destro rispetto al sinistro. Lo so, ne sono consapevole, ma poi arriva la gara e faccio tutto con il sinistro. Tra l’altro sbagliando perché i difensori ormai lo sanno. Confido in una scommessa”.

Ossia?
“Con il vice di Ranieri: entro la fine della stagione segnerò due gol con il piede destro”.

Domenica affronta un altro mancino doc, Lukaku. In molti pensavano di rivedere in lei un nuovo Romelu, invece a chi sente di poter somigliare?
“Forse sono un mix tra lui e Dzeko. Ho guardato Lukaku nel suo primo anno all’Inter, quando segnava tanti gol e faceva tanti assist. Il suo stile mi piace, abbiamo caratteristiche in comune. Personalmente, se serve, mi adatto al modo di giocare della squadra, a quello che mi chiedono. Se posso aiutare proteggendo palla e smistando mi va bene. Certo, lo ripeto, se arrivano tanti palloni con i cross ho più possibilità di segnare, dopo tutto sono un attaccante”.

La Roma la considera un punto d’arrivo nella sua carriera?
“Ho firmato un contratto lungo e voglio vincere trofei per i tifosi e per il club che è grandissimo e importante in Italia. Ho giocato in Spagna ma non è come qui a Roma, c’è un’atmosfera incredibile, con lo stadio pieno tutte le partite, non a caso all’Olimpico facciamo meglio. Poi nel calcio non mai sai dove sarai in futuro”.

Si sente amato a Roma?
“Quando passeggio per la città, sento forte l’affetto della gente, anche qui davanti a Trigoria. I romanisti mi vogliono bene”.

Sappiamo che le piace poco parlare della guerra in Ucraina. Le chiediamo un’eccezione. Com’è la situazione? L’elezione di Trump a livello politico può cambiare qualcosa nel conflitto?
“La situazione ovviamente non è buona, la mia famiglia è lì, per mio, mia madre e mia nonna quella è casa. Ho provato a portarli via con me, prima in Spagna, ora in Italia ma non c’è nulla da fare. Sono oltre 50 anni che abitano lì e vogliono restarci. Purtroppo vivo una vita diversa rispetto agli altri: ogni mattina mi sveglio e chiamo per sincerarmi che tutto sia tranquillo, che i miei stiano bene, che non sia successo niente di particolare, attacchi o cose simili. Per me…No, scusate, non ce la faccio a continuare (si commuove).

Ok, torniamo a parlare di calcio. Facciamo un passo indietro? Nel trasferirsi a Roma sono stati decisivi i Friedkin?
“Non nego che parlare con loro, con Ryan soprattutto, abbia avuto un’importanza fondamentale”.

E De Rossi?
“Con Daniele l’intesa è stata ottima e ha impiegato poco a convincermi. Aveva fiducia in me e io credevo molto in lui. Per me è stato difficile quando se ne è andato”.

Con Ranieri, invece, che rapporto avete?
“È un po’ come il nostro nonno, è molto calmo, ma quando la squadra ha bisogno di essere spronata e ha bisogno di una scossa, lui sa farlo molto bene. È un ottimo psicologo, sa cosa dire al momento giusto, sa anche quando è più utile il silenzio. È importantissimo, mi piacerebbe se restasse in panchina”.

Lo sa che c’è la possibilità di altri due derby in Europa League?
“Sì, ho visto ma prima dobbiamo superare il Porto e non sarà facile. Certo, sarebbe bello. Mi è bastato il derby dell’andata per capire come sia veramente una partita diversa dalle altre. All’Olimpico quella sera ho percepito la miglior atmosfera in uno stadio in vita mia. E le cose belle, vanno vissute, sempre”.