IL TEMPO (L. PES) – Un jolly per Gasp. Un anno fa, già di questi tempi, il tecnico lo aveva segnalato come obiettivo di mercato primario, e oggi, in attesa dei nuovi colpi, Wesley è l’unica vera certezza per l’allenatore piemontese. Una premessa è d’obbligo. Gli incedibili, nel calcio, ormai non esistono più. Figuriamoci in una società che deve fare attenzione ai conti come la Roma. In ogni caso, a meno di offerte davvero irrinunciabili, il brasiliano è una delle pedine fondamentali sulla quale costruire la Roma del futuro. Rapido, tecnico, duttile e instancabile motorino sulla fascia. Wesley ha cambiato il volto della Roma in un reparto dove nelle ultime stagioni la qualità e mancata clamorosamente. Messo nel mirino da Gasperini già al tempi di Bergamo, in questa stagione è stata la vera arma in più del tecnico, grazie alla sua capacità di giocare sia sulla corsia destra che sinistra. Un fatto abbastanza ricorrente nelle squadre di Gasp e che potrebbe riproporsi come tema tattico anche nella prossima stagione. Molto dipenderà dalla scelta in fase di acquisto sull’esterno di fascia titolare, anche se l’intercambiabilità resta un principio sempre valido. Wesley nasce come esterno destro ma in questa stagione ha dimostrato una buona capacità di rientrare dal lato mancino sul piede forte. Adesso l’avventura Mondiale col Brasile di Ancelotti che spera di vivere da protagonista, poi il tecnico lo aspetta a braccia aperte per tornare a vedere le sue corse a perdifiato sulla fascia laterale. A proposito di Mondiali in America, El Aynaoui si è fermato per una lieve intossicazione alimentare anche se la sua presenza per l’esordio del Marocco, peraltro proprio col Brasile di Wesley, nella notte italiana tra 13 e 14 giugno non sembra in dubbio. Intanto nella Capitale si attende soltanto la firma del nuovo ds D’Amico che dovrebbe arrivare tra oggi e domani, poi partirà la macchina della costruzione della squadra del futuro. Dai rinnovi di contratto alle scelte sul Fair Play Finanziario e le strategie per il mercato in entrata. La priorità per l’allenatore giallorosso resta rinforzare il reparto offensivo, soprattutto sugli esterni d’attacco dove Gasp cerca due titolari, con Greenwood come sogno e obiettivo principale nonostante le difficoltà e i nomi di Tel e Tzolis sempre sul taccuino. Oltre ai prolungamenti di Pellegrini e Dybala che potrebbero rappresentare delle alternative. La qualificazione alla Champions può aiutare soprattutto in ottica futura ma anche dal primo luglio gli investimenti saranno mirati per rinforzare senza rivoluzionare, magari con un leggero margine di spesa in più. L’agenda di D’Amico resta fitta e i contatti con Gasp sono continui: ora il via libera per agire.
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Da Koné a Ndicka: il Mondiale può salvare i conti della Roma
Il Mondiale, per la Roma, potrebbe trasformarsi in una vetrina di mercato. I giallorossi porteranno sette giocatori alla rassegna negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: Wesley con il Brasile, El Aynaoui e Salah-Eddine con il Marocco, Celik con la Turchia, Ndicka con la Costa d’Avorio, Malen con l’Olanda e Koné con la Francia. Davanti ai giallorossi solo il Milan con 10 nazionali, mentre Atalanta e Inter (7) si dividono il secondo posto. (…) Il nome più esposto resta quello di Manu Koné. Per Gasperini è un centrocampista prezioso, ma anche uno dei pochi giocatori della rosa in grado di garantire una plusvalenza molto alta entro il 30 giugno, cioè nel momento in cui la Roma deve ancora fare i conti con il settlement agreement. L’Inter lo segue da tempo, il prezzo fissato dalla Roma si aggira attorno ai 50 milioni e il Mondiale può aumentare ancora la percezione del suo valore. (…) Subito dietro c’è Evan Ndicka. Anche per lui il discorso è doppio: pilastro tecnico, pedina importante per i conti. Prima dell’infortunio era stato il difensore più continuo della stagione romanista e proprio per questo il suo nome è finito in diverse liste di mercato, soprattutto in Premier League. Se dovesse disputare un buon Mondiale con la Costa d’Avorio, la sua valutazione potrebbe consolidarsi ulteriormente. (…) Diverso il discorso per Wesley e Malen. Il primo è esploso fino a diventare uno dei simboli della stagione, il secondo ha cambiato il peso offensivo della Roma da gennaio in poi. Sono i due – insieme a Svilar – che Gasperini considera incedibili, i due profili su cui l’allenatore vorrebbe costruire la squadra del ritorno in Champions. (…)
Più sfumata la situazione degli altri tre. Celik arriva al Mondiale senza un contratto firmato. La Roma riflette – e spera di riparlarne a breve con il nuovo da D’Amico – sul rinnovo, lui ha offerte importanti dalla Turchia. Il futuro di El Aynaoui sembra saldo, visto l’arrivo l’estate scorsa a Trigoria, ma un grande torneo internazionale potrebbe anche spostarne il valore verso l’alto. Salah-Eddine, di ritorno dal Psv, resta il meno centrale dei sette nei piani del club giallorosso: il Mondiale allora può diventare per lui e per la Roma una vetrina utile a chiarire di quale colore sarà la sua prossima maglia.
(La Repubblica)
D’Amico, ci siamo: atteso l’annuncio
Trigoria è ancora vuota. A breve però tornerà a riempirsi e il primo volto nuovo sarà quello di D’Amico che oggi (o al massimo domani) verrà ufficializzato: pronto un triennale da 1.5 milioni a stagione. A distanza sta già lavorando per la Roma, anche perché le cose da fare non mancano a partire dai rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik. (…) Soulé, invece, è il giocatore che Gasp lascerebbe andare via a patto che arrivi un degno sostituto. Il sogno rimane Greenwood seguito anche
da Fenerbahce e squadre arabe. Per l’altra fascia fari puntati su Summerville, Tzolis, Sauer e Pepê.
Complicata la pista Alajbegovic, pallino di Massara. A proposito di ex Roma, ieri Ranieri a Cagliari è stato nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
(Il Messaggero)
Dovbyk e Vaz: a caccia di acquirenti. Da domani l’accelerata per i rinnovi
Malen e chi? Chi sarà l’altro 9 dietro Donyell della prossima stagione? Tony D’Amico, che tra oggi e domani sarà ufficializzato come nuovo direttore sportivo giallorosso, ha due problemi da risolvere lì davanti. (…) Parliamo di Artem Dovbyk e Robinio Vaz, gli altri due centravanti in i rosa che per motivi diversi poco rispondono alle esigenze dell’allenatore. L’infortunio che ha escluso l’ucraino dalla seconda parte della stagione è un ostacolo grane così alla cessione dell’ex Girona, che attualmente è a bilancio nella Roma per circa 25 milioni di euro. Difficile trovare un acquirente che garantisca di evitare una minusvalenza. Non restano che due vie: la prima, tentare uno scambio (la Roma ci ha provato con Scamacca dell’Atalanta, proposta rifiutata); la seconda, cedere Dovbyk in prestito sperando in una futura rivalutazione. Poi c’è il capitolo Vaz, che il tecnico ha giudicato non pronto per essere nella rosa della Roma. Troppo acerbo per essere la prima alternativa di Malen, (…) probabile, dunque, che venga ceduto in prestito, in attesa di tempi migliori. Tempi migliori che il titolare del ruolo, Malen, ha trovato subito: “Se fossi arrivato la scorsa estate – ha detto l’olandese — avrei avuto buone possibilità di vincere la classifica cannonieri. Ho fatto del mio meglio per aiutare la Roma a raggiungere i suoi obiettivi. Sì, i compagni spesso mi chiamano Dg (in riferimento all’Ro di Ronaldo, ndr)“. Capitolo rinnovi: da domani ripartiranno i colloqui per i rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik.
(corsera)
È una Roma da mondiale
Non sono in tre. E non sono in cerca d’autore. Ma sono in sei (solo Milan, Atalanta e Inter ne avranno di più) e puntano al Mondiale. Chi per provare a vincerlo, altri per andare avanti il più possibile e c’è pure chi, in cuor suo, spera di mettersi di mostra. (…) Da Ndicka a Koné, passando per Wesley, Malen e Celik fino ad arrivare a El Aynaoui, sono storie diverse che porteranno ad epiloghi differenti. Prendete ad esempio, Ndicka. Quattro anni ad aspettare un Mondiale e dopo averlo conquistato con la Costa d’Avorio con un ruolino di marcia impressionante (26 punti in 10 gare, 25 gol fatti e nessun subito) si fa male nella penultima partita del campionato (17 maggio) con la Roma. Un ko pesante, perché si tratta di una lesione di secondo grado al bicipite femorale destro. Ora Evan, con un orecchio al mercato (è uno dei papabili ad essere sacrificato per il Settle-ment Agreement), lavora per recuperare ed esserci al debutto il 15 giugno contro l’Ecuador. (…) C’è poi Wesley, l’uomo del momento. Gli è bastata un’amichevole contro il Panama, anzi un tempo, per avere un paese ai suoi piedi. Nel suo Maracana, il brasiliano ha mostrato tutte le sue qualità, con accelerazioni impressionanti, giocate di classe, ma anche chiusure difensive decisive che hanno sorpreso i media locali. Il Brasile è il Brasile, non guarda all’avversario ma partire con un girone soft con Scozia, Haiti e Marocco potrebbe aiutare Ancelotti a trovare la quadratura ad una squadra che appare spesso e volentieri sbilanciata. Il primo esame arriverà con il Professor El Aynaoui. Già, perché nella notte tra il 13 e il 14 giugno, i verdeoro debutteranno a mezzanotte al New York New Jersey Stadium, proprio contro i nord africani. Neil, dopo la coppa d’Africa vinta d’ufficio, vuole fare certamente bella figura e ha la possibilità di andare avanti nel torneo. (…) A Koné, non serve. Forse non partirà titolare ma le squadre in fila per prenderlo già ci sono. Inter, Newcastle e in Francia si sussurra anche il Psg. La Roma guarda interessata. Perché il fardello delle plusvalenze appesantisce oltremodo il mese di giugno che però, una volta archiviati gli obblighi con la Uefa, può diventare il trampolino di lancio per un’estate ricca di emozioni. Quelle che Manu proverà a vivere in prima persona negli Usa. La Francia è tra le grandi favorite. (…) Quello che Malen si augura di non dover rimpiangere con l’Olanda. Bobby arriva al mondiale forte di un girone di ritorno con la Roma che dovrebbe aprirgli le porte dell’attacco orange. E uno dei tre posti del tridente in effetti sarà suo. Ma tra Brobbey e Depay, il ruolo di centravanti dovrà ancora sudarselo. Potrebbero diventare decisive le ultime due amichevoli con Algeria e Ubzekistan prima del debutto il 14 giugno contro il Giappone. Passerella finale per Celik: la Turchia di Montella è finita nel raggruppamento con gli Usa, il Paraguay e l’Australia. La possibilità di andare avanti esiste.
(Il Messaggero)
Roma-Napoli: sfida per Dodo
Ogni estate la stessa storia: c’è un terzino da trovare, un vice Di Lorenzo da inserire nel nuovo motore del Napoli. (…) Sul taccuino del ds Manna ci sono diversi nomi: tutte strade percorribili, con due nomi in prima fila. Anan Khalaili e Dodo sono al momento i preferiti dal Napoli. (…) Ma andiamo con ordine. Khalili dell’Union St. Gilloise è ancora in pole, ma la valutazione del club belga è ritenuta fuori mercato. (…) Il brasiliano Dodo ha tutto per poter diventare il prescelto, anche un contratto in scadenza tra un anno che aiuta a tenere basso il presso del suo cartellino. Un’offerta tra i 12 e i 15 milioni potrebbe anche bastare per acquistarlo dalla Fiorentina. E il brasiliano ha voglia di giocare la Champions. Occhio, però, che su Dodo lavora da tempo anche la Roma, che potrebbe trovare come alleata l’amicizia di lunga data tra lui e Wesley. Ma il Napoli è convinto di avere le armi giuste per convincere Dodo: non un vice Di Lorenzo, ma uno nuovo pilastro del progetto Allegri.
(gasport)
Bisseck è in bilico: nella lista dell’Inter ci sono anche Ndicka e Mancini
(…) L’obiettivo numero uno per la difesa dell’Inter resta Oumar Solet, francese classe 2000 dell’Udinese valutato dai bianconeri 25 milioni. Il giocatore firmerebbe anche subito ma l’intesa tra le parti ancora deve essere trovata.
(…) Ma occhio anche a un altro 2000: Yann Bisseck. Il tedescone ha chiuso la passata stagione con 36 presenze in totale, impreziosite da 3 gol e altrettanti assist, ma vedrà il Mondiale da spettatore perché escluso dalla lista di Julian Nagelsmann. Ma non è detto che la sua estate non sia comunque movimentata. Bisseck infatti continua a essere un profilo che interessa, e non poco, al Bayern Monaco. (…) Perché qualora proprio lui dovesse lasciare l’Inter, il club proverà a (ri)piombare su Evan Ndicka della Roma. L’asse tra Viale della Liberazione e la capitale può surriscaldarsi da un momento all’altro in base a come si muoveranno determinate pedine e non va dimenticato che la società dei Friedkin entro il 30 giugno dovrà fare plusvalenze per rispettare i paletti del Fair Play Finanziario. Una scadenza perentoria e davanti alla quale si potranno prevedere anche partenze “eccellenti” pur di raggiungere o quantomeno avvicinarsi alla cifra richiesta dalla Uefa. Ndicka nell’ultima stagione con Gian Piero Gasperini è stato un titolare praticamente inamovibile della squadra, un elemento che ha saltato in campionato 7 partite ma di queste 5 sono state assenze giustificate per la Coppa d’Africa, una per squalifica e solo l’ultima per infortunio. Ma oltre Ndicka, sulla direttrice Milano-Roma nelle ultime ore è balzata fuori anche un’altra idea in giallo e rosso, che porta al nome di Gianluca Mancini. Il centrale di Pontedera ha il contratto in scadenza nel 2027 e, qualora le parti non dovessero trovare un’intesa per il rinnovo, ecco che l’Inter sarebbe pronta a inserirsi per il 30enne.
(gasport)
Baroni: “Quello che ha fatto Gasperini negli ultimi dieci anni non l’ha fatto nessuno. Ranieri? Un maestro”
CORRIERE DELLO SPORT – Proprio come l’anno scorso quando, negli stessi giorni, in mostra era lui. Se l’era meritata, l’esposizione Marco Baroni, arrampicandosi fino al grande calcio a sessantuno anni con sacrifici indicibili e senza avere mai avuto una spinta, un aiuto, un solo calcio in c**o. La semifinale di Europa League svanita come neanche in un verso di De Gregori, la Champions sfiorata, la Conference forse meno suadente delle motivazioni del Lecce, evaporata all’ultima curva. Molta bellezza, lo stadio pieno, i sogni, l’entusiasmo e le illusioni felici.
Perché lei è andato via dalla Lazio?
“Perché la dirigenza non ha mostrato il necessario apprezzamento nei confronti del
Inio lavoro”.
Aveva un altro anno di contratto
“Quando sei sopportato lo intuisci, quando hai una data di scadenza addosso lo capisci e io a sentirmi sopportato o a essere uno yogurt sullo scaffale non ambisco”.
C’era un problema di rapporti con Lotito?
“Le faccio io una domanda: Secondo lei è possibile avere un rapporto costruttivo con
Lotito?”.
In che senso?
“Nel senso che con lui a volte ti trovi in situazioni in cui è difficile pensare a una causa comune”.
In una telefonata divulgata arbitrariamente in rete, Lotito le dà dello scemo
“È stato più un problema per la sua persona che per la mia. Lei è libero di non crederci, ma non mi ha fatto nessun effetto”.
Cosa le ha insegnato il calcio?
“Tante cose e tante continua a insegnarmene. Ho avuto grandi maestri: Eriksson, Liedholm, Mazzone, Ranieri. Gente che guardava più in là, oltre le linee. Gente che conosceva gli schemi e sapeva interpretare i sentimenti degli uomini che c’erano sotto le maglie. Da tutti ho rubato qualcosa perché quando serve devi essere anche ladro”.
Con il Como, il suo Torino ha perso malissimo in entrambe le occasioni
“Non per questo, ma forse in parte anche per questo, mi sento di dire che Cesc è un allenatore strepitoso e che il suo caso dimostra che stare a lungo su un progetto e poterci lavorare senza avvertire il rumore della ghigliottina paghi sempre in termini di risultati”.
Chi altro le piace?
“Quello che ha fatto Gasperini negli ultimi dieci anni non lo ha fatto nessuno”.
Staff e non solo: Ryan ha già l’agenda piena
L’atmosfera che oggi si respira a Trigoria é simile a quella che Roma vive nel mese di agosto: dopo il “rompete le righe” post Verona, al Bernardini era rimasto soltanto
Massara, operativo fino a venerdì. In attesa che gli subentri D’Amico, tutte le questioni sono state congelate. La composizione dello staff tecnico, la rivisitazione del comparto medico, Il settore giovanile e persino l’ufficializzazione delle date del ritiro: tutto sospeso, nell’attesa che Ryan Friedkin faccia di nuovo rotta su Trigoria e riprenda in mano tutti i discorsi accennati con il tecnico. Ieri è stato il Dortmund ad annunciare la data dell’amichevole di cui si parla ormai da una settimana: il 15 agosto, alle 17.30, il Signal Iduna Park ospiterà il match tra Borussia e Roma. Sarà l’ultimo impegno del giallorossi prima dell’inizio della Serie A, in programma nel weekend del 22 e 23 agosto. Quando il tenutario del club tornerà, verrà definito l’ingresso del nuovo medico sociale, che dovrebbe essere Del Vescovo, e il nuovo responsabile del settore giovanile, con Frara ancora favorito. Nel frattempo, è in uscita il match analyst Marasciulo, arrivato con Ranieri nel novembre del 2024: la gasperinizzazione dello staff tecnico proseguirà con inserimento di un nuovo professionista in questo campo e anche di un altro preparatore come Alessandro Pilati, con il quale Gasp ha già lavorato al Genoa. Nei prossimi glomi saranno ufficiali anche le date della seconda parte del ritiro in Galles, dal 30-31 luglio, e dovrebbe essere definito anche il nuovo sponsor per le divise d’allenamento.
(corsport)
Roma batti il cinque. Il piano: i trequartisti, l’esterno, Scamacca e l’erede del titolare che verrà sacrificato
Il target Wesley-Malen quello citato pubblicamente da Gasperini per urlare al
mondo che la Roma farebbe meglio a comprare bene anziché comprare tanto, nasconde in realtà una precisa indicazione di mercato. L’alchimista che nove giorni fa ha completato la pozione magica della Champions vorrebbe rinforzare soprattutto due reparti: le fasce e l’attacco. Frecce come Wesley, o marziani in grado di far la differenza sotto porta in stile Malen, per intenderci. Profili del genere potranno far compiere alla sua squadra il definitivo salto di qualità. Sugli esterni Gasp intende tornare a sviluppare un gioco incisivo, brillante ed efficace, dalla trequarti in su invece si aspetta quegli spunti che non sono mai arrivati con Ferguson, Venturino, Vaz e Zaragoza. […] Dopo un colloquio con Ryan Friedkin, Gasp è stato come al solito schietto: ha chiesto i rinnovi di Celik, Pellegrini e Dybala per porre basi solide proprio nelle due zone del campo finite sotto la sua lente d’ingrandimento tattica. E poi ancora: un altro esterno titolare, destro per abbinarlo al turco e anche per portare quest’ultimo nella linea di difesa, oppure sinistro per spostare Wesley sulla corsia dove dovrebbe trovarsi meglio o magari per permettergli di rifiatare. Dodo, Zappacosta e Carlos Augusto sono nomi piuttosto graditi. La Roma monitora con attenzione anche la situazione di Malacia, che ha il contratto in scadenza con il Manchester United. Poi c’è l’attacco, dove la fantasia vola. Due tra Alajbegovic, Brandt, Nusa, Greenwood e Summerville, soprattutto se Soulé dovesse essere sacrificato, rinforzerebbero l’attacco aggiungendo dribbling, centimetri e soprattutto gol. Alajbegovic ha già aperto al trasferimento ed è valutato 25 milioni di euro dal Bayer Leverkusen, per Nusa del Lipsia ne servonono almeno 30, stessa cifra che potrebbe liberare Summerville dal West Ham. Brandt, come abbiamo raccontato ieri, può liberarsi a zero ed è già in contatto con Malen. Greenwood, il calciatore che forse entusiasma maggiormente il tecnico per curriculum e pedigree costa oltre 40, il Marsiglia, però, ha esigenza di far cassa. Anche la Roma dovrebbe monetizzare, possibilmente al 30 giugno per risolvere una volta per tutte l’annosa questione del settlement agreement con la UEFA. l’alternativa sarebbe rimandare la scadenza di un anno, ma sarebbe come operare per un’altra stagione con un peso sulle spalle. Dicevamo di Soulé, che piace molto a Dortmund, Aston Villa e Bournemouth, ma anche Koné ha tanto mercato sopranno in Italia. Mentre Ndicka garantirebbe il maggior guadagno essendo arrivato nella Capitale da svincolato. Vaz e Dovbyk, infine, potrebbero far posto a un’altra punta. Fosse per Gasp non ci sarebbero dubbi sull’alter ego di Malen: Gian Piero accoglierebbe a braccia aperte Scamacca, valutato almeno 25 milioni, con il quale ha un feeling speciale. Come insegna la vicenda D’Amico, trattare con la Dea è sempre arduo. Ma le volontà dei singoli contano. E per Scamacca giocare la Champions a casa avrebbe un sapore a dir poco speciale.
(corsport)