La Roma vuole la vetta da sola, il Milan l’aggancio

Parole e giacche che volano. Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini sono tra i mister più elettrici a bordo campo. A collegare un cavo alle loro panchine si potrebbe illuminare Milano e Roma. Entrambi centrocampisti offensivi, si sono sfiorati a Pescara: Gasp partì nel ’90, Max arrivò nel ’91. Hanno pensato di scambiarsi i centravanti (Dovbyk-Gimenez) e potrebbero ancora farlo. Guidano difese ermetiche (Roma 4 gol subiti, Milan 7). I problemi offensivi hanno indotto un’altra affinità: meglio in trasferta che in casa. […] Molti punti di contatto tra tecnici che, in realtà, sono apostoli di confessioni opposte: quella del Corto Muso, del blocco basso-ripartenza, del risultato unico dio (Max); e quella dell’Attacco Continuo, del pressing feroce, del gol e dello spettacolo come numi di riferimento (Gasp). Ma questo primo scorcio di campionato li ha riavvicinati. […] Naturalmente, quella del Gasp non è stata un’abiura galileiana, l’orizzonte resta quello di sempre: difendere correndo in avanti, attaccare senza tregua, anche se a Roma non dispone della ricca batteria offensiva che gestiva a Bergamo e che gli consentiva di spiazzare con le rotazioni. Il mercato non gli ha portato gli attaccanti richiesti e quelli arrivati faticano (Ferguson prima, Bailey oggi) o si sono infortunati (Bailey prima, Ferguson oggi). Contando anche Dovbyk, l’unico andato a segno, in tre hanno realizzato 2 gol. Per dire, nelle prime 9 giornate del campionato 2019-20, Zapata, Muriel e il Papu ammassarono 18 gol. Bel salto in basso da 18 a 2, no? Gasp sta avanzando sui gomiti, come un marine, cercando di tenere la Roma in alto e di raggiungere il mercato di gennaio per ricevere altre munizioni. Intanto educa i suoi, Dovbyk sta crescendo, e sta plasmando Bailey alla Lookman. Anche il nigeriano era arrivato dalla Premier con le abitudini di un incursore esterno. Gasperini lo ha avvicinato alla porta ed è esploso. Ci riprova con Bailey, uno dei pochi che ha tiro secco e potente. Contro l’Inter, la Roma ha calciato 11 volte dentro l’area: spari a salve. In attesa di miglioramenti e rinforzi, il tecnico di Grugliasco spreme gol da tutta la rosa: dal rifiorito Pellegrini, dal responsabilizzato Soulé, dal falso 9 Dybala, da Cristante trequartista, dai difensori. Wesley ha segnato alla prima giornata, Hermoso nell’ultima, Ndicka e Mancini in coppa. […] I numeri dicono che non c’è squadra del campionato che permetta all’avversario di tener palla come quella rossonera. È atteggiamento da grande? Si possono nutrire ambizioni alte rinunciando alla palla? Il Milan, contro il Napoli, ha dimostrato però di saper giocare un altro calcio, più coraggioso e propositivo. E quello che serve ad Allegri stanotte per agganciare Gasp a quota 21, a un solo punto da Conte. Alla Roma, invece, dopo la mezza frenata del Napoli contro il Como, serve una vittoria per tornare in testa da sola al campionato dopo dieci anni e una manciata di giorni (l’ultima volta fu nell’ottobre 2015, sempre alla decima giornata). Naturalmente, ognuno è libero di scegliere il suo calcio. […] Nonostante il cambio di club, ognuno rimane fedele alla sua confessione e altre cifre lo confermano: baricentro (Milan 3 metri più basso), possesso (Roma 7% in più), per i giallorossi anche più passaggi, più tiri in porta, più recuperi offensivi. Tutto come sempre. Gasperini punta forte sul gioco collettivo, Allegri sulle giocate individuali, da Leao in giù. […]

(L. Garlando – Gazzetta dello Sport)

La crisi mai vista dei centravanti in A. Spesi 300 milioni, non segna nessuno

Una crisi del gol senza precedenti sta colpendo la Serie A dopo nove giornate, con tanti “numeri nove” finiti sotto processo: da Gimenez a Milano fino a David e Openda a Torino, Dia della Lazio, senza dimenticare gli attaccanti della Roma, Ferguson e Dovbyk. Un problema diffuso nonostante in estate siano stati investiti oltre 300 milioni di euro per giocatori che avrebbero dovuto cambiare il destino delle squadre.

I numeri sono impietosi e bocciano le punte. A guidare la classifica marcatori non ci sono i bomber d’area, ma centrocampisti ed esterni come Calhanoglu e Orsolini. Un dato in netto contrasto con la scorsa stagione, quando dopo lo stesso numero di partite Retegui era già in doppia cifra a quota 10 gol, seguito da altri centravanti con un bottino di reti decisamente superiore a quello attuale.

La situazione preoccupa anche a Trigoria. Il tecnico Gasperini si interroga sui reali margini di crescita della squadra con un attacco guidato da Ferguson e Dovbyk, che faticano a incidere come sperato.

(…)

Tra le poche note liete nel panorama offensivo nazionale, spicca il rendimento di Soulé, che a Roma può ritenersi soddisfatto del suo inizio di stagione. La crisi, tuttavia, riguarda gran parte dei club, che in estate hanno investito centinaia di milioni su attaccanti che al momento non stanno ripagando la fiducia. La finestra di mercato di gennaio è già attesa da molti.

(Il Messaggero)

Florenzi: “Gasp, partenza al top. Milan, avvio esaltante”

CORSPORT – Alessandro Florenzi analizza la prossima sfida tra Milan e Roma, un big match al vertice della classifica che per lui, doppio ex, ha un sapore speciale. L’incontro vedrà sfidarsi la seconda e la prima forza del campionato, in un confronto tra due squadre protagoniste di un inizio di stagione importnate.
“È stato un inizio di stagione davvero molto esaltante per entrambe le squadre” – ha dichiarato Florenzi – “Forse la Roma sta facendo qualcosina di più rispetto alle aspettative: ce n’erano meno e ha avuto un grande inizio di stagione. Sarà una bella partita, ci divertiremo”.

Secondo Florenzi, i giallorossi sono finora la vera rivelazione del campionato, capaci di stupire tutti sin da subito. L’ex terzino si è detto impressionato dalla rapidità con cui la squadra ha assimilato le richieste del tecnico. “Della Roma mi ha stupito sicuramente la partenza. Non è facile assimilare quello che chiede un tecnico come Gasperini, sia dal punto di vista fisico sia tattico. Perché richiede grande impegno, tanti uno contro uno, uno sforzo atletico notevole, e non è certo semplice immagazzinare questi concetti dopo appena una preparazione estiva. Quando poi hai tanti giocatori forti in attacco puoi fare bene. E la Roma, secondo me, ha tanti giocatori forti nel reparto offensivo”.

(…) L’analisi di Florenzi si è poi concentrata sull’impatto dei singoli, evidenziando come un giocatore in particolare possa cambiare il volto dell’attacco giallorosso. “Gli attaccanti hanno bisogno di fiducia: quando ce l’hanno, è sempre tutto diverso. E quando c’è Dybala è tutta un’altra cosa. Prima punta, seconda punta, esterno: dove lo metti sta bene, ed è davvero forte”.

Un altro duello chiave della partita sarà quello sulle fasce, che vedrà contrapposti Saelemaekers e il nuovo acquisto giallorosso Wesley, già protagonista di ottime prestazioni: “Alex lo conosco bene e non mi stupisce. Wesley invece si sta ambientando molto bene a Roma e sta giocando sia a destra che a sinistra, e non è mai facile. Se dovesse giocare a sinistra, sarebbe senz’altro una bella sfida vederli a confronto sulla stessa fascia”.
(…)

Leao recupera e gioca in coppia con Nkunku. Out Rabiot e Pulisic


[…] Ieri Leao ha lavorato in gruppo ed è recuperato per la gara con la Roma di domani. […] Salvo imprevisti dell’ultima ora, il portoghese giocherà dal primo minuto. Nkunku è in vantaggio su Gimenez per giocare al suo fianco (il messicano sente ancora fastidio alla caviglia). Loftus-Cheek potrà così essere schierato a centrocampo. Invece, Tomori non ha ancora smaltito il problema al ginocchio destro. Al suo posto ci sarà De Winter. Out Pulisic e Rabiot, che anche ieri hanno svolto le terapie per risolvere i rispettivi problemi: il guaio al flessore destro per lo statunitense e al polpaccio sinistro per il francese.

(Il Messaggero)

In 3.500 nel settore degli ospiti


[…] Domani la Roma non sarà sola a San Siro. Dopo l’impressionante e rumoroso muro giallorosso del Mapei Stadium, il popolo romanista sta preparando un altro esodo, stavolta verso il capoluogo lombardo. Il settore ospiti, del resto, è sold out, con 3.500 tifosi che hanno già il biglietto in mano. Ma saranno molti di più considerando chi seguirà la partita dal vivo in altre porzioni dello stadio. Il dato conferma l’amore sconfinato per la Roma: l’orario serale e il fatto che si gioca di domenica non sono il massimo della comodità, soprattutto per chi deve lavorare lunedì mattina. […]

(Corsport)

Falcao: “La Roma è da Scudetto. Con Gasperini la squadra è in ottime mani”

CORSERA – Paulo Roberto Falcao, soprannominato il Divino, ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Tra i temi discussi anche quelli relativi alla sua esperienza in giallorosso, finale di Coppa Campioni compresa. Le sue parole:

Calma pure con la Roma prima in classifica, allora.
«Calma sì, ma pure consapevolezza: la squadra fa risultato ormai da un anno intero. E ha un grande allenatore in panchina. Con Gasperini la Roma è in ottime mani: non combini quel che ha combinato lui con l’Atalanta, e così a lungo, se non hai un valore riconosciuto».

È da scudetto?
«Roma, Napoli, Inter e Milan: il campionato non esce da queste quattro. Vedo la Juventus più indietro, non solo in termini di classifica. Il Milan invece è molto pericoloso, la partita di San Siro sarà una grande sfida: Allegri sta facendo un ottimo lavoro, avevo pochi dubbi al riguardo, lui è uno che sa stare nelle grandi squadre».

Facciamo un giochino, di quelli un po’ banali: trova analogie tra questa Roma e la sua?
«Questa Roma sorprende. La mia era invece costruita per stupire, uno stupore studiato per riuscire a fare una cosa diversa rispetto al calcio che in Italia si era abituati a vedere. Liedholm portò la zona. E prese me perché aveva già in testa
tutto. In Brasile marcavamo già lo spazio, lui mi volle a Roma per questo. Abbiamo cambiato il calcio. Poi, dopo Nils, in serie A arrivò Sacchi a dare un’altra spinta, aggiungendo il pressing alla zona
».

Quale fu la prima cosa che le disse Liedholm appena arrivato a Roma?
«Ve lo immaginate il Barone parlarne con l’interprete? (ride, ndr). Tra noi funzionò per un motivo: lui in me vedeva se stesso in campo. Ero quello che lui era stato da giocatore, il riferimento per i compagni. Non ho mai conosciuto in vita mia una persona come lui in grado di essere intelligente e vivace. Fateci caso: di solito chi è vivace, poi poche volte accompagna con l’intelligenza. Lui sì. Lo amavo, di un amore vero».

Perché finì male la sua storia con la Roma? Colpa dell’Inter o del ginocchio?
«Mi faccia chiarire una volta per tutte: io non ho mai firmato niente con l’Inter, questa è una favola. Mai avuto in mano quel contratto. È vero che l’Inter parlò con Colombo (il suo avvocato, ndr). Mi volevano. Ma proprio a Colombo dissi: non giocherò per nessun altro in Italia».

Siamo in tema di verità: il rigore non tirato contro il Liverpool in finale di Coppa Campioni.
«La ricorda la finale di Coppa Italia col Torino del 1981? Vincemmo col Torino ai rigori, io tirai il quinto. Avevo il 5 sulla maglia, Liedholm era scaramantico… ma col Liverpool comunque il quinto l’avrebbe tirato Chierico. Io non potevo. Camminavo in campo, ero morto».

E il suo più grande rimpianto?
«Non è il rigore. È non averla giocata, quella partita. Scesi in campo con una puntura.
L’effetto finì dopo i tempi regolamentari
».

Amelia: “Gasp un innovatore. Max è l’uomo giusto”

IL TEMPO (L. PES) – Cresciuto nella Roma, campione d’Italia col Milan, ma, soprattutto, campione del mondo con l’Italia a Berlino nel 2006. Marco Amelia, ex portiere e oggi allenatore del Sondrio in Serie D, gioca in anticipo la sfida di domani a San Siro tra Milan e Roma. Lui che nella sua carriera è stato allenato sia da Gasperini (al Genoa nella stagione 2009-2010) sia da Allegri nei quattro anni in rossonero.

Milan-Roma è già una sfida per il vertice. Se le aspettava già così in alto a questo punto del campionato?
«Beh, che questa sia una sfida di vertice è sicuramente una cosa positiva. Più che aspettarmelo me lo auguravo, perché c’era un’aria positiva intorno sia al ritorno di Allegri al Milan, che conosceva già l’ambiente, sia all’arrivo di Gasperini, voluto da Ranieri, che poteva dare alla Roma quel qualcosa in più di cui aveva bisogno Credo che non abbiamo visto ancora quello che gli allenatori vogliono».

Ha avuto entrambi gli allenatori durante la sua carriera. Partiamo da Gasperini, quanto c’è di suo in questa Roma e quali ambizioni possono avere in futuro i giallorossi?
«Gasperini sta dimostrando grande intelligenza e ha una grandissima esperienza. È entrato in questa nuova esperienza in punta di piedi e sta piano piano, portando la sua mentalità e la sua idea di gioco, cercando di puntare ai risultati, perché sa bene che a Roma i tifosi si aspettano i risultati. Mi sta piacendo molto».

Che ricordi ha di lui? Quanto è cambiato dopo l’esperienza a Bergamo?

«Credo che lui si migliori ogni giorno, io l’ho avuto quasi 18 anni fa ed è normale che sia migliore rispetto ad allora. Ma già al tempo aveva idee evolute. Oggi a questo aggiunge una grande esperienza maturata negli anni che l’ho portato a fare cose straordinarie, soprattutto a Bergamo».

Allegri è l’uomo giusto per il Milan? Può già lottare per lo scudetto?
«Il Milan è un club a parte, diverso da tutti gli altri. Allegri ne conosce bene i valori ed è dell’uomo giusto per poter lanciare il club e la squadra verso traguardi importanti. Inoltre è un maestro della comunicazione, sia interna che esterna».

A San Siro sarà anche la sfida tra due grandi portieri. L’ha sorpresa questa esplosione di Svilar?
«No, non mi sorprende perché già quando fu preso dalla Roma e non giocava, tutti da Trigoria mi dicevano che fosse un portiere forte che sarebbe diventato poi il portiere titolare sostituendo Rui Patricio».

E Maignan?
«È una continua certezza, un top assoluto nella rosa del Milan».

Allargando il discorso alla Serie A, chi sono le favorite per il titolo?
«Non vedo una favorita per il titolo, sarà una cavalcata continua e ben venga che ci siano quattro-cinque squadre a lottare per il vertice. Sarà un bel campionato».

Dove può decidersi la sfida di domani e chi saranno gli uomini chiave?
«Sarà interessante capire il piano gara e la strategia delle squadre, l’intensità di gioco farà la differenza. In queste partite dove l’equilibrio la fa da padrone saranno i campioni a far la differenza».

Freccia Wesley

L’investimento per il suo cartellino è stato il più importante dell’ultimo mercato
estivo, sotto precisa indicazione di Gasperini. Per il momento l’acquisto sta dando i
suoi frutti: Wesley è uno dei punti fermi della nuova Roma. Il laterale brasiliano – pagato 25 milioni più altri 5 di bonus (difficili da sbloccare) è stata una delle prime richieste dell’allenatore quando si è seduto intorno ad un tavolo con la dirigenza per programmare il futuro. Con Massara che ha portato avanti i contatti iniziati già prima del suo arrivo e ha poi chiuso la lunga trattativa con il Flamengo. Il rendimento sul campo del classe 2003, in questo primo scorcio di stagione, è stato più che soddisfacente, con il tecnico che non ci rinuncia mai e lo considera una delle armi fondamentali per la manovra offensiva. Finora sono 853 i minuti accumulati da
Wesley in giallorosso, con due sole partite saltate per via di problemi gastrointestinali: il derby contro la Lazio e la trasferta a Nizza, dove era convocato ma ancora non al meglio. Per il resto Gasp lo ha sempre schierato titolare, dandogli fiducia giornata dopo giornata. Contro l’Inter è arrivata poi la sorpresa della posizione iniziale: vista l’assenza di Angeliño e uno Tsimikas in difficoltà, lo staff ha
provato l’esperimento di CeÎik a destra e Wesley a sinistra. Una soluzione che ha ottenuto la piena approvazione di Gasperini, che l’ha riproposta anche contro il Parma. «Sapevamo che avrebbe potuto giocare su entrambe le fasce, la sua duttilità è un valore aggiunto. È giovane e deve adattarsi, lo sta facendo con applicazione e sta crescendo. Le sue prestazioni sono molto confortanti», ha detto Massara a proposito del cambio di ruolo. Con lo stesso Gasperini che lo ha elogiato anche dopo il ko con i nerazzurri e non perde occasione per dimostrare quanto creda in lui, elogiandolo a ripetizione in conferenza stampa: «È un ragazzo che sta venendo fuori ed è molto forte». Lo score di Wesley – entrato stabilmente nel giro della nazionale brasiliana guidata da Ancelotti – per ora recita un gol (quello decisivo per i tre punti contro il Bologna) e zero assist. Ma il suo apporto in campo è ben più visibile rispetto a quanto possano dire i freddi numeri, anche se può e deve certamente migliorare negli ultimi venti metri. I terzini avversari faticano infatti a contenerlo e a resistere ai suoi strappi, con la capacità di liberare spazio anche per l’esterno d’attacco che gioca dalla sua parte. Ora, contro il Milan, per lui e per tutta la Roma arriva un esame di maturità: se Wesley continuerà su questa strada, la squadra potrà davvero aver trovato uno dei pilastri su cui costruire il proprio futuro.

Roma all’esame San Siro. Gasp punta su Dybala e Soulé

Per capire che campionato sarà davvero per la Roma, servirà guardare San Siro. Dopo il passo falso con l’Inter, l’altra metà di Milano diventa il nuovo esame di maturità per la squadra di Gasperini, che vuole provare a difendere il primo posto e, se possibile, dare un segnale più profondo al campionato. […] Gasperini sembra orientato a confermare il 3-5-2 “ibrido” visto nelle ultime uscite: una struttura elastica che si apre e si chiude a seconda della posizione di Wesley e dei movimenti di Cristante. L’ex atalantino agirà ancora da trequartista aggiunto, alle spalle di due punte leggere – Dybala e Soule favoriti – che rappresentano la soluzione più tecnica e mobile a disposizione. […] È un equilibrio nuovo, costruito più sul gioco che sulla forza. L’idea è quella di difendere a tre ma attaccare con cinque uomini, con i quinti pronti a trasformarsi in esterni offensivi e Cristante a galleggiare tra le linee, dove può accompagnare e rifinire. Dybala sarà il centro creativo, libero di muoversi e di accorciare sulla trequarti. È un attacco leggero, ma non fragile: nelle ultime partite la Roma ha mostrato una crescita nella gestione del possesso e nella qualità dei movimenti senza palla. […] Per la Roma sarà una partita di resistenza e lucidità, in cui sarà fondamentale confermare la compattezza difensiva – solo 4 gol subiti – mostrata in questo inizio campionato. Gasperini chiede maturità, più ancora che coraggio. […]

(la Repubblica)

Angelino ancora out: il rientro non è vicino ma ha ripreso a correre in campo

Qualche timido segnale positivo per Angelino: lo spagnolo, infatti, nelle ultime ore è tornato ad allenarsi in campo a Trigoria. Dunque non solamente sedute in palestra, ma anche corse all’esterno, ovviamente in maniera differenziata rispetto ai compagni. II rientro dell’esterno però non è ancora vicino. La bronchite asmatica lo ha debilitato, al punto che servirà ancora del tempo per completare il ricondizionamento atletico del giocatore. […]

(Corsera)