Stadio Roma: in Giunta entro 10 giorni

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Si avvicina un ulteriore passo in avanti nell’iter per la costruzione del nuovo Stadio della Roma a Pietralata. Lo scorso 23 dicembre il club giallorosso aveva consegnato il progetto di fattibilità tecnico-economica del futuro impianto e ora il percorso burocratico prevede un ulteriore passaggio in
Campidoglio. All’interno della maggioranza guidata dal sindaco Gualtieri sono state scandite nelle scorse ore le date per arrivare al nuovo sì in Aula Giulio Cesare: il 26 febbraio, se verranno rispettati i tempi, la delibera andrà in Giunta, mentre il voto è attualmente previsto nella seconda settimana di marzo. In questi giorni sarà completato l’asseveramento delle prescrizioni del Comune. In particolare è in fase di analisi l’asseverazione del piano economico-finanziario dello stadio nei numeri presentati dai Friedkin. Dopo la Giunta l’iter prevede l’esame del testo da parte di sei commissioni capitoline: Lavori pubblici, Patrimonio, Ambiente, Mobilità, Urbanistica e Sport. Dopo di che, il testo tornerà in assemblea per la conferma definitiva con il voto da parte del consiglio comunale. Il tutto mentre si attende la ripresa degli scavi archeologici a Pietralata e mentre i Friedkin stanno ricevendo gli ok detinitivi dalle banche per la quota da loro non finanziata per la costruzione.

Senza giri di parole

Può piacere o non piacere, ma Gian Piero non è tipo abituato a nascondersi dietro le parole. Anche quelle pesanti, acide, politicamente scorrette. Così quando afferma che con Donny Malen al centro dell’attacco della Roma dall’inizio della stagione le cose sarebbero andate ancora meglio, esprime con convinzione un concetto in cui crede realmente. Senza preoccuparsi, elogiando cosi tanto l’olandese, di “mortificare” chi aveva giocato in quel ruolo prima di lui. Domanda: c’è davvero qualcuno che, constatando i fatti e non solo le parole del tecnico, non è d’accordo con Gasperini? Qualcuno che rimpiange il passato? Mah. Inoltre, dopo aver detto pubblicamente tutto quelle cose sul conto di Dovbyk e Ferguson, un suo diverso atteggiamento sarebbe apparso falso. Don Malen nel campionato italiano è di un’altra categoria: non si può, non si deve dire altrimenti qualcuno si arrabbia? Ci rimane male? Chiede la cessione? Viva la faccia della sincerità, dote rarissima nel mondo del calcio. Anche se ci sarà qualcuno che sosterrà che sono e saranno sempre dichiarazioni di comodo. Va bene, per carità. A chi ha accusato Gasp di aver sbagliato a togliere Malen a Napoli dopo la rete del secondo vantaggio, va ricordato che l’olandese con la maglia della Roma ha giocato 90 minuti soltanto in casa dell’Udinese, con la squadra protesa alla ricerca del gol del pareggio. Per il resto, è sempre stato sostituito. E il motivo è facilmente intuibile, per chi vuole intuirlo. Il punto non è l’uscita di Malen ma chi è entrato al posto di Donny: avesse avuto un altro Malen, nessuno avrebbe accusato Gasp di aver toppato la scelta. Giusto? Dato che è entrato un ragazzino acerbo come Vaz la faccenda è completamente diversa. Qui non si vuole sottolineare la non affidabilità di Vaz ma la mancanza, acuita dagli infortuni, di un valido sostituto di Donny. La cronaca, comunque, ci dice che la Roma non è riuscita a portare a casa il vantaggio, quindi la vittoria, non per l’assenza di Malen al centro dell’attacco, bensì perché Mancini e Celik hanno sottovalutato Alisson. E le sue caratteristiche. Sotto questo aspetto, entra in ballo pure l’allenatore e il suo staff ma l’uscita di Malen non centra niente. Qualsiasi allenatore non fa una mossa per indebolire la propria squadra: resta sempre da verificare, però, il valore tecnico di quella mossa. Il gruppo di GPG adesso ha a disposizione una doppia occasione davvero invitante per dare un senso ancora più compiuto al suo campionato: due gare di fila all’Olimpico, contro Cremonese e Juventus. L’opportunità di consolidare con maggior vigore la zona Champions. Non sarà facile, ma neppure impossibile con un Malen da 5 gol in 5 gare.

(corsport)

La Penna minacciato di morte: la polizia gli consiglia di non uscire

Non finisce più la coda polemica di Inter-Juve, alimentata dall’espulsione di
Kalulu fortemente contestata dai dirigenti bianconeri a San Siro. L’arbitro Federico La Penna ha presentato una denuncia alla polizia postale per gli insulti osceni ricevuti sui social, arrivati fino alle minacce di morte. Questo terribile repertorio è al vaglio del procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, che ha aperto un fascicolo di indagine. La polizia ha consigliato a La Penna di restare momentaneamente in casa. L’arbitro è stato rincuorato anche dal designatore
Gianluca Rocchi che ha cercato di tranquillizzarlo. Il contraccolpo dell’errore è stato forte. Per circa un mese La Penna non dirigerà in Serie A. Starà fermo il prossimo fine settimana, poi potrebbe rientrare con la gradualità applicata da Rocchi: prima una partita da quarto uomo, poi al VAR, infine un turno da arbitro in Serie B. In caso di risposta positiva, il ritorno in A. Il designatore non ama fermare i componenti della sua squadra, visto che gli altri protagonisti del mondo del calcio, quando sbagliano, tornano subito in campo. Più che una punizione, è la necessità di far recuperare serenità all’arbitro romano. Anche i vertici della Lega Serie A vogliono creare un clima migliore. Il 23 marzo andrà in scena l’incontro tra arbitri e allenatori, attesissimo dopo tante incomprensioni. La Lega è favorevole a pene più severe per i simulatori e limiti più definiti alle proteste dei dirigenti. A tanti presidenti sono sembrate eccessive le frasi dell’ad bianconero Damien Comolli. […]

(La Stampa)

Gasperini a Pescara con gli ex compagni

IL ROMANISTA – Dopo l’allenamento di scarico di ieri mattina e approfittando del giorno di riposo concesso oggi (la Roma tornerà ad allenarsi domani pomeriggio), mister Gasperini ha raggiunto ieri sera Pescara con la moglie per unirsi ai suoi ex compagni per un evento celebrativo degli anni trascorsi insieme.

Hermoso: l’ematoma si riassorbe

leri la squadra si è allenata di mattina, con la classica divisione: scarico per chi ha giocato a Napoli, lavoro tecnico per tutti gli altri. Dopo Koné, la Roma spera di recuperare nel prossimi giorni anche Hermoso, assente dalla partita del 2 febbraio a Udine. Lo spagnolo si è dovuto fermare a causa di una contusione sul collo del piede destro che gli ha provocato un brutto ematoma. Ci sono voluti diversi giorni addirittura per permettergli di camminare regolarmente, altri per potersi di nuovo
allacciare la scarpa. L’ematoma si sta riassorbendo e il dolore sta scomparendo. Allo terapie sono gia seguite una serie di sedute personalizzate, il prossimo step sarà il rientro in gruppo. Hermoso punta la partita con la Cremonese di domenica, anche se lo staff tecnico su questo fronte si sente sereno visto l’alto rendimento di Ghilardi. Oggi la squadra resterà a riposo, da mercoledì ogni momento sarà buono anche per il ritorno di Ferguson ed El Shaarawy.

(corsport)

Malen mania

IL TEMPO (L. PES) – “Non ho paura di dire che con Malen nel girone d’andata
probabilmente avremmo qualche punto in più”
. Convinto fin dal primo giorno, Gasperini, delle potenzialità dell’attaccante olandese, vero e proprio trascinatore del 2026 giallorosso. Cinque gol in cinque partite, prima di lui, li aveva tatti soltanto Batistuta che nei primi 450 minuti giallorossi ne aveva segnati addirittura sei. Ma Malen non è solo gol. Movimenti, dialogo con i compagni, cattiveria ed esperienza al servizio di una squadra che aveva disperatamente bisogno di un centravanti così. Due doppiette consecutive per l’ex Aston Villa che lo mettono già al secondo posto dei marcatori della Roma in campionato (comanda Soulé con 6 gol), ma nelle sue prestazioni c’è tutto l’ampio repertorio che ha conquistato Gasp. Il movimento pertetto nell’aggressione del primo palo sul gol del vantaggio, la capacità di legare il gioco e lanciare Wesley che poi si prende il rigore e una freddezza glaciale dagli undici metri. L’inserimento nell’undici giallorosso è stato fulmineo, senza esitazioni. Anche nelle due gare dove, fino ad ora, non ha segnato (Milan e Udinese) ha dimostrato vitalità e pericolosità. Merce rara per l’attacco della Roma che nella prima parte della stagione non ha mai carburato. Il futuro è praticamente scritto. Il diritto di riscatto da 25 milioni dall’Aston Villa si trasformerà in obbligo al 50% delle presenze da almeno 35 minuti e la qualificazione almeno all’Europa League del club. Ma di dubbi non ce ne sono. Malen è il presente e il futuro della Roma di Gasperini che ora se lo gode e, quando ne parla, il sorriso non manca mai ad accompagnare i complimenti per il suo centravanti. Ora arrivano altre tappe decisive in una zona di campo dove di certezze non ce ne sono. Dybala non offre garanzie fisiche, Soulé convive con una fastidiosa pubalgia, Ferguson ormai da quasi un mese ai box per la caviglia e Zaragoza, non è più di una riserva per il tecnico piemontese. Poi ci sono i giovani Vaz e Venturino. Ma l’olandese è il vero uomo in più per i giallorossi. Cremonese e Juve due appuntamenti da non fallire per il numero 14 prima del ritorno dell’Europa dove non ha potuto ancora incidere per le buffe regole della Uefa. Resta sorprendente l’impatto, che in questa stagione a dire la verità ha avuto praticamente in ogni squadra dove ha giocato. D’altronde in questo campionato spesso chi arriva dalla Premier riesce a incidere, ma forse era proprio questo tipo di attaccante che mancava a una squadra che crescendo col suo allenatore faticava a concretizzare la grande mole di lavoro prodotta con pressing e verticalizzazioni continue. Vietato fermarsi ora, però, la Roma ha bisogno di lui per ritrovare la Champions.

Malen, ora è febbre a 90

Intorno a Malen si possono fare mille ragionamenti e altrettante riflessioni. Si può essere d’accordo con Gasperini, quando dice che: “Con lui da inizio stagione avremmo qualche punto in più”. Del resto, chi non la pensa così? Si può anche amaramente constatare una volta di più la distanza enorme che c’è tra la Premier
League
, il campionato dal quale proviene Malen, e la Serie A: se cosi non fosse, dove si era maledettamente nascosto questo attaccante che dalle nostre parti si sta mangiando il campionato? C’è poi il tema della sostituzione di Napoli. La Roma si è scoperta all’improvviso completamente dipendente dal suo centravanti: era allora davvero impossibile tenerlo dentro fino alla fine o comunque più a lungo? Ma forse è bene partire dai numeri. Cinque gol in cinque partite è il risultato di un attaccante che tira in porta con enorme frequenza: dopo Napoli il rapporto minuti/tiri non è stato praticamente intaccato, ora siamo a una conclusione ogni 13 minuti passati in campo. E in questa statistica non rientrano le tante occasioni che Malen è bravo a crearsi, con i suoi controlli e i suoi movimenti. C’è poi un altro dato che non può che rendere felice Gasperini: dal giorno del suo debutto, l’olandese è largamente il giocatore della Serie A con più tocchi in area avversaria: 51. Ecco, a uno così è difficile rinunciare. La realtà è che oggi dietro Malen c’è il vuoto in termini di rendimento. Dybala è più fuori che dentro, Soulé è poco presentabile causa pubalgia, Zaragoza è da scoprire, Dovbyk rischia di aver chiuso la stagione, Ferguson ha continui problemi alla caviglia e via così. Far entrare Venturino e Vaz è stata una scelta di Gasp. Ma al tecnico piace cambiare in corsa il tridente. E allora la Roma non può che augurarsi due cose: che Malen aumenti la sua autonomia, altrimenti tra due settimane con la Juve il problema si ripropone. E poi, che chi è dietro l’olandese ritrovi forma e condizione. Non c’è altra ricetta Champions.

(corsera)

Totti pazzi per Malen

Un bel paradosso. C’è il centravanti e mancano gli altri. La Roma ha finito la partita di Napoli con un tridente composto da: Soulé (2003) a mezzo servizio per pubalgia, Robinio Vaz (2007) e Venturino (2006). Giovanotti, direbbe Gasp. E gli altri? In infermeria, da El Shaarawy a Dybala, da Dovbyk a Ferguson, con qualche probabilità di recuperare, per la Cremonese, almeno Dybala, pure lui fermo da una quindicina di giorni. Proprio Paulo doveva essere la spalla ideale di Malen, ma con l’olandese ha giocato solo a Torino per 76′ e con il Milan per 69′. Soulé si è fermato proprio sul più bello, da uomo migliore dell’attacco ora si trascina per via di una non simpaticissima pubalgia: a Napoli, Mati, è entrato nella ripresa al posto di Zaragoza, che ha giocato un tempo modesto, con il picco dell’assist dell’1-0, e ha fatto ciò che poteva, ovvero poco. Malen va avanti per la sua strada, si arrangia con quelli che ci sono, aspettando tempi migliori, ma l’anno prossimo sarà rivoluzione in attacco, questo è certo. Gasp su di lui ha scommesso forte. E questo calciatore, che all’Aston Villa giocava e non giocava, sta facendo la differenza con i suoi gol e soprattutto con le situazioni di pericolo che in ogni partita crea. Un qualcosa di insolito per la Roma, che ha sempre faticato ad arrivare in porta, e i numeri complessivi la vedono come la peggiore delle big, con sole trentuno reti. […] Almeno contro una big ha cominciato a segnare: a parte la rete di Baldanzi a Torino, da quando c’è l’olandese la Roma ha fatto gol al Milan e al Napoli, mentre nel girone di andata, il tabellino si è cristallizzato su zero gol, a San Siro con il Milan, con l’Inter e con il Napoli. Malen, nella Roma, è paragonabile, per numero di reti ed efficacia offensiva solo a Soulé, che è fermo a sette e sette. Gli altri, non pervenuti o quasi: quindi, supportati da chi? Il giovane Arena, tanto per fare un esempio, in stagione ha segnato un gol, come El Shaarawy. Ferguson in ventidue partite, ha collezionato cinque reti e due palle gol. Dovbvk tre reti e due assist in diciassette presenze. E infine Dybala, che Gasp aspetta con ansia più di tutti. Paulo sta vivendo una stagione sfortunata, ricca di infortuni, non ultimo quello al ginocchio. La Joya è ferma a tre reti e quattro assist in ventidue presenze. A Torino, il paradigma di ciò che deve/dovrebbe essere l’attacco della Roma secondo Gasp: un gol Malen su assist di Paulo e una rete dell’argentino. Ci sono tredici partite più l’Europa League per recuperare. Perché va bene Malen ma, come abbiamo visto a Napoli, può non bastare.

(Il Messaggero)

Dybala e Koné ok, Wesley è pronto per la Juve

Sospiro di sollievo per Wesley: gli esami alla caviglia hanno escluso lesioni o fratture. Per lui solo un trauma contusivo. Contro la Cremonese rimane in dubbio, mentre ci sarà per il big match con la Juve. L’altra buona notizia riguarda Koné che ha smaltito la lesione al bicipite femorale ed è tornato a disposizione del tecnico. Gasperini ritrova un titolare in mezzo al campo, attesa per Hermoso che non è ancora al 100% causa un dolore al collo del piede sinistro. Verrà valutato giorno per giorno, ma la sensazione è che anche lui potrebbe tornare per la Cremonese almeno trai convocati. Capitolo Dybala: ieri ha effettuato una risonanza magnetica per verificare le condizioni del ginocchio sinistro. Nessuna complicazione rispetto ai giorni scorsi, ma l’infiammazione ancora non è del tutto scomparsa. Ha voglia di esserci domenica anche per concedere un turno di riposo a Soulé incora alle prese con la pubalgia. A Napoli ha stretto i denti, ma i 45 minuti anonimi sono stati un campanello d’allarme. Oggi la squadra non si allenerà, ripresa fissata a domani mattina.

(Il Messaggero)