La Roma conosce solo una marcia: la vittoria. Non si fa nessun calcolo

È la “grande occasione” per la Roma, quella che può indirizzare la corsa Champions. Stasera contro la Juventus, i giallorossi hanno la possibilità di volare a +7, un vantaggio che, sebbene non definitivo, avrebbe un peso enorme. Gasperini lo sa bene e ha catechizzato la squadra: “Nessun calcolo, guai a giocare per due risultati. Giocheremo entrambi per la vittoria”.

La Roma arriva al big match nel suo momento migliore. Dopo il buio di inizio febbraio, ha cambiato marcia, conquistando sette punti in tre partite e mostrando una produzione offensiva trasformata dall’arrivo di Malen. “Chi fa filotti di risultati in questo periodo strappa”, ha spiegato il tecnico, che stima la quota Champions intorno ai 72 punti.

Per centrare l’obiettivo, Gasperini si affida al suo nuovo insostituibile: Donyell Malen. Con lui in campo, la media degli expected goal della squadra è salita vertiginosamente. Se prima del suo arrivo la Roma aveva perso tutti gli scontri diretti, con lui ha ottenuto due pareggi. “Ci manca la vittoria con quelle che sono più attaccate a noi”, ha sorriso Gasp.

(…) Per la sfida di stasera, l’allenatore recupera Dybala per la panchina ma deve fare a meno di Soulé. La grande novità sarà quindi l’impiego di Niccolò Pisilli nel ruolo di trequartista. L’obiettivo è chiaro: servire il più velocemente possibile Malen e sfruttare il momento d’oro per ipotecare un traguardo che manca dal 2018.

(corsera)

La notte dei campioni

Stasera è l’occasione più bella. La Roma affronta la Juventus in un big match che sa di Champions League. Una vittoria permetterebbe ai giallorossi di allontanare quasi definitivamente i bianconeri dalla corsa ai primi quattro posti, spingendoli a -7. Un’opportunità che Gasperini non vuole lasciarsi sfuggire, anche per iniziare al meglio un ciclo terribile che vedrà la Roma affrontare Como, Genoa, Inter e il derby, oltre al ritorno dell’Europa League. “Bisogna stare dentro a tutto. Dobbiamo pensare partita per partita per ottenere il massimo”, ha dichiarato il tecnico, che prevede una sfida giocata a viso aperto. “Sia io che Spalletti cerchiamo il risultato attraverso l’espressione del gioco. Sarà una partita con poche speculazioni”.

(…) Sul tavolo non ci sono solo i tre punti, ma anche i circa 60 milioni di euro garantiti dalla qualificazione in Champions, fondamentali per le casse di entrambi i club.

Per Gasperini, la sfida contro la Juve ha un sapore speciale. Corteggiato a lungo dai bianconeri la scorsa estate, ha preferito la Roma, un’avventura ritenuta più stimolante. Ma il suo legame con il club torinese, dove è cresciuto come giocatore e allenatore, resta forte. “È stata una palestra incredibile, una grandissima formazione per me”, ha ammesso. Stasera, però, proverà a prendersi una grande soddisfazione, occupando con la sua Roma quella poltrona Champions su cui la Juve siede quasi di diritto.

(Il Messaggero)

Gasp e il tabù con le grandi: “È il momento di batterle”

Si entra nel vivo della volata Champions e la Roma di Gasperini vuole vincere il primo big match della stagione per lasciare il segno. “Siamo sempre stati alla pari”, ha spiegato il tecnico, ricordando i pareggi con Napoli e Milan e le vittorie con Como e Bologna. “È chiaro che ci manca la vittoria contro una di queste squadre attaccate a noi. Contro la Juventus non dobbiamo pensarci, ma fare la nostra gara”.

Sarà una sfida tra due decani della panchina, Gasperini e Spalletti, accomunati dalla ricerca del risultato attraverso il gioco. L’allenatore giallorosso, dopo le prove in settimana, tornerà al suo classico 3-4-2-1. La grande novità di formazione dovrebbe essere l’impiego di Pisilli sulla trequarti, al fianco di Pellegrini, a supporto dell’unica punta Malen.

(…) Davanti a oltre 62mila spettatori dell’Olimpico, ancora una volta sold-out, Gasperini si gioca la prima delle sue “12 finali” per tornare in Champions League, pronto ad attingere a tutto il suo repertorio tattico per battere finalmente una grande rivale.

(gasport)

Capello: «Roma-Juve? I giallorossi hanno Malen (che non è Vialli) e Svilar, i bianconeri sono in crisi di personalità»

CORSERA (D. STOPPINI) – «Sa qual è la verità? La serie A è un calmante». Rende bene l’idea, in effetti. E la definizione non poteva che essere di Fabio Capello: negli occhi la settimana europea delle italiane, nel cuore lo stato di salute del nostro calcio, nella testa una vita a cercare di trovare le soluzioni, più che i problemi. «E sì, le nostre partite sono un calmante, la lentezza è esasperante: andiamo piano, piano, piano».

[…]

Attenzione che invece sembra avere la Roma.

«È una squadra in fiducia, che ha grande convinzione, gioco e mentalità: è euforica. E poi ora sembra che sia contento persino Gasperini, non si lamenta più, con Malen ha il centravanti che voleva. Certo, paragonarlo a Vialli mi pare troppo. Su Roma-Juve di domani pesano le assenze di Dybala e Soulé. Ma Gasp ha Svilar: quel ragazzo porta punti veri».

Se deve sceglierne una, chi inserisce per lo scudetto del prossimo anno? Juve o Roma?

«Dipenderà dagli acquisti. Conosco e stimo Massara, mi piace molto. Mentre il lavoro di Comolli andrebbe messo in discussione. In ogni caso, la penso così: meglio prendere un solo giocatore, mirato, piuttosto che 3 scommesse».

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C’è il Bologna agli ottavi. Trasferta: vertice martedì

Non il migliore dei sorteggi in Europa League, per la Roma. Sia per l’incrocio italiano con il Bologna agli ottavi di finale (andata in Emilia il 12 marzo, ritorno all’Olimpico il 19), sia per la parte di tabellone nella quale è finita la squadra di Gasperini, la più difficile: ai potenziali quarti Malen e compagni affronterebbero una tra Aston Villa e Lilla (col ritorno in ogni caso da giocare in trasferta).

Subito dopo il sorteggio la domanda più gettonata tra i tifosi della Roma è stata quella legata alla gara fuori casa con il Bologna. In ambito italiano, si sa, c’è il divieto di trasferta fino alla fine della Stagione, deciso dopo gli scontri in autostrada di gennaio con gli ultrà della Fiorentina. Pur essendo una manifestazione organizzata dalla Uefa, l’ordine pubblico spetta comunque alle autorità italiane: ecco perché in linea teorica non avrebbe molto senso una deroga del Viminale per consentire ai tifosi della Roma di andare a Bologna.

Del resto, come giustificare poi un successivo divieto? Ma esiste ancora un (piccolo) margine di manovra: la questione infatti sarà analizzata in una riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive della prossima settimana, in programma martedì. […]

(corsera)

Domani la Juve. Cercasi partner per i gol di Malen

Malen è li che attende. In campo aspetta il pallone dai compagni, in queste ore di conoscere — da Gasperini — chi lo accompagnerà verso la porta della Juve. C’è da scegliere i suoi partner d’attacco. Gian Piero sta studiando la formula più efficace per aggirare la linea difensiva di Spalletti. Non ha già deciso, ma di sicuro sta verificando l’affidabilità dei suoi interpreti per individuare la soluzione migliore. Non è detto che sia il solito tridente. O meglio quello schierato nelle ultime due partite, al Maradona contro il Napoli e all’Olimpico contro la Cremonese. Quindi, dietro al centravanti, Zaragoza a destra e Pellegrini a sinistra. In ballo altre candidature: Pisilli è la più accreditata. In coppia con Pellegrini, da spostare a destra. Sono i favoriti. Venturino è l’alternativa a entrambi. Zaragoza, invece, è quella in corsa (ha avuto spazio da titolare solo per l’assenza delle cinque punte).

Ma la valutazione di Gasperini è più ampia e prevede pure altre opzioni. La più intrigante è quella che coinvolgerebbe contemporaneamente i quattro centrocampisti: Koné, El Aynaoui, Pisilli e Cristante. […]

Non va, insomma, esclusa la possibilità di vedere la Roma con quattro centrocampisti dall’inizio, più Pellegrini a destra e la modifica del sistema di gioco. In mediana entrerebbe El Aynanoui da regista e accanto a Koné, come nella ripresa contro la Cremo-nese, dietro a Malen, salirebbe Cristante, con Pisilli largo a destra. Il primo assicura fisicità e qualità, l’altro inserimento e gamba. In questo caso uscirebbe Ghilardi.

L’emergenza in attacco, intanto, non è più quella delle ultime settimane. El Shaarawy è finalmente a disposizione e torna in panchina. Anche Dybala punta alla convocazione (non è scontata), essendo tornato in gruppo. Il fastidio al ginocchio a quanto pare è sopportabile. Non è al cento per cento, però, avendo saltato cinque partite di fila e quindi lavorato poco con i compagni. Non gioca da più di un mese, ultima presenza proprio il 25 gennaio contro il Milan. […]

(Corsera)

Tommasi «Sfida mai banale, si giocherà sul filo. Gian Piero bravo a prendersi la città»

IL MESSAGGERO (M. BOCCUCCI) – È anche la sua partita. Damiano Tommasi l’ha giocata tante volte Roma-Ju-ve, tra campionato, Coppa Italia e Supercoppa nel suo decennio in giallorosso dal 1996 al 2006, con in mezzo uno scudetto indimenticabile, il terzo della storia capitolina, vinto il 17 giugno 2001.

Anima candida” (chiamavano cosi Tommasi per la sua correttezza dentro e fuori dal campo) ha vissuto pagine di storia negli incroci coi bianconeri, tanto da intitolare “Roma-Juventus 1-1” un libro-intervista del 2008 in cui ripercorre la sua carriera, con un focus particolare proprio sulle sfide scudetto nell’asse tra la capitale e Torino.

Una volta disse: «Alla Roma ho dato tanto e dalla Roma ho ricevuto tutto quello che ci può stare se allargo le braccia e rivolgo le mani verso il cielo». Poesia pura.

Tommasi, segue sempre la sua Roma?

«Certamente, seguo e mi fa piacere che stia facendo molto bene. La squadra diverte, fa i risultati e ha una bella classifica. Può togliersi parecchie soddisfazioni».

Come vede questa sfida contro la Juve?

«In palio c’è tanto. Nel momento le due squadre vivono la stagione in modo diverso. La Roma è davanti e può pensare al piazzamento per la Champions, contro la Juve che sperava di ottenere di più, come nell’ultima doppia partita con il Galatasaray, e che ha tutta l’intenzione di risalire. Sarà una partita come al solito piena di tutto, non banale, con due allenatori che sanno il fatto loro e cercheranno di superarsi».

C’è una favorita?

«In Roma-Juve non c’è mai un pronostico. Si gioca sempre sul filo, può succedere di tutto, ci sono gli episodi e più momenti nella stessa partita. Hanno entrambe qualità e voglia di fare il massimo perché l’accesso in Champions League passa per l’Olimpico».

Si aspettava Gasperini subito protagonista a Roma?

«Si è calato rapidamente nella realtà romana, riuscendo a tirare fuori il meglio in un ambiente particolare. La città può darti tanto se sai prenderla e l’allenatore c’è riuscito. Non era facile, riconoscendo a Gasperini tutte le qualità che si conoscono. Ha ricostruito, ha dato un’identità a un gruppo che lo sta seguendo».

Il ritorno all’Olimpico di Spalletti?

«L’ho avuto nella mia ultima stagione in giallorosso, abbiamo avuto un rapporto speciale che è rimasto nel tempo. Costruisce calciatori, sa far crescere e motivare le sue squadre. Gli viene riconosciuto un valore nel percorso che ha intrapreso e l’ha portato ai migliori livelli. Non ne ho mai dubitato».

Il centrocampo giallorosso e i suoi giovani, come Niccolò Pisilli, cosa le ispirano?

«Mi piace il gioco che in mezzo viene prodotto da questa squadra molto organizzata e che fa vedere la mano di Gasperini. Pisilli è veramente interessante, ha personalità e sa proporsi senza avvertire alcun peso. Un bel talento che sta percorrendo la sua strada, continuerà a crescere».

Di Livio « Yildiz talento superiore Malen è un top»

GASPORT (A. PUGLIESE) – La Roma lo ha cresciuto e lanciato. la Juventus lo ha invece consacrato nel grande calcio. Ed allora domani il suo occhio sarà ancora più interessato, perché scenderanno in campo due pezzi del suo cuore. Angelo Di Livio Roma-Juventus se la guarderà da casa, ma per alcuni versi è come se sarà lì, sugli spalti dello stadio Olimpico.

La Roma viene da tre risultati utili consecutivi che l’hanno issata al quarto posto, la Juve dalla grande delusione di Champions. Che sfida si aspetta?

«Sarà una partita difficile per entrambe le squadre, che vivrà di fiammate. Perché in questo momento tutti parlano della mancanza di risultati della Juve, ma i bianconeri stanno giocando bene: pagano alcuni errori individuali, ma hanno qualità. Dall’altra parte, invece, Gasp sta facendo un miracolo: la Roma non è una squadra fortissima, ma è molto organizzata e ha un’identità ben precisa».

Gli stati d’animo rischiano però di essere diversi. La sfida con il Galatasaray toglie o aggiunge qualcosa ai bianconeri?

«Io penso che aggiunga, ad iniziare dalla rabbia: ho visto le espressioni dei giocatori, il pianto di qualcuno di loro. La Juve non è depressa, quella partita ha dato consapevolezza delle proprie forze. La Roma invece sa di non essere fortissima, ma è difficile da battere. E poi hanno due grandi allenatori: Spalletti è bravissimo, mi auguro lo possano contermare, mentre Gasperini a Roma è caduto dal cielo, non so chi l’abbia lanciato. E con loro ci metto anche la sorpresa Palladino: vedere l’Atalanta battere il Borussia mi ha emozionato».

Come si può fermare Malen?

«Partiamo da una premessa, l’olandese è fortissimo, la cosa che mi piace di più è come indirizza la giocata verso la porta. Ma al 99% la Juve recupererà Bremer, che per me è il miglior difensore d’Europa, non d’Italia. Aggiungo che Malen è stato molto fortunato a trovare Gasperini, che ha un modo di lavorare molto duro, che
ti dà forza e abitudine a fare certe cose fino alla domenica».

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Tra i bianconeri quanto peserà invece l’assenza di Locatelli?

«Tantissimo. Lui è come Cristante: sempre discussi ma sempre in campo, con ogni allenatore. Ci sarà un motivo no? Sono due che nella mia squadra giocherebbero sempre, chi li contesta non capisce l’importanza del lavoro che fanno in campo».

Dybala è appena rientrato: lei lo rischierebbe o no?

«Bella domanda, non conosco i ritmi del suo allenamento. Se ha raggiunto il 90% sì, altrimenti lo farei giocare in corsa, magari nell’ultima mezzora, quando si abbasseranno i ritmi, visto che mercoledi la Juve ha speso tantissimo. Poi però Gasp vede e sa. Di certo la Roma rispetto a dieci giorni fa ha più alternative, ora che ha recuperato Dybala ed El Shaarawy. Gasp davanti fa sempre tre cambi, ora inizia ad avere alternative importanti. Tra cui Venturino, che si sta facendo apprezzare. Certo, questa è un’altra partita rispetto alla Cremonese, ma il ragazzo sta sorprendendo».

Fosse Gasperini, lei rischierebbe qualcosa per vincere o si accontenterebbe anche del pari?

«Bisogna osare, anche se dall’altra parte ci sarà una Juve consapevole che perdere renderebbe tutto più difficile. La Roma gioca in casa, davanti ad uno stadio meraviglioso, mentre la Juve ha due giocatori superiori come Yildiz e Conceiçao che ti possono dare strappi ed accelerazioni».

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Per chiudere, chi andrà in Champions?

«È difficile dirlo, secondo me anche il Napoli rischia qualcosa a Verona e poi bisogna fare attenzione a Como e Atalanta. Di certo la sida di domani può decidere qualcosa. Il fattore campo va sfruttato, ma la Roma deve fare anche qualche colpo in partite importanti, cosa che gli manca. Ad iniziare da domani, dove dovrà fare una partita intelligente. La Juve ha qualità nelle ripartenze: Yildiz ti punta e in quella zona Mancini è diffidato e non è velocissimo a campo aperto. Sarà importante non scoprirsi».

Bologna, agli ottavi c’è Italiano, Gasp e una cena in sospeo

Quella cena dovranno di nuovo rimandarla a data da destinarsi. Perché prima di sedersi a tavola davanti a un piatto di tagliatelle o a un abbacchio Vincenzo Italiano e Gian Piero Gasperini in Europa League dovranno sfidarsi sul campo nel derby d’Italia che nessuno dei due avrebbe voluto giocare.

Scherzetti dell’urna di Nyon: Roma-Bologna (in rigoroso ordine di classifica della fase campionato) sarà la doppia sfida degli ottavi di Europa League. Andata il 12 marzo al Dall’Ara (ore 18,45), ritorno il 19 marzo all’Olimpico (ore 21). E chi si qualifica non se la passerà bene dal momento che ai quarti affronterà la vincente della sfida tra l’Aston Villa, prima candidata alla vittoria finale nell’ipotetica ‘road to Istanbul’, e il Lille.

E la cena? Macchina indietro al 10 dicembre, vigilia di Celta-Bologna e Celtic-Roma di Europa League. In collegamento simultaneo su Sky da Vigo e Glasgow il tecnico rossoblù disse al collega: «Mister ti faccio un grande in bocca al lupo per domani e ricordati che dobbiamo ancora andare a cena...».

La risposta del Gasp lasciava presagire scenari futuri: «In bocca al lupo anche a te e cerchiamo di tenere su questo ranking Uefa». Purtroppo il ventunesimo incrocio tra squadre italiane nelle coppe è un cazzotto allo stomaco per il ranking, dal momento che il 19 marzo una tra Roma e Bologna si congederà dall’Europa League. […]

E a dispetto dei 14 punti di distanza in classifica che in campionato separano le due squadre il bilancio dei precedenti pende leggermente dalla parte del tecnico rossoblù, che contro il Gasp può vantare un ruolino di 7 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. L’ultimo incrocio è il Roma-Bologna 1-0 dello scorso 23 agosto, la prima di campionato decisa da un gol di Wesley (e funestata dal grave infortunio di Immobile). […]

(Il Resto del Carlino)

Roma vs Bologna come nel settecento

Una città inglese che non ha l’overtourism di Londra né l’overfootball di Manchester o Liverpool, è però divenuta una parola più linguisticamente trasversale di tutte le altre: è la città di Derby che, quanto a globalizzazione geosportiva, se la batte, forse, con un’altra città britannica, Rugby. Quest’ultima ha dato il nome a uno sport e forse perfino a una filosofia sportiva. Derby, invece, ha “battezzato” ogni grande evento, pure al di fuori dello sport, partendo, forse, secondo una teoria, da uno scontro con palla al piede fra i cittadini “derbiani” che nel Settecento giocavano a trascinare la palla stessa da una sacrestia all’altra, tra la chiesa d’Ognissanti e quella di San Pietro in una festa folk sul tipo della guerra delle arance di Ivrea, o, più probabilmente, da una corsa di cavalli che un Conte di Derby organizzò alla fine di quel secolo. […]

Cominciarono i londinesi a chiamare “Derby” (con la minuscola, la maiuscola è per sempre dedicata a quella corsa di cavalli che tutto il mondo imita ed ogni Paese ha il suo) ogni evento che accendesse l’interesse popolare, che all’inizio non si misurava in punti di audience e di share come si fa oggi. […]

Ora, è uno dei risultati del sorteggio appena fatto per le Coppe, avremo di nuovo il “derby d’Europa” che è quello che agli ottavi di Europa League ha decretato l’urna non ammaestrata: sarà Bologna-Roma. Il che non è una buona notizia per il calcio d’Italia, o forse sì. Il no è legato alla considerazione che dal punto di vista del famigerato ranking e della famosa eventuale quinta squadra per la Champions che verrà non avremo due squadre con le quali poter sognare, il sì è che, sicuramente avremo una squadra nei quarti delle Coppe, perché una di loro due dovrà pur passare il turno.

Così Roma avrà un altro derby da mettere in scena, oltre a quello abitudinario tra giallorossi e biancocelesti. Un risarcimento sportivo d’alto rango dopo che ha perso il Derby con la maiuscola, quello dei purosangue che si correva a Capannelle, l’ippodromo della Capitale, fin dal 1884 con interruzioni determinate solo da “piccoli incidenti di percorso” quali le due guerre mondiali, quando la gara fu dirottata su Milano.

Lo sarà anche quest’anno. La gestione è scaduta (da anni, ormai), il Campidoglio che è proprietario dell’impianto non ha saputo organizzare un iter legale che portasse al “salvataggio” del sito.

Là dove c’era l’erba adesso c’è l’erbaccia. Hanno preso tempo fino a settembre. E intanto l’orchestra suona come sul Titanic, e letteralmente: il programma del rock estivo è confermato, quello ippico no. Non si uccidono così anche i “cavallari”?

(L’altra voce Il quotidiano Nazionale)