Tensione Ranieri-Gasperini: Dan Friedkin valuta il ritorno a Roma

Il rapporto tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini resta particolarmente teso e nella giornata di ieri i due si sono ignorati al centro sportivo ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria senza neppure salutarsi. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, per provare a risolvere questa situazione il presidente Dan Friedkin – attualmente negli Stati Uniti – starebbe valutando il ritorno nella Capitale.

(corsport)


Come aggiunto dal quotidiano, la proprietà ha già fatto filtrare la necessità di abbassare i toni almeno fino al termine della stagione con l’obiettivo di raggiungere una tregua. Inoltre i Friedkin potrebbero sbarcare molto presto nella Capitale, dato che il tracciamento del jet presidenziale sembra indicare una rotta europea.

(tuttosport)

Pellegrini al lavoro per tornare con la Lazio

Il lavoro per il rinnovo lo sta lasciando al suo entourage, Lorenzo Pellegrini vuole invece proseguire quello a Trigoria per recuperare in tempo per le ultime due sfide di campionato. Tradotto: dopo la lesione al polpaccio subita contro il Pisa l’ex capitano ha come obiettivo il rientro in campo nella sfida contro la Lazio. […] Come del resto anche Paulo Dybala che spera in una convocazione contro il Bologna. […]

(corsport)

De Rossi, sirene romane

L’anno scorso toccò a Patrick Vieira. Dopo la salvezza conquistata il suo nome fu accostato all’Inter. […] Adesso è il momento di Daniele De Rossi che, già accostato alla Nazionale, è diventato invece il nome caldo per una panchina che in realtà ha già guidato e che di fatto sarebbe la sua per storia: quella della Roma. Nella Capitale, che sta vivendo la diatriba tra Ranieri e Gasperini, ecco che il nome dell’attuale mister del Genoa è diventato subito virale.

Voci sicuramente, ma quanto basta per esaltare il popolo giallorosso. In realtà con la salvezza matematica per De Rossi scatterebbe il rinnovo automatico del contratto con il Genoa e lo stesso allenatore non ha nascosto di voler fare bene in rossoblù.

Lo stesso non nega il suo amore per la Roma ma l’impressione è che non voglia tornare subito alla “casa madre” piuttosto voglia terminare il suo lavoro al Genoa. Tanto che sta già organizzando la prossima stagione, in termini di scelta di giocatori, proprio con la dirigenza rossoblù che lo ha fortemente voluto e che gli ha dato una chance in Serie A dopo che erano arrivate solo richieste dalla B.

Tutto dipenderà però da quanto sarà forte il richiamo della Capitale e della Lupa, ma soprattutto da cosa accadrà tra Gasperini e Ranieri. […]

(La Repubblica)

Pellegrini, gran gol nel cuore dei ragazzi di Save the Children: “In questo periodo storico è una fortuna avere uno spazio così” (FOTO E VIDEO)

Metti insieme un pomeriggio di primavera post pasquale, uno dei calciatori più rappresentativi della Roma come Lorenzo Pellegrini, il Punto Luce di Save the Children di Torre Maura e ne esce fuori una giornata che decine di bambini e adolescenti ricorderanno a lungo. È accaduto nei giorni scorsi quando il numero sette giallorosso, accompagnato dalla moglie Veronica e dalla madre Monica, ha visitato gli spazi della Struttura che rappresenta uno dei 27 centri nel nostro Paese. […]

Lorenzo ha visitato la struttura, le aule per il sostegno nello studio, le aree gioco, la biblioteca e il campetto di calcio per poi regalarsi ai presenti. Inizialmente incontrando bambini fino ai tre anni con le loro mamme, poi quelli nella fascia dai quattro agli otto, per dedicarsi infine agli adolescenti. E qui ha dato il meglio di sé rispondendo divertito a mille curiosità, domande e richieste di aneddoti dei suoi interlocutori. […]

Il pomeriggio è così proseguito con un’attività sportiva condivisa sul campetto, tra calci al pallone, sorrisi, autografi e foto ricordo: “Sono stato molto felice di questo incontro con dei bambini e ragazzi che hanno un grande potenziale e che come ogni altro coetaneo hanno diritto a opportunità, sostegno e fiducia per costruire il proprio futuro. E’ stata veramente una bella esperienza che ha unito sport, relazione ed educazione, valori che Save the Children promuove quotidianamente nei suoi interventi sul territorio”, il primo pensiero di Pellegrini. […]

Un incontro che non rimarrà isolato perché il calciatore parteciperà a maggio ad un altro evento, denominato Charity dinner. […]

(Il Messaggero)

In un video pubblicato sui social, il numero 7 giallorosso ha parlato dell’importanza della struttura situata in Torre Maura: “Credo che per tutti i bambini e le bambine di quartiere avere un punto luce sia fondamentale. Soprattutto in questo periodo storico, dove si può essere un po’ persa la qualità di socializzare, di sapere condividere momenti con i propri amici o facendo sport o un’attività tutti insieme. Credo che sia veramente una fortuna uno spazio dedicato per questo e soprattutto penso sia una fortuna avere delle persone che dedicano il proprio tempo e il proprio amore per fare in modo che questo accada. Bisogna avere questa gioia nell’affrontare qualsiasi cosa. Se poi dopo vuoi vedere il bello della vita, anche se è difficile, piano piano ci riesci”.

Roma, separati in casa

[…] Uno dei tanti pranzi di Trigoria, fissato obbligatoriamente prima dell’allenamento di ieri, ha finito per catturare l’attenzione dell’ambiente romanista perché due dei commensali erano Ranieri e Gasperini, seduti a poche seggiole di distanza l’uno dall’altro dopo il botta e risposta scoppiettante di giovedì e venerdì. […] Di sicuro in seguito allo sfogo di Sir Claudio non c’è stato alcun confronto. L’allenatore, ferito dalle parole del senior advisor, lo ha strategicamente ignorato. Il dirigente, fermo sulle sue posizioni, da sempre convinto che queste rappresentino pure la visione della proprietà su capisaldi come il mercato, la condivisione d’intenti nelle scelte e il rispetto dei ruoli, non ha fatto a sua volta mosse concilianti che potessero favorire un chiarimento. La grande freddezza prosegue ed è alimentata dal silenzio di Dan Friedkin, ancora in America pure se qualcuno deve avergli suggerito di salire il prima possibile sul proprio aereo e fare un salto a Roma per vedere coi propri occhi come stanno davvero le cose.

La verità è che Dan è spiazzato dallo strappo di venerdì come la maggior parte dei tifosi della Roma. Stima profondamente Ranieri, sia umanamente sia professionalmente, tanto da affidargli la supervisione delle dinamiche interne all’area dirigenziale proprio come farebbe un imprenditore col suo consulente più fidato. […] Ecco perché, pur conoscendo i suoi ragionamenti su Gasperini (glieli ha espressi diverse volte nei vari colloqui), non credevano si potesse alzare così tanto il livello della tensione. D’altra parte, la proprietà resta convinta della bontà del lavoro dell’allenatore. A Gasp hanno affidato un progetto che dovrà essere almeno triennale e che punta alla valorizzazione dei giovani senza dimenticare l’ambizione di vincere un trofeo, possibilmente lo scudetto. Dopo la cappotta di San Siro nella serata di Pasqua, non a caso, il presidente ha espresso totale fiducia nei confronti dell’allenatore, sussurrando l’ipotesi di una rivoluzione a giugno che si concentrerà soprattutto sul gruppo senza toccare lo staff tecnico. […]

È forse a causa del rispetto che nutre per i due contendenti che Dan, fin qui, ha evitato di esporsi in merito alla diatriba. Ma il silenzio, stavolta, non curerà le ferite perché la frattura resta profonda e richiede una soluzione decisa ora o alla fine della stagione. […] Quel che sembra certo è che questo gruppo di lavoro – Ranieri, Gasperini e Massara – insieme non potrà proseguire. La freddezza, prima o poi, diventerà distanza. 

(corsport)

Ranieri e Gasp parlatevi: almeno per sei partite e solo per il bene della Roma

La storia si ripete, in casa Roma. Due anni fa era successo con Mourinho: ricorderete la contrapposizione con Tiago Pinto. Non è andata meglio con De Rossi, licenziato nel giro di una notte. Arrivato il 17 gennaio del 2024, fu esonerato a sorpresa il 18 settembre per divergenze di vedute con Lina Soulokou. Sembrava che qualcosa potesse cambiare nell’estate scorsa, con l’ingaggio di Gasperini. Non doveva essere così se a distanza di tre stagioni, non calcistiche ma nel senso letterale: autunno, inverno e primavera, la situazione è precipitata. Con un botta e risposta sulla paternità degli acquisti, sul fatto di aver preso una squadra arrivata a un punto dalla Champions e soprattutto una sentenza dialettica difficile da ribaltare in appello. Cosa ci può essere di più pesante, e più sbagliato, nel colorare così un rapporto che si è fatto, ogni giorno, poi più complicato? Fatto sta che a settantadue ore dalla rottura pubblica, due non notizie hanno dato plasticamente il senso della pesante crisi di rapporti. La prima è il mancato incontro tra Ranieri e Gasperini che, anzi stando a quelli che Spalletti chiamava riportini si sono ignorati. Neppure un saluto tra due che conoscono i principi dell’educazione: come a dire che a parlarsi si rischiava di fare ancora peggio. Seconda non notizia il mancato, e auspicato, intervento pubblico dei Friedkin. Se non c’è stato, evidentemente la proprietà non ha ritenuto giusto sconfessare il suo Senior Advisor, facendo anzi trapelare l’intenzione di una telefonata per invitare Gasp ad abbassare i toni. Una posizione che è difficile non interpretare, a meno di improvvisi ripensamenti, a favore dei rappresentanti della società. Insomma, anche se può sembrare surreale, è fortissimo il rischio che la Roma possa bruciare, dopo Mourinho e De Rossi, un terzo allenatore importantissimo nel giro di due anni. Perché tale è Gasperini. arrivato a Roma per aprire un ciclo e finito così presto in discussione. Per i suoi modi bruschi, a volte aspri, che però hanno fatto parte del pacchetto anche all’Atalanta. In cui è rimasto 9 anni: come dire che avrà anche un carattere difficile, ma i Percassi devono aver fatto il totale di tante altre qualità per “sopportarlo”. E se è vero, come dice Ranieri, che Gasp è arrivato solo perché hanno rifiutato in tre e non è una bella cosa né per l’interessato e né per un club che incassa tanti no. Chissà come sarebbe andata se avesse saputo di essere la quarta scelta. Fatto sta che, non è buonismo ma un semplice esercizio di realismo, Ranieri e Gasperini dovrebbero trovare oggi la forza di parlarsi, collaborare, per almeno altre sei partite. Sarebbe stato meglio farlo nel silenzio, lavando in famiglia i classici panni, ma ormai la frittata è fatta e va salvaguardata almeno l’apparenza. Per il bene della Roma, e di quel pubblico che aveva sposato Mourinho, era innamorato di De Rossi e aveva cominciato a specchiarsi nella voglia di essere antipatico e ambizioso del suo nuovo allenatore. Ricordate quella cena e quella foto con Francesco Totti? Era una “promessa” per il Centenario. Un mese e mezzo fa. E sembra un secolo.

(gasport)

Il grande freddo

IL TEMPO (L. PES) – Gelo totale. Ranieri e Gasperini tirano dritti per la loro strada e nel giorno del ritorno a Trigoria si evitano. Le parole pronunciate dal senior advisor prima di Roma-Pisa hanno aperto una frattura insanabile tra i due, con la palla che passa ai Friedkin. La proprietà in questi mesi ha sperato invano che tra le parti potesse tornare il sereno e adesso si trova di fronte all’ennesimo bivio della propria gestione dove prendere una posizione non è certo semplice. Da una parte l’uomo al quale il presidente ha affidato la ricostruzione del club dopo i cocci lasciati dell’esonero di De Rossi e l’addio della Souloukou, dall’altra l’allenatore del progetto triennale e del miracolo Atalanta che seppur con le sue tante spigolosità non è mai stato in discussione. Dan e Ryan, ora, vogliono vederci ancora più chiaro dopo aver parlato con entrambi i protagonisti sperando di salvare il salvabile e non arrivare a scelte drastiche che ad oggi non sembrano evitabili. Impossibile, conoscendo il modus operandi degl americani escludere ribaltoni o colpi di scena già nelle prossime ore, anche se il diktat delle ultime settimane è sempre stato all’insegna dei toni moderati. La giornata di ieri si è consumata tra attese e allenamenti. Chi sperava in un chiarimento tra Ranieri e Gasp è rimasto deluso. Il tecnico non ha nessuna intenzione di confrontarsi con chi nemmeno un anno fa lo ha scelto per il nuovo ciclo giallorosso, deluso dalle parole ascoltate prima di un match importante. Dall’altra parte Sir Claudio non ritiene di dover dare spiegazioni e attende sviluppi da parte della società. I due sono, casualmente, arrivati praticamente insieme al centro sportivo intorno alle 12, ma poi ognuno per la sua strada. Fino però a tarda sera i due sono rimasti a Trigoria dove sono andati in scena colloqui con la proprietà che prima di eventuali scossoni vuole vederci chiaro su una situazione che scotta.
Una frattura che viene da lontano e che i Friedkin non sono riusciti a ricomporre nonostante i molteplici tentativi. Gasperini negli ultimi giorni ha avuto una centralità più marcata anche nei colloqui con la proprietà per il futuro, così come Ranieri dal canto suo pur avendo ecceduto nei toni e nelle modalità sapeva di esporre un pensiero affatto lontano da quelli della presidenza. Uno strappo figlio di mesi di mal sopportazione che a sua volta deriva da un’incompatibilità di vedute che all’inizio probabilmente non era stata presa in considerazione. Tanti gli episodi di scontro in questi mesi che hanno coinvolto anche il ds Massara, mai apprezzato dal tecnico di Grugliasco e dal destino quantomai incerto in questi giorni turbolenti. A riportarlo a Trigoria è stato proprio Ranieri mentre dall’altro lato c’è chi caldeggia la candidatura di Giuntoli. L’ex Napoli e Juve sarebbe entusiasta di sposare la causa romanista, anche se il tanto clamore degli ultimi giorni potrebbe non essere particolarmente apprezzato a Houston. Infine, c’è il discorso Nazionale. Con la candidatura di Malagò le voci cominciano a rincorrersi sulla possibile figura di Ranieri da inserire come sorta di direttore tecnico. Un rifiuto che un anno fa quasi costò non poco a Sir Claudio e che oggi chissà. Intanto Friedkin riflette.

Gasp e Ranieri separati in casa: il vertice non allenta la tensione

La primavera romana è dolcissima, accarezza le anime. Ma ieri Trigoria pareva il Polo Nord. Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini si sono letteralmente ignorati, almeno fino a quando hanno potuto, chiamati a sedersi intorno a un tavolo. Hanno calpestato più o meno le stesse mattonelle, ma senza neppure salutarsi, loro che pure in città abitano ad appena un chilometro di distanza l’uno dall’altro. Arrivati entrambi in tarda mattinata nel centro sportivo, addirittura hanno messo in scena un dribbling reciproco persino nella sala ristorante, pranzando in due momenti diversi. Separati in casa, per due persone che dovrebbero lavorare insieme con e per lo stesso obiettivo. Ma le parole del senior advisor di venerdì prima della gara contro il Pisa, in reazione a quanto detto dal tecnico il giorno precedente hanno segnato un confine. Indietro non si torna. Ed è per questo che nel tardo pomeriggio é dovuta intervenire la proprietà, collegata a distanza, nella persona del presidente Dan Friedkin e del vicepresidente Ryan. Il vertice è durato oltre un’ora. I toni usati sono stati meno concilianti rispetto a quelli usati lo scorso 20 marzo, quando all’indomani dell’eliminazione dall’Europa League la proprietà aveva chiesto di abbassare i toni concentrandosi solo sul campo. Invito disatteso: i protagonisti hanno fatto il contrario. Ecco perche ieri Friedkin ha trasferito ai protagonisti tutta la propria delusione, peggio, l’irritazione per il clima che si è creato intorno alla squadra, per di più dentro una stagione che ha ancora un obiettivo vivo, il più importante di tutti, ovvero la qualificazione Champions. I Friedkin hanno preso nuovamente atto dell’enorme distanza tra le parti, ma hanno ribadito la ferma volontà di arrivare a fine campionato, ovvero a risultati chiari in un senso o nell’altro, per prendere le decisioni. A meno che qualcuno non si stufi prima. Inutile aggiungere che ai litiganti è stato ribadito l’invito di evitare polemiche ulteriori, da qui alle prossime settimane. Chissà se stavolta verrà seguito. Di certo, non ci sarà un’altra Roma con la stessa triade attuale: Ranieri, Massara e Gasperini. O vanno via i primi due, o saluta l’allenatore. E un’altra certezza è che i Friedkin già in passato hanno preso decisioni improvvise, anche impopolari, pure a campionato in corso. Sicuramente quanto accaduto nelle ultime tre settimane ha fatto cambiare idea anche alla proprietà. Fino a prima della partita con l’Inter c’era la convinzione, da parte dei Friedkin, che in qualche modo le frizioni sarebbero state gestibili, che la triade avrebbe trovato un modo di continuare insieme anche la prossima stagione. Adesso non è più così. E arrivata l’ora delle scelte, anche per gli americani. Ma, comunque vada, siamo di fronte all’ennesimo fallimento di gestione dei Eriedkin, che sotto la loro presidenza hanno bruciato dirigenti e allenatori senza mai raggiungere il vero grande obiettivo, il rientro della Roma nella competizione europea più importante. La loro popolarità in città è stata più bassa solo nei giorni degli esoneri di Mourinho e De Rossi. Ma qui siamo in corsia di sorpasso: attenzione alle mosse future. E già nelle prossime ore lo scenario potrebbe essere più chiaro.

(corsera)

Il gelo sopra la Roma

Ci si può ignorare pur stando dentro una stessa stanza? Certamente. Figuriamoci in un centro sportivo enorme come Trigoria dove per muoversi Mourinho utilizzava la Vespa. Così ieri per Gasperini da un lato e Ranieri dall’altro è stato facile evitarsi. Almeno fino all’ora di pranzo quando Claudio ha deciso di andare alla mensa e si è seduto al tavolo dirigenziale, non prima di aver salutato la squadra e aver parlato con diversi calciatori. Il tecnico ha così preferito mangiare altrove, evitando d’incrociare il Senior Advisor. Una giornata iniziata per entrambi intorno a mezzogiorno quando a poca distanza uno dall’altro hanno varcato il cancello del Fulvio Bernardini per poi prendere vie diverse. […] La call tanto attesa, alla quale ha partecipato anche Massara, è andata in scena intorno alle ore 18.30 ed è durata più di un’ora. Per l’allenatore è stata la seconda volta nel giro degli ultimi 10 giorni, visto che aveva chiesto e ottenuto di parlare con la proprietà anche dopo la sconfitta di Milano. Diverso il discorso per Ranieri che con Dan e Ryan ha un rapporto se non quotidiano quantomeno settimanale. Le esternazioni di Ranieri di venerdì sera poco prima della partita col Pisa, sono state ormai vivisezionate e anche se, tra le intenzioni del dirigente c’era la volontà di difendere quei nuovi arrivati che non erano stati menzionati da Gasperini tra gli acquisti riusciti, vien da sé che il passaggio sulla scelta dell’allenatore abbia lasciato il segno. Che alcuni atteggiamenti di Gasp siano rimasti invisi a Trigoria e di riflesso negli Usa è ormai di dominio pubblico. Ma da qui a separarsi, oltre a problemi di immagine che certificherebbero una scelta sbagliata, ci sono 24 milioni di motivi che invitano i Friedkin a provare a rincollare i cocci e prendere tempo, almeno per ora, rimandando la decisione finale a fine campionato. Più facile sarebbe dirsi addio con Ranieri al quale però, soltanto una ventina di giorni fa, la proprietà aveva chiesto una presenza più assidua a Trigoria e di fare un passo in avanti assumendo realmente il ruolo di direttore generale che avrebbe comportato anche il prolungamento del contratto del Senior Advisor che scade tra un anno. Il tenore della call, dopo aver manifestato la profonda delusione per aver disatteso le aspettative, ha ricalcato così i toni di quella andata in scena lo scorso 20 marzo: mancano sei giornate alla fine, c è ancora la possibilità di andare in Champions che nella programmazione futura fa tutta la differenza del mondo, arriviamo al termine della stagione e poi tracceremo una linea. Inutile spingersi oltre. Anche perché la situazione, dal punto di vista della proprietà, molto seccata, e complicata. Confermare Gasperini e liberarsi di Ranieri vorrebbe dire trovare un’altra figura che in loco possa al loro posto gestire la situazione a Trigoria. Difficile, se non c’è riuscito nemmeno un diplomatico come Claudio. Confermare però Ranieri e salutare l’allenatore certificherebbe un’altra scelta sbagliata. Senza contare la reazione della piazza e soprattutto quei 24 milioni di euro di un accordo fino al 2028 che per un club, ancora alle prese con il Settlement Agreement, sarebbero difficili da metabolizzare.

(Il Messaggero)

No a rischi per Wesley, Mancini sta recuperando

Non pensare alle polemiche per concentrarsi solo sul campo. Perché a sei giornate dal termine della stagione la Roma ha ancora tanto da giocarsi con tre porte diverse per l’Europa in ballo e il sogno Champions che può ancora essere coltivato. La sfida all’Atalanta di sabato sera all’Olimpico rappresenta molto. Ma chi sarà a disposizione di Gasperini? Ieri, alla ripresa degli allenamenti, erano ancora assenti Wesley, Mancini e Konè. Ma il tecnico conta di recuperare i primi due almeno per la panchina col difensore azzurro che conserva qualche possibilità in più e dovrebbe tornare in gruppo entro domani. Il brasiliano sarà valutato in queste ore, ma senza rischi. O almeno questo è l’input dello staff medico della Roma e del Brasile considerato il Mondiale alle porte. Difficile possa risultare tra i convocati Koné. E l’assenza del francese impone l’utilizzo di Pisilli in mediana e quindi la probabile presenza di El Shaarawy sulla trequarti per sostituire l’infortunato Pellegrini che ne avrà per 25 giorni. Ancora out, infine, Dybala che dovrebbe ricominciare ad allenarsi in gruppo in vista della sfida al Bologna del 25 aprile.

(gasport)