Per sabato è corsa al biglietto

Quota 60 mila verrà raggiunta oggi, per la 15ª volta su 16 partite casalinghe all’Olimpico in questo campionato, mentre la corsa al biglietto prosegue inesorabile insieme a quella per la Champions League. […] Sono già oltre 1 milione i sostenitori giallorossi che in questa stagione hanno varcato i cancelli dello stadio al Foro Italico.

Sabato sera, contro l’Atalanta, la squadra è attesa da un autentico match point e il clima sarà quello di una finale anche sugli spalti con altri 62-63 mila fan previsti. Il club conta di raggiungere il 79° sold out in 4 anni.

(corsport)

Ranieri, il passo di lato. L’ipotesi dimissioni e il silenzio per avere l’ultimo atto di fiducia

Claudio Ranieri ieri ha evitato Trigoria e dunque ogni genere di contatto con Gasperini. Il silenzio in cui si è chiuso dopo il pranzo con la squadra di lunedì, vissuto da separati in casa, e la distanza che ha messo tra sé e l’allenatore – l’indifferenza, va detto, è reciproca – rappresentano l’anticamera del divorzio. Sarà una separazione tutt’altro che consensuale, figlia anzi di uno strappo che può riassumersi in questo aut aut: o me, o lui. Così il senior advisor avrebbe pensato anche alle dimissioni, forse per allarmare la proprietà e convincerla a fare una scelta. La frattura appare insanabile e questo clima è diventato insostenibile tanto da influenzare umori e pensieri anche della squadra, che dovrebbe viceversa restare concentrata sull’obiettivo Champions. […]

Ma a segnare la distanza tra Sir Claudio e Gasp, se possibile più umana che professionale, è stata la frase che ha etichettato il tecnico come la quarta scelta della Roma: «Abbiamo posto 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società». Gian Piero non si aspettava un attacco frontale di questa portata in un momento così delicato della stagione, il consigliere dei Friedkin al tempo stesso non immaginava che l’allenatore potesse mettere in discussione gli acquisti e per certi versi anche la strada intrapresa della proprietà («servono meno acquisti ma come Wesley e Malen coi giovani in campo si rischia di abbassare l’ambizione della squadra»), così ha deciso di rispondere in modo netto. Anche se i toni, o la natura del suo intervento, non erano concordati con Dan. La proprietà, in qualsiasi caso, non ha usato il pugno duro e questo significa che pur restando spiazzata dallo sfogo ne ha condiviso quantomeno le sfumature. Così il presidente, che considera ottimo il lavoro del tecnico e altrettanto irrinunciabile il supporto del dirigente, ha tentato una complessa opera di mediazione per rimettere insieme i cocci. Tardiva. […]

Dopo gli addii di Mourinho e De Rossi, Friedkin eviterebbe volentieri di inciampare in un altro danno di immagine. Lo strappo è dunque figlio di una lacerazione che si è consumata per mesi senza che nessuno ponesse rimedio. Così Ranieri è arrivato a dire «se mi piacerà continua-re, continuerò. Se sarò interpellato, continuerò. Se non sarò interpellato, me ne andrò, non sto qui a fare il garante di nessuno».
E a quelle parole, dopo una settimana di caos, starebbe pensando di dare consistenza.

(corsport)

Gasperini in pressing sui Friedkin. Aspetta risposte per definire il futuro

Neanche l’aumento delle temperature ha fatto passare il gelo a tra Gasperini e Ranieri. Rapporto ormai a un punto di non ritorno. Troppo gravi per il tecnico le frasi del senior advisor prima di Roma-Pisa. Si è sentito colpito nel personale («Ho scelto 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha preso Gasperini», la frase incriminata) e lo ha ribadito a Dan nella call di martedì sera. Friedkin gli ha ribadito piena fiducia (ieri invece nessun contatto), Gasp ha gradito, ma adesso si aspetta i fatti. Ha esposto tutti i problemi che ci sono dentro Trigoria: dal rapporto mai nato con Massara alle difficoltà nel progettare il futuro con una rosa piena di giocatori in scadenza. Inoltre, ha espresso la sua preoccupazione per il morale della squadra che sta risentendo della situazione complicata tra le mura di Trigoria. Ea tre giorni dal delicato match con l’Atalanta non è di certo un aspetto da sottovalutare.

Con i proprietari americani non si può mai escludere uno scossone improvviso. Basti andare indietro nel tempo e ricordare gli esoneri di Mourinho e De Rossi, ma sarebbe surreale immaginare uno scenario simile. Gasperini, invece, si aspetta una presa di posizione immediata. Il pressing prosegue, ma l’idea dei Friedkin per il momento è quella di provare a proseguire almeno fino a fine stagione. Dan stima entrambi ma ha ormai compreso che la frattura è insanabile e se sarà questione di ore o di settimane lo scopriremo col tempo. L’attesa coinvolge anche Ranieri che continua a ignorarsi con l’allenatore e per ora rimane al suo posto. […]

Regna il caos e nel frattempo continuano a circolare le voci su un possibile arrivo di Dan. L’aereo è ancora parcheggiato negli States. Manca la benzina ma non per l’aumento dei prezzi ma semplicemente perché il numero uno giallorosso ha intenzione di arrivare nella Capitale solamente quando avrà le idee più chiare. […]

(Il Messaggero)

Stramaccioni: “I problemi tra Ranieri e Gasperini ci sono da tempo. La Roma ha scelto l’allenatore giusto”

GAZZETTA DELLO SPORT – Andrea Stramaccioni, allenatore nel settore giovanile giallorosso dal 2005 al 2011, e oggi commentatore e opinionista per DAZN, ha rilasciato un’intervista al quotidiano in cui ha analizzato la delicata situazione in casa Roma, con le forti tensioni presenti tra Gasperini e Ranieri e un futuro tutto da definire.

Come e perché si è arrivati a tanto?
“Credo che lo sfogo di Ranieri sia stato solo la punta dell’iceberg. Mi spiego: i problemi ci sono da tanto tempo e hanno radici più profonde. Dalle incomprensioni sui giocatori da comprare – sia in estate che a gennaio – a un disco so sul progetto e sui rin-novi. Anche perché è da li che si costruirà la Roma che verrà”.

Quali meriti ha avuto Gasperini in questo primo anno in giallorosso?
“Ha avuto la bravura e la forza di imporre le sue idee e la sua filosofia di gioco. D’altronde i Friedkin lo hanno presto per questo. Guardate Malen: con Gasp sta avendo un rendimento straordinario. Però, forse era il caso di affiancargli un altro attaccante di livello”.

Ranieri venerdì scorso ha parlato chiaro: il suo intervento può destabilizzare l’ambiente?
“Premetto che è una situazione che sarebbe difficile da gestire anche altrove, non solo a Roma. Gasperini ha fatto presente che secondo lui alcuni giocatori non sono da Roma e Claudio credo abbia scelto di replicare. Conosco entrambi da tanto tempo e so che sono due grandi uomini di calcio, con un carattere forte. In particolare, sulle dichiarazioni pre partita di Ranieri, penso che siano state controproducenti, non solo per Gasperini, ma anche per la squadra in un momento così importante della stagione. Perché onestamente non vedo che benefici potesse avere rendere pubbliche alcune asserva-zioni sugli allenatori che avevano rifiutato la Roma o fare un confronto con i risultati dell’anno scorso”.

È mancata una presa di posizione da parte della società?
“A questo punto è necessaria. E non lo penso da oggi. I Friedkin devono scendere in campo e chiarire la situazione. Gasperini è un allenatore che hanno fortemente voluto e su cui hanno investito, che senso ha prenderlo e non supportarlo dopo pochi mesi? Stessa cosa, però, dico su Ranieri. Vanno chiariti compiti, poteri e ruoli. E possono farlo soltanto loro”. […]

Si immagina un progetto a lungo termine con Gasperini?
“La Roma ha puntato sull’allenatore giusto, che a sua volta l’ha scelta nonostante avesse tante richieste. Sono convinto che la soluzione sia creare un mix vincente, tra giocatori esperti e giovani che possono crescere. E in rosa ce ne sono parecchi. Un esempio? Pisilli. Ma in generale la società giallorossa ha sempre avuto una grande tradizione di settore giovanile”. […]

Si è parlato aungo di una figura come Totti in so-cietà. Può essere utile o sarebbe un’ulteriore figura ingombrante?
“Totti è Totti. È la Roma. Lo prenderei di corsa. Poi, certo, la differenza la fanno sempre competenze e ruoli. Ingombrante lo diventi se non hai mansioni chiare e non c’è ordine. Ma io credo che uno come Francesco possa essere solo un valore aggiunto”.



Champions: il peso del mercato

Quando la Roma a metà gennaio prende con la formula del prestito oneroso Donyell Malen dall’Aston Villa, è quinta con 39 punti, alla pari della Juve. L’olandese si presenta con un gol al Torino e i giallorossi si isolano al quarto posto. Tre mesi dopo, la Roma occupa il sesto posto, l’iscrizione alla coppa più danarosa è in bilico, ma il pensiero generale è unanime: dove sarebbe senza Malen?

Il prestito oneroso è costato due milioni, con diritto di riscatto fissato a 25. Diventa obbligo al verificarsi di due condizioni: che la Roma si qualifichi in Champions o Europa League e che l’attaccante disputi almeno la metà delle gare. La seconda clausola si è già verificata, l’olandese è sempre stato titolare finora. Malen ha impedito un tracollo più doloroso a Gasp, la Roma in questi tre mesi è sprofondata nella fase difensiva, ha ingrossato la sequenza di infortuni, è vittima di se stessa con i litigi all’interno, tra dirigenza e allenatore. Poi però arriva Malen, come nel caso della tripletta venerdì scorso al Pisa, e fa tornare il sorriso ai tifosi, li distoglie dai botta e risposta velenosi. L’obiettivo era Giacomo Raspadori, che però «non ha voluto parlare con noi», come disse Claudio Ranieri. […]

(gasport)

L’attesa dei Friedkin

Lo strappo tra Ranieri e Gasperini non è sanabile. Lo ha ormai capito pure la famiglia Friedkin che però non interviene. Prende tempo, più indecisa che mai, almeno agli occhi della piazza. Il gelido silenzio non fa però bene alla Roma. Da settimane si perde tempo sulla programmazione e, lasciando in sospeso il contrasto interno e rinviando ogni mossa dopo la fine del campionato (24 maggio), c’è il rischio di compromettere anche la prossima stagione. Ryan, durante la lunghissima conference call di martedì sera, ha comunque ribadito la fiducia, la sua e del papà Dan (a Trigoria li aspettano, ma non si sa quando), a Gian Piero. Che però avrebbe voluto qualche certezza in più sulla restaurazione interna. I Friedkin gli hanno garantito che sarà ascoltato. Tra quaranta giorni, però. La proprietà non vuole dare subito la spallata. A meno che Claudio confermi quel «se non mi ascoltano, potrei anche farmi da parte» detto a Sky e Dazn.«Non parli dell’Atalanta».

L’attualità riporta all’unica replica, diretta e anche spigolosa, di Gasperini a Ranieri, dopo l’attacco di venerdì in diretta tv del senior advisor, proprio sull’ex squadra dell’allenatore. Claudio aveva appena chiarito che Gian Piero era stato scelto proprio per riproporre quanto fatto dall’allenatore con la Dea e cioè «partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici». Gasperini ha chiarito, cancellando la tesi di Ranieri: «Non ho lavorato, dall’inizio, solo con i giovani. E sono arrivati subito i risultati».


La partita contro l’Atalanta ha insomma un significato grande così per Gian Piero. E non solo per il botta e risposta con Claudio. È il match più impegnativo degli ultimi sei di questo finale di campionato. Fondamentale nella volata Champions. In più Gasperini non dimentica il trattamento ricevuto all’andata dai suoi vecchi dirigenti. L’accoglienza in grande stile per il ritorno a Bergamo dopo 9 stagioni – come promesso dalla famiglia Percassi – non c’è stata. Anzi ha percepito freddezza e distacco. […]

(corsera)

Una Roma a pezzi

C’è vita che per gente che fino a ora abbiamo visto davvero poco:
Venturino, e chissà, magari anche Zaragoza, oppure El Shaarawy, quel calciatore a scadenza – uno dei tanti – che Gasp ha dovuto gestire in un’annata per lui insolita sotto questo aspetto («non mi era mai capitato di allenare tanti calciatori in scadenza», dixit l’allenatore). El Aynaoui dovrà esserci per forza, e lui è uno di quelli facente parte delle seconde linee, che ha giocato di più, specie nella prima parte, e specie in Europa League, che sappiamo bene non è stata per la Roma una «priorità», sempre per citare Gasp. La vogliamo chiamare la Roma di Massara? Facciamolo, nessuno si offenderà, ma la sfida contro l’Atalanta cade proprio nel momento peggiore della stagione e le forze stanno venendo meno, ci si deve aggrappare a tutti. Liti interne, infortuni, polemiche fuori (interviste varie di Gasp e Ranieri) e dentro (tra queste, tiene banco la diatriba tra il tecnico e lo staff medico). Facciamo la conta degli assenti, per sabato. Ad oggi è impossibile ritrovarsi in campo contro la formazione di Palladino i vari Koné, Pellegrini, Dybala, Dovbyk, Ferguson; quasi impossibile poter contare su Pisilli. […]

Il caso più spinoso riguarda Wesley, tornato malconcio dalla trasferta con la sua nazionale. Il brasiliano si sta allenando da solo, mai in gruppo, nemmeno nell’ultima seduta di lavoro. Lo staff medico è molto prudente, sconsigliando il suo impiego, Gasp invece, ormai in piena disperazione, vorrebbe provare a recuperarlo. […] Le tensioni con i medici sono cominciate da Ferguson e dai suoi problemi alla caviglia, per poi finire a Dovbyk e Dybala sui quali, per il tecnico, si è perso troppo tempo prima di decidere se sottoporli a intervento chirurgico e meno. C’è stato poco da fare sulla pubalgia di Soulè, mentre Hermoso, mesi fa, ha forzato la mano, andando spesso in sofferenza, e anche in questa fase lo spagnolo sta facendo un lavoro di gestione, che dovrà/dovrebbe portarlo a stare al suo posto contro l’Atalanta. RoboCop Mancini invece è recuperato al cento per cento, ieri si è allenato con il resto del gruppo. […]

Al momento, la formazione an-ti-Atalanta e la seguente: Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso (Ghilardi); Celik, El Aynaoui, Cristante, Rensch (Angeliño?); Soulé, El
Shaarawy; Malen. In corso d’opera vedremo tutti gli altri, da Venturino a Vaz, con nessuna alternativa a centrocampo. […]

(Il Messaggero)

Gasp sul filo: chiesta la fiducia. Friedkin riflette

Adesso può davvero succedere di tutto. Perché ognuno dei contendenti si sta giocando la sua partita. A modo suo ovviamente, come è anche giusto che sia. Claudio Ranieri da una parte e Gian Piero Gasperini dall’altra è come se fossero su un ring immaginario, con in mezzo la proprietà giallorossa (i Friedkin) a fare da arbitro. E allora i rumours di Trigoria sussurrano di litigi assai accesi tra i due andati in scena martedì scorso, alla presenza del d.s. Ricky Massara, anche lui coinvolto animatamente nella discussione. Una situazione quasi estrema, che per qualcuno avrebbe portato Ranieri a pensare anche alle dimissioni. E che, invece, dall’altra parte ha spinto Gasp ad avere l’ennesimo confronto con la proprietà, pure per capire i programmi futuri dei texani.

Già, perché in questo momento Gasperini ha fretta di sapere. E anche di capire. Nei vari colloqui avuti in questi giorni con i Friedkin la proprietà gli ha confermato la fiducia, rassicurandolo sul suo futuro. Solo che poi ci sono i fatti e questi dicono che dal momento in cui Ranieri ha esternato le famose “puntualizzazioni” – venerdì
scorso – sono passati già sei giorni e nessuna presa di posizione né decisione è stata presa. Il fatto che non ci sia stata una linea societaria fa quindi riflettere, ad iniziare proprio da Gasp. Del resto, in una di queste videocall i Friedkin hanno ribadito all’allenatore giallorosso come Ranieri sia una figura fondamentale per il loro progetto ed allora il puzzle sembra proprio impossibile da ricomporre. Perché tra le tante cose che Gasperini ha sottolineato a Dan (oltre alla sua idea di come poter rendere la Roma più forte e competitiva) c’è proprio l’oramai incomunicabilità tra lui e il resto della truppa (leggi Ranieri-Massara). […] Del resto, i punti di scontro sono tanti, non solo il mercato, ma anche la gestione interna di tante altre cose (a Gasp, ad esempio, non è andato giù che la parte di staff tecnico che fa capo a Ranieri abbia avuta il rinnovo di contratto per altri tre anni senza che lui fosse interpellato). Ed allora a Gasp vengono in mente anche tanti altri pensieri. Perché se è vero che la fiducia gli è stata espressa a parole, vorrebbe poi incassarla anche con i fatti. […]

In più proprio la mancanza di una presa di posizione avvalora l’idea che le parole di Ranieri (che, da far suo, ha parlato per difendere la Roma) siano – di fatto – anche il pensiero di Dan. Insomma, Gasp vuole (o vorrebbe) avere delle risposte in tempi rapidi. […] E anche questo è emerso nei vari colloqui avuti con la presidenza, con il tecnico che ha fatto notare come le stagioni si inizino a costruire proprio adesso. Bisognerà capire, quindi, quali saranno i prossimi passi di ognuna delle componenti in gioco. A Ciampino, ad esempio, ieri c’era uno slot prenotato dai Friedkin, prenotazione valida anche per oggi. La proprietà potrebbe spuntare a Roma da un momento all’altro, anche se è già successo in altre occasioni che Dan e Ryan bloccassero degli slot senza poi sfruttarli. […]

(gasport)

Malagò: “Porto credibilità e affidabilità. Non mi sono candidato, mi hanno chiesto disponibilità”

IL GIORNALE – Giovanni Malagò è il candidato presidente della FIGC della Lega Serie A. L’ex presidente del Coni ha ottenuto la maggioranza dei voti dei club, ben 19 su 20. Le elezioni ufficiali si terranno il prossimo 22 giugno. In un’intervista rilasciata al quotidiano, Malagò, ha parlato della sua candidatura e sulla possibile sfida che lo aspetta per riportare in alto il calcio italiano.

Diciannove club italiani di serie A su venti hanno indicato il suo nome per la successione a Gravina alla presidenza della Figc. È fatta?
“Io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un’eventuale disponibilità. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta”.

Beh, però che 19 società su 20 abbiamo fatto il suo nome è un fatto abbastanza eccezionale, no?
“È oggettivamente impressionante. Parliamo di un mondo storicamente complesso, litigioso, dove per anni è stato difficile trovare anche solo una maggioranza semplice. Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta, è un fatto che merita attenzione. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato”.

Perché hanno pensato a lei?
“Credo che mi vengano riconosciute credibilità e affidabilità. Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta”.

Ma le piacerebbe davvero guidare la Figc?
“È una sfida che mi affascina, su questo non ci sono dubbi. Allo stesso tempo sono una persona realista: sarebbe un impegno enorme, che impatterebbe sulla mia vita, sulla mia azienda e sulla mia quotidianità. Io sono un imprenditore e valuto tutto a trecentosessanta gradi”.

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Napoli: Gasperini nella lista di De Laurentiis in caso di addio di Conte

Il futuro di Antonio Conte è ancora da decifrare e l’allenatore deve decidere se restare alla guida del Napoli o aprire definitivamente le porte al ritorno come commissario tecnico della Nazionale. La resa dei conti con il presidente Aurelio De Laurentiis potrebbe essere anticipata ai prossimi giorni, dato che il numero uno del club partenopeo tornerà nel weekend dagli Stati Uniti. L’argomento principale è la questione economica: il tecnico vuole che il club resti ambizioso, ma ADL deve fare i conti con i vincoli del bilancio e non può investire come fatto la scorsa estate. Il presidente non vuole farsi trovare impreparato in caso di separazione e sul tavolo ha già i nomi dei possibili sostituti. Come svelato dall’edizione odierna del quotidiano, Gian Piero Gasperini resta sempre in orbita (soprattutto in caso di addio alla Roma), Fabio Grosso è un emergente che piace, Enzo Maresca è molto più di una semplice suggestione e il ritorno di Maurizio Sarri potrebbe essere una soluzione gradita.

(corsera)