Trigoria: Dan Friedkin è nel centro sportivo

Dan Friedkin è arrivato a Roma. Dopo voci e rumors sull’arrivo nella capitale, ieri l’aereo presidenziale era stato segnalato a Milano nel tardo pomeriggio. Poi, oggi, il presidente della Roma ha fatto rientro nel centro sportivo da cui mancava da diversi mesi.

12.40 – Come fa sapere l’edizione online del quotidiano sportivo, nella tarda mattinata di oggi Dan Friedkin è tornato al Fulvio Bernardini. Sono giorni caldi in casa giallorossa tra rincorsa al 4° posto, la scelta del futuro allenatore e la consegna del progetto definitivo per lo stadio a Pietralata.

(corrieredellosport.it)

Sabatini: “Ghisolfi ha capito molte cose di Roma. Ranieri? Sarebbe un errore cercare un suo clone”

T9 – Durante la trasmissione ‘Amore giallorosso’, sull’emittente locale, ha parlato Walter Sabatini, ex direttore sportivo tra le altre della Roma, parlando del momento giallorosso tra corsa al 4° posto e futuro, con la scelta dell’allenatore che catalizza molti dei pensieri.

Claudio Ranieri, al momento della lettura della formazione, ha ricevuto un’ovazione bellissima da parte di tutto lo stadio. Quello che sta facendo il mister è qualcosa di straordinario, di unico…
“L’ovazione è doverosa anche perché pensare fino a qualche mese fa ad una Roma così bella, sarebbe stata una boutade… invece Ranieri, ha fatto un lavoro che ha portato ad una serie di risultati pazzeschi e anche al miglioramento della qualità sia del gioco che di alcuni giocatori. Sono veramente molto contento”

C’è chi parla di miracolo-Ranieri, ma forse bisognerebbe parlare più di capolavoro, perché quello che sta facendo questa Roma è frutto di lavoro, sudore e sacrificio.
“Il capolavoro prima di tutto lo ha fatto da un punto di vista psichico. Claudio Ranieri ha ridato immediatamente autostima, forza e coesione al gruppo: è un lavoro che vale su due fronti, quello tecnico-tattico e quello psicologico. Aggiungo però, che quando un club ottiene tutti questi risultati in maniera così continuativa, non c’è solo il merito dell’allenatore che qui è indubbio, ed ha un nome e cognome Claudio Ranieri ma un merito, va anche al lavoro della società. Evidentemente, quando si vincono tutte queste partite, c’è sicuramente chi sta facendo bene il proprio lavoro e mi riferisco a Ghisolfi, un ragazzo che all’inizio è stato tenuto un po’ ai margini, è stato oscurato, mentre adesso vedo che si concede interviste in lingua italiana e direi che dimostra di aver capito molte cose di Roma”

Il lavoro di Ranieri è talmente straordinario che a questo punto, per sostituirlo bisognerebbe trovare un un clone. Ma penso sia impossibile…
“Ecco questo è quello che non va fatto. Andare a cercare un clone di Ranieri, sarebbe un errore strategico imperdonabile perché ognuno ha la sua vita e la sua storia; ognuno ha la propria psiche e i propri metodi. Non si clonano le persone, mi sento di dire che Ranieri è unico, sia nel controllare il gruppo che nel mantenere alta la tensione, nonostante non sia un allenatore che stressa i suoi giocatori. Io non credo che la Roma debba andare su qualcuno che gli somigli perché sarebbe sbagliato”

Questa è una squadra probabilmente sottostimata all’inizio anno, anche per alcune scelte che sono state fatte…
“Assolutamente si, perché le partite non si vincono se non hai i giocatori. Le partite le vinci solo se hai giocatori bravi”

Probabilmente in questa rosa non ci sono tanti fuoriclasse, forse l’unico è Dybala ma ci sono dei giocatori bravi ed affidabili. Lei crede che questa Roma, sia da affidare per una potenziale crescita, più ad un allenatore giovane intorno al quale si possa costruire un progetto magari di due o tre anni, oppure ad un allenatore di esperienza?
“Io credo che se il tecnico di esperienza si chiama Claudio Ranieri, siamo tutti d’accordo nell’affidargli questa squadra, o almeno io sono d’accordo… per qualsiasi altro tecnico di esperienza direi che è un esperimento da non fare”

Facciamo un gioco. Senza fare nomi di calciatori, se lei dovesse intervenire a fine stagione sulla rosa della Roma dove andrebbe a mettere mano per migliorare la squadra, in quale reparto?
“Io ho sempre pensato, avendoci ragione tra l’altro, che le grandi squadre passano per un centrocampo forte. Quindi un’integrazione la farei lì ma non tanto per bocciare qualcuno, quanto per incrementare qualitativamente il numero nella rosa del centrocampo. In difesa ci sono Mancini che mi piace molto, lo considero un giocatore decisamente affidabile e N’Dicka che credo sia il calciatore più utilizzato della Serie A e aggiungo che non ha sbagliato nemmeno una partita. In porta c’è Svilar del quale abbiamo già parlato, quindi credo che la Roma debba ripartire da loro e ci aggiungo anche Soulé. Insomma vedo per la Roma un grande futuro, poi molto dipenderà anche da come si sistemeranno le cose per quanto riguarda l’allenatore, chi arriverà, con quali motivazioni e quali saranno le caratteristiche della nuova squadra”

Padre Pagano: “Il Papa è tifoso della Roma. Ad ogni sfida col Milan ci prendevamo in giro”

RADIO ROMANISTA – Da ieri, Padre Giuseppe Pagano ha svelato la simpatia di Papa Leone XIV, Prevost, per la Roma. Intervistato dall’emittente radiofonica a tinte giallorosse, Padre Pagano ha raccontato diversi aneddoti riguardo il nuovo Papa e loro ‘schermaglie’ tra tifosi.

Padre, lei ieri ha raccontato questa grande amicizia col nuovo Papa.
“Ci siamo conosciuti nel 1983, studiavamo insieme. Lui Diritto Canonico e io Teologia”.

Avete vissuto la Roma più bella, quella campione d’Italia nel 1983. Lei anche è tifoso?
“Io sono milanista. Non è una grande squadra adesso, ma il cuore non dimentica. Tra l’altro quando la Roma ha giocato con la Fiorentina, ho scritto a Prevost che era l’ultimo miracolo dopo la morte di Papa Francesco. Volete che vi regaliamo la vittoria per la Champions? Tanto noi ormai…” 

Beh, sarebbe gradito. Come è nata questa passione di Leone XIV per la Roma?
“Quando sono arrivato a Roma lui era già lì ed era già tifoso, immagino che abbia dovuto scegliere tra Roma e Lazio e abbia scelto Roma. Voi tra l’altro mi confermate che nella Capitale si dice che i laziali siano i più burini, vero? Per anni siamo andati in missione e non ci si trovava più, poi ci siamo ritrovati quando è diventato Padre Generale dell’Ordine e lì abbiamo vissuto insieme e visto le partite insieme. Ad ogni Roma-Milan ci prendevamo in giro. Lui è una persona molto semplice e questo aiuta gli altri a relazionarsi con lui. Lui ha celebrato il matrimonio di mia sorella, è un grande amico della mia famiglia che era una famiglia molto semplice. E poi si sa rapportare anche con personalità di un certo spessore. Credo che sarà un Papa di dialogo, come serve oggi”. 

Lei sa che anche il presidente della Roma è americano?
“Certo, l’ho visto e lo sfrutteremo per andare a vedere Roma-Milan (ride, ndr)”. 

C’erano dei giocatori che ammiravate insieme nel passato, come Totti o De Rossi?
“Non ho un ricordo. Posso dire che erano giocatori che sia io che lui stimavamo, davano spessore alla squadra ed erano quindi molto graditi a lui perché romanista”. 

Tra l’altro, in molti hanno notato una somiglianza tra Papa Leone XIV e Claudio Ranieri.
“Sì, è vero! Ranieri non l’ho mai incontrato ma c’è amicizia spirituale, lui e devoto a Santa Rita e lo vedevo quando portava la sua squadra a Cascia. Poi ho visto la foto di lui diventato Papa, suggerirò a Prevost di incontrarlo”.

Leo (ex ds Roma): “Mourinho il top fuori dal campo. Tiago Pinto? Bravo a limare i conflitti con lo Special One”

TMW.COM – Mauro Leo è stato, negli ultimi anni, nominalmente il direttore sportivo della Roma. L’ex dirigente giallorosso ha rilasciato un’intervista in cui ha parlato della sua esperienza, partendo dal suo racconto di Tiago Pinto: “Un giovane direttore generale, molto abile nel limare i conflitti dovuti alla personalità di José Mourinho. Non è facile starci accanto e creare i presupposti per far funzionare il club. La personalità di un allenatore così speciale può anche destabilizzare tramite le dichiarazioni. Tiago mi ha lasciato molto spazio perché gestivo l’area sportiva della Roma, ma lì ho lavorato con grandi professionisti in ogni dipartimento”.

Su Mourinho
“È il top fuori dal campo. Sa come gestire la stampa, i tifosi, i direttori, la proprietà. Numero uno, ho avuto la fortuna di apprendere qualcosa nel mio percorso grazie alla sua personalità”

Su Huijsen
“Era un nome venuto fuori da Mourinho che, dal punto di vista strategico, non condividevo. Potevamo prenderlo solo in prestito, quindi stavamo lavorando per la Juventus e sarebbe tornato lì a fine stagione. Ha grande talento, si vedevano le qualità, il profilo è di assoluto valore. Ma forse dovrebbe fare un’altra stagione in un club di medio livello, se arrivi a 20 anni al Madrid poi devi vincere e hai enormi pressioni. Potrebbe non completare la sua formazione”

Papa Leone XIV, padre Pagano rivela: “È un grande tifoso della Roma, l’ho sentito dopo la Fiorentina…”

Gioia grandissima nel Convento degli Agostiniani di Santo Spirito a Firenze per l’elezione a Papa del cardinale Prevost. “Ho studiato con lui nel 1983 a Roma, era poco più grande di me, poi, più avanti, ho lavorato a suo fianco cinque anni nella casa generalizia di Roma“, dice padre Giuseppe Pagano. “Con lui si stabilisce velocemente un rapporto di fiducia reciproca” e “quando abbiamo viaggiato insieme ci siamo pure divertiti, è una persona che vuole conoscere, si interessa alle cose, ha molti hobby, ama guidare la macchina, lo farebbe per ore, ama gli sport, nel calcio è un grande tifoso della Roma. L’ho sentito dopo la partita Roma-Fiorentina. Mi ha detto scherzando: ‘La vittoria della Roma è il primo miracolo di Francesco dopo la morte”.

Friedkin: l’aereo del presidente è atterrato a Fiumicino

Secondo quanto appreso dall’emittente radiofonica ci potrebbe essere però un intoppo di natura logistica sull’arrivo di Dan Friedkin a Roma, anticipato oggi in rassegna stampa: vista l’enorme mole di arrivi a Ciampino previsti per oggi e per i prossimi giorni, soprattutto riferibili al conclave del nuovo Pontefice, l’aeroporto romano è impossibilitato al momento ad accogliere il volo del proprietario giallorosso per l’eccessivo traffico aereo, quindi il velivolo presidenziale potrebbe sbarcare o all’aeroporto dell’Urbe o ritardare di 24 ore il suo approdo nella capitale.

(retesport)

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Arrivano novità per quanto riguarda il viaggio della famiglia Friedkin. Il jet personale di Dan si trovava in Svizzera, è ripartito dall’aeroporto di Zurigo ed è atterrato all’Aeroporto Internazionale Milano Malpensa. Resta da capire il momento in cui il presidente arriverà nella Capitale.


Ulteriore aggiornamento sugli spostamenti dei Friedkin: l’aereo personale del presidente giallorosso è sbarcato a Fiumicino.

Conclave: Prevost è il nuovo Papa con il nome Leone XIV. Tra la folla una sciarpa e bandiera della Roma. Il club: “I più calorosi auguri per il suo pontificato” (FOTO e VIDEO)

Dopo tante ore di attesa, alle ore 18:07 è finalmente arrivata la fumata bianca ed è stato eletto il 267esimo Papa della storia. In Piazza San Pietro si sono riversati migliaia di fedeli, i quali hanno esultato e sfoggiato le bandiere del proprio paese. A sorpresa, però, tra la folla è apparsa anche una sciarpa della Roma. Il nuovo Papa è Robert Francis Prevost e ha scelto il nome Leone XIV.

Arriva anche il messaggio su X della Roma dopo l’elezione del Papa: “L’AS Roma partecipa alla gioia della città e del mondo intero per l’elezione di Papa Leone XIV, e rivolge i più calorosi auguri per il suo pontificato”.

Operazione Nostalgia, l’annuncio di Totti su Instagram: “Ci vediamo il 6 settembre allo Stadio Granillo” (VIDEO)

Sarà presente anche Francesco Totti al raduno di “Operazione Nostalgia” il 6 settembre allo Stadio Granillo di Reggio Calabria. Il Capitano ha annunciato la sua partecipazione tramite un video pubblicato su Instagram: “Ve la ricordate questa partita? – la domanda dell’ex numero 10 della Roma mentre mostra una sua foto con la maglia dell’Italia -. Era il mio primo gol in Nazionale al Granillo. Reggio Calabria, arrivo! Ci vediamo il 6 settembre. Sabato tutti allo stadio con Operazione Nostalgia”. 

Internazionali d’Italia: Bove e Baldanzi con Cobolli al Foro Italico. L’incontro tra Hummels e la tennista tedesca Lys (FOTO e VIDEO)

Agli Internazionali di Tennis a Roma, in corso al Foro Italico, si sono riuniti Edoardo Bove e Tommaso Baldanzi, insieme al Flavio Cobolli. I tre sono stati immortalati a parlare insieme alle rispettive compagne.

Cobolli e Bove, in particolare, sono amici di vecchia data, conoscendosi fin da piccoli e con in comune la doppia passione per calcio e tennis.


Successivamente è arrivato anche Mats Hummels, il quale si è scattato una foto con la tennista Eva Lys: “Buon tennis. Spettatori ancora migliori”, la didascalia che accompagna lo scatto pubblicato dalla tedesca.

Hummels ha condiviso sul proprio profilo Instagram la foto e si è complimentato con la tennista: “Hai giocato davvero un ottimo tennis! Congratulazioni Eva e soprattutto continua così in vista di domani”.

(foto Michelle Avoca)

Tiago Pinto: “Roma un posto speciale, qui al Bournemouth però posso pianificare con tempo. Svilar il mio ‘golden boy’, Dybala il colpo del cuore”. Huijsen: “Ho imparato molto da Mancini e Bremer”

All’interno del documentario ‘Bournemouth, don’t call it Cinderella anymore’, il sito dell’esperto di calciomercato ha realizzato un’intervista a Tiago Pinto, ‘President of football operations’ del club inglese. Questo il racconto dell’ex General Manager della Roma: “In Inghilterra ma soprattutto qui a Bournemouth ho ritrovato la capacità di pianificare con tempo, avere una strategia chiara nel reclutamento e nel calcio che dobbiamo giocare. Invece alla Roma e al Benfica la pressione mediatica da parte dei tifosi e della stampa – e nel Benfica anche per le elezioni – cambia il fatto di voler fare le cose con strategia”.

Il suo racconto dell’esperienza a Roma: “Nell’avventura a Roma sono cresciuto molto come direttore sportivo”. Dell’Italia ci tiene a nominare tanti colleghi: “Mi ha fatto molto piacere lavorare in Italia con grandi DS come Paolo Maldini, Massara, Ausilio, Pantaleo Corvino, che è un mio amico e mi ha tanto aiutato”.

“Un posto speciale”, così definisce Roma. “Nei tre anni in cui sono stato lì non sono mai stato uno che parlava molto dei tifosi ma quello che mi manca veramente sono loro – dice il dirigente portoghese –. Penso sia impossibile vivere in un altro stadio ciò che ho trovato in quello stadio. La passione che i tifosi hanno per la squadra è una roba da brividi. Io scherzo un po’ con i miei amici del Benfica, loro sostengono che i tifosi del Benfica siano i migliori al mondo, io rispondo che lo pensano solo perché non sono mai stati a Roma”.

Alla Roma Tiago Pinto è riuscito a portare a parametro zero l’attuale portiere giallorosso, Mile Svilar. Il racconto: “Mile è un ragazzo molto speciale. Tutti gli allenatori dei portieri con cui lui ha lavorato mi hanno sempre detto che lui era il migliore mai avuto. Tutti i giocatori che hanno giocato con Mile e tutti gli allenatori che lo hanno allenato mi hanno ripetuto lo stesso. Gli mancava il ‘click’. Perché chi lo vedeva in allenamento si rendeva subito conto che quel ragazzo non era normale”.

Svilar si trasferì al Benfica due mesi dopo l’arrivo di Pinto, che non nasconde quanto sia ancora tutt’oggi legato al ragazzo: “Quando vedo le parate che fa, mi emoziono. A Benfica lo chiamavo ‘il mio Golden boy’”. A chi vanno i meriti della sua crescita? Pochi dubbi: “Tutto merito suo, io non c’entro nulla. Per me era ovvio che sarebbe diventato uno dei migliori del mondo ed era solo una questione di tempo”.

Scegliere l’acquisto del cuore per Pinto è complicato: “È difficile perché ancora oggi mantengo i contatti con tutti i giocatori che ho preso. Lo faccio sia se hanno fatto bene sia se hanno fatto male”.

Poi passa in rassegna alcuni dei suoi acquisti ‘preferiti’ a Roma: “Svilar, Ndicka, Aouar, Paredes. E non posso dimenticare il più grande di tutti, Dybala, che non posso non dire che è speciale. Lo guardi in allenamento, tocca il pallone e pensi: ‘Bingo’. Tutte le altre cose sono chiacchiere. Per me è difficile sceglierne uno ma se dovessi farlo, oltre Mile con cui ho un rapporto diverso, direi Paulo”.

(gianlucadimarzio.com)

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Dallo stesso documentario, arrivano anche le parole di Huijsen, al Bournemouth e, come Tiago Pinto, passato per Roma anche se solo per una parentesi in prestito dal gennaio 2024 fino al termine della stagione. “Allegri, Mourinho e De Rossi sono speciali”, le parole del difensore. Che poi aggiunge: “Calcisticamente ho imparato molto da Bremer e Mancini. Dybala e Lukaku sono insegnanti di vita”.