Cristante rinnoverà, Angelino in dubbio. Dovbyk-Ferguson via


E adesso che Gasperini ha pieni poteri, si può anche iniziare a programmare la prossima stagione in base ai dettami dell’allenatore giallorosso. […]

Gasp nei giorni scorsi è stato chiaro, ad esempio, su un gruppo di giocatori, che poi è quello che rappresenta il nucleo portante della sua Roma. «Questa squadra ha una base evidente e importante: non va ricostruita, va rinforzata». Concetto che era stato anche anticipato da quel «ho sentito parlare della gang del sesto posto. Ma attenzione, che senza questi giocatori si fa presto ad arrivare anche dodicesimi o tredicesimi». Insomma, per Gasperini lo zoccolo duro della Roma attuale va bene. […]

E così, ad esempio, da ieri si sono impennate le possibilità che Lorenzo Pellegrini possa restare ancora in giallorosso, dopo le dieci stagioni già vissute a Trigoria. Pellegrini e Gasperini strada facendo hanno infatti instaurato un ottimo rap-porto, sia umano che professionale. E Gasperini ha già fatto sapere alla società che gli piacerebbe continuare ad averlo con sé. «Se facciamo eccezione per Dybala, è il nostro giocatore tecnicamente più dotato», il giudizio del mister. Pellegrini ha il contratto in scadenza, ma adesso potrebbe anche trovare un accordo per prolungarlo di un paio di anni.

E altri due fedelissimi di Gasp sono Mancini e Cristante, che il tecnico conosce fin dai tempi dell’Atalanta. I loro rinnovi erano stati bloccati su richiesta dei Friedkin, che avevano dato mandato di cambiare il nucleo storico. Adesso quel messaggio può andare in naftalina (con il rinnovo fino al 2029 che può tornare operativo), vista la fiducia che Gasp ha in loro due. Gasp che vorrebbe avere ancora Hermoso, un altro con il contratto in scadenza ma che la Roma può rinnovare per un altro anno entro inizio maggio.

Quelli che invece lasceranno sicuramente la Roma sono El Shaarawy, Tsimikas, Ferguson, Zaragoza e forse Venturino (dipenderà anche da Baldanzi). In uscita Dovbyk (che non ha mai avuto un ottimo feeling con il tecnico della Roma), mentre in bilico ci sono poi i vari Angelino, El Aynaoui, Celik, Ndicka e Koné. Tutti per motivi diversi. Angelino non si è mai ripreso davvero fino in fondo, El Aynaoui in questa stagione ha deluso e potrebbe andare a giocare altrove, Celik è in scadenza di contratto e nonostante le “lusinghe” di Gasp chiede troppo per il rinnovo. Mentre Ndicka e Koné possono essere destinati sull’altare delle plusvalenze, per sistemare i conti giallorossi prima del fatidico 30 giugno.

(gasport)

L’orgoglio del tecnico: «I Friedkin con me». Ranieri contrattacca, Massara verso l’addio

Ha vinto Gasp, adesso toccherà a lui ridisegnare la Roma del futuro. Già, perché ieri è arrivata l’ufficialità del divorzio dal senior advisor Claudio e Ranieri e presto potrebbe arrivare anche quella dal ds Frederic Massara. Insomma, a Trigoria oggi ci sono ancora meno dirigenti di ieri, proprio mentre la società ha investito l’attuale allenatore dei pieni poteri. E lo ha fatto in modo anomalo, citando la sua posizione di forza nel comunicato di commiato da Claudio Ranieri, quasi a voler sottolineare la contrapposizione. […]

Un comunicato su cui le parti hanno discusso a lungo (Ranieri non voleva proprio l’inserimento di Gasperini) e dove ci sono sostanzialmente tre passaggi chiave: 1) Ranieri viene ringraziato per il lavoro svolto come allenatore e non come senior advisor; 2) per la solita scelta del consenso popolare, i Friedkin hanno fatto richiamo allo striscione esposto dalla Sud contro l’Atalanta; 3) si ribadisce la piena fiducia a Gasperini, anche qui formula già utilizzata con De Rossi, Juric e compagnia dicendo. Insomma, non proprio un trionfo di originalità…

Quindi l’altro passaggio chiave, sui rapporti con Massara: «L‘allenatore deve essere complementare con il ds, entrambi dovrebbero essere responsabili insieme nei risultati e nella formazione della squadra. Dovrebbero viaggiare in coppia, sempre con l’obiettivo di migliorare la squadra. Ricky è una brava persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere il giusto feeling. Ma è sempre e solo stata una questione tecnica, mai una cosa di carattere personale. Se andremo avanti insieme lo deciderà la società». Difficile, molto più facile che possa arrivare uno tra Manna, Sogliano o D’Amico, considerando che Giuntoli punta l’estero. […]

Ranieri, di fatto, ha voluto chiarire come non sia stato lui a volere questo sviluppo finale. Nessun passo indietro, niente dimissioni (che non gli sono mai balenate per la testa), ma semplicemente una scelta societaria da parte di chi solo lo scorso 7 giugno lo indicava come «la guida fidata per un futuro entusiasmante e vincente».

E con l’addio di Ranieri sono ben 22 i dirigenti apicali allontanati dai Friedkin in 6 anni di presidenza, alla media di 3,5 a stagione. […]

(gasport)

Via Ranieri, potere a Gasp. Giusto fare chiarezza per il bene della Roma

È sempre un giorno amaro, quando una svolta societaria finisce per coinvolgere addirittura una bandiera. Nel nostro caso anche un gentiluomo come Ranieri. […]

Dopo un lunghissimo viaggio che lo ha portato a indossare prima una maglietta, poi la tuta ed infine una giacca con lo stemma. Calciatore, allenatore, dirigente: sarà dura per chiunque emulare il suo percorso straordinario. La chiusura di una favola, a cui però – con sincerità apprezzabile – il protagonista ha voluto stracciare il lieto fine.

«Ci tengo a dire, per amore della verità, che è stata una scelta unilaterale della società». Quante volte, per comodità, si è parlato di “consensuale“? Stavolta no. E il senso è questo: non sono stato io a dimettermi e nessuno, come vergognosamente è stato messo in giro, osi dire che ho altre mire o addirittura già un incarico.

Puntualizzazione doverosa per chi è andato oltre le righe, abusando di un social; non certo per i tifosi giallorossi che hanno dato una lezione di buon senso. Invitando tutti, con uno striscione, a pensare solo alla Roma.

E in questo senso, indipendentemente dalle legittime considerazioni personali, si sono mossi i Friedkin. Che hanno voluto dare un segnale di chiarezza. Evitando di rimandare una decisione che a tutti, ma proprio a tutti, sembrava inevitabile: decidere se affidare il futuro della squadra a Gasperini o agli attuali dirigenti. È stato giusto? Solo il tempo lo dirà. Ma rimandare, non prendere una posizione, sarebbe stato molto peggio e sicuramente un errore. Ora almeno si eviteranno due mesi di pettegolezzi, la squadra avrà i suoi punti di riferimento, e si potrà – anche sul mercato – cominciare ad indirizzarsi. Investendo Gasperini – con Francesco Totti prossimo al rientro – di una responsabilità totale.

Dalla scelta dei collaboratori ai nuovi acquisti. Un ruolo da manager piuttosto sconosciuto qui da noi, ma che è invece molto più diffuso all’estero. […]

Una svolta magari inaspettata, perché neppure a Mourinho è stato mai concesso tanto potere. Anzi proprio lui, come De Rossi, aveva finito per pagare una incompatibilità con i dirigenti. I Friedkin stavolta hanno fatto invece “all in” su Gasperini. Sta a lui, adesso, giocarsi bene e fino in fondo le sue carte. Perché la Roma – come l’Olimpico ha giustamente ricordato – deve avere ambizioni molto serie.

(gasport)

Con il Bologna ultima speranza

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Il Bologna evoca amari ricordi, perché soltanto un mese fa è costato l’eliminazione dall’Europa League. La Roma, però, ha un solo risultato a disposizione al Dall’Ara se vuole continuare ad inseguire il sogno Champions, che nelle ultime settimane è diventato piuttosto complicato da realizzare. E nel corso della conferenza stampa, Gasperini ha lasciato intendere di non aver ancora alzato bandiera bianca, ma la squadra giallorossa dovrà ottenere il massimo nelle ultime cinque giornate, a cominciare da oggi. A tre mesi di distanza dall’ultima volta, ad un mese e mezzo dall’operazione al ginocchio, Dybala torna tra i convocati. Un’arma in più per il finale di stagione, in cui la Joya si gioca tanto anche del proprio futuro. I segnali degli ultimi giorni sono stati positivi, ma non al punto da convincere il tecnico di Grugliasco a schierarlo in campo dal primo minuto.

«Paulo ha ricominciato a lavorare questa settimana dopo quasi novanta giorni e un suo impiego dall’inizio mi sembra molto difficile, anzi lo escludo – ha ammesso Gasperini in conferenza stampa – Per uno che rientra dopo così tanti mesi, non è facile partire subito. Mi auguro che possa entrare a gara in corso. Non è una questione di condizione fisica, ma si tratta di riuscire a calciare, tirare, andare a contrasto. È normale dopo essere stati fermi così tanto. Il fatto di averlo a disposizione sicuramente ci dà maggiore valore, perché lui e Malen hanno giocato insieme solo una volta. Saremo tutti più soddisfatti quando li vedremo insieme, magari anche con qualcun altro, ma è importante averlo recuperato. Poi, penseremo al futuro».

Gasperini, quindi, sembra intenzionato a riproporre lo stesso attacco scelto una settimana fa contro l’Atalanta. El Shaarawy, infatti, è favorito su Venturino e Zaragoza per completare il tridente con Soulé e Malen. Ritornerà dal primo minuto Wesley sulla corsia di sinistra dopo lo stop per l’infortunio rimediato con la nazionale. Il recupero del brasiliano ha generato dei contrasti tra il tecnico, che lo voleva a disposizione con l’Atalanta, e lo staff medico, che ha frenato il suo rientro. Dinamiche che si sono verificate anche nei giorni scorsi in relazione a Koné. Il francese, alla fine, non è stato convocato per la gara odierna e tornerà per l’impegno con la Fiorentina.

Pisilli ha smaltito definitivamente i problemi alla caviglia ed è pronto per tornare in mezzo al campo con Cristante, facendo scivolare in panchina El Aynaoui. A meno che il tecnico non voglia inserire tutti e tre i centrocampisti contemporanea-mente, avanzando uno tra Pisilli e Cristante al posto di El Shaarawy. Pochi dubbi in difesa, dove viaggia verso la conferma il terzetto composto da Mancini, N’Dicka ed Hermoso, mentre la fascia destra dovrebbe essere occupata da Celik.

Italiano dovrà fare a meno degli infortunati Dallinga e Bernardeschi in attacco e rilancerà Orsolini, retrocesso nelle gerarchie dopo una prima parte di stagione da p rotagonista. Il numero sette rossoblù completerà il tridente con Castro e Rowe. Torna Heggem in coppia con Lucumì in difesa, con Miranda sulla fascia sinistra e Joao Mario sul lato opposto. Un piccolo dubbio in mezzo al campo. Non tanto su Freuler, che occuperà la consueta posizione i cabina di regia, ma sui suoi compagni di reparto. Ferguson e Pobega sono favoriti per una maglia da titolare, anche se Sohm reclama spazio.

postaro

Ranieri fa chiarezza: «Mandato via dai Friedkin»

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Non un lieto fine. L’ennesimo capitolo del legame tra la Roma e Ranieri si è chiuso senza un accordo sulle modalità di uscita, con scintille e frizioni pure sul comunicato che ha ufficializzato la separazione. «L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato. Il Club desidera ringraziare Claudio per 1l suo significativo contri – buto alla Roma. Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi. Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. L’AS Roma verrà sempre al primo posto», le parole, non certamente tenere sui pochi mesi da consuletnte/dirigente, usate dalla società giallorossa. Senza alcuna firma in calce di Dan e Ryan Friedkin.

Riavvolgendo il nastro rispetto al comunicato emerso ieri a mezzogiorno bisogna tornare a quanto aveva detto Ranieri nell’intervista prima del match con il Pisa, evento scatenante che ha portato alla separazione: «Se sarò interpellato continuerò e, se non mi troverò d’accordo, me ne andrò, non sono qui a fare il garante di nessuno». E quelle intenzioni di farsi da parte l’ex allenatore le aveva subito ribadite nei colloqui con la proprietà nei primi giorni della crisi, senza presentare però dimissioni formali. Una linea portata avanti anche questa settimana, dove aveva pure fatto presente ai texani che non sarebbe mai stata una questione di soldi. Giovedì la proprietà ha comunicato la decisione improvvisa (maturata giusto un paio di giorni prima), scegliendo di schierarsi dalla parte di Gasperini, aspettandosi inoltre che Ranieri (che quella stessa mattina ha parlato di «unità nell’evento al Coni) desse seguito a quanto dichiarato in precedenza, con un’uscita consensuale. Così non è stato ed è toccato ai Friedkin stessi allontanare il senior advisor, a cui spetterà l’intera cifra del contratto firmato fino a giugno 2027.

Ranieri ha voluto chiarire in prima persona quanto successo nelle ultime ore, affidando una dichiarazione all’Ansa: «L’interruzione del rapporto di Senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società. Lo preciso per dovere di trasparenza, chiarezza del proprio agire, fedeltà alla verità dei fatti e amore per la maglia che rappresenta la seconda pelle. Ringrazio la famiglia Friedkin, la squadra, i dipendenti e l’intero popolo giallorosso per l’immenso affetto tributato nel corso degli anni, sempre integralmente ricambiato. Forza Roma sempre».

La Roma a Gasp che silura Massara

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Un appoggio incondizionato per costruire la Roma del futuro. Dan Friedkin ha deciso di prendere le parti di Gian Piero Gasperini e del progetto triennale che gli era stato affidato la scorsa estate, senza cambiare per l’ennesima volta la guida tecnica. Oltre alle rassicurazioni di Ed Shipley degli scorsi giorni – le prime iniezioni di fiducia totale sono arrivate nelle call immediatamente successive alle parole pronunciate da Ranieri -, è ora tutto scritto nero su bianco. «Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia», le frasi del club sull’allenatore nel comunicato che riguardava però l’uscita del senior advisor dal mondo giallorosso.

Un sostegno arrivato non soltanto a parole, ma anche nei fatti, visto che lo stesso Gasperini aveva dato un ultimatum nei dialoghi intercorsi con la proprietà, chiarendo che una qualsiasi forma di convivenza con Ranieri era impossibile. Il piemontese, apparso nella sala stampa di Trigoria un’ora e mezza dopo la pubblicazione della nota societaria, ha certamente gradito la scelta: «C’è l’evidenza di due cose. Una la fiducia, che non mi è mai mancata da parte della società fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti e incontrati, c’è sempre stato da parte loro questo sostegno. L’altra cosa molto importante nel comunicato è che la Roma è davanti a tutto. Le parole di Ranieri prima del Pisa? Sono dispiaciuto di non aver mai avuto la sensazione di questa situazione molto dura e forte. Non c’era mai stata alcuna avvisaglia, assolutamente. In nessun incontro, né con altri, né da soli. Questa è l’unica cosa e mi ha sorpreso molto, io non sono andato contro nessuno e non voglio essere messo sullo stesso piano. sono stato tirato dentro in queste situazioni e voglio solo parlare di calcio e di quello che si può fare per dare delle soddisfazioni».

Nel corso della conferenza Gasperini non cita mai il nome di Ranieri e taglia il discorso quando gli viene nuovamente richiesto un commento su quanto accaduto: «Le vicende sono state quelle un po’ sotto gli occhi di tutti. Non è una cosa che mi sento di commentare. Ne sono stato fuori. Non partecipo a questa macchina del fango. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene con il Bologna».

Altro passaggio cruciale della conferenza è quello sul direttore sportivo Massara. Le parole di Gasperini non sono da zero azero, anzi, emerge un’incompatibilità che non è in alcun modo superabile: «Più che mai c’è bisogno di lavorare di squadra. In sede di mercato l’allenatore deve fare il suo ruolo, ma deve essere complementare con il ds e devono saper lavorare insieme. Dovrebbero essere responsabili insieme, nel bene e nel male, dei risultati e della formazione di una squadra. Dovrebbero quasi viaggiare in coppia. La capacità di fare squadra è determinante. Massara è complementare con me? Ricky è una bravissima persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere feeling. Sempre e solo riferito alla squadra, non c’è mai stato niente di personale. Se si può andare avanti insieme lo decide la società, non io». Un discorso che, unito alle parole dei Friedkin sulla fiducia al tecnico, non può che portare ad un altro addio dopo quello di Ranieri.

La sfiducia nei confronti di Massara è stata pubblica e inappellabile dopo i tanti scontri avuti negli scorsi mesi: lavorare ancora insieme è impossibile. Gasp, sebbene i rapporti con Giuntoli e Paratici siano buoni, non ha indicato alcun nome per l’incarico di ds alla società. Ma ora il dossier della guida dell’area tecnica è quello più urgente da affrontare per i magnati texani: c’è il fardello del Fair Play Finanziario e del 30 giugno che incombe. E soprattutto c’è la prossima stagione da programmare, con la scelta di chi rinnovare tra i calciatori in scadenza e la ristrutturazione completa dello staff medico.

ORSI: “La Roma deve far capire subito che vuole vincere” – TORRI: “Gasperini è convinto che lo boicottano”

Nella giornata di Roma-Atalanta, l’etere romano si divide tra questioni di campo in vista del delicato scontro diretto dell’Olimpico e le tensioni interne che riguardano Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Il match contro l’Atalanta è uno spartiacque per la corsa alla Champions, e come sottolineato da Giancarlo Padovan la squadra non deve farsi condizionare da questioni extra campo: “Io penso che la Roma ci creda, la squadra è sigillata ed è al di fuori delle polemiche”.


Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.


Io credo che abbiano sbagliato tutti, lo staff medico sicuramente ha fatto un po’ di casino. Il cortocircuito è che questi errori iniziali dello staff medico ha portato Gasperini a non fidarsi più di nessuno (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini per me è convinto che lo boicottano. Io non voglio fare il difensore di Ranieri, ma ci sono un paio di episodi. Soulé perché va in campo a Napoli, Koné lo stesso (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Io penso che la Roma ci creda, la squadra è sigillata ed è al di fuori delle polemiche. Sono professionisti, sanno che il quarto posto è importante, lo stesso Gasperini ha detto che non ci saranno alibi e giocheranno con il massimo della concentrazione. Resta che Ranieri ha parlato in un momento sbagliato, ed è un dato di fatto, il punto è capire perché l’ha fatto. Gasperini è concentrato sull’obiettivo, e ancora di più vorrà dimostrare che la scelta, terza quarta o quinta che fosse, è stata quella giusta (GIANCARLO PADOVAN, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Strano vedere la Roma un po’ in calo fisicamente, le squadre di Gasperini di solito arrivano alla fine del campionato sempre fisicamente meglio. Mi sembra una partita abbastanza decisiva, l’Atalanta ha pochi stimoli, la Roma ne ha cento milioni, perchè quello che guadagni se vai in Champions è tanto. Le motivazioni possono fare la differenza, è vero che l’Atalanta gioca bene ma tra 4 giorni ha la semifinale di Coppa Italia che potrebbe essere il suggello per l’Atalanta. Non dico che il risultato è scontato, ma per le motivazioni della Roma deve subito far capire stasera chi è che vuole vincere (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Devi dare il meglio possibile, l’Atalanta con la Juve ha dominato almeno un tempo e ha perso una partita che doveva vincere, avranno anche il pensiero alla semifinale di Coppa Italia. Se parti con una motivazione forte nei primi 15-20 minuti allora forse riesci ad incanalare la partita, se ti metti a fare tik e tak invece tecnicamente l’Atalanta è superiore (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Roma, oltre le polemiche scoppia il caso Wesley. “Per il medico sta male”


«Wesley si sente di poter giocare, ha una voglia incredibile. Ma se il medico dice no, non posso farci nulla». Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini ha spiegato la situazione attorno al brasiliano. Per l’allenatore della Roma il calciatore è pronto. Per lo staff medico ancora no. Per questo, dopo l’ultimo allenamento di ieri, vissuto ancora lontano dai compagni di squadra, Wesley potrebbe essere escluso dai convocati di questa sera. […]

Un tira e molla tra il tecnico e il comparto medico che va avanti da mesi. Da una parte Bernardino Petrucci, responsabile sanitario del club e uomo di Claudio Ranieri, dall’altra l’allenatore di Grugliasco e i suoi preparatori atletici. Divergenze di idee sul recupero dei calciatori e standard fisici molto distanti che, nel corso dei mesi, hanno inasprito i rapporti tra le due fazioni. […]

Ma a Trigoria l’escalation è stata costante: Dovbyk, Hermoso, Konè, Wesley, Celik, Ferguson. Su ogni calciatore infortunato un inevitabile scontro. Tanto che tra palestra e centro massaggi di Trigoria c’era il timore di mostrare i calciatori a Gasp: «Se li vede, li fa giocare». Poi il cortocircuito con l’infortunio al ginocchio di Paulo Dybala, prima trattato con una terapia conservativa, poi operato.

Adesso i casi aperti di Wesley – su cui c’è massima attenzione anche da parte della nazionale brasiliana – Koné e Pellegrini, che torneranno in campo a inizio maggio. […]

(La Repubblica)

Gasperini, lacrime e calci”Ranieri mai così aggressivo”

Gasperini piange. Poi si ferma, si alza di scatto, punta la porta e la spalanca con un calcio. È l’uscita di scena che chiude una settimana di tensioni, polemiche e panni lavati in pubblico. Tutta la pressione accumulata dal tecnico della Roma, rimasta compressa per quasi mezz’ora in un esercizio forzato di autocontrollo, esplode a Trigoria. Davanti a tutti.

All’inizio della conferenza stampa alla vigilia di Roma-Atalanta, Gasp tiene la barra dritta, quasi distaccata. Evita le domande insidiose, «parlo solo della partita» e si rifugia sul campo, seguendo la linea dialettica studiata all’inizio. Poi qualcosa si incrina quando il discorso scivola sull’Atalanta e su Antonio Percassi.

È un passato che evidentemente sente ancora addosso: «A Bergamo io ho potuto fare bene perché il contesto intorno a me era molto compatto. Il lavoro della società è stato straordinario, operando in sintonia con l’allenatore. Poi la proprietà è cambiata, forse anche perché non c’era più il papà con il quale ero più legato». A quel punto l’umore deraglia. Tra lacrime e calci.

Perché Gasp ai colpi assestati dal senior advisor Claudio Ranieri nell’intervista esplosiva prima di Roma-Pisa non può – o non vuole – replicare apertamente. […]

Poi, con uno scatto d’orgoglio sottolinea come «non sono una persona così brutta se a Bergamo e a Genova mi hanno tenuto nove anni». Tradotto: con me si può lavorare, e a lungo, senza vivere in guerra.

Ma ormai a Trigoria il conflitto è aperto. Una frattura nata già in autunno, alle prime divergenze con lo staff medico (vicino a Ranieri), alimentata poi dalle critiche sul mercato e diventata insanabile dopo l’uscita pubblica del senior advisor. L’ultima settimana è passata senza che i due si incrociassero a Trigoria. Nelle call (separate) Dan Friedkin ha incassato le richieste dell’allenatore per la sua permanenza a Roma: fuori Ranieri e lo staff medico e maggiore attenzione sul mercato. Poi è stato il turno di Sir Claudio, pronto a farsi da parte per queste ultime partite (oggi è possibile non vada neanche in tribuna) prima del redde rationem di fine stagione. O lui o me. Perché almeno su questo i duellanti sono d’accordo.

(La Repubblica)

La parola all’Olimpico

I riflettori dell’Olimpico sulla Roma che sfida l’Atalanta. E ancora di più sui protagonisti degli ultimi otto giorni, Ranieri e Gasperini. L’interesse poi si sposterà – al fischio d’inizio – sulla squadra che, dimezzata e anche frastornata, continua la sua rincorsa al quarto posto, magari approfittando anche della sconfitta del Como col Sassuolo. Ma all’inizio la curiosità sarà tutta sul comportamento del pubblico quando lo speaker annuncerà le formazioni e farà il nome di Gian Piero e quando sui tabelloni dello stadio verrà inquadrato Claudio. La reazione della tifoseria è solo da scoprire, pesando il grande feeling avuto, pure nell’ultima stagione, con il tecnico ora dirigente, e l’autentica stima mostrata, già alla partenza della stagione, all’allenatore. Più di 6omila voci pronte a schierarsi, a dividersi o semplicemente a pronunciarsi. Cori, applausi, fischi. Pollici su o giù. C’è solo da aspettare.

Ranieri, come è accaduto spesso in gran parte della stagione, non si è visto a Trigoria, negli ultimi giorni. Lunedì ha pranzato al centro sportivo prima di tornare a casa e dedicarsi da lì alla conference call di gruppo con i Friedkin, Gasperini e Massara, quella in cui la proprietà, ascoltando i toni del confronto e soprattutto i contenuti, ha dovuto prendere atto dello che non riusciranno a ricucire né ora né a fine stagione. Claudio dovrebbe essere come sempre in tribuna, anche se, con l’aria che tira, niente va dato per scontato. […]

Gian Piero sarà al suo posto. E cercherà di mettersi alle spalle, concentrandosi sulla sfida contro la sua ex squadra, la settimana più complicata da quando è a Trigoria. Si è aperto, in pubblico, nella conferenza stampa della vigilia. Non ha nascosto l’amarezza, l’inquietudine e la commozione. Ma è stato professionista fino in fondo quando ha detto: «Zero alibi». Lui e i giocatori non vogliono giustificazioni e scuse per quanto è successo. In settimana hanno pensato solo all’Atalanta. La tappa è fondamentale. […]

Pisilli è recuperato, ma andrà in panchina: spazio a El Shaarawy. C’è da aiutare Malen e Soulé davanti. «Se noi battiamo l’Atalanta meritiamo di giocare in Champions». Gasperini ci crede.

(Corsera)