Amelia: «Mile non è sostituibile. Via solo per grandi offerte Meglio rinunciare a Koné»

Una stagione insieme con Gaspe rini al Genoa per Marco Ame-lia, quella della storica partecipazione in Europa League nel 2009 che resterà per sempre nella testa dei tifosi rossoblù. Il cuore, però, rimane giallorosso: nove anni nelle giovanili poi la stagione dello scudetto vissuta da terzo portiere ma che gli ha comunque permesso di poter diventare Campiona d’Italia. Idem nel 2006 con l’Italia.

Ha lavorato con Gasperini al Genoa. Era un martello con i dirigenti?

«In società non lo so perché non mi sono mai intromesso, ma posso parlare del lato umano. È uno che pretende dai suoi giocatori e li stimola ad andare forte. Ma non è una persona cattiva altrimenti non sarebbe rimasto tanto al Genoa e all’Atalanta. Non dà le carezze sulla testa, cosi come Capello».

Le è dispiaciuto l’addio di Ranieri?

«Tantissimo. Nella tifoseria si sono create delle fazioni ma nessuno si deve schierare con nessuno. Ci sono state delle visioni diverse e non c’erano le condizioni per andare avanti insieme. Quando lascia una persona che ha fatto la storia di questa squadra dispiace. Ma la decisione presa è per il bene del club, non penso che Claudio volesse il male della Roma».

Crede nella Champions?

«Le possibilità ci sono sempre perché nei finali di campionato ogni partita diventa insidiosa. La Juventus può inciampare ma la Roma deve farsi trovare pronta. I bianconeri affronteranno squadre che sono in lotta per retrocede ma questo non significa che siano partite facili. La Roma ne sa qualcosa perché ha perso due scudetti così: uno con il Lecce nel 1986 ma penso che quello del 2002 sia ancora più clamoroso perché pareggiò con Venezia, Fiorentina e Lecce. I giallorossi sono in crescita e le squadre di Gasperini nei finali di stagione ottengono sempre ottimi risultati».

La Roma deve sistemare i conti, si priverebbe di Svilar?

«Mile è il portiere più forte della Serie A e non va ceduto perché è più complicato andare a trovare un altro in quel ruolo. Poi dipende dall’offerta anche perché è l’unico ad avere un valore molto al-to. Non credo che altri giocatori possano valere intorno ai 60/70 milioni. Se dovessero arrivare offerte di questo tipo la Roma può anche cederlo, per arrivare a quella cifra dovrebbe venderne 2/3 e quindi è meglio privarsi di un solo elemento per non indebolire troppo la rosa. Il sacrificio – così come per Alisson nel 2018 – verrà fatto per rispettare dei regolamenti che per me sono assurdi».

Da direttore sportivo chi prenderebbe al posto di Svilar?

«Innanzitutto, lo venderei solo a cifre alte perché per 30/40 milioni lo terrei. Andrei su un portiere di esperienza, magari Alisson nella speranza che voglia tornare ma credo che ci sia dietro la Juven-tus. Anche Meret può essere un’occasione low cost».

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«Kean in permesso per motivi familiari» Salterà la Roma

L’Acf Fiorentina ha comunicato che «il calciatore Moise Kean ha avuto un permesso per motivi familiari dalla società. Il calciatore sarà assente dal 1 al 4 maggio e, durante la sua assenza, continuerà l’iter riabilitativo per recuperare dal problema fisico in corso». […]

Il centravanti della Nazionale, dunque, non sarà a disposizione di Vanoli per la sfida contro la Roma, in programma lunedì 4 maggio.

(Il Messaggero)

Svilar mani d’oro

Giù le mani da Svilar, verrebbe da dire. La storia però ci racconta che, una grande squadra, vince anche senza un fenomeno in porta. Basta averne uno buono, normale, che sappia parare il parabile. C’è un’altra storia però che dimostra il contrario e la Roma l’ha vissuta. Dopo la partenza di Alisson, anno 2018, i giallorossi ci hanno messo un bel po’ a tappare quella falla. […]

Difficile trovare un portiere a costi sostenuti, ed è sempre un rischio liberarsi di un leader – oltre che di un grande portiere – come Svilar. Che, sia chiaro, è l’elemento della Roma più spendibile nel prossimo mercato: nella lista ci sono pure Koné, Soulé e Ndicka, quest’ultimo arrivato a parametro zero come Svilar, ma non ha il suo stesso valore di mercato. Con i soldi di una cessione di Svilar, come valutazione siamo oltre i cinquanta milioni, il club risolverebbe una buona parte dei problemi con il Fair play finanziario e le plusvalenze da ricavare entro il 30 giugno, ma si ritroverebbe a sostituire un elemento – ad oggi – insostituibile.

Tornando al discorso di partenza, una grande squadra, uno scudetto, lo vincerebbe pure con un portiere normale, ma se sei una squadra che subisce tante occasioni da rete come la Roma di Gasp è più complicato, Mile nella prima parte della stagione ha mascherato tanti problemi difensivi con parate da extraterrestre. La Roma è arrivata al punto di avere uno come Svilar che può fare la differenza in campo e negli uffici finanziari. Più di un buon difensore come Ndicka e più di un centrocampista di alto livello come Koné o di un giovane talento come Soulé? Ai posteri l’ardua sentenza.

Si sappia però che Mile negli ultimi due anni, con Falcone (che verrebbe a Roma di corsa) è l’unico portiere ad aver giocato 72 partite su 72 in Serie A ed è quello con la più alta percentuale di parate, il 77%; è secondo in A per clean sheet (15) dietro a Butez del Como (16); secondo pure per percentuale di patate 77.5% dietro a Maignan 77.7%; sesto per per reti evitate (4,49). Gasp non ha mai dato troppo peso ai portieri, anche se ne ha avuti di buoni. Ma di Svilar non farebbe a meno così facilmente. […]

(Il Messaggero)

Di Natale: «Se giocassi io sceglierei Spalletti. Ma occhio a Gasp»

GASPORT – «Potessi scegliere, le ultime quattro giornate di Serie A le giocherei con la Juventus». Parola di Totò Di Natale, uno che alla Signora ha detto “no” per davvero nel 2010 quando segnava a raffica e vinceva la classifica dei marcatori con l’Udinese.

Prima c’è questo finale di campionato. Dovesse giocarsi una pizza sul quarto posto?

«Punterei sulla Juventus, ma sarebbe una pizza sudata. Como e Roma hanno 3 punti in meno, sono forti e lotteranno fino alla fine. Spalletti, oltre che un genio, è l’allenatore della corsa Cham-pions con maggiore esperienza. I bianconeri possono fare percorso netto con Verona, Lecce, Fiorentina e Torino».

Fosse in Gasperini?

«Gasp è un maestro e mi aspetto che resti a ruota di Spalletti fino all’ultima giornata. Se non dovesse andare in Champions, la Roma se la dovrebbe prendere soltanto con se stessa: nello scontro diretto dell’Olimpico non ha dato il colpo di grazia alla Juventus. Vinceva 3-2 al 92′ e poi è finita 3-3: se tieni in vita i bianconeri, poi rischi… Fabregas è stato continuo e il suo Como è una meraviglia. In carriera qualche gol l’ho segnato (209 reti in Serie A, sesto goleador del campionato di tutti i tempi) ma forse in una squadra di Fabregas ne avrei potuto realizzare pure qualcuno in più».

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Quale allenatore di Serie A meriterebbe un’occasione importante il prossimo anno?

«Grosso. Di Fabio si parla poco perché non è mediatico, ma col Sassuolo ha realizzato un capolavoro. Sarebbe intrigante vederlo in una piazza calda come Firenze. De Rossi è salito in corsa e ha fatto svoltare il Genoa: mi auguro resti a Marassi. L’Udinese ha dato noia a diverse big quest’anno».

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Gli assi di Gasp

La Champions League da inseguire fino in fondo e la prossima stagione da costruire e programmare, mettendo subito le basi più opportune. Se ci sono dei denominatori comuni tra questi due aspetti che caratterizzano la Roma di oggi e di domani quelli sono legati in particolare a tre giocatori: Mile Svilar, Wesley e Donyell Malen. Perché sono i tre assi su cui Gian Piero Gasperini punterà un po’ tutto per vincere le quattro partite che mancano da qui alla fine del campionato e perché sono anche i tre pilastri su cui vuole far nascere la Roma della prossima stagione. Delle certezze oggi, ma anche domani.

A meno, ovviamente, di clamorosi colpi di scena che poi – nella situazione attuale del club giallorosso – vorrebbe sostanzialmente dire offerte indecenti, di quelle impossibili da rifiutare.

Che poi, paradossalmente, quello che strada facendo ha perso qualche colpo rispetto alle aspettative è proprio Svilar, che aveva abituato tutti a fare miracoli su miracoli e che invece in questa stagione qualche incertezza l’ha vissuta. Ma forse Roma si era abituata troppo bene, lo scorso anno a tratti è sembrato quasi un extraterrestre. A prescindere da questo Mile resta una certezza anche per il prossimo anno. […]

Pagato 25 milioni più 5 di bonus, oggi il brasiliano vale almeno il doppio. E anche più degli altri due, Svilar e Malen, non fosse altro perché è molto più giovane di entrambi (22 anni lui, 26 il portiere belga e 27 la punta olandese). Gasp lo ha messo tra gli incedibili e infatti Wesley difficilmente si muoverà per tre motivi basilari: 1) la sua importanza tattica nello scacchiere di Gasperini; 2) il fatto di essere stato pagato comunque una cifra importante, il che dopo un solo anno non permetterebbe di realizzare una plusvalenza “folle”; 3) il Mondiale alle porte, che può essere una vetrina talmente importante da poter far crescere ancora di più il suo valore (considerando tra l’altro anche che il Brasile può arrivare fino in fondo). […]

E poi c’è il gioiello, Donyell Malen, che di fatto sarà anche il primo acquisto della Roma della prossima stagione. Malen è infatti ancora in prestito dall’Aston Villa, ma i giallorossi hanno già messo a budget i 25 milioni da spendere per il suo riscatto. L’olandese è tra quelli “rivalutati” da Gasperini, il cui valore è appunto cresciuto sotto la sapiente mano del tecnico giallorosso. […]

(gasport)

Derby alle 12.30. La Lega di A conferma «Unico slot possibile»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – L’unica soluzione possibile. Il derby della Capitale in programma nella penultima giornata di campionato, si dovrebbe giocare domenica 17 maggio alle 12:30. A confermarlo è stato Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, a margine della presentazione del progetto Road to Zero: «Cercheremo di evitare sovrapposizioni tra il derby e la finale degli internazionali (pre-vista per il pomeriggio, ndr). Allo stesso tempo, ci sono delle restrizioni da parte della pubblica sicurezza. Non si può giocare la sera e, quindi, l’unico orario disponibile è quello delle 12.30 Credo che sceglieremo quello, il derby merita la domenica».

Senza dimenticare, però, che nelle ultime due giornate di Serie A deve essere garantita la contemporaneità per le gare in cui sono impegnate squadre che competono per i medesimi obiettivi. Juventus, Como e Atalanta (che potrebbe staccarsi essendo 7 punti), al momento in lotta con la Roma per i posti in Europa, rischiano di giocare alle 12:30, ma anche Milan e Napoli qualora non consolidassero le proprie posizioni nelle prossime due giornate.

Stop Zaragoza. Forfait Kean per i viola

IL TEMPO (L. PES) – La Roma perde Zaragoza, la Fiorentina dovrà fare a meno di Kean. Due assenze dal peso diverso per Gasperini e Vanoli che continuano a preparare la sfida di lunedì all’Olimpico, che per i giallorossi vale la possibilità di tenere viva la corsa alla Champions. Lo spagnolo dopo l’allenamento di mercoledì ha accusato un’infiammazione al ginocchio e non sarà tra i convocati per la gara contro i viola.

Diversa la situazione in casa Fiorentina. Kean è ancora infortunato alla tibia e il club gli ha concesso un permesso «per motivi familiari» fino al 4 maggio. La compagna dell’attaccante ex Juve sta infatti per partorire. Il centravanti azzurro, infortunatosi il 4 aprile a Verona, ha già saltato tre partite di campionato (contro Lazio, Lecce e Sassuolo) e due di Conference contro il Crystal Palace.

Per il resto Gasperini potrà contare sul rientro di Koné in mezzo al campo dopo il lungo stop muscolare, mentre sarà assente El Aynaoui che sconterà il turno di squalifica derivato dal giallo rimediato a Bologna dove era diffidato.

Dybala ha lavorato ancora stabilmente in gruppo e, rispetto ai minuti finali del Dall’Ara (rientrava in campo dopo un’assenza di tre mesi esatti), lunedì potrebbe giocare uno spezzone di partita decisamente più importante. Attesa nelle prossime ore anche la visita di Dovbyk in Finlandia per ottenere l’ok definitivo e tornare ad allenarsi in gruppo.

Chi resta e chi va via

IL TEMPO (L. PES) – L’estate sotto il sole della Capitale si presenta più calda che mai. Gasperini è rimasto in sella e attende di pianificare il futuro con il club ma molte cose attorno a lui cambieranno. Dal ds ai medici fino ai calciatori: se non sarà rivoluzione, poco ci manca. Tra addii gia decisi di chi non ha convinto e chi sogna altri lidi e i sacrifici che il Fair Play Finanziario costringerà a fare, il club giallorosso si prepara all’ennesimo e intenso via vai.

Permanenza scontata o quasi peri veterani Mancini e Cristante. Nonostante qualche idea di scelte forti a fine campionato, i rinnovi dei due ex Atalanta sono soltanto da firmare e, con la volontà di Gasp di tenerli come nucleo fondante del gruppo, difficilmente i Friedkin imporranno altre idee. L’altra certezza è rappresentata da Malen che sarà riscattato in ogni caso per 25 milioni (con la qualificazione in Champions o Europa League l’acquisto a titolo definitivo sarebbe automatico e rappresenterà l’attaccante del futuro peri giallorossi. In procinto di restare anche Hermoso: il difensore spagnolo gode della stima del tecnico e attende solo che sia formalizzata l’attivazione della clausola per il prolungamento di un’ulteriore stagione. Anche se al momento resta da capire se a farlo dovrà essere comunque Massara oppure qualche volto nuovo.

Tra color che son sospesi ci sono Dybala e Pellegrini. L’argentino dopo qualche piccolo spiraglio di apertura al dialogo di Massara attende di capire che ne sarà della Roma del futuro dando priorità assoluta alla permanenza. La speranza è di chiarire entro la fine del campionato quale sarà il suo destino ma per ora il Boca, che offre un ingaggio molto ridotto, sarebbe una scelta di secondo piano. Il sacrificio economico per restare nella Capitale dovrà essere impegnativo per la Joya che però proseguirebbe molto volentieri la carriera con la maglia che veste dal 2022.

Leggermente diversa la situazione del centrocampista col quale qualche dialogo più approfondito c è stato. Gasp confermerebbe entrambi nell’ottica di un reparto offensivo ricco di caratteristiche e di esperienza. Finora il club era disposto a ofirire circa un terzo dello stipendio attuale dell’ex capitano, ma ora le cose potrebbero cambiare.

Sul tavolo dei sacrificabili nell’ottica delle cessioni da fare entro il 30 giugno i primi nomi della lista sono quelli di Koné e N’Dicka mentre più indietro i profili di Soulé e Svilar. La Roma lascerà andare tutti gli altri prestiti eccetto Malen (Zaragoza, Venturino, Ferguson e Tsimikas) e perderà probabilmente, oltre a El Shaarawy in scadenza, anche Celik che da settimane tratta con altri club. Anche se sul destino del turco, nonostante la grande distanza tra domanda e offerta, l’ultima parola non è ancora detta.

Intanto sono questi i giorni, se non le ore, chiave per il futuro.

Ryan Friedkin è atteso in città per una serie di riunioni con l’allenatore per programmare il futuro. Tanti i temi sul tavolo: dalla scelta del direttore sportivo passando per lo staff medico fino alla sede del ritiro e, ovviamente, la strategie di mercato legate anche ai numeri da far quadrare con la Uefa. Il futuro è tutto da scrivere.

BOLOGNA-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Torna Wesley dal 1′. El Shaarawy con Malen e Soulé

Battere il Bologna per restare in scia quarto posto e provare a tenere vivo il sogno della qualificazione alla prossima Champinos: è questo l’obiettivo della Roma per la sfida contro il Bologna di Vincenzo Italiano. Davanti a Svilar, Mancini rientra e stringe i denti, affiancherà Hermoso e Ndicka. Sulle fasce pronti Celik il ritorno di Wesley, la coppia Pisilli-Cristante dovrebbe essere quella titolare. Davanti dovrebbe esserci El Shaarawy insieme a Malen e Soulé.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. All. Gasperini.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All. Gasperini.

IL ROMANISTA – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Çelik, Cristante, El Aynaoui, Wesley; Pisilli; Soulé; Malen. All. Gasperini.

Ranieri o Gasperini? Tifosi giallorossi divisi «Ma che cosa triste..»

La città si è spaccata in due tra Gasperini e Ranieri. Dalle famose dichiarazioni dell’ormai ex senior advisor prima di Roma-Pisa per le strade della Capitale non si parla di nient’altro e ognuno dice la sua tramite radio, social o al bar con gli amici. Gasp per anni è stato un rivale – sportivo, sia chiaro – e fino a qualche mese fa nessuno avrebbe mai pensato che una frangia della tifoseria si schierasse completamente dalla sua parte. Anche perché Sir Claudio è e rimarrà per sempre un simbolo giallorosso al quale undici mesi fa la Curva Sud ha dedicato una delle scenografie più belle degli ultimi anni. E in molti non dimenticano tutto quello che ha fatto per la Roma: «Società ingrata, l’anno scorso ci ha salvato dalla Serie B», ricordano alcuni.

Ci è andato giù pesante Alessandro Roia, attore ed ex genero di Ra: nieri, che ha lanciato delle frecciatine sui social: «Ho una lista di Giuda che, quando sarà il mo-mento, farò piangere forte e chiaro. Pecoroni che non siete altro». Più equilibrato Carlo Verdone: «Noi tifosi siamo molto confusi perché inizialmente c’era intesa tra loro due. Il motivo del deterioramento del rapporto è difficile individuarlo. Possiamo immaginare idee differenti di due uomini di calcio con forte personalità. Dispiace questa tensione perché la Roma ha bisogno di serenità e chiarezza. Senza questi due elementi la squadra difficilmente può salire nella classifica». «Non voglio commentare questo triste episodio che mi addolora profondamente – commenta sconsolato Enrico VanzinaRimpiango i tempi della Roma di Dino Viola e di Franco Sensi quando la proprietà ci metteva il cuore. Oggi si pensa solo a costruire uno stadio, senza dimostrare amore, passione e rispetto per i colori giallorossi». Oltre ai personaggi del mondo dello spettacolo hanno parlato anche gli sportivi. Tra i tifosi più illustri il tennista Cobolli, per esempio, ha ricondiviso la coreografia e le lacrime di Ranieri prima del match col Milan della passata stagione. […]

Nessuno potrà mai dimenticare quello che Ranieri ha fatto per la Roma, ma la carriera da allenatore è stata indubbiamente diversa da quella da dirigente durata poco più di dieci mesi. È un romano Doc e “testaccino”, ma i toni usati due settimane fa sono stati forti come ammette Leonardo Starace (Presidente del Roma Club Testaccio). […]

L’amarezza per come è finita questa storia rimane, ma da oggi si volta pagina. Fiducia totale a Gasperini almeno per il momento. Poi c’è l’attesa per la risposta dello stadio Olimpico. Oggi la Roma giocherà in trasferta a Bologna e i tifosi residenti nella Capitale non potranno esserci a causa del divieto che durerà fino al termine della stagione, tutto rimandato alla sfida del 4 maggio contro la Fiorentina. La Curva Sud difficilmente rimarrà impassibile e dopo aver chiesto alle parti in causa di rimanere uniti una settimana fa gli riserverà un saluto come gran parte dello stadio. Almeno li spaccature non ce ne sa-ranno: Nessuno è contro Ranieri, nessuno è contro Gasp.

(Il Messaggero)