Nazionale, anche Buffon si dimette: “L’obiettivo era il Mondiale e non ci siamo riusciti. Abbiamo costruito tanto come gruppo”

Dopo l’addio del presidente Gabriele Gravina, si compie un altro passaggio chiave della rivoluzione in seno alla FIGC. Attraverso un lungo messaggio sui propri canali social, Gianluigi Buffon ha ufficializzato le proprie dimissioni dal ruolo ricoperto all’interno del Club Italia. L’ex portiere ha rivelato di aver maturato la scelta immediatamente dopo la sconfitta contro la Bosnia, ma di aver atteso il passo indietro del vertice federale prima di rendere pubblica la decisione.

“Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia era un atto impellente”, ha spiegato Buffon, sottolineando come il mancato raggiungimento della qualificazione mondiale sia stato il fattore determinante. “Pur nella convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”. Buffon ha rivendicato il lavoro svolto nel settore giovanile e nella ricerca di una maggiore sinergia tra le varie selezioni azzurre, concludendo che è giusto lasciare alla nuova governance la piena libertà di scelta per il futuro.

VIDEO – “Un sogno, quattro sorrisi”: Dybala e Gasperini incontrano i bambini di Make-A-Wish

Un incontro speciale al centro sportivo di Trigoria, dove la Roma ha aperto le proprie porte per un’iniziativa di solidarietà. In collaborazione con Make-A-Wish Italia, la Onlus che realizza i desideri di bambini affetti da gravi patologie, il club giallorosso ha ospitato quattro piccoli tifosi che avevano espresso il sogno di conoscere da vicino i propri idoli. Il protagonista della giornata è stato Paulo Dybala. Nel video diffuso dai canali ufficiali della società, si vede la “Joya” accogliere i bambini con affetto: tra sorrisi, abbracci, sessioni di autografi e foto ricordo, l’attaccante argentino ha dedicato del tempo ai piccoli ospiti. All’incontro ha partecipato anche il tecnico Gian Piero Gasperini, che si è intrattenuto con i bambini e le loro famiglie, contribuendo a rendere indimenticabile l’esperienza all’interno del quartier generale giallorosso.

Calciomercato Roma, piace Henry del Brentford per la corsia sinistra

Al momento la pista Henry rappresenta una valutazione esplorativa inserita nei dossier di Trigoria, ma le condizioni dell’operazione appaiono sostenibili. Il calciatore è legato al club inglese fino al 2026 (con opzione per un ulteriore anno) e la sua valutazione di mercato si aggira intorno ai 15 milioni di euro. In assenza di un rinnovo con le Bees, la cifra potrebbe diventare ancora più interessante per le casse giallorosse, considerando anche che i parametri dell’ingaggio rientrano nel tetto salariale fissato dalla società. La Roma resta alla finestra, pronta ad approfondire il discorso qualora si presentassero i margini per un affondo decisivo in estate.

La Roma guarda con interesse alla Premier League per potenziare la corsia mancina in vista della prossima stagione. Secondo quanto riportato dall’emittente radiofonica, tra i profili monitorati dalla dirigenza giallorossa è emerso quello di Rico Henry, terzino classe 1997 attualmente in forza al Brentford. Il giocatore, che ha superato i problemi fisici delle scorse stagioni ritrovando continuità e ottime prestazioni nel corso dell’annata 2025/26, viene considerato un profilo affidabile e già formato per i palcoscenici internazionali. L’eventuale innesto di uno specialista sulla sinistra permetterebbe inoltre a Gian Piero Gasperini di riportare stabilmente Wesley sulla fascia destra.

Al momento la pista Henry rappresenta una valutazione esplorativa inserita nei dossier di Trigoria, ma le condizioni dell’operazione appaiono sostenibili. Il calciatore è legato al club inglese fino a fine stagione, ma con opzione per un ulteriore anno, e la sua valutazione di mercato si aggira intorno ai 15 milioni di euro. Inoltre i parametri dell’ingaggio rientrano nel tetto salariale fissato dalla società. La Roma resta alla finestra, pronta ad approfondire il discorso qualora si presentassero i margini per un affondo decisivo in estate.

(teleradiostereo.it)

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Inter, risentimento muscolare per Bisseck: salterà la sfida con la Roma

A pochi giorni dal match di San Siro contro la Roma, in programma domenica 5 aprile, l’Inter deve fare i conti con uno stop nel reparto arretrato. Yann Bisseck si è infatti fermato durante gli ultimi allenamenti a causa di un problema fisico che mette in forte dubbio la sua presenza contro i giallorossi di Gian Piero Gasperini. Il club nerazzurro ha chiarito l’entità dell’infortunio attraverso una nota ufficiale: “Yann Bisseck si è sottoposto questa mattina ad accertamenti clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un lieve risentimento muscolare ai flessori della coscia destra. La sua situazione sarà rivalutata nei prossimi giorni”.

Sebbene si tratti di un problema di lieve entità, la vicinanza della sfida contro la Roma rende complicato il recupero del difensore tedesco, punto fermo della retroguardia di Cristian Chivu con 97 presenze totali in maglia nerazzurra. Lo staff medico interista monitorerà il calciatore nelle prossime 48 ore, ma al momento prevale la linea della prudenza.

(inter.it)

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Femminile, Roma-Como: cancelli al Tre Fontane aperti dalle 16:30, biglietti ancora disponibili

Domani, venerdì 3 aprile alle ore 18:00, la Roma Femminile ospiterà il Como allo stadio Tre Fontane per la 18ª giornata di Serie A. La sfida rappresenta un passaggio fondamentale per la squadra guidata da Luca Rossettini, chiamata a conquistare i tre punti per mantenere la testa della classifica. Il club ha diffuso le informazioni logistiche per i sostenitori che si recheranno all’impianto dell’EUR. L’apertura dei cancelli è fissata per le ore 16:30. Per quanto riguarda i biglietti, la vendita online e il servizio di cambio utilizzatore saranno disponibili fino alle ore 16:00 del giorno della partita.

Nazionale: Mancini, Cristante e Pisilli rientrano separati dal gruppo azzurro, a bordo di un aereo inviato dalla Roma

La spedizione azzurra in Bosnia si è conclusa con una delusione storica. Per i tesserati della Roma il rientro nella Capitale è avvenuto con modalità differenti rispetto al resto della squadra. Mentre il gruppo guidato da Gennaro Gattuso faceva ritorno in Italia sul volo di linea della Nazionale, Gianluca Mancini, Bryan Cristante e Niccolò Pisilli sono atterrati a Roma a bordo di un jet privato inviato direttamente dal club giallorosso. La scelta della società di mettere a disposizione un volo dedicato ha permesso ai tre calciatori di accorciare i tempi del viaggio e di rientrare immediatamente a casa per smaltire le scorie fisiche e mentali della sconfitta di Zenica. A riportare l’accaduto è stato il giornalista Francesco Repice, intervenuto ai microfoni di Radio Romanista: “Sono tornato in Italia con gli Azzurri, c’era tanta sofferenza a bordo. I giallorossi però non c’erano, la società ha mandato un aereo a prenderli per riportarli subito a Roma”.

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Falsini: “Il talento c’è, il problema sono i dirigenti. Alla Roma mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena poco”

RETE SPORT – Gianluca Falsini, ex allenatore della Roma Primavera, ha analizzato lo stato di crisi del calcio italiano e ha ripercorso la sua esperienza nel settore giovanile giallorosso, sottolineando le carenze metodologiche e gestionali del sistema nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni.

Qual è la sua opinione sul livello attuale del calcio espresso in Italia?
“Non mi sono disamorato del calcio italiano, ma dobbiamo cercare di migliorarci come professionisti. Ieri non ho visto Bosnia-Italia dall’inizio perché non era la gara che avrei dovuto guardare a livello di contenuti. Nel nostro Paese ci sono pochi allenatori che mi piacciono per come sviluppano il gioco, che spesso è noioso. In Europa ci sono realtà più piacevoli. Ho preferito guardare Svezia-Polonia perché ho avuto la fortuna di allenare Zalewski, che ha anche segnato”.

Cosa non l’ha convinta della narrazione attorno alla Nazionale?
“Non mi è piaciuta la narrazione pre-partita: si parlava di 8.000 persone e del campo brutto come se fosse il clima peggiore in assoluto. È la stessa capienza di Arezzo-Ascoli, di cosa parliamo? Troviamo scuse da vent’anni mentre gli altri ci passano avanti. Ha ragione Ventura: sono due decenni di fallimento. Lui era un ottimo tecnico, Conte all’inizio ne ha copiato parecchie idee, ma il problema è che si parla di cambiamenti per tre giorni e il quarto si pensa solo a chi vincerà il campionato”.

È vero che in Italia non nascono più talenti?
“È una grande falsità. Luis Enrique fa giocare i 2007 e i 2008 in Champions League. Sono dieci anni che giro per i campi e di qualità ne vedo tanta, magari non avremo Yamal, ma il talento esiste. Contro la Bosnia, su un campo brutto dove serviva fisicità, perché gioca Retegui e non un calciatore in forma come Pio Esposito? Il problema non sono i tecnici, ma i dirigenti. E a cascata la scuola, dove l’educazione fisica è sparita. La società è cambiata ovunque, anche in Spagna e Francia usano i cellulari, ma lì lavorano diversamente”.

Che ricordo ha della sua esperienza a Trigoria sotto il profilo metodologico?
“Alla Roma, nonostante quattro anni di successi, mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena pochissimo nei settori giovanili. Lo stesso vale per le prime squadre. Ho chiesto spesso di integrare le sedute. Ci sono tecnici bravi, ma vanno messi al posto giusto. In Germania, dopo l’uscita dall’Europeo, il governo calcistico si è riunito dopo una settimana per apportare modifiche”.

Quali sono i giovani più interessanti che ha seguito nel vivaio giallorosso?
“Escludendo i vari Cancellieri, Bove e Zalewski, dico Coletta, che ora è al Benfica, Mannini e Reale: hanno grandi potenzialità. C’è Romano che sta facendo un ottimo campionato allo Spezia, oltre a Di Nunzio e Nardin. Mi dispiace che ora non stia giocando Belmonte, con me ha fatto follie. La Roma ha tanti ragazzi validi, ma serve un percorso di accompagnamento strutturato tra le varie categorie”.

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Stadio Roma, Umberti (Pres. IV Municipio): “Dal governo nessuna notizia sul Commissario, spero che battano un colpo”

Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma Capitale, è tornato a parlare del progetto per il nuovo stadio della Roma a margine dell’inaugurazione del parco “Abbracci in libertà” a Rebibbia. Pur confermando che l’iter procedurale sta andando avanti, Umberti ha espresso una preoccupazione legata ai tempi burocratici e al ruolo del Governo, riguardo alla nomina del Commissario straordinario, figura ritenuta fondamentale per snellire le procedure: “Il progetto va avanti. Adesso è attesa la conferenza dei servizi, ma un po’ mi preoccupa la situazione del Commissario”, ha spiegato il presidente del IV Municipio. “Non si hanno notizie dal Governo, spero che presto battano un colpo perché questo consentirebbe di accelerare tutto l’iter procedurale”.

L’accelerazione è considerata indispensabile soprattutto in ottica internazionale, per non perdere il treno della candidatura italiana ai prossimi campionati europei. Secondo Umberti, infatti, la tabella di marcia è serrata: “Se vogliamo far sì che lo stadio di Pietralata sia tra quelli degli Europei, la deadline è aprile 2027 per l’inizio dei lavori, con la conclusione della conferenza dei servizi prevista per luglio. Se verrà rispettato questo cronoprogramma, potrà essere inserito tra gli stadi di Euro 2032”.

Infine, Umberti ha commentato positivamente l’ipotesi di affidare al sindaco Roberto Gualtieri il ruolo di subcommissario: “Sicuramente darebbe un input maggiore a tutto l’iter burocratico. Dal Governo devono battere un colpo”.

Bruno Conti saluta: contratto in scadenza a giugno, a fine stagione l’addio dopo 50 anni in giallorosso

Dopo oltre cinquant’anni di storia in comune, il rapporto professionale tra Bruno Conti e la Roma giungerà al termine il prossimo 30 giugno. L’indiscrezione, riportata da Piero Torri, segna il ritiro definitivo della leggenda giallorossa che, all’età di 71 anni, ha deciso di non rinnovare il contratto in scadenza per dedicarsi alla famiglia nella sua Nettuno. Conti lascia un’eredità importante: da calciatore simbolo e campione d’Italia a dirigente del settore giovanile, sotto la cui gestione il club ha prodotto talenti capaci di generare plusvalenze per oltre 300 milioni di euro, ricoprendo negli ultimi anni il ruolo di selezionatore per le squadre Under 14.

Alla base della decisione, oltre a ragioni anagrafiche, peserebbero i profondi mutamenti di un calcio giovanile ormai lontano dalla sua visione e la sensazione di una crescente marginalizzazione all’interno del nuovo assetto societario. La ristrutturazione del vivaio — che vede il ritorno di Tarantino e l’innesto di Pasquale Berardi come capo scouting — avrebbe spinto Conti a farsi da parte. Il suo addio rappresenta la perdita di un pilastro del “romanismo” a Trigoria, proprio mentre resta incerto anche il futuro di Alberto De Rossi, anch’egli con il contratto in scadenza al termine della stagione.

(Manà Manà Sport)

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Gasperini-Massara, i rapporti rimangono tesi: a fine stagione il vertice decisivo con i Friedkin

Il finale di stagione della Roma non deciderà soltanto il piazzamento europeo della squadra, attualmente sesta a 54 punti a pari merito con la Juventus quinta, ma definirà anche l’assetto dirigenziale del prossimo futuro. Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Matteo Moretto, l’ambiente giallorosso starebbe vivendo una fase di tensione interna riguardante il rapporto tra l’allenatore Gian Piero Gasperini e il direttore sportivo Frederic Massara. Al centro del dibattito ci sarebbero profonde differenze di vedute sulle strategie di mercato, emerse in modo particolare durante la sessione di gennaio nella ricerca del rinforzo offensivo. Gasperini non ha fatto mistero delle proprie perplessità, ammettendo anche pubblicamente di aver richiesto determinati profili e di essersi poi trovato a disposizione giocatori con caratteristiche differenti.

Questa divergenza tecnica avrebbe creato un clima di incertezza che verrà risolto soltanto a campionato concluso. Le parti sono attese a un confronto diretto, necessario per capire se le strade dell’allenatore e del direttore sportivo potranno ancora convergere o se si arriverà a una separazione. Il tutto avverrà sotto la supervisione della famiglia Friedkin, che valuterà il percorso da intraprendere anche in base ai risultati sportivi ottenuti nelle ultime otto giornate di Serie A.