Castan: “Dopo il primo anno avrei voluto lasciare la Roma, Garcia mi convinse a restare. Non c’è spiegazione logica all’esonero di De Rossi”

RADIO ROMANISTA – Leandro Castan, difensore brasiliano protagonista con la maglia giallorossa, è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica dedicata ai colori giallorossi. Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate dal difensore:

Effettivamente l’impatto fu un po’ negativo. Io pensavo che in Italia avrei lavorato con un tecnico molto attento alla fase difensiva ma trovai Zeman a cui non piaceva molto difendere bensì quasi esclusivamente attaccare e fare gol. Diciamo che non teneva molto in considerazione quelli del mio reparto

Qual è stato invece il suo rapporto con Totti?
Ricordo ancora il nostro primo incontro nello spogliatoio: a presentarci fu il direttore generale Franco Baldini. Quando gli strinsi la mano mi vennero i brividi perché non ero soltanto davanti ad un calciatore ma ad una sorta di personaggio storico. Poi però con il tempo, Totti per me è diventato “Checco”, un uomo fantastico che mi ha aiutato moltissimo ad inserirmi nel gruppo ed è stato un piacere conoscerlo

Quella stagione finì con la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio. Si è dato una spiegazione sui motivi di quella brutta prestazione? È vero che lei gettò la medaglia del secondo posto?
Sì è vero. Mi sono anche un po’ pentito perché una medaglia non si dovrebbe mai buttare nel cestino solo che in quel momento ero veramente molto incazzato, proprio perché non riuscimmo a giocare come avremmo dovuto. Ripensandoci questa è la cosa che mi dà più fastidio, ovvero non essere riusciti a fare quello che era nelle nostre corde. L’unica spiegazione è che forse avevamo affrontato una stagione molto usurante, non solo dal punto di vista fisico, e quando arrivammo a quella gara eravamo già cotti. Loro, a differenza nostra, hanno giocato con il coltello tra i denti, segnando poi un gol bruttissimo proprio come è stato quel derby. Mi dispiace perché sono consapevole che sia stata una sconfitta pesante per i tifosi inoltre sono convinto che se avessimo giocato almeno al 10% delle nostre capacità avremmo vinto

Quale fu la sua reazione a quella delusione così grande?
Volevo andar via. Non mi ero trovato bene con Zeman, verso cui non ho nessun risentimento ma semplicemente avevamo delle idee calcistiche diverse. Poi è vero che lui fu esonerato ed era arrivato Andreazzoli, ma era stata comunque un’annata molto brutta terminata poi con una sconfitta pesantissima. Avrei preferito tornare in Brasile, anche perché mancavano pochi mesi all’inizio del mondiale che si sarebbe disputato proprio nel mio Paese. Questo era quello che pensavo prima dell’arrivo di Rudi Garcia. Rudi cambiò la mia percezione e anche quella di molti del gruppo, è stato il principale artefice del nostro riscatto

Quali furono i meriti del tecnico francese?
Innanzitutto il suo modo di rapportarsi. Per fare un esempio, Zeman in 6 mesi mi avrà rivolto la parola due volte, lui invece cercò subito di spronarmi anche facendomi arrabbiare. Si era accorto che avevo la testa altrove e allora si rivolse a me anche con durezza. Il senso delle sue parole era che forse aveva ragione chi diceva che fossi scarso. Mi incazzai molto, perché mi punse nell’orgoglio ma poi capii che era un modo per togliermi dalla mia “comfort zone” su cui mi ero inconsciamente appiattito

Si diceva che lei e Benatia avreste formato una coppia troppo lenta
Esattamente. Una volta ci convocò ad entrambi nel suo ufficio e ci disse che lui pensava esattamente il contrario ma la risposta definitiva l’avremmo dovuta dare noi in partita. Dopo queste parole, io e Benatia ci guardammo negli occhi e stipulammo una sorta di patto che ci avrebbe portato ad aiutarci l’un l’altro. Il risultato? Prendemmo un gol nelle prime dieci partite. Ma il merito fu di Rudi che è stato uno dei migliori allenatori mai incontrati nella mia carriera

14 settembre 2014, nella trasferta di Empoli lei viene sostituito al primo tempo e dopo qualche settimana le diagnosticano un cavernoma cerebrale, ovvero una forma di tumore benigno al cervello. Cosa ricorda di quel periodo?
Quello è stato il giorno in cui finirono tutti i miei sogni. Come tutti i calciatori ambiziosi avevo tanti progetti: andare in nazionale, disputare un mondiale e vincere dei trofei con la mia squadra ma quel pomeriggio finì tutto. Il medico mi disse che non avrei più potuto fare il calciatore e allora pensai soltanto a rimanere vivo.  Dopo la guarigione, avrei voluto riprendere la mia professione ma nonostante gli sforzi, non sono mai riuscito a tornare quello di prima. Solo a pensarci mi vengono i brividi perché avevo ventisette anni ed ero nel momento più importante della mia carriera. Oltre alla mia famiglia devo ringraziare il mister Garcia, il mio procuratore Gabriele Giuffrida e il direttore Walter Sabatini che per me è stato come un papà

Un ventisettenne che supera una cosa del genere dove trova la forza per tornare a fare sport a livello professionistico?
“Io la forza l’ho trovata in un qualcosa che non posso vedere ma che sento continuamente che è la mia fede in Dio. Questa fede mi ha aiutato a superare momenti terribili. La prima volta che sono rientrato in campo a Trigoria, il preparatore mi passò un pallone e io gli andai incontro per stopparla normalmente. Io pensai al gesto che avrei dovuto fare ma non riuscii a farlo perché quando la palla mi passò vicino il mio piede non si mosse.  Quel giorno andai a casa piangendo perché il corpo non rispondeva agli impulsi del mio cervello. Un giorno, grazie alla fede, saprò perché mi è capitato tutto questo. Ho indossato la maglia del Torino e del Cagliari ma anche quando mi facevano i complimenti ero comunque triste perché non mi sentivo più il Castan di un tempo”

Tanti compagni le sono stati vicino: ad esempio Daniele De Rossi
Gli voglio tanto bene. Lui e Francesco avevano una grande leadership ma mentre Totti era il leader a cui non serviva nemmeno parlare, De Rossi comunicava molto di più. Inoltre con lui c’era molto feeling perché gli piaceva stare insieme ai sudamericani. Io quando penso alla Roma mi vengono in mente sempre loro due e il fatto che non facciano più parte del club mi fa male al cuore

De Rossi era però tornato nel ruolo da allenatore. Che idea si è fatto del suo percorso?
Non c’è una spiegazione logica al suo esonero. Ha fatto un ottimo lavoro, gli era anche stato rinnovato il contratto, quindi non ho capito poi la scelta di mandarlo via dopo appena quattro giornate. Lo scorso anno vedevo le partite insieme ai miei figli ed abbiamo esultato tanto anche perché vedere Daniele su quella panchina mi dava un piacere immenso

I giallorossi possono vincere l’Europa League?
Certo, come no. Ranieri ha aggiustato questa squadra che ha delle buone individualità, alcuni giocatori mi piacciono molto. Secondo me si può fare

 

Calciomercato Roma, dalla Spagna: giallorossi su Ratiu

C’è anche la Roma su Andrei Ratiu. Sull’esterno destro romeno in forza al Rayo Vallecano ci sono diversi club: la clausola rescissoria è fissata a 25 milioni di euro e il 50% sarà destinato al Villarreal. Sul classe 1998 ci sono Roma, Barcellona, Tottenham, Atletico Madrid e Bayer Leverkusen, con i Blaugrana che sembrano in pole. In estate i giallorossi potrebbero presentare un’offerta.

(mundodeportivo.es)

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VIDEO – Pellegrini e Mancini e i giochi di magia del mentalista

Risate e applausi per Lorenzo Pellegrini e Gianluca Mancini di fronte alle “magie” del mentalista. In occasione della festa di carnevale alla quale hanno partecipato capitano, vice, Cristante ed El Shaarawy un mentalista ha effettuato alcuni giochi di magia. Ecco i due video.

 

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Roma-Como, le info per i tifosi: cancelli aperti alle 15:30

Domenica alle 18:00 la Roma scenderà in campo contro il Como. Il club giallorosso ha pubblicato tutte le info per i tifosi che andranno allo stadio ad assistere alla gara. La nota:
Seconda consecutiva all’Olimpico per gli uomini di Ranieri, attesi domenica dalla sfida con il Como. Domenica 2 marzo, alle 18:00, è in programma Roma-Como, ventisettesima giornata di Serie A. Ancora una volta sarà uno stadio pronto a caricare i giallorossi, reduci da tre vittorie consecutive, con l’obiettivo di dare continuità a questa seconda parte di stagione.

È possibile acquistare gli ultimi biglietti. Si potranno comprare direttamente allo stadio, presso il botteghino in Viale delle Olimpiadi 61.

Ecco le info utili per chi andrà all’Olimpico!

Gli orari
I cancelli dello Stadio apriranno alle 15:30. Il suggerimento è di partire da casa per tempo, arrivando ai cancelli del prefiltraggio almeno 90 minuti prima del fischio di inizio.

Per qualunque necessità il giorno della partita, dalle 15 e fino al fischio di inizio sarà possibile rivolgersi telefonicamente al Call Center AS Roma (06.89386000). Il Call Center potrà essere contattato anche per mail (callcenter@asroma.it) o compilando il form. Sarà a disposizione dei tifosi giallorossi anche il botteghino informazioni in Viale delle Olimpiadi 61 a partire dalle 15:00.

I nostri Store
Nell’area dello Stadio Olimpico saranno attivi i punti vendita AS Roma Store in Viale delle Olimpiadi e il Trailer Store antistante la Tribuna Monte Mario dove sarà possibile acquistare materiale ufficiale, oltre che i tre kit adidas da gioco.

Sarà disponibile anche la maglia matchday di Roma-Como, che potrete acquistare nel Trailer Store oppure afferrare al volo quando Romolo la lancerà durante il prepartita e l’intervallo.

La frase votata dai tifosi su Socios.com
Nell’area hospitality Colosseo Lounge sarà celebrato un campione del passato attraverso una sua frase storica. Gli utenti di Socios.com hanno potuto scegliere tra le citazioni di tre legend e il più votato è stato Paulo Roberto Falcao:

“Per la Roma e per i suoi tifosi provo un sentimento di amore eterno”

“Food for the Community”
Prosegue anche per questa partita “Food for the Community”, l’iniziativa dell’AS Roma con la Caritas diocesana di Roma per raccogliere le eccedenze alimentari delle aree hospitality dello Stadio Olimpico da destinare alle comunità bisognose.

“Unstoppable – Superiamo gli ostacoli”
È sempre attivo “Unstoppable – Superiamo gli Ostacoli”, il servizio dedicato ad agevolare il trasferimento allo Stadio dei tifosi giallorossi con disabilità motoria che necessitino di carrozzina.

Anche per questa stagione, KINTO, Brand Globale di Mobilità del Gruppo Toyota e Mobility Service Provider dell’AS Roma, fornirà per tutte le gare casalinghe una flotta di veicoli Toyota adatti al trasporto di persone con disabilità motoria.

Grazie alla collaborazione con la Protezione Civile Arvalia, che sostiene l’iniziativa fin dal 2022, alcuni volontari si occuperanno del trasferimento dei tifosi allo stadio e del loro rientro alle abitazioni, assistendoli anche nel corso della partita.

Le prenotazioni potranno essere effettuate dalle 9 alle 18 (ed esclusivamente entro le 14 nel giorno pre-gara) da tutti i tifosi in possesso di un biglietto o di un abbonamento.

La “Quiet Room” per tifosi con disturbi sensoriali
L’AS Roma, in collaborazione con Sport e Salute, ha predisposto uno spazio in Tribuna Monte Mario dedicato ai tifosi con disturbi sensoriali.

Nella “Quiet Room” è possibile vivere l’emozione della partita lontano dalla folla, dai rumori forti, dalle luci intense e da altri stimoli che potrebbero risultare difficili da gestire, vivendo così un’esperienza unica e rilassante.

Gli inviti verranno assegnati in base all’ordine di registrazione, compatibilmente con gli spazi disponibili.

Stop al Secondary Ticketing!
Ricordiamo che è sempre attivo il form per segnalare direttamente alla Società gli abusi sul fenomeno del Secondary Ticketing, che riguarda biglietti e abbonamenti della Roma.

Qualsiasi anomalia o gestione poco chiara nella vendita, sarà immediatamente interrotta. Come già è stato fatto dal Club in qualche caso portato all’attenzione dai tifosi attraverso questo form.

Modalità di gestione delle aree di parcheggio disabili
Le persone con disabilità munite di regolare permesso e con abbonamento/biglietto di Tribuna Tevere Disabili (solo con tariffa persona con disabilità non deambulante + accompagnatore), potranno parcheggiare all’interno dello Stadio dei Marmi.

Per tutte le altre tipologie di disabilità è previsto un quantitativo di parcheggi, fino ad esaurimento dei posti, presso lo Stadio dei Marmi, Viale dei Gladiatori e Viale Alberto Blanc. Per accedere bisogna essere in possesso dell’abbonamento/biglietto e relativo tagliando per il parcheggio disabili.

Al fine di un corretto utilizzo delle aree, il personale in servizio potrebbe verificare l’effettiva presenza a bordo della persona con disabilità titolare del parcheggio”.

(asroma.com)

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Serie A, Bologna-Milan 2-1: Ndoye decide il match

È finito il match di campionato fra Bologna e Milan, recupero della nona giornata di campionato. Hanno vinto i padroni di casa per 2-1, nonostante il vantaggio iniziale dei rossoneri, arrivato nel primo tempo con il gol di Leao. Nel secondo tempo Castro e Ndoye hanno ribaltato il match. Ora il Milan è solo a un punto di distanza dalla Roma di Ranieri. 

Llorente: “L’Athletic fa paura, sarebbe fantastico se arrivasse in finale di Europa League”

RADIO MARCA – Fernando Llorente, ex calciatore della Juventus tra le altre squadre, ha commentato il momento vissuto dall’Athletic Bilbao, prossimo avversario europeo della Roma. Ecco le sue parole:

L’Athletic? Fanno paura, il livello con cui stanno giocando è impressionante. Hanno una grande squadra e quest’anno potrebbe essere meraviglioso, grazie anche alla finale di Europa League proprio al San Mamès. Sarebbe fantastico se riuscissero ad arrivarci”.

Nainggolan: “Nella Roma giocatori bravi, ma pochi fuoriclasse. Si poteva continuare con De Rossi”

Radja Nainggolan, ex giocatore della Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Amore giallorosso” ed è tornato a parlare della sua esperienza in giallorossi, dei suoi compagni e del momento attuale della squadra allenata da Ranieri. Le sue parole:

Penso che è stata un’annata molto strana, condizionata dall’esonero di De Rossi che è un carissimo amico ed ex compagno di squadra. Lui l’anno scorso ha fatto molto bene, se guardiamo i risultati ha fatto anche meglio di Mourinho: prima gli hanno fatto firmare un contratto di tre anni e poi dopo quattro giornate hanno deciso di cambiare allenatore prendendo Jurić che non ha fatto fare alla squadra un cambio di marcia. Secondo me potevano tranquillamente continuare con Daniele. Io la Roma la seguo sempre con affetto, si sta un po’ riprendendo, ma non è ancora la Roma che eravamo abituati a vedere”.

Ci racconti la magia della tua Roma che ha raggiunto una semifinale di Champions League?
Non è stata soltanto quella squadra ad essere forte: per quattro, cinque stagioni siamo stati al top, avevamo dei grandissimi giocatori. Quando sono arrivato c’erano Benatia, Pjanic, Strootman; giocavamo con Gervinho e Salah e dopo di loro, sono arrivati tanti altri campioni. In porta avevamo Szczęsny che poi è stato sostituito da Alisson e avevamo un direttore forte che era Sabatini

In quegli anni, la Roma aveva dei problemi non economici.
Bisognava sempre vendere per poi poter ricomprare ma i calciatori, venivano sempre sostituiti alla grande! Ecco secondo me alla Roma attuale manca proprio questo, penso che in rosa ci siano giocatori bravi ma pochi fuoriclasse

Nella tua Roma dei giocatori avrebbe giocato solo Dybala, sei d’accordo?
Di questa Roma, a parte Dybala c’è anche Angelino che mi piace, ha un piede importante. Poi ci sono Paredes e Pellegrini che erano giovani ma già giocavano con noi. Era dura giocare con la Roma perché eravamo una squadra dura, tosta, e lasciavamo per strada veramente molto poco: paradossalmente, era più facile che perdevamo qualche punto con le piccole ma poi quando affrontavamo le grandi vincevamo quasi sempre. Andavamo in trasferta a Milano e ricordo che vincevamo sia con il Milan che contro l’Inter. Negli ultimi anni invece, la Roma sta facendo troppo fatica a battere le grandi. Avevamo giocatori come Totti che rappresentava Roma o come De Rossi che ti trasmetteva una grande carica; c’era Kolarov, che comunque era un calciatore bello cazzuto ma anche Džeko: giocatori di carattere che ti spingevano a dare sempre il massimo e con loro riuscivi ad andare sempre oltre

Il tuo rapporto con i tifosi della Roma è sempre stato ottimo. 
Assolutamente sì, sento ancora il loro affetto e sarà così per sempre. Sono andato via in una maniera un po’ particolare perché è stata una mia scelta, ma soltanto perché c’era un direttore che non era corretto nei miei confronti. Un direttore che mi faceva sentire importante ma che poi durante l’estate, firmava dei mandati, a nome della Roma, per vendermi in Turchia. A quel punto, gli io ho detto va bene, se vuoi che vado via ma scelgo io devo andare”.

Ti piacerebbe tornare?
Se avessi saputo che a distanza di qualche mese, il direttore sarebbe poi andato via non me ne sarei mai andato: questo è il mio rammarico più grande perché stavo troppo bene a Roma e dopo che sono andato via, qualcosa è cambiato. Io sono uno che quando sto bene e sento l’affetto intorno a me, sono nel mio habitat naturale e riesco a dare il massimo.
Andare all’Inter mi ha fatto cambiare un po’ la mia tranquillità, la mia normalità giornaliera e quindi non è stato semplice”.

Vuoi salutare i tifosi della Roma?
Certo, li saluto sempre con grande affetto. Se il tempo me lo permette, seguo quasi sempre le partite della Roma: spero che possa tornare a competere anche in Champions, perché i tifosi si meritano i più grandi palcoscenici. Roma è la città più bella al mondo e in quanto tale, deve stare nelle competizioni più grandi”.

Bologna, Di Vaio: “Il nostro obiettivo è tornare in Europa, ora anche la Roma è rientrata nella corsa”

DAZN – Marco Di Vaio, direttore sportivo del Bologna, ha parlato ai microfoni della TV a pochi minuti dal fischio di inizio del match dei felsinei contro il Milan. Ecco le sue parole: “Per noi è un obiettivo provare a rientrare in Europa. Il gruppo si è allargato, è rientrata anche la Roma. Non è facile, lo sappiamo e stasera è un’opportunità. Per noi sarebbe importante tornare in Europa per dare continuità“.

Coppa Italia, Juventus-Empoli: bianconeri fuori ai rigori

Alla fine passa l’Empoli. Non sono bastati 90′ di gioco per decidere la qualificazione in palio fra Juventus e Empoli. I toscani sono passati in vantaggio nel corso del primo tempo grazie al gol di Maleh, Thuram ha pareggiato i conti a metà secondo tempo. Per decidere le sorti del match sono serviti i calci di rigore: decisivi gli errori dagli 11 metri di Vlahovic e Yildiz. 

Mercato Roma: Furlani alza il prezzo per Saelemaekers. Si può chiudere a 20 milioni

La Roma vuole comprare Saelemaekers, ma il prezzo continua a salire. In estate tra i giallorossi e il Milan c’era una sorta di accordo verbale per una valutazione da circa 8-10 milioni di euro, ma le prestazioni offerte dall’ex Bologna hanno messo Furlani nella condizione di chiedere oltre 25 milioni di euro nel summit di gennaio. I giallorossi non hanno mollato la presa e la sensazione è che basterebbe un’offerta di circa 20 milioni di euro, ma bisogna vedere se Ghisolfi si spingerà a quelle cifre.

(calciomercato.com)

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