Mancini carica: “Abbiamo fatto qualcosa di unico. Avanti così”

In una difesa che concede pochissimo (6 gol subiti nelle ultime 14 gare), Gianluca Mancini è ormai il pilastro. Anche ieri, nonostante un giallo preso subito, ha disputato una gara quasi perfetta: “Queste partite sono fondamentali per restare agganciati al treno. Sappiamo di aver fatto qualcosa di unico, ma non dobbiamo fermarci”. (…)Mancini elogia anche Soulé: “Sapevamo delle sue qualità, ora con il mister sta facendo ottime prestazioni. Ma pensiamo già alla Fiorentina”.

(gasport)

I VOTI DEGLI ALTRI – Soulè “abito da sera alla Scala” – Konè “quando il gioco si fa duro, Manu inizia a giocare”

La Roma sbanca San Siro e trova il diciottesimo risultato utile di fila. A decidere la gara Matias Soulè: “Abito da sera alla Scala. Si prende la Roma sulle spalle con un gol da attaccante. Altra firma da 3 punti in trasferta per l’argentino. È lui l’uomo in più senza Dybala:  fenomeno in ascesa”. (Il Tempo). Grande prova per  Manu Konè: “Quando il gioco si fa duro, Manu inizia a giocare. Fa il regista moderno e dinamico in grado di ribaltare il fronte di gioco. Vince duelli con Barella e Frattesi, non due qualunque”. (Il Romanista).  Bene anche Gianluca Mancini: “Ammonito già al 4′, non si fa condizionare e governa il fortino con un autocontrollo che non sempre ha dimostrato. Sta maturando. Da centrale sembra sempre più sicuro perchè non deve scivolare in fascia. Lautaro non lo spaventa mai” (La Gazzetta dello Sport).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6,36
Celik 6,57
Mancini 7,07
Ndicka 6,93
Soulè 7,64
Cristante 6,71
Koné 7,14
Pellegrini 6,07
Angelino 6,78
Shomurodov 6,14
Dovbyk 5,57

Baldanzi 6,00
Pisilli 5,93
Gourna Douath 6,00
El Shaarawy NG
Rensch NG

Ranieri 7,57


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Celik 6
Mancini 7
Ndicka 6,5
Soulè 7,5
Cristante 6
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dovbyk 5

Baldanzi 6,5
Pisilli 5,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6,5
Celik 7
Mancini 7,5
Ndicka 7,5
Soulè 7,5
Cristante 6,5
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 7
Shomurodov 6
Dovbyk 5,5

Baldanzi 5,5
Pisilli 5,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7,5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Celik 6,5
Mancini 7,5
Ndicka 7
Soulè 8
Cristante 7
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 7
Shomurodov 6
Dovbyk 6

Baldanzi 6
Pisilli 6
Gourna Douath 6
El Shaarawy
Rensch

Ranieri 8


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6,5
Celik 7
Mancini 7
Ndicka 6,5
Soulè 7,5
Cristante 6,5
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 7
Shomurodov 6,5
Dovbyk 5

Baldanzi 6
Pisilli 5,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7,5


LA REPUBBLICA

Svilar 6,5
Celik 6,5
Mancini 6,5
Ndicka 7
Soulè 7,5
Cristante 6,5
Koné 6,5
Pellegrini 6,5
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dovbyk 5,5

Baldanzi 6
Pisilli 6
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7


IL TEMPO

Svilar 6,5
Celik 6,5
Mancini 7
Ndicka 7
Soulè 7,5
Cristante 7
Koné 7,5
Pellegrini 5,5
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dovbyk 6

Baldanzi 6
Pisilli 6,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy
Rensch

Ranieri 8


IL ROMANISTA

Svilar 6,5
Celik 6,5
Mancini 7
Ndicka 7
Soulè 8
Cristante 7,5
Koné 8
Pellegrini 6,5
Angelino 7
Shomurodov 6,5
Dovbyk 6

Baldanzi 6
Pisilli 6,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 9

Mago Ranieri, Roma a passo da Champions: “Ma niente promesse”

L’ultimo sorriso vero da queste parti lo aveva colto 17 anni fa, nel 2008, alla guida della Juventus. E allora per onorare l’ultima passerella alla Scala del calcio Claudio Ranieri non poteva scegliere modo migliore. Con una vittoria che cambia il destino delle cose, anche di quelle giallorosse, con la Roma che adesso alla Champions inizia a crederci sempre di più. Del resto, dopo 18 risultati utili consecutivi non potrebbe che essere così. “Ma io continuo a pensare solo alla prossima partita, quella con la Fiorentina, non alla classifica – dice a fine gara l’allenatore della Roma -. Non voglio fare promesse, un allenatore molto famoso (Giovanni Trapattoni, ndr) diceva: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Vedremo alla fine dove saremo, l’importante è non avere recriminazioni. Stiamo dando tutti noi stessi, ma confermo quello che ho già detto la volta scorsa: “Non scommetto un euro sulla Roma”. (…)  L’ha vinta mettendo Koné a schermare la difesa, schierando Soulé a tutta fascia e chiedendo a Shomurodov di dar fastidio a Calhanoglu in costruzione. «Avevamo fatto una partita simile a Udine ed era andata bene, anche se con Rensch e Baldanzi. Abbiamo vinto ancora una volta per 1-0, ma va bene anche così, contano i punti. Soulé? Ha capito quello che gli chiedevo, deve essere pratico e rapido nel pensare, anche nel-l’uno contro uno. È sempre im-prevedibile, la sua è una stoffa molto pregiata».  E infatti a decidere la partita è stato ancora una volta Matias Soulé, esattamente come già successo a Parma e ad Empoli o nel pareggio esterno contro la Lazio. Solo gol pesantissimi per Mati, tra l’altro anche tutti molto belli. (…) «Ranieri mi ha chiesto di aiutare i compagni e di difendere. Per aiutare la squadra sono disposto a tutto, in diversi ruoli. Dybala? Lui è da sempre un mio idolo, provo a imparare da ciò che mi dice. Io ascolto e replico». Per ora anche molto bene…

(gasport)

Ndicka assicura: «Non è mai rigore». Festeggia anche Dybala: «Siete forti»

Brilla la stella di Soulé a San Siro. Dopo il gol contro la Lazio e l’assist decisivo con il Verona, Matias ha mandato al tappeto l’Inter e si gode il premio di migliore in campo. Un cambio di passo nel 2025 dove ha realizzato .4 reti e due passaggi vincenti. (…) Nei giorni scorsi ha compiuto 22 anni ed ha festeggiato al meglio. (…) Dieci clean sheet sono arrivati con Rarieri in pan-china, anche grazie alle prestazioni di Ndicka e Mancini. L’ivoriano ieri è stato tra i migliori in campo e protagonista del contrasto con Bisseck nel finale: «È un duello d’area di rigore. Non si danno dei rigori così, è calcio per me. Lui è un difensore e lo sa». Evan – come Claudio – ha dedicato la vittoria ai sostenitori giallorossi che ieri non potevano essere presenti sugli spalti: «Siamo tutti contenti, per la classifica e per i nostri tifosi che non sono potuti venire qui. La corsa Champions? Ci sono ancora 4 finali. Mí piace scendere in campo ogni tre giorni e non mi piace aspettare. Per questo facciamo di tutto per andare in coppa. La settimana è lunga. Giocare per la Roma è un piacere». (…) Ha seguito la Roma da casa Dybala che ha dovuto annullare il viaggio a Milano per non perdere nessun giorno d’allenamento (ieri ha svolto terapie). Ma ha mandato un messaggio sui social: «Quanto siete forti». Mercoledì la ripresa.

(Il Messaggero)

Ma Ranieri mantiene il basso profilo: «Ancora non guardo la classifica»

«Vincere uno a zero non è mica un problema eh, sono sempre tre punti. E belli». Ranieri, elegantissimo, sorride e gioca. Il corto muso non va vissuto mica come un’onta, no. C’è chi, prima di lui, non a Roma però, ci ha vinto gli scudetti. A Claudio questi uno a zero in serie piacciono e servono per sperare, per vivere un sogno, fino alla fine. E pensare che quando è arrivato, Roma non era una città che sognava, anzi, si era incattivita, si respirava un’atmosfera pelante, dopo la cacciata di De Rossi e per le negatività legate ai risultati di Juric. «Voi con-tinuate a denigrare gli uno a zero, a me va bene così, mi serve per cari-care i calciatori». Questo corto muso contro l’Inter brilla, dà forza, ti fa uscire da Milano con consapevolezza. (…) Koné centrale, Shomurodov su Cahla, insomma un’idea dietro l’altra, vero Ranieri? «Abbiamo giocato in questo modo anche a Udine, non c’era Soulé ma Rensch e mi era piaciuto. Gli avevo rifatto vedere la partita e gli avevo chiesto di ripeterci, siamo andati molto bene. Io sono veramente contento, non avevamo mai vinto contro una grande (e la Lazio? ndi) e siamo ve-nuti qui a vincere. Siamo molto felice, ora arriva la Fiorentina e pensiamo a loro perché sono in un bel momento. (…) Pensare alla Fiorentina, va dicendo Ranieri, e non al futuro, ok. Quindi nemmeno al suo di futuro, magari come allenatore, per una altro giro sulla panchina della sua Roma. Nemmeno a dirlo. Ecco la risposta di Ranieri, che non ne può più di sentirselo ripetere. «Ho smesso, ho consegnato il tesserino a Coverciano. E se poi mi mancherà la panchina? “Si lo so, poi andrò ai giardinetti».

(Il Messaggero)

Soulé batte l’Inter: la Roma adesso sogna la Champions League

La miglior Roma della stagione vince a casa dell’Inter e rilancia le proprie ambizioni Champions. Guidata dalla star del momento: Matias Soulé. L’argentino, al quinto gol stagionale, dopo l’infortunio di Dybala, si è caricato la Roma sulle spalle. Dopo Parma e Empoli anche San Siro. «Adesso sento la fiducia di tutti – ha ammesso il 21enne – sto facendo molto bene e sono contento. Dybala? Lui è da sempre un mio idolo, provo a imparare da tutto ciò che mi dice e che mi dicono i più esperti. Io provo ad ascoltare tutto e a replicarlo in campo». Per Soulé è il terzo gol da tre punti e per la Roma l’ottava vittoria per1-0 in campionato della sta-gione. Un record europeo firmato Claudio Ranieri. L’uomo della provvidenza che a fine stagione cambierà ruolo, nonostante le pressioni della piazza, dei calci-tori e degli stessi Friedkin (…) Ma è il cammino nelle ultime 20 partite che racconta la cura di Ranieri. La Roma è saldamente al primo posto con 14 vittorie, 5 pareggi e 1 sola sconfitta, a Como a dicembre scorso. Un ruolino da scudetto che aumenta le recriminazioni dei tifosi per i primi mesi disastrosi. Tra scelte scellerate della proprietà – esonero di De Rossi e ingaggio di Juric – e responsabilità dei calciatori. Se solo Ranieri ci fosse stato da settembre. (…)

(La Repubblica)

Colpo Roma

IL TEMPO (L. PES) – Coraggio. Quello che è mancato negli altri due big match del mese di aprile e che Ranieri aveva chiesto a gran voce. Quello dimostrato dal tecnico che ha deciso di presentarsi a San Siro, nella gara più complicata di questo finale di stagione, con due punte giocandosela a specchio con Inzaghi. E quello di Soulé che la scorsa estate ha scelto la Roma per consacrarsi e ieri alla Scala del calcio ha vissuto il suo pomeriggio di gloria regalando tre punti fondamentali ai giallorossi per crede-re ancora alla Champions League. La vittoria contro l’Inter nasconde una miriade di significati per li Roma e per il suo condottiero. Non è soltanto il diciottesimo risultato utile di fila (ultima sconfitta datata 15 dicembre 2024 sul campo del Como), è la dimostrazione di volerci essere fino alla fine. È il ritorno alla vittoria nelle sfide contro le grandi dopo tante amarezze e una sola gioia nel derby d’andata. E la gioia ritrovata di Sir Claudio a San Siro che dopo diciassette anni di
digiuno (sponda nerazzurra, aveva vinto l’ultima volta proprio con la Roma battendo il Milan nel dicembre 2010) ha deciso di tornare a trionfare proprio nell’ultima apparizione al Meazza. Lavine soprattutto lui. Col coraggio delle scelte, con i cambi giusti e con un impianto tattico che ha messo in crisi un’Inter che in sette giorni rischia di aver compromesso una stagio-ne che fino a prima di Pasqua sembrava potesse essere trion-fale. Soulé a tutta fascia contro Dimarco è la mossa chiave per mettere subito alle strette gli avversari in avvio. Koné sorprendentemente in cabina di regia vero mattatore dei primi quarantacinque minuti e Cri-stante a giganteggiare da mezzala destra. Poi quelle due pun-te che tanto hanno fatto meditare l’allenatore di San Saba. La tentazione sempre frenata dal non avere cambi giusti per intervenire. Ma quella contro i campioni d’Italia in carica era la partita da vincere a tutti i costi, quella nella quale non c’era nulla da perdere. Per que-sto Ranieri ha cucito la bocca a tutti quelli che continuano a definirlo un difensivista, un «catenacciaro». Altroché: da quando è tornato a Roma ha dimostrato di saper cambiare ed evolversi nel corso delle settimane e, all’occorrenza, anche nel corso dei novanta minuti. Tanti ne sono bastati ieri nel pomeriggio di San Siro per tornare a sorridere in casa interista (l’ultima volta era succes-so a ottobre 2022). È bastato il tap-in di Soulé dopo ventidue minuti anche se contrariamente a quanto si possa pensare, il settimo 1-0 stagionale dei gial-lorossi è trai meno sofferti. An-zi, più i rimpianti che le paure dopo il fischio finale con almeno quattro occasioni pulite di raddoppiare fallite clamorosamente (Cristante, Shomurodov, Pisilli e Dovbyk). Finalmente Roma, finalmente l’urlo contro una grande. Ma ora guai a fermarsi: Fiorentina, Atalanta, Milan e Torino poi si tirano le somme. Intanto Ranieri si gode il sesto posto momentaneo sopra la Lazio e pari al Bologna.

Soulè firma l’impresa e la Roma sbanca San Siro

LEGGO (F. BALZANI) – L’ennesima impresa pesa come un macigno sul campionato. Claudio Ranieri sbanca San Siro nella sua ultima alla Scala del calcio e aumenta le possibilità europee della Roma. Grazie a un lampo di Soulé, infatti, i giallorossi condannano l’Inter alla terza sconfitta consecutiva, tra campionato e coppe, e si portano per 24 ore al quinto posto in campionato con una striscia impressionante di 18 risultati utili di fila. Una vittoria di sacrificio, ma che poteva essere più larga viste le tante occasioni sprecate da Pellegrini e compagni. Decisive le mosse a sorpresa di Ranieri: Koné davanti alla difesa, Soulé a tutta fascia e la coppia pesante Dovbyk-Shomurodov in attacco. Nella prima mezz’ora in campo c’è stata solo la Roma che ha sbloccato il risultato al 22′ con un Soulé sempre più protagonista bravo a sfruttare un pallone vagante in area piccola. L’Inter ha subito il colpo e rischiato il raddoppio in due occasioni: prima ha svirgolato Cristante a pochi passi da Sommer, poi Shomurodov ha trovato il salvataggio decisivo di Carlos Augusto. Nella ripresa la squadra di Inzaghi ha preso campo e provato a cercare il pareggio ma Svilar si è sporcato i guanti solo in un paio di uscite. Così è la Roma ad essere andata di nuovo vicino al vantaggio con Dovbyk e Pisilli che hanno calciato fuori da ottima posizione. Nel finale qualche polemica per un contatto tra Ndicka e Bisseck in area prima del tentativo di bis di Angelino e della respinta a pugni chiusi di Sommer. «Siamo venuti qui per vincere, la voglia credo si sia vista – ha detto Ranieri – L’importante era giocarsela alla pari e uscire a testa alta. Abbiamo osato e giocato una grande prima mezz’ora, poi ovviamente è uscita fuori l’Inter che è di un’altra categoria. Siamo stati diligenti a chiudere le loro occasioni. Dedico questa vittoria ai tifosi che non sono potuti venire, spero siano orgogliosi di noi». Sul futuro è chiaro: «Nessun ripensamento, ho già consegnato il tesserino. Ora penso solo alla gara con la Fiorentina». Sui social, però, i tifosi lo omaggiano e c’è chi invita il Vaticano a pensare a Claudio come nuovo Papa. D’altronde a miracoli sta già un bel passo avanti.

FOTO – Inter-Roma 0-1

La Roma sbanca San Siro e vince 0-1 contro l’Inter grazie alla rete di Matias Soulé, che regala ai giallorossi il diciottesimo risultato utile consecutivo. La squadra di Ranieri gioca una grande partita e sblocca la sfida al minuto 22 grazie al tap-in vincente dell’argentino dopo un batti e ribatti in area. Successivamente i capitolini vanno più volte vicino al gol nel corso della partita ma Cristante e Dovbyk sciupano delle grandi occasioni e non riescono a chiuderla. L’Inter si riversa in avanti alla ricerca del pareggio, ma la Roma resiste e vince 0-1: grazie a questo successo i giallorossi agganciano il Bologna (che ha una partita in meno) quarto in classifica a 60 punti.

embedgallery_1013176