Sono 23 i convocati di Gasp per la sfida di stasera contro il Pisa, ultimo in classifica (insieme con il Verona). (…) Fuori dalla partita gente come Wesley, Dybala, Mancini e Koné, oltre ai lungodegenti Dovbyk e Ferguson. Stasera Gasp ripropone Ghilardi al posto di Mancini, Pellegrini insieme a Soulè alle spalle di Malen. A centrocampo, il dubbio è tra Cristante ed El Aynaoui, che a Milano contro l’inter è stato in panchina per tutto il match. (…)
La Roma va all’attacco e lo fa col miglior tridente possibile a disposizione. L’emergenza non abbandona mai Gasperini che anche contro il Pisa dovrà rinunciare a Dybala, Dovbyk e Ferguson. (…) In attesa degli indisponibili questa sera il peso dell’attacco sarà sulle spalle di Soulé, Pellegrini e Malen. Insieme hanno giocato solamente in tre occasioni: Cagliari, Udinese e Inter. E il trend è per il momento negativo, l’unica vittoria è quella contro i sardi di metà febbraio. L’occasione per rimettersi subito in carreggiata dopo l’umiliazione di San Siro è ghiotta. Dall’altra parte ci saranno gli ultimi della classe che per non farsi mancare nulla sono anche la squadra con la peggior difesa del campionato (55 gol subiti). Chi ha più fame di reti è sempre Donyell. È il capocannoniere e da quando è arrivato nessuno in Serie A ha segnato di più (7) e tirato di più (46). Numeri eccezionali, ma nelle ultime due è rimasto a secco e non gli è mai successo per tre partite di fila. Col Lecce a risolvere la partita ci aveva pensato Vaz, che scalpita ma sarà un’arma utile a gara in corso. (…) Sulla trequarti ci saranno Soulé e Pellegrini, Serve una scossa davanti: il bottino dei gol è fermo a 42 in 31 giornate ed è il peggior dato degli ultimi trenta anni. Matias all’andata era stato il match winner della sfida in una serata afosa di fine agosto. (…) Non segna da gennaio col Sassuolo e ha voglia di tornare a esultare dopo un periodo complicato a causa della pubalgia. Ha lavorato tutta la settimana sia in campo con la squadra che fuori con il preparatore personale e il periodo buio è finalmente alle spalle. A completare l’attacco Pellegrini che taglierà il prestigioso traguardo delle trecento presenze in Serie A. (…)
Sarà una serata speciale per Lorenzo Pellegrini. (…) Oggi taglierà il traguardo delle 300 presenze in Serie A. Di queste 252 finora sono arrivate proprio con la Roma e 47 con il Sassuolo. Pellegrini cercherà di festeggiare con un altro gol, che poi sarebbe il 50° in A (finora 40 in giallorosso e 9 con il Sassuolo). Insomma, caccia al doppio traguardo.
La cosa incredibile è proprio questa. Che nonostante tutto, la Roma, è ancora li e può sperare di farcela. Di certo ci crede Gasperini, l’uomo che strada facendo ha alzato l’asticella e che ancora oggi guarda alla Champions League come il vero traguardo stagionale. E questione di ambizione, voglia, intensità mentale. Tutti ingredienti che serviranno stasera per superare îl Pisa e portarsi – almeno temporaneamente – a un solo punto di distanza dal quarto posto. Già, perché poi il vero alleato della Roma sarà proprio il calendario, con il Como che dovrà vedersela in casa con la capolista Inter domenica sera e la Juventus che farà invece visita domani all’Atalanta, in quello che è a tutti gli effetti uno scontro diretto. (…) Serve un’inversione di tendenza, per tornare a correre e rendere al meglio in queste ultime sette partite che separano i giallorossi dal rompete le righe. «Sappiamo che il Pisa è una squadra tosta – ha detto ieri Gasp – Ma noi dobbiamo fare molto di più a livello di risultati, non abbiamo più molti margini di errore e dobbiamo iniziare proprio da questa partita qui. Anche per-ché quel passo avanti lo possiamo ancora fare». E quel passo avanti vuol dire proprio arrivare a qualificarsi per la Champions. «A me la società non ha mai chiesto questo traguardo, sono io ad averlo fissato. E siamo noi come squadra a essercelo posto da-vanti – continua l’allenatore giallorosso – Questo è un gruppo fatto di ragazzi seri, che metterà tutto fino alla fine, di questo sono certo. Anche perché il traguardo è diventato molto più difficile, ma è ancora raggiungibile. Al di là degli avversari che sono sicuramente di valore, noi ci sia-mo imposti quel traguardo li». (…) Il futuro poi, è chiaro, bisognerà mettersi a tavolino e decidere insieme come poter rinforzare questa Roma. Per renderla più forte e, magari, vivere nella Champions senza più rincorrerla da lontano. «Ho visto che negli ultimi due armi Roma sono arrivati circa 30 calciatori, di cui forse adesso giocano 4 o 5 -conclude Gasp – Io penso che sia meglio prendere meno calciatori, ma più forti. L’ideale è il target Malen-Wesley. Poi se ne trovi dieci ne metti dieci, se ne trovi due solo quelli». Già, a trovarne però di così…
IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Privilegiare la qualità piuttosto che la quantità. Perché «negli ultimi due anni alla Roma sono arrivati trenta giocatori, di cui quattro o cinque stanno giocando in questo momento». E, in effetti, Gian Piero Gasperini non ha tutti i torti. Lo scorso anno, tra il mercato estivo e la sessione invernale, Ghisolfi portò nella Capitale la bellezza di quindici giocatori. Molti dei quali, però, non sono più a Roma. Sono dodici, invece, i volti nuovi a Trigo-ria arrivati nelle due campagne acquisti di Ricky Massara. Il totale recita ventisette. Ad oggi, guardando i numeri, soltanto Koné, Soulé, Hermoso, Wesley e Malen sono costantemente e stabilmente tra i titolari. Una menzione speciale però va data a Hummels, ritiratosi al temine dell’unica stagione con Roma, e Saelemakers, tornato al Milan dopo il prestito, che sono stati a lungo tra i titolari dello scorso anno. Cosi come Dovbyk, retrocesso poi nelle gerarchie proprio da Gasp, complici anche i vari infortuni. Ma l’allenatore di Grugliasco ha le idee abbastanza chiare: «Meglio una rosa con pochi giocatori, piuttosto che un organico da trenta».
IL TEMPO (L. PES) – «La Champions la voglio io». È Gasp show a Trigoria nella vigilia del match casalingo contro il Pisa che potrebbe rilanciare le poche residue speranze Champions della Roma, soprattutto guardando il calendario delle altre. All’Olimpico arrivano i toscani (fischio d’inizio ore 20.45, diretta Sky e Dazn) ultimi in classifica e tra domani e domenica si scontreranno le concorrenti dei giallorossi con Atalanta-Juve e Como-Inter che danno speranze, ovviamente servono tre punti contro una squadra ormai destinata alla B. Ma Gasperini dopo il fragoroso ko di Pasqua in casa dell’Inter ha voluto mettere diversi puntini sulle «i» scoprendo le carte sui suoi piani per il futuro e restando accorto quando si parla di rapporti interni. «La proprietà non mi ha mai chiesto di andare in Champions quest’anno, l’ho detto io. Abbiamo messo il traguardo poi se ci sono stati gli infortuni, se la squadra non è completa o tutta quella serie di condizioni, ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Il traguardo l’abbiamo messo e vogliamo raggiungerlo, se poi non ci riusciamo, avremo fatto il massimo per cercare di raggiungerlo». Sette partite per la verità con tante curve insidiose e il vantaggio delle rivali che ad oggi sembra abbastanza rassicurante. Ma il tecnico vuole restare sul pezzo fino alla fine, senza rimpianti. «In questo momento pensiamo al presente. Poi dopo quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Poi po-tremmo dire che siamo stati bravi o meno bravi, ma mai che non ci abbiamo provato a metterci tutto». E a proposito di quello che accadrà in futuro, l’allenatore di Grugliasco ha le idee chiarissime sulla direzione da seguire. «L’unico obiettivo è cercare di migliorare le squadre, di farle sempre più forti. Quando le squadre sono più forti e quindi hanno più possibilità di fare risultati, si aggiusta tutto, funziona tutto. Funziona tutto benissimo», riferendosi all’atmosfera all’interno del club e ai rapporti interni. Poi Gasp fa il suo all-in. «Per cercare sempre di migliorare, non bisogna prima pensare a privar-ti di quello che hai, devi capire quello che metti. Negli ultimi due anni sono arrivati 30 giocatori. Di cui, forse 4 o 5 stanno giocando in questo momento, forse meno. Roma ha visto giocatori importanti e squadre importanti, quindi il pubblico li conosce quelli forti, li ha visti. Forse sono più propenso a pochi giocatori piuttosto che a 30 giocatori. Se metti tanti giovani dentro il campo probabilmente abbassi anche le ambizioni della squadra. L’ideale è il target Malen-Wesley. Poi, se ne trovi dieci sei bravo, se ne trovi due va bene metterne due. Io la vedo così, come situazione. Poi bisogna realizzarle le cose. Però prima bisogna capire la strada, questo credo sia la cosa più importante». La strada, anche pubblicamente, il piemontese l’ha ormai tracciata e l’intenzione della proprietà è andare avanti insieme con delle difficoltà che certamente si ripresenteranno, ma la crescita del club passa anche per la forza di tirare dritto e salire di credibilità.
LEGGO (C. SACCONI) – Inizia la rinascita di Campo Testaccio, primo stadio della Roma. Ieri le commissioni Patrimonio e Sport del Comune di Roma, presiedute da Yuri Trombetti del Partito democratico e Ferdinando Bonessio di Europa verde, hanno espresso parere favorevole alla delibera che tutela l’ex palestra, che sorge nel complesso sportivo, acquisendola a patrimonio pubblico. Ora, l’obiettivo è portare l’atto in Aula Giulio Cesare al più presto. «Anche la prossima settimana», ha spiegato Trombetti. Dopodiché potrà dirsi concluso l’iter consiliare e si avvierà una nuova fase da ultimare entro il 2027, anno in cui si andrà alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale. L’area è stata già interessata da un intervento di pulizia a carico del Campidoglio, dopo essere rimasta sospesa tra ricorsi e contenziosi giudiziari per molti anni: l’attuale concessionario ha ancora 14 mesi e, dopo il via libera definitivo dell’Assemblea capitolina, potrà farsi avanti per proporre un progetto di recupero e riqualificazione che sarà vagliato da Palazzo Senatorio. A esito positivo di questa valutazione, la proposta potrà essere analizzata in conferenza dei servizi. Soltanto successivamente si potranno avviare i cantieri veri e propri. «Siamo comunque alle battute finali dell’iter amministrativo», ha osservato Trombetti. «Abbiamo faticosamente sbloccato un iter amministrativo fermo da anni», ha commentato l’assessore allo Sport di Roma, Alessandro Onorato. «Con il parere favorevole delle commissioni e il prossimo passaggio in consiglio – ha aggiunto Onorato – acquisiamo a patrimonio pubblico i locali dell’ex palestra adiacenti all’impianto di campo Testaccio che erano abusivi. È uno step decisivo, atteso, perché questi spazi potranno essere inseriti in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero centro sportivo. La presenza della struttura coperta potrà diventare un luogo multidisciplinare dove fare attività durante tutto l’anno». In linea di massima, l’idea dell’amministrazione è quella di un campo da gioco con annesso un centro sportivo polifunzionale, dotato di una palestra di quartiere e spazi idonei anche ad altre attività, ad esempio quelle culturali o aggregative. È credibile che l’attuale concessionario possa presentare un progetto e che si possa procedere in tempi brevi alle fasi successive ma per mettere la parola fine all’annosa vicenda ci vorrà ancora qualche mese.
LEGGO (F. BALZANI) – «Rivoluzioni, rinnovi in scadenza, futuro? Noi siamo persone serie e continueremo a pensare solo a raggiungere la Champions. Poi la squadra andrà rinforzata con acquisti mirati». Stasera all’Olimpico (ore 20.45, diretta Sky e Dazn) si gioca Roma-Pisa che per i giallorossi vale tanto considerato gli scontri Como-Inter e Atalanta-Juve. Un turno sulla carta favorevole che può riavvicinare Malen e compagni al 4° posto. Gasperini (nella foto), in una conferenza per nulla banale, ieri ha sgomberato il campo e cercato di fare chiarezza. «Questa è una squadra che ha la coscienza a posto per come ha lavorato e interpretato le partite da inizio stagione. Sono ragazzi seri e motivati, sappiamo che domani sarà una partita difficile nonostante il Pisa sia quasi retrocesso. Adesso non abbiamo margine di errore ma in questo mese abbiamo pagato i tanti infortuni». Poi manda diversi segnali alla società: «Abbiamo diversi giocatori in scadenza. Questa situazione esiste da inizio anno, non si è affrontata prima, tra un mese e mezzo vedremo, ma questi ragazzi sono seri». Un messaggio chiaro. E a chi gli chiede lumi sul futuro risponde così: «La dirigenza non mi ha mai chiesto la Champions, è un obiettivo che mi sono posto io. Il mio rapporto con Ranieri e Massara? Il mio unico obiettivo è cercare di migliorare le squadre, quando è così funziona tutto benissimo. Prima di pensare di privarti di quello che hai, devi capire quello che metti. Questo è sempre il punto focale. La Roma negli ultimi 2 anni ha portato 30 giocatori, di questi solo 4-5 giocano titolari. Forse c’è bisogno di altri target. L’ideale sarebbe prendere altri Wesley o Malen». L’olandese guiderà l’attacco completato da Soulè e Pellegrini (300° gara in serie A). Dubbio tra Cristante ed El Aynaoui. Probabile formazione: Svilar; Ghilardi, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Rensch; Soulè, Pellegrini; Malen.
Uno dei temi esplosi dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, è quello legato all’utilizzo dei giovani italiani provenienti dai vivai dei club di Serie A. Tra i club che hanno lavorato meglio in tal senso c’è la Roma. Dai Mondiali del 2014, i giallorossi sono infatti secondi per quanto riguarda gare e minuti giocati dai ragazzi provenienti dal loro vivaio con la maglia azzurra: 223 le partite, 13.316 i minuti totali. Davanti c’è solo il Milan (282, 18.821); dietro, Inter, Atalanta e Juventus.
Alla vigilia della sfida contro il Pisa, torna a parlare Gian Piero Gasperini, che alle 13:30 è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match contro i toscani. Queste le sue parole:
Come stanno Dybala, Wesley e Konè? Tutti questi infortuni quanto penalizzano la difesa?
“Mancini recupera già la prossima settimana, mi auguro anche Konè e Wesley, che sono già avviati e i loro problemi meno gravi. Dybala va bene, si allena ma è più imprevedibile, penso 1-2 settimane. Gli infortuni sono stati penalizzanti da fine dicembre, sono stati lughissimi. Quando salti 1-2 settimane rientra nella normalità, invece noi abbiamo avuto infortuni lunghissimi come Ferguson Bailey, Dovbyk, Dybala, Soulè, angelino, faccio fatico a ricordarli tutti. È stata un’annata difficile sotto questo aspetto, Angelino in un modo, Ferguson la caviglia, Dybala il ginocchio, Soulè la pubalgia. Abbiamo avuto pochissimi problemi muscolari, Hermoso stesso ha avuto qualcosa di particolare all’ileopsoas. Chiaro poi c’è qualche acciacco come Mancini, che ha avuto anche una frattura al naso. Abbiamo avuto un calo dovuto anche a questa continua emergenza, prima in attacco poi in difesa. A parte domenica con l’Inter, questa è una squadra che reagisce e ha sempre giocato nelle difficoltà e lo faremo in queste 7 partite”
Come la squadra sta assorbendo questo momento?
“In questo momento non pensiamo al futuro. Il secondo tempo di Milano non deve succedere, c’è stato un crollo di umore. Questa è una squadra che ha la coscienza a posto per come ha lavorato e interpretato le partite da inizio stagione. Sono ragazzi seri e motivati, sappiamo che domani sarà una partita difficile nonostante il Pisa sia quasi retrocesso, hanno fatto ottime gare. Adesso dobbiamo fare di più come risultati, non abbiamo tanti margini di errore. Le gare di Serie A sono molto complicate, sappiamo che se vinciamo domani a qualcuna ci avviciniamo, dipende dai risultati”
Ci sono novità sui giocatori in scadenza? Pellegrini può restare?
“Questa situazione esiste da inizio anno, non si è affrontata prima quindi è rimasta uguale, non è una novità. Sono ragazzi seri, ora è imprevedibile dire cosa succederà, dipende dalla volontà di tutti. Chi è in scadenza o chi è in prestito, chi potenzialmente potrebbe essere sul mercato per il bilancio. In questo momento questo non ci riguarda. Pellegrini dopo Milano ci ha messo la faccia, so che devo molto a questi ragazzi per come hanno interpretato la stagione, non cambio opinione dopo una sconfitta. Sono riconoscente e insieme a loro voglio conludere bene la stagione. Abbiamo un traguardo difficile, nessuno ci aveva accreditato ad inizio stagione per i primi 4 posti. Noi vogliamo raggiungerlo. Poi quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Anche se fossero le ultime partite che giocheremo insieme lo faremo al massimo. NOn si potrà dire che non ci avremo provato”
Cosa è mancato a giocatori come El Aynaoui, Ghilardi, Zaragoza e Vaz?
“Non lo so, questo lo dica lei. Io faccio delle scelte. Ghilardi ha giocato tanto, Vaz ha giocato più che al Marsiglia. Non manca nulla, hanno giocato tutti. Se lei vuole che giochi Vaz al posto di Malen o Ghilardi al posto di Ndicka va bene. Cè una squadra che gioca con continuità, altri che sono entrati e stanno crescendo”
Come mai questa squadra che per tanti non è da quarto posto, per buona parte è stata lì sopra in classifica? Cosa manca a questa squadra?
“Tutte le defezioni sono state pesanti da un certo punto in poi. Questo non significa che non ci abbiamo provato sempre. Sulla questione del valore della squadra ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Noi il traguardo lo abbiamo messo al di là degli avversari, ci siamo imposti quel traguardo e vogliamo raggiungerlo, lo abbiamo messo noi questo traguardo”
Esiste una differenza di vedute con la proprietà?
“Io so che dobbiamo giocare 7 partite con il gruppo più forte e impegnato possibile, me compreso. Gli altri sono discorsi che verranno fatti nelle sedi e nei tempi opportuni. Indipendemente dai traguardi, noi fino all’ultima partita saremo persone serie, questo è il nostro dovere”
Alcuni ci chiedono: perchè in certe partite Gasperini non cambia il modo di intendere la squadra”
“Fino a 10 minuti dalla fine del primo tempo a Milano abbiamo fatto un’ottima gara, non c’era bisogno di cambiare. Poi la partita ha preso un’altra direzione che non avevamo mai preso in questo campionato. Abbiamo sempre fatto ottime gare, ne abbiamo perse alcune di troppo per episodi ma abbiamo vinto 18 partite perchè la strada è quella. Sarebbe bello pareggiare quelle che abbiamo perso, ma la Roma è questa e questo è il mio modo di interpretare il calcio e che mi ha permesso di raggiungere certi obiettivi”
Le da fastidio il modo di pensare sul suo futuro, che senza Champions può andare via?
“Chi lo fa questo pensiero? Se lo fa la dirigenza ha un senso, se lo fa non so chi va bene. Io sono per il libero pensiero, i tifosi sono importanti e liberi di pensare ciò che vogliono. NOn tutti la pensano come lei, ma è una forma di pensiero e può valere anche quella: se arrivi bene sennò vai fuori. Le posso dire che la proprietà non mi ha mai chiesto di andare in Champions, l’ho detto io”
È contento del rapporto che si è creato con la dirigenza e Ranieri?
“Il mio unico obiettivo è cercare di migliorare le squadre e renderle più forti, quando è così funziona tutto benissimo. L’unica cosa a cui penso è questa”
DOmani possiamo vedere EL Aynaoui titolare?
“Ha sempre giocato tanto, dopo la Coppa no, secondo me ha avuto un calo. È un ragazzo sano, stava facendo bene prima della Coppa. Ultimamente non ha avuto lo stesso rendimento ma è un ragazzo sano, ci conto che possa far bene”
Al momento c’è qualche calciatore che reputa indispensabile anche per il futuro?
“Le squadre vanno migliorate. Prima di pensare di privarti di quello che hai, devi capire quello che metti. Questo è sempre il punto focale, tutti vorremmo Messi o Ronaldo ma dopo devi capire questo. La Roma, leggevo su Transfemarkt, negli ultimi 2 anni ha portato 30 giocatori, di questi solo 4-5 giocano in questo momento. Forse c’è bisogno di altri target. A Roma ho visto squadre importanti e giocatori importanti, il pubblico sa riconoscerli. Sono più propenso a pochi giocatori piuttosto che 30, questa è la mia idea”
Qual è il target di giocatori che si augura di trovare sul mercato?
“Questa è una scelta della società. Magari andare su giocatori con contratti alti, ma la proprietà non ha più intenzione di fare questo. L’altra idea è andare su giocatori giovanissimi che però non so se una piazza come Roma può recepire, perchè con troppi giovani abbassi le ambizioni. L’ideale è il target Malen-Wesley, costi, stipendi ecc…Non è facile ma è possibile. Poi se ne trovi 10 bravo, se ne trovi 2 ne metti 2. Bisogna prima capire la strada e poi realizzarla. Io oggi ho voluto chiarire il più possibile così per 7 partite mi lasciare stare (ride, ndr). È anche giusto perchè sennò rimane tutto per aria. Io di solito parlo solo in conferenza, avete tutti il mio numero di telefono ma non parlo. Non ho altre notizie da darvi, ve l’ho date tutte oggi. Ci rivediamo venerdì prossimo. Spero di essere stato chiaro, ora per me esiste solo il Pisa”