La Roma si sblocca all’Olimpico. Gasp sorride anche in Europa

LEGGO (F. BALZANI) -Campionato o coppa la sostanza non cambia. La Roma vince ancora e grazie ai tre punti ottenuti contro il Midtjylland si porta ora sulla scia delle prime otto del girone di Europa League. Una vittoria non facile contro i danesi che dominavano la classifica fino a ieri sera. Eppure le cose si erano messe subito bene. Dopo 7 minuti, infatti, El Aynaoui ha portato in vantaggio i giallorossi con un tiro al volo di rara bellezza su un cross preciso di Celik. Poi qualche affanno, ma una gestione della gara che è sempre stata nelle mani della Roma. L’unica vera preoccupazione del primo tempo è arrivata da Koné che, dopo un pestone di Diao e una successiva entrata di Mbabu, ha dovuto abbandonare il campo. Per il francese si tratta di una forte contusione alla caviglia che gli ha provato una leggera distorsione. Tradotto: è a rischio col Napoli ma solo gli esami di oggi chiariranno l’entità dell’infortunio. Tornando alla partita nella ripresa la Roma è andata vicina al raddoppio prima con Soulè poi con Dybala schierato a sorpresa dal primo minuto mentre sull’altro fronte Svilar ha dovuto sventare un’incursione di Franculino. Ma per trovare il raddoppio Gasperini è dovuto ricorrere ai cambi. E proprio sull’asse Bailey-El Shaarawy è arrivato all’83 il raddoppio che porta a 13 i marcatori giallorossi in questa stagione. Il Faraone ha sfiorato anche la doppietta cogliendo in pieno l’incrocio dei pali. A mettere apprensione, e far arrabbiare Gasperini, è arrivato quasi allo scadere il gol di Paulinho che ha portato all’assalto finale del Midtjylland. «Questa vittoria migliora molto la classifica ed è arrivata contro un’ottima squadra, ma noi non abbiamo fatto una bella partita – ha detto il tecnico-. Siamo andati subito in vantaggio e avevamo il modo di gestirla e invece ho visto una frenata e troppi errori di passaggio. Contro il Napoli dovremmo fare decisamente meglio. Koné? Non dovrebbe essere grave, vediamo in queste ore».

Stadio Roma, Onorato: “A giorni dovrebbe essere presentato il progetto definitivo, siamo ottimisti” (VIDEO)

“Stadio della Roma? La palla è nel campo della società, credo si tratti di giorni perché devono presentare il progetto definitivo. Possiamo rimanere molto ottimisti. É importante, a prescindere dal tifo per la Roma o per la Lazio, che si facciano stadi e nuovi impianti per fare in modo che questa città sia internazionale e all’avanguardia”. Lo ha detto l’assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato a margine della presentazione di Oktagon 2025, in programma sabato 29 novembre al PalaPellicone di Ostia, commentando l’iter dell’impianto che la società giallorossa vorrebbe costruire a Pietralata. Invece sull’evento che vedrà Mattia Faraoni sfidare Akira Umemura per la cintura Iska della categoria cruiserweight di kickboxing.

Faraoni: “Roma prima? Sono scaramantico, è ancora presto. Sabato anche gli ultras giallorossi verranno a sostenermi” (VIDEO)

Mattia Faraoni, noto fighter romano e campione in carica Iska, ha presentato in conferenza stampa il prossimo evento Oktagon, ovvero il match contro il giapponese Akira Jr valido per il titolo in programma sabato sera. A margine dell’evento Faraoni ha risposto alle domande dei cronisti presenti, anche sul primato in classifica della sua Roma: “Sono scaramantico, sempre. È talmente labile il campionato e la classifica. Siamo a novembre, è ancora troppo presto”. Poi una battuta sul match di sabato e il rischio di concomitanza con la sfida tra i giallorossi e il Napoli: “Sono contento perché questa volta avrò anche degli ultras della Roma che vengono a sostenermi. C’era stato un brivido, in genere noi combattiamo durante la pausa della Serie A proprio per canalizzare al massimo gli ascolti. Questa volta un piccolo problema a livello di concessioni, quindi abbiamo rischiato di coincidere con Roma-Napoli che sarebbe stato un disastro totale, per fortuna la partita ci sarà il giorno dopo. Se il match dovesse andare bene, il giorno dopo potrei andare allo Stadio”

Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Esistono diversi livelli di comprensione del testo. Tutt’altro che elevato è il livello di difficoltà di comprensione degli allenatori, molto più leggibili di quanto la superficialità generale o la voglia di complicare i rapporti facciano sembrare. Chiunque potrebbe leggere tra le righe dei testi degli allenatori. Non sono filosofi, non scimmiottano la sfinge. Poi possono esserci agevolazioni. C’è chi riesce a stabilire un contatto con i tecnici e può giocare di anticipo. E ci sono pure, come in ogni ambito, gli invidiosi che vorrebbero avere contatti con gli allenatori, ma siccome al telefono non gli rispondono manco i parenti stretti, passano la loro magnifica e livorosa vita a criticare chi quei contatti li ha, accusandoli di servilismo. Una prece.

Per Gian Piero Gasperini non serve il traslator. Parla chiaro. E col supporto del suo passato, noto a chi bazzica il calcio, capirlo è semplice. Prima della partita europea dice che la Roma numericamente non è in difficoltà. E fa intendere che non si aspetti chissà cosa dal mercato. Apriti cielo, i più superficiali immaginano che Gasperini non abbia bisogno di nessuno perché rispetto alla scorsa estate si è reso conto che allena una squadra forte e completa. Sbandata clamorosa. Gasperini durante la stagione, a meno che non si sia a ridosso del finale, parla di campo. Non di mercato. Lo disse anche a chiusura della sessione estiva. Totalmente rapito dalle partite e dagli allenamenti. Poi si apre il mercato e non le manda a dire. Citofonare Trigoria per avere conferme. Gasperini ribadisce che non si deve comprare tanto per comprare, perché già ad agosto volevano recapitargli gente di cui non aveva bisogno, presa magari dal Bologna o dal Monza o in prestiti folli dalla Premier League. No, grazie, gente come George e Dominguez non serviva, Pessina è il passato, che poteva tornare di moda, ma non alle condizioni irriguardose proposte dai dirigenti brianzoli. Quindi Gasperini, tornando sul tema del comprare senza logica, ha lanciato un monito, vietato perdere tempo.

La Roma ha avuto quattro mesi per inquadrare l’obiettivo. E la crescita della squadra non deve essere un alibi per il club. Perché in una stagione lunga esistono le difficoltà, e quando arrivano non si fanno prigionieri. La Roma a gennaio non deve riparare. La Roma a gennaio ha una grande opportunità. Rafforzare la squadra seguendo alla lettera le indicazioni del tecnico e spazzare via i dubbi che ha generato quel maledetto mese di agosto, quando sul mercato il club è diventato una comparsa goffa e impreparata. Bisogna ascoltare gli allenatori, o al limite dare credito a chi li conosce direttamente e bene. Non è difficile comprenderli. Il primo step per farlo, è togliersi di dosso pregiudizi e livore. Senza complicarsi la vita facendo giri col cervello inutili. Gli allenatori sono uomini di campo. Parlano in modo semplice. Sono i media che li dipingono come guru da interpretare.

In the box – @augustociardi75

La Roma ricorda il gol di Totti al volo contro la Samp: “Tutti in piedi ad applaudire il Capitano” (VIDEO)

Il 26 novembre del 2006, esattamente 19 anni fa, Francesco Totti segnava uno dei gol più belli della sua carriera, quello al volo di sinistro contro la Sampdoria. E la Roma sui social ha ricordato questa data ripostando il gol e scrivendo: “Tutti in piedi ad applaudire il Capitano”

Stefano Cobolli: “Flavio voleva fare il calciatore, chissà dove sarebbe arrivato. Il mio sogno era vederlo segnare al derby”

LA REPUBBLICA – «Al Roland Garros aveva un anno e mezzo, una racchetta in mano e la maglia della Roma». Stefano Cobolli guarda e riguarda una foto: ecco il figlio Flavio tra i viali dell’impianto che ospita il torneo parigino. «Io cercavo un posto tra i professionisti, mentre un fotografo americano immortalava il mio piccolo mentre imitava il movimento del dritto», racconta il padre che è stato allenatore anche dell’altro campione della Coppa Davis, Matteo Berrettini. Oggi, dopo il trionfo, lo scatto del figlio appare come una profezia. Stefano Cobolli, a freddo, che emozioni prova? «La testa adesso non è più fredda, anzi. Ho dormito pochissimo le ultime notti, cosa che non mi capita mai. Non ho ancora elaborato tutto. Prima che Flavio partisse per le vacanze abbiamo passato qualche ora con la famiglia e gli amici al circolo Parioli, la nostra casa. Nei prossimi giorni, forse, mi renderò conto di quello che abbiamo fatto. Della coppa che ha alzato».

(…)

Qual è il suo primo ricordo di Flavio con la racchetta?

«Già dentro casa, da piccolissimo, ancora non camminava ma gattonava con una mano e nell’altra c’era la racchetta. Ma il primo ricordo nitido è al Roland Garros, a un anno e mezzo. Io giocavo le qualificazioni. Indossava la maglia della Roma e imitava il dritto: una giornalista americana gli fece un servizio fotografico bellissimo».

Lei e Flavio siete grandi tifosi della Roma. Meglio averlo nella top 10 o avrebbe preferito vederlo in campo all’Olimpico con la maglia della Roma, magari insieme al suo amico Edoardo Bove?

«A 13 anni le avrei detto Roma, Flavio che segna un gol al derby. Allora era impensabile che diventasse tennista. Poi ha fatto la sua scelta. Resterò per sempre con una domanda senza risposta. Dove sarebbe potuto arrivare nel calcio?».

Tocca a Massa. Ieri sera prove a Dortmund

Oggi Rocchi ufficializzerà i nomi degli arbitri della 13a giornata, su tutti quello del big match di domenica sera all’Olimpico: sarà Davide Massa a dirigere la sfida d’alta classifica, non era difficile immaginarlo. Fermo in campionato dal 30 ottobre scorso (Pisa-Lazio 0-0), è tornato il 18 novembre in Kosovo-Svizzera valida per le qualificazioni ai Mondiali e ieri sera ha diretto Borussia-Villareal. Quest’anno ha già incrociato la Roma: ko a ottobre contro l’Inter. (…)

(corsprt)

Maldera, 13 anni per la verità

Lo chiamavano il terzino goleador, era agile come una gazzella e fluidificante come soltanto i laterali olandesi sapevano essere a quei tempi. Aldo Maldera, il calciatore col baffo da sparviero, segnava raffiche di gol, eccome se lo faceva: 40 con il Milan, altri 8 con la Roma, due scudetti da protagonista e una cinquantina di assist sparsi qua e là nelle varie stagioni di una carriera conclusa a Firenze. (…) A Roma Aldo è morto il primo agosto del 2012 per un caso di malasanità. Non se ne era più andato da questa città, dedicandosi alla crescita delle giovani promesse del vivaio. Gentile e riservato, non ha mai fatto troppo rumore in vita. Così anche la sua morte all’ospedale San Camillo stava scivolando via nel silenzio. Da ottobre del 2024, però, la sua storia ha finalmente una verità processuale grazie alla tenacia della famiglia. (…) Tutto è cominciato il 24 luglio del 2012, quando Maldera è stato ricoverato presso il reparto di neurologia per un improvviso calo dell’acuità visiva e una papilla da stasi all’occhio destro. Tre giorni dopo è stato operato vista la presenza di un meningioma intracranico, un tumore benigno. L’intervento risultava perfettamente riuscito e il decorso sembrava svolgersi regolarmente, sennonché a un certo punto le sue condizioni si sono aggravate, fino alla morte. L’autopsia ha ricondotto il tutto a una tromboembolia polmonare, dovuta alla omessa profilassi che solitamente si adotta dopo un intervento di quel tipo. In ambito medico è infatti noto che i pazienti con tumore cerebrale abbiano un rischio superiore al 20% di sviluppare episodi tromboembolici ed è altresì dimostrato come una profilassi con eparine ne riduca l’incidenza. Le «gravi imperizie» sono state confermate dal tribunale di Roma il 17 gennaio 2019 e in Appello un anno fa. Nonostante l’azienda San Camillo Forlanini abbia negato ogni addebito, è stata costretta a pagare danni per circa un milione di euro alla famiglia. (…)

(corsport)

Anche Gutierrez va ko, in dubbio per la Roma

Tanto per non farsi mancare nulla, avendo già un bel po’ di folla in infermeria (un portiere, tre centrocampisti, un attaccante, ed un jolly di sinistra) il Napoli ha arricchito il mosaico e ci ha aggiunto un esterno basso di sinistra: il trauma distorsivo ad una caviglia ha escluso infatti Gutierrez dalla sfida contro il Qarabag ma quasi sicuramente anche da quello con la Roma. (…) E dunque, l’emergenza può dirsi ancora più evidente: ma in campionato ci sono anche Mazzocchi e Marianucci, due uomini su cui poter contare.

(gasport)