Totti: “Gasp-Ranieri? Devono unire le forze fino a fine campionato. Esporre i problemi ora non è giusto”

Francesco Totti è stato ospite insieme a Pierluigi Pardo di un evento su eBay Live in cui vengono messi all’asta diversi cimeli sportivi. La leggenda giallorossa ha parlato anche della situazione che riguarda le forti tensioni tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini: “Non vorrei entrare in questa “dinamica”, però da tifoso della Roma l’obiettivo è rimanere uniti. In questo momento Gasperini e Ranieri devono avere rispetto per i tifosi. Bisogna unire le forze fino a fine campionato per la Champions, a giugno si tireranno le somme. L’unico obiettivo è la Roma in questo momento. Tutti noi romanisti ci auguriamo che si possa andare verso la stessa direzione. Esporre i problemi in questo momento non mi sembra giusto”.

Poi, non è mancato anche un riferimento a un possibile rientro del Capitano in società. Totti, come spesso accade, ha usato toni scherzosi: “Diamolo ora lo scoop, a 50 anni rientro. È il centenario della Roma e i miei 50 anni, vinciamo lo Scudetto!”

Sabatini su Gasp-Ranieri: “Credo sia un problema di qualità della rosa, ma la Roma ha i vincoli del FPF” (VIDEO)

L’ex direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini, si è espresso ieri a Sky Sport durante la trasmissione “L’Originale del Lunedì” sulla situazione che maggiormente tiene banco in casa Roma: le tensioni, diventate pubbliche, tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini.

Sabatini si è esposto così, parlando anche dei vincoli dovuti al Fair play finanziario: “La questione è veramente molto pigra. Ha parlato Ranieri e ha parlato Gasperini, quindi ognuno ha detto la sua, in maniera un po’ sfumata però l’hanno detta. Credo che sia un problema di identificazione del talento o della qualità dei giocatori, però bisogna tenere conto che la Roma ha dei vincoli molto importanti. Quindi non si può avvicinare a dei calciatori di primissima fascia perché gli viene negato dalle norme Uefa. È una questione della valutazione della qualità della rosa. Non ho mai sentito dire da Massara, che è un mio allievo e non lo farebbe mai, al pronti e via di avere una rosa formidabile. Io non l’ho mai fatto, sarebbe una maniera diretta e sbagliata di mettere in difficoltà l’allenatore. Ho sempre tenuto bassi i toni e parlato di squadra plausibile e ragazzi che andavano migliorati”.

Calciomercato Roma, l’Inter osserva Mancini per rivoluzionare la difesa

L’Inter, con molta probabilità, nella prossima sessione estiva rivoluzionerà il reparto difensivo. I contratti di Acerbi e De Vrij sono in scadenza e i nerazzurri sono già al lavoro per cercare rinforzi di livello.

Come riferito da La Repubblica, l’Inter guarda anche in casa Roma: sul taccuino dei dirigenti nerazzurri, infatti, sarebbe finito Gianluca Mancini, il cui rinnovo di contratto con i capitolini è stato messo in stand-by.

Non solo Mancini, il quotidiano riporta anche altri possibili nomi tra cui Gila, Muharemovic e Solet.

Aldair, in uscita al cinema il docufilm “Cuore giallorosso” sulla sua storia: c’è anche Totti (FOTO)

Il 21 maggio uscirà nelle sale cinematografiche il docufilm intitolato “Aldair. Cuore giallorosso“. Una proiezione dedicata interamente alla leggenda brasiliana, campione d’Italia con la Roma nel 2001.

Un viaggio dalle spiagge di Rio de Janeiro allo stadio Olimpico in cui oltre al campione verrà raccontata la storia dell’uomo. “Sta arrivando qualcosa di molto speciale per me” ha scritto l’ex difensore in una storia pubblicata sul proprio profilo Instagram in cui annuncia l’arrivo del docufilm. Tra i protagonisti che racconteranno l’icona giallorossa ci saranno Francesco Totti e Carlo Verdone, mentre la voce narrante sarà quella di Claudio Amendola.

Tanti fonzie, pochi happy days

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Quando è stata l’ultima volta in cui un dirigente della Roma ha fatto autocritica? Non spremete le meningi, non vale la pena. Dal 2011 a oggi riuscireste al massimo a risalire a spiegazioni parasociologiche, a lamentele nei confronti della piazza e ad alibi evidenziati in modo diretto o meglio ancora in modalità ventriloqui, perché la specialità della casa è diventata parlare senza fiatare, affidando pensieri, parole, opere e omissioni a chi si presta a fare da megafono. Novelli Jose Luis Moreno con tanti Rockefeller pronti a muovere le labbra. Forse bisogna risalire agli albori della Roma stelle e strisce per ricordare la pantomima dialettica dell’allora neo direttore generale Franco Baldini, che in una surreale conferenza stampa, fra le risate accondiscendenti della claque dell’epoca, affermava di non sapere per quale dannato motivo fosse tornato. Fra una citazione dei testi delle canzoni della Mannoia e il fingere di non ricordare l’anno in cui la Roma perse ai rigori la coppa dei campioni contro il Liverpool. Radicalchiccherie pret-à-porter, dozzinali per quanto banali.

Per il resto, ricordiamo Sabatini che era solito coccolare fino a viziare i calciatori di cui si innamorava (memorabile la frase “la piazza di Roma rischia di rovinare la carriera di Dodo”, frase abominevole), salvo poi, una volta andato via, affermare solenne che nella Roma mancava il dolore della sconfitta. E chi se non i dirigenti lo avrebbero dovuto inculcare? Quei dirigenti che all’epoca immaginando che il campionato fosse il cammino di Santiago coloravano le dichiarazioni dicendo che vincere o perdere contava poco perché facevano parte del “percorso”. Non c’è mai stata autocritica. Ieri come oggi. Al massimo qualcuno dei dirigenti passati per le porte sempre girevoli del Bernardini ha parlato col senno di poi, ma mai per dire “commisi errori anche io”. Sempre e soltanto per insegnare la vita da lontano. Grilli parlanti del giorno dopo. Con la storia del Fair Play Finanziario sempre pronta all’uso. Luis Enrique fuggì dopo un anno perché nessuno dentro Trigoria lo supportava e lo difendeva da pretestuosi attacchi esterni. Zeman fu mandato al rogo perché si permise di accusare un plotone di permalosi affermando che a Trigoria non si facevano rispettare le regole. Garcia fu messo all’indice perché criticò la politica del trading di calciatori quasi ossessiva che limitava il consolidamento della squadra.

Spalletti fu allo stesso tempo vittima e complice di un’ambiguità di gestione di casi spinosi che finirono col sabotare la Roma da dentro le mura. Di Francesco ebbe come riferimento Monchi che aveva più problemi di lui nella seconda stagione. Erano i mesi in cui il presidente Pallotta confezionava la exit strategy infischiandosene di quanto accadeva a Trigoria. Fonseca fu sedotto e abbandonato, anche perché Petrachi durò da Natale a Santo Stefano, vittima delle lotte interne in un momento storico, uno dei tanti, come di recente, in cui contava l’io a scapito del noi.

Mourinho fu la bandiera da sventolare fino a quando fece comodo. E la sua vicenda ricorda molto quanto sta vivendo Gasperini. Con una sostanziale differenza. All’epoca c’era nei quadri societari gente poco preparata per questioni così grandi. Oggi c’è Ranieri, e per questo le dichiarazioni pre Roma-Pisa hanno fatto clamore. Ancora più clamore la gestualità del senior advisor mentre le rilasciava a dazn. Appariva teso, quasi gesticolava, mal celava un nervosismo che è parso più evidente della perentorietà di esposizione. Difficile immaginare una cosa del genere da uno come lui. Ma, per quanto sorprendente, non è una novità. Nessuno a Roma parla coi Friedkin ma in molti sanno che mal sopportano i modi di Gasperini. Misterioso capire come arrivino certe informazioni. Nel mentre, da quindici anni, i dirigenti non sbagliano mai. E tantomeno ammettono una tantum di avere commesso errori. Un po’ come Fonzie di Happy Days che non riusciva a dire “ho sbagliato” e bofonchiava “ho sbampfggh” “ho sbcoffbflflmm”.

In the box – @augustociardi

Calciomercato Roma, dal Marocco: Real Madrid, Barcellona e Lipsia interessate a El Aynaoui

È stato uno degli acquisti più onerosi della Roma nell’ultima sessione estiva di calciomercato. Pagato 23,5 milioni di euro dal Lens, ma nonostante ciò Neil El Aynaoui non ha mai convinto pienamente Gian Piero Gasperini. Il centrocampista marocchino non è riuscito a trovare continuità, poche presenze da titolare e prestazioni molto spesso non particolarmente brillanti.

Lo stesso calciatore non è soddisfatto del suo utilizzo a Roma e nei giorni scorsi dal Marocco sono uscite delle indiscrezioni che affermano come El Aynaoui starebbe pensando di lasciare la Capitale per trovare più spazio. Sul numero 8 giallorosso sembra esserci l’interesse dei più grandi club europei, Real Madrid e Barcellona su tutti, oltre che il Lipsia. La Roma monitora la situazione, considerando anche cone il centrocampista giocherà da titolare il Mondiale con il Marocco, e questo potrebbe aumentare il suo valore di mercato.

(africafoot.com)

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Instagram, Wesley punta l’Atalanta: “Che sia una settimana benedetta” (FOTO)

Gian Piero Gasperini aspetta la sua freccia brasiliana per il rush finale di campionato. Dopo l’infortunio rimediato con la nazionale brasiliana, Wesley ha lavorato da subito al rientro nella Capitale per poter tornare disponibile il prima possibile. L’esterno giallorosso ha pubblicato molto spesso sul proprio profilo Instagram i suoi allenamenti svolti in casa per recuperare e tornare in campo.

Anche Gasperini ha parlato di un recupero più breve del previsto e in questa settimana dovrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo. L’obiettivo è esserci nella delicata sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta in programma sabato sera. Il numero 43 ha pubblicato un post su Instagram in cui ha pubblicato diverse foto, tra cui un leone e altri scatti tra momenti in famiglia e quelli dedicati al recupero dall’infortunio. “Che sia una settimana benedetta” ha scritto Wesley. Un messaggio chiaro: vuole esserci contro l’Atalanta.

FIGC, caccia al nuovo presidente: la Serie A sceglie Malagò come candidato con 18 preferenze su 20. Solo Lazio e Verona contrari

La Lega Serie A ha scelto. Il candidato per diventare presidente della FIGC, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, è Giovanni Malagò. Oggi, 13 aprile, si è svolta l’Assemblea della Lega Serie A e sono ben diciotto le preferenze su venti per l’ex presidente del Coni. Gli unici club contrari alla candidatura sono stati la Lazio e il Verona.

Come riferito da Sky Sport, si tratta di un consenso molto ampio. I voti della Lega Serie A pesano per il 18% nelle elezioni federali. Il voto per il presidente della FIGC è in programma per il prossimo 22 giugno.

La cronistoria di Ranieri nel ruolo di Senior Advisor: da “amico al lato di Gasperini” alla rottura del rapporto tra mercato e frecciatine

LAROMA24. IT (FABIO D’ASCANIO) – “Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare. So che sarò un punto di riferimento per la società, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così. Se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli,io non scappo. Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno. Se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie”. Era il 10 aprile 2025, è passato solamente un anno, quando in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, Claudio Ranieri annunciava il suo nuovo ruolo da consigliere dei Friedkin.

Un ruolo, quindi, che serve da bussola per orientare la proprietà nelle dinamiche sportive. Un uomo che conosce tutto di Roma e della Roma, un collante tra la proprietà, la squadra e la tifoseria. E l’allenatore soprattutto. “Sarò senior advisor, ma non so neppure bene cosa sia”, disse Ranieri il 28 aprile 2025. Dichiarazioni dal tono ironico, ma non troppo, perché tutte le parole, a un anno di distanza, pesano.

Poi, è partita la telenovela sul nuovo allenatore che avrebbe sostituito proprio Ranieri. “L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo. Ghisolfi e io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4. Siamo vicini, molto vicini. Sono convinto che arriverà un buon allenatore” disse sempre Ranieri il 10 aprile. Un ruolo sicuramente influente sulla scelta, ma non esclusivo: l’ultima parola è sempre della proprietà.

Poi, la virata, con tanto di incontro a Firenze insieme all’allora direttore sportivo Ghisolfi e il nuovo allenatore scelto: Gian Piero Gasperini. Il 17 giugno 2025 arriva la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore, vicino a lui proprio Claudio Ranieri. Un binomio che fin da subito i tifosi giallorossi hanno preso come punto di riferimento. “Gasperini stava antipatico anche a me. Io sarò un amico che sta a lato e, se serve, gli viene in aiuto. Gli diamo un anno di tempo per creare un gruppo e per iniziare il suo progetto”. Disse Ranieri per difendere il nuovo tecnico dallo scettiscismo iniziale della piazza con cui Gasperini, in passato, non aveva mai avuto un ottimo rapporto. “È un allenatore che riesce a cambiare la fisionomia di un atleta. Sa delle difficoltà che incontrerà in questi due mercati ma è stato chiamato per cominciare a costruire qualcosa che speriamo dia frutti rigogliosi. Personalità, schietto, parla in faccia, a volte anche a brutto muso, con me poche volte è successo perché fa parte del mio carattere, anche se a volte ero un po’ risentito. Voi siete bravi a trovare sempre le notizie, ora ci direte anche chi sarà il nuovo direttore sportivo. Lo conoscete tutti per quello che ha fatto, Gian Piero è qui con noi, grazie per essere venuto”. E qui si arriva a un punto cruciale, che in questi giorni ha certificato le forti tensioni tra i due: la composizione della rosa in sede di calciomercato.

Ranieri, anche prima di annunciare il suo nuovo ruolo, aveva parlato di “lacrime e sangue” per almeno due sessioni di mercato. Proprio quelle che, ad oggi, ha vissuto Gasperini nella Capitale. Nella conferenza stampa il Senior Advisor aveva parlato anche delle ambizioni della Roma, la Champions League veniva descritto come un obiettivo da centrare al termine del progetto: “Per il momento sono soddisfatto, poi bisogna lavorare, i ragazzi devono capire che c’è un cambio di mentalità. Quando sono arrivato il morale era sotto terra, sono stato più un fratello maggiore che li ha stimolati in ogni verso. Se dovevo riprendere qualcuno lo riprendevo in modo costruttivo, sono fatto così, non ho mai accusato nessuno, nella mia carriera con alcuni ci sono riuscito e con altri meno. È la qualità di ogni allenatore, arrivare ai giocatori che ti analizzano in ogni discorso. Vogliono persone leali e schiette. La Roma dove può arrivare? Alla fine del triennio stabilmente in Champions e quando si può vincere il campionato. Siamo orgogliosi di essere parte di questa nuova nascita. I Friedkin hanno speso tanto, vogliono ancora investire, sono bloccati ma stanno andando avanti sullo stadio. Vogliono il massimo, vogliono portare Roma a livello calcistico allo stesso livello del brand turistico”.

Finita l’estate, terminato il mercato, è stato proprio Claudio Ranieri a tirare le somma pubblicamente in un’intervista rilasciata a settembre ai microfoni di Sky Sport. “Dovremo stare in regola con i conti. Al limite ci sarà da vendere qualcosa, non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla UEFA. Dobbiamo tenere i conti a posto”. La Roma di Gasp, intanto, era partita con il piede giusto in campionato, ma all’allenatore non era stato consegnato il tanto agognato esterno offensivo con la trattativa Sancho sfumata ad agosto: “Era economicamente molto pesante, ma i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. C’era da vendere qualcuno, un pezzo pregiato, altrimenti non potevamo farlo. Ma quel pezzo pregiato non credo si sarebbe mai venduto, perché i pezzi pregiati vogliamo tenerli. Dovevamo inserire dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo per poi poterli rivendere e rientrare con il fair play finanziario”. Lavorare con i giovani e valorizzarli, ed è questo uno dei punti di scontro. Gasperini avrebbe voluto giocatori pronti, soprattutto in attacco, giovani ma già con una base importante per poter essere competitivi. Il ruolo dell’esterno offensivo di sinistra non è stato mai coperto: Bailey è stata una comparsa, e a gennaio è arrivato in prestito l’oggetto misterioso Zaragoza.

Inizia la stagione e l’ambiente Roma si gode la presenza di Claudio Ranieri a Trigoria. Il Senior Advisor non è sempre presente, ma non manca il suo appoggio alla squadra e al tecnico. Basti pensare alla settimana del derby, in cui ha voluto vedere da vicino la squadra, lui che nei derby da allenatore è imbattuto. La stagione scorre, Ranieri afferma di non entrare ovviamente nelle questioni tecniche e non manca chiaramente l’appoggio a Gasperini. A gennaio, però, arriva un’altra sessione di calciomercato. Al termine di essa, è ancora una volta Ranieri ad esporsi. Il 5 febbraio Ranieri ha parlato così: ” Gasperini è stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”, in un’intervista in cui l’attenzione è stata spostata su un possibile ritorno di Totti in società.

Ad aprile, precisamente nel prepartita di Roma-Pisa, tutto o quasi è venuto a galla: “Tutti i giocatori arrivati sono stati visionati e approvati da me e Gasperini. Vero che abbiamo preso Malen e Wesley, ma anche gli altri. Troppo facile dire solo Malen e Wesley, avevamo preso anche Ferguson… Si è perso del tempo dietro a Sancho, ci abbiamo provato fino all’ultimo ma lui non è voluto venire. Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano a Gasperini e non li abbiamo presi. A causa del FPF abbiamo preso giocatori in prestito e alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, mentre altri non sono a quel livello tra infortuni e difficoltà nell’ambientamento. Li cambieremo…”. Le parole di Ranieri sono state una risposta a dir poco rumorosa a quelle di Gasperini, che in conferenza stampa aveva identificato il “target” degli acquisti che avrebbe voluto e che vorrà nella sua avventura alla Roma.

Un anno fa Ranieri parlava di una lista di nomi per la panchina giallorossa da presentare ai Friedkin e così è stato, ma sempre nel prepartita di Roma-Pisa Ranieri ha svelato un dettaglio molto rilevante: “Avevamo stilato una lista di 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini. Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta, cioè partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. Abbiamo preso dei giovani e parlo al plurale perché li abbiamo scelti insieme, Gasperini compreso. Non c’è stato un giocatore che è venuto e lui non lo sapesse o lui non l’approvasse. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non potevamo prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato. Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League e dei giovani da poter far crescere. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, perché non sono qui a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi son fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farmi da parte anche come Senior Advisor”.

E le parole di Gasperini dopo la vittoria contro i toscani hanno chiaramente certificato la tensione. Il tecnico ha provato a fungere da pompiere con una battuta quando gli è stato chiesto che effetto hanno fatto le parole di Ranieri: “Sono molto contento del 3-0 di stasera, la classifica è bella. Domani e dopodomani tiferemo Atalanta e Inter”. E sul riferimento fatto dal Senior Advisor sulla lunga esperienza del tecnico all’Atalanta, Gasp ha voluto chiarire come la struttura della rosa che aveva a Bergamo era ben diversa rispetto alla Capitale: “Sull’Atalanta sarebbe meglio non pronunciarsi. Lì sono stati ottenuti dei risultati con i giovani e anche con altri calciatori, è stato fatto qualcosa di straordinario. La squadra era molto competitiva sin da subito. Con Ranieri ci si vedrà la prossima settimana, non ci sono mai stati screzi con lui”. Ma non solo, perché in conferenza stampa l’allenatore si è espresso sul mercato e sulle scelte che a detta di Ranieri sono state condivise: “Ho lasciato libera scelta per quanto riguarda i giocatori che non conoscevo, ho indicato solo due giocatori importanti e ne è arrivato uno. All’inizio era determinante per me lavorare con gli attaccanti, perché perdevamo Shomurodov e non pensavamo di perdere Saelemaekers. La mia priorità era questa. Ho sempre battuto il chiodo su questo, poi purtroppo ci sono state difficoltà enormi quest’estate. Poi con Ranieri non ci è mai stato uno screzio, anzi condividevamo questa necessità”.

Una frattura tra le parti difficilmente risanabile. Ranieri non ha mai gradito gli attacchi ripetuti di Gasperini sul mercato, compresa la linea giovani, ma anche il contestare l’operato dello staff medico e in generale cercare di dare sistematicamente la colpa agli altri. Sul banco anche la questione legata a Pietro Leonardi, amico personale di Gasperini, che funge da consigliere. Leonardi è fuori dal calcio da 11 anni dopo la radiazione ma in attesa delle motivazioni della Cassazione che lo ha assolto da tutti i reati contestatigli. Leonardi, inoltre, avrebbe consigliato gli acquisti di Malen e Wesley.

Ora la decisione finale spetta ai Friedkin. Da una parte c’è l’uomo che hanno scelto come consigliere, che conosce come nessuno Roma e la Roma, dall’altra il tecnico che ha iniziato l’ennesimo progetto a medio-lungo termine e che dopo nemmeno una stagione potrebbe lasciare la Capitale. Gasperini, però, si auspica un incontro, anche da remoto, con la proprietà, per cercare un confronto diretto e mettere sul tavolo, una volta su tutte, le questioni aperte per tentare di programmare il futuro insieme.

Tra i corridoi l’incontro sarà casuale

L’ingresso è unico, i parcheggi adiacenti, i loro uffici confinano e il campo in cui si allena la squadra è quello da sempre. Cosi, inevitabilmente, finiranno per respirare la stessa – pesantissima – aria. Non è in programma alcun incontro chiarificatore tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini dopo le parole pronunciate venerdì sera del senior advisor della proprietà. Non ci sarà un confronto, eppure i loro sguardi finiranno per incrociarsi e chissà che non possa scaturire un’ulteriore discussione. […]

Ciascuno andrà avanti per la propria strada, nell’indifferenza reciproca, sentendosi dalla parte della ragione. E il clima di incomprensioni che si è già generato finirà per accompagnare il cammino della squadra da qui alla fine del campionato. […]

(corsport)