Ma come si fa? Tra silenzi e riflessioni così è dura

IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Ma come si fa, verrebbe da chiedersi in maniera nemmeno troppo retorica, a pensare di battere l’Atalanta sabato sera all’Olimpico,
preparando la gara come la si sta preparando in questi giorni a Trigoria? Come si fa a lasciare ancora aperta la questione, mediaticamente esplosa nel pre-partita di venerdì sera, tra il Senior Advisor e l’allenatore della Roma? Senza parteggiare per l’uno o per l’altro, preso atto dell’incompatibilità delle due figure, cui prodest? A chi giova quest’attesa che ha semplicemente cristallizzato le posizioni e di certo non risolto la questione, che anzi continua ad alimentare tensioni all’interno del centro sportivo, finendo per influenzare tutte le componenti in ballo? Come si fa a preparare al meglio una sfida cruciale contro una diretta concorrente come l’Atalanta, se non c’è unione d’intenti nemmeno tra staff tecnico e staff medico, con giocatori che si sentono pronti per rientrare e scalpitano ma che vengono fermati, in attesa di responsi fissati con scadenze poco funzionali al calendario giallorosso? E in tutto questo, con potenziali 7 assenti complessivi, come si può pensare che la Roma si giochi ad armi pari una sfida così complessa? Chi ha soluzioni a portata di mano, è pregato di fare un passo in avanti.

Tornando sul tema societario, i Friedkin non hanno affatto cambiato idea: fiducia confermata al tecnico, avanti quindi con Gasperini. Ma il pensiero (seppur non concordato con loro) espresso da Ranieri non sembra esser così lontano dalla loro percezione e valutazione, secondo quanto fila da Trigoria. […]

Una non presa di posizione che sta però mantenendo gli standard di inquietudine di Gasperini fin sopra la soglia consigliata, non lo stato d’animo ideale per concentrarsi sull’Atalanta. Vivendo, tra l’altro, ogni giorno con l’incertezza di chi poter schierare nel match di sabato, dovendo fare i conti con diverse situazioni che rendono il possibile undici un rebus ancora di difficile risoluzione. […]

Hien in dubbio. Scamacca ci sarà

IL ROMANISTA (I. MIRABELLA) – La sfida dell’Olimpico tra Roma e Atalanta – gara che andrà in scena sabato sera alle 20.45 – non saranno semplici novanta minuti con tre punti in palio. Roma e Atalanta si giocano una grandissima fetta per la qualificazione alle coppe europee nella prossima stagione. […]

In queste ore Palladino è al lavoro per sciogliere gli ultimi dubbi relativi all’undici che scenderà in campo dal primo minuto all’Olimpico contro la Roma. Isak
Hien
è ancora alle prese con alcuni problemi fisici e in questi giorni sta continuando a seguire il programma di recupero per cercare di recuperare per il finale di stagione. Per il resto Palladino può contare su tutti i suoi migliori uomini con la seduta di ieri mattina a Zingonia che ha dato risposte positive al tecnico dei nerazzurri. I nerazzurri sono pronti a schierarsi con il consueto 3-4-2-1 (proprio come i giallorossi) con Carnesecchi tra i pali. Il terzetto difensivo sarà formato da Scalvini e Kolasinac come braccetti mentre al centro al posto di Hien ci sarà Djimsiti, che avrà il difficilissimo compito di tenere a bada Malen. Sulle corsie esterne della linea a 4 di centrocampo ci saranno Zappacosta e Bernasconi rispettivamente a destra e sinistra mentre le chiavi della cabina di regia saranno affidate alla coppia formata da De Roon ed Ederson. I dubbi più grandi riguardano il reparto offensivo: sulla trequarti De Ketelaere è certo del posto mentre è ballottaggio aperto tra Zalewski e Raspadori per prendere posto sul centro sinistra. Così come è duello tra Scamacca e Krstovic per una maglia dal primo come unica punta.

Per sabato è corsa al biglietto

Quota 60 mila verrà raggiunta oggi, per la 15ª volta su 16 partite casalinghe all’Olimpico in questo campionato, mentre la corsa al biglietto prosegue inesorabile insieme a quella per la Champions League. […] Sono già oltre 1 milione i sostenitori giallorossi che in questa stagione hanno varcato i cancelli dello stadio al Foro Italico.

Sabato sera, contro l’Atalanta, la squadra è attesa da un autentico match point e il clima sarà quello di una finale anche sugli spalti con altri 62-63 mila fan previsti. Il club conta di raggiungere il 79° sold out in 4 anni.

(corsport)

Ranieri, il passo di lato. L’ipotesi dimissioni e il silenzio per avere l’ultimo atto di fiducia

Claudio Ranieri ieri ha evitato Trigoria e dunque ogni genere di contatto con Gasperini. Il silenzio in cui si è chiuso dopo il pranzo con la squadra di lunedì, vissuto da separati in casa, e la distanza che ha messo tra sé e l’allenatore – l’indifferenza, va detto, è reciproca – rappresentano l’anticamera del divorzio. Sarà una separazione tutt’altro che consensuale, figlia anzi di uno strappo che può riassumersi in questo aut aut: o me, o lui. Così il senior advisor avrebbe pensato anche alle dimissioni, forse per allarmare la proprietà e convincerla a fare una scelta. La frattura appare insanabile e questo clima è diventato insostenibile tanto da influenzare umori e pensieri anche della squadra, che dovrebbe viceversa restare concentrata sull’obiettivo Champions. […]

Ma a segnare la distanza tra Sir Claudio e Gasp, se possibile più umana che professionale, è stata la frase che ha etichettato il tecnico come la quarta scelta della Roma: «Abbiamo posto 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società». Gian Piero non si aspettava un attacco frontale di questa portata in un momento così delicato della stagione, il consigliere dei Friedkin al tempo stesso non immaginava che l’allenatore potesse mettere in discussione gli acquisti e per certi versi anche la strada intrapresa della proprietà («servono meno acquisti ma come Wesley e Malen coi giovani in campo si rischia di abbassare l’ambizione della squadra»), così ha deciso di rispondere in modo netto. Anche se i toni, o la natura del suo intervento, non erano concordati con Dan. La proprietà, in qualsiasi caso, non ha usato il pugno duro e questo significa che pur restando spiazzata dallo sfogo ne ha condiviso quantomeno le sfumature. Così il presidente, che considera ottimo il lavoro del tecnico e altrettanto irrinunciabile il supporto del dirigente, ha tentato una complessa opera di mediazione per rimettere insieme i cocci. Tardiva. […]

Dopo gli addii di Mourinho e De Rossi, Friedkin eviterebbe volentieri di inciampare in un altro danno di immagine. Lo strappo è dunque figlio di una lacerazione che si è consumata per mesi senza che nessuno ponesse rimedio. Così Ranieri è arrivato a dire «se mi piacerà continua-re, continuerò. Se sarò interpellato, continuerò. Se non sarò interpellato, me ne andrò, non sto qui a fare il garante di nessuno».
E a quelle parole, dopo una settimana di caos, starebbe pensando di dare consistenza.

(corsport)

Gasperini in pressing sui Friedkin. Aspetta risposte per definire il futuro

Neanche l’aumento delle temperature ha fatto passare il gelo a tra Gasperini e Ranieri. Rapporto ormai a un punto di non ritorno. Troppo gravi per il tecnico le frasi del senior advisor prima di Roma-Pisa. Si è sentito colpito nel personale («Ho scelto 5/6 allenatori, tre non sono venuti e la società ha preso Gasperini», la frase incriminata) e lo ha ribadito a Dan nella call di martedì sera. Friedkin gli ha ribadito piena fiducia (ieri invece nessun contatto), Gasp ha gradito, ma adesso si aspetta i fatti. Ha esposto tutti i problemi che ci sono dentro Trigoria: dal rapporto mai nato con Massara alle difficoltà nel progettare il futuro con una rosa piena di giocatori in scadenza. Inoltre, ha espresso la sua preoccupazione per il morale della squadra che sta risentendo della situazione complicata tra le mura di Trigoria. Ea tre giorni dal delicato match con l’Atalanta non è di certo un aspetto da sottovalutare.

Con i proprietari americani non si può mai escludere uno scossone improvviso. Basti andare indietro nel tempo e ricordare gli esoneri di Mourinho e De Rossi, ma sarebbe surreale immaginare uno scenario simile. Gasperini, invece, si aspetta una presa di posizione immediata. Il pressing prosegue, ma l’idea dei Friedkin per il momento è quella di provare a proseguire almeno fino a fine stagione. Dan stima entrambi ma ha ormai compreso che la frattura è insanabile e se sarà questione di ore o di settimane lo scopriremo col tempo. L’attesa coinvolge anche Ranieri che continua a ignorarsi con l’allenatore e per ora rimane al suo posto. […]

Regna il caos e nel frattempo continuano a circolare le voci su un possibile arrivo di Dan. L’aereo è ancora parcheggiato negli States. Manca la benzina ma non per l’aumento dei prezzi ma semplicemente perché il numero uno giallorosso ha intenzione di arrivare nella Capitale solamente quando avrà le idee più chiare. […]

(Il Messaggero)

Stramaccioni: “I problemi tra Ranieri e Gasperini ci sono da tempo. La Roma ha scelto l’allenatore giusto”

GAZZETTA DELLO SPORT – Andrea Stramaccioni, allenatore nel settore giovanile giallorosso dal 2005 al 2011, e oggi commentatore e opinionista per DAZN, ha rilasciato un’intervista al quotidiano in cui ha analizzato la delicata situazione in casa Roma, con le forti tensioni presenti tra Gasperini e Ranieri e un futuro tutto da definire.

Come e perché si è arrivati a tanto?
“Credo che lo sfogo di Ranieri sia stato solo la punta dell’iceberg. Mi spiego: i problemi ci sono da tanto tempo e hanno radici più profonde. Dalle incomprensioni sui giocatori da comprare – sia in estate che a gennaio – a un disco so sul progetto e sui rin-novi. Anche perché è da li che si costruirà la Roma che verrà”.

Quali meriti ha avuto Gasperini in questo primo anno in giallorosso?
“Ha avuto la bravura e la forza di imporre le sue idee e la sua filosofia di gioco. D’altronde i Friedkin lo hanno presto per questo. Guardate Malen: con Gasp sta avendo un rendimento straordinario. Però, forse era il caso di affiancargli un altro attaccante di livello”.

Ranieri venerdì scorso ha parlato chiaro: il suo intervento può destabilizzare l’ambiente?
“Premetto che è una situazione che sarebbe difficile da gestire anche altrove, non solo a Roma. Gasperini ha fatto presente che secondo lui alcuni giocatori non sono da Roma e Claudio credo abbia scelto di replicare. Conosco entrambi da tanto tempo e so che sono due grandi uomini di calcio, con un carattere forte. In particolare, sulle dichiarazioni pre partita di Ranieri, penso che siano state controproducenti, non solo per Gasperini, ma anche per la squadra in un momento così importante della stagione. Perché onestamente non vedo che benefici potesse avere rendere pubbliche alcune asserva-zioni sugli allenatori che avevano rifiutato la Roma o fare un confronto con i risultati dell’anno scorso”.

È mancata una presa di posizione da parte della società?
“A questo punto è necessaria. E non lo penso da oggi. I Friedkin devono scendere in campo e chiarire la situazione. Gasperini è un allenatore che hanno fortemente voluto e su cui hanno investito, che senso ha prenderlo e non supportarlo dopo pochi mesi? Stessa cosa, però, dico su Ranieri. Vanno chiariti compiti, poteri e ruoli. E possono farlo soltanto loro”. […]

Si immagina un progetto a lungo termine con Gasperini?
“La Roma ha puntato sull’allenatore giusto, che a sua volta l’ha scelta nonostante avesse tante richieste. Sono convinto che la soluzione sia creare un mix vincente, tra giocatori esperti e giovani che possono crescere. E in rosa ce ne sono parecchi. Un esempio? Pisilli. Ma in generale la società giallorossa ha sempre avuto una grande tradizione di settore giovanile”. […]

Si è parlato aungo di una figura come Totti in so-cietà. Può essere utile o sarebbe un’ulteriore figura ingombrante?
“Totti è Totti. È la Roma. Lo prenderei di corsa. Poi, certo, la differenza la fanno sempre competenze e ruoli. Ingombrante lo diventi se non hai mansioni chiare e non c’è ordine. Ma io credo che uno come Francesco possa essere solo un valore aggiunto”.



Pisilli va verso il forfait, Wesley ci prova

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Emergenza Champions. Il momento è delicato e c’è bisogno di tutta la leadership di Mancini. Dopo aver saltato la sfida con il Pisa per una leggera lesione all’adduttore, il numero ventitré della Roma sarà di nuovo a disposizione di Gasperini per il match con l’Atalanta. Martedì si era allenato parzialmente in gruppo, mentre ieri ha svolto l’intera seduta con i compagni. Il tecnico di Grugliasco, dunque, potrà contare sul terzetto – Mancini, N’Dicka ed Hermoso – che, per la prima parte di stagione, ha rappresentato la miglior difesa d’Italia e d’Europa. Anche se negli ultimi due giorni l’ex difensore dell’Atletico Madrid non si è allenato con il resto della squadra. Semplice gestione per non aggravare la situazione fisica dello spagnolo, che è atteso in gruppo nella giornata odierna.

Wesley, seguito anche da un medico della federazione brasiliana, continua ad allenarsi a parte. Oggi sarà il giorno decisivo per capire se potrà essere convocato sabato, ma il suo recupero appare piuttosto complicato. Gasperini vorrebbe averlo a disposizione con l’Atalanta, mentre lo staff medico preterirebbe seguire la via della prudenza e rimandare il ritorno in gruppo alla prossima settimana. Da valutare, poi, le condizioni di Pisilli, fermato dal colpo subito lunedì in allenamento e quasi sicuramente out anche se il problema non è grave. Un piccolo spiraglio c’è, anche se in questo momento è più probabile che Gasperini dovrà farne a meno. La scelta in mezzo al campo, dunque, dovrebbe ricadere su Cristante ed El Aynaoui, unici centrocampisti a disposizione del piemontese. Koné, infatti, sarà assente sabato e rischia di saltare anche il match con il Bologna. Nel frattempo, ha rinnovato fino al 2028 – con opzione di prolungamento di due anni a favore del club il giovane Bah, centrocampista classe 2007 assistito dalla Dream and Goal, la stessa agenzia di Pisilli e dell’ex giallorosso Darboe.

Champions: il peso del mercato

Quando la Roma a metà gennaio prende con la formula del prestito oneroso Donyell Malen dall’Aston Villa, è quinta con 39 punti, alla pari della Juve. L’olandese si presenta con un gol al Torino e i giallorossi si isolano al quarto posto. Tre mesi dopo, la Roma occupa il sesto posto, l’iscrizione alla coppa più danarosa è in bilico, ma il pensiero generale è unanime: dove sarebbe senza Malen?

Il prestito oneroso è costato due milioni, con diritto di riscatto fissato a 25. Diventa obbligo al verificarsi di due condizioni: che la Roma si qualifichi in Champions o Europa League e che l’attaccante disputi almeno la metà delle gare. La seconda clausola si è già verificata, l’olandese è sempre stato titolare finora. Malen ha impedito un tracollo più doloroso a Gasp, la Roma in questi tre mesi è sprofondata nella fase difensiva, ha ingrossato la sequenza di infortuni, è vittima di se stessa con i litigi all’interno, tra dirigenza e allenatore. Poi però arriva Malen, come nel caso della tripletta venerdì scorso al Pisa, e fa tornare il sorriso ai tifosi, li distoglie dai botta e risposta velenosi. L’obiettivo era Giacomo Raspadori, che però «non ha voluto parlare con noi», come disse Claudio Ranieri. […]

(gasport)

L’attesa dei Friedkin

Lo strappo tra Ranieri e Gasperini non è sanabile. Lo ha ormai capito pure la famiglia Friedkin che però non interviene. Prende tempo, più indecisa che mai, almeno agli occhi della piazza. Il gelido silenzio non fa però bene alla Roma. Da settimane si perde tempo sulla programmazione e, lasciando in sospeso il contrasto interno e rinviando ogni mossa dopo la fine del campionato (24 maggio), c’è il rischio di compromettere anche la prossima stagione. Ryan, durante la lunghissima conference call di martedì sera, ha comunque ribadito la fiducia, la sua e del papà Dan (a Trigoria li aspettano, ma non si sa quando), a Gian Piero. Che però avrebbe voluto qualche certezza in più sulla restaurazione interna. I Friedkin gli hanno garantito che sarà ascoltato. Tra quaranta giorni, però. La proprietà non vuole dare subito la spallata. A meno che Claudio confermi quel «se non mi ascoltano, potrei anche farmi da parte» detto a Sky e Dazn.«Non parli dell’Atalanta».

L’attualità riporta all’unica replica, diretta e anche spigolosa, di Gasperini a Ranieri, dopo l’attacco di venerdì in diretta tv del senior advisor, proprio sull’ex squadra dell’allenatore. Claudio aveva appena chiarito che Gian Piero era stato scelto proprio per riproporre quanto fatto dall’allenatore con la Dea e cioè «partire con i giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici». Gasperini ha chiarito, cancellando la tesi di Ranieri: «Non ho lavorato, dall’inizio, solo con i giovani. E sono arrivati subito i risultati».


La partita contro l’Atalanta ha insomma un significato grande così per Gian Piero. E non solo per il botta e risposta con Claudio. È il match più impegnativo degli ultimi sei di questo finale di campionato. Fondamentale nella volata Champions. In più Gasperini non dimentica il trattamento ricevuto all’andata dai suoi vecchi dirigenti. L’accoglienza in grande stile per il ritorno a Bergamo dopo 9 stagioni – come promesso dalla famiglia Percassi – non c’è stata. Anzi ha percepito freddezza e distacco. […]

(corsera)

Una Roma a pezzi

C’è vita che per gente che fino a ora abbiamo visto davvero poco:
Venturino, e chissà, magari anche Zaragoza, oppure El Shaarawy, quel calciatore a scadenza – uno dei tanti – che Gasp ha dovuto gestire in un’annata per lui insolita sotto questo aspetto («non mi era mai capitato di allenare tanti calciatori in scadenza», dixit l’allenatore). El Aynaoui dovrà esserci per forza, e lui è uno di quelli facente parte delle seconde linee, che ha giocato di più, specie nella prima parte, e specie in Europa League, che sappiamo bene non è stata per la Roma una «priorità», sempre per citare Gasp. La vogliamo chiamare la Roma di Massara? Facciamolo, nessuno si offenderà, ma la sfida contro l’Atalanta cade proprio nel momento peggiore della stagione e le forze stanno venendo meno, ci si deve aggrappare a tutti. Liti interne, infortuni, polemiche fuori (interviste varie di Gasp e Ranieri) e dentro (tra queste, tiene banco la diatriba tra il tecnico e lo staff medico). Facciamo la conta degli assenti, per sabato. Ad oggi è impossibile ritrovarsi in campo contro la formazione di Palladino i vari Koné, Pellegrini, Dybala, Dovbyk, Ferguson; quasi impossibile poter contare su Pisilli. […]

Il caso più spinoso riguarda Wesley, tornato malconcio dalla trasferta con la sua nazionale. Il brasiliano si sta allenando da solo, mai in gruppo, nemmeno nell’ultima seduta di lavoro. Lo staff medico è molto prudente, sconsigliando il suo impiego, Gasp invece, ormai in piena disperazione, vorrebbe provare a recuperarlo. […] Le tensioni con i medici sono cominciate da Ferguson e dai suoi problemi alla caviglia, per poi finire a Dovbyk e Dybala sui quali, per il tecnico, si è perso troppo tempo prima di decidere se sottoporli a intervento chirurgico e meno. C’è stato poco da fare sulla pubalgia di Soulè, mentre Hermoso, mesi fa, ha forzato la mano, andando spesso in sofferenza, e anche in questa fase lo spagnolo sta facendo un lavoro di gestione, che dovrà/dovrebbe portarlo a stare al suo posto contro l’Atalanta. RoboCop Mancini invece è recuperato al cento per cento, ieri si è allenato con il resto del gruppo. […]

Al momento, la formazione an-ti-Atalanta e la seguente: Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso (Ghilardi); Celik, El Aynaoui, Cristante, Rensch (Angeliño?); Soulé, El
Shaarawy; Malen. In corso d’opera vedremo tutti gli altri, da Venturino a Vaz, con nessuna alternativa a centrocampo. […]

(Il Messaggero)