Roma, l’Atalanta all’Olimpico è diventata un tabù: una sola vittoria negli ultimi 11 precedenti. Gasp vuole invertire il (suo) trend

LAROMA24.IT – Roma-Atalanta, in programma domani sera allo stadio Olimpico, rappresenta un crocevia per i giallorossi. Come detto dallo stesso Gasperini, una sconfitta significherebbe, molto probabilmente, dire addio alle speranze Champions, mentre una vittoria alimenterebbe il rush finale della Roma nella corsa al quarto posto.

All’Olimpico Gasperini incontra il suo passato più importante, in una sfida delicata quanto complessa: per il valore dell’avversario, il momento poco brillante della sua Roma e le tantissime assenze che non sembrano terminare. In più c’è da considerare come i nerazzurri rappresentino un vero e proprio tabù per i capitolini. Negli ultimi 11 precedenti giocati all’Olimpico tra le due formazioni, la Roma è riuscita ad imporsi una sola volta: il 5 marzo 2022, l’1-0 firmato da Abraham. Per il resto un bilancio a dir poco negativo: 5 sconfitte e altrettanti pareggi. In 10 di questi 11 precedenti, a guidare l’Atalanta in panchina è stato proprio Gian Piero Gasperini.

Un rendimento casalingo da horror della Roma contro la Dea. Considerando, invece, gli 11 ultimi precedenti giocati a Bergamo, i giallorossi hanno trovato la vittoria due volte. Numeri decisamente schiaccianti a favore dei bergamaschi. L’Atalanta è diventata un tabù nel corso degli anni, da quando c’è stata la ridimensione del club guidata da Gasperini. Prima di questi 11 incontri, la Roma aveva inanellato ben nove vittorie consecutive nelle sfide interne contro l’Atalanta. Un trend che si è completamente ribaltato.

Gian Piero Gasperini, nella sfida di domani sera, cercherà di invertire questo trend di cui, durante la sua esperienza all’Atalanta, ne è stato assoluto protagonista.

Dalla Spagna: il Real Madrid pensa anche a Mourinho per la panchina

Stagione travagliata per il Real Madrid. La squadra con più Champions League in assoluto in bacheca è uscita ai quarti di finale della massima competizione europea contro l’inarrestabile Bayern Monaco, mentre in campionato il Barcellona è destinato a trionfare. I Blancos a gennaio, dopo pochi mesi dal suo arrivo, hanno esonerato Xabi Alonso per poi optare a una soluzione interna che ha portato al nome di Arbeloa.

Con molta probabilità il Real Madrid, però, cambierà guida tecnica nella prossima stagione. Dalla Spagna si fanno diversi nomi, tra cui quello di un possibile ritorno di Josè Mourinho. La stima reciproca tra il presidente Florentino Perez e l’allenatore ex Roma è nota da molti anni. Mourinho, attualmente al Benfica, potrebbe rappresentare una certezza per il Real Madrid: carisma, esperienza, e vittorie.

Non solo lo Special One, perché dalla Spagna si fa riferimento anche a un possibile e clamoroso ritorno come allenatore di Klopp. Altri profili monitorati sono quelli di Pochettino, Deschamps e Scaloni. Quello che sembrava essere il favorito per la panchina del Real Madrid, ovvero Zidane, sembra aver declinato l’offerta. Esclusi profili più giovani come quelli di Fabregas e Nagelsmann.

(elmundo.es)

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Serie A, Sassuolo-Como 2-1: secondo ko consecutivo per i lariani

Nel match di apertura della 33esima giornata del campionato di Serie A, il Sassuolo si è imposto con il risultato di 2-1 sul Como. Per i ragazzi di Fabregas si tratta del secondo ko consecutivo, dopo quello contro la capolista Inter. I lariani restano così a due lunghezze dal quarto posto occupato dalla Juventus e non effettuano il sorpasso. Il Sassuolo, invece, sale a quota 45 punti superando momentaneamente la Lazio al nono posto.

Succede tutto nel primo tempo, nel giro di cinque minuti: i neroverdi riescono a portarsi in avanti di due reti, prima con l’ex Roma Volpato al 42′, per poi raddoppiare al 44′ con il gol di Nzola. Il Como ha accorciato le distanze al 47′ grazie a Nico Paz, ma nella ripresa il gruppo allenato da Grosso ha mantenuto il vantaggio portando a casa i 3 punti.

TORRI: “Gasperini-Ranieri? Questo clima di tensione arriva anche alla squadra” – MATTIOLI: “In altre società non vedi cose così, che si trascinano per giorni”

Nell’etere romano tiene ancora banco la lite tra Gasperini e Ranieri, arrivata ormai ad un punto di non ritorno come sottolinea Piero Torri: “La frattura è profonda e insanabile. Bisognerebbe prendere una decisione, ma non mi pare che la proprietà fino a questo momento abbia fatto qualcosa. Anche alla squadra arriva questo clima di tensione e nervosismo”. Questo invece il pensiero di Mario Mattioli: “Alla Roma manca sempre 1 per fare 31. In altre società non vedi cose così, che si trascinano per giorni”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Ranieri-Gasperini? Si tratta di una situazione atipica, basterebbe una chiacchierata tra uomini adulti per risolvere tutto. A nessuno dei due fa bene ciò che sta succedendo e, dato che la Roma sta lottando ancora per un posto in Champions, tutto questo non serve (MARIO MATTIOLI , Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ranieri è bravo come allenatore, ma forse come Senior Advisor non è riuscito a fare quello che pensava. La Roma avrebbe bisogno di un dirigente vero, non di un allenatore che si mette a fare il dirigente (LUIGI SALOMONE, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Gasperini si è sempre lamentato, quindi può darsi che Ranieri sia arrivato al limite per parlare in quel modo in un momento così particolare (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Mi meraviglia il fatto che i Friedkin non abbiano preso immediatamente provvedimenti sul caso Ranieri-Gasperini. Alla Roma manca sempre 1 per fare 31. In altre società non vedi cose così, che si trascinano per giorni (MARIO MATTIOLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La situazione mi sembra arrivata a un punto di non ritorno: la frattura è profonda e insanabile. Bisognerebbe prendere una decisione, ma non mi pare che la proprietà fino a questo momento abbia fatto qualcosa. Anche alla squadra arriva questo clima di tensione e nervosismo (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Il problema principale è l’organizzazione della società. Il grande dramma di questa situazione è che per la terza volta in tre anni si è ricreata la dicotomia tra un dirigente e l’allenatore (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

La polveriera a Trigoria non è scattata ora, bensì c’è dal 6 giugno (RICCARDO ANGELINI, Manà Manà Sport, 90.9)

Se i Friedkin hanno un’idea su Gasperini devono sostenerla a prescindere dal piazzamento finale in campionato (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini avrebbe voluto pieni poteri sin dall’inizio lavorando soltanto con la squadra (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini è stato preso per far crescere i giovani: se non li fa giocare, come può la Roma decidere cosa fare con loro in futuro? (DAVID ROSSI, Retesport, 104.2)

Lite tra Ranieri e Gasp. Trigoria divisa in fazioni ma i Friedkin si sfilano

Scegliere di non scegliere. È questa la linea che hanno deciso di perseguire i Friedkin rispetto a tutto quello che è successo da venerdì scorso – con le uscite dell’allenatore Gian Piero Gasperini in conferenza stampa e poi con l’intervista del Senior Advisor Claudio Ranieri prima di Roma-Pisa – ad oggi. Gli schieramenti a Trigoria sono ben chiari: da una parte il superconsulente e i suoi uomini di fiducia nello staff sanitario e tecnico, dall’altra il tecnico e il suo team, un gruppo interno ed esterno al club. Si continuerà così fino alla fine della stagione, senza appianare o risolvere i problemi. Al massimo lasciando che i nodi si sciolgano da soli. Difficile, vista la distanza ormai siderale tra le due fazioni. Ma tant’è, visto l’input arrivato da Houston.
E allora se fuori dal campo si prova a cristallizzare le tensioni, in campo la Roma deve provare invece ad accelerare. Sabato all’Olimpico arriva l’Atalanta
La partita sarà fondamentale per la classifica giallorossa. E per Gasperini. Che, come all’andata a Bergamo, si ritroverà a giocare contro i colori che ha difeso per nove anni. È la partita più importante della stagione.

Il tecnico dalla scorsa estate ha cerchiato in rosso il match della New Balance Arena e poi il secondo appuntamento a Roma. A Trigoria la percezione è chiara, soprattutto nelle segrete stanze dei medici e massaggiatori. Gasperini da giorni spinge per provare a recuperare più infortunati possibile. Prima di Roma-Pisa lo aveva detto chiaramente: «Vediamo se riusciamo ad avere a dispo-zione Mancini, Koné e Wesley». Un po’ mentendo anche a se stesso, consapevole dell’impossibilità di recuperare il francese e il brasiliano. Ma ormai tra le mura del Fulvio Bernardini è tutta una sfida. […]

(La Repubblica)

Marino: “Ranieri è esploso perché è abituato ad agire da allenatore. Non mi aspettavo lo scontro con Gasp”

IL TEMPO (L. PES) – Una lunghissima carriera da direttore sportivo: Napoli, Roma, Pescara, Udinese, Atalanta. Una vita dentro il calcio per Pierpaolo Marino che in un’intervista rilasciata al quotidiano ha parlato anche delle forti tensioni in casa Roma con lo scontro Ranieri-Gasperini.

Direttore, si aspettava uno scontro del genere tra Ranieri e Gasperini?
«Non mi aspettavo lo scontro, soprattutto con questa violenza d’urto. Che ci potessero essere posizioni differenti nel corso del progetto era prevedibile, succede ai tecnici, il confronto è sempre vivo. Ma in maniera così pubblica e aperta non me l’aspettavo. Soprattutto conoscendo Ranieri che è una persona di grande equilibrio».

Perché secondo lei Ranieri si è lasciato andare a quello sfogo? «Ci sono state due persone che hanno saputo gestire Gasperini che è un grande allenatore 1 a dal punto di vista della quotidianità operativa
è una persona che va smussata. Ci vuole umiltà e pazienza almeno da quanto mi raccontano. Ci sono riusciti soltanto Preziosi a Genova e Luca Percassi a Bergamo, l’ad atalantino dedicava parte della sua giornata al rapporto con Gasperini, a calmarlo in certi momenti e ad attenuare i suoi interventi: con lui ci vogliono uomini di sofferenza e pazienza».

Ranieri secondo lei è la figura giusta per gestire situazioni del genere?
«Una figura carismatica come direttore dell’area sportiva soprattutto nei club di Serie A ci vuole, altrimenti l’allenatore diventa l’unico riferimento. Oltre ad essere una sorta di direttore delle risorse umane, che sono i calciatori, diventa direttore anche di altri dipartimenti come quello medico o dell’organizzazione del lavoro. Un collegamento tra proprietà e allenatore è necessario soprattutto ad alti livelli. Il modello ideale non può essere quello con due grandi allenatori, anche se Claudio non vuole più stare in panchina resta sempre un allenatore, non un dirigente. Un dirigente è quello che in certi momenti deve anche masticare amaro e tenere il fiato nei polmoni anziché buttarlo fuori e credo che questo ruolo vada affidato a un direttore sporti-vo. Non per esaltare la categoria ma sono quotidianità completamente diverse. Marotta all’Inter o Corvino al Lecce per fare due esempi di club diversi sono due esempi ideali».


Le parole di Gasperini nell’ultima conferenza pre-partita pensa possano aver avuto un peso?
“Ha sempre fatto così, rendendo pubbliche le sue idee. La bravura di un dirigente è quella di far trovare tutte le pedine al suo posto, serve la giusta abilità nel far sentire importante l’allenatore pur mantenendo il controllo della situazione. Ranieri è esploso perché è abituato ad agire da allenatore. Lui era più dialogatore di Gasperini e usava altri toni, ma anche lui chiedeva giocatori anche quando io ero alla Roma e lui a Cagliari ma è completamente diverso da Gasperini nei modi. Gian Piero va conquistato, se ti considera carismatico quanto lui e utile al suo percorso allora ti ascolta. Però ci vuole molta pazienza».


Qual è secondo lei la soluzione adesso?
«Serve una persona che riesca ad ottenere un chiarimento e li convinca ad andare avanti almeno fino a fine stagione: c’è una Champions da conquistare. Poi è chiaro che va fatta qualche correzione, questi screzi così evidenti non si cancellano. La proprietà sa che se va da una parte perde l’altra, loro sono abituati a gestire contrasti di questo tipo essendo imprenditori di alto livello. Il calcio sicuramente è diverso ma c’è da fare squadra in campo e fuori, già è difficile lavorare in unità immagina nelle difficoltà».


Ora però Friedkin deve scegliere…
«Liberarsi di Ranieri non sarebbe giusto, umanamente e professionalmente merita il massimo rispetto e di certo non ha bisogno della Roma per andare avanti. E soprattutto poi va sostituito, di certo i Friedkin non vengono tutti i giorni a Ingoria per confrontarsi con Gasperini come faceva Luca Percassi».

Giuntoli, non solo Roma e Marsiglia: il ds piace anche al Tottenham

La Roma è nel caos. La frattura, ormai ritenuta quasi insanabile, tra Gasperini e Ranieri, potrebbe portare anche all’addio del direttore sportivo Massara, soprattutto in caso di dimissioni dell’attuale Senior Advisor. Il nome più caldo per sostituire Massara è quello di Cristiano Giuntoli.

Il direttore sportivo, però, gode dell’interesse di diversi club europei. Infatti, non solo il Marsiglia ha messo gli occhi su Giuntoli, ma anche il Tottenham, attualmente allenato da Roberto De Zerbi, guarda con attenzione l’ex Napoli e Juventus.

(Il Messaggero)

Italia, l’idea di Malagò per la Nazionale: Allegri in tandem con Ranieri

Il prossimo 22 giugno ci sarà l’elezione del nuovo presidente della FIGC. Per la Lega Serie A il candidato è Giovanni Malagò. L’ex presidente del Coni, quindi, è forse il nome più papabile per prendere la guida del calcio italiano. Ovviamente una delle prime questioni da risolvere, eventualmente, sarà quella del prossimo Commissario Tecnico della Nazionale italiana.

Malagò, secondo quanto riferito dal quotidiano, starebbe pensando al nome di Max Allegri per la panchina dell’Italia. Un allenatore vincente con molta esperienza, un nome che rappresenta una certezza. Ma non solo Allegri, perché Malagò vorrebbe affiancargli Claudio Ranieri nel ruolo di direttore tecnico. Ranieri, inoltre, la scorsa estate aveva rifiutato la panchina della Nazionale dopo l’esonero di Spalletti.

(tuttosport)

Ed Shipley e i report sugli atteggiamenti di Gasperini: alcuni comportamenti considerati rivedibili

Gian Piero Gasperini attende i Friedkin per cercare di programmare il futuro. Per il tecnico ex Atalanta non c’è altra scelta: la sua esperienza nella Capitale potrà continuare a patto che si inizi a pensare alla prossima stagione già da ora. Per l’ex Atalanta, la Roma è già in ritardo. Poi, c’è la questione caldissima legata al rapporto, ormai rotto, con Claudio Ranieri. Gasperini chiede fiducia alla proprietà, ma la vuole nei fatti. In maniera concreta. A parole sembra che la proprietà gli abbia dato fiducia, ma Gasp vorrebbe averla anche nei fatti.

Come riferito dal quotidiano c’è un aspetto che non torna e non piace a Gasperini: secondo alcuni rumors, infatti,Ed Shipley, uomo di fiducia dei Friedkin con cui ha costanti contatti, sembra che faccia dei report alla proprietà sugli atteggiamenti del tecnico che molto spesso vengono definiti rivedibili.

(gasport)

Ci manca solo perdere pure Gasperini

IL ROMANISTA (D. LO MONACO) – Sono passati 6 giorni da quando Claudio Ranieri ha delegittimato Gian Piero Gasperini nell’esercizio delle sue funzioni, da quando cioè il massimo dirigente della Roma ha sostanzialmente revocato la propria fiducia (e del club, secondo una interpretazione assai condivisa) nei confronti dell’allenatore della Roma. Comunque la si pensi, un punto di non ritorno. Il problema è che da 6 giorni si attende una presa di posizione della società, ma non esistono note ufficiali pubblicate, né posizioni informali condivise. L’unica cosa che emerge, peraltro non confermata dagli organi di comunicazioni istituzionali del club, è che l’intenzione dei Friedkin sia di far finta di niente. […]

Ma se questo è possibile per Ranieri, che le esternazioni le ha fatte e che da questo silenzio trae (inattesa) legittimazione, come se i Friedkin le avessero se non ispirate (cosa che non è accaduta) ma quanto meno condivise, ci sembra davvero difficile che possa accettarlo Gasperini. C’è il rischio concretissimo insomma che il tecnico possa mollare o possa magari chiedere di essere liberato dal vincolo per le prossime due stagioni, se non ora, alla fine del campionato. E la Roma sarebbe costretta a ricominciare da capo, per l’ennesima volta. […]