Simplicio: “Roma? Io e il gruppo brasiliano siamo arrivati ubriachi a un paio di allenamenti. Sabatini non poteva vedermi”

GASPORT – Fabio Simplicio, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche su alcuni episodi della sua avventura in giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

A proposito di Totti, andò a Roma per lui? 
“Mi sono emozionato due volte: quando ho visto lui e quando ho visto Papa Bergoglio a San Pietro. E si chiamano entrambi Francesco. Mi creda, una cosa speciale. E sì, l’ho scelta per il prestigio e per giocare con Totti e De Rossi. Ci siamo divertiti. Avevamo un gruppo di brasiliani che ne combinava una al giorno”. 

In quegli anni giravano notizie sulla vostra poca professionalità. C’era chi scriveva che vi presentavate agli allenamenti ubriachi… 
“Roma, si sa, è una piazza complicata per radio, voci e giornali. Stupenda, ma tosta a livello mediatico. Io ricordo quando all’inizio ero infortunato e non giocavo, si parlava di me dicendo un sacco di cose false. A parte tutto, però, un paio di volte siamo arrivati ubriachi per davvero… almeno noi brasiliani”. 

Ci racconti, se si può. 
“Premetto che per me lo spogliatoio è sacro, ma con Ranieri capitò che festeggiammo il carnevale brasiliano a casa di un compagno. Il giorno dopo eravamo dei cadaveri. Io non vedevo la palla. Claudio ci sgridò: ‘Brasiliani, che avete fatto ieri sera?’. E ci mandò a fare la doccia. Ne abbiamo riso poi, tempo dopo. Ci prendeva spesso in giro. Ma non è l’unica che ho combinato… ne vorrei raccontare un’altra”. 

Prego. 
“Una volta sono entrato con la macchina dentro una fontana di Parma. Ero ubriaco e non sono riuscito a fermarmi. Possiamo dire che fu un errore di gioventù…”.

C’è qualcuno nella sua carriera che l’ha delusa? 
“Ho sempre avuto buoni rapporti con tutti, ma c’era un direttore che non poteva vedermi”. 

Chi? 
“Walter Sabatini. Mi ha fatto fuori sia a Palermo che a Roma. In rosanero prese Pastore al mio posto, per cui niente da dire, ma voleva proprio un profilo diverso dal mio. Più che le scelte, mi fecero restare male i modi usati. Nessuno mi ha mai coinvolto: solo un ‘devi andartene’. Basta”. 

Ha avuto modo di parlargliene in un secondo momento?
“Mai, zero contatti. Ma sto bene così. Non mi è piaciuto come si è comportato e non lo stimo, fine”. 

Pruzzo: “Farei un contratto a vita a Dybala. Raspadori non aggiungerebbe molto, ma Zirkzee alzerebbe il livello”

IL MESSAGGERO – Roberto Pruzzo, storico centravanti della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sul mercato della squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni.

Le è piaciuta Juve-Roma?
“La Juventus ha vinto perché ha avuto più occasioni, ma neanche troppe. È stata una partita di medio livello decisa da alcuni episodi. La Roma ha fatto fatica a trovare soluzioni in avanti ed è un risultato che va accettato”.

Secondo lei perché quando la Roma affronta queste squadre va spesso in difficoltà.
“C’è tanta differenza ma è sempre stato così nella storia. A Torino e a Milano la musica è sempre la stessa. Le squadre del Nord sono generalmente più forti ed è normale che ci siano dei risultati negativi. Ci sono stati anche dei momenti nei quali Roma e Napoli hanno avuto la meglio, ma ora i giallorossi fanno fatica negli scontri diretti. C’è da fare qualcosa”. […]

Gasperini non ha fatto sconti neanche a Ferguson.
“Quando entri e la partita è abbastanza chiusa non è facile. Per me il suo ingresso è stato positivo, ha partecipato attivamente al gol di Baldanzi e si è mosso discretamente. Evidentemente c’è qualcosa che non va e vorrei che la soluzione si possa trovare nel mercato”. 

Facciamo un gioco. Escono Baldanzi e uno tra Dovbyk e Ferguson, entrano Zirkzee e Raspadori, la Roma secondo lei è più forte?
“Penso di sì. Anche se Raspadori con Pellegrini, Soulé e Dybala credo che non aggiunga molto. Zirkzee, invece, è un calciatore che ha dimostrato di essere in grado di alzare il livello”.

A proposito di Paulo, se lo terrebbe?
“Fosse per me il contratto glielo farei a vita. È difficile rinunciare a un giocatore di quel livello. È vero che ha dei limiti fisici, ma in un campionato ‘povero’ come il nostro può sempre fare la differenza. In un buon contesto può essere la ciliegina sulla torta”. […]

Questa squadra quante possibilità ha di tornare in Champions League?
“Abbastanza. Penso che possa competere per il quarto posto”.

Calciomercato Roma, spunta l’ipotesi scambio Lucca-Ferguson con il Napoli. Manna (ds Napoli): “Lucca sul mercato? Dipende da lui”

La Roma è alla ricerca di un nuovo centravanti in vista della sessione invernale di calciomercato e allo stesso tempo il futuro di Evan Ferguson sembra lontano dalla Capitale. Come svelato dall’emittente televisiva, l’attaccante irlandese potrebbe comunque restare in Italia e il Napoli starebbe pensando proprio a lui. Le due società stanno ragionando su un possibile scambio e a fare il percorso inverso sarebbe Lorenzo Lucca, il quale sta trovando poco spazio con Antonio Conte. Ferguson tornerebbe momentaneamente al Brighton per poi essere nuovamente girato con la formula del prestito al Napoli, mentre l’addio dell’ex Udinese è legato alle condizioni di Romelu Lukaku.

(Sky Sport)


Prima della finale di Supercoppa tra Napoli e Bologna il direttore sportivo del Napoli Manna è intervenuto ai microfoni di Italia 1: “Lucca sul mercato con il ritorno di Lukaku? Sono discorsi prematuri. Romelu sta rientrando, ma ha bisogno di lavorare perché è un giocatore con una fisicità importante e lo stesso infortunio è stato importante. Non possiamo velocizzare il rientro ma ragionare step by step. Lucca è forte, l’abbiamo voluto. Ora deve alzare i giri, c’è da andare forte non solo in settimana ma anche in partita. Sta soltanto a lui”

Calciomercato Roma: Gasperini toglie Pisilli dal mercato

Cambio di strategia in casa Roma per il futuro di Niccolò Pisilli. Il centrocampista classe 2004 sta trovando pochissimo spazio in questa stagione (202 minuti giocati tra tutte le competizioni), ma l’assenza di Neil El Aynaoui (impegnato in Coppa d’Africa) ha aperto nuovi scenari. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, Gian Piero Gasperini ha deciso di togliere il ventunenne dal mercato: il tecnico ha messo il veto ad una sua cessione verso Cagliari Genoa e lo utilizzerà con maggiore frequenza.

(gasport)

Primavera: oggi la Roma

IL TEMPO (E. INNOCENTI) – Oggi tocca alla Roma ospitare il Verona al Tre Fontane alle 11. Archiviato il periodo da incubo con la goleada al Monza, la Roma cerca continuità per chiudere al meglio il 2025. I gialloblù sono un avversario ostico: «Una squadra strutturata, veloce, esperta, pericolosa su palla inattiva, costruita per il vertice – così Guidi alla vigilia ai microfoni del club – per noi sarà un test importante».

Coppa Italia donne: le due romane oggi negli ottavi

IL TEMPO (A.D.P.) – È tempo di Coppa Italia per le romane. Oggi negli ottavi di finale la Roma sfiderà il Lumezzane in trasferta (13.30, diretta sul canale YouTube del club). La squadra di Rossettini in settimana ha salutato la Champions superando facilmente il St. Polten e ora vuole chiudere l’anno con il passaggio del turno: «È una competizione che vogliamo fare bene – ha sottolineato il tecnico alla vigilia – loro sono una buona squadra, con un buon percorso in Serie B quindi dovremo affrontare la partita in maniera seria e responsabile. Sicuramente veniamo da un ciclo importante e dobbiamo recuperare le energie, ma questo non deve essere un alibi. Faremo qualche cambio, ma l’obiettivo è sempre quello di fornire una buona prestazione». Out dalle convocate Thogersen per motivi di famiglia.

Possesso palla, una passione in calo. Da Pellegrini a Gasp: cambiare per il vero spettacolo in campo

Il calcio del possesso palla, quello delle percentuali schiaccianti e della conta dei passaggi, va di moda sul campo e tra gli influencer del pallone che non concepiscono altro, quelli che considerano evoluto solo un certo tipo di calcio. Un calcio orizzontale che ha creato una schiera di retropassaggisti e vuole il portiere in costruzione, ma non piace a tutti.

Non a Gian Piero Gasperini il quale, a margine della vigilia di Juventus-Roma, si era lasciato andare a una critica a un canone del calcio contemporaneo, nello specifico citando il gioco di Fabregas: «[…] Il Como con l’Inter ha giocato 51 volte la palla con l’estremo difensore. Che possesso palla è? E’ una cosa che non piace al pubblico che vuole vedere contrasti, dribbling e gioco in avanti». […]

Gasperini non è l’unico a voler qualcosa di diverso. Più drastica, per quanto la filosofia sia la medesima, una proposta che l’allenatore cileno del Betis Siviglia, Manuel Pellegrini, ha illustrato alla stampa circa un mese fa. […] «Credo che siano altre le regole da cambiare, come ad esempio impedire alla palla di tornare nella propria metà campo una volta superata la linea di controcampo». […]

Di sicuro ogni sport cambia, e nel calcio l’ultima modifica epocale del regolamento risale al 1992, quando il divieto ai portieri di raccogliere con le mani il retropassaggio ne cambiò la grammatica. […]

(Quotidiano Sportivo)

Dovbyk chiave per arrivare a due punte

Il mercato in uscita come leva, come chiave per sbloccare ulteriormente quello in entrata. […] Le prime manovre riguardano Dovbyk, che nonostante la stagione negativa sta comunque attirando l’interesse di alcuni club. Dall’estero arrivano segnali concreti: nuovi sondaggi dalla Spagna e soprattutto dall’Inghilterra, con l’Everton che continua a monitorare la situazione e valuta anche l’ipotesi di uno scambio con Beto. […]

Il nome in cima alla lista è quello di Zirkzee. La Roma sta riflettendo sull’opportunità di accettare i tempi dello United, intenzionato a cedere l’attaccante solo nella seconda metà di gennaio, quando rientreranno gli uomini impegnati in Coppa d’Africa. La formula è studiata nei dettagli: prestito oneroso, anche superiore ai 5 milioni, con obbligo di riscatto fissato a 30 in caso di qualificazione alla Champions.

Ma non è finita. Con l’uscita di Dovbyk e quelle possibili di Baldanzi, destinazione Verona o Pisa, e Bailey, pronto al rientro all’Aston Villa, potrebbe aprirsi un ulteriore spazio sulla trequarti. […] In questo quadro prende quota il profilo di Raspadori: all’Atletico Madrid lo spazio è ridotto. […]

(corsport)

La solita storia

IL TEMPO (L. PES) – Manca sempre quel poco, che forse poco non lo è. La Roma cade in casa della Juve e perde il quarto scontro diretto di fila, sempre di misura, dopo quelli con Inter, Milan e Napoli. La classifica si fa più corta e l’aggancio alla vetta dell’Inter resta un sogno.

Assenze pesanti e la solita povertà offensiva non consentono a Gasp lo scherzetto alla sua ex. Il forfait di Hermoso costringe Gasperini a inventarsi una difesa con Mancini, Ziolkowski al centro e Rensch ad agire sul centrosinistra. Celik torna quinto e Dybala vince il ballottaggio con Ferguson.

Più Roma che Juve nei primi quarantacinque minuti anche se le occasioni migliori le crea la Juve. La prima grande chance capita sui piedi di Openda ma Svilar è bravo in uscita e Rensch è attento a spazzar via. Poi è il turno di Conceiçao che in due minuti imbuca due volte sul lato sinistro del campo: la prima trova il corpo di Svilar, la seconda lo infila dopo una buona triangolazione con Yildiz e Cambiaso che firma l’assist. Per i giallorossi due timidi squilli di Dybala che nel reparto offensivo è quello che si muove meglio. Centrocampisti poco presenti nelle due fasi e Pellegrini e Soulé restano in ombra. I giallorossi tengono bene il campo e a tratti hanno superiorità contro i bianconeri ma la qualità dell’attacco di Spalletti punisce una Roma troppo distratta nel finale di tempo.

Gasp non cambia alla ripresa ma i cambi arrivano presto. Prima c’è tempo per un’altra infilata mancina della Juve con Yildiz che sfiora il raddoppio in diagonale. La prima carta per la Roma è Bailey per un Pellegrini troppo inconsistente per un big match così importante. Ancora Svilar contro Conceiçao in un duello continuo dove il portiere è bravo sia sul portoghese che su Cambiaso da fuori area. Gasp non ci sta e stravolge l’attacco in dieci minuti: dentro Baldanzi e Ferguson per Dybala e Soulé. Il raddoppio juventino arriva a venti dalla fine con la prima rete in campionato di Openda che deposita in rete sul tocco di McKennie che aveva colpito indisturbato in area ma addosso a Svilar. Bailey dura neanche venti minuti e si riferma per un problema fisico la sciando il posto a El Shaarawy. Disastrosa la sua stagione nella
Capitale iniziata con un infortunio grave al primo allenamento e praticamente sempre in infermeria.

La Roma prova a tornare in partita con un bel recupero alto di Wesley che innesca Ferguson, l’irlandese calcia e Baldanzi insacca sulla respinta per il 2-1. Solo il palo nega a Yildiz il tris in contropiede e i giallorossi restano vivi. Opportunità anche per Baldanzi che dopo il suo ingresso ha acceso l’attacco di Gasperini, ma la conclusione è alta. L’ultimo pallone della partita capita sui piedi di Ferguson che però calcia debole e troppo facile per Di Gregorio. Si spengono così le residue speranze della Roma che allo Stadium perde ancora e vede avvicinarsi la Signora di Spalletti a un solo punto. Non un dramma, ma una costante, quella dei big match, su cui riflettere. Ora il Genoa dell’ex De Rossi per tornare a correre.

Ranieri: “Ho allenato ragazzi d’oro”

IL TEMPO (R. MANGANARO) – Si è svolta la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della 20° edizione del «Premio ASI Sport & Cultura», appuntamento ormai consolidato nel panorama sportivo italiano e momento di riflessione sui valori più autentici dello sport. Nato nel 2006 in occasione del decennale dell’Ente di Promozione Sportiva ASI, il Premio ha celebrato anche quest’anno non solo le eccellenze del movimento sportivo nazionale, ma soprattutto l’impegno, l’aggregazione, la solidarietà, l’innovazione e l’amicizia, principi fondanti
dell’attività sportiva intesa come strumento educativo e sociale.

Nel corso dell’evento, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, dirigenti sportivi e protagonisti del mondo dello sport e della cultura, è stato conferito un riconoscimento speciale a Claudio Ranieri. L’allenatore, visibilmente emozionato, ha espresso tutta la sua soddisfazione per il premio ricevuto, sottolineandone il valore simbolico: «Questo premio ha significato tanto per me e mi ha reso orgoglioso di aver contribuito a far apprezzare l’Italia nel mondo. Io sono il più piccolo e vengo premiato, ma ci sono grandi campioni che hanno rappresentato il Paese nel modo migliore».

Ranieri ha poi ripercorso alcune tappe fondamentali del suo percorso umano e professionale soffermandosi in particolare sul legame profondo con la Roma e con lo Stadio Olimpico, luogo carico di ricordi ed emozioni. «Da ragazzo mi batteva il cuore solo quando venivo qui a vedere la Roma e pensavo se un giorno sarei riuscito a giocare in questo stadio. I miei sogni si sono realizzati e sono veramente soddisfatto di quanto fatto», ha raccontato, richiamando l’importanza dei sogni come motore di ogni carriera.

Alla domanda sui progetti futuri, il tecnico non ha mostrato alcun segno di stanchezza o appagamento: «Ne ho sempre. L’uomo che smette di sognare ha chiuso. Ne ho tanti da realizzare e bisogna lavorare duramente per raggiungerli». Parole che riassumono una filosofia di vita fatta di passione, sacrificio e continuo desiderio di migliorarsi.

In chiusura, non è mancato un riferimento alla Roma e alla clamorosa rimonta della scorsa stagione, simbolo di un gruppo unito e sostenuto dal proprio pubblico. «Ho avuto la fortuna di allenare ragazzi d’oro e di avere almeno 60mila persone a soffiarci dietro a ogni partita all’Olimpico. Lo avevo detto quando ero arrivato: da soli non ce l’avremmo fatta. I tifosi ci hanno spinto e incoraggiato ogni volta». Un tributo sentito a una tifoseria che, ancora una volta, ha dimostrato quanto lo sport sia soprattutto condivisione ed emozione collettiva.