Kone, gol e ripartenze, Dybala resta in dubbio

Manu Koné è tornato. Non solo in campo, ma anche a segnare sebbene parliamo solo di un’amichevole
infrasettimanale. Ieri a Trigoria, infatti, il francese è stato protagonista nel 4-0 rifilato all’Atletico Lodigiani (serie D) con un gol e quegli strappi che tanto erano mancati alla Roma nelle ultime quattro partite. Le altre reti sono state di Neil El Aynaoui (doppietta) e il giovane
Mattia Della Rocca. (…) Test superato anche da Angelino, che ormai è vicino al ritorno in campo. Permangono ancora dubbi, invece, sulla presenza di Paulo Dybala. L’argentino ieri ha svolto ancora lavoro differenziato nonostante l’esito negativo fatto registrare
nei giorni scorsi dagli esami al ginocchio. Gasp conta di averlo (…) a pieno regime nel big match contro la Juve. Discorso simile per Hermoso. (…) Ferguson ha avuto una ricaduta alla caviglia sinistra nei giorni scorsi e sta valutando con lo staff medico il da farsi. (…) Mentre Wesley dovrebbe osservare un turno di riposo dopo la contusione alla caviglia rimediata a Napoli.

(gasport)

“Ti amo anche se vinci”, il nuovo libro di Tonino Cagnucci

Venerdì 13 febbraio al Roma Club Testaccio è stato presentato “Ti amo anche se vinci”, il primo volume de L’Enciclopedia Romanista firmato da Tonino Cagnucci e pubblicato da Il Romanista Edizioni.

L’opera, pensata come un grande atto d’amore verso la Roma e i suoi tifosi, non è un semplice libro di partite e risultati: al centro c’è la passione per il club. Cagnucci presenta un’opera pensata per ogni generazione di tifosi, ribadendo come l’amore per la Magica non cambi neanche con una vittoria, “Se perde, amiamo la Roma come si fa con un figlio in difficoltà, ma se vince l’amiamo lo stesso“.

Affiancato da ex romanisti (Stefano Impallomeni e Ubaldo Righetti) e studiosi, l’autore traccia un percorso che fonde vittorie sportive e trionfi del tifo, raccontando come i sostenitori abbiano contribuito a rendere indelebile la storia giallorossa.

Nei capitoli si alternano le partite in cui la Roma ha sollevato trofei e quelle in cui la magia è venuta dagli spalti. Un nuovo viaggio nella cultura romanista, capace di unire storie, ricordi e sentimento in un unico, appassionato inno alla gioia di essere tifosi.

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Hallgrimsson (ct Irlanda): “Ferguson? Si aspetta di essere in squadra”

Il futuro di Evan Ferguson sembra guardare verso il ritorno in campo nonostante il recente infortunio alla caviglia, con l’attaccante irlandese che potrebbe essere disponibile per la sfida contro la Cremonese.

In conferenza stampa, Heimir Hallgrimsson ha fatto il punto sulle condizioni dell’attaccante giallorosso: “Non abbiamo ricevuto alcuna lamentela. Ha lavorato con l’équipe medica ed è tornato sull’erba, quindi spera di essere in squadra nel fine settimana. Si aspetta di essere in squadra, è quello che pensa. Ogni giocatore irlandese vorrebbe giocare in queste partite.

Il Ct dell’Irlanda ha inoltre sottolineato l’importanza del classe 2004 per la sua nazionale: “È stato fondamentale per i nostri gol e per il nostro rendimento; lo chiameremo e lo valuteremo, ma siamo certi che sarà pronto”.

UEFA, Rosetti: “Il VAR deve correggere errori chiari. Simulazioni? Ciò che si vede in tv è diverso dalla percezione dell’arbitro”

In vista della fase a eliminazione diretta delle competizioni europee per club, Roberto Rosetti, direttore arbitrale dell’UEFA, ha tracciato, durante una conferenza stampa, le linee guida per gli ufficiali di gara per il prosieguo della stagione.

Al primo posto tra gli obiettivi indicati da Rosetti c’è la tutela dei giocatori, con particolare attenzione alle situazioni di gioco rischiose, “Continueremo a essere rigorosi“, ha detto. “L’attenzione è sempre rivolta alla tutela dei giocatori“.

Inoltre Rosetti ha ribadito l’importanza del VAR solo per correggere “errori chiari e ovvi”, cercando di evitare interventi su dettagli minimi che rallentano il ritmo del gioco, dicendo: “Dobbiamo ricordare perché è stato introdotto il VAR. È stato creato per correggere. La tecnologia è eccellente per decisioni oggettive, come il fuorigioco, ma per i giudizi soggettivi dobbiamo essere cauti, perché quando analizziamo piccoli dettagli stiamo rallentando il gioco“.

Altro tema centrale affrontato dal direttore arbitrale è quello delle simulazioni in campo: i direttori di gara devono saper distinguere, per quanto difficile, soprattutto in tempo reale, tra contatti reali e simulazioni, “Ciò che vediamo in televisione non è sempre ciò che vede l’arbitro in campo“, ha spiegato, sottolineando come angoli, prossimità e velocità influenzino la percezione.

Si è parlato anche dei falli di mano, chiarendo i criteri interpretativi per distinguere tra gesto volontario e movimento naturale. L’attenzione resta sull’intenzione del calciatore, sulla posizione di braccia e mani, valutando se siano in linea con il movimento del corpo e sulle situazioni dinamiche, come cadute o contrasti, in cui un tocco può risultare inevitabile. Agli arbitri viene quindi richiesto di analizzare contesto, postura e dinamica dell’azione prima di prendere una decisione.

Infine, l’ex arbitro italiano ha sottolineato i progressi nel rapporto tra arbitri e capitaniSiamo molto contenti di questo“, ha detto. “Si tratta di rispetto e di tutela dell’immagine del gioco“. Parlando di protocolli volti a migliorare rispetto, chiarezza e dialogo, per rendere il gioco più fluido e coerente su scala continentale, facendo si che gli arbitri “parlino lo stesso linguaggio tecnico“.

Il briefing ha avuto luogo poco dopo l’annuncio dei nuovi UEFA Referee Awards, che premieranno i migliori arbitri uomini e donne in tutte le competizioni UEFA. “Questi premi hanno lo scopo di sostenere l’arbitraggio, sottolineare quanto sia impegnativo questo lavoro e celebrare l’eccellenza nella nostra comunità“, ha affermato Rosetti.

Hala Madrid!

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Dall’indulgenza perpetua, all’asticella delle aspettative che si impenna come se la Roma fosse il Real Madrid. C’è stato un tempo in cui si giustificava la Roma che, forte di calciatori che poi sarebbero andati nei top club, le buscava dalle big senza mai creare pensieri all’avversario. Oggi, invece, se in totale emergenza strappa un punto in casa dei campioni d’Italia, per quanto pure loro in difficoltà, le bocche si storcono. E, strisciante strisciante, si spargono dubbi sulle capacità di Gasperini. Tutti gli allenatori sbagliano, chiunque ha imprecato al momento della sostituzione di Malen, ma a freddo è obbligatorio considerare che dietro Malen c’è veramente poco, che il tecnico deve gestirlo, e che Gasperini aveva pienamente ragione nel definire Vaz un calciatore di talento ma di prospettiva. Però Vaz è costato 25 milioni quindi si presuppone che possa essere già utile, anche se in campo sembra davvero un gigante con la testa da bambino che diventerà adulto grazie all’esperienza che oggi non può avere. Quindi l’allenatore per dare respiro al suo attaccante più forte, deve per forza fare entrare il suo costoso vice. Ma se ne avesse avuto uno più esperto, Vaz avrebbe continuato a guardare la partita dalla panchina. Troppe pretese? Certo. Ma se si pretende che Gasperini sbanchi Napoli e batta ogni big, bisogna essere altrettanto esigenti con il club a sessioni di mercato aperte. Oppure si prende per buono il punto di Napoli e si guarda con fiducia a un campionato in cui la Roma sta crescendo, finalmente, anche negli scontri diretti. La Roma quarta in classifica, non la Roma settima che tenta la rimonta con l’affanno. L’autore di questa stagione più che buona resta l’allenatore, l’arma che a gennaio ha rafforzato la squadra, Malen, l’ha costruita il vice presidente (lo ha detto Gasperini), perché se non ci fosse stato il guizzo per l’olandese, con Dovbyk e Ferguson improduttivi e inutilizzabili, il peso dell’attacco graverebbe tutto sulle spalle del bambino Robinio Vaz, perché la Roma si stava incartando anche a gennaio. Difficile essere smentiti. Perché non sono verità svelate da inchieste esclusive. È una semplice ricostruzione dei fatti. Che dovrebbero regalare più equilibrio nei giudizi. Perché c’è una via di mezzo fra l’indulgenza di qualche anno fa quando si facevano le carezze sulla testa di una squadra di alto livello che veniva mangiata viva dalle big, e le pretese di oggi per una squadra che non è più forte di Inter, Milan, Napoli e Juventus e che oltretutto ha l’attacco decimato. Basterebbe ricordare che quando la Roma ha la maglia bianca, la indossa perché gioca in trasferta. Non perché sia il Real Madrid. E pensare che spesso le aspettative vengono artatamente alzate. Perché se creo aspettative eccessive, sarà più facile addebitare colpe all’allenatore.

TORRI: “A Napoli due punti persi” – PRUZZO: “Uscito Malen si è evidenziata una difficoltà tecnica della Roma”

Il pareggio di Napoli lascia l’amaro in bocca e alimenta i dibattiti sulle radio romane. Tra gli opinionisti c’è chi, come Piero Torri, non ha dubbi nel considerare il risultato una grande occasione persa: “Il bicchiere è mezzo vuoto, per me sono due punti persi”. L’analisi di Roberto Pruzzo si concentra invece su un momento chiave della partita, individuando un prima e un dopo l’uscita del centravanti giallorosso: “Dal momento in cui è uscito Malen si è evidenziata una difficoltà tecnica dei giallorossi”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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È stata una bella partita, non pensavo che Napoli e Roma potessero esprimersi così bene considerando tutte le assenze. Dal momento in cui è uscito Malen si è evidenziata una difficoltà tecnica dei giallorossi (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Roma e Napoli hanno perso una buona occasione per staccare ancora di più la Juventus (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Entusiasmato da Malen e dal suo modo di calciare il rigore, era certo di segnare (MARIO MATTIOLIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Malen sta facendo cose eccezionali considerando il poco tempo avuto a disposizione per adattarsi. Sta sorprendendo anche Gasperini, probabilmente nemmeno lui si aspettava che potesse fare così bene sin da subito (STEFANO AGRESTIRadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Non capisco molto il cambio di Malen, ma parliamo di sensazioni sul campo e decisioni prese sul momento. Si era infortunato Wesley e aveva un solo slot a disposizione, secondo me Gasperini è andato un attimo in confusione (GIANLUCA PIACENTINI, Retesport, 104.2)

Il vero rimpianto è non aver chiuso il primo tempo in vantaggio, la Roma lo avrebbe assolutamente meritato. Il gol del 2-2 è inaccettabile per le modalità con cui arriva (MARCO VALERIO ROSSOMANDOMana Mana Sport, 90.9)

Pareggio che sta bene a entrambe le squadre per ciò che si è visto in campo. Cambi sbagliati? Gasperini aveva quelli… (MATTEO CIRULLIMana Mana Sport, 90.9)

La Roma difende troppo male sul secondo gol del Napoli… (GABRIELE CONFLITTIMana Mana Sport, 90.9)

Il bicchiere è mezzo vuoto, per me sono due punti persi (PIERO TORRIMana Mana Sport, 90.9)

Ora c’è la sensazione che la squadra negli scontri diretti abbia cambiato approccio e modo di giocare. Malen? Non l’avrei mai tolto (DANIELE CECCHETTIMana Mana Sport, 90.9)

Soulé? Come se non fosse mai entrato in campo (GABRIELE TURCHETTIMana Mana Sport, 90.9)

Le sostituzioni non hanno funzionato. Per come si era messa la partita, la Roma ha buttato due punti (ANTONIO FELICI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Il cambio di Malen è da bocciare. Il Napoli in panchina aveva giocatori più pronti di quelli della Roma (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

La Roma doveva vincere e ha sprecato un’occasione enorme. Celik e Mancini hanno sbagliato la partita (UGO TRANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Wesley infortunato, ora gli esami alla caviglia

Già nel riscaldamento Wesley aveva accusato un fastidio muscolare. (..) Poi il brasiliano ha stretto i denti, ha giocato e nel secondo tempo è andato a conquistarsi il rigore. Proprio il contrasto con Rrahmani però l’ha costretto al cambio: è uscito zoppicante per un movimento innaturale della caviglia, ora da verificare con gli esami.

(corsera)

È la Roma di Malen

La Roma è in zona Champions. Da sola al quarto posto: più 1 sulla Juventus, scivolata al quinto dopo il ko a San Siro. C’è, però delusione per il pari (2-2) dal Maradona: giallorossi due volte avanti e sempre raggiunti. Ma Gasperini sa di aver trovato il giocatore che nella volata finale può fare la differenza: Malen. (…) Una rete per tempo, bellissima la prima su tocco dalla destra di Zaragoza, preziosa la seconda della ripresa, trasformando il rigore conquistato da Wesley. Prestazione sontuosa per arricchire il raccolto: 5 gol in 5 partite. (…) Batistuta, da debuttante in giallorosso, ne fece 6 nelle prime 5. È quindi il migliore nell’era dei tre punti (1994-95). Malen, però, si piazza subito dietro.
«Sono deluso, meritavamo di vincere. È stata una bella serata per me, ma nel calcio vuoi vincere. Comunque sono felice di aver scelto la Roma e giocare da centravanti» chiarisce Don. Che non si è limitato alla doppietta. È stato protagonista nel tridente inedito con Pellegrini a sinistra e Zaragoza a destra. Ha trascinato la Roma, almeno fino a quando è rimasto in campo. Gasperini lo ha fatto uscire al 71. (…) Il giovane Vaz è ancora acerbo. Non ha inciso al centro del tridente schierato poi in corsa: Soulé fatica, colpa della fastidiosa pubalgia, e Venturino, probabilmente il meno spaesato, non ha esperienza a certi livelli. Gian Piero avrebbe voluto Don dall’inizio della stagione: «Malen ha le caratteristiche migliori per un attaccante. E completo, pericoloso, rapido, veloce, calcia benissimo, sa scambiare con i compagni. Calcia rigori e punizioni. (…) Sono 5 partite che è con noi, potremmo fare sempre meglio. Se poi riusciamo a recuperare Dybala, Soulé e anche El Shaarawy diventeremo ancora più competitivi. Non ho paura di dire che con Malen nel girone d’andata avremmo qualche punto in più. Ma questa squadra è cresciuta a livello di atteggiamento. All’andata abbiamo perso con le prime, cadendo nei finali. Nel ritorno è meglio: con il Milan e il Napoli abbiamo pareggiato e usciamo da questi scontri diretti con rammarico per il risultato, siamo andati vicini a vincere. Stavolta dovevamo sfruttare meglio alcune situazioni, ma finiamo le gare con tanti giovani in campo».

(corsera)

Super Malen illude la Roma, ma Alisson salva il Napoli e fa pari

Una mezza vittoria per il Napoli, una mezza sconfitta per la Roma. Per il sapore che lascia a Conte e Gasperini, per la classifica che ha disegnato questo 2-2 in ottica qualificazione Champions, per una squadra – la Roma – che ha visto sfumare l’aggancio al terzo posto e un’altra che invece se lo tiene stretto, con le unghie e con i denti. Grazie a un ragazzo brasiliano, Alisson, che ha scelto di far innamorare il Maradona al debutto in serie A. (…) Segno che sul mercato di gennaio, se si cerca, si puo fare bene. Vallo a dire alla Roma e a un Malen davvero incontenibile: cinque gol in cinque partite, qui a Napoli per due volte l’olandese ha spinto i suoi a mettere il muso avanti. Ma non è bastato. E la sua sostituzione, arrivata dubito dopo il rigore del momentaneo 1-2, ha spento la squadra di Gasperini: era davvero inevitabile?
La partita l’ha giocata meglio la Roma. Che l’ha aggredita nel vero senso del termine, baricentro alto dal fischio d’inizio e marcature mai così a tutto campo, come un rinforzo del marchio di fabbrica di Gasperini. L’idea era chiara: recupero palla e giocata immediata verso Malen, senza troppi intermezzi pubblicitari. Così del resto è nato proprio il gol che ha portato avanti la Roma, con Zaragoza una volta tanto poco innamorato del pallone e più della giocata rapita verso l’olandese: difesa del Napoli sorpresa, tempi perfetti e Gasp avanti.
La squadra di Conte è parsa quasi sorpresa dal ritmo giallorosso, al punto di essere costretta spesso a giocare la palla diretta verso Hojlund. (…) Il pallino l’ha tenuto la Roma, nel primo tempo, pure dal punto di vista dell’entusiasmo e della capacità di riuscire in quel che era stato preparato a tavolino. (…) Solo che quando incontri le grandi squadre non puoi permetterti un calo di tensione. Il Napoli s’è aggrappato a questo, dal 35′ in poi del primo tempo ha alzato di 15 metri la sua linea difensiva e ha portato a casa il pareggio, tanto cercato quanto baciato dalla buona sorte, con un destro di Spinazzola deviato da Pisilli. Segnale recepito, cosi Gasp ha convinto 1 suol all intervallo a tornare a spingere. Il Napoli sè via via allungato, la Roma invece con Wesley – pescato dal solito Malen — è andata a prendersi Il rigore del 1-2. Qui la mossa di Conte: dentro Alisson, messo dalla parte di un Mancini già ammonito a dare fastidio, Cosi e stato, fino al pareggio a 8 dalla fine e anche più avanti: la Roma del resto non ne aveva più, Vaz e Venturino più dannosi che utili. Gasperini si consola col +1 sulla Juventus e con Malen. «La mia Roma aveva bisogno di uno come lui, vedrete che farà sempre meglio». E Conte sorride: «Rimontare due volte non era semplice, al punti avremmo meritato noi. In queste ultime gare ci stiamo costruendo il futuro».

(corsera)

L’Atalanta vuole la Champions, Krstovic “Speriamo che vinca il Napoli”

L’aria è cambiata a Bergamo. L’arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta ha ridato slancio e convinzione a un gruppo che sembrava aver smarrito certezze durante la parentesi con Ivan Juric.

La Champions League non è più un miraggio. La Dea è ora a quattro punti dalla zona che vale l’Europa che conta, in attesa del risultato di Napoli-Roma che potrebbe rendere ancora più concreta la rincorsa.

A fotografare l’ambizione dello spogliatoio è stato Nikola Krstovic, intervenuto ai microfoni di DAZN dopo il successo contro i biancocelesti: “Siamo arrivati qui per fare tre punti, ora siamo a meno quattro. Speriamo che vinca il Napoli perché noi vogliamo andare in Champions. Vogliamo andare avanti, lavoriamo tanto”.