IL TEMPO – Contro Baroni non si passa. Due anni fa l’ultima vittoria di Gasperini contro il tecnico toscano che ieri all’Olimpico ha anche interrotto la striscia positiva della Roma che non perdeva dallo scorso 2 dicembre proprio contro l’Atalanta di Gasp che aveva interrotto la serie positiva anche lo scorso maggio. Lo scorso anno, sulla panchina della Lazio, Baroni aveva battuto il tecnico di Grugliasco a Bergamo dopo il pari dell’Olimpico mentre due stagioni fa col Verona strappò un pari in casa nerazzurra dopo il ko del settembre 2023 deciso da Koopmeiners. Non è bastata l’idea di provare a sorprendere senza centravanti in un’amara domenica per i colori giallorossi.
Autore: admin
Dietrofront Roma
IL TEMPO (L. PES) – Amara, brutta, inaspettata. Alla terza di campioato arriva la prima sconfitta della stagione giallorossa: dopo le prime due vittorie contro Bologna e Pisa Gasperini si ferma contro il Torino di Baroni nel caldo torrido del pranzo dell’Olimpico. Una prestazione nella quale è difficile salvare qualcosa tra scelte iniziali che non hanno pagato e una squadra senza ritmo né idee. Dopo i buoni segnali dei primi centottanta minuti ora per il tecnico di Grugliasco è tempo di analisi a una settimana dal derby contro la Lazio. Niente di drammatico o di irrisolvibile, sia chiaro. A metà settembre non è certo tempo di giudizi così come non lo era ad agosto. Un ko, seppur doloroso e non previsto non cambia il percorso di una squadra ancora tutta da modellare a immagine e somiglianza del suo allenatore e con delle carenze che il mercato non ha ripianato. I fari restano puntati sull’attacco, dove a parte la frizzantezza di Soulé (unico del reparto offensivo in gol nelle prime tre giornate) c’è poco da salvare. Certamente la scelta di Gasperini di partire senza punte e con El Aynaoui (comunque autore di una prova a tratti incoraggiante ma non sfruttato nel ruolo sulla trequarti) in aiuto ai due argentini è stata drammatica dal punto di vista della pro-duzione offensiva costringendo il tecnico al cambio all’intervallo. Resta il fatto che, Soulé a parte, l’ultimo gol di un attaccante è quello siglato da Dovbyk contro la Fiorentina lo scorso 4 maggio, poi niente più. Ferguson, ieri non al massimo della forma dopo la nazionale, aveva fatto bene con Bologna e Pisa ma non sembra avere la stoffa del nove da area piccola mentre Dovbyk continua a non convincere il tecnico. In attesa del rientro di Bailey (forse in Europa o direttamente col Verona), serve maggiore brillantezza in un reparto che ha balbettato parecchio in questo inizio. E non si può dire che Gasp non aveva avvertito. Contro i granata l’ex Atalanta ha confermato le scelte delle prime gare riproponendo il blocco difensivo con Hermoso sul centrodestra (sempre tra i più positivi) così come la mediana e gli esterni. L’esperimento per non dare punti di riferimento alla bestia nera Baroni, come detto, non ha dato alla Roma il brio che ci si attendeva. Squadra lenta, complice il gran caldo, e poco aggressiva. Soulé e Dybala provano a spaziare sul fronte offensivo ma non creano pericoli con gli uni-ci tiri verso la porta su calcio di punizione per entrambi (con la Joya che h accusato un risentimento alla coscia sinistra proprio dopo aver provato il tiro dalla distanza). Nella ripresa Gasp inserisce Ferguson e, a sorpresa, Baldanzi per Dybala ed El Aynaoui ma la musica non cambia. Soulé e Koné sembrano gli unici a ten-tare l’accelerazione ma il francese macchia la sua partita lasciando scappare Simeone sulla corsia di sinistra. Lo stesso che poi è andato a concretizza-re il vantaggio torinista, su ser-vizio di Ngonge, con un gran gol. Troppo morbida la difesa di squadra dei giallorossi, soprattutto con i centrocampisti che avrebbero potuto essere più aggressivi. Il tecnico ci prova con i cambi inserendo Pisilli, El Shaarawy e Celik, ma la musica non cambia. La Roma crea alcune buone occasioni col colpo di testa di Pisilli e due tiri di Soulé ed El Shaarawy ma è troppo poco per rompere il muro granata. La settimana del derby è forse la migliore per voltare pagina dopo la prima scivolata. Domenica c’è la sfida a Sarri e Gasp ora ha una sola missione in testa: trovare gol.
La Roma cade in casa dopo 10 mesi. Decide Simeone, l’attacco è spento
LEGGO (F. BALZANI) – La Roma cade in casa dopo 10 mesi e Gasp conosce il sapore amaro della prima sconfitta stagionale. Un ko inaspettato contro il Torino di Baroni, che ha perso una sola volta negli ultimi cinque anni contro il tecnico piemontese. A risolvere la sfida di mezzogiorno ci ha pensato dopo un’ora Simeone che da queste parti non è un cognome qualsiasi e che ha punito una Roma praticamente mai pericolosa fino a quel momento. Nel primo tempo Gasperini aveva deciso a sorpresa di tenere fuori sia Dovbyk che Ferguson lasciando a Dybala il peso dell’attacco con E Ayanoui e Soulè alle sue spalle. Una mossa che non ha portato benefici negli ultimi 30 metri dove la difesa a tre di Baroni ha avuto spesso la meglio. Il primo si è chiuso sullo 0-0 senza particolari sussulti. Nella ripresa Gasp ha mandato nella mischia Ferguson e Baldanzi, ma ad andare in vantaggio è stato proprio il Torino bravo ad approfittare di un errore di Koné a centrocampo. Poi ci ha pensato Svilar ad evitare due volte il colpo dello 0-2. La reazione? C’è stata negli ultimi minuti ma si è limitata a un colpo di testa di Pisilli parato da Israel e a un tiro spettacolare di Soulè terminato di poco a lato. Una frenata che preoccupa anche in vista del derby di domenica anche se Gasp non fa drammi: «Ci è mancato l’ultimo passaggio e lo spunto finale, ma globalmente è stata una partita giusta. Giocare a certe temperature non aiuta e bisogna sbagliare il meno possibile. Ci è mancata velocità e ritmo alto e contro squadre brave a difendere è dura poi infrangere il muro. Ma questo è l’onere quando provi a condurre la partita». Poi il tecnico svela il motivo del cambio di Dybala: «Paulo è stato molto attivo nel primo tempo insieme a Soulè. L’ho dovuto togliere per un piccolo problema (un risentimento alla coscia da valutare oggi, ndc) accusato dopo un calcio di una punizione, non sembra nulla di grave e spero di averlo domenica nel derby».
Qual è lo sport più pericoloso al mondo? Scopri la classifica 2025
Qual è lo Sport Più Pericoloso al Mondo? Scopri i Rischi Estremi delle Discipline più Estreme
Quando viene fatta menzione degli sport, viene subito alla mente la parola benessere, passione e diletto, ben sapendo che essa non deve intendersi in modo generico e niente affatto identità e che non tutti gli sport si equivalgono: vi sono discipline, infatti, che con sé portano un alto tasso di pericolo, e pertanto sono classificate tra le più pericolose del mondo. Qual è lo sport più pericoloso al mondo, quali sono le condizioni che lo rendono tale, a quali altri sport si cede il primato in fatto di infortuni e di letalità? È ciò che verrà alla svelta in queste pagine.
Per chi è interessato a seguire queste discipline da una prospettiva statistica o competitiva, i siti italiani scommesse Marathonbet, insieme a Betflag, Bwin ed Eurobet, offrono una panoramica interessante di eventi e quote sui principali sport estremi.
🔺 Cosa Rende uno Sport “Pericoloso”?
Prima di entrare nel dettaglio della classifica, è utile definire i criteri che portano uno sport ad essere considerato pericoloso:
- Tasso di infortuni (lesioni gravi o permanenti)
- Tasso di mortalità
- Condizioni estreme (altezza, velocità, contatto fisico, condizioni climatiche)
- Assenza di protezioni o supporti medici immediati
- Richiesta tecnica elevata e margine minimo di errore
🏆 Qual è lo Sport Più Pericoloso al Mondo?
Secondo la maggior parte degli studi condotti da enti sportivi, compagnie assicurative e riviste scientifiche, l’alpinismo ad alta quota (o arrampicata estrema) è lo sport più pericoloso al mondo.
Perché?
- Il tasso di mortalità nelle spedizioni in Himalaya è compreso tra l’1% e il 6% (Everest incluso).
- Rischi legati a valanghe, congelamento, edema cerebrale da altitudine, cadute e imprevedibilità meteorologica.
- Tempi di soccorso lunghi o inesistenti.
- Richiede una preparazione fisica e mentale estrema.
🧗♂️ 1. Alpinismo Estremo / Arrampicata su Roccia
- Tasso di mortalità: fino al 6% nelle spedizioni himalayane
- Fattori di rischio: cadute, carenza di ossigeno, ipotermia, disorientamento
- Esempi celebri: Monte Everest, K2, Annapurna
L’alpinismo non è solo uno sport, ma una sfida con la natura e i propri limiti. Ed è proprio questo che lo rende letale per molti.
🏍️ 2. Motociclismo (MotoGP, Enduro, Motocross)
- Tasso di infortuni: altissimo, soprattutto fratture multiple
- Rischi: collisioni ad alta velocità, perdita di controllo, incidenti in curva
- Esempio estremo: Isle of Man TT, con più di 250 morti nella storia
Il motociclismo è uno sport spettacolare e seguito, ma dietro la velocità e l’adrenalina si nasconde una lunga lista di incidenti gravissimi.
🪂 3. Base Jumping / Paracadutismo Estremo
- Tasso di mortalità: circa 1 su 2.300 salti nel base jumping
- Pericoli: apertura tardiva del paracadute, errori di calcolo, impatti con ostacoli
- Differenza con il paracadutismo classico: si salta da edifici, ponti, scogliere – molto più basso, meno margine per errori
Il base jumping è tecnicamente illegale in molte nazioni proprio per l’elevatissimo rischio. È uno sport per pochi esperti… e molto fortunati.
🏄 4. Surf Estremo / Big Wave Surfing
- Rischi: annegamento, impatto con scogli, onde di oltre 15 metri, squali
- Zone pericolose: Nazaré (Portogallo), Teahupo’o (Tahiti), Mavericks (California)
- Esempio: onde che possono pesare fino a 400 tonnellate
Anche se visivamente affascinante, il surf su onde giganti è una delle attività acquatiche più rischiose in assoluto.
🥊 5. Boxe / MMA
- Lesioni comuni: trauma cranico, fratture ossee, emorragie interne
- Effetti a lungo termine: encefalopatia traumatica cronica (CTE), disturbi neurologici
- Fattori di rischio: colpi ripetuti alla testa, disidratazione, knockout
La boxe professionistica è da decenni nella lista degli sport più pericolosi. Gli studi dimostrano che molti pugili vanno incontro a danni cerebrali irreversibili.
🏇 6. Equitazione / Corse Ippiche
- Tasso di infortuni: altissimo tra i fantini
- Rischi: cadute da cavallo a velocità elevate, calpestamenti, paralisi
- Statistica: la probabilità di cadere in una corsa di cavalli è di 1 su 6
Lo sport può sembrare elegante e controllato, ma i rischi sono enormi, sia per il cavallo che per il cavaliere.
🚗 7. Formula 1 / Rally / Motorsport
- Rischi: incidenti a 300 km/h, incendio, collisioni multiple
- Progressi: oggi è più sicuro rispetto al passato grazie all’Halo e altri dispositivi
- Storia: nel solo decennio ’60-’70, morivano decine di piloti ogni anno
Nonostante le migliorie tecnologiche, le corse automobilistiche restano estremamente pericolose. Basta un errore o una rottura meccanica per trasformare una gara in tragedia.
⛷️ 8. Sci Estremo / Freeride / Snowboard Fuoripista
- Rischi: valanghe, fratture, impatti con alberi, perdita di orientamento
- Tasso di mortalità: relativamente alto in freeride e heli-skiing
- Zone pericolose: Alpi, Alaska, Caucaso
Chi pratica sci estremo affronta pendii ripidissimi, neve instabile e condizioni meteorologiche imprevedibili.
🛹 9. Skateboard Estremo / Downhill Longboard
- Rischi: fratture multiple, traumi cranici, incidenti stradali
- Modalità più rischiosa: Downhill (discese a 80-100 km/h su strada aperta)
Sebbene venga spesso associato ai giovani e alla cultura urbana, lo skateboard estremo può essere mortale.
🤿 10. Immersioni Estreme / Apnea Profonda
- Rischi: narcosi da azoto, barotraumi, blackout, embolia
- Disciplina più estrema: apnea no limits
- Record: più di 200 metri di profondità in apnea… senza bombole!
Il minimo errore può essere fatale in immersioni profonde, dove i soccorsi sono impossibili e i tempi di reazione inesistenti.
📊 Confronto tra Sport Pericolosi: Infortuni vs Mortalità
| Sport | Tasso di Infortuni | Tasso di Mortalità (stimato) |
| Alpinismo estremo | Medio-alto | Fino al 6% per spedizione |
| Base Jumping | Basso | 1 su 2.300 salti (~0.04%) |
| Motociclismo (TT) | Altissimo | 1 ogni 2-3 anni |
| Boxe / MMA | Altissimo | Basso ma danni cerebrali elevati |
| Formula 1 / Rally | Medio-alto | <1% ma sempre potenzialmente fatale |
| Sci / Snowboard estremo | Medio | Valanghe frequenti |
🎯 Conclusione
Qual è lo sport più pericoloso al mondo?
In base ai dati raccolti sul fronte degli infortuni, delle condizioni ambientali e dell’incidenza dei tassi di mortalità, è proprio l’alpinismo alle estreme, seguito allo stesso titolo dal base jumping, dal motociclismo da corsa, dalla boxe, dal surf alle bande gigantesche a contendersi il dubbio privilegio di primato. E sempre sarà sottile, sottile, la linea che distacca l’adrenalina dalla tragedia.
Gli sport estremi hanno fascino più che uno, ma ricordano anche quanto importi ai giovani il doppio dovere della sicurezza e della preparazione, del rispetto del rischio.
Verso il derby, il successo in casa laziale manca da ben 8 anni!
Domenica 21 settembre alle ore 12.30 andrà in scena lo Stadio Olimpico di Roma il classico derby tra Lazio e Roma, valido per la Serie A. Negli 81 precedenti giocati in serie A con la Lazio in casa, il bilancio è equilibrato: 27 vittorie biancocelesti, 29 pareggi e appena 25 successi giallorossi. La media gol è relativamente bassa, 2,31 a partita, a dimostrazione di sfide spesso tattiche e intense.
La squadra giallorossa arriva alla stracittadina dopo la sconfitta interna contro il Torino, decisa da un bellissimo gol di Simeone. Questo ko ha evidenziato qualche limite offensivo come un po’ evidenziato anche nelle prime due giornate, considerando che entrambe le vittorie sono arrivate con lo stesso punteggio di 1-0. Le scommesse sulla Serie A indicano un match equilibrato: la vittoria della Lazio a 2,75, il successo della Roma a 2,55 e il pareggio a 3,15. Numeri che sottolineano quanto la “trasferta” non sarà semplice per i giallorossi, chiamati a sfruttare la qualità dei singoli e la solidità difensiva per strappare punti.
L’ultimo successo della Roma in trasferta risale al 4 dicembre 2016, quando Strootman e Nainggolan condussero i giallorossi al 2-0, chiudendo uno straordinario tris di vittorie di fila. Da allora, la Lazio ha vinto quattro volte e altrettanti match sono terminati in pareggio, con la Roma capace di segnare appena quattro reti. Un dato che evidenzia come l’Olimpico sia un terreno difficile per la squadra di Gasperini, che dovrà trovare soluzioni offensive efficaci contro una Lazio sempre pronta a chiudere gli spazi.
La Lazio arriva al derby dopo due sconfitte in trasferta: il ko di Como all’esordio e quello a Sassuolo di domenica, successivamente al netto 4-0 inflitto al Verona, hanno messo in luce qualche difficoltà esterna. La Roma, invece, pur perdendo contro il Torino, ha palesato ancora qualche limite, soprattutto nella manovra offensiva e la tifoseria giallorossa attende con impazienza il “calcio champagne” del Gasp ammirato per anni all’Atalanta.
Il derby sarà inevitabilmente una partita tattica e fisica, con entrambe le squadre attente a non scoprirsi. La Roma dovrà fare leva sui propri uomini chiave, con qualità tecnica e capacità di sfruttare le ripartenze, mentre la Lazio cercherà di imporre ritmo e pressione. Un match equilibrato e dal grande fascino, che promette emozioni e momenti di alta intensità fino al triplice fischio.
Milan-Bologna 1-0: la risolve Modric con un guizzo al 61′
Un lampo di classe di Luka Modrić regala al Milan una vittoria di misura contro il Bologna. A San Siro, nella gara valida per la terza giornata di Serie A, i rossoneri si impongono per 1-0 grazie alla rete del centrocampista croato arrivata al 61′ minuto. Il guizzo del Pallone d’Oro è bastato per spezzare l’equilibrio di una partita combattuta.
Sassuolo-Lazio, Marusic: “Dobbiamo vincere il derby per la nostra gente”
Sconfitta per la Lazio contro il Sassuolo, ma Adam Marusic è già proiettato al derby contro la Roma. Intervenuto ai microfoni di DAZN al termine del match, il terzino biancoceleste ha lanciato un messaggio ai tifosi e alla squadra: “Voglio ringraziare tutti i tifosi che sono venuti qui. Al derby non deve mancare nulla, dobbiamo vincere per tutti noi e la nostra gente”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo parlato molto, non dobbiamo cercare alibi sul mercato e giocare ogni partita come se fosse l’ultima. Conosciamo Sarri e non è cambiato nulla”.
Sassuolo-Lazio, Ianni (vice di Sarri): “Brutto inizio, il derby è l’occasione per farci perdonare”
In casa Lazio, dopo la sconfitta per 1-0 contro il Sassuolo, si guarda già al derby come un’occasione di riscatto. Il vice allenatore Marco Ianni, nel post-partita ha analizzato il momento difficile della squadra al posto di Sarri, e ha indicato la sfida con la Roma come un’occasione ideale per una reazione: “Due sconfitte in tre partite non vanno bene. Il derby? Si prepara da solo a livello di motivazioni, abbiamo la possibilità di farci perdonare questo brutto inizio e quindi dobbiamo vederla come un’opportunità. Il popolo la aspetta tutto l’anno, dobbiamo ripagare la fiducia che ci ha dato”.
Domenica amara: la Roma spreca, il Torino vince 1-0. Si ferma Dybala. Massara: “Non si fa tutto in una sessione”. Femminile in semifinale di coppa
Una domenica amara per la Roma di Gian Piero Gasperini, che incassa la prima sconfitta stagionale. All’Olimpico, davanti a oltre 62.000 spettatori, i giallorossi cadono per 1-0 contro il Torino, pagando a caro prezzo la scarsa concretezza sotto porta, come testimoniano i 22 tiri effettuati senza trovare la via del gol. A complicare ulteriormente la giornata è arrivato anche l’infortunio di Paulo Dybala, uscito per un risentimento muscolare che tiene in ansia i tifosi in vista dei prossimi impegni.
Nel pre-partita le parole del ds Massara e di Ndicka; nel post-partita, le analisi di Gasperini e Cristante, che hanno commentato una prestazione sottotono, con lo sguardo già proiettato al derby che la sconfitta odierna rende ancora più carico di pressione. A regalare un sorriso in una giornata storta ci ha pensato però la Roma Femminile, che ha travolto il Sassuolo per 3-0 volando in semifinale di Serie A Women’s Cup.
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(LR24 – Emanuele Grilli)
Instagram, Cobolli e la sua Roma ideale: “Ho iniziato a giocare per De Rossi, è il mio idolo” (VIDEO)
Il tennista e noto tifoso giallorosso Flavio Cobolli, ai microfoni di Rai Sport, si è prestato a un gioco per costruire la sua Roma “All Time”, dovendo scegliere il giocatore preferito tra due possibilità. Messo di fronte alla scelta finale tra Daniele De Rossi e Francesco Totti, il tennista ha ammesso la difficoltà: “Questa è la domanda che nessun romanista vorrebbe sentirsi fare”. Alla fine, però, ha preso una decisione di cuore, spiegandone le ragioni personali: “Vedere Totti in campo è la cosa più emozionante del mondo, però io sono nato con De Rossi, è il mio idolo, ho iniziato a giocare a calcio per lui. Quindi, come giocatore mi sento più De Rossi”.
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