Un derby bollente

[…] Il derby a Roma, si sa, è una partita diversa. Si studia tutto al dettaglio, dalla pretattica si scivola nella tattica, mossa per mossa: a volte un allenatore è costretto a snaturarsi. Eccola la parola chiave: snaturarsi. Anche se non è digeribile per i diretti interessati, che non accettano l’idea di modificare i propri principi pur di vincere. […] Ci sta che pure Gasp e
Sarri propongano qualcosa di diverso dal loro solito: la vittoria serve a entrambe e soprattutto, oggi, non è il caso di perdere, per nessuno. Per un volta conterà più il non essere che l’essere. Ma fatti i salvi principi, che non possono trasformarsi troppo. Il palleggio sarriano e le aggressioni gasperiniane, sono marchi di fabbrica. […]

Gasperini si ritrova con qualche problema di troppo: Dybala e Wesley non ci sono, Hermoso è debilitato, e l’esterno sinistro di attacco che non corrisponde al suo giocatore ideale. Snaturarsi (ci perdoni per il termine, Gasp) diventa quasi una necessità. Aggredire sì, ma dove, chi in particolare? La Lazio si muove dai piedi di Cataldi o Rovella, che non sono Jorginho. Ci sarà una “marcatura” dedicata al regista laziale? Probabilmente sì. Manca poco e sapremo. La figura di un centrocampista in più diventa quasi decisiva e si candida fortemente Pellegrini, che ha deciso il penultimo derby e che ora è con un piede più fuori che dentro. Quel lavoro non può farlo El Shaarawy, troppo attaccante; può farlo uno come Lorenzo, oppure Cristante, abituato a quel tipo di lavoro, o Pisilli, che è giovane, fresco e soldatino tattico al punto giusto. E’ facile pensare, dunque, che Gasp possa rinunciare a un calciatore più offensivo, lasciando la qualità della giocata nei piedi di Soulé, che appare quello più in forma, e Ferguson, preferito sulla carta a Dovbyk. Con il capitano (senza fascia) dietro a fare da schermo al regista laziale e imbucare l’at-taccante. La Roma dovrà stare attenta a non alzarsi troppo, proprio per non subire i lunghi cambi di gioco che la Lazio cercherà di imporre appena rubata la palla.[…]

(Il Messaggero)

Pellegrini è pronto. Gasp: “Va recuperato ma crediamoci tutti”

[…] Al debutto nella stracittadina, anche Gasperini, almeno dialetticamente, lascia il segno: «I derby che ricordi sono solo quelli che vinci. Quelli che perdi li dimentichi, quelli che pareggi non li ricordi nemmeno». Provate a dargli torto. E di perdere quello di oggi, all’ora di pranzo, il suo primo a Roma, il tecnico non ci vuole nemmeno pensare. Perché ancora non ha digerito il ko con il Toro («Continuo a pensare che non abbiamo giocato così male, poi non l’abbiamo preparata al meglio, questo sì»), figuriamoci presentarsi all’appuntamento che più conta in città e lasciare il passo all’amico/rivale SarriCi conosciamo da una vita, ci affrontiamo dal 2003 in serie C, abbiamo fatto la gavetta. Lui ha portato alcune squadre ad essere un esempio. Ci siamo conquistati tutto e ci siamo meritati questo derby di Roma»).

[…] L’umore di Gasp cambia soltanto quando gli viene chiesto di Pellegrini. […] Più di qualcuno storcerà il naso ma il tecnico considera lui e Dybala i due calciatori qualitativamente migliori della squadra. Con buona pace della rosa che la società ritiene significativamente più forte rispetto a quella che nella seconda metà della scorsa stagione era stata la migliore della serie A: «Per me tecnicamente Lorenzo è molto forte, ma a 29 anni deve diventare un atleta e correre. Vale il discorso per Dybala. A livello fisico è fuori da mesi ma ora sta bene e potrebbe anche giocare dall’inizio o in corso d’opera. Gattuso lo aspetta ma serve un altro tipo di rendimento ora. Ma se ormai è inviso alla piazza e alla società come posso recuperarlo? A me serve e proverò a farlo, ma dovremmo farlo tutti quanti insieme altrimenti diventa un problema e punto, su un altro giocatore». Bastone e carota. Per tutti. Per Lorenzo che è forte ma deve correre di più e meglio, ma soprattutto per il club e per la piazza che devono credere al recupero di un calciatore che può diventare fondamentale. Co-sì, se – come sembra – dovesse schierarlo oggi dal 1’ (l’alternativa è con Pisilli; terza opzione Cristante alto e El Aynaoui dietro. […]

Perché Gasp è un uomo intelligente. E pur non derogando ai suoi principi fondamentali ha capito che oggi, aspettando i ritorni di Bailey e Dybala, è lui a dover fare un passo in avanti a favore della squadra e non viceversa: «Dovrò uscire dalla mia zona di comfort – ammette – di un certo tipo di calcio che riuscivo a fare con un determinato tipo di rosa. Dovrò trovare anche altre strade pur mantenendo i miei principi di avere una squadra propositiva che ottiene risultati attraverso il gioco. Non mi snaturo, ma devo adeguarmi». Così l’idea per sorprendere Sarri è quella di riproporre una formazione stile Everton in estate con un trequartista (che avrebbe il compito di andare in marcatura sul regista della Lazio) e due attaccanti. Anche se la penuria di gol, non dipende solo dal reparto avanzato: «La fase offensiva viene fatta da tutti, non è solo colpa degli attaccanti. Quindi tutti dovranno fare meglio a partire dalla fase di disimpegno dietro. Altrimenti sarebbe troppo facile». […]

(Il Messaggero)

Wesley non ce la fa, Lorenzo si scalda

Nella sfida più attesa dell’anno Gasperini si gioca la carta Pellegrini, a quattro mesi di distanza dell’ultima gara ufficiale. Salvo sorprese dell’ultimo minuto sarà lui la grande novità della stracittadina. L’estate turbolenta è ormai alle spalle e il mercato di gennaio è lontano, quello di giugno ancora di più. Una mossa a sorpresa che per certi versi sembra ancora più sorprendente di quella di gennaio quando in panchina c’era Ranieri. Ma Pellegrini ha un feeling particolare con il derby, una sfida che negli ultimi anni ha fatto fatica a trovare un personaggio da copertina. Lorenzo, però, c’è riuscito in diverse occasioni. La prima nel 2018 con un gol di tacco sotto la Curva Nord, poi nel 2022 con un calcio di punizione da cineteca ed infine qualche mese fa, con un’altra magia. Tre reti, una più bella dell’altra.

Vinto il ballottaggio con Pisilli, un altro romano doc. Nella rifinitura di ieri Gasp ha sciolto gli ultimi dubbi e ha deciso di regalargli un’altra chance nel 3-4-1-2 che il tecnico ha intenzione di proporre in campo. Questa è la novità tattica. Un solo trequartista per dare fastidio a Rovella in fase di impostazione. […] Per Pellegrini quello di oggi potrebbe essere l’ultimo treno per riconquistare la fiducia del pubblico. Difficile, però, che una rete possa cambiare la sua situazione contrattuale. Ma non è questo il giorno per pensarci. […]

Nessun dubbio nelle altre zone di campo. Wesley è costretto ad alzare bandiera bianca a causa dei problemi gastrointestinali che lo hanno accompagnato per buona parte della settimana. Ieri non si è visto a Trigoria e non è nella lista dei convocati. Pronto al suo posto Rensch, El Shaarawy a partita in corso può trovare spazio sulla fascia destra.
Ha recuperato, invece, Mario Hermoso che ha superato […] il problema al polpaccio destro. Ma lo spagnolo andrà in panchina, al suo posto prima da titolare per Celik. Il terzetto difensivo sarà completato da Mancini e Ndicka. In porta Svilar. A sinistra Angeliño ha vinto il ballottaggio con Tsimikas. L’esterno greco ha dato risposte positive in allenamento ed il suo esordio da titolare è rimandato di qualche giorno. Mercoledì a Nizza toccherà a lui. In mezzo al campo la coppia Cristante-Koné, in avanti Ferguson e Soulé. L’argentino va a caccia del secondo gol consecutivo contro i biancocelesti per diventare il terzo giocatore nella storia giallorossa a segnare in entrambi i suoi primi due derby contro la Lazio in Serie A dopo Vincenzo Montella (tre tra il 1999 e il 2002) e Edin Dzeko (due nella stagione 2015/16). Inoltre, c’è un tabù da infrangere. La Roma non vince in casa della Lazio da ben 9 anni, l’ultima volta nel 2016 grazie alle reti di Strootman e Nainggolan. Un trend da invertire.

(Il Messaggero)

Sarri contro Gasperini: si alza la temperatura. Al derby è allarme ultrà

La curiosità di Gasperini il debuttante, la tensione di Sarri il veterano. Il derby romano ruota tutto intorno agli allenatori, i due tecnici più anziani della serie A e gli unici ad aver vinto in panchina una coppa internazionale, l’Europa League[…]. Filosofie di gioco opposte, sull’orario si ritrovano dalla stessa parte: «Questo caldo è un problema per i giocatori», sottolinea Gasperini. Pesante Sarri: «È una sconfitta del calcio e delle istituzioni, che evidentemente sono in difficoltà a mantenere l’ordine pubblico». Per evitare il solito, inaccettabile clima di guerriglia, mille agenti schierati, droni per controllare le zone a rischio e allarme per l’arrivo di ultrà stranieri e non solo.

In questo clima, gli allenatori provano a motivare i calciatori puntando su concetti eccessivi: «Se c’è una partita per cui vale la pena morire dal caldo è il derby», dice Sarri. […] Chissà se lo stress finirà per contagiare Gasperini: «Di sicuro, io e Sarri abbiamo fatto la gavetta e ora meritiamo di ritrovarci a giocare un derby così importante». Altro punto in comune, l’insoddisfazione per il mercato: Lazio bloccata dalla Covisoc, Roma dal Fair Play Finanziario e ora Gasp è costretto «a uscire dalla zona di comfort, quella legata a una rosa con certe caratteristiche». Non ha avuto il trequartista di piede destro richiesto, così è orientato a rilanciare Pellegrini: «Voglio recuperarlo, ma se è inviso a pubblico e società come posso riuscirci? lo ci proverò, ma dovremmo farlo tutti insieme altrimenti diventa un problema e allora punterò su un altro giocatore». Città in apnea: chi vince svolta, chi perde va in crisi, il pareggio non serve a nessuno ma fa respirare tutti.

(la Repubblica)

Pellegrini chiede spazio ma Gasp avverte la Roma: “Gioca solo se lo vuole il club”

La Roma arriva al derby, dopo una settimana di lavoro, con una domanda: Lorenzo Pellegrini può tornare titolare a quattro mesi dall’ultima partita? Nella conferenza stampa della vigilia, Gasperini mette il tema sul tavolo e fissa una cornice politica prima che tattica. L’allenatore della Ro ma si dice pronto a rilanciare l’ormai ex capitano, ma solo con un mandato condiviso: «Pellegrini? Pronto per giocare, ma se è inviso a piazza o società vado su un altro giocatore». Traduzione esplicita: niente crociate personali, l’operazione-Pellegrini si fa solo se club e tifosi la sposano. Decidiamo insieme, poi non si torna indietro.

Dentro questo perimetro, il tecnico alza l’asticella: «Devo guardare lo sviluppo della squadra, Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi dovevano andare via durante il mercato e sono rimasti e ora devo recuperarli». Gerarchie nitide: «Dovbyk deve fare molto bene, Pellegrini deve fare benissimo, Baldanzi deve fare bene». Il mercato è chiuso, finiti gli alibi: «Adesso ci sono 22-23 giocatori e bisogna tirare fuori il meglio nelle prossime partite». E sul derby: «Voglio vedere una squadra che sul piano del gioco, della corsa, faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima».
Poi il focus torna sul capitano giallorosso: pronto fisicamente e atteso alla prova del derby. «Per me è un giocatore potenzialmente forte, poi ci sono le prestazioni. È fuori da mesi, ma questa è una partita che va oltre e lui si sta allenando da tanto. Non ha problemi di inserimento nella squadra, ma non so quando sarà il momento. Fisicamente sta bene ed è pronto per giocare». Gasp lascia aperta ogni possibilità per oggi. Ma Pellegrini deve convincerlo: «Mi aspetto che oltre alle sue qualità diventi anche un atleta, un giocatore di alto livello. Ha potenzialità altissime e non so perché non è riuscito a mostrarle con costanza». […]

Senza Bailey e Dybala e con un El Shaarawy non brillantissimo, le soluzioni in alto a sinistra sono diverse: «Domenica scorsa ha giocato El Aynaoui in quel ruolo, ma forse ha bisogno di più tempo. Ma lì possono giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante, che fece 13 gol in un anno all’Atalanta». Criterio? La meritocrazia immediata: «Io devo recuperare tutti e guardo le prestazioni. Giocano dove ho bisogno». Riecco il Gasp politico: «Devo verificare una cosa: Pellegrini lo recupero io da solo? Va bene per la società e per il pubblico? Perché sennò… lui è un giocatore di livello, ma se ormai è inviso alla piazza o alla società non lo posso fare. Se lo recuperiamo perché ci serve, perché probabilmente a me serve il miglior Pellegrini, tutti insieme avremo un giocatore di livello. Altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore».
Alla vigilia della partita più attesa, Gasperini mette Pellegrini sulla rampa per riprendersi la Roma. Pretende però che il recupero dell’ex capitano sia un’operazione di sistema. Se l’ambiente si compatta, il tecnico si prende il rischio. Se prevale il sospetto, sceglierà un’altra carta. Perché la responsabilità è di tutta la Roma. E nei piedi del numero sette.

(la Repubblica Roma)

A pranzo c’è il derby, in 60mila all’Olimpico: allarmi, voglia di festa e spazio alla fantasia

Non è chiedere la luna, men che mai alle 12.30. È semplicemente pensare e sperare di andare a una festa senza ansia, preoccupazioni, rumori strani nelle orecchie che non siano gli inni e i cori di Lazio e Roma. E che negli occhi resti solo il calcio, lo sport, la festa appunto. Che non ci si avvii al solito […] lunedì di bilanci, di conti, di arresti e di denunce. Se uno slogan, uno solo, bastasse, potrebbe essere questo: fateci divertire. Anzi no: fateci “solo” divertire. In campo, sugli spalti, prima e dopo con gli sfottò. E fine, niente tensioni.

[…] La speranza è di godersela. Non sporchiamola. Perché è inutile far finta di nulla, si arriva a questo 21 settembre con un buon carico di tensioni. S’è capito anche dal botta e risposta che c’è stato in settimana tra Alessandro Onorato, assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda del comune di Roma, e Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, sull’orario di inizio di questa partita. Si gioca alle 12.30 perché il 13 aprile scorso Ponte Milvio divenne teatro di un accerchiamento delle forze dell’ordine: da una parte i violenti con la sciarpa biancoceleste, dall’altra quelli in giallorosso. […] Sta di fatto che già allora fu deciso che la volta successiva si sarebbe giocato di giorno per evitare che le tenebre favorissero i delinquenti.

«Scendere in campo alle 12.30 è una sconfitta del calcio e delle istituzioni — ha detto il tecnico della Lazio Maurizio Sarri – se per mantenere l’ordine pubblico si prendono queste decisioni, vuol dire che ci sono delle difficoltà». È che queste «difficoltà» non dovrebbero proprio aver ragione di esistere. Che l’unica fantasia intorno alla quale discutere dovrebbe essere quella dei giocatori. Questo Lazio-Roma non vale uno scudetto, oggi neppure un posto in Champions League. Sarri e Gasperini hanno problemi vari da affrontare e in generale per le mani non hanno organici di altissimo livello. Non ci sono, né da una parte né dall’altra, giocatori ufficialmente riconosciuti come campioni.

E l’avvio di stagione delle due squadre – più quello della Lazio che della Roma – in verità, è lontano dall’essere definito ottimale. È un derby di tensione anche sportiva, allora, non ci sono solo le preoccupazioni legate all’ordine pubblico. Se il divertimento va invocato, e probabilmente giusto chiederlo ai calciatori di maggiore fantasia. […] Gasperini non può non affidarsi a Soulé, in crescita esponenziale, uomo dell’oggi e del domani, in grado di far gol e dribblare, di decidere e inventare una giocata. Anche nelle grandi partite. E Lazio-Roma resta tale. Lo sarà sempre per questa città, al netto delle reali posizioni di classifica. Del resto, è così dal 1929, anno del primo derby. Della prima festa. E guai a rovinarla con immagini che non siano quelle delle bandiere.

(corsera)

Fateci solo divertire

Farà caldo, mạ speriamo che sia soltanto il sole a scaldare il derby delle 12.30.
Un orario scelto appositamente per controllare meglio le due tifoserie e prevenire
incidenti e scontri. In questi casi si abusa di slogan scaccia tensioni: «Fateci divertire», «Sia solo una festa di sport». Eppure mai come stavolta, in questo difficile e drammatico
momento storico, appare necessario ricordare a tutti che stiamo parlando solo di una partita di calcio. Sappiamo quanto a Roma il derby sia sentito e che impegno assoluto da parte dei calciatori venga preteso dai tifosi. Ma si scende in campo, non in guerra.
Quelle vere, purtroppo, le stiamo vedendo ogni giorno, tra la disperazione delle vittime innocenti.

Come il piccolo Yagoub, il bimbo palestinese con le gambe crivellate dalle schegge delle bombe di cui abbiamo raccontato la storia in questi giorni. Si capisce il senso di certi richiami sportivi a dare tutto, ma evitino anche i protagonisti di parlare di battaglia e di morire in campo: davvero stona. Lazio e Roma arrivano all’appuntamento
ammaccate, reduci da due sconfitte. L’auspicio è che la voglia di vincere prevalga sulla paura di perdere. Ai tecnici […] il compito di infondere coraggio alle proprie squadre scacciando il rischio di un derby troppo tattico, bloccato e nervoso. E se proprio non dovesse essere il campo a regalare emozioni, ci pensino i tifosi ma solo con le coreografie.

(corsera)

Coreografie in curva già da venerdì

Ci saranno più di 6omila spettatori all’Olimpico. E come al solito l’attesa è anche per le coreografie che metteranno in scena le due tifoserie. I preparativi sono iniziati già da venerdì pomeriggio: via al montaggio da una parte e dall’altra dentro le due curve. Stamattina i tifosi responsabili delle due tifoserie entreranno prima dell’apertura naturale dei cancelli […] per gli ultimi ritocchi dello spettacolo.

(corsera)

Il derby degli esperti, la lezione di Sarri e Gasperini

Esperti, chiamiamoli esperti. Che fa decisamente più elegante rispetto ad anziani o vecchi. Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini, anni 66 il primo e 67 il secondo, sono le facce di un derby di Roma che rischia più di togliere che di dare. E la carta d’identità conta: tra gli allenatori dei 5 campionati top d’Europa solo Manuel Pellegrini del Betis (72 anni) è più “datato”. […] Più che sui giocatori, meglio affidarsi alle panchine. A chi è al di sopra di ogni sospetto, almeno nei pensieri di Lotito e dei Friedkin.

[…] E sì che si gioca alle 12.30 per motivi di ordine pubblico, visti gli incidenti di aprile: 1500 agenti presidiano l’Olimpico già da ieri. Sarri e Gasp si sfidano da 20 anni. Il romanista cerca il gol 1000 di una sua squadra in A (è a 999), senza Dybala è tentato dal rilancio di Pellegrini («ma deve andar bene anche a club e tifosi») e da un cambio modulo. E vuole evitare che si torni a parlare di un mercato incompleto. Come? Con i tre punti. «Si ricordano solo i derby vinti – ha detto -. Non cambio i miei principi, ma devo tener conto delle caratteristiche della rosa, dovrò uscire dalla mia zona di comfort».

(corsera)

Derby della capitale: sfide e protagonisti del match più atteso

Il derby della paura. Può sembrare una definizione esagerata, visto che la partita che manda in tilt due tifoserie e un’intera città si gioca già alla quarta giornata. In realtà l’aria è esattamente quella. Da paura. Perché Lazio e Roma non possono proprio permettersi di perderla, questa partita. La prima perché è già in crisi dopo tre giornate e una sconfitta alimenterebbe non solo la contestazione contro Lotito, ma anche la sensazione di una stagione da vivere nell’anonimato. La seconda perché una caduta darebbe il via alle critiche nei confronti di Gasperini e contro la società che non ha saputo accontentarlo sul mercato.
Insomma le premesse per uno spettacolo piacevole appaiono soffocate dal caldo […] e dai timori, però attenzione, in panchina ci sono due maestri di calcio e in campo un po’ di talento è rimasto […]. Sarri di derby ne ha vinti 4 su 6, Gasperini è al debutto ma ha perfettamente capito la posta in palio, entrambi sperano nella vittoria della svolta. O nel pareggio della sopravvivenza.

Attrazione fatale. La trincea della vecchia scuola contro l’attacco di un centravanti rivoluzionario. Tradizione contro innovazione: gli opposti s’attraggono, pure in campo. E il derby romano si vince coi duelli. Castellanos da una parte, Mancini dall’altra. Due protagonisti uniti da un solo fattore comune: sono entrambi leader, ma senza la fascia da capitano. L’argentino comanda l’attacco biancoceleste, il toscano orchestra la difesa giallorossa. Cinque precedenti tra i due: tre volte in campionato (due vittorie per la Roma e due pareggi), una in Coppa Italia (Lazio vincente). […]

Amici contro, di nuovo. Guendouzi e Konè il derby lo sentono eccome, tanto da mettere da parte i buoni rapporti. Sorrisi con la Francia, meno quando si parla di Lazio-Ro-ma. Lo ha dimostrato la stracittadina d’andata della scorsa stagione (2-0 per i giallo-rossi), quando i due furono protagonisti di una dura lite dopo uno scontro di gioco. […] I due sono quelli che hanno visto di più il campo in queste prime tre giornate (287 minuti il giallorosso, 267 per il biancocelste), Gasperini e Sarri non possono fare a meno di loro. Concetto rafforzato dai numeri: entrambi registrano una media di 10 chilometri percorsi a partita, con i due francesi efficaci anche in fase di costruzione: Guendouzi segna un 88% per quanto riguarda la precisione dei passaggi, dall’altra parte Konè certifica un 91%. Praticamente entrambi i centrocampisti non buttano quasi mai la palla, mantengono il sangue freddo anche nei momenti più complicati. E questo al derby servirà eccome.

Incrocio pericoloso. C’è la storia di chi vive il derby come un tifoso e il presente di chi non l’ha mai provato. Romagnoli sfida Ferguson sul prato dell’Olimpico, dove passato e futuro s’incrociano nell’area di rigore. L’esperienza del centrale laziale (30 anni) contro la freschezza dell’attaccante romanista (20), perché i colpi dell’irlandese sono da big. Come il fisico, che gli permette di muoversi come il tecnico Gasperini comanda. Meglio del collega di reparto Artem Dov-byk, depennato, per il momento, dall’elenco dei titolari.
Nell’area laziale sarà muro contro muro: lo aspetta Romagnoli. […]

Un derby per rinascere, o per avere più certezze. Provedel e Svilar si avvicinano alla stracittadina con obiettivi diversi. L’inizio di stagione del biancoceleste è stato incoraggiante, vuole mettersi alle spalle l’anno passato in panchina. […]. Dall’altra parte, invece, Svilar è il punto di riferimento della Roma. La stracittadina è stata la sliding door del serbo, diventato titolare dopo il ko per 1-0 nel derby di Coppa Italia del 10 gennaio 2024 (in porta c’era Rui Patricio). Da quel momento parate su parate, con una percentuale di salvataggio del 77,8%, meglio del 96% dei pari ruolo nei cinque principali campionati europei. Numeri confermati anche in questa stagione, con una media di 2.7 parate a par-tita. Inoltre, con Svilar in porta, la Roma non ha mai perso contro la Lazio: due vittorie e un pareggio negli ultimi tre derby con il serbo tra i pali.

(la Repubblica)