Un incontro formale, senza sostanziali pasi avanti. Nella giornata di ieri Simonetta larlori, direttrice delle risorse umane dell’As Roma, e Stefano Ferrante, segretario di Stampa Romana, si sono seduti allo stesso tavolo negli uffici di Confcommercio a Koma. Al centro, la situazione dei quattro giornalisti trasferiti da Trigoria ai Roma Store nell’ambito della riorganizzazione aziendale del club. Il confronto non ha prodotto per ora una soluzione. Da qui la presa di posizione dell’Associazione Stampa Romana: «Maglie e gadget venduti da giornalisti negli store dell’A.S. Roma: non è una nuova trovata comunicativa della società calcistica, ma la surreale realtà». Il sindacato definisce «incomprensibile e inaccettabile» la scelta del club di destinare i quattro colleghi ai negozi «invece di collocarli, come naturale, nell’ufficio stampa».
Una decisione che, scrive Stampa Romana, «penalizza la professionalità dei giornalisti e danneggia la stessa azienda». Per il sindacato, insomma, la Roma non sta soltanto mortificando competenze costruite negli anni, ma rinuncia anche a risorse che potrebbero essere impiegate nella comunicazione del club. […]
È l’ultimo capitolo di una vicenda iniziata a fine maggio con la fusione di Soccer Srl in As Roma Srl e la riorganizzazione comunicata ai sindacati. Il piano ha coinvolto 98 dipendenti e ha previsto l’esternalizzazione di una parte del marketing, l’ingresso diretto del club nella gestione dei negozi e il trasferimento di numerose figure verso il retail. Dal primo luglio giornalisti, videomaker, creative producer e amministrativi hanno lasciato Trigoria per prendere servizio nei punti vendita come store assistant, supervisor o coordinator, mantenendo formalmente livello e stipendio ma cambiando radicalmente mansioni. Chi prima seguiva la squadra, realizzava interviste, immagini e contenuti oggi lavora tra casse, ordini, scatoloni e magliette. […]
(Repubblica)