L’ex diesse Salvatori a ruota libera «Castro alla Roma? Un vero affare»

IL RESTO DEL CARLINO – Castro alla Roma per 40 milioni e in direzione opposta Dovbyk che con la formula prestito. «È una di quelle operazioni che rafforzano la regola che ha sempre ispirato il mio agire da diesse: vendi, incassa e pentiti. Quindi si, per il Bologna lo giudico un buon affare».

Sono passati vent’anni da quando Fabrizio Salvatori veniva investito del ruolo di direttore sportivo per mano di Alfredo Cazzola: era l’agosto 2006 e quel Bologna l’anno prima era scivolato in B.

Salvatori, oggi quel ruolo è di Di Vaio.

«Che presi io nel 2008. Marco a Bologna ha trovato la dimensione giusta per rilanciarsi da bomber. E mi fa piacere che dopo essere rimasto oggi sia un dirigente importante del Bologna».

Sotto l’ala di Giovanni Sartori.

«lo ci metterei anche Claudio Fenucci: Fenucci, Sartori e Di Vaio sono un bel trio».

Il trio è appena passato all’incasso con la Roma.

«La prima domanda da farsi è: quaranta milioni è una valutazione importante? Sì, lo è. Seconda domanda: la volontà di Castro era quella di restare o quando è arrivata la proposta della Roma il ragazzo ha espresso la volontà di partire? Perché se è vera la seconda opzione a quel punto, di fronte a quell’offerta, non si riesce a resistere. E non ha nemmeno senso».

In cambio è arrivato Dovbyk: prestito con diritto di riscatto.

«Lo scorso anno l’ucraino non mi ha entusiasmato. È chiaro che le potenzialità per essere un grande attaccante le ha tutte, e lo ha dimostrato in carriera: ma a Bologna deve tornare a esprimerle».

Le ricorda qualcosa o qualcuпо?

«Mi ricorda l’operazione Di Vaio, che ad agosto prendemmo in prestito dal Genoa. Marco era reduce da una stagione così cosi e aveva bisogno di rilanciarsi: a Bologna trovò l’ambiente giusto».

Vendi, incassa e pentiti: è una regola che vale ancora?

«A maggior ragione nel calcio di oggi, che non naviga nell’oro. lo in carriera non mi sono mai pentito di aver venduto bene un calciatore: anche perché sapevo che stavo facendo solo l’interesse del mio club».

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Bologna, un muro per Ferguson. Betis, Atalanta e Roma su Lewis. Ma per la società non si muove

È partito Castro, Lucumi è conteso da Juventus e Como e sarà quasi certamente il secondo sacrificio dell’estate, ma non è finita qui. Si muove il mercato attorno a Lewis Ferguson e il Bologna e il giocatore sono chiamati a confrontarsi sulle prossime mosse. […]

Il Betis Siviglia bussa alle porte di Ferguson e dalla Scozia fanno sapere di una proposta da circa 20 milioni di euro più bonus. Ma non è finita. Oltre al Betis, Oltremanica riportano di interessamenti concreti, non ancora tramutati in proposte, da parte di Atalanta e Roma: quella Roma che con il Bologna ha appena chiuso il doppio affare Castro-Dovbyk e punta a cedere Konè per finanziare la seconda parte del mercato. Da Casteldebole nessuna smentita alle notizie, l’unica cosa che è filtrata al riguardo è che per i rossoblù il giocatore sia incedibile, alla luce della cessione già andata in porto (di Castro) e di quella alle porte (di Lucumi), tenuto conto che la dirigenza confida di trattenere Rowe, ma in caso di offerta superiore ai 40 milioni non potrebbe non sedersi al tavolo quanto meno ad ascoltare.

Ferguson è arrivato a Bologna per 1,8 milioni, 20 più bonus per arrivare a 25 sarebbero una bella plus valenza. Ma per il Bologna rinunciare allo scozzese significherebbe lanciare un segnale di passo indietro rispetto all’intenzione di lottare per l’Europa: quello che resta da capire è se il giocatore chiederà colloqui per provare ad aprire un tavolo di trasferimento o come nelle ultime stagioni andrà dritto per il proprio percorso a tinte rossoblu, come ha sempre fatto. […]

(Il Resto del Carlino)

Il mondo alla rovescia: da Dybala ai negozi, vertenza infinita alla Roma

Mattinata di sciopero nei Roma Store e alle 9 presidio dei lavoratori a Trigoria nel ritiro della squadra capitolina. Per i sindacati la richiesta è chiara: l’As Roma deve sospendere immediatamente il trasferimento di giornalisti, social media manager, addetti marketing e ticketing nella parte retail della società e riportare tutti a Trigoria, avviando un confronto secondo le norme come qualsiasi altra azienda italiana. La surreale vertenza dei 33 lavoratori di cui 4 giornalisti che dal 1 luglio si trovano a vendere magliette con qualifiche altisonanti ma solo formali rischia di tracimare ovunque. Della vicenda si sono interessati già 3 sindacati: Cgil, Cisl e Stampa romana. La vertenza oltre ai 33 ora coinvolge anche il contratto integrativo in scadenza e ha acceso i riflettori su sicurezza e condizioni di lavoro negli store, definite da Cgil e Cisl «non dignitose e insicure».

Oltre alle Asi e all’Ispettorato del lavoro la pratica è stata già segnalata al Comune e alla Regione Lazio, gli organi che proprio in queste ore devono concludere il delicato iter per la costruzione del nuovo stadio, un investimento da 1,3 miliardi che mal si concilia con il demansionamento di poche dozzine di lavoratori e il lavoro interinale utilizzato negli store. È il mondo alla rovescia del calcio: da una parte i miliardi di calciatori e business, dall’altra interinali a termine e padri di famiglia spostati come pedine in logiche di business che appaiono irragionevoli in una società in salute sportiva e finanziaria, rispettata dalle istituzioni, idolatrata dai tifosi. […]

Un segnale di ripensamento da parte della società potrebbe essere l’allontanamento improvviso della responsabile risorse umane Simonetta larlori, avvenuto martedì scorso. «Motivi personali» è la versione del club giallorosso. La Roma non rilascia ulterio ri commenti ma dalla società fanno sapere che l’azienda rispetta pienamente i diritti dei lavoratori e dei sindacati, garantendo ogni possibilità di protestare in maniera lecita. A settembre, se la questione non sarà risolta, la parola passerà ai giudici. L’avvocato Francesco Bronzini, che difende buona parte dei dipendenti trasferiti, è pronto a depositare il ricorso per demansionamento.

Si tratta di lavoratori a fine carriera, con salari da giornalista, da quadro o da 1 livello, il cui arrivo ha indirettamente generato anche malumori nel contesto degli store, dove la Roma – sempre secondo i sindacati – impiegava già troppi interinali rispetto al totale. Contratti interinali peraltro in scadenza, per cui come in un effetto domino le ripercussioni della riorganizzazione potrebbero allargarsi ad altri soggetti in una guerra tra poveri senza fine. […]

(Il Manifesto)

Da ieri la squadra di nuovo al Bernardini. Oggi Gasp riabbraccia anche El Aynaoui

IL ROMANISTA – C’è una Roma che lavora in campo, al di là del mercato e in attesa dei nuovi innesti. Perché tra meno di un mese l’Olimpico è di nuovo teatro di emozioni e speranze, dalla prima uscita stagionale con la Fiorentina in campionato in poi. […]

E, quindi, si riparte da Trigoria. Dopo lamichevole in Francia e i successivi due giorni liberi concessi dal tecnico, ieri la squadra si è ritrovata nel pomeriggio al Fulvio Bernardini per riprendere la preparazione in vista dell’avvio della nuova stagione. Per oggi, invece, l’appuntamento è per una doppia seduta – una al mattino e l’altra nel corso del pomeriggio – al centro sportivo. E proprio a Trigoria è atteso anche il ritorno di Neil El Aynaoui, dopo il Mondiale da titolare e protagonista del Marocco eliminato dalla Francia ai quarti di finale, e le dovute vacanze. […]

Il ritorno di Neil, inoltre, consente al tecnico di lavorare almeno con una risorsa in più a centrocampo, considerando lo stop di Pisilli per infortunio e l’assenza di Koné, in vacanza dopo il Mondiale disputato con la Francia e concluso con la fi-nalina per il terzo posto persa per mano dell’Inghilterra. Finora, infatti, il tecnico ha contato sulla certezza Cristante e sui giovani della Primavera. […]

Cacciamani piace anche alla Roma

Irrompe la Roma su Alessio Cacciamani. La crescita del gioiellino granata non sta passando affatto inosservata e ha attirato l’attenzione di una big del calcio italiano come quella giallorossa. Con tanto di placet di Gian Piero Gasperini al tentativo della dirigenza romanista nei confronti dell’esterno, reduce da una grande annata in Serie B con la Juve Stabia con Ignazio Abate.

Difficile però – al netto del blasone della società capitolina – che il Toro e Cacciamani possano cadere in tentazione.Il presidente Cairo, infatti, ha le idee chiare in merito al futuro del talento marchigiano: è incedibile. Tanto che nelle prossime settimane partiranno i dialoghi per allungargli il contratto fino al 2030 con relativo ritocco all’insù dell’ingaggio. […]

(Tuttosport)

L’attesa di Pelle

Sembra esserci un solo vero motivo per cui la Roma non ha fretta di rinnovare il contratto di Pellegrini, pur essendo in piena emergenza sulla trequarti, e se Lorenzo, da un mese senza squadra, non smania per mettere la firma su un accordo che sembra solamente da ratificare con la firma. Il calciatore non potrebbe infatti allenarsi oggi e neanche domani, quando la Roma raggiungerà il Galles per la seconda parte del ritiro, per i postumi di un intervento chirurgico effettuato in gran segreto subito dopo la fine del campionato. Il calciatore è stato infatti sottoposto a una piccola operazione – per certi versi quasi banale – una volta calato il sipario sulla Serie A con la conquista della qualificazione in Champions, impresa della quale non ha goduto fino in fondo essendo fuori per infortunio dal 10 aprile.

Nonostante si parli di intervento chirurgico, l’entourage assicura che il centrocampista non si è sottoposto ad alcun tipo di operazione, né di pulizia, né tanto meno chirurgica. […]

La notizia dell’intervento è rimasta nascosta per volontà del calciatore, forse preoccupato che questo aspetto potesse minare eventuali discorsi sul suo futuro. La Roma, però, non ha mai scaricato uno del suoi capitani: la trattativa per il rinnovo è cominciata con Massara e sta proseguendo con D’Amico, i compagni tutti attendono con trepidazione il momento in cui potranno riabbracciarlo. […]

L’accordo tra calciatore e società, infatti, è di fatto raggiunto sulla base di uno stipendio netto da 2,5 milioni più bonus fino al 2028 (biennale) con opzione di prolungamento a favore del: la Roma per estendere l’accordo di una stagione in più, quindi al 2029. Avendo rinunciato a circa 3,5 milioni netti l’anno di ingaggio (ne guadagnava 6), Pellegrini s’aspettava un triennale da subito. Pur di continuare a vestire la maglia che ha sempre amato, Lorenzo dovrebbe aver accettato un ulteriore sacrificio. Una scelta fatta anche da Cristante, che ha accettato solo una piccola estensione dell’accordo, dal 2027 al 2028, senza pretendere oltre. Nel frattempo, fatica ogni giorno con i fisioterapisti per accorciare i tempi del recupero: anche i giorni di vacanza, quest’anno, sono stati per lui giorni di lavoro. L’anima della Roma è nell’appartenenza dei suoi senatori.

(Corsport)

Ecco Galantic. Avrà pieni poteri

Habemus Ceo, la nuo va figura di riferimento della Roma, incaricato di costruire la macchina che dovrà sfrecciare prima o poi verso lo scudetto. John Galantic non s’affaccerà dal balcone di Trigoria per benedire la folla, però al centro sportivo sarà una presenza fissa e avrà poteri enormi, quasi da “Pontefice massimo” nell’accezione latina del termine. Rappresenterà Friedkin alle più alte sfere – istituzionali e sportive soprattutto – senza l’esigenza di continui passaggi tra con Houston soprattutto nei periodi di lontananza dei proprietari.

La proprietà, abituata a concedere deleghe e poi a chiederne conto, non ha esitato un attimo quando ha capito di poter arrivare a un dirigente che «conosce a fondo lo sport e il mondo imprenditoriale», oltretutto «romanista da sempre». La passione gliel’ha trasmessa suo padre, fino in Massachussetts. E a Boston e dintorni che ha conosciuto Pallotta: con l’ex presidente ha fatto parte già del Cda della Roma ed è un fatto quantomeno curioso che sia stato scelto dai Friedkin a dispetto di questo passato. Evidentemente, la stima è andata oltre. […]

Galantic, 65 anni, e americano ma ha anche la cittadinanza svizzera e parla fluentemente italiano. Si è laureato alla Tufs University e ha conseguito un master in business administration ad Har-vard, accumulando nel tempo una vasta esperienza internazionale. In Chanel è stato ad esempio 16 anni, alternandosi nel ruolo di presidente e di chief operating officer e incrementando addirittura di sette volte le vendite. Poi ha portato risultati anche alla multinazionale biofarmaceutica GlaxoSmithKline ed è stato presidente di Coty Americas, una delle più grandi aziende di profumeria del mondo. È ancora nel board di Ferrari sotto la direzione di Elkann, oltre che in quello di Bacardi, ed è partner del fondo Advent International. La sua priorità, d’ora in avanti, sarà però soprattutto la Roma: per sposare la causa dell’amico Dan, a maggio ha lasciato lo stesso ruolo da Ceo nel gruppo Tod’s della famiglia Della Valle.

(Corsport)

Koulierakis c’è. Nusa vota Roma

Ezzalzouli o Bahoya se la trattattiva per Nusa dovesse incagliarsi sullo scoglio del costo del cartellino, mentre Fresneda e Koulierakis corrono sue due binari a sé. L’esigenza tecnica di rinforzare le fasce e la difesa, dopo tutto, e importante tanto quanto la ricerca del trequartista da inserire alle spalle di Malen e al fianco di Dybala, alla luce dell’addio già consumato di Celik (faceva due ruoli, il terzo centrale e l’esterno) e di quello che sembra prossimo di Angeliño, vicino al passaggio al Deportivo La Coruña in prestito con diritto di riscatto. La Roma si sta muovendo su più tavoli, giocando partite in parallelo, nei giorni successivi all’operazione Castro. […]

Si tratta di un’operazione da 15 milioni che la Roma ha allestito in un lampo, nella giornata di ieri, arrivando subito a dama con l’ok del calciatore e della società tedesca. Sulla carta, sarebbe il vice Hermoso, ma Koulierakis potrebbe anche muoversi nel cuore della difesa dando il cambio a Mancini. Al Paok, prima di trasferirsi in Germania, aveva anche fatto esperienza in Europa, mentre per la nazionale greca è gia un punto di riferimento: 22 le presenze, tutte negli ultimi 4 anni. Un nuovo Manolas? I tifosi ci sperano. Pure la pista che conduce a Fresneda resta calda, nonostante i 20 milioni chiesti dallo Sporting per liberare uno dei protagonisti dell’Under 21 spagnola. La prospettiva, qualora arrivasse nella Capitale, è che Fresneda diventi il vero padrone della fascia destra per i prossimi anni, con Wesley che traslocherebbe definitivamente a sinistra (da quella parte ha fatto faville l’anno scorso) in attesa di un altro vice, il sostituto di Angeliño.

Il borsino ondeggiante dell’estate giallorossa dice anche che gli attaccanti Sauer del Feyenoord, Mbaye del Psg e Alajbegovic del Leverkusen ieri sembravano finiti in secondo piano (forse anche perché in presenza di concorrenti con più disponibilità) rispetto alla priorità Nusa, non fosse altro perché il norvegese ha già detto «Sì» a Gasperini e anche mediaticamente sarebbe un colpo da urlo. Resta insomma il piano A, anche se D’Amico ha uno scoglio davanti: la valutazione da 55 milioni che il Lipsia fa dell’attaccante. Tanti, troppi soldi, soprattutto per un calciatore che, reduce da 4 gol e 3 assist nella passata stagione di Bundesliga, ha dimostrato di non essere ancora arrivato al punto più alto della propria. […]

(Corsport)

Sorpresa Friedkin: Galantic nuovo Ceo. «Conosce l’Italia, è romanista da sempre»

Poco meno di due anni dopo l’addio turbolento di Lina Souloukou, la Roma ha finalmente un nuovo Ceo. A gennaio 2025 sembrava tutto fatto per l’arrivo di Alessandro Antonello che è poi stato sedotto e abbandonato dai Friedkin, ieri è arrivato l’annuncio dell’ingresso in società di John Galantic. Un ritorno a Trigoria: nel 2014 – nell’era Pallotta – era presente nel consiglio d’amministrazione. Nel maggio 2017 era stato nominato componente del Comitato Controllo Interno e Gestione Rischi, ruolo ricoperto fino al 2020, anno dell’avvento dei nuovi proprietari americani. Proprio Dan e Ryan con un lungo messaggio sul sito lo hanno accolto: «Siamo molto orgogliosi di annunciare la nomina di John Galantic a Chief Executive Officer dell’AS Roma». […]

Contratto di tre anni per lui. La passione per la Roma, invece, grazie al padre Ivan che aveva vissuto nella Capitale tra il 1939 e il 1951. […]

(Il Messaggero)

La Roma alza il muro. In difesa c’è Koulierakis

Non solo Castro. La Roma accelera. Lo fa su obiettivi in partenza secondari e riguardo a delle cessioni propedeutiche poi a liberare spazio per i nuovi arrivi. Così, alla vigilia della partenza per il Galles, dove Dybala e compagni trascorreranno 8 giorni prima di trasferirsi a Brighton per l’ultima amichevole del ritiro d’Oltremanica, il ds D’Amico – ieri all’estero per lavoro – in entrata ha praticamente chiuso per il difensore greco Koulierakis e sta cercando di regalare anche il giovanissimo Cacciamani a Gasperini. Trattativa non semplice perché il Torino non intende privarsene. E ieri, nel colloquio avuto tra i due club, ha chiesto 12 milioni.

Con il Wolfsburg, retrocesso in serie B, invece l’intesa è stata trovata per una somma vicina ai 15 milioni. Sarà Koulierakis il vice Hermoso che Gasperini aveva chiesto ad inizio estate. Classe 2003, mancino, 194 centimetri, è cresciuto nelle giovanili del Paok trovando poi spazio in prima squadra e vincendo il campionato nel 2024. Nella stagione successiva il passaggio in Germania al Wolfsburg (66 gare e 4 reti): ora è pronto per la Capitale. A giugno ha sfidato la Nazionale italiana in amichevole, è da tempo nel giro della Grecia con la quale ha totalizzato 22 presenze. […]

La partita più importante D’Amico la sta giocando però per l’esterno offensivo. Nusa è un obiettivo ma la valutazione del Lipsia (60 milioni) ad oggi è fuori portata. D’Amico non ha abbandonato la pista ma inevitabilmente deve cautelarsi. E con il profilo di Bahoya – apprezzato ma considerato eventualmente come sostituto di un partente (il riferimento è a Soulé) – il nome sul quale il ds ha provato a virare è quello di Ezzalzouli, ala mancina del Betis Siviglia, reduce da un’annata a dir poco positiva (15 gol e 13 assist tra Liga, Europa League e coppa di Spagna). Anche in questo caso la trattativa non è semplice: il club andaluso pur avendo deciso di trattare e non esigere il pagamento della clausola di 60 milioni, ne chiede almeno 45 più bonus. A Trigoria non vorrebbero andare oltre i 35, ai quali magari aggiungere dei benefit, e non hanno convinto ad oggi nemmeno il calciatore che ha chiesto un contratto ritenuto ec-cessivo. Situazione da monitorare. Come quella relativa a Cacciamani, terzino sinistro del Torino, classe 2007, reduce da un’ottima stagione in prestito alla Juve Stabia dove era allenato da Abate, ora tecnico granata. Gasp lo ha individuato come possibile rinforzo, come un ragazzo da far crescere dietro al titolare. Che oggi è Wesley ma il sogno dell’allenatore resta Moreira. […]

(Il Messaggero)