Lega Serie A, Simonelli: “Dal prossimo anno niente derby a fine stagione. Complimenti alla Roma per la Champions”

RADIO ANCH’IO LO SPORT – Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dell’emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermato sul Derby della Capitale e sul ritorno in Champions League della squadra giallorossa.

Sarebbe giusto non programmare i derby nei finali di stagione?
“E’ una cosa di cui dovremo tenere ulteriormente conto fra le oltre 400 variabili per stilare il calendario. E’ un sistema complesso di variabili sportive e non sportive, sicuramente inseriremo un parametro per evitare i derby a fine stagione. E’ un affinamento continuo, ogni volta che emerge qualcosa si riflette e si cerca di migliorare”.

Un calendario che sarà fatto a breve…
“Il 5 giugno a Parma. Cerchiamo di farlo uscire il prima possibile, così che anche i tifosi sanno quando giocheranno e possono organizzare le trasferte”.

Le polemiche sul derby di Roma?
“Come ho detto si può sempre migliorare. L’avere il derby in contemporanea col tennis ha dato qualche problema, ma tutto è stato gestito secondo le aspettative della Lega. Si fosse giocato la domenica sera non si sarebbe sovrapposto, ma la Prefettura aveva detto di no. Si poteva giocare il sabato se la Lazio non fosse stata in Coppa Italia, poi si è deciso per le 12 di domenica”.

In archivio la sua prima stagione completa da presidente: cosa porta a casa?
“Il campionato che si è concluso mi è sembrato molto combattuto e bello da vedere. Voglio fare i complimenti al Como che in 4 anni è passato dalla Serie C alla Champions, non credo sia mai successo nella storia. Complimenti al Como e alla programmazione fatta. Complimenti alla Roma che dopo 7 stagioni torna in Champions League, al Lecce che resta per la quarta volta consecutiva in Serie A e un saluto a Verona, Pisa e Cremonese che speriamo di rivedere presto in A. Bilancio positivo, al netto di quel finale di ieri che tutti avremmo voluto evitare. Una giornata rovinata da un branco di teppisti e delinquenti. Esprimo la mia solidarietà al ferito che fortunatamente non è in pericolo di vita, poi solidarietà piena e incondizionata alle forze dell’ordine. Le ringrazio”.

Il campionato potrebbe tornare a 18 squadre?
“Ci sono fautori del campionato a 18 squadre e altri a 20. L’eventuale modifica può passare solo attraverso un accordo con tutte le altre componenti perché il processo di promozioni e retrocessioni coinvolge la B, quindi può passare solo dalle procedure federali”.

Dove e quando si giocherà la Supercoppa Italiana?
“Abbiamo un consiglio di Lega, dovrebbe essere o 22 o 23 dicembre. Sulla località stiamo valutando, quest’anno non avremo la finestra dell’Arabia Saudita perché lì ci saranno i Giochi asiatici. Stiamo valutando, decideremo dove si giocherà la finale tra Inter e Lazio”.

Se secondo lei i tifosi all’interno dello stadio sono tutti uguali, perché per colpa di uno devono pagare tutti?
“E’ un danno per tutti, non solo per i tifosi ma anche per le società. Spesso quando ci sono grandi match le provinciali non possono vendere biglietti, è un danno economico. E’ una tendenza che sta aumentando. Io sono d’accordo sul fatto che andrebbero colpiti i delinquenti isolati. Ne ho parlato col ministro Piantedosi, il tema è perché una persona di una certa età non dovrebbe andare a vedere una partita? Perché le famiglie non dovrebbero andarci? C’è il rischio che facciano scontri in autostrada? L’obiettivo è selezionare i veri delinquenti, individuando solo il cluster a rischio che non è certamente quello del pensionato o della famiglia”.

Instagram, El Shaarawy saluta la Roma con un gol: “La favola più bella”. Cristante: “Ad astra”. Mancini: “Champions meritata” (FOTO)

La Roma parteciperà alla prossima edizione della Champions League dopo ben 7 anni di assenza e il verdetto è arrivato dopo la vittoria per 0-2 in casa dell’Hellas Verona grazie alle reti di Donyell Malen e Stephan El Shaarawy. Partita speciale per il Faraone, che saluta il club giallorosso dopo 10 anni con un gol fondamentale: “La favola più bella”, scrive il numero 92 su Instagram.

Esulta anche Manu Koné, tornato in campo dopo il piccolo problema fisico accusato nella rifinitura prima del Derby della Capitale: “Gloria a Dio, siamo in Champions League. Grazie mille”.

“Ad astra, Roma!”, il messaggio di Bryan Cristante.

Gianluca Mancini, invece, pubblica due foto in compagnia di Lorenzo Pellegrini, Bryan Cristante e Stephan El Shaarawy: “Ce la meritiamo tutta. Vi voglio bene ragazzi. Con amore e dedizione, sempre!”.

Napoli, ufficiale l’addio di Conte: “Grazie, mister!” (FOTO)

Termina dopo due anni l’avventura di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. L’allenatore pugliese – arrivato in seconda posizione in classifica nel campionato appena terminato – lascia la squadra partenopea dopo aver conquistato uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. “Grazie, Mister!”, il messaggio con cui il club ha salutato il tecnico sui social.

Tardelli: “Pisilli? Mi somiglia. Ora deve stare attento a confermarsi, ma sono fiducioso”

Al Circolo Canottieri Aniene è andata in scena questa mattina la cerimonia per gli 80 anni dell’Unione Stampa Sportiva Italiana e Niccolò Pisilli si è aggiudicato il “Premio Arancio”. All’evento era presente Marco Tardelli, leggenda del calcio italiano, il quale ha parlato proprio del centrocampista della Roma: “A questo ragazzo non possiamo dire niente, da come parla si vede che è un ragazzo molto maturo e che sa cosa vuole, lo ha dimostrato in questo campionato. Ora deve stare attento a confermarsi, ma sono fiducioso. Poi somiglia a me, ha lo stesso passo ed è un po’ più robusto, quindi…”.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – ZAZZARONI: “La Roma ha trovato la forza grazie al rientro di Dybala” – CONDÒ: “Il terzo posto è un grande risultato firmato Gasperini”

La Roma torna in Champions League a distanza di 7 anni. Gian Piero Gasperini mette la firma su un traguardo incredibile, dopo una lunga cavalcata che negli ultimi mesi ha visto i giallorossi rincorrere le concorrenti. ” La Roma ha evidenziato i propri limiti anche nelle ultime due uscite, quelle decisive, ma ha trovato la forza per prendersi ciò che voleva anche grazie al rientro di Dybala” scrive Ivan Zazzaroni su le colonne de Il Corriere dello Sport. Paolo Condò su Il Corriere della Sera evidenzia il lavoro di Gasperini: “La Roma chiude al terzo posto, che è un grande risultato firmato Gasperini, perché a Verona esegue il suo compito: vince con una fatica visibilmente figlia della tensione di avere il traguardo a un passo”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


F. CAPELLO – LA GAZZETTA DELLO SPORT La notizia dell’ultima giornata è sicuramente l’esclusione dalla prossima Champions League di Milan e Juventus. Entrambe vittime di un doppio suicidio. I bianconeri avevano fatto il patatrac contro la Fiorentina in casa una settimana fa, i rossoneri li hanno «copiati» ieri sera a San Siro contro il Cagliari. Ho visto una squadra, quella di Allegri, senza forza, senza volontà, senza idee. Come, del resto, è stato per gran parte del girone di ritorno. E va aggiunto che, contro il Cagliari, sono pure stati fortunati che sia finita soltanto 1-2. I milanisti guardavano gli avversari giocare: è mai possibile una cosa simile a certi livelli e, per giunta, in una partita che è una finale?
Fisicamente la squadra è spenta, ma almeno ci potevano mettere l’anima, potevano combattere: Invece nessuna azione di pressing, nessuna aggressione, niente di niente. Alla fine, mi viene da usare un solo aggettivo per descrivere la serata rossonera: triste. Ne aggiungo un altro: umiliante. Sì, perché deve essere stato umiliante per i tifosi, che hanno seguito la squadra con passione per una stagione intera, assistere a uno spettacolo del genere. Non è possibile vedere un Milan in queste condizioni: tutta la squadra mi è sembrata passiva. Ripeto: il risultato e la prestazione sono stati scioccanti. Che fare, adesso? Una bella riunione per capire che cosa vuole fare e dove vuole andare. Tutto il girone di ritorno dei rossoneri non è stato bello e questo è un aspetto che va analizzato. Rivoluzione? Sì, ma a patto che alla base ci siano delle idee, perché altrimenti è inutile fare le rivoluzioni. Si deve innanzitutto capire dove mettere le mani, e non sarà un lavoro semplice.
Aggiungo una sola cosa: da quando sono andati via dalla società Maldini e Massara si è visto poco Milan. E credo di essermi spiegato. La mancata qualificazione della Juve è figlia dell’imperdonabile sconfitta contro la Fiorentina, su questo non c’è alcun dubbio. Ma anche in questo caso si dovrà riflettere e fare chiarezza per costruire il futuro. Direi che pure a Torino serve una bella riunione, perché i soldi sono stati spesi e i risultati non si sono visti. Applaudo Gasperini, perché so quanto è complicato avere successo in un ambiente come quello della Roma: meraviglioso sotto certi aspetti, ma sicuramente snervante. Si è guadagnato la Champions League e lo ha fatto anche (se non soprattutto) grazie a un centravanti come Malen, che mi piace tantissimo. Lui ha segnato gol fondamentali, è un attaccante rapido che non sta mai fermo e si muove molto bene senza palla. Con lui là davanti tutta la squadra ha cominciato a giocare in un certo modo e i risultati si sono visti. E poi c’è Il Como, che non definirei una sorpresa. Per me è la conferma di quello che ha fatto vedere nell’arco del campionato. Quando ha battuto la Juventus io avevo detto che, secondo me, chiunque avesse ambizioni di entrare in zona Champions, avrebbe dovuto fare i conti con la squadra di Fabregas. […]


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT Il Milan è fuori. Incredibilmente fuori. La Juve è fuori. Inevitabilmente fuori. La Roma è dentro. Miracolosamente dentro. Ma soprattutto è in Champions per la prima volta nella storia il Como che da due anni sta mostrando come si fa calcio a chi non sembra avere intenzione di prendere appunti. In sintesi: servono una proprietà con le risorse abbondanti ma nessuna intenzione di scialare; un presidente con le idee chiare e una comunicazione originale e diretta; un allenatore sempre centrale; un direttore sportivo che ne condivida le idee e porti i giocatori con le caratteristiche adatte al calcio della guida tecnica. Il prodotto finale? Nessun contrasto interno, qualche eccesso di Fabregas ma solo in partita e gioco e gol e punti, tanti punti.
Con il Como in Champions non ci siamo fatti mancare proprio nullm All’ultima giornata abbiamo ritrovato anche gli scontri prima del derby di Torino, un ferito in codice rosso e i tifosi della Juve che hanno chiesto di non giocare, la partita ritardata di un’ora, la contemporaneità saltata e insomma abbiamo fatto bingo. Senza ritirare la vincita però: non era prevista, siamo abbonati alle sconfitte orai.
Ricorderemo la stagione 2025/26 come quella della nostra esclusione da tutto –
Mondiale, la terza di fila, coppe europee, delle polemiche col tennis, dell’inchiesta sugli arbitri, dell’AIA decapitata, del commissariamento invocato da più parti.
Ottimi ricordi conserverà l’Inter che sè vista riconoscere tutti i meriti possibili anche da Antonio Conte. E ricorderà l’impresa di Gasperini il tifoso romanista: con una squadra decisamente imperfetta, costruita male e corretta con T’arrivo a gennaio di Malen, è riuscito a garantire otto partite nobili e milioni a un club che sotto la gestione Friedkin non le aveva mai frequentate. La Roma ha evidenziato i propri limiti anche nelle ultime due uscite, quelle decisive, ma ha trovato la forza per prendersi ciò che voleva anche grazie al rientro di Dybala, decisivo in entrambe le occasioni e prossimo al rinnovo. […]


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT Grazie Stephan El Shaarawy. Grazie per il gol che riporta la Roma in Champions dopo sette anni, grazie per dieci anni in giallorosso da grande professionista. Quella di Verona è stata la sua ultima partita in giallorosso, ventitrè minuti, compreso il recupero, durante il quale ha realizzato il gol che ha messo al sicuro la vittoria della Roma. Ha scritto l’ultima pagina di un romanzo ricco di emozioni, ha messo la firma con un finale da grande protagonista.
Aveva già salutato la Roma nei giorni scorsi, adesso resterà per sempre nei cuori dei tifosi. Non è stata una partita facile, la Roma ha sofferto per battere Il Verona già retrocesso, come aveva previsto Gasperini. Fino all’ultimo atto ci ha messo la sua impronta, con i cambi decisivi nel secondo tempo, compreso quello di El Shaarawy. Dybala è stato immenso con i due assist decisivi, ha trasmesso ai compagni la forza di crederci, anche quando le certezze cominciavano a sfumare. C’è voluta anche una prodezza di Svilar nel primo tempo, quando il risultato era ancora sullo 0-0. Dopo il gol di Malen, nei minuti di recupero è arrivata la prodezza liberatoria del Faraone. Il suo unico gol in campionato, dopo quello al Midttiylland in Europa League, nel lontano 27 novembre scorso. Stephan si è sempre fatto trovare pronto, con 28 partite all’attivo, solo 9 partendo dall’inizio. Era arrivato con Spalletti nel gennaio 2016 e dopo una breve parentesi in Cina il richiamo è stato forte, si è allenato da solo, aspettando il ritorno alla Roma con entusiasmo. Ha dato sempre qualcosa agli allenatori che ha avuto, ha dato soprattutto la sua professionalità, senza mai lamentarsi pur perdendo gradualmente il posto da titolare. A.33 anni può dire di aver fatto una grande carriera, forse meno importante rispetto agli inizi folgoranti nel Milan. La Roma lo ha ringraziato, lo ha salutato con commozione, lo stesso è stato per i tifosi, che ieri gli hanno fatto trovare uno striscione al Bentegodi al suo passo d’addio. Ha fatto bene Gasperini a crederci, anche quando vacillavano anche i tifosi più ottimisti. Hanno sempre riempito l’Olimpico, hanno sostenuto la squadra fino alla fine, hanno creduto in Gasperini. […]

A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO La traversata nel deserto è finita, date da bere agli assetati, nunc est bi-bendum, fate festa. Dopo sette anni che sono sembrati una piaga biblica, la Roma torna in Champions League. Un lungo sospiro di sollievo e di orgoglio ritrovato percorre e percuote la Capitale, al termine di una serata da emozioni feroci, il cuore in gola e in altalena, coi gravi fatti di Torino a fare da cornice al tutto. Ma è andata. Nella notte storica in cui vanno in Paradiso la Roma, terza assoluta, e il Como, mentre rotolano in Europa Leaguei maggiorenti di Juve e Milan, decide al solito un gol di Malen, uomo del destino se ce n’è mai stato uno, poi chiude la rete altamente simbolica di El
Shaarawy: perché andrà via, e perché è l’unico superstite della rosa che nel 2017-2018 ottenne l’ultima qualificazione in Champions. Era ora. La Roma di Friedkin, di Gasperini e dei suoi ragazzi rientra nell’aristocrazia d’Europa: con i giallorossi torna in alto tutta la città ed è giusto così, è il suo ruolo naturale, è dove dovrebbe essere sempre Roma, cioè al top, del resto ormai la rinascita economica, culturale e civile dell’Urbe è palpabile, era logico che prima o poi anche il calcio desse il suo contributo. La Roma ribadisce la centralità della Capitale e dirlo sembra una tautologia, un sottolineare l’evidenza, ma in questi anni, almeno nel pallone, non lo era stato. E come nella tradizione millenaria di Roma, grande madre che accoglie tutte le culture e le civiltà traendone forza, anche il calcio torna in Champions grazie a formidabili spinte da tutto il mondo, storie umane e professionali diversissime e di grandi contaminazioni. Dalla proprietà americana, un po’ texana un po’ californiana, che raggiunge finalmente l’obiettivo dopo aver canto errato e sbagliato; dal tecnico, un piemontese d’ingegno e di carattere irsuto che aveva vissuto la maggior parte delle sue esperienze al Nord ma risciacquando i panni sul Tevere ha trovato una nuova giovinezza, e anche nuovi nemici; dall’uomo della Provvidenza Malen, giramondo come tanti olandesi e anche per questo uomo per tutte le stagioni; dal portiere Svilar, decisivo con le sue parate anche ieri, un po’ belga e un po’ serbo ma cresciuto calcisticamente in Portogallo; a Gianluca Mancini, un toscano che fu adottato da Bergamo ma ormai romanissimo ed emblema del romanismo. E tutti gli altri, gli argentini Dybala (risorto come Lazzaro) e Soulé, il francese
Koné, il brasiliano Wesley e il nocciolo italiano. […]



C. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA Dopo l’estenuante braccio di ferro su data e orario del derby di Roma della scorsa settimana, il campionato si è concluso ieri in modo ancor più livido e faticoso con un altro derby, quello di Torino, posticipato di un’ora su pressione dei tifosi preoccupati per le condizioni di un uomo ferito negli incidenti del prepartita. Era tutta la settimana che le minacce di scontri fra ultrà montavano, e al di là della deplorevole assurdità della cosa se negli anni passati i derby non venivano programmati nei turni finali del campionato un motivo evidentemente c’era. Detto che il primo augurio è che l’uomo colpito si rimetta al più presto, il famoso precedente di Lazio-Roma 2004 — sospesa e rimandata per una serie di voci rivelatesi poi infondate — aveva almeno avuto l’effetto di riconsegnare in esclusiva all’autorità di pubblica sicurezza il potere di fermare o meno le partite. Ieri questo potere è andato smarrito in un’ora di trattative che l’assenza di notizie amte ha reso surreali. Quando paragoniamo il mostro calcio zoppicante alla bellezza della Premier League, la prima obiezione è che quelli sono ricchissimi mentre i bilanci dei nostri club fanno acqua da tutte le parti. Beh, non è soltanto questo. […] La Roma chiude al terzo posto, che è un grande risultato firmato Gasperini, perché a Verona esegue il suo compito: vince con una fatica visibilmente figlia della tensione di avere il traguardo a un passo, e deve aspettare il recupero perché El Shaarawy saluti la compagnia giallorossa con il gol della tranquillità. Ma ieri contavano solo i tre punti, e dunque cha seau. Il quarto posto del Como è in assoluto l’impresa dell’anno a livello europeo, certamente favorita dal suicidio di Juventus e Milan ma più che meritata per la qualità del gioco di Fabregas. Stiamo parlando della squadra che ha chiuso con il secondo attacco e la migliore difesa. Non ci sono obiezioni, non ci sono discussioni. Molte, invece, quelle che da oggi esploderanno nella sala comandi del Milan, un club allo sbando e una squadra che nell’ultimo e decisivo quarto di stagione è stata un sacco vuoto. Di idee di gioco, di energie fisiche e mentali, di prospettive tecniche. La colpa di Allegri è di essersi illuso di poter gestire come da sua regola, mentre questa era una stagione in cui si doveva costruire.


A. DI CARO – CORRIERE DELLA SERA Questa qualificazione, con un clamoroso terzo posto, è stata fortemente inseguita e alla fine meritata. Quando fu ingaggiato il tecnico dello straordinario ciclo dell’Atalanta la scorsa estate veniva considerata un miraggio o un miracolo. In fin dei conti era stato preso uno dei migliori allenatori in circolazione proprio per avviare un ciclo vincente. Ma per come si è sviluppata la stagione deve senz’altro essere definita una grandissima impresa. E non solo per l’insperata rimonta finale ma peri tanti problemi, dissidi, scontri, equivoci vissuti tutta la stagione. Dal mercato di giugno lento, farraginoso e alla fine inadeguato per le esigenze – soprattutto offensive – dell’allenatore. Poi i tanti infortuni con diagnosi a volte sbagliate e lunghissimi tempi di recupero che hanno fatto nascere dubbi sullo staff medico.
Quindi il mercato di gennaio che ha visto sfumare più di un obiettivo e poi è stato salvato, grazie al tecnico, dall’intuizione Malen, l’altro uomo copertina della qualificazione in Champions. Infine la clamorosa uscita di Ranieri prima di Roma-Pisa che ha chiarito a tutti come a Trigoria ci fossero da tempo fazioni, idee e strategie diverse da quelle dell’allenatore. La lontananza della proprietà – non una novità dell’era Friedkin – ha reso ancora più complessa la gestione. Proprio l’uscita inaspettata e inaccettabile di Ranieri ha portato però a fare chiarezza sposare un progetto tecnico, modificare future strategie. Cosi è ripartita la Roma e ha cominciato a volare. Al tecnico va dato il merito di aver resistito, di averci sempre creduto, di essersi preso la Roma sulle spalle e aver lavorato, lavorato, Lavorato. Sin dal primo giorno è venuto a Roma con l’obiettivo feroce di vincere, senza mai cercare alibi, rinunciando all’idea di un anno a disposizione «per prendere le misure».
Spesso durante la stagione ha temuto che si potesse rivelare un anno perso nella costruzione di un gruppo vincente a causa di scelte di mercato e contratti in scadenza. Oggi sappiamo che non è stato così: il solco è stato tracciato e su quello ora bisogna gettare i semi che producano prossimi successi. Da oggi la Roma può guardare a un futuro calcisticamente affascinante, anche in chiave scudetto: ma non bisogna perdere altro tempo. Ora che è certa la partecipazione nell’anno del centenario alla Champions League va capita quale cifra (parliamo di plusvalenze) il club dovrà realizzare dalle cessioni per rientrare nei paletti Uefa. E quale budget si avrà a disposizione per il prossimo mercato. […]


T. CARMELLINI – IL TEMPO 1 gol di El Sha(che lascerà la Roma a fine stagione) realizzato all’overtime è la ciliegina su una torta preparata con pazienza da Gasperini un cuoco capace di riportare la Roma alla tavola delle grandi: in Champions dopo sette anni di astinenza. E non è un caso forse se l’esperienza dei Friedkin iniziò proprio qui al Bentegodi nell’agosto del 2020: la fatal Verona…
Inizia cosi, ufficialmente oggi, l’era Gasperini. L’uomo sceso dal nord per ridar lustro alla storia giallorossa: primo anno di lavoro e subito in Champions a conferma di quanto di buono si era pronosticato prima del suo arrivo a Roma. Gioco, divertimento e una voglia di andare oltre che in questo gruppo non si vedevano da anni: insomma la tanto attesa svolta. E per come si era messa la stagione a un certo punto, pare un vero e proprio miracolo. La Roma di Gasp era partita bene, poi una volta agganciato il secondo posto in classifica è incappata in un mese di marzo da dimenticare che l’aveva messa, a quattro giornate dalla fine, quasi fuori dalla zona Europa: sicuramente esclusa dalla Champions. Ma le sue squadre non mollano mai e i miracoli in questo sport sono dietro l’angolo: scivolone dei bianconeri e sorpasso decisivo per lo sprint finale e la possibilità di arrivare a Verona potendo decidere il proprio destino. E la Roma stavolta, pur non senza sofferenza nell’ultima della stagione contro una squadra già retrocessa e rimasta poi in dieci uomini e dovendo ringraziare ancora una volta Svilar ma soprattutto la qualità infinita di un Dybala tornato stellare, ha fatto la cosa giusta. Ha vinto la partita che doveva vincere e giocherà la prossima Champions League, oltre all’Inter campione e al Napo-insieme al Como sorpresa (nemmeno tanto) della stagione. C’è un punto di svolta dell’anno giallorosso, preciso: quello dopo lo strappo con Ranieri (al quale il popolo romanista sarà sempre grato per il passato) ma che con l’attuale tecnico proprio non collimava. Chiara da subito la loro incompatibilità, strette di mano e abbracci di facciata, ma poi sempre all’antitesi sulle decisioni che contano: sui giocatori, come su tecnici e dirigenti… a partire proprio dal direttore sportivo. Ma alla fine i nodi sono venuti al pettine e i Friedkin si sono trovati di fronte a una scelta drastica: o l’uno o l’altro e hanno puntato, ovviamente, sull’allenatore in carica. Giusto così e ora palla passa a lui per la costruzione della nuova Roma. Quella del futuro, che giocherà la prossima Champions League. E un enorme passo avanti, ma per la proprietà americana solo un punto di partenza aspettando tutto il resto: vincere qualcosa e lo stadio di proprietà. La sfida è appena iniziata e ora viene il bello.


I. CUCCI – GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Invocato l’aiuto di Eupalla anche questo campionato é finito. Non senza emozioni, come insegna l’antica regola di giocare tutti insieme. E adesso, tutta d’un fiato, la no-
tizia: la Roma con Malen e Dybala insieme e con un gol di El Shaarawy conquista l’adorato posto in Champions insieme allo spettacoloso Como di Fabregas che annienta la Cremonese con un poker. Il Milan e la Juve finiscono in Europa League. La Juve sfortunata protagonista dell’ultima puntata. Mancavano giusto gli incidenti di Torino per chiudere il campionato più confuso di sempre. Giorni e giorni a discutere come evitare eventuali incidenti per il derby di Roma, ecco improvvisamente una falla nella sicurezza a T-rino. All’inizio pe esce ferita la Juve – soprattutto per quel tifoso portato in ospedale in codice rosso la cui partita ha rischiato di non essere giocata. Spalti vuoti per violenza e paura. Poi al 23′ – mentre gli altri giocavano la fase bollente dei cinquanta – un gol di Vlahovic, come una dolce vendetta del serbo perseguitato da tre allenatori, ha riaperto le braccia alla felicità. E adesso spazio alla giostra delle panchine. Conte e Spalletti su tutti. Cerchiamo di evitare il Conte Azzurro. Finirebbe come Spallettone. Finito? No, personalissimi complimenti al Lecce di Sticchi Damiani, Pantaleo Corvino, Eusebio Di Francesco e Lamek Banda. Ma questa è un’altra (bella) storia. […] Al 56′ la Roma passa a Verona e suonan le campane. Al 56′ batosta per il Milan, segna Rodriguez, 1 a 2 per il Cagliari. A Milano suonan le sirene. «Era un presagio dolce e lusinghiero Il Piave mormorò: “Non passa lo straniero”. Ho l’età per avere nostalgie scolastiche, quando ancora non era sicuro “il Canto degli Italiani” e ogni tanto fra i banchi o in gita ci si esibiva nella “Canzone del Piave.” Naturalmente non immaginavo che un giorno ne avrei usato due versetti per una patriottarda battaglia calcistica ma in queste ore è risuonata una volta di più la richiesta disperata: la grande sfida per due posti nella futura Cham-pions (Inter e Napoli già promossi) visto che nessuna squadra italiana è arrivata fino in fondo nel Continente, Europa League, Conference League e derivate comprese. […]

Trigoria: la squadra ha lasciato il centro sportivo alle 11. Rientro per il raduno previsto intorno al 12 luglio

La Roma di Gian Piero Gasperini chiude la stagione al terzo posto in classifica con 73 punti, conquistando così una qualificazione in Champions League che mancava da ben 7 anni. All’indomani della vittoria in casa dell’Hellas Verona, la squadra si è riunita al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria per fare colazione insieme e salutare i dipendenti. Alle ore 11 i calciatori hanno lasciato il centro sportivo e, chi non sarà impegnato nel Mondiale, potrà iniziare a godersi le vacanze. I giocatori si rivedranno a Trigoria intorno al 12 luglio (data non ancora stabilita), quando faranno rientro per il raduno in vista della stagione 2026/27.

El Shaarawy in versione Nostradamus prima di Hellas Verona-Roma: “Mi piacerebbe tanto chiudere questa storia con un gol decisivo…” (VIDEO)

Nella serata di ieri la Roma ha battuto 0-2 l’Hellas Verona grazie alle reti di Donyell Malen e Stephan El Shaarawy, conquistando così la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Partita davvero speciale per il Faraone, il quale ha salutato definitivamente il club giallorosso dopo 10 anni con un gol decisivo. Il numero 92 era convinto che sarebbe stato un match da ricordare e a svelarlo è stato Angelo Mangiante di Sky Sport: “Mi piacerebbe tanto chiudere questa storia con un gol decisivo…”, le parole dette da El Shaarawy venerdì 22 maggio al giornalista dell’emittente televisiva.

Calciomercato Roma: l’agente di Dybala atteso nella Capitale. Oggi la Joya volerà in Argentina

Paulo Dybala ha chiuso la stagione nel migliore dei modi e, grazie ai due assist forniti nella partita di ieri contro l’Hellas Verona, si è reso assoluto protagonista della qualificazione della Roma alla prossima edizione della Champions League. Terminata la stagione, ora è tempo di parlare di futuro: la Joya ha il contratto in scadenza il 30 giugno e – come rivelato dal giornalista Marco Juric ai microfoni dell’emittente radiofonica – nella Capitale è atteso l’agente Carlos Novel, il quale discuterà con la società giallorossa del rinnovo. Il numero 21, invece, volerà oggi in Argentina per trascorrere del tempo con la famiglia.

(Radio Manà Manà Sport Roma)

Serie A, la top 11 di Opta: presenti Mancini e Malen (FOTO)

Nella serata di ieri si è ufficialmente conclusa la Serie A 2025/26 e la Roma ha terminato il campionato al terzo posto in classifica con 73 punti, strappando così la qualificazione alla prossima edizione della Champions League dopo ben 7 anni di assenza. Il portale di statistiche OptaPaolo ha stilato la top 11 della stagione basata sui dati statistici raccolti e nella formazione sono presenti due calciatori della Roma, ovvero Gianluca Mancini e Donyell Malen.

Trigoria: squadra riunita per colazione e saluto ai dipendenti. Applausi per Gasperini dopo il discorso di ringraziamento (FOTO)

All’indomani della vittoria per 0-2 in casa dell’Hellas Verona e della qualificazione alla prossima edizione della Champions League dopo ben 7 anni di assenza, la Roma si è riunita al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria per colazione. Tra i protagonisti Gian Piero Gasperini, il quale ha tenuto un discorso di ringraziamento al termine del pasto. Alle ore 11 la squadra ha lasciato il centro sportivo, ma prima di andare via i calciatori hanno salutato tutti i dipendenti.

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