Comanda Malen. Gasp senza freni in campo e fuori

Re Gasp compone e scompone la Roma. Alza la voce, dice «o si va avanti con le mie idee o vado via». Vince la guerra con Ranieri, congeda dirigenti e mantiene fede alla promessa: «Per la Champions non dateci per spacciati», aveva sussurrato 10 giorni fa. Ha avuto ragione. Non poteva immaginare le frenate altrui, ma l’accelerata dei suoi, quella sì. La Roma è in un ottimo momento di forma, del momento di forma, del resto è una costante delle squadre di Gasperini chiudere in crescendo. Ha un Malen quasi immarcabile, fattore che nessun altro ha. E intorno all’olandese è esplosa la produzione offensiva: segnano tutti. […]

«Non abbiamo margini di errore», dice Gasp: l’obiettivo non può che essere l’en plein. En plein che il tecnico cerca anche con la proprietà: come un giocatore di poker Gasp ha alzato la posta coi Friedkin. Ma non ha alcuna intenzione di andare via, non lo farà. Vuole «solo» massimi poteri decisionali sul mercato e sui rinnovi, ora pure quello di El Shaarawy. La scomposizione della Roma è un po’ disordinata, in verità: il ds Massara – esonerato da Gasp ma non (ancora) dai Friedkin – è al lavoro, mentre su indicazione del tecnico si cerca il successore. […]

(corsera)

Orchestra Champions

Gasperini semina in allenamento e, come si è visto contro la Fiorentina, raccoglie in partita. E il collettivo a fare la differenza e non il singolo. Malen ovviamente non si discute, 12 gol segnati dal 18 gennaio, ma l’esibizione a tutto tondo – spettacolare e concreta – contro la squadra di Vanoli è coincisa con la serata di digiuno del centravanti (comunque ha colpito due volte la traversa e disegnato l’assist per il poker di Pisilli). Non c’è, dunque, solo l’olandese. La Roma, insomma, è anche altro.
Gioco e gol sintetizzano il lavoro quotidiano di Gian Piero. Che chiede attaccanti per la prossima stagione e in questa li sostituisce con i difensori. Che segnano e con continuità. Su 71 reti tra serie A e coppe, 19 sono state firmate da centrali e laterali che non si preoccupano esclusivamente di proteggere Svilar. Hanno dunque contribuito alla finalizzazione con il 27 per cento dei gol giallorossi. La conferma proprio contro i viola e nella notte in cui la Roma realizza 4 reti per la prima volta in questa stagione. Le 3 nel primo tempo sono di Manci-ni, Wesley ed Hermoso, protagonisti anche in altre partite in area avversaria. Sono, però, quelle del brasiliano e dello spagnolo, rispettivamente per il 2-0 e il 3-0, a premiare il coro di Gasperini. […]

I giocatori si divertono, i tifosi applaudono e Gasperini è in estasi. Meno ricami per il tris della Roma in cui sono chiare la praticità e l’efficacia del sistema di gioco. Koné è elegante nel portarsi sul fondo. Da lì prepara l’assist migliore per chi ha la fortuna di riceverlo. Palla pulita nell’area piccola da spingere dentro. Hermoso c’è. Taglio improvviso per il tocco ravvicinato. De Gea assiste e incassa. Difensori, quindi, utilissimi per la corsa Champions. […]

La curiosità, a testimoniare quanto i difensori siano coinvolti nel piano tattico di Ga-sperini, è legata alla partita d’esordio della Roma nelle tre competizioni a cui ha partecipato: il 23 agosto, in campionato contro il Bologna all’Olimpico, rete di Wesley su lancio di Cristante; il 24 settembre, in Europa League contro il Nizza all’Allianz Riviera, colpo di testa di Ndicka, su corner di Pellegrini e raddoppio di Mancini, piatto al volo su cross di Tsimikas; il 13 gennaio, in Coppa Itala contro il Torino in casa, gol di Hermoso, dopo il tunnel a Tameze, su assist di Bailey. Nessuno dei titolari della Roma ha comunque fatto cilecca. Sono 20 i marcatori stagionali. Da Arena fino a Ziolkowski. Non hanno partecipato al rac-colto, tra chi spesso è stato utilizzato, Ghilardi, Rensch, Tsimikas, Zaragoza, Venturi-no e Balley che ha salutato a gennaio.

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Caos derby: ipotesi slittamento a lunedì 18 maggio o mercoledì 20

Il Derby della Capitale si avvicina, ma al momento non si ha ancora una data precisa e il motivo è legato alla presenza degli Internazionali di Roma: la finale del torneo di tennis andrà in scena domenica 17 maggio alle ore 17 al Foro Italico e per garantire l’ordine pubblico si sta pensando di far giocare Roma-Lazio, match valido per la trentasettesima giornata di Serie A, alle 12:30. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, si stanno valutando altre ipotesi come lo spostamento a lunedì 18 maggio o a mercoledì 20. Tale cambiamento riguarderebbe anche le rivali dei giallorossi e dei biancocelesti, che sarebbero costrette a giocare lo stesso giorno del derby per garantire la contemporaneità nel penultimo turno di campionato.

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Il derby ritorna in sospeso: rischio sicurezza al Foro Italico

Il derby del 17 maggio alle 12.30? Forse, ma anche no. Dopo l’ipotesi di un anticipo nella tarda mattinata per non giocare all’Olimpico quasi in contemporanea con la finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico, in programma alle 5 del pomeriggio – con oltre 20mila appassionati che sognano di poter vedere Jannik Sinner aggiudicarsi il trofeo romano per la prima volta -, si fa largo adesso la possibilità che la stracittadina Roma-Lazio, decisiva per i piazzamenti europei di entrambe le squadre, sicuramente per i giallorossi, possa essere spostata ad altra data. […]

Le partite potrebbero essere spostate al giorno successivo, lunedì 18, o anche a mercoledì 20, creando una giornata infrasettimanale prima di quella conclusiva domenica 24 maggio. […] Prefettura e Questura al momento non si sbilanciano: le riunioni tecniche su questo tema inizieranno la prossima settimana. […]

Il presidente della Lega di Serie A Ezio Simonelli spinge per le 12.30 perché «c’è un problema strutturale sugli orari, visto che alle nostre 20.45 in Oriente dormono. Il
derby di Roma, che dovremmo dare alle 12.30, ecco che potrebbe essere apprezzato anche sui mercati orientali». […]

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La folle corsa

[…] C’era una volta Enzo Ferrari, che raccontava come il 2° posto fosse solo «il primo dei perdenti». Oggi il quarto, persino il quarto, è il vero confine tra il paradiso e il mondo terreno. Ballano 40 milioni di differenza di incassi garantiti, tra la qualificazione alla Champions e quella all’Europa League. Balla la possibilità di accedere a un mercato totalmente diverso. Il Napoli ha già le braccia alzate, il Milan ha il fiatone, la Juve è un’altalena, la Roma è in forma e il Como spera: val la pena gustarsi la volata per lo scudettino, come lo chiamerebbe pure Chivu.

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Pisilli “trattenuto” in rosa a gennaio: sulla cessione c’era l’ok del tecnico

«Da dicembre in poi si parlava che Pisilli dovesse andare via. Per fortuna sono riuscito a trattenerlo»: così ha parlato Gian Piero Gasperini dopo la partita con la Fiorentina. […]

In realtà dell’addio del numero 61 si era cominciato a parlare ancora prima, per via dell’utilizzo praticamente nullo da parte dell’allenatore: in campionato solo quattro presenze fino alla fine del 2025, la più lunga delle quali da 25 minuti. Utilizzo che aveva spinto il giocatore a valutare l’idea del prestito, nonostante le resistenze dei dirigenti. E la cessione, ad onor del vero, aveva avuto l’ok di Gasperini. Il Genoa si era interessato, l’affare si sarebbe dovuto fare a fine sessione invernale dopo il rientro di El Aynaoui dalla Coppa d’Africa. […]

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Calciomercato Roma: blitz di Massara all’estero per le cessioni

La nuova stagione si avvicina e la Roma dovrà fare nuovamente i conti con i paletti del Fair Play Finanziario, motivo per cui sarà costretta a effettuare una cessione importante entro il 30 giugno. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, il direttore Frederic Massara si sta occupando delle trattative riguardanti i calciatori in uscita e nella giornata di ieri è stato avvistato all’estero.

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Cobolli: “Farei di tutto per vedere la Roma vincere lo Scudetto. Ranieri? Mio padre mi ha insegnato che la maglia è più importante di tutto”

IL MESSAGGERO – Roma gli scorre dentro, come la terra rossa del Foro Italico sotto le sue scarpe. Flavio Cobolli arriva agli Internazionali d’Italia da protagonista con una prima parte di 2026 che lo ha visto crescere fino a diventare numero 12 del mondo: i quarti a Madrid, la finale a Monaco di Baviera e il titolo ad Acapulco, con la ciliegina del successo in doppio misto a Indian Wells insieme a Belinda Bencic. Il tutto dopo lo storico trionfo in Coppa Davis che ha chiuso il suo spettacolare 2025. Ma al di là dei risultati, c’è qualcosa che va oltre la classifica: il legame con la sua città. Perché per un romano, giocare al Foro non è un torneo come gli altri. È casa, è famiglia, è un sogno che si rinnova ogni anno. tra il calore della gente e il peso dolce delle aspettative.

Quanto è forte l’emozione di giocare nella sua Roma, davanti al pubblico che non vede l’ora di sostenerla?
“È incredibile. Per me poi è un’emozione sempre diversa, perché ogni anno è come se fosse sempre la prima volta. Giocare sui bellissimi campi del Foro Italico, a casa mia e con il pubblico romano… non si può descrivere. Spero di fare meglio dello scorso anno perché è davvero un appuntamento importante”.

Il suo avvio di stagione non è stato semplice, ma poi sono arrivati i risultati. Come giudica questa prima parte del 2026?
“Sì, sono partito con alti e bassi quest’anno, però sto cercando di trovare la costanza giusta, perché è quella che può aiutarmi a rendere al meglio, soprattutto nei grandi tornei. Sono contento dei miei ultimi risultati, ma posso fare meglio e spero di dimostrarlo già qui a Roma”.

Sono passati cinquant’anni dalla vittoria di Panatta e il presidente Binaghi dice che è arrivato il momento di vincere anche il singolare maschile negli Internazionali. Potrebbe essere lei, romano proprio come Adriano…
“Sarebbe il sogno della mia vita tennistica è per questo sono molto concentrato e voglio dare il massimo. Però il livello è alto, quindi bisogna pensare partita dopo partita e avversario dopo avversario, fin dai primi turni”.

A quali luoghi della sua Roma è particolarmente legato?
“Inutile dire che sono legatissimo al mio circolo, il Parioli. Poi mi viene subito in mente lo Stadio Olimpico e il mio quartiere. Se penso a Roma mi vengono in mente anche i miei ristoranti tipici di fiducia, che non cambierei mai, perché sono molto abitudinario in generale. Roma è Roma, non si può descrivere facilmente quanto sia speciale, ma lo è in ogni suo angolo”.

A proposito di ristoranti, qual è il suo piatto preferito della cucina romana?
“Sono un grande esponente del team carbonara. In generale però è tutto buono, soprattutto nelle cucine in cui ci sono ancora le nonne”.

Come vive oggi il rapporto con la città? Che effetto le fa essere fermato dai suoi tifosi?
“È sempre bello essere riconosciuti dai fan e scattare foto con loro. Poi i romani, come tutti gli italiani in generale, sono molto educati, quindi è sempre un piacere uscire e incontrarli per strada. Questo non mi darà mai fastidio”.

L’anno scorso c’è stato il tuffo in piscina di Errani e Paolini per la vittoria nel doppio. C’è qualcosa che farebbe in caso di vittoria al Foro Italico?
“Sarebbe talmente una grande emozione che andrei rotolando verso lo Stadio Olimpico per la gioia”.

A proposito di Olimpico, l’altra sua grande passione è la Roma. Che ne pensa dell’addio di Ranieri e della fiducia dei Friedkin in Gasperini?
“Mio padre mi ha sempre insegnato che la maglia è più importante di tutto. Andrei allo stadio a tifare la Roma anche se fosse ultima in classifica, quindi non mi interessano più di tanto i risultati e le varie polemiche. Questo significa essere ‘romanista fracico’, come lo intendo io”.

Meglio lo scudetto alla Roma l’anno prossimo o la sua vittoria al Foro Italico?
“Meglio la mia vittoria in questi Internazionali. Non posso che rispondere così, visto quanto ci tengo, anche se per vedere la Roma vincere lo Scudetto farei comunque di tutto”.

Freuler, un vero rebus: lo svizzero diviso tra Bologna e l’ipotesi Roma

[…] Ma il tema oggi è un altro: su Remo Freuler ci sarebbe anche l’Arabia e l’idea di andare a vivere un altro campionato viene presa in considerazione. Lo svizzero,
che andrà al Mondiale, ha un affetto enorme per Bologna ma è in scadenza di contratto e il suo nome ha cominciato a far gola a molti. Anche per lui il Bologna ha messo sul tavolo una proposta: Remo sta valutando, l’incrocio è rappresentato sia dall’ultimo contratto della vita ma anche da due scelte di cuore. La prima è appunto Bologna; la seconda porta a Roma perché è dal gennaio scorso che il suo nome è associato a quello di Gian Piero Gasperini che lo ha cresciuto e cullato all’Atalanta. Una cosa pare certa: il Bologna in quella zona del campo cerca e vuole trovare un elemento importante; impossibile con la perizia di Remo ma certamente di livello importante. […]

(gasport)

Gasp fa piazza pulita: staff, medici, dirigenti. Vuole incidere di più e chiede chiarezza

Se le parole sono pietre, le sue Gasp ha deciso di scagliarle contro il muro delle incomprensioni, o almeno ciò che ne resta dal momento in cui Ranieri è fuori dai giochi e Massara è destinato a seguirlo a breve. Dopo la vittoria sulla Fiorentina, il tecnico ha ribadito l’urgenza di una maggiore chiarezza interna, ha parlato di necessario supporto nelle scelte e soprattutto ha chiesto a gran voce di salvaguardare questo gruppo, lo stesso che la proprietà ha lasciato intendere di voler rivoluzionare nelle ore successive al 5-2 con l’Inter, aggiungendo qualità tramite il mercato. […] La prima: le divergenze sul target degli acquisti. Gasp lo ha spiegato bene: avrebbe voluto lavorare con più gente come Malen e Wesley, preferendo meno colpi ma mirati. Se la Roma insegue ancora la Champions lo deve soprattutto alla capacità del tecnico di tenere unita la squadra mentre sembrava esposta ai venti di Trigoria e all’abilità dei calciatori nel seguirlo evitando ogni crisi di rigetto. Due sere fa Gasperini ha pure ricordato come il 4° posto sarebbe stato maggiormente alla portata se in estate fossero stati fatti degli sforzi diversi, precisando inoltre che “Io lavoro però con le mie idee e se devo farlo con quelle degli altri, meglio trovarmi un altro posto”. Ma il fraitendimento più grande riguarda forse la natura stessa del progetto affidatogli. I Friedkin da due anni a questa parte mettono mano al portafogli quasi esclusivamente per tesserare under 24: da Koné a Soulé, passando per i più recenti El Aynaoui e Vaz, la tendenza dice che i calciatori oltre una certa soglia d’età vengono presi prima in prestito e poi eventualmente riscattati. Dan vuole cominciare a fare plusvalenze, Gasp lo ha accettato ma vorrebbe pure provare a vincere. Lui e il club non sembrano essersi capiti neppure sul ruolo di Ranieri. Gasp, che a giugno ha scelto la Roma anzichè la Juve pensando di lavorare in un ambiente protetto, si è sentito a lungo solo. Gasperini a Roma ha portato il vice Gritti, il collaboratore Fumagalli e i preparatori Borelli e Boccolini. Le altre professionalità sono l’eredità vivente di Ranieri, dal collaboratore Spalla al preparatore Spignoli, passando per il responsabile sanitario Petrucci e agli uomini che si dedicano al recupero degli infortuni, come Bertolone e Catalano. Non con tutti è stato amore a prima vista. L’allenatore è rimasto inoltre perplesso molte volte sulla gestione dell’infermeria: a Trigoria, spesso, dettano legge gli specialisti esterni di fiducia di Friedkin. Da qui i cortocircuiti sui ritardi di condizione e soprattutto sulla scelta di terapie conservative che non sempre hanno dato i loro frutti. Dybala è stato fuori 40 giorni prima dell’intervento al menisco, Ferguson addirittura 45 e poi è finito sotto i ferri mentre per far operare Dovbyk sono serviti dieci giorni di riflessioni in seguito a una ricaduta. “Fare la Roma più forte”, per Gasp, significa cambiarla anche e soprattutto dall’interno.

(corsport)