Affaticamento per Tsimikas: in dubbio la sua presenza contro la Fiorentina

Non solo Zaragoza, nella giornata di ieri Gian Piero Gasperini ha dovuto fare i conti anche con un altro problema fisico. Tsimikas, infatti, ha riportato un lieve affaticamento nell’ultimo allenamento a Trigoria.

Come riporta il quotidiano, la presenza del laterale greco contro la Fiorentina nel match di lunedì sera valido per la 35esima giornata di campionato è in forte dubbio.

(corsera)

Calciomercato Roma: per Soulé si ascoltano offerte a partire da 40 milioni di euro

Il tema plusvalenze torna prepotentemente in casa Roma. I giallorossi dovranno sacrificare qualche pezzo pregiato della rosa entro il 30 giugno a causa dei vincoli imposti dal Fair Play Finanziario. Tra i nomi che potrebbero essere ceduti per ottenere una plusvalenza c’è anche quello di Matias Soulé. L’argentino piace molto in Inghilterra, Bournemouth ma soprattutto Aston Villa sembrano aver messo nel mirino il classe 2003.

Come si legge sul quotidiano, la Roma per il talento argentino prenderà in considerazione solamente delle offerte a partire dai 40 milioni di euro in su. Soulé è arrivato nella Capitale nell’estate del 2024, quando è stato prelevato dalla Juventus per un affare complessivo di 30 milioni di euro.

(corsera)

Settore giovanile, gli appuntamenti del weekend: Under 14 impegnata nel Torneo Selis, playoff per U16 e 17. Primavera in casa della Cremonese

LAROMA24.IT – Continua la rincorsa della Roma di Gian Piero Gasperini per un posto in Champions League e lunedì alle ore 20:45 affronterà la Fiorentina allo Stadio Olimpico in occasione della trentacinquesima giornata di Serie A. I capitolini sono sesti in classifica con 61 punti e il quarto posto occupato dalla Juventus dista tre lunghezze. Intanto nel weekend scenderanno in campo anche le formazioni del settore giovanile della Roma, a partire dall’Under 14 fino ad arrivare alla Primavera.

Torna in campo l’Under 14 di Valerio D’Andrea e lo fa nella 29esima edizione dello storico Torneo Mondiale Manlio Selis (in programma dal 30 aprile al 3 maggio in Sardegna). La Roma è nel Girone E con Scuola Calcio Gigi Riva, Levante Azzurro e Vis Pesaro. L’esordio dei capitolini è da applausi e si presentano con una vittoria per 15-0 contro la squadra che porta il nome della leggenda del calcio italiano: assoluto protagonista del match Rossi, autore di ben cinque reti. Doppiette per Righi, Presutti e Moretti, oltre ai gol di Fall, Zocchi, Bianchi e De Salvo. Oggi, invece, i giallorossi giocheranno sia contro il Levante Azzurro (alle ore 11:15) sia contro la Vis Pesaro (alle 18:30).

L’Under 15 di Mirko Trombetti ha concluso la Regular Season al primo posto in classifica con 56 punti (+4 sulla Lazio seconda) ed è stata sia la miglior difesa (14 gol subiti in 24 giornate) sia il quarto attacco più prolifico (50 reti) del Girone C. Ora inizia la fase finale della competizione e agli ottavi la Roma incontrerà il Napoli, piazzatosi in quinta posizione con 36 punti: la gara di andata contro i partenopei andrà in scena mercoledì 6 maggio alle ore 15 in Campania, mentre il ritorno si giocherà domenica 10 maggio alle 11 a Trigoria.

Chiusa la Regular Season al primo posto in classifica grazie alla migliore differenza reti rispetto alla Fiorentina, l’Under 16 di Marco Ciaralli affronta agli ottavi di finale l’Udinese (quinta posizione nel Girone B con 37 punti). La prima gara, andata in scena a Udine, è terminata con un netto 0-4 in favore dei giallorossi. I capitolini sbloccano la sfida al 26′ con il colpo di testa di Sperlonga su cross di Ferretti e raddoppiano al 39′ con l’incornata in tuffo di Giannelli sulla pennellata di Dattilo. Nella ripresa arriva la doppietta di Giannelli con un altro inserimento in area (assist di Bartolini) e al minuto 80 Dattilo, dopo una bella triangolazione con Basile, realizza la rete del poker. Il match di ritorno, invece, si giocherà domenica 3 maggio alle 11 al ‘Campo Agostino Di Bartolomei’. In caso di passaggio del turno della Roma e della Lazio (che sfida l’Atalanta), ai quarti ci sarebbe il Derby della Capitale.

Chiusa la Regular Season al terzo posto in classifica con 51 punti in 24 partite (a -7 dalla Fiorentina seconda e a -9 dall’Empoli capolista), l’Under 17 di Alessandro Toti affronterà la Sampdoria (piazzatasi in quinta posizione nel Girone A con 41 punti) nel primo turno della fase finale. La partita andrà in scena domenica 3 maggio alle ore 15 a Trigoria e non ci sarà il match di ritorno, motivo per cui in caso di pareggio si andrà ai supplementari ed eventualmente ai calci di rigore. La vincente se la vedrà con una tra Palermo e Como.

L’Under 18 di Mattia Scala dimentica il deludente pareggio per 2-2 in casa del Cagliari e si riscatta battendo 2-1 la Fiorentina in occasione della trentatreesima giornata di campionato. La partita si stappa al minuto 17 grazie alla rete di Dal Bon, che approfitta di un grave errore della Viola in fase di costruzione. Terminato 1-0 il primo tempo, la Roma rientra in campo con il piede sull’acceleratore e sigla il raddoppio al 47′ con il solito Falcetta. La gioia però dura poco e i toscani reagiscono con Loreti, il quale segna il gol che riaccende la Fiorentina. Da questo momento i capitolini soffrono la pressione degli ospiti, che sfiorano il pareggio in due occasioni ma il portiere Bouaskar si supera e blinda la vittoria. Successo importante per i giallorossi, ma la classifica resta invariata a causa del trionfo dell’Inter contro il Cagliari: nerazzurri in testa con 68 punti e una gara in meno, Roma seconda a quota 66. Il prossimo impegno dei ragazzi di Scala sarà in casa del Frosinone e la partita si giocherà mercoledì 6 maggio alle ore 11.

La Primavera di Federico Guidi non può più sbagliare e deve uscire dal periodo di crisi, caratterizzato da una striscia di ben 7 partite consecutive senza vittoria. Oggi alle ore 15 i giallorossi, reduci dal pareggio per 1-1 contro la Juventus, saranno ospiti della Cremonese in occasione della trentaseiesima giornata di campionato: i capitolini sono quarti in classifica con 56 punti e la vetta occupata dalla Fiorentina dista sei lunghezze, mentre la squadra grigiorossa è ultima a quota 24 e – oltre a essere già matematicamente retrocessa – non vince da 7 gare proprio come la Roma. “Ai ragazzi manca la vittoria, ma cerco di trasmettere loro che il successo deve essere figlio delle prestazioni – le parole di Guidi ai canali ufficiali del club -. Noi dobbiamo credere in quello che facciamo quotidianamente perché sappiamo che è la strada giusta per arrivare al risultato. La Cremonese è una squadra matematicamente retrocessa e giocherà con la testa libera, ma noi dobbiamo obbligatoriamente vincere. Ci stiamo giocando l’opportunità di accedere alle fasi finali e sarebbe il coronamento dei sacrifici fatti nel corso di tutta la stagione”.

I calciatori della Roma in Nazionale

L’Italia Under 15 del commissario tecnico Enrico Battisti è impegnata dal 25 aprile al 1° maggio nella 22esima edizione del “Torneo delle Nazioni” e tra i 22 Azzurrini convocati spiccano quattro calciatori della Roma: i difensori Niccolò Chieffallo e Bruno Savarese, il centrocampista Mattia Mirabella e l’attaccante Enzo Diofebo. Il debutto è da sogno e l’Italia batte 3-0 il Galles grazie ai gol di Musah, Danza e Tilli: partiti dal 1′ Savarese (sostituito proprio da Chieffallo al minuto 51), Mirabella (in campo per tutto il match) e Diofebo (fuori al 60′). Contro la Cina, invece, arriva un’inaspettata sconfitta per 2-0 e Chieffallo è l’unico romanista titolare, mentre Diofebo entra nella ripresa e Savarese e Mirabella restano seduti in panchina. Gli Azzurrini si riscattano e chiudono la fase campionato con un successo per 3-0 contro la Romania (reti di Ebagua, Danza e Musah): il ct Battisti lancia Savarese e Mirabella dal 1′, mentre Chieffallo e Diofebo entrano a gara in corso. Con questa vittoria l’Italia termina al terzo posto in classifica con 6 punti alle spalle di Repubblica Ceca e Slovenia (unica a punteggio pieno) e oggi alle ore 11 la Nazionale si giocherà la finale per il terzo posto con la Scozia (stessi punti degli Azzurrini, ma piazzatasi in quarta posizione a causa della differenza reti peggiore).

Tutti gli appuntamenti del weekend

  • Under 14, Torneo Manlio SelisRoma-Gigi Riva 15-0 (5 Rossi, 2 Righi, 2 Presutti, 2 Moretti, Fall, Zocchi, Bianchi, De Salvo) / Roma-Levante Azzurro (oggi ore 11:15) / Roma Vis-Pesaro (oggi alle 18:30)
  • Under 15, andata ottavi di finale playoff campionato: Napoli-Roma (mercoledì ore 15)
  • Under 16, ritorno ottavi di finale playoff campionato: Roma-Udinese (domenica ore 11 – andata 0-4)
  • Under 17, primo turno playoff campionato: Roma-Sampdoria (domenica ore 15)
  • Under 18, 34a giornata di campionato: Frosinone-Roma (mercoledì ore 11)
  • Primavera, 36a giornata di campionatoCremonese-Roma (oggi ore 15)

Gervasoni 4 ore dal PM. I testimoni non parlano di arbitri “sgraditi”

Quattro ore di interrogatorio. Filmati, audio, intercettazioni. Ieri è stato il giorno di Andrea Gervasoni, sentito a lungo dal pm Maurizio Ascione in una sede della Guardia di Finanza a Milano. È arrivato a bordo di un taxi poco prima delle 10.30 ed è uscito intorno alle 15. L’ex supervisore Var, che si è autosospeso sabato scorso insieme a Rocchi, è accusato di aver interferito sul rigore concesso e poi tolto via monitor al Modena durante la partita con la Salernitana dell’8 marzo 2025. Il pm in queste quattro ore avrebbe fatto vedere i filmati degli episodi dubbi e gli avrebbe fatto ascoltare due audio, successivi a quella gara, intercettati: il primo riporterebbe una conversazione tra due persone del mondo arbitrale che menzionano Gervasoni, mentre il secondo racconterebbe di una conversazione tra l’ex supervisore e un’altra persona appartenente al suo stesso settore. […]

«Abbiamo chiarito come Gervasoni non abbia interferito in nessun modo nella circostanza del rigore – ha chiarito il suo legale Michele Ducci – anche perché si trovava in un’altra palazzina. Era a seguire la Serie A e non la B». Una distanza fisica – tra le palazzine corrono alcuni metri, inconciliabili con la presunta ingerenza nella sala Var – che lo renderebbe estraneo, a suo dire, alle polemiche per quel rigore. L’avvocato avrebbe inoltre presentato la planimetria, proprio per giustificare l’impossibilità che Gervasoni si trovasse in quella stanza in quel momento. Ora la palla passa agli inquirenti.

Il pm ha tirato fuori anche l’episodio tanto discusso di Inter-Roma. Quel rigore non assegnato dopo un presunto fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck. Davanti al pm Ascione, l’ex arbitro avrebbe affermato che è stato un «erroraccio del Var», ma non c’è stata alcuna ingerenza. Anzi, che ci sarebbe stato un “briefing arbitrale” proprio su quel caso, che è stato punito giustamente con votazioni negative per i protagonisti.

Nota a margine: quella gara non era nel capo d’incolpazione di Gervasoni, ma era presente nell’esposto dell’ex arbitro Rocca ed è stato uno degli argomenti di cui si è più parlato negli ultimi giorni, così Ascione ha deciso di parlarne. Gervasoni e il suo legale hanno però confermato l’estraneità ai fatti. «Anche qui abbiamo chiarito che non c’è stato nessun coinvolgimento da parte di Gervasoni. E le immagini lo chiariscono. Succede tutto in 15 secondi, non ci sarebbe stato nemmeno il tempo di intervenire. Ci hanno fatto una veloce domanda e niente più», ha spiegato il legale. Poi è intervenuto lo stesso Gervasoni: «Escludo al 100% che l’audio di Inter-Roma sia stato manomesso». […]

(gasport)

Ranieri, divinità abbattuta. Un tradimento alla Tolstoj

Il fidanzato di mia zia tifava per il Catanzaro. Il fidanzato di mia zia viveva per il Catanzaro. Il fidanzato di mia zia mia zia non la vedeva proprio. Aveva occhi solo per il Catanzaro ed era sempre in viaggio. Trenta trasferte, 60 treni, l’ossessione dialettica, non domabile, nei brevi scampoli di presenza in famiglia: «Il capitano è nato nella tua città», mi diceva. «E la mia squadra ha gli stessi colori della Roma». Io tifavo già per la Lazio e dal fidanzato di mia zia non volevo altro che denaro. […]

Il Catanzaro giocava in Serie A e in una domenica di novembre del 1980, in anomala maglia blu, sali a Roma, da terza in classifica, a sfidare la prima. Il suo capitano, Claudio Ranieri, giocava in difesa. Venne ammonito, impedì un gol certo di Falcão a un metro dalla porta e festeggiò con i compagni uno zero a zero che somigliava a uno scudetto. Io e il fidanzato di mia zia prendemmo molto freddo. Tornammo che era quasi buio. Ricevetti un compenso che sputtanai in figurine completando per l’unica volta nella mia vita l’intera raccolta, terminata incollando lo scudetto congiunto del Civitavecchia e del Formia, serie C2, girone C.

L’ultima figurina di Claudio Ranieri, invece, non la trovo. L’ho cercata in un esperimento ibrido durato meno di un anno, ma l’uomo dietro la scrivania, il dirigente della Roma, il “senior advisor” della proprietà americana, pur avendo sembianze familiari, non era lui. L’ho inseguita la scorsa estate, mentre la Nazionale, forse meglio dire la Nazione, lo convocava d’imperio a salvare il Mondiale, e i romanisti in coro, paventando delusione e agitando la sciarpa del più o meno velato ricatto sentimentale, dicevano «Claudio è solo nostro, ha appena firmato, non può tradire». C’era troppa emotività, e l’immagine era fuori fuoco.

La troverò, forse, da domani, tra leoni e domatori, e non sarà il profilo di un agnello perché Claudio Ranieri non è uscito di scena da vittima sacrificale. Dopo 10 mesi da soldato silenzioso si è tolto la divisa, ha deciso che ogni limite ha una pazienza e poco prima che la Roma passeggiasse con il Pisa è andato in televisione. Ha fatto capire che era stanco di ascoltare le lamentele di Gian Piero Gasperini, il suo allenatore. […]

Gasperini ha negato gli addebiti. Si è travestito da passante, da educanda, da cane bastonato. Si è detto stupito. Ha parlato di fango e teatrini. […]

Poi, a corpo ancora caldo, quando la famiglia Friedkin ha deciso di congedare Ranieri con tre righe così rozze, sgradevoli e ingenerose che scegliere è arduo, e non solo, come celiava Dino Risi, «perché il sostantivo è morto ucciso dall’aggettivo», lago ha deciso che il golpe in atto pretendeva un altro sacrificio, suggerito nella figura del direttore sportivo, Ricky Massara. Cosa fatta capo ha, e quindi via Ranieri, via Massara e pieni poteri al generale Gasperini fino alla prossima sconfitta. Nessun favore popolare è più effimero che nel calcio. Dura solo un attimo la gloria perché l’isteria non è amica del raziocinio, e in un gioco in cui, come sottolineava Aurelio De Laurentiis, «chi vince è un eroe e chi arriva secondo è un coglione» non c’è progetto che resista più di 90 minuti, e gli altari sono costruzioni di cartapesta, diventare un fondo di magazzino è una prospettiva plausibile.

Dovrebbe saperlo chi, avviato ai suoi primi 69 anni, è restato in sella, e non lo ignora certamente chi all’anagrafe ne ha 74 ed è stato assassinato verso sera da quelli che oggi si girano dall’altra parte e ritirano la mano. Negli squallidi consuntivi di chi non sa niente e pensa di sapere ogni cosa e nei baccanali a posteriori di chi, non avendo mai amato Ranieri, oggi festeggia riscrivendo la storia e impastando sollievo e revanche, sosta il paradosso. […]

Claudio, Re di Roma, demiurgo, santo, taumaturgo e intoccabile vate fino a ieri, somiglia ora al profilo di una divinità abbattuta, ma come diceva Jean Meslier, uno che in Dio confidava pochissimo, l’importante è che non si bestemmi: «Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità». E quindi no, non pensiamo che Claudio Ranieri abbia destabilizzato il contesto, contesto mai stabile per definizione, allo scopo di difendere sé stesso. E non siamo persuasi dall’idea che, con la meritata considerazione che lo ha sempre circondato, abbia deciso di derogare alla sua unica religione, il romanismo, per diventare empio e fare il male della squadra per cui ha vissuto.

Ranieri ha tracciato un confine con lo stesso slogan di cui hanno abusato in tanti: «La Roma prima di tutto». Ha tentato di ristabilire un principio, di trovare una forma più equa di suddividere le responsabilità, di rimettere ordine. Forse non si è fatto capire. Probabilmente non lo hanno capito. Con ragionevole certezza, per ragioni di convenienza, soprattutto economiche, non lo hanno voluto capire. È stato licenziato, va bene. Ma verrà il momento di capire il perché. […]

A Roma, casa sua, gliel’hanno parcheggiato fuori dalla porta con la freddezza e l’ineleganza che si riserva agli estranei. A quelli che molestano. A quelli che importunano. Chi è che agitava la quiete? Chi disturbava davvero il manovratore? Chi è stato lo yes-man, in questa storia? Chi ha tradito? Chi ha lavo rato nell’ombra? C’è stata invidia, dolo, complotto? Se Ranieri, come è stato ingenerosamente ripetuto, era solo un esecutore delle volontà proprietarie, come mai a casa è andato proprio lui? Come suggerisce Paolo Sorrentino, è infinita la commedia delle domande e striminzita quella delle risposte, ma arriveranno, anche quelle, per chi sa aspettare. La memoria è merce deperibile. La gratitudine, il sentimento del giorno prima. […]

In più di mezzo secolo di pallone, Ranieri ha conosciuto chiunque. Ha allenato in alcune delle più importanti realtà italiane ed europee. Ha vinto molto e qualche volta ha dovuto cedere il passo, ma non ha mai perso la partita con lo specchio: «Se mi osservo, la mattina, ho l’esigenza di non sputarmi in faccia». Se c’è una cosa di cui non lo si possa accusare, in un percorso lunghissimo che parte dalla fine degli anni Sessanta, è di aver preferito la prudenza al coraggio. […]

Il calcio non ha logica. Il calcio è un labirinto senza via d’uscita. Il calcio è una continua ricerca del consenso, un acritico quanto ipocrita inchino al popolo, alle sue infatuazioni momentanee, alle narrazioni unidirezionali. Il calcio è una guerra quotidiana armata sulle notizie. Per lo più provvisorie, false, manichee. Si va a vento, sospinti dalle ondate, come quando si calcia con forza un Super Tele. Si può intuire una strada da seguire e leggere una filologia soltanto nei comportamenti, nella biografia, nella coerenza. Ranieri l’ha abbracciata fino alle estreme conseguenze. Non ce la faceva più e si è liberato. A luglio, presentando Gasperini davanti alla stampa spiazzò l’uditorio: «Era antipatico anche a me». Seguirono sorrisi, abbracci e promesse di futuro. Non c’era. […]

Claudio e Gian Piero non si sono trovati al bivio delle reciproche similitudini, ma hanno allargato il solco delle rispettive differenze e hanno finito per allontanarsi giorno dopo giorno. Chi aveva ragione? Chi torto? Chi ha giocato pulito? Chi sporco? Ci sarebbe da ristabilire l’onore delle armi, ma la società che ha «unilateralmente» allontanato Ranieri dopo averlo blandito, onorato e celebrato non ha avuto la grazia di preoccuparsene. […]

(Domani)

A Cremona per ritrovare la vittoria

Il momento è delicatissimo. La baby Roma, infatti, non riesce più a vincere e ha visto scappare via Fiorentina, Parma e Cesena. Il successo manca da sette turni di campionato (5 pareggi e 2 sconfitte]. Il calendario, però, viene in soccorso di Seck e compagni, impegnati oggi nella trasferta contro la Cremonese, ultima della classe e già retrocessa.

«È obbligatorio vincere. Le nostre motivazioni devono essere più forti di qualsiasi cosa. Accedere alle fasi finali è l’obiettivo», ha detto Guidi alla vigilia, senza girare attorno alla crisi di risultati.

Mancano tre giornate al verdetti: la post season è ampiamente alla portata del piccoli giallorossi, chlamati a blindare il quarto posto in classifica negli ultimi 270′ dai possibili attacchi di Bologna, Atalanta e Inter. Capitolo formazione. Arena si è sbloccato sotto porta realizzando un rigore contro la Juventus: l’attaccante classe 2009 sarà confermato come boa centrale del 3-4-2-1. […]

Gosens e Parisi in dubbio, Piccoli vorrebbe «forzare». E Kean sarà di nuovo papà

Moise Kean ha lasciato Firenze. Nelle prossime ore diventerà padre per la seconda volta. L’attaccante non sarà quindi disponibile per la trasferta di lunedì all’Olimpico, allungando a sei partite consecutive la sua assenza. […]

Orfana di Kean, la Fiorentina continua a preparare la partita contro la Roma. L’allenamento di ieri ha confermato le tiepide buone notizie per quanto riguarda i recuperi di Gosens e Parisi, entrambi parzialmente in gruppo agli ordini di Vanoli. Le chance di vederli fra i convocati ci sono, anche perché pure Balbo rimane in forte dubbio dopo l’infortunio patito contro il Sassuolo e a causa del quale sta seguendo un percorso di lavoro differenziato. Qualche speranza la continua a conservare anche Piccoli, che comunque fino a ieri ha continuato a lavorare a parte.

Oggi dovrebbe tornare ad allenarsi con i compagni Fortini. Vanoli prova così a recuperare qualche pezzo importante della sua squadra in vista della volata finale del campionato. […]

Anche all’Olimpico – con ogni probabilità – dovrà rinunciare in partenza a un centravanti di ruolo. In questo senso la candidatura di Gudmundsson da falso nove sarà riproposta. […]

Spese in viola: la “lista Gasp”

Occhio ragazzi perchè il ‘nemico’ (in senso assolutamente sportivo) vi guarda. Vi guarda e lo farà con grande attenzione. E con l’idea di segnare il vostro nome sull’agenda dei giocatori da inserire nella lista degli acquisti della prossima estate. Occhio, ragazzi, tre nello specifico, perché lunedì sera, all’Olimpico, Gian Piero Gasperini oltre a rispettarvi e temervi come avversari della sua Roma, vi darà un’occhiata speciale. Appunto nella direzione del futuro.

I nomi? Sono quelli del brasiliano Dodò, del jolly offensivo Gudmundsson e del giovane Fortini. Per quest’ultimo, sia chiaro, la finestra della trasferta di Roma si aprirà solo dopo il via libera del medico, ma di sicuro, accostare il suo domani a quello del mercato giallorosso, è una sorta di piccola-grande certezza che ha preso corpo già un annetto fa ed è stata confermata durante le operazioni di gennaio: in parole povere, Fortini è uno dei talenti giovani che Gasperini stima moltossimo (e da sempre) e per il quale tornerà a pressare sui suoi dirigenti per arrivare al suo acquisto.

Cominciamo da Dodò. Esterno di copertura e di spinta, in affanno in questa stagione disastrata della Fiorentina, il brasiliano è sicuramente un giocatore che Gasp allenerebbe volentieri. e al quale consegnerebbe la corsia di destra della sua squadra. Poi, al netto delle questione tecnico-tattiche, di sicuro c’è che il contratto in scadenza e le poche sensazioni positive nella direzione del suo rinnovo, Dodo è un giocatore che può concretamente essere al centro di situazioni di mercato alla fine del campionato. E la Roma sarebbe una di queste situazione.

Leggermente diverso il discorso relativo a Gud. Anche perché il giocatore ha un contratto importante con la Fiorentina e che di conseguenza questo spinge e spingerà il club a presentare a chiunque un cartellino-prezzo importante (non meno di una quindicina di milioni). Detto ciò, comunque, non è un segreto che anche la scorsa estate (proprio come era stato per Fortini) la Roma aveva manifestato un certo interesse nella direzione dell’islandese. […]

(La Nazione)

Rocchi intercettato tira in ballo al telefono un dirigente dell’Inter

E così i due dirigenti arbitrali più influenti della serie A – Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni – erano sotto intercettazione già più di un anno fa, e chissà se lo siano ancora. Proprio da uno di questi ascolti finalmente si può capire qualcosa di più dell’inchiesta della procura milanese sull’accusa di designazioni non proprio cristalline. Perché il 2 aprile 2025, a San Siro, l’ex designatore Rocchi sta parlando al cellulare con qualcuno del settore e nella conversazione, stando agli atti, tira in ballo un uomo dell’Inter: la figura operativa che per il club tiene i rapporti con gli arbitri partita per partita.

Secondo la procura proprio questa telefonata captata è determinante nel costruire il capo di imputazione a carico di Rocchi, accusato di concorso in frode sportiva con altre persone. Perché è in questo colloquio che l’ex designatore avrebbe riferito quali scelte arbitrali sarebbero state gradite o meno al club nerazzurro, si apprende declinato nella figura di Giorgio Schenone (non indagato).

Secondo l’accusa, da questo condizionamentoda capire se avvenuto in forma diretta o riferita – l’ex designatore avrebbe schierato in campo due fischietti ad hoc. E cioè Andrea Colombo, «gradito» all’Inter per la partita col Bologna del 20 aprile e Daniele Doveri, invece meno apprezzato dal club e quindi «combinato» sul ritorno di semifinale di Coppa Italia per «schermare» l’ipotesi che dirigesse l’eventuale finale e ulteriori partite di stagione con l’Inter in lotta per lo scudetto (vinto dal Napoli). […]

Gervasoni ha risposto anche in merito a Inter-Roma del 27 aprile scorso, sul fallo non fischiato al nerazzurro Bisseck “cinturato” da Ndicka: «È stata questione di 15 secondi, non sono intervenuto nella scelta» del Var Di Bello e dell’Avar Piccinini, al contrario di quanto testimoniato da arbitri ed ex al pm. Poco dopo, al telefono con Rocchi, si sarebbero ammessi «l’erroraccio» commesso nel non richiamare l’arbitro.

(Repubblica)

Friedkin-Gasp incontro per il DS

A Trigoria stanno per arrivare giorni decisivi. Il weekend dei Friedkin nella Capitale non sarà una semplice visita di cortesia, ma l’inizio operativo della nuova Roma. Il primo dossier sul tavolo del presidente sarà inevitabilmente quello del direttore sportivo. Massara continua a lavorare sottotrac-cia, concentrato soprattutto sulle uscite e sulla necessità di chiudere plusvalenze entro il 30 giugno. Ma il casting per il nuovo ds è già entrato nel vivo.

La proprietà vuole un uomo di calcio, uno che conosca il campionato italiano, capace di scovare talenti e costruire squadre competitive senza sprechi. Sul tavolo ci sono profili pesanti: D’Amico, Sogliano, Manna, fino a Nani dell’Udinese. Tutti dirigenti che nelle ultime stagioni hanno lasciato tracce importanti nei rispettivi club. E a proposito di figure del club, anche la questione Totti può essere chiusa nei prossimi giorni: l’ex capitano aspetta una chiamata dalla proprietà per firmare il contratto.

Intanto Gasperini si prepara a prendere in mano il Fulvio Bernardini con un peso specifico mai così forte. La fiducia dei Friedkin nei suoi confronti è totale. Tradotto: più poteri, più voce nelle decisioni, più centralità tecnica. Sul mercato, poi, arriva un segnale forte della proprietà: ci sarà un budget indipendentemente dalle cessioni per il fair play. […]

(corsport)