TREVISANI: “Il crollo della Roma è mentale” – FELICI: “Questa società non è in grado di creare una squadra importante”

A due giorni dalla sconfitta contro l’Inter, nell’etere romano si analizza la situazione giallorossa. “Il crollo della Roma è mentale e anche l’allenatore c’entra se la squadra non riesce a reagire. Per me i giallorossi non ripartiranno la prossima stagione con il trio Ranieri-Massara-Gasperini”, il pensiero di Riccardo Trevisani. Così invece Antonio Felici: “I giocatori sono stati cambiati, gli allenatori sono stati cambiati, quindi è la società che non è capace a creare una squadra importante. Questo è il problema. I soldi li hanno messi, ma li hanno spesi male.”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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La Roma deve alzare il livello e prendere tre titolari veri (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La Roma non va in Champions League da 8 anni, ma perché la colpa viene sempre data a chi compra e mai a chi dirige? (FERNANDO ORSIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Gasperini deve fidarsi di chi lavora con lui altrimenti diventa difficile (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Il blocco della Roma è mediocre, è finita anche la favoletta delle cavalcate europee… (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport, 90.9)

Non è tutto da buttare ciò che abbiamo visto in questa stagione. Se la Roma fa 9 punti nelle prossime tre partite sono le altre che devono preoccuparsi… (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

La Roma sarà costretta a rinnovare il contratto di determinati calciatori perché in estate non potrà acquistarne dodici nuovi (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport, 90.9)

L’Inter affrontata dalla Roma non era irresistibile. Prendere il terzo gol in quel modo significa che c’è un livello generale tecnico e di attitudine non adeguato (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport, 90.9)

Il crollo della Roma è mentale e anche l’allenatore c’entra se la squadra non riesce a reagire. Per me i giallorossi non ripartiranno la prossima stagione con il trio Ranieri-Massara-Gasperini (RICCARDO TREVISANI, Manà, Manà Sport, 90.9)

La rivoluzione annunciata dopo Inter-Roma? Mi sembra un discorso molto simile a quello fatto dopo la sconfitta contro il Como e in quell’occasione non cambiò nulla… (MARCO JURICManà Manà Sport, 90.9)

Non ho mai messo in discussione Gasperini come allenatore, ma qui a Roma si è montato la testa. Dovrebbe essere un allenatore che ottiene i risultati con il lavoro, dato che non è mai stato un Guardiola. Non capisco perché boccia i giovani senza farli giocare… (FABIO PETRUZZI, Retesport, 104.2)

I giocatori sono stati cambiati, gli allenatori sono stati cambiati, quindi è la società che non è capace a creare una squadra importante. Questo è il problema. I soldi li hanno messi, ma li hanno spesi male. Gasperini è noto in tutto il mondo per fare un certo tipo di calcio. Non ce la possiamo prendere con Cristante se non è Iniesta (ANTONIO FELICI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

Casa Pia-Benfica, Mourinho si scaglia contro la squadra nel postpartita: “Non voglio più far giocare alcuni calciatori”

Il solito Josè Mourinho. L’attuale allenatore del Benfica nel post partita della sfida pareggiata per 1-1 contro il Casa Pia, ha parlato con toni duri e senza mezzi termini. Un passo falso che ha, di fatto, messo la parola fine alle speranze del Benfica di raggiungere il primo posto.

L’ex Roma ci è andato giù pesante e ha manifestato tutta la sua delusione per il pareggio. “Devo riflettere bene. Devo riflettere bene insieme alla società perché in questo momento avrei voglia di non far giocare più alcuni giocatori. Ma ci sono valori superiori in gioco. Sono asset del club, e anche se non volessi continuare con alcuni di loro, forse è più facile proseguire cercando di valorizzarli piuttosto che osteggiarli, ma fondamentalmente è così”. Parole che rischiano di portare a una rottura con il club e con la squadra.

La Roma e il mal di attacco: mai così pochi gol alla 31esima giornata di A dal 1994-1995. Per Gasp dato peggiore negli ultimi dieci anni

LAROMA24.IT – (FABIO D’ASCANIO) La stagione della Roma sta scivolando via. Dopo la batosta di San Siro, la formazione di Gasperini è entrata, per forza di cose, in un periodo di crisi. Nell’ultimo mese, tra la corsa Champions divenuta molto complessa e l’addio doloroso all’Europa League, i giallorossi si sono persi. E il punto di forza della prima metà di stagione, ovvero la difesa, non è più una certezza. La porta di Svilar viene violata più volte, numeri completamente opposti per quella che per mesi è stata la migliore difesa d’Europa. Nel mentre, i numeri del reparto offensivo sono migliorati, complice soprattutto l’arrivo a gennaio di Malen, che si è preso sulle spalle l’attacco. Ma l’olandese, da solo, non basta. Alla 31esima giornata di campionato,la Roma ha prodotto 42 reti. Un dato che segna un record negativo per i giallorossi. Mai così pochi gol a questo punto del campionato negli ultimi 30 anni.

Questa mancanza di gol, inoltre, arriva con un uomo in panchina che nel recente passato è stato capace di guidare l’Atalanta per ben due volte a realizzare più di 100 gol complessivi in stagione: 103 reti nel 2018-2019, e 116 nel 2019-2020. Con la Roma per Gasperini si tratta di un trend completamente opposto. D’altronde il tecnico non ha mai nascosto il suo malcontento e le sue esigenze (mancate) per il reparto offensivo. L’estate scorsa in pochi si sarebbero aspettati una vena realizzativa così povera della Roma targata Gasperini .

Tornando indietro nel tempo, per trovare una stagione meno prolifica della Roma a questo punto del campionato bisogna tornare alla stagione 1994-1995, con soli 36 gol realizzati.

Per quanto concerne, invece l’attuale tecnico giallorosso, per trovare un campionato meno prolifico alla 31esima giornata bisognare tornare alla sua esperienza al Genoa, nello specifico alla stagione 2015-2016, con 36 reti.

Pruzzo: “Alla Roma servono giocatori di alto livello. Gasperini e Massara devono rimanere”

IL MESSAGGERO – Roberto Pruzzo, storico attaccante della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato sul momento della squadra giallorossa. Ecco le sue parole.

Serve una rivoluzione?
«La squadra va rinforzata e significa prendere 3/4 giocatori di livello superiore, non delle semplici alternative ma dei titolari. È questo che è mancato negli ultimi anni. Servono dei calciatori che alzino la qualità. Per esempio, nelle ultime stagioni sono arrivati Aouar, Le Fée e El Aynaoui dal campionato francese. Il primo non so neanche dove sia finito, ma sono dei profili che non hanno inciso. C’è bisogno di giocatori pronti. Cristante dovrebbe essere una buona alternativa. Se deve tirare la carretta dall’inizio della stagione è un limite».

Anche Mancini e Pellegrini dovrebbero diventare delle alternative?
«Serve un difensore sopra la media, un centrocampista che prenda in mano la squadra e due attaccanti più forti. Non so che cosa hanno in mente Pellegrini e la società ma il rendimento non è continuo. Per fare un passo in avanti vanno coperti questi ruoli».

Il 3-3 con la Juve ha cambiato tutto?
«Assolutamente no, a meno che la squadra non sia debole a livello mentale. L’episodio andava gestito meglio, ma le partite seguenti sono state diverse. La Roma era partita bene. Si sono aggiunti una serie di infortuni che hanno complicato le cose, e se non hai i cambi… Mancano le alternative davanti quando c’è bisogno di risolvere le partite sporche».

A gennaio serviva qualcosa in più?
«Zaragoza e Vaz non bastano ma nel mercato di riparazione è complicato. Forse in estate si doveva fare meglio. Ne servivano tre di un livello superiore e non sono stati presi».

Massara merita la conferma?
«Certo. I direttori sportivi fanno il lavoro sporco, devono essere collegati con allenatore e società per cercare di trovare le soluzioni migliori. Il confronto, anche forte, col tecnico ci deve essere, ma l’importante è che l’obiettivo comune sia quello di prendere giocatori forti».

E Gasperini?
«Deve rimanere. La squadra nelle prime partite aveva un’identità chiara poi le cose non sono andate nel verso giusto ma la Roma deve ripartire dalla sua voglia di vincere».

X, la Roma festeggia il compleanno di Delvecchio: “Tanti auguri, SuperMarco” (FOTO)

Oggi, 7 aprile, Marco Delvecchio spegne 53 candeline. L’uomo dei derby è stato campione d’Italia con la Roma nel 2001 e nello stesso anno ha vinto anche la Supercoppa italiana. 300 presenze in maglia giallorossa, condite da ben 83 reti.

Il club ha voluto omaggiare la leggenda romanista in questo giorno speciale: “Tanti auguri, SuperMarco” è il messaggio scritto in un post pubblicato su X.

Watford, Bove: “Il malore? Ricordo solo di essere caduto e pensai a un incidente d’auto. Mourinho fu il primo a scrivermi, abbiamo un rapporto speciale”

DAILY MAIL – Edoardo Bove, ex centrocampista della Roma e ora in forza al Watford, ha rilasciato un’intervista al tabloid britannico e tra i vari temi trattati si è soffermato sull’arresto cardiaco avuto nel corso di Fiorentina-Inter del 1° dicembre 2024. Ecco le sue parole: “Ho cominciato una nuova vita. Non rimpiango niente perché tutto quello che mi è accaduto mi ha reso più forte. L’ultimo cosa che ricordo è quando sono caduto a terra. Mi svegliai in ospedale senza sapere cosa fosse successo, pensavo di essere stato coinvolto in un incidente d’auto. Prima di tutto ciò mi sentivo come un supereroe. Poi il buio e le parole dei medici che pesavano come macigni: mi dissero che non avrei più giocato a calcio. Ogni tanto pensavo: ‘Cosa farò adesso?’. Sono stati giorni davvero difficili, dove ogni cosa sembrava andare per il verso sbagliato”.

Il defibrillatore sottocutaneo?
“Ho un nuovo amico nel mio corpo. Quando ti vedi cambiato allo specchio può essere doloroso, ma per me non lo è stato. Sono fortunato che sia successo a 22 anni: ero abbastanza maturo per capire, ma con l’energia di un ragazzo per reagire”.

Il rapporto con Mourinho?
“Si prende cura di tutti i giocatori che ha allenato. Mi ha scritto per primo dopo il malore, ma visto che non potevo rispondere a nessuno è riuscito a recuperare i numeri di telefono dei miei genitori per stare vicino a loro. Ho un incredibile rapporto con lui, è una persona fondamentale per me e per la mia famiglia”.

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Calciomercato Roma, a giugno la cessione di almeno un big: Ndicka, Koné, Pisilli e Wesley i sacrificabili scelti dal club

C’è aria di rivoluzione in casa Roma e in estate gran parte della rosa sarà modificata. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, gli intoccabili per i Friedkin e Gian Piero Gasperini sono Wesley, Manu Koné, Donyell Malen, Mile Svilar, Niccolò Pisilli, Evan Ndicka, Neil El Aynaoui, Robinio Vaz, Daniele Ghilardi e Jan Ziolkowski (seguito dal Newcastle). Allo stesso tempo però la società giallorossa deve fare i conti con il settlement agreement ed entro il 30 giugno è prevista la cessione di almeno un big: la lista dei sacrificabili scelta dal club include – in ordine di apertura all’addio da parte della Roma – Ndicka, Koné, Pisilli e Wesley.

(La Repubblica)

IL PUNTO DEL MARTEDÌ – FERRETTI: “Gasp non vorrebbe vedere metà di quelli che sono a Trigoria” – LO MONACO: “Friedkin deve decidere a chi dare fiducia”

La Roma esce sconfitta sonoramente da San Siro. I giallorossi falliscono l’ennesimo big match stagionale, e stavolta ne escono con le ossa rotte. L’Inter ne rifila 5, in una partita che nel secondo tempo ha visto la truppa di Gasperini crollare completamente. Le assenze importanti hanno complicato la missione, ma non giustificano la goleada, come scrive anche Mimmo Ferretti su Il Corriere dello Sport: “Le assenze anche a Milano hanno condizionato il rendimento del gruppo ma a tutto c’è, deve esserci un limite. La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso, perché in certi casi non esistono incolpevoli”. E così la Roma si ritrova nuovamente nel solito limbo. Arrivati ad aprile la Champions League è un miraggio, e questa squadra sembra cadere sempre negli stessi problemi. Serve una svolta decisiva, un cambiamento netto all’interno della rosa, come auspicato da Daniele Lo Monaco su Il Romanista: “Se davvero Dan Friedkin a cuore questo club e vuole portarlo in alto, come sempre informalmente Il club fa sapere, deve decidere adesso a chi dare fiducia: se la scelta è, come la logica vorrebbe, ribadire piena fiducia a Gasperini , la conseguenza è mandar via tutti quelli che non sono disposti a seguirlo fino in fondo e rendere subito operativo il piano del rafforzamento della squadra secondo le sue indicazioni”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


T. Carmellini – IL TEMPO

Sembra ieri che nella Capitale, sponda giallorossa, si «perculava» l’ex dg Baldini sul fantomatico «progetto». Una parola attorno alla quale si sono schiantati sogni, prese bufale, «lisciato» (di poco) obiettivi e cacciato persone (più o meno capaci). All’insegna del «progetto» a Roma si è fatto in passato di tutto, perché «tutto» era sacrificabile all’insegna del solo e unico PROGETTO. Ora che, molti anni dopo, le stagioni giallorosse sembrano assomigliare tutte maledettamente l’una all’altra, la parola in questione si usa meno, ma la sostanza è più o meno la stessa. Con gli americani in campo cambia il linguaggio ma bisognerebbe rimanere centrati sull’obiettivo finale. Friedkin fa trapelare, dopo l’ennesimo ko con una big, una «rivoluzione» a fine stagione: cosa tra l’altro già annunciata a dicembre 2024, ma poi non se ne fece più nulla. E va pure bene (tanto i tifosi romanisti di annunci simili ne hanno sentiti molti nel corso degli anni), il problema semmai è il fare, dopo il dire. Le parole sono belle ma restano appese nell’aria, adesso invece è il momento di entrare in azione e consentire alla Roma di fare l’ambito salto di qualità. Eppoi, bisognerebbe iniziare ad allinearsi tutti alle stesse posizioni, perché mentre la proprietà indicava i «veterani» come uno dei problemi da risolvere per il futuro, l’allenatore domenica sera (per l’ennesima volta) continua a difenderli a spada tratta palesando una stima tutt’altro che scontata. Insomma, c’è da mettersi intorno al tavolo e decidere prima gli uomini (dirigenza e staff compresi), poi i protagonisti della Roma del futuro e infine porsi degli obiettivi. Tutto questo per evitare che l’anno prossimo, allo stesso punto della stagione, ci si ritrovi come oggi a fare un altro bilancio amaro: l’ennesimo.


P. Condò – IL CORRIERE DELLA SERA

[…] Il pareggio di Udine, scialbo e camminato, ha rallentato l’allungo del Como verso il quarto posto. Nulla di strano, quando un traguardo esagerato diventa palpabile un po’ di braccino è nelle cose. Ma la frenata gli riporta addosso il fiato della Juve, non finisce la Roma e riapre uno spiraglio perfino all’Atalanta. La Juve ha disegnato un primo tempo di gioco e di impeto, una bellezza cui il Genoa non ha fatto nemmeno il solletico, ma in coerenza con l’intera stagione si è fermata a metà strada, e se i rossoblù non avessero sbagliato il solito rigore — quarto su otto -la loro reazione sarebbe stata molto pericolosa. Alla vigilia del match Spalletti s’era seccato per l’insistenza delle domande sul contratto, ma era stato lui a segnalare la pausa come momento più propizio per la firma, previa discussione su cosa manchi a questa Juve. La risposta visto l’andazzo è soprattutto mentale, ma esistono uomini che impersonificano questa dote: uno di loro è Ederson, che sta riportando sotto l’Atalanta e che l’Atletico vorrebbe aggiungere alla sua collezione made in Bergamo. Nelle prossime due settimane, Palladino affronta Juventus e Roma, il che significa che ha ripreso nelle mani buona parte del suo destino. […]


G. D’Ubaldo – CORRIERE DELLO SPORT

La netta sconfitta contro l’Inter, ancora più netta del 5-2 stabilito dal campo,
conferma le difficoltà della Roma contro le grandi. La squadra di Gasperini non ha mai vinto contro i club che la precedono in classifica, con le quali ha collezionato solo tre pareggi e una vittoria (contro il Como). Ma nonostante gli ultimi risultati negativi (solo otto punti nelle ultime sette partite), nulla è ancora perduto. Il quarto posto occupato dal Como dista solo quattro lunghezze, la Juventus ha tre punti in più, ma negli ultimi sette turni la Roma può recuperare posizioni, perché l’Udinese ieri ha fermato la squadra di Fabregas e questo significa che tutto può ancora succedere. Anche la Juventus ha avuto un rendimento altalenante. […] Il rendimento del reparto arretrato è calato paurosamente nella seconda parte della stagione. Quella che è stata che è stata la difesa meno battuta fino a un paio di mesi fa, oggi è solo quinta e nella partita di domenica ha preso tanti gol quanti ne aveva incassati nelle prime undici partite di campionato. C’è qualcosa da rivedere nella retroguardia, troppi errori individuali hanno frenato il cammino di Gasp. Svilar ha avuto qualche incertezza, ma resta uno dei migliori portieri della serie A. NDicka, Hermoso e Ghilardi, ora che mancherà Mancini, sono difensori affidabili. Bisogna ripartire da quello che è stato il punto di forza della squadra fino a pochi mesi fa.
Da dodici anni la Roma partecipa sempre alle competizioni europee, ci sono i presupposti per non restare fuori nella prossima stagione. […] A questo punto della stagione undici sconfitte sono tante, nell’epoca dei tre punti solo con Luis Henrique erano state di più (12), ma questa Roma non dà la sensazione di essere una squadra rassegnata. Nelle ultime partite Pellegrini ha incarnato questo spirito, anche sabato contro l’Inter è stato l’ultimo ad arrendersi. Nelle ultime otto partite ha tre gol e tre assist al suo attivo. In attesa di conoscere il futuro, guiderà la Roma in questo finale di stagione e Gasperini sa che su di lui può sempre contare.


I. Zazzaroni – CORRIERE DELLO SPORT

[…] Il giorno di Pasqua si è notata una volta di più la distanza tra Inter e Roma sul piano della qualità e della completezza dell’organico. La Roma dei Friedkin continua a commettere gli errori del primo giorno, non avendo ancora chiari l’indirizzo e i valori del calcio nel quale opera: assumere campioni della panchina quali Mourinho e Gasperini senza dotarli di una struttura tecnica di livello produce solo gli effetti indesiderati. In estate la proprietà si ritroverà nella condizione di dover rifare la squadra partendo da pochissime certezze e risorse limitate dal FPF. Non è il caso di cambiare strategia? Il Como ha un senso, è indiscutibile, così come l’Atalanta che ha messo a frutto le esperienze degli ultimi nove anni: Luca Percassi sa fare calcio. A modo suo, ma lo sa fare bene. La Juve è ancora alla ricerca di una superiorità tecnica che rispetti la sua storia, lo status: deve salire in fretta di livello e Spalletti può aiutarla nella crescita. […]


D. Lo Monaco – IL ROMANISTA

[…] Di scelte strategiche sbagliate che hanno portato a nuovi suggestivi e complicatissimi aggiustamenti ne sono state fatte tante ormai che si è perso il conto […] Se davvero Dan Friedkin ha a cuore questo club e vuole portarlo in alto, come sempre informalmente il club fa sapere, deve decidere adesso a chi dare fiducia: se la scelta è, come la logica vorrebbe, ribadire piena fiducia a Gasperini, la conseguenza è mandar via tutti quelli che non sono disposti a seguirlo fino in fondo e rendere subito operativo il piano del rafforzamento della squadra secondo le sue indicazioni (e del Ffp, ovviamente). Altrimenti va mandato via lui e si parta con l’ennesima ricostruzione da zero: e che vi accompagni chi ancora è disposto a farlo.


M. Ferretti – CORRIERE DELLO SPORT

[…] La risposta di Milano è stata inequivocabile: la Roma è scoppiata. Esplosa. Anzi, implosa. Una sorta di record, il suo, di cui non vale la pena vantarsi. Oggi il gruppo a disposizione di Gian Piero Gasperini è qualcosa di indefinito, tradito (soprattutto) da se stesso e non soltanto da fattori esterni. Il muro difensivo, per dirne una, si è sgretolato, non esiste più. È stato abbattuto e mai più ricostruito, e far gol alla Roma oggi è più facile che ordinare un caffè al bar. La fragilità difensiva, sia chiaro, è figlia di un guasto che chiama in causa la squadra intera. Che gioca un calcio talmente strano (brutto…) che addirittura è impossibile etichettarlo. E pensare che gli uomini sono gli stessi della difesa più forte d’Italia, anzi d’Europa. Ricordate? Roba di pochi mesi fa, non di una vita fa. Cosa è accaduto? Perché la difesa della Roma è diventata un colabrodo? Di chi è la responsabilità? Dare una risposta immediata a queste domande: ecco l’Imperativo in casa Roma perché il quarto posto è lì a (soli) 4 punti. Al di là della pochezza tecnica (e tattica), ciò che colpisce della squadra attuale è l’assoluta mancanza di comprensione, di lettura della partita. E, quindi, di un adeguato comportamento. [..] Le assenze anche a Milano hanno condizionato il rendimento del gruppo ma a tutto c’è, deve esserci un limite. La colpa non può essere sempre di chi non c’è: le responsabilità, in realtà, sono sempre di chi c’è. Allenatore compreso, perché in certi casi non esistono incolpevoli. Però l’analisi, seppur spietata, deve essere logica. Gasp quanto c’entra nel crollo post Roma-Juventus della sua squadra? Fare un confronto tra le “riserve” dell’Inter e quelle della Roma significa farsi del male. Però aiuta a capire. Dei quattro acquisti di gennaio, solo Malen ha giocato. Gli altri sono rimasti in panchina. Inutilizzati. Inutili, a ben vedere. E mentre cominciano ad affiorare le tipiche riflessioni ad alta voce di tempi come questi (“Ah, se fosse rimasto Ranieri…”, la più gettonata) la società continua a pensare al futuro mantenendo il punto di inizio stagione: anno di transizione.
Con l’obiettivo di confezionare un cambiamento radicale nei prossimi mesi. Esattamente ciò che chiede, misurando le parole, Gasp. Che parla di aggiustamenti mirati, e non di rifondazione, quando in realtà non ne vorrebbe più vedere almeno la metà di quelli che oggi frequentano i campi di Trigoria. […]


Calciomercato Roma, il retroscena: Gasperini aveva dato l’ok alla cessione di Koné per prendere Sancho

Uno degli obiettivi principali di mercato della Roma nel corso della precedente sessione estiva era Jadon Sancho, in uscita dal Manchester United e trasferitosi all’Aston Villa poco prima della chiusura della finestra. La società giallorossa aveva trovato l’accordo con i Red Devils, ma l’esterno offensivo non aprì mai completamente al trasferimento in Italia e l’affare sfumò nonostante una lunghissima telenovela. L’edizione odierna del quotidiano racconta un clamoroso retroscena sulla vicenda: Gian Piero Gasperini era alla ricerca di un’ala offensiva e, pur di avere Sancho, aveva dato l’ok alla cessione di Manu Koné. L’operazione fu però bloccata dai Friedkin, motivo per cui il centrocampista rimase alla Roma e l’arrivo di Jadon saltò.

(corsera)

Calciomercato Roma, dalla Polonia: Ziolkowski piace al Newcastle. Una fonte vicina a Jan: “Vuole giocare con continuità. Valutiamo ogni soluzione, anche la cessione”

Negli ultimi mesi Jan Ziolkowski è scivolato indietro nelle gerarchie e dal 18 gennaio ha disputato appena 40 minuti in 11 partite di Serie A, rimanendo in panchina in sette di queste. Come rivelato dal portale polacco, Gian Piero Gasperini continua ad apprezzare il giovane difensore e lo scarso minutaggio è coinciso con le difficoltà incontrate dalla Roma nel 2026: “Non sta deludendo l’allenatore. Si allena molto bene, ha i migliori risultati fisici della sua carriera e ha lavorato sodo sul piano fisico“, le parole di una fonte vicina al giocatore. Le buone prestazioni fornite da Ziolkowski nella prima parte di stagione hanno attirato l’interesse di alcune società e il suo profilo è particolarmente apprezzato in Premier League, soprattutto dal Newcastle. Gli osservatori dei Magpies lo hanno visionato dal vivo in diverse partite e sulle sue tracce ci sono anche club italiani, francesi e olandesi. Il classe 2005 vuole giocare con regolarità e in estate deciderà il suo futuro: “La nazionale è molto importante per Jan, così come giocare per la Roma. Voleva aiutare la Polonia nei play-off, ma a causa dello scarso minutaggio con i giallorossi non è stato possibile. Giocare per il club è fondamentale in questo contesto – dice la fonte vicina al calciatore –. Stiamo valutando ogni possibile soluzione per permettere a Jan di giocare con regolarità, compresa la sua partenza”.

(sport.pl)

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