In occasione del match casalingo tra Roma e Atalanta di questo sabato, la Curva Sud lancia un messaggio tramite l’account Instagram dell’avvocato Lorenzo Contucci. Verrà infatti organizzata una raccolta fondi dai ragazzi di tutti i settori dello stadio Olimpico e che porterà alla realizzazione della coreografia attesa per il derby di fine campionato. Ad ogni ingresso ci sarà qualcuno con un bussolotto a cui poter recapitare denaro.
Mese: Aprile 2026
Ranking UEFA, la Roma scivola al 13 posto con un coefficente di 97.750 punti
Aggiornamenti importanti dal ranking per club della UEFA, che fotografa la gerarchia del calcio europeo in base ai risultati nelle competizioni internazionali. La Roma si conferma tra le squadre più competitive del continente, pur restando fuori dalla top 10, scivolando al 13esimo posto (coefficente di 97.750 punti). Il club giallorosso occupa una posizione comunque rilevante nella graduatoria, grazie al percorso delle ultime stagioni tra Europa League e Conference League, che ha consentito di accumulare punti preziosi nel coefficiente UEFA. Un rendimento che mantiene la Roma stabilmente nella fascia alta del ranking, seconda, tra le italiane, solamente all’Inter (4′ posto) e davanti ad Atalanta (15′ posto), Fiorentina (24′ posto), Juve (25′ posto), Milan (30′ posto) e Napoli (33′ posto).
(sport.sky.it)
Fuori da tutto, i club come l’Italia: l’Europa è un flop, niente semifinali
Mai come in questa Champions le semifinali sono le specchio della realtà, del nuovo ordine europeo.
Psg-Bayern e Atletico-Arsenal. Una francese, una tedesca, una spagnola e un’inglese. Le prime di Ligue 1, Bundesliga e Premier: manca soltanto chi comanda in
Liga perché il Barcellona ha perso il derby con Simeone. I quattro campionati top, tra i quali non c’è più l’Italia. Poi è vero che la Premier è combattuta, in Spagna è una lotta a due, e in Germania e Francia esistono dittature di ferro, mentre da noi nessuno riesce più a vincere due scudetti di fila, ma i padroni dell’Europa sono ormai altri, il nostro è un equilibrio dei poveri. (…) Se la Champions è la misura del potere, dal 2010, dall’Inter del triplete di Mou, siamo fuori dalla stanza del comando. Sedici anni:
era successo soltanto tra il 1969 (Milan) e il 1985 (Juve), ma la Serie A era ormai diventata la più bella del mondo. In questi ultimi sedici anni, invece, soltanto quattro finali – due Juve poi due Inter – tutte perse. In Europa League, ex Coppa Uefa, un successo tra il 1999 (Parma) e il 2026, quello dell’Atalanta due anni fa, più altre due finali ko con Inter e Roma. Un bilancio deprimente al quale aggiungere una Conference, quella della Roma nel 2022, e due finali perse dalla Fiorentina. (…) Bayern-Real, polemiche comprese, restituisce la bellezza un po’ primordiale e bestiale del calcio, la ricerca ossessiva della verticalizzazione e del gol, le difese “indifese” e prese d’infilata. Calcio imperfetto, forse, lontano dai modelli di troppe lavagne tattiche stipate di “attacchi agli spazi” e di “braccetti”, dallo 0-0 risultato perfetto, ma voi per quale partita comprereste un (già carissimo) biglietto? (…) Non ne possiamo più di questa palla che circola in orizzontale tra i difensori. Ma siamo sicuri che il campionato italiano abbia la percentuale più alta di passaggi riusciti: nessuno è rischioso. (…) E non è più il caso di stupirsi. In quattro delle ultime sei Champions ci siamo fermati agli ottavi. Nei dieci anni precedenti, escluse le due finali della Juve, soltanto la semifinale della Roma nel 2018. Peggio ancora se analizziamo gli ultimi trent’anni: dalla Champions della Juve nel ‘96, il Milan ne ha vinte due (2003 e 2007) e l’Inter una (2010). Tre Champions in trent’anni, più tre Europa League, una Coppa Coppe e una Conference. A pensarci bene, niente. Forse è stata una lenta discesa nell’inferno e ce ne siamo accorti solo ora che siamo all’ultimo girone dantesco. O quasi…
(gasport)
Oltre ogni querelle, romanisti presenti
Sostenere la Roma, prima di tutto e al di là di ogni querelle o risultato. (…) Siamo in un momento chiave per la stagione della Roma, șia per quanto riguarda le situazioni societarie sia per il rush finale di campionato che potrebbe regalare una straordinaria qualificazione in Champions ma anche un risultato del tutto più deludente e al di sotto dello standard degli ultimi anni. Sul campo, la gara contro l’Atalanta può essere un primo sparti acque quanto meno per allontanare il rischio niente Europa, mentre a livello di società persiste quel “caos calmo” scatenato dalle parole di Ranieri nel pre Roma-Pisa è destinato, in un modo o nell’altro, a dare una definizione diversa al progetto tecnico. Al netto di tutto questo o anzi, forse anche per tutto questo, i romanisti sono pronti a rispondere “presente” per l’ennesima volta in questa stagione, con oltre 60.000 tagliandi staccati per la sfida contro i bergamaschi. Con una Roma che dovrà trovare delle risorse fisiche in una rosa fortemente limitata dagli infortuni e quelle mentali. (…) Proprio col Pisa si è passato largamente il milione di presenti stagionali nelle sfide casalinghe, con una media di 62.574 a gara. I numeri cantano. (…) Sarà interessante vedere la reazione del pubblico alla diatriba Ranieri-Gasperini, ma durante la partita non ci sarà da sorprendersi di fronte all’ennesima serata di spinta. Quella oltre la retorica, quella romanista.
(Il Romanista)
Tentativo in extremis per Pisilli
IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Sarà una rifinitura con diversi nodi da sciogliere. Dopo aver tenuto la conferenza stampa, Gian Piero Gasperini dirigerà l’allenamento alla vigilia della partita con l’Atalanta. Per la quale Pisilli cercherà in tutti i modi di essere a disposizione. Il centrocampista romano si è fermato lunedì dopo un colpo alla caviglia subito in allenamento e nei giorni successivi ha effettuato soltanto terapie. La sua presenza domani all’Olimpico è altamente a rischio, ma il numero sessantuno giallorosso tenterà il recupero in extremis. Anche le speranze di Wesley – infortunatosi a fine marzo con il Brasile – di essere convocato sono residue. Il tecnico vorrebbe forzare il rientro del brasiliano, ma è frenato dallo staff medico che non ritiene l’ex Flamengo pronto e preferisce aspettare lunedì per riprendere il lavoro in gruppo. Da valutare, poi, le condizioni di Hermoso, che per il terzo giorno consecutivo non si è allenato con i compagni. Qualora lo spagnolo non dovesse farcela, Ghilardi andrebbe a completare la difesa con N’Dicka ed il rientrante Mancini. Le notizie positive, invece, giungono da Dybala, che all’inizio della scorsa settimana aveva effettuato una visita di controllo a Villa Stuart, dove si era operato al menisco il 6 marzo. Il recupero della Joya sta procedendo senza intoppi e nei prossimi giorni è previsto il ritorno in gruppo, con l’obiettivo di tornare a disposizione per Bologna-Roma.
Nessuno sbarco dei Friedkin, ma c’è attesa
C’erano due slot prenotati a Ciampino, uno per la giornata di mercoledì e uno per quella di ieri. Ed invece i Friedkin alla fine nella Capitale non si sono visti. (…) Ma quando si tratta della famiglia texana proprietaria della Roma, i colpi di scena sono dietro l’angolo. Ed allora non è detto che alla fine Dan e Ryan non possano spuntare (…) per cercare di mettere ordine su tante cose all’interno di Trigoria. Ad iniziare, ovviamente, dai rapporti interni tra Ranieri, Gasperini e Massara. I tre contendenti giallorossi.
Il voto della città, Roma si schiera: l’allenatore batte anche l’amore per Ranieri
La realtà è una sola: non poteva esserci modo peggiore per preparare la sfida con l’Atalanta. Uno spareggio per entrambe: i nerazzurri per avvicinarsi al gruppetto delle prime sei, la Roma per coltivare le ultime speranze di entrare in Champions. Già, la Roma. Alle prese con mille assenze, da Koné a Pisilli, da Dybala a a Pellegrini, per finire a Wesley che – almeno indirettamente – fa parte di un problema ancora più grande. La crisi aperta tra Ranieri e Gasperini, lì a rinfacciarsi pubblicamente le
operazioni di mercato e divisi da questioni tutt’altro che marginali. L’ultima, almeno così sembra, riguarda proprio il brasiliano, che l’allenatore vorrebbe recuperare e su cui lo staff sanitario – con il conforto, si dice, dei dirigenti – è molto più cauto. (…) Chi vota Gasp? chi Ranieri? – che sta attraversando la città giallorossa: con testimonial eccellenti, tifosi schierati, exit poll incerti, a infiammare la campagna elettorale. (…) Stavolta a mettere in piazza la loro rivalità sono stati gli stessi protagonisti. Gasperini mandando messaggi in codice sulla bontà di certe operazioni, Ranieri esagerando nel fallo di reazione. “Faceva parte di una rosa di cinque o sei allenatori, e in tre hanno rifiutato“. Una frase, ripetuta in diretta, che Gasperini ha incassato, con il disappunto – forse – di non aver saputo prima di quei tre no. Perché, magari, avrebbe invece detto sì alla Juventus, che provò inutilmente a convincerlo. Ma lui, correttamente, non pensò neanche per un attimo a rinnegare la parola data ai Friedkin.
(…) Una pioggia di parole anticipò l’esonero di Mourinho, in rottura prolungata con Tiago Pinto. Un temporale di emozioni accompagnò l’uscita di De Rossi, in contrasto con Lina Souloukou. Insomma, al presidente toccherà ancora una volta scegliere da che parte stare: una decisione – a meno che Ranieri non spiazzi tutti e dica addio sbattendo la porta – che arriverà solo a fine stagione. (…) Se tra due mesi si ripartirà con un nuovo allenatore – e qualcuno parla già di Italiano o Iraola – si dovrà impostare con evidente ritardo la stagione del Centenario. Se si ripartirà invece con nuovi dirigenti, e sono insistenti le voci che portano a Giuntoli o Sogliano – bisognerà riannodare in fretta e furia i tanti fili del mercato e sciogliere parecchi nodi. (…) Con una tifoseria che – senza voler rinnegare Ranieri, un grande personaggio e una grandissima persona – è piuttosto compatta nel sostenere Gasperini. (…) Anche per non bruciare un altro allenatore, un altro progetto (dopo quelli di Mourinho e De Rossi) che vorrebbe dire ricominciare da capo. (…) E Gasperini affronterà la
“Sua” Atalanta, da cui è andato via dopo nove anni, lasciando una proposta di rinnovo per altre due stagioni. Come dire: i Percassi, nel pacchetto, hanno messo tutto. Il suo carattere spigoloso, a volte acido, ma anche la sua sfrenata ambizione. Stavolta però saranno i Friedkin a votare: sì o no?
(gasport)
Dietro a Lautaro, il deserto: in A sono evaporati i bomber
La classifica marcatori, abbinata alla mole di gol segnati ridotta al minimo per tutte tranne che per l’Inter, suggerisce che la proposta offensiva del campionato italiano è sterile, se non quasi del tutto assente.
Alla 32esima giornata, Lautaro Martinez guida la classifica con appena 16 centri. Visto l’infortunio, è sempre più difficile che arrivi a quota 20. Se non ci arriverà nessuno, sarà una prima volta nell’era dei tre punti a venti squadre: il minimo intatti sono i 21 segnati da Del Piero nel 2007/08. E per trovarne meno bisogna risalire alle due stagioni tra il 1989 e il 1991 con i 19 di Van Basten e Vialli. (…) Malen potrebbe anche vincere il titolo di capocannoniere. Sarebbe un unicum che un giocatore acquistato a gennaio si prenda lo scettro del gol. L’olandese della Roma è salito a quota 10 con la prima e unica tripletta di questa asfittica serie
A. (…) Tra Lautaro e Malen ci sono, a quota 11, Douvikas e Nico Paz del Como. (…) Ma i problemi offensivi, stringendo l’inquadratura, sono sistemici e trasversali. Li ha l’Inter senza il suo capitano e con un Pio Esposito in fisiologica flessione. Li ha la Juventus, aggrappata a uno Yildiz alle prese con le infiltrazioni al ginocchio, con Vlahovic e Milik fermi dopo essere stati forzatamente gettati nella mischia per disperazione vista la scarsa fiducia in David e Openda. Li ha il Napoli, con Hojlund abbandonato dai capricci di Lukaku e tradito dalla discontinuità di chi gli sta dietro. E ancora: la Roma vive il deserto alle spalle di Malen; il Milan deve affrontare la rottura ambientale con Leao, il crollo verticale di Pulisic e il contributo fantasma di Fullkrug e di Nkunku impiegato a singhiozzo e in ruoli diversi ogni volta. L’Atalanta non ha mai avuto a disposizione uno Scamacca in condizioni dignitose, e persino il Como ha dovuto rimediare alla profonda delusione chiamata Morata. Sommato tutto questo alla pochezza delle proposte tattiche, ed ecco che ci dirigiamo verso la classifica marcatori più misera di sempre.
(Libero)
Speranza Pisilli
Eppur si gioca. Tra uno screzio e una video-call, Roma-Atalanta è dietro l’angolo e a Trigoria inizia un’altra attesa. Quella che accompagna tutte le vigilie, soprattutto quelle delle partite più importanti (contro la Dea è praticamente una finale per l’Europa, prima che poi le successive cinque gare stabiliscano quale coppa sarà), che va ad aggiungersi all’altra attesa, meno leggera e più carica d’apprensione (o speranza, dipende dai punti di vista), aspettando una decisione definitiva da parte di Dan Friedkin. La frattura interna, tra Gasperini e Ranieri, manifestata dal Sir una settimana fa nell’immediato prepartita di Roma-Pisa, non è sanabile, (…) e nelle ultime ore sembra che la linea interventista stia prendendo piede anche oltreoceano. Eppur si gioca. E quindi, come in ogni vigilia che si rispetti, oggi Gian Piero Gasperini si presenterà in conferenza stampa, alle 13.30. (…) Gasp, però, nel frattempo è chiamato a concentrarsi sul campo, dove le difficoltà non mancano. Per il valore dell’avversario, ovviamente, con un’Atalanta in forma al netto della sconfitta di misura rimediata contro la Juventus, ma non solo. A complicare le cose, come da qualche mese a questa parte, c’è un’infermeria che non vuole saperne di svuotarsi. Rispetto a Roma-Pisa, Gian Piero recupera Mancini e nessun altro, anzi perde Pellegrini e, probabilmente, Pisilli. Niccolò, che lunedì ha subito una forte distorsione alla caviglia (escluse lesioni o il coinvolgimento di legamenti dagli esami strumentali), sta meglio ma la sua presenza tra i convocati è ancora in forte dubbio. (…) Chi, invece, e costretto a dare fortait e Wesley. Il brasiliano (…) non ha ricevuto ancora l’ok dallo staff medico per tornare in gruppo. Il recupero del laterale, quindi, è da rimandare all’inizio della prossima settimana. Sempre in quei giorni si riaffaccerà in gruppo Dybala, (…) stesso obiettivo per Koné. Pellegrini, infine, migliora e punta la gara di Parma per essere al meglio poi nel derby. Dietro tornerà la difesa titolare: Mancini, Ndicka e Hermoso davanti a Svilar. A sinistra Rensch, con Celik a destra. In mediana El Aynaoui e Cristante, mentre in attacco, con Pisilli probabilmente out, El Shaarawy è favorito su Venturino per completare il tridente con Soulé e Malen. Contiamoci. Questi siamo, con poche alternative dalla panchina. Eppur si gioca.
(Il Romanista)
Di Livio: “Per la Roma è dura. La Juve è favorita”
IL TEMPO (L. PES) – “Ora è il momento di fare un passo indietro“. Angelo Di Livio non ha dubbi: arrivare a fine stagione, poi si vedrà. Tra campo e duelli a Trigoria l’ex centrocampista giallorosso ha raccontato a Il Tempo come vede questo finale di stagione ad alta tensione per la
Roma.
Una rincorsa a ostacoli quella dei giallorossi per il quarto posto…
“Si è arrivati nel momento sbagliato a rilasciare alcune dichiarazioni. Forse Ranieri poteva evitare prima di una partita, magari sarebbe stato meglio un confronto privato.
Questo non fa bene a nessu-no, stimo molto entrambi ma la cosa migliore per tutti sarebbe provare a chiarire. Chiaro che poi a fine stagione vadano fatte delle scelte, così non si può andare avanti“.
Quanto influisce sui calciatori un clima del genere?
“Sì, queste cose ti arrivano, però poi quando arrivi al campo dimentichi tutto e vai dentro forte. I giocatori hanno un obiettivo, una piccola speranza di arrivare in Champions e devono dare il massimo“.
Quante possibilità ha la Roma di andare in Champions?
“La Roma ha poche chance ma deve sfruttarle. E un momento particolare, sta continuando a perdere giocatori per gli infortuni. I calciatori però, al di là del momento difficile che ormai è stato reso pubblico, devono pensare a loro“.
E le altre? Vede una favorita?
“C’è da capire che tipo di percorso farà il Milan da ora in poi, si potrebbe aprire un altro spiraglio. In questo momento credo che la Juve sia leggermente favorita rispetto al Como. Vive di entusiasmo soprattutto dopo i rinnovi di Spalletti e Locatelli. Se il Milan non dovesse precipitare vedo i bianconeri favoriti. Anche a Torino hanno passato momenti delicati, come la Roma adesso. Cambiamenti in dirigenza, acquisti sbagliati, poi però è arrivato un allenatore che ha ricompattato l’ambiente. Mi auguro che possa accadere anche alla Roma, il sole deve uscire per forza. Le persone intelligenti fanno un passo indietro, Ranieri è un uomo amabile, straordinario ma si deve togliere i panni da allenatore e vestire quelli del dirigente. Il dirigente non alimenta il fuoco, lo spegne“.
Pensa che il carattere di Gasperini sia stato sottovalutato al momento della scelta?
“Non penso, il carattere di Gasperini si conosce. A Bergamo ha litigato tante volte con i dirigenti ma anche con i giornalisti. Sono figure che amano alzare i toni, tenere il gruppo vivo. Mi sembrerebbe assurdo che Ranieri non lo conoscesse. L’errore, in ogni caso, è stato portare la disputa in piazza. Dentro Trigoria può succedere di tutto, io da giocatore ho vissuto tante discussioni e momenti talvolta imbarazzanti che poi si sono risolti. Mi auguro che interverranno i Friedkin. A me questa accoppiata, insieme a Massara, mi piaceva, ma l’orgoglio va messo da parte e fare un passo indietro per il bene del gruppo. Almeno arrivare a fine anno, altrimenti si sfiora il ridicolo”.
Vede delle soluzioni?
“Io credo che Totti abbia detto una cosa giusta l’altro giorno, serve rispetto per la gente e perla società. Bisogna andare avanti: questo è. E fatemi dire una cosa, forse è davvero è arrivato il momento di inserire Francesco nel club con un ruolo operativo, un collante tra squadra e società“.
Domani, intanto, c’è Ro-ma-Atalanta…
“Partita difficile, l’Atalanta sta bene e ha una grande rosa, con giocatori davvero forti. All Roma mancano due o tre cambi ma gioca in casa davanti al suo pubblico. Non credo che i nerazzurri si faranno distrarre dalla Coppa Italia“.