Domani la ripresa con Artem

Anche Gasperini ha approfittato dei due giorni di riposo concessi alla squadra per staccare un po’ la spina. Torino, dopotutto, è a un passo da casa e da quel Monferrato dove Gian Piero spesso si rifugia per stare vicino alla famiglia. Domani i calciatori e lo staff tecnico torneranno a Trigoria per cominciare a preparare la sfida contro il Genoa, in programma lunedì 29 dicembre. […]

Al prossimo allenamento dovrebbe finalmente partecipare anche Dovbyk. Il percorso di recupero del centravanti ucraino non è stato lineare: si è fermato il 9 novembre contro l’Udinese per una lesione al tendine e sembrava poter bruciare le tappe tanto che già all’inizio della settimana che conduceva a Celtic-Roma s’era
affacciato in gruppo; alla fine, però, Artem ha dovuto rallentare, riprendendo il lavoro personalizzato per evitare pericolose ricadute. […]

Roma-Genoa dovrebbe sancire il suo ritorno. Se sarà davvero protagonista di una settimana piena di lavoro, allora diventerà automatica pure la candidatura a una maglia da titolare. […]

(corsport)

Alzare i toni è necessario

Da uno che pubblicamente afferma di non avere alcuna intenzione di firmare per il quarto posto, quando proprio quel piazzamento è l’obiettivo stagionale del club, e lecito attendersi dialetticamente di tutto. Questo, però, non significa che sia sempre e comunque dalla parte della ragione. Ma il personaggio è fatto così. […]

La furiosa ma calibrata uscita di Gian Piero Gasperini nel post Juventus contro Evan Ferguson e gli altri nuovi della Roma non era indirizzata direttamente contro l’irlandese e i suoi compagni, ma contro chi li ha portati a indossare la maglia giallorossa. Questo appare chiaro anche a chi fa finta di non capirlo.

Ferguson come simbolo di un mercato incompleto e, a giudizio del Gasp, da completare il prima possibile. […] Di certo, la Roma ha bisogno di potenziare il proprio reparto avanzato. […] La Roma non ha un attacco da vertice. Che sia leggero o pesante non conta: non c’è, non ce l’ha. Punto. E le 17 reti in 16 partite di campionato stanno lì a confermarlo.

Gasperini, è fin troppo evidente, sta vistosamente forzando i toni in vista della sessione invernale di mercato. Come è noto da settimane, vorrebbe poter salutare almeno 4 elementi (Dovbyk, Bailey, Ferguson e Tsimikas, i nomi più ricorrenti), sa che l’en plein è complicato ai limiti dell’impossibile ma non si arrende e continua a sperare che la società gli metta – e in fretta – a disposizione ciò che gli manca dalla passata estate. Due elementi per l’attacco, in primis. Zirkzee e Raspadori, in sintesi. Perché Gasp è convinto, e l’ha ripetuto mille volte, che soltanto se ha un grande attacco una squadra può ottenere grandi risultati. […]

(corsport)

Roma, Gasperini balla sulle punte: il confronto con Massara. Il tecnico vuole 4-5 rinforzi

Nella pancia dello Stadium, lontano dai riflettori e dai microfoni, Gian Piero Gasperini si è tolto la maschera. Il suo è stato uno sfogo vero, diretto, senza filtri. Davanti agli spogliatoi, appena terminata la partita, ha ingaggiato un faccia a faccia con Frederic Massara, l’unico in grado in questo momento di ascoltarlo, calmarlo e soprattutto accontentarlo. […]

La richiesta è stata netta: servono 4-5 giocatori di livello nel mercato invernale. Veri rinforzi, non scommesse. Gente capace di alzare l’asticella in attacco, ma anche di dare qualità negli altri reparti. […]

Gasp vuole rinforzi. E non è solo una questione tecnica ma anche di rispetto, ha detto a Massara. Per chi tira la carretta ogni settimana senza mai rifiatare, come Mancini, che avrebbe bisogno di fermarsi ma non può. Per una tifoseria che sta dando tutto, che lo sostiene, che lo ha persino commosso. Gasp quel supporto vuole ripagarlo con la Champions. […]

Il messaggio è stato mandato. Ora Gasperini aspetta i fatti. Soprattutto davanti. Perché i diciassette gol in sedici partite gridano pietà. Basta questo dato per raccontare la stagione della Roma più di mille analisi. Nessuna squadra in Europa che lotta per un posto in Champions segna così poco. […]

Quello di Ferguson è un problema che va oltre il campo. Ha a che fare con l’atteggiamento, con la fame, con lo spirito. Da una parte c’è chi fa parte dello zoccolo duro: loro si allenano sempre al massimo e giocano anche mezzi rotti. Dall’altra, chi non dà le stesse garanzie. Ferguson rientra in questo secondo gruppo: dai presunti chili di troppo dopo la prima sosta alla gestione dell’infortunio al piede dove ha dato la priorità alla nazionale invece che al club, sono già diverse le cose che non tornano. […] E il riferimento ai nuovi acquisti è stato chiarissimo: Tsimikas distratto nel riscaldamento, Bailey sempre lontano dalla condizione ideale. […]

(corsport)

Thorsby resta in campo con la spalla infortunata

Applausi del Ferraris per Thorsby, a fine gara, rimasto in campo nei minuti conclusivi nonostante il problema alla spalla destra che gli è uscita in un tentativo di conquistare palla in area dell’Atalanta quando il novantesimo era ormai vicino. I rossoblù, tuttavia, avevano già concluso i cambi ed il norvegese (al quale nel frattempo la spalla era stata riposizionata nella sua sede) ha concluso comunque la gara per evitare di lasciare i compagni addirittura in nove uomini contro undici. […]

Verrà rivalutato oggi a Pegli, ma in considerazione del fatto che con la Roma all’Olimpico si giocherà di lunedì, c’è un cauto ottimismo di poterlo recuperare in tempo.

(gasport)

X: la Roma ricorda il leggendario Ghiggia a 99 anni dalla nascita (FOTO)

La Roma ricorda il leggendario Alcides Ghiggia nel giorno del suo compleanno. Nato il 22 dicembre 1926 a Montevideo (capitale dell’Uruguay), l’esterno destro vestì la maglia giallorossa dal 1953 al 1961 e in 213 presenze mise a segno 19 reti. Inserito nella Hall of fame del club capitolino, fu il protagonista del “Maracanazo”: fu proprio lui a segnare il definitivo 2-1 al minuto 79 e a regalare il Mondiale 1950 all’Uruguay in casa del Brasile davanti ai 200.000 spettatori presenti al Maracana. “Il 22 dicembre 1926 nasceva Alcides Ghiggia – il messaggio della Roma su X -. 213 presenze e 19 gol in giallorosso, Hall of Fame, eroe della finale di Coppa del Mondo 1950″.

Ferguson si gode i giorni liberi concessi da Gasperini: l’attaccante torna in Irlanda (FOTO)

In seguito alla sconfitta per 2-1 contro la Juventus, Gian Piero Gasperini ha concesso alla squadra alcuni giorni di riposo e ha fissato la ripresa degli allenamenti al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria a martedì pomeriggio. Evan Ferguson, al centro delle polemiche dopo la clamorosa bocciatura da parte dell’allenatore, ha deciso di lasciare la Capitale per fare ritorno nella sua Irlanda e a testimoniarlo è il selfie scattato in aereo e pubblicato dall’account Instagram Roma_Theory.

Calciomercato, dalla Germania: fatta per Arevalo allo Stoccarda, pagata la clausola da 7 milioni

Niente Roma per Jeremy Arevalo, talento classe 2005 del Racing Santander. Il giovane attaccante dell’Ecuador era stato trattato con grande insistenza dal club giallorosso, tanto che la sua famiglia fu invitata anche nella Capitale. L’affare però non è andato in porto e, come riportato dal giornalista Florian Plettenberg di Sky Sport Deutschland, il giocatore si trasferirà in Germania: è fatta per il suo passaggio allo Stoccarda e la società tedesca ha sborsato i 7 milioni di euro della clausola rescissoria. Arevalo ha già completato le visite mediche e firmerà un contratto fino al 30 giugno 2030.

Genoa, De Rossi: “Lavorare sperando che la Roma perda è una cosa contro natura. Applausi? Non cambierà mai nulla tra me e i tifosi” (VIDEO)

RAI SPORT – Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dell’emittente televisiva al termine della partita contro l’Atalanta, persa per 0-1, e tra i vari temi trattati a “La Domenica Sportiva” si è soffermato anche sulla sfida contro la Roma in programma lunedì prossimo allo Stadio Olimpico. Ecco le sue parole.

Lunedì sera vorrei essere una mosca sulla tua spalla quando entrerai all’Olimpico: vorrei capire le vibrazioni, capire cosa prova Daniele in quel momento…
“Non lo so, perché non ci sono mai stato dall’altra parte in quello stadio. So soltanto che ho una partita da preparare e una partita da provare a vincere. È la prima volta che mi succederà una cosa del genere. Lavorare una settimana, come ho detto pochi giorni fa in un’intervista ad Ambrosini, sperando che la Roma perda, è una cosa contro natura per me. Ma prima o poi doveva succedere, perché questo è il lavoro che ho scelto. Io accetterò che loro facciano il tifo contro di me e loro accetteranno che, per una volta, per novanta minuti, saremo non nemici ma dalla parte opposta. Penso che sarà bello, è come quando, dopo tanti anni, ritrovi il tuo primo grande amore, un vecchio amore, un grandissimo amore. Sarà bello salutarsi. Poi, durante la partita, non ci sarà spazio per i sentimentalismi. Ma a fine gara penso che un giretto per salutarli lo farò”.

Spero che quando entrerai all’Olimpico tutti i tifosi della Roma si alzeranno in piedi e ti faranno un applauso: te lo meriti…
“Non so cosa faranno, la Roma sta volando”.

Lo faranno, vedrai…
“Anche se non lo faranno io so ciò che provano per me. Quello stadio mi ha sempre ribadito ogni volta, anche nei momenti non super positivi, ciò che prova per me. I tifosi devono sentirsi liberi di non tifare per me per una volta e di non alzarsi in piedi, perché non cambia assolutamente nulla tra me e loro”.

Simplicio: “Roma? Io e il gruppo brasiliano siamo arrivati ubriachi a un paio di allenamenti. Sabatini non poteva vedermi”

GASPORT – Fabio Simplicio, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche su alcuni episodi della sua avventura in giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

A proposito di Totti, andò a Roma per lui? 
“Mi sono emozionato due volte: quando ho visto lui e quando ho visto Papa Bergoglio a San Pietro. E si chiamano entrambi Francesco. Mi creda, una cosa speciale. E sì, l’ho scelta per il prestigio e per giocare con Totti e De Rossi. Ci siamo divertiti. Avevamo un gruppo di brasiliani che ne combinava una al giorno”. 

In quegli anni giravano notizie sulla vostra poca professionalità. C’era chi scriveva che vi presentavate agli allenamenti ubriachi… 
“Roma, si sa, è una piazza complicata per radio, voci e giornali. Stupenda, ma tosta a livello mediatico. Io ricordo quando all’inizio ero infortunato e non giocavo, si parlava di me dicendo un sacco di cose false. A parte tutto, però, un paio di volte siamo arrivati ubriachi per davvero… almeno noi brasiliani”. 

Ci racconti, se si può. 
“Premetto che per me lo spogliatoio è sacro, ma con Ranieri capitò che festeggiammo il carnevale brasiliano a casa di un compagno. Il giorno dopo eravamo dei cadaveri. Io non vedevo la palla. Claudio ci sgridò: ‘Brasiliani, che avete fatto ieri sera?’. E ci mandò a fare la doccia. Ne abbiamo riso poi, tempo dopo. Ci prendeva spesso in giro. Ma non è l’unica che ho combinato… ne vorrei raccontare un’altra”. 

Prego. 
“Una volta sono entrato con la macchina dentro una fontana di Parma. Ero ubriaco e non sono riuscito a fermarmi. Possiamo dire che fu un errore di gioventù…”.

C’è qualcuno nella sua carriera che l’ha delusa? 
“Ho sempre avuto buoni rapporti con tutti, ma c’era un direttore che non poteva vedermi”. 

Chi? 
“Walter Sabatini. Mi ha fatto fuori sia a Palermo che a Roma. In rosanero prese Pastore al mio posto, per cui niente da dire, ma voleva proprio un profilo diverso dal mio. Più che le scelte, mi fecero restare male i modi usati. Nessuno mi ha mai coinvolto: solo un ‘devi andartene’. Basta”. 

Ha avuto modo di parlargliene in un secondo momento?
“Mai, zero contatti. Ma sto bene così. Non mi è piaciuto come si è comportato e non lo stimo, fine”. 

Pruzzo: “Farei un contratto a vita a Dybala. Raspadori non aggiungerebbe molto, ma Zirkzee alzerebbe il livello”

IL MESSAGGERO – Roberto Pruzzo, storico centravanti della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sul mercato della squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni.

Le è piaciuta Juve-Roma?
“La Juventus ha vinto perché ha avuto più occasioni, ma neanche troppe. È stata una partita di medio livello decisa da alcuni episodi. La Roma ha fatto fatica a trovare soluzioni in avanti ed è un risultato che va accettato”.

Secondo lei perché quando la Roma affronta queste squadre va spesso in difficoltà.
“C’è tanta differenza ma è sempre stato così nella storia. A Torino e a Milano la musica è sempre la stessa. Le squadre del Nord sono generalmente più forti ed è normale che ci siano dei risultati negativi. Ci sono stati anche dei momenti nei quali Roma e Napoli hanno avuto la meglio, ma ora i giallorossi fanno fatica negli scontri diretti. C’è da fare qualcosa”. […]

Gasperini non ha fatto sconti neanche a Ferguson.
“Quando entri e la partita è abbastanza chiusa non è facile. Per me il suo ingresso è stato positivo, ha partecipato attivamente al gol di Baldanzi e si è mosso discretamente. Evidentemente c’è qualcosa che non va e vorrei che la soluzione si possa trovare nel mercato”. 

Facciamo un gioco. Escono Baldanzi e uno tra Dovbyk e Ferguson, entrano Zirkzee e Raspadori, la Roma secondo lei è più forte?
“Penso di sì. Anche se Raspadori con Pellegrini, Soulé e Dybala credo che non aggiunga molto. Zirkzee, invece, è un calciatore che ha dimostrato di essere in grado di alzare il livello”.

A proposito di Paulo, se lo terrebbe?
“Fosse per me il contratto glielo farei a vita. È difficile rinunciare a un giocatore di quel livello. È vero che ha dei limiti fisici, ma in un campionato ‘povero’ come il nostro può sempre fare la differenza. In un buon contesto può essere la ciliegina sulla torta”. […]

Questa squadra quante possibilità ha di tornare in Champions League?
“Abbastanza. Penso che possa competere per il quarto posto”.