Fiorentina, Pradè non è più il direttore sportivo:  il club comunica l’interruzione del rapporto (COMUNICATO)

Daniele Pradè non è più il direttore sportivo della Fiorentina. La separazione è stata ufficializzata oggi dal club viola con un comunicato che parla di una interruzione del rapporto professionale avvenuta di comune accordo.

Nel comunicato, la società, a partire dal Presidente Rocco Commisso, ha ringraziato Pradè per la passione e la professionalità dimostrate negli anni trascorsi insieme. “A Daniele – si legge nella nota firmata dal Presidente e da sua moglie Catherine – auguriamo, con grande stima e affetto, tutto il meglio per il suo futuro”.

(acffiorentina.com)

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La crisi mai vista dei centravanti in A. Spesi 300 milioni, non segna nessuno

Una crisi del gol senza precedenti sta colpendo la Serie A dopo nove giornate, con tanti “numeri nove” finiti sotto processo: da Gimenez a Milano fino a David e Openda a Torino, Dia della Lazio, senza dimenticare gli attaccanti della Roma, Ferguson e Dovbyk. Un problema diffuso nonostante in estate siano stati investiti oltre 300 milioni di euro per giocatori che avrebbero dovuto cambiare il destino delle squadre.

I numeri sono impietosi e bocciano le punte. A guidare la classifica marcatori non ci sono i bomber d’area, ma centrocampisti ed esterni come Calhanoglu e Orsolini. Un dato in netto contrasto con la scorsa stagione, quando dopo lo stesso numero di partite Retegui era già in doppia cifra a quota 10 gol, seguito da altri centravanti con un bottino di reti decisamente superiore a quello attuale.

La situazione preoccupa anche a Trigoria. Il tecnico Gasperini si interroga sui reali margini di crescita della squadra con un attacco guidato da Ferguson e Dovbyk, che faticano a incidere come sperato.

(…)

Tra le poche note liete nel panorama offensivo nazionale, spicca il rendimento di Soulé, che a Roma può ritenersi soddisfatto del suo inizio di stagione. La crisi, tuttavia, riguarda gran parte dei club, che in estate hanno investito centinaia di milioni su attaccanti che al momento non stanno ripagando la fiducia. La finestra di mercato di gennaio è già attesa da molti.

(Il Messaggero)

Florenzi: “Gasp, partenza al top. Milan, avvio esaltante”

CORSPORT – Alessandro Florenzi analizza la prossima sfida tra Milan e Roma, un big match al vertice della classifica che per lui, doppio ex, ha un sapore speciale. L’incontro vedrà sfidarsi la seconda e la prima forza del campionato, in un confronto tra due squadre protagoniste di un inizio di stagione importnate.
“È stato un inizio di stagione davvero molto esaltante per entrambe le squadre” – ha dichiarato Florenzi – “Forse la Roma sta facendo qualcosina di più rispetto alle aspettative: ce n’erano meno e ha avuto un grande inizio di stagione. Sarà una bella partita, ci divertiremo”.

Secondo Florenzi, i giallorossi sono finora la vera rivelazione del campionato, capaci di stupire tutti sin da subito. L’ex terzino si è detto impressionato dalla rapidità con cui la squadra ha assimilato le richieste del tecnico. “Della Roma mi ha stupito sicuramente la partenza. Non è facile assimilare quello che chiede un tecnico come Gasperini, sia dal punto di vista fisico sia tattico. Perché richiede grande impegno, tanti uno contro uno, uno sforzo atletico notevole, e non è certo semplice immagazzinare questi concetti dopo appena una preparazione estiva. Quando poi hai tanti giocatori forti in attacco puoi fare bene. E la Roma, secondo me, ha tanti giocatori forti nel reparto offensivo”.

(…) L’analisi di Florenzi si è poi concentrata sull’impatto dei singoli, evidenziando come un giocatore in particolare possa cambiare il volto dell’attacco giallorosso. “Gli attaccanti hanno bisogno di fiducia: quando ce l’hanno, è sempre tutto diverso. E quando c’è Dybala è tutta un’altra cosa. Prima punta, seconda punta, esterno: dove lo metti sta bene, ed è davvero forte”.

Un altro duello chiave della partita sarà quello sulle fasce, che vedrà contrapposti Saelemaekers e il nuovo acquisto giallorosso Wesley, già protagonista di ottime prestazioni: “Alex lo conosco bene e non mi stupisce. Wesley invece si sta ambientando molto bene a Roma e sta giocando sia a destra che a sinistra, e non è mai facile. Se dovesse giocare a sinistra, sarebbe senz’altro una bella sfida vederli a confronto sulla stessa fascia”.
(…)

Leao recupera e gioca in coppia con Nkunku. Out Rabiot e Pulisic


[…] Ieri Leao ha lavorato in gruppo ed è recuperato per la gara con la Roma di domani. […] Salvo imprevisti dell’ultima ora, il portoghese giocherà dal primo minuto. Nkunku è in vantaggio su Gimenez per giocare al suo fianco (il messicano sente ancora fastidio alla caviglia). Loftus-Cheek potrà così essere schierato a centrocampo. Invece, Tomori non ha ancora smaltito il problema al ginocchio destro. Al suo posto ci sarà De Winter. Out Pulisic e Rabiot, che anche ieri hanno svolto le terapie per risolvere i rispettivi problemi: il guaio al flessore destro per lo statunitense e al polpaccio sinistro per il francese.

(Il Messaggero)

La Roma del Gasp ha grandi orizzonti. E se arriva Zirkzee…

C’era una volta il calcio delle lunghe attese, dei calciatori in anticamera, dei
moduli da preparare con cura, del “dateci un po’ di tempo e i risultati arriveranno”. E poi c’è Gasperini che, sovvertendo tutti i luoghi comuni, ha portato la Roma in testa alla classifica dopo nove giornate. […] Perché il calcio – dicono quelli che vogliono farla difficile – è una scienza. Invece, no. Il calcio è conoscenza e – mettendo insieme esperienza e qualità – Gasperini è riuscito in tre mesi a modellare una squadra che non perdesse l’equilibrio e la solidità di Ranieri, aggiungendo però tanti altri valori: forza, aggressione, il campo una ragnatela fittissima, per impedire le linee di passaggio ai difensori rivali e immaginare un calcio autorevole. […] Alzi la mano chi immaginava che al primo quarto di campionato i giallorossi potessero andare a San Siro con queste ambizioni e soprattutto portandosi dietro quella domanda che in tanti cominciano a farsi: Ma non è che la Roma può davvero lottare per ….? La parola, in casa Roma, è vietata. E non per scaramanzia, ma perché non avrebbe alcun senso fissare un traguardo, un obiettivo, che nessuno pronosticava alla vigilia. Sì, perché la Roma – con Gasperini – ha piuttosto avviato un progetto triennale. Che prevede, questo sì, l’arrivo in Champions già da questa stagione. […] Perché, nel frattempo, ecco la riscoperta di Hermoso, con la rinascita di Pellegrini, la continuità di Dybala, la valorizzazione di Soulé, la trasformazione di Cristante e potremmo andare avanti. Arrivando ai segnali che sta mandando anche Dovbyk, al centro del dibattito tecnico degli ultimi mesi. Perché tutto questo è finora successo senza un centravanti da copertina. Tanto che avanzano – e si accavallano – le voci su Zirkzee. Perché è bello alzare lo sguardo e, dopo appena tre mesi, scoprirsi felicemente curiosi. Qualcuno sa cosa c’è all’orizzonte?

(A. Vocalelli – Gazzetta dello Sport)

In 3.500 nel settore degli ospiti


[…] Domani la Roma non sarà sola a San Siro. Dopo l’impressionante e rumoroso muro giallorosso del Mapei Stadium, il popolo romanista sta preparando un altro esodo, stavolta verso il capoluogo lombardo. Il settore ospiti, del resto, è sold out, con 3.500 tifosi che hanno già il biglietto in mano. Ma saranno molti di più considerando chi seguirà la partita dal vivo in altre porzioni dello stadio. Il dato conferma l’amore sconfinato per la Roma: l’orario serale e il fatto che si gioca di domenica non sono il massimo della comodità, soprattutto per chi deve lavorare lunedì mattina. […]

(Corsport)

Falcao: “La Roma è da Scudetto. Con Gasperini la squadra è in ottime mani”

CORSERA – Paulo Roberto Falcao, soprannominato il Divino, ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Tra i temi discussi anche quelli relativi alla sua esperienza in giallorosso, finale di Coppa Campioni compresa. Le sue parole:

Calma pure con la Roma prima in classifica, allora.
«Calma sì, ma pure consapevolezza: la squadra fa risultato ormai da un anno intero. E ha un grande allenatore in panchina. Con Gasperini la Roma è in ottime mani: non combini quel che ha combinato lui con l’Atalanta, e così a lungo, se non hai un valore riconosciuto».

È da scudetto?
«Roma, Napoli, Inter e Milan: il campionato non esce da queste quattro. Vedo la Juventus più indietro, non solo in termini di classifica. Il Milan invece è molto pericoloso, la partita di San Siro sarà una grande sfida: Allegri sta facendo un ottimo lavoro, avevo pochi dubbi al riguardo, lui è uno che sa stare nelle grandi squadre».

Facciamo un giochino, di quelli un po’ banali: trova analogie tra questa Roma e la sua?
«Questa Roma sorprende. La mia era invece costruita per stupire, uno stupore studiato per riuscire a fare una cosa diversa rispetto al calcio che in Italia si era abituati a vedere. Liedholm portò la zona. E prese me perché aveva già in testa
tutto. In Brasile marcavamo già lo spazio, lui mi volle a Roma per questo. Abbiamo cambiato il calcio. Poi, dopo Nils, in serie A arrivò Sacchi a dare un’altra spinta, aggiungendo il pressing alla zona
».

Quale fu la prima cosa che le disse Liedholm appena arrivato a Roma?
«Ve lo immaginate il Barone parlarne con l’interprete? (ride, ndr). Tra noi funzionò per un motivo: lui in me vedeva se stesso in campo. Ero quello che lui era stato da giocatore, il riferimento per i compagni. Non ho mai conosciuto in vita mia una persona come lui in grado di essere intelligente e vivace. Fateci caso: di solito chi è vivace, poi poche volte accompagna con l’intelligenza. Lui sì. Lo amavo, di un amore vero».

Perché finì male la sua storia con la Roma? Colpa dell’Inter o del ginocchio?
«Mi faccia chiarire una volta per tutte: io non ho mai firmato niente con l’Inter, questa è una favola. Mai avuto in mano quel contratto. È vero che l’Inter parlò con Colombo (il suo avvocato, ndr). Mi volevano. Ma proprio a Colombo dissi: non giocherò per nessun altro in Italia».

Siamo in tema di verità: il rigore non tirato contro il Liverpool in finale di Coppa Campioni.
«La ricorda la finale di Coppa Italia col Torino del 1981? Vincemmo col Torino ai rigori, io tirai il quinto. Avevo il 5 sulla maglia, Liedholm era scaramantico… ma col Liverpool comunque il quinto l’avrebbe tirato Chierico. Io non potevo. Camminavo in campo, ero morto».

E il suo più grande rimpianto?
«Non è il rigore. È non averla giocata, quella partita. Scesi in campo con una puntura.
L’effetto finì dopo i tempi regolamentari
».

Greggi: “Il mio traguardo era vincere uno Scudetto con la Roma, ne abbiamo vinti due. Con Rossettini ci troviamo bene”

RAI 1 – Giada Greggi, protagonista della Roma Femminile di mister Rossettini, è stata intervistata dai giornalisti della trasmissione “Zona Cesarini”. Ecco le sue dichiarazioni:

Sulla Nazionale
Abbiamo affrontato due squadre top ma abbiamo giocato con coraggio e a testa alta. Il mio gol è stato inaspettato; sono uscite tante lacrime: un mix di emozioni tutte insieme pensando all’infortunio e all’Europeo nel quale non ho potuto aiutare la squadra come avrei voluto“.

Su Giugliano
È un onore giocare con lei. Candidata al Pallone d’Oro, imparo tantissimo con lei accanto e cerco di rubarle ogni giorno qualcosa. È una leader e una calciatrice che può cambiare le partite in qualsiasi momento“.

Cosa toglierebbe a Giugliano? Forse la fascia da capitano?
Assolutamente no, da romana e romanista a me basta giocare per la mia squadra del cuore e dare tutto in campo“.

Sul primo Scudetto
Il mio gol contro la Fiorentina ci ha portato allo Scudetto; ci penso ancora oggi. Il mio traguardo era vincere uno Scudetto con questa maglia, ne abbiamo vinti due ma vogliamo continuare a vincere. I traguardi da raggiungere sono tanti, li rincorriamo mantenendo sempre i piedi per terra“.

Su Rossettini
Ci troviamo bene, ci sta spiegando i nuovi principi e con le nuove calciatrici arrivate questa estate possiamo sicuramente toglierci delle soddisfazioni, ci serve naturalmente un po’ di tempo ma vogliamo fare bene“.

Genoa: esonerato Vieira. De Rossi fra i nomi per sostituirlo

Patrick Vieira e il Genoa hanno deciso di non continuare insieme. Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio su X, infatti, durante la notte, a seguito di valutazioni, le parti hanno deciso di prendere strade diverse: si va verso una decisione consensuale. Criscito dirigerà l’allenamento e sarà in panchina contro il Sassuolo.

Tra i primi nomi per sostituirlo, sempre secondo quanto riferito dal giornalista di Sky Sport, ci sarebbero Daniele De Rossi, Vanoli e Gotti.

È arrivata anche l’ufficialità dell’esonero da parte del club rossoblu. Questo il comunicato: “Genoa CFC comunica che Patrick Vieira non è più l’allenatore della Prima Squadra. La società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la serietà e la professionalità dimostrate nel corso del loro lavoro e formula i migliori auguri per il prosieguo della loro carriera professionale. La guida tecnica della Prima Squadra è stata affidata ad interim a mister Roberto Murgita coadiuvato da mister Domenico Criscito.”

(genoafc.it)

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Terapie per Ferguson, Angeliño in palestra: Gasperini pensa a Cristante sulla trequarti

[…] Terapie per Ferguson che ieri ha iniziato il suo percorso riabilitativo che dovrebbe restituirlo al tecnico giallorosso subito dopo la sosta, tra la trasferta di Cremona e la sfida interna con l’Europa League contro il Midtjylland: il trauma distorsivo con interessamento capsulo-legamentoso solitamente impiega 3-4 settimane a rientrare, da Trigoria c’è fiducia che il tempo di recupero possa essere anche dimezzato. Per quanto riguarda Angeliño, lo spagnolo continua a lavorare a parte in palestra in attesa di ristabilirsi e tornare ad essere protagonista in campo con la sua Roma. […] Si va verso un undici iniziale senza grossi stravolgimenti: dopo la rete contro il Parma, Hermoso si candida a gran forza per una maglia da titolare anche a San Siro, completando il reparto insieme a Mancini e Ndicka. Questo porterebbe nuovamente Celik ad agire più avanzato sulla destra, con Wesley dirottato sulla sinistra. In mediana nessun dubbio sulla coppia formata da Cristante e Koné, i dubbi sono soprattutto nel versante offensivo. Non è da escludere la presenza di uno tra Pellegrini e El Aynaoui in mediana con l’avanzamento sulla trequarti di Cristante stesso, opzione che non dispiace affatto a Gasperini. Dybala è certo di una maglia mentre Dovbyk sta provando in queste ore a convincere il tecnico ad affidargli una maglia da titolare nella grande notte di San Siro. […]

(Il Romanista)