Vucinic: “Vorrei Totti al Montenegro, è il più forte di tutti”

Avventura in panchina per Mirko Vucinic, nuovo ct del Montenegro. L’ex giallorosso si è raccontato al sito di Gianluca Di Marzio, parlando dei suoi maestri: “Direi Conte e Spalletti. Ci sono anche Zeman e Ranieri: non basterebbe neanche un’ora per poter parlare di loro”. Il ct non ha dubbi. Se c’è un ex compagno di squadra che vorrebbe con sé in Nazionale sarebbe “Totti, perché è il più forte di tutti”. Immaginando la Serie A: “Sarebbe un sogno allenare nel campionato italiano”.

Poi alcuni aneddoti sui trofei vinti da calciatore: “Mi ricordo il primo con la Roma, la Coppa Italia nel 2007. Lo Scudetto lo rincorrevo da tanto, da quando sono arrivato in Italia. Ognuno quando diventa calciatore spera di vincere qualcosa, io in Italia ho vinto tutto. I sogni si sono avverati

(gianlucadimarzio.com)

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ROMA-VIKTORIA PLZEN: le probabili formazioni dei quotidiani. Dybala e Dovbyk dal 1′, riposano Ndicka e Cristante

Vietato sbagliare per la Roma, che dopo la sconfitta contro il Lille, ospita il Viktoria Plzen nella 3a giornata di Europa League. Qualche cambio per Gasperini, che farà riposare Ndicka e Cristante. Davanti a Svilar linea a 3 formata da Celik, Mancini ed Hermoso (insidiato da Ziolkowski). Sulla destra Wesley in vantaggio su Rensch, con Tsimikas dall’altra parte. In mezzo al campo la coppia Konè-El Aynaoui. In attacco sicuri di un posto Dybala e Dovbyk, con Soulè ed El Shaarawy che si giocano l’altra maglia.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Rensch, Koné, El Aynaoui, Tsimikas; Dybala, El Shaarawy; Dovbyk.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Koné, El Aynaoui, Tsimikas; Dybala, El Shaarawy; Dovbyk.

IL MESSAGGERO – Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Koné, El Aynaoui, Tsimikas; Soulè, Dybala, Dovbyk.

IL TEMPO – Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Koné, El Aynaoui, Tsimikas; Soulè, Dybala, Dovbyk.

TUTTOSPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ziolkowski; Wesley, Koné, El Aynaoui, Tsimikas; Soulè, Dybala, Dovbyk.

IL ROMANISTA – Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Koné, El Aynaoui, Tsimikas; Soulè, Dybala, Dovbyk.

Per Gasp più stadio e meno social

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Senza festeggiare una sconfitta, anzi portandosi dietro tutta la rabbia che questa comporta, però la Roma contro l’Inter si merita più gente da stadio che da web. Più Curva, meno social. L’impressione è che ci sia una qualche percentuale di persone, nemmeno esigua, che mal sopporta l’operato di Gasperini a Roma, che non vede l’ora di mettere bocca e di dimostrare che «lo vedi che ha sbagliato!». (…) La Roma che ha più o meno dominato l’Inter nella ripresa, ha cominciato a farlo dal 46’, con Dybala attaccante centrale, e per tutta la partita con Wesley a sinistra e gli altri come stavano a inizio gara. Oltre al fatto che già alla fine del primo tempo la partita si era equilibrata. Eppure il totale è stato: Gasperini ha regalato un tempo all’Inter. (…) Tutto questo non c’entra niente col Viktoria Plzen, ma non l’ho scritto solo perché non avevo scritto niente della partita contro l’Inter. Il punto è che se dopo aver dominato per 45’ la squadra più forte del campionato, vicecampione d’Europa per due volte negli ultimi tre anni, si imputa a Gasperini di aver perso lui la partita, che succede se oggi non battiamo una squadra di cui non sappiamo nemmeno scrivere bene il nome? (…) Il punto è che Gasperini sa quello che fa e sa come si fa (anche, soprattutto, per arrivare a Istanbul) e anche se le cose non andassero subito bene (ma finora ci sono andate bene!) andrebbe aspettato, protetto, seguito. (…)

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Una sfida contro se stessa

Alla faccia dei criticoni in servizio permanente effettivo, tipo coloro che sono abituati a valutare soltanto il risultato (vinci, hai giocato bene; perdi, hai giocato male), Gian Piero Gasperini è costretto anche stasera ad andare a caccia della prestazione. (…) Rischiando, ovviamente, di fare i conti con un flop. Percorso obbligato, però. Contro il Viktoria Plzen altro giro, altra Roma e ennesimo tentativo di migliorare la prestazione precedente. (…) In realtà, lui deve fare di necessità virtù. E gli esperimenti, le trovate, i numeri a colori che hanno accompagnato le prime nove partite ufficiali della Roma sono stati atti dovuti, legati essenzialmente alla mancanza di uomini per un calcio diverso. I principi sono quelli soliti, sostiene, ma la realtà non li riconosce. Un processo di crescita passa anche attraverso esperienze dolorose (vedi la sconfitta contro l‘Inter) ma i segnali positivi – se ci sono – vanno sempre riconosciuti (vedi il secondo tempo della sconfitta contro l’Inter). (…) Una sfida continua contro se stessa, la sua. È il destino di chi vorrebbe essere grande, ma sa che non lo è; e di chi sa che con un’altra qualità all’interno del gruppo il viaggio sarebbe stato meno complicato.

(M. Ferretti – corsport)

Elsha c’è, Dovbyk davanti a Ferguson. Wesley-Rensch, in due per una fascia

L’occasione per risvegliare l’attacco è ghiotta e Gasperini contro il Viktoria Plzen dice addio – di nuovo – all’esperimento del falso nove. Toccherà a Dovbyk che vuole dimenticare una volta per tutte la brutta serata europea col Lille di 20 giorni fa e l’errore a porta vuota con l’Inter. Forse ha chiesto di nuovo qualche consiglio all’amico Edin Dzeko che, alla formazione ceca, ha fatto male in due occasioni: tripletta nel 2016 in Europa League e un’altra due anni dopo in Champions. Siamo sicuri che a Gasp andrebbe bene anche solo un gol del suo centravanti, ma sognare in grande non è proibito. Alle sue spalle il duo argentino Dybala-Soulé. Il primo va a caccia della duecentesima rete in carriera mentre il secondo non ha ancora mai trovato la prima in Europa. Ma ad insidiare Matias per una maglia dal primo c’è El Shaarawy che ultimamente è sparito dai radar (ha giocato appena otto minuti nelle ultime quattro in Serie A) ed è anche stato scavalcato nella gerarchia dei capitani da Cristante. Partirà dalla panchina Bailey che ha poco più di trenta minuti nelle gambe e sarà un’arma in più nella ripresa. (…) Angelino è ancora una volta fuori dai convocati e sulla sinistra è pronto Tsimikas che ha l’obiettivo di riconquistare la fiducia del tecnico dopo qualche prova sottotono. Dall’altra parte ballottaggio fra Rensch e Wesley col primo più vanti. (…)

(Il Messaggero)

Roma e Olimpico, adesso fate pace: «In attacco dobbiamo fare meglio»

Roma contro il tabù Olimpico. È questo il titolo invisibile, ma eloquente, della serata che attende i giallorossi di Gian Piero Gasperini, chiamati a sfidare il Viktoria Plzen alle 21 nella terza gara di Europa League. Una partita che vale più dei tre punti, perché in ballo c’è qualcosa di più profondo: il rapporto con il proprio stadio, con il pubblico, con un senso di fiducia che negli ultimi tempi si è incrinato. L’Olimpico, negli ultimi anni roccaforte e simbolo della spinta emotiva della Roma, si è trasformato in terreno insidioso. Le tre sconfitte stagionali — tutte in casa, tutte con lo stesso identico risultato, 0-1 — hanno lasciato segni visibili. Torino, Lille, Inter: nomi che pesano su un tabellino che racconta di una squadra che lontano da Roma vince e convince, ma che tra le proprie mura si smarrisce. (…) La cosa fondamentale è tornare a vincere dopo la sconfitta contro l’Inter», ha dichiarato Gasperini. «Dobbiamo avere la voglia di vincere – ha proseguito – ma le partite sono molto difficili in campionato e soprattutto in Europa. Servirà un buon approccio, sarà una partita importante per la classifica. Dobbiamo mettere in campo attenzione e la mentalità mostrata finora, migliorando soprattutto negli ultimi 20 metri». (…) Gasperini non si sbilancia sulla formazione. «Terrò in disparte Cristante e Ndicka, perché è da tempo che non hanno una settimana completa di allenamento. Deciderò se utilizzare Ziolkowski dal primo minuto o a gara in corso. Bailey è difficile che possa giocare dall’inizio, ma l’importante è che sia guarito. Ci vorrà qualche settimana per vederlo al top, ma può giocare degli spezzoni. Dovbyk e Ferguson? Per tutte le squadre in attacco si ruota spesso». Gasp cerca una vittoria che restituisca un po’ di serenità. E che faccia tornare amico il suo stadio.

(corsera)

Carl Brave: “Romanista dalla nascita, per amore della maglia taglio pure l’erba con Favino”

CORSERA – Romano e romanista. Carl Brave — al secolo Carlo Luigi Coraggio, classe 1989 — è tra i cantautori più camaleonti­ci della scena contemporanea. Un esordio da fuoriclasse con la Love Gang (collettivo musicale trasteverino). Poi artista rivelazione del 2018 grazie al primo album solista «Notti Brave» (doppio disco di platino). Rapper capace di cantare la sua generazione e la sua città senza filtri e censure. Ma anche golden boy dei tormentoni estivi e collezionista di concerti sold out. E ora, un po’ per gioco ma soprattutto per fede calcistica, anche attore e giardiniere nel nuovo spot Adidas per la terza maglia dell’As Roma. Con il siparietto accanto a un partner d’eccezione come Pierfrancesco Favino — anche lui romanista — diventato virale in un baleno, nel tempo di una sforbiciata alla siepe.

Dal microfono sul palco al tosaerba in giardino, cosa non si fa per la Roma?

«Tutto! Si fa tutto per la Roma, tranne fare a botte! Essere tifosi è un gesto d’amore: chi tifa ama, soffre, spera, fa un atto di fede. La violenza non c’entra niente e non è mai giustificata, tanto meno nello sport».

Il primo ricordo da romanista?

«Sono nato romanista, è nel dna di famiglia.

(…)

Anche quando gioca un derby non performante, come l’ultimo?

«Non è stato il derby della vita. Non sarà ricordato negli annali. Però abbiamo vinto, e nello sport conta il risultato. Io poi l’ho visto a Milano, ma con amici rigorosamente romanisti. E da lì la Roma, se possibile, sembra ancora più bella. Non voglio essere frainteso: adoro viaggiare, conoscere posti, suoni e culture diverse; mi piace collezionare esperienze. Ma poi ho bisogno di tornare a Roma. Di Trastevere, è qui che metto insieme le idee e le canzoni prendono forma».

(…)

Nello spot Adidas lei e Favino fate i giardinieri, ci racconta come è andata?

«È andata una bomba! Prima di quel set, allestito in una villa a Roma nord, ci eravamo solo incrociati. Ma quando ci siamo visti c’è stata subito una bella confidenza. Poi, un attimo dopo, mi sono ritrovato davanti tutto il suo talento e la professionalità. Sebbene si trattasse di uno spot con poche battute, Favino era assolutamente assorto, ripassava la parte: per lui il copione di un film o poche righe per una pubblicità hanno lo stesso peso. Ho osservato da vicino la grandezza di un attore, il mestiere affrontato con la massima serietà in ogni occasione».

E la maglia bianca dal colletto verde-giallo?

«Mi piace da impazzire, e che emozione vestirla! Elegante, raffinata, versatile. Rappresenta la storia della Roma (richiama la squadra fondatrice del club, Alba Roma, ndr.) e ha un tocco green, ambientalista, così contemporaneo».

Allo stadio?

«Ci vado! Sempre volentieri ma sempre meno, purtroppo. Perché spesso sono fuori per lavoro. La squadra di questa Roma, ad esempio, non l’ho conosciuta all’Olimpico ma in Giappone. Per una felice casualità. Io ero lì con amici, mentre il club era impegnato in un torneo, sono andato alla partita e poi negli spogliatoi. Chi lo avrebbe mai detto!».

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Roma con l’obbligo di vincere. Gasp ridà fiducia a Dovbyk

Roma e Bologna in divieto di sosta in Europa League, dopo aver «parcheggiato» male contro Lilla e Friburgo in casa tre settimane fa. Gasperini ha bisogno di un successo, sia per mettere in discesa la classifica sia per dimenticare la sconfitta di campionato con l’Inter. «Ma in realtà sabato abbiamo fatto passi in avanti e non indietro», ha detto il tecnico della Roma. (…) Il Viktoria Plzen è l’occasione per ripartire. E magari per sbloccare definitivamente l’attacco giallorosso: Gasp continua a cambiare centravanti, ma invertendo l’ordine dei «bomber» il risultato non cambia. Stasera dovrebbe toccare a Dovbyk dopo l’errore clamoroso contro Chivu, a riposo Cristante e Ndicka, Dybala cerca un gol che gli manca da 245 giorni. (…)

(corsera)

Lorella Cuccarini celebra 40 anni di carriera: la sorpresa di Pellegrini, Mancini ed El Shaarawy

Nella puntata di ‘This is me’, il programma di Canale 5, si sono celebrati i 40 anni di carriera di Lorella Cuccarini, grande tifosa della Roma. Ad un certo punto, infatti, sono apparsi sul palco i pulcini giallorossi in divisa. Poi, sul maxi-schermo, Lorenzo Pellegrini, Gianluca Mancini e Stephan El Shaarawy, che hanno salutato l’artista, facendole gli auguri per il traguardo raggiunto e raccontando alcuni aneddoti svelati dalla famiglia della Cuccarini, come i calzini della Roma indossati scaramanticamente per seguire le partite e la meno scaramantica abitudine di esultare prima che la palla entri in porta… “Ti aspettiamo allo stadio”, l’invito dei giocatori giallorossi, che le hanno regalato anche una maglia autografata.

Roma, stasera c’è il Plzen. Gasperini non si fida: “Guai a fare i presuntuosi”

A suo agio. Bentornata comodità: «Sto già rientrando nella mia zona di comfort». Gasperini sfoggia imperturbabilità («non metto in discussione i miei principi») condita da un pizzico di apprensione: «Guai a peccare di presunzione contro le squadre che non si conoscono. È un problema tipico del calcio italiano». Parole che addolciscono l’urgenza della Roma: vincere stasera contro il Viktoria Plzen all’Olimpico. «Ne abbiamo bisogno», ammette il tecnico. Per alleviare i sintomi della sconfitta con l’Inter e rimettersi subito in corsa per i primi otto posti della classifica di Europa League, che garantiscono l’accesso diretto alla fase a eliminazione diretta. In questo momento la Roma ha tre punti, frutto di una vittoria (Nizza) e una sconfitta (Lille). (…) Pronto Tsimikas al posto di Angelino. Ma la fascia sinistra non è l’unica incognita. Restano i dubbi sul centravanti: «L’alternanza tra Dovbyk e Ferguson prosegue. Non c’è un titolare o una riserva. Per me chi va in campo è titolare. Giocando ogni tre giorni, c’è la possibilità di utilizzare più calciatori, soprattutto offensivi». L’ucraino parte davanti, per ora. Mentre per le sorprese dall’inizio bisogna pazientare: «Bailey? È difficile che parta titolare», sentenzia. Quel mal di gol, in ogni caso, si può curare. Gasperini è convinto, ha notato miglioramenti: «La partita contro l’Inter ci ha dato una fiducia diversa, abbiamo tirato moltissimo. Un bel segnale». Certo, la rete non s’è mossa, però il tecnico è soddisfatto. Anche se Dybala versione centravanti non ha brillato, gli esperimenti non vanno esclusi, perché l’argentino «sta bene, sta trovando la condizione giusta e può giocare in tutti i ruoli dell’attacco». (…) Anche il baby Ziolkowski cerca spazio. «In allenamento ha mostrato qualità, ma deve togliersi l’abitudine di entrare molto in scivolata, perché rischia l’ammonizione», continua il tecnico. Mentre riposeranno sicuramente Ndicka e Cristante (…)

(La Repubblica)