Vicini, Sacchi, la Spal e una Roma “sbagliata”

LR24 (AUGUSTO CIARDI) C’è stato un tempo in cui il Commissario tecnico arrivava in nazionale dopo la trafila nei settori giovanili. Gli ultimi selezionatori furono Azeglio Vicini e Cesare Maldini. Alla nazionale di Vicini si legano tanti ricordi felici, macchiati soltanto dalla semifinale al San Paolo (già all’epoca la FIGC si distingueva per scelte “geniali”) contro l’Argentina di Maradona. Prima d Maldini, ci fu un cambio di direzione, con montaggio di uno dei migliori allenatori al mondo, Arrigo Sacchi, che non veniva dal settore tecnico azzurro ma legava la sua gavetta ai campi minori emiliano-romagnoli, prima del grande boom nel Milan.

Poi fu la volta di Trapattoni, quindi di Lippi, e via dicendo, fra soluzioni logiche, scelte imbarazzanti e decisioni illogiche (Spalletti non può fare il Commissario tecnico per tante ragioni, e non servivano la Svizzera e la Norvegia per evidenziarlo). Non esiste una linea da seguire. Ma, si può constatare che non si punti più sui tecnici federali. Anche per scelte degli stessi allenatori. Se passiamo attraverso le porte girevoli andando indietro nel tempo, oggi il commissario tecnico lo fa Daniele De Rossi. Perché dopo l’enorme esperienza acquisita nello staff di Mancini, ha accettato di proseguire sulla strada delle nazionali giovanili, e dopo avere allenato l’Under 21, subito dopo l’esonero di Spalletti, è stato chiamato da Gravina che gli ha affidato l’incarico a tempo, sapendo che comunque vada De Rossi non sarà colpevole di nulla. E che se invece scoccasse la scintilla, l’Italia si ritroverebbe in casa, anche con la somma felicità di chi vorrebbe che ad allenare fossero solo tecnici under quarantacinque, un patrimonio di cui vantarsi, e magari una fase finale raggiunta, che oramai sembra essere diventato un sogno proibito manco fossimo la Federazione Indonesiana Giuoco Calcio.

E invece ora a via Allegri, incassato persino il no di Pioli, e dopo una propaganda al limite dell’indecoroso che ha partorito una campagna stampa anti Ranieri, e anti Roma, che dovrebbe produrre indignazione popolare, stanno ancora sfogliando la margherita. De Rossi lasciano i quadri federali ha sposato prima l’azzurro scolorito della Spal. E poi una Roma che, purtroppo, in quel momento, era “sbagliata” nella mescola.

In the box @augustociardi75

PISILLI: “Mettere piede all’Olimpico un’emozione indescrivibile. È sempre stato il mio sogno giocare davanti a tutte quelle persone” (VIDEO)

DAZN – Niccolò Pisilli ha raccontato tutte le emozioni del suo esordio con la maglia della Roma e del primo gol in carriera segnato contro lo Sheriff. Ecco le sue parole.

Ci sono delle date che segnano la vita di una persona: 6 maggio 2023, il tuo debutto all’Olimpico
“Mi ricordo il giorno prima perché avevamo fatto la rifinitura e c’era il ritiro tutti insieme,  anche qualche battuta che magari può aver fatto il mister. Un’emozione bellissima mettere piede all’Olimpico, è stato stupendo. La maggior parte dei miei amici, che sono quasi tutti romanisti, e che stavano vedendo la partita mi hanno scritto che non ci credevano al fatto che fossi entrato”.

14 dicembre 2023, il pallone lì lo hai toccato e lo hai messo nella porta dello Sheriff
“È stato il mio primo gol e soprattutto in quella partita ho toccato i miei primi palloni allo stadio Olimpico, giocare davanti a tutta quella gente e ai tifosi della Roma per me è un sogno, è sempre stato un sogno e aver segnato un gol è stata un’emozione indescrivibile. Ogni tanto mi capitano delle immagini ma non è che le vada a ricercare io. La maglia di quella partita sta in camera mia, l’ho tenuta e la tengo con molta gelosia”.

Cosa vuol dire giocare nella Roma?
“Giocare nella Roma è un sogno, perché da piccolo mettevo la maglia della Roma e giocavo nel parco vicino a casa mia. Adesso metto la maglia della Roma e gioco all’Olimpico, quindi è qualcosa che ho sempre sognato fin da bambino ed è davvero bellissimo. Poter giocare e sudare per questa maglia è veramente indescrivibile per me. Essere un esempio è qualcosa di molto bello ed è una bella responsabilità”.

Che spogliatoio si respira a Roma?
“Da noi c’è un gruppo molto solido, bello, quindi non è stato difficile ambientarmi. Ho trovato dei ragazzi eccezionali, a partire dal capitano Pellegrini, che è bravissimo, che fa di tutto per farti sentire parte del gruppo. Un gruppo unito”.

Su Edoardo Bove
“È un ragazzo veramente eccezionale, penso sia la persona con cui mi sono legato di più. L’ho sempre apprezzato sia come giocatore sia come persona. Mi dava tanti consigli su come rapportarmi, su come relazionarmi con gli altri giocatori, e anche in campo mi aiutava molto. Per questo io… io gliel’ho detto anche personalmente: gli sono grato e gli sarò sempre grato. Per me è stato veramente un esempio”.

Sul rapporto con Ranieri
“La sua carriera parla da sola. Come uomo, tutti sanno che grande persona è. Lo ringrazierò per sempre per tutte le occasioni che mi ha dato, per tutte le volte che mi ha messo in campo, per i consigli e per ogni momento in cui ha perso del tempo per insegnarmi qualcosa. Per me è stato davvero, davvero un onore, e lo ringrazierò per sempre”.

Su Mourinho
“Non mi è capitato di sentirlo, ma anche lui è un altro allenatore che ringrazierò per sempre. Quelle due date che ho citato sono accadute entrambe con lui, quindi… per questo e per l’opportunità che mi ha dato, posso solo ringraziarlo”.

Su De Rossi
“Da bambino tifavo per lui quando giocava nella Roma e lo apprezzavo tantissimo come calciatore. Ritrovarmelo poi come allenatore alla Roma è qualcosa che, se lo avessi detto al Niccolò bambino, ti avrebbe guardato incredulo e ti avrebbe risposto: ‘Ma che stai dicendo?’. Però è davvero lui l’allenatore che ho sentito avere più fiducia in me, quello che ha avuto il coraggio di mettermi in campo e di lanciarmi in una partita di Serie A. Da lì, poi, sono iniziate a succedermi sempre più cose”.

Cosa ti diceva?
“Ogni volta che poteva veniva a dirmi qualcosa, mi cercava, ha sempre provato a farmi capire che per lui ero forte, e questa cosa per me ha significato davvero tanto. Questa è la cosa più importante. Magari non ho una frase precisa da riportare, ma riesco a tenerla per me”.

Sogni di vincere lo Scudetto con la Roma? Per la tua carriera cosa speri?
“Come sogno ci può stare, però io cerco di vivere giorno per giorno, dando sempre il massimo e cercando di tirare fuori il meglio da me stesso e anche dagli altri. Quindi sì, il sogno è quello di migliorarmi sempre, diventare un giocatore migliore e raggiungere la versione migliore di me stesso”.

 

 

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Italia: Gattuso vicinissimo a diventare il nuovo ct azzurro

Dopo l’esonero di Luciano Spalletti e dopo aver incassato un secco “no” da parte di Claudio Ranieri, l’Italia potrebbe ripartire da Gennaro Gattuso. L’ex tecnico di Napoli e Milan terminerà la sua avventura con l’Hajduk Spalato e con ogni probabilità diventerà il nuovo ct azzurro. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nelle prossime ore si terrà un incontro in cui oltre a Gabriele Gravina ci sarà anche Gianluigi Buffon, che ha spinto molto per la candidatura del campione del mondo 2006. Tra 24-48 ore avremo quindi nuovi sviluppi e sapremo se Gattuso accetterà la chiamata dell’Italia.

(corrieredellosport.it)

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Cagliari, ufficiale: Pisacane è il nuovo allenatore dei sardi

Il Cagliari ha scelto Fabio Pisacane. Dopo la decisione di separarsi da Davide Nicola, la dirigenza sarda ha valutato vari profili prima di puntare sul tecnico che ha stupito con la Primavera del club Casteddu. L’ex difensore ha infatti vinto la Coppa Italia in finale contro il Milan e il presidente Giulini ha ritenuto giusto offrirgli un’opportunità sulla panchina del Cagliari. Ecco il comunicato ufficiale.

“Il Cagliari Calcio è lieto di annunciare di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra a Fabio Pisacane: l’allenatore ha firmato un contratto che lo lega al Club rossoblù sino al 30 giugno 2026 con rinnovo automatico per un’ulteriore stagione al verificarsi di determinate condizioni sportive. Nato a Napoli, 39 anni, Pisacane ha totalizzato da calciatore oltre 430 gare tra i professionisti, di cui più di 150 con la maglia del Cagliari. Arrivato in Sardegna nell’estate 2015, ha giocato in rossoblù per 6 stagioni in cui ha contribuito alla pronta risalita in A – con la vittoria del torneo cadetto – e alla permanenza della squadra nella massima serie nei cinque campionati successivi. Nell’Isola ha trovato la sua Terra adottiva, una seconda casa. Conclusa la carriera da calciatore, ha subito iniziato il suo percorso di allenatore, sempre in rossoblù. Nel luglio 2022 è entrato nello staff della prima squadra come collaboratore tecnico, in panchina ad interim – prima dell’arrivo di mister Ranieri – in occasione della vittoria contro il Cosenza (2-0) il 26 dicembre. Ha fatto poi il suo ingresso nello staff tecnico del Settore giovanile per diventare, nel marzo 2023, allenatore in seconda della Primavera. Nell’estate dello stesso anno ha assunto la guida della squadra: per due stagioni consecutive ha ottenuto con i suoi ragazzi il settimo posto in classifica, arrivando ad un soffio dall’accesso ai playoff Scudetto, e soprattutto ha conquistato la Coppa Italia di categoria – per la prima volta nella storia del Club – battendo in finale il Milan (3-0) all’Arena “Brera” di Milano, lo scorso 9 aprile. Innata leadership, Pisacane è un predestinato della panchina: carismatico, grazie alle sue qualità umane sa entrare subito in sintonia con lo spogliatoio, abile nella gestione e nella motivazione del gruppo. Lavoro e organizzazione i suoi mantra, alla scrupolosa preparazione tattica e alla duttilità unisce il temperamento e la grinta di chi ha ambizione e fame di successo. Forte identità e senso di appartenenza da trasmettere alla squadra, un autentico condottiero dall’anima rossoblù. Buon lavoro, Fabio!”.

(cagliaricalcio.com)

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Calciomercato Roma, l’Inter intenzionata al riscatto di Zalewski: il giocatore partirà per il Mondiale per Club

L’Inter sembra intenzionata a riscattare Nicola Zalewski. Il calciatore arrivato a Milano nel mercato di gennaio ha convinto la dirigenza nerazzurra e potrebbe far parte della formazione allenata da Chivu anche il prossimo anno. La Roma attende novità sul futuro del classe 2002. Secondo quanto riportato da Eleonora Trotta di calciomercato.it su X, Zalewski partirà insieme ai compagni per disputare il Mondiale per Club.

 


Arrivano conferme sul riscatto di Nicola Zalewski. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano su X, l’Inter è intenzionata ad esercitare i 6 milioni di euro alla Roma per il passaggio a titolo definitivo del classe 2002 polacco. Arrivato a gennaio in prestito con diritto di riscatto dai giallorossi, Zalewski ha convinto la dirigenza nerazzurra.

 

Ritiro Roma, tutte le date delle amichevoli estive: in programma anche il test contro l’Everton

La Roma è pronta a programmare la prossima stagione sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Il tecnico scelto da Claudio Ranieri è entusiasta di dare il via alla sua avventura in giallorosso, anche se ci sarà ancora un po’ da aspettare. Dopo aver svolto le visite mediche di rito, infatti, i giallorossi sono attesi al centro sportivo Fulvio Bernardini il 10 luglio, dove partiranno almeno 3 settimane di preparazione a Trigoria. In questo lasso di tempo la Roma ha in programma anche le prime due amichevoli, dove presumibilmente è previsto anche il solito test contro il Latina. Da fissare, ci sarebbe anche una partita contro la Sambenedettese, club recentemente promosso in Serie C e con la tifoseria gemellata con quella della Roma. Stando a quanto detto dal presidente della compagine marchigiana, l’invito a Trigoria è arrivato, vedremo se la società accetterà di spostare la squadra allo Stadio Riviera delle Palme per la gara. Sicuramente, invece, il 26 luglio i giallorossi voleranno in Germania, più precisamente al Fritz-Walter-Stadion per affrontare il Kaiserslautern, club di seconda divisione tedesca. Il 2 agosto, poi, la Roma potrebbe disputare un’altra amichevole, contro il Lens. Nella squadra francese da gennaio milita Mathew Ryan, mentre, ha un passato ne Les Sang et Or anche Florent Ghisolfi. Infine, dal 3 al 9 agosto la Roma sarà in Inghilterra ospitata nelle strutture del St George’s Park National Football Center e il ritiro si potrebbe concludere con l’ultimo test estivo contro l’Everton, match fortemente voluto dai Friedkin. La partita verrà quindi disputata nel nuovo stadio dei Toffees.

Roma Primavera, Falsini verso l’addio: in pole c’è Galloppa

Potrebbe essere arrivata al capolinea la storia tra Gianluca Falsini e la Roma Primavera. Il tecnico giallorosso ha ottenuto grandi risultati con la squadra giovanile in questa stagione, ma, potrebbe comunque dire addio. Secondo quanto riportato da Checco Oddo Casano su X, in pole per sostituirlo ci sarebbe Daniele Galloppa. L’ex calciatore, che ha vestito anche la maglia della Roma dal 1994 al 2004, è pronto a fare il suo ritorno nella Capitale. Dal 2023 guida la Primavera della Fiorentina e quest’anno sono stati proprio i suoi ragazzi ad eliminare la formazione di Falsini alle semifinali del playoff Scudetto.

 

Sacchi risponde a Ranieri: “Alla Nazionale non si può dire di no, è un dovere morale”

GAZZETTA DELLO SPORT – Arrigo Sacchi torna sul rifiuto di Claudio Ranieri alla nazionale italiana. Lo storico allenatore ha criticato la decisione del tecnico di San Saba e ha “messo in guardia” il possibile successore di Luciano Spalletti. Ecco le sue parole.

Sul rifiuto di Ranieri
“Non conosco le motivazioni profonde, ma ritengo che alla Nazionale non si possa dire di no. È un dovere morale rispondere alla chiamata, perlomeno io la vedo così. La Nazionale è la squadra di tutti gli italiani e dunque, per un allenatore, dovrebbe rappresentare il massimo traguardo. Che cosa c’è di più alto e di più nobile che poter essere a capo di un progetto che coinvolge l’intero Paese?”.

Su chi puntare?
“Il mio amico Ancelotti sarebbe stato l’ideale. Leggo i nomi di molti allenatori, da Cannavaro a De Rossi a Gattuso. Non mi sento di esprimere un giudizio sulle loro qualità. Ma fare il commissario tecnico dell’Italia è un mestiere davvero molto complicato”.

L’estate del no alle panchine nobili. Ranieri era stanco di fare Mr. Wolf

Quindici anni fa, a Rio de Janeiro, il presidente dell’Uruguay Pepe Mujica disse: “È necessario ripensare il nostro modo di vivere. Lo sviluppo deve favorire la felicità dell’uomo, perche e il nostro tesoro pia importante”. Un concetto semplice, eppure ancora rivoluzionario e poco applicato. Per essere felici non bisogna solo produrre, accettare, andare e fare, ma anche rinunciare, non accettare, non andare, non fare, in poche parole dire NO. (…) Gian Piero Gasperini, che ha scelto la Roma e il progetto Claudio Ranieri dicendo no alla Juve. Poi e arrivato il NO di Simone Inzaghi all’Inter che, nonostante cinque gol presi in finale di Champions League con il Paris Saint-Germain, voleva rinnovargli la fiducia. A quel NO di Inzaghi e seguito quello di Cesc Fabregas, che forse conosce quel discorso di Mujica e ha preferito il Como all’Inter. E, infine, e arrivato il NO piu grande e importante di tutti: quello di Claudio Ranieri alla Nazionale italiana, dopo il licenziamento di Luciano Spalletti. I Mr. Wolf si stancano. Tutti questi NO uniti come puntini ci stanno dicendo che la Juventus, l’Inter e la Nazionale non si aspettavano quelle risposte, perche ragionavano in un modo vecchio, sentendosi una proposta che non si poteva rifiutare, e, invece, NO, NO alla Juventus da parte di due juventini, NO all’Inter da parte dell’allenatore che l’ha portata due volte in finale di Champions, e NO dal miglior allenatore emergente che dovrebbe far carriera in fretta e invece decide di continuare a fare esperimenti su quel ramo del lago di Como, e poi, a chiudere, arriva il NO dall’allenatore che voleva essere il
ct della Nazionale. (…) II suo NO è una spina proprio dove il suo SI era la rosa che andava bene a tutti. Il NO comporta sempre una spiegazione, come sta avenendo in queste ore, con pubblicazione anche dei suoi messaggi privati, come a dire: vale tutto pur di capire. E se invece non ci fosse nulla da capire? Come cantava Francesco De Gregori, perche Ranieri ha scelto di tenere fede alla promessa fatta a se stesso prima ancora che alla Roma, voleva smettere e ha smesso, e ora fara il dirigente con meno responsabilità e più tempo per vivere e viaggiare. A differenza degli altri NO che passavano anche per ragioni economiche, oltre che sentimentali e selvagge, pensate a Inzaghi in Arabia, piu di tutti, quello di Ranieri era un NO al tempo, al destino, al fato, che e arrivato troppo tardi rispetto al sogno, e poi un fuoriclasse almeno devi «aveccelo», direbbe Totti. (…)

(Domani)

Memorial Enzo Totti. Oggi la festa finale

Torna il Memorial Enzo Totti per onorare it ricordo dello “Sceriffo”, papa di Francesco scomparso nel 2020. L’evento si svolgera nel centro sportivo di propriety della famiglia Totti in Via Pernier, sara presence anche I’ex capitano romanista accompagnato da ex calciatori giallorossi. Sarà una giornata di sport che vedrà coinvolti tutti i ragazzi della scuola calcio e altre società amiche tra cui anche la Roma.

(Il Messaggero)