Ora subito il mercato per ripartire

IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Ora che il mistero è stato svelato e che la Roma ha il suo nuovo allenatore (aspettando i cardini dell’ufficialità), bisogna iniziare a fare sul serio tutte le altre cose che vanno insieme alla scelta del tecnico. Il garante di questo passaggio storico, per evitare di commettere i soliti vecchi errori è sempre e ancora Claudio Ranieri. L’ex mister giallorosso ha partecipato al vertice di Firenze ed è stato il grande “suggeritore” dell’operazione Gasperini (era già chiaro fosse lui quando al termine della partita disse sul nuovo tecnico: “All’inizio potrebbe non piacere”). Perché è noto che, l’ormai ex allenatore dell’Atalanta (in realtà l’addio vero è fissato per le prossime ore), non è di quelli che trasmettono simpatia a pelle e i tifosi rivali in genere lo odiano.

Ma è chiaro che, simpatia a parte, Gasperini sia stato chiamato a Roma per aprire un ciclo, per fare quello che non è riuscito lo scorso anno…anzi ormai da troppi anni. La prima cosa da fare sarà capire se al nuovo allenatore andrà bene questa rosa o se e come servirà intervenire per adeguarla al suo sistema di gioco. Poi bisognerà mettere l’allenatore nelle condizioni migliori per lavorare, adeguare la struttura di Trigoria alle sue esigenze e controllare che tutti remino dalla stessa parte: in passato purtroppo non sempre è stato così. Infine l’ambiente. Il popolo giallorosso, che nella Capitale sposta non poco i valori in campo, dovrà avere pazienza e dare a Gasperini il tempo giusto per far crescere la squadra e trasmettere le sue idee a un gruppo che finora si è mosso in maniera molto diversa. Della serie “calma e gesso” l’opera è solo all’inizio…anzi deve ancora iniziare.

Roma, tornano i prestiti: dodici nodi per Ghisolfi

[…] La Roma si prepara a gestire il rientro di 12 giocatori in prestito, un mosaico di situazioni che spaziano da certezze ormai definite a nodi ancora da sciogliere. […] Il direttore sportivo Ghisolfi è atteso da un lavoro fondamentale in estate. La missione principale? Fare cassa. […] Abraham (Milan), Hermoso (Bayer Leverkusen) e Kumbulla (Espanyol) rappresentano gli unici elementi con reali possibilità di rientrare nei piani della Roma. […] Abraham, in primis, torna con un futuro in bilico. […] Per l’attaccante inglese, dunque, si riaprono prospettive in Premier League, dove club di media classifica potrebbero puntare su di lui.

Hermoso e Kumbulla, invece, attendono la valutazione del nuovo tecnico. […] Kumbulla, a differenza di Hermoso, ha disputato una stagione da titolare nella Liga con l’Espanyol, collezionando 35 presenze 3 gol. […] Ma le vere plusvalenze sono attese da altri fronti. Dahl, infatti, è vicino all’addio: il Benfica è pronto a chiudere per circa 12 milioni. […] Lo stesso discorso vale per Zalewski: l’Inter metterà sul piatto 6,5 milioni di euro per riscattarlo. […] Darboe, Solbakken, Pagano, Cherubini, Mastrantonio e Oliveras dovranno trovare nuove sistemazioni. […] Anche Bove farà ritorno a Roma, ma non scenderà in campo. Il suo futuro dipenderà dai prossimi accertamenti medici.

(corsport)

Dybala sarà una risorsa: non certo un problema

[…] Paulo Dybala sta vivendo la sua estate di convalescenza e aspettando con curiosità la nuova stagione. […] Adesso che è certo lo sbarco di Gasperini, non può che essere felice della novità. Si sente garantito, non penalizzato da questa scelta. Considera molto positivo, per sé e per la Roma, riabbracciare l’uomo che lo lanciò a Palermo. […] Ma la cosa più importante è un’altra: è Gasperini ad aver bisogno di lui.

Lo ha detto più volte pubblicamente, ne ha parlato privatamente a Dan Friedkin a Firenze: perché mai Dybala dovrebbe essere un problema? All’Atalanta ha reso grande un altro argentino, il Papu Gomez, e un fantasista come Ilicic, che certo non era un fenomeno dal punto di vista atletico e dinamico. […] Altra cosa è la situazione contrattuale, un ingaggio da 7 milioni fino al 30 giugno 2026 che non riguarda Gasperini. Su queste cose, che riguardano gli amministratori finanziari e non lui, Gasperini non metterà bocca. […] Quando sarà completamente recuperato, Paulo si metterà a disposizione del nuovo arrivato in ogni singolo allenamento. […] Vedrete, si capiranno in fretta.

(corsport)

Gasp ha detto sì: come sarà la sua Roma

C’è una nuova Roma che prende forma, silenziosamente ma con decisione, nella mente di Gian Piero Gasperini. […] Al centro del progetto ci sarà, inevitabilmente, il marchio di fabbrica dell’allenatore: il 3-4-2-1. Un modulo già adottato da Ranieri nei suoi ultimi mesi in panchina, ma che con Gasp assumerà contorni totalmente diversi. […] Tra i nomi più discussi c’è quello, ovviamente, di Dybala. Il talento dell’argentino è indiscutibile, ma non basta a garantirgli un posto nel nuovo disegno tattico. Gasperini predilige attaccanti dinamici, capaci di coprire campo e pressing per novanta minuti, e Dybala non risponde a questi requisiti. Stessa sorte potrebbe toccare a Pellegrini e Paredes. […]

Anche l’investimento più oneroso dell’ultima stagione, Dovbyk, è oggetto di valutazioni. […] Proprio nel reparto offensivo potrebbe esserci invece una sorpresa: Abraham, di ritorno dal prestito al Milan. […] L’allenatore potrebbe decidere di trattenerlo: lo avrebbe voluto anche all’Atalanta. […] Diverso il discorso per alcuni giovani o giocatori con struttura fisica e margini di crescita: Svilar, Ndicka, Angelino, Koné, Mancini, Rensch, Pisilli e forse El Shaarawy e Celik rientrano nei parametri ideali. […] Poi ci sarà bisogno di integrare la rosa con nuovi innesti: spuntano i nomi di Pasalic e Gosens, quest’ultimo alla Fiorentina. […]

(corsera)

Gasperini sceglie la Roma, Bergamo la prende male

Gian Piero Gasperini ha scelto la Roma. […] Il tecnico piemontese ha deciso di mantenere la parola data ai Friedkin giovedì scorso, respingendo così l’ultima offensiva della Juventus. […] L’intesa è totale: Gasperini firmerà un contratto triennale da 7 milioni netti a stagione, bonus compresi. Un investimento importante che dimostra quanto la proprietà giallorossa creda nel progetto e nel profilo del tecnico dell’Atalanta. […] Gasperini ha scelto la coerenza. […]

Una scelta di parola e di principio, che a Trigoria non è passata inosservata. Per questo e tanti altri motivi l’accoglienza che verrà riservata al Gasp si preannuncia calda e soprattutto densa di aspettative. […] Intanto a Bergamo, il clima resta carico di tensione e di malinconia. Ieri Gasperini ha visto la dirigenza dell’Atalanta per definire i contorni dell’addio. […] Davanti al centro sportivo di Zingonia è apparso uno striscione dei tifosi della curva Nord: “Gasperini e società avanti insieme per far sognare questa città”. […] In serata centinaia di tifosi si sono radunati per un ultimo appello: “Gasperini deve restare!”. Ma la decisione è presa. La Roma lo aspetta.

(corsera)

De Rossi: “Il mio esonero indirizzato da persone che non sono più a Roma, ma non escludo il ritorno. Ora cerco un progetto stimolante”

CORSERA – L’ex tecnico e bandiera della Roma Daniele De Rossi si è raccontato sull’edizione odierna del quotidiano, parlando sia della sua vita privata che della recente esperienza alla guida del club giallorosso, terminata in maniera brusca dopo sole quattro partite di campionato. Queste le sue parole.

De Rossi, togliamoci subito il dente: ma che era successo?
“Non deve chiederlo a me. Avevamo impostato un progetto di lungo periodo. Nella mia testa c’era l’idea di crescere insieme a una squadra giovane e alcuni giocatori più esperti con l’obiettivo di lottare per lo scudetto nel 2027, l’anno del centenario. E invece…”.

E invece la sua stagione è durata appena quattro partite e tre punti.
“So che nel calcio senza i risultati il tempo non te lo dà nessuno, ma tutto è stato accantonato davvero troppo presto. Le stagioni ormai cominciano a metà agosto, noi abbiamo fatto il ritiro con 16 ragazzi della Primavera, il mercato aperto e la squadra ancora tutta da costruire. Gli ultimi 4-5 acquisti li ho allenati solo per pochi giorni”.

“Un giorno allenerò la Roma”, aveva sempre detto. E’ stato più un motivo di gioia guidarla prima del previsto o doverla lasciare all’improvviso?
“Due sensazioni fortissime. Ma voglio tenermi l’onore e la felicità di averla allenata ed esserne stato all’altezza. Averla lasciata così presto, mi lascia la possibilità di riprovarci un giorno. Non lo vivo come un assillo, ma tanti allenatori, ultimo Ranieri, sono tornati con lo stesso club più di una volta. Come diceva Califano: non escludo il ritorno”.

Cosa rimprovera ai Friedkin?
“Forse di non avermi parlato prima di prendere una decisione così drastica. E anche io avrei dovuto alzare più spesso il telefono visto il rapporto che avevamo. Ma li continuo a ringraziare perché mi hanno concesso di allenare la squadra del mio cuore. La decisione finale di esonerarmi l’hanno presa loro, ma credo sia stata tanto indirizzata, anche con versioni non rispondenti al vero, da chi oggi non c’è più. E non ha lavorato per il bene della Roma”.

Per diversi mesi la Roma non ha voluto più vederla neanche in tv.
“In quel momento per me era fonte di sofferenza. Se una donna che ami alla follia ti lascia, non riesci a guardarla camminare felice, mano nella mano, con un altro uomo. Ma ormai è passato: sono tornato a vedere la Roma e ad essere contento delle sue vittorie”.

Ha mai pensato: i risultati di Ranieri li avrei raggiunti anche io?
“No, perché nessun tecnico è uguale a un altro. Certamente l’intelligenza, l’esperienza e il pragmatismo di Ranieri sono stati fondamentali in quel momento. Posso solo dire che le mie emozioni vedendo l’Olimpico pieno di bandiere contro il Bilbao in Europa League, non sono state inferiori alle sue. Avrei voluto essere lì in mezzo a quel mare giallorosso: è stata una delle manifestazioni più belle, nella sua semplicità, che una tifoseria abbia mai messo in scena. Nessuna coreografia artificiale: ognuno con una bandiera mezza giallo e mezza rossa, come quando si era bambini”.

Lei ha ancora un contratto per due anni.
“Sì, ma spero di farne presto uno con un altro club. Il contratto non è un vincolo per me”.

Come considera la regola che impedisce a un tecnico esonerato dopo poche partite di poter allenare un’altra squadra in A?
“Sbagliatissima: tutto il mondo ha regole diverse. La mala-burocrazia che spesso ferma il Paese esiste anche nel calcio. Prendere un patentino di allenatore è come scalare l’Everest e una persona “normale” non può farlo se non ha una carriera nel calcio alle spalle: perché? E perché un proprietario non può far guidare la propria squadra a chi vuole lui? Per non parlare degli stadi che non si riescono a costruire”.

Parliamone invece…
“A Roma c’è chi vorrebbe bloccare il progetto dei Friedkin da un miliardo per difendere una mini area abbandonata dove sono cresciuti alcuni alberi. Lo stadio a Tor di Valle saltò anche per salvaguardare una sconosciuta tribunetta storica semi distrutta dove bivaccavano i topi nella sporcizia. Questa per me è follia. Anche il progetto di Lotito sul Flaminio, inutilizzato da anni, incontra difficoltà. Paesi meno ricchi e sviluppati del nostro hanno impianti migliori. Tutto per colpa della burocrazia”.

Cosa ha lasciato lei alla Roma?
“Un gruppo sano, una dedizione al lavoro. E alcune giuste intuizioni”.

Ha lanciato Svilar, fatto prendere Angelino, Soulé, Koné. C’è qualche altra intuizione che le è stata negata?
“Sì, ma capita a tutti i tecnici. Non bisogna ricordare solo quello che ci fa comodo: io avrei puntato sul rilancio di Moise Kean, ma ho anche detto no a Retegui, poi capocannoniere”.

Cosa cerca adesso?
“Un progetto stimolante, una piazza passionale che viva per il calcio e dei dirigenti che abbiano una grande voglia di lavorare con me”.

Riassuma il suo calcio in tre concetti.
“Capacità di fare gli uno contro uno in ogni zona del campo, coraggio e un’organizzazione che consenta di dominare il gioco”.

I tecnici che l’hanno influenzata di più?
“Spalletti, Luis Enrique e Conte, ossessionato dalla vittoria”.

[…]

Da giocatore su di lei sono girate anche tante leggende metropolitane.
“Hanno detto di tutto, descrivendo una vita di eccessi: che portavo la barba per coprire una cicatrice da coltello sul volto; che abusavo di alcool chiamandomi “Capitan birretta”, quando è tanto se ne bevo una insieme alla pizza; che la manica lunga della maglia nascondeva un tatuaggio nazista…Figurarsi: mia madre di estrema sinistra mi avrebbe tagliato il braccio. Oggi posso riderci, pensando a quanto queste bugie non siano più di attualità, ma quando ti toccano nel presente, temi che possano diventare un marchio. E mi chiedo sempre, ma chi è stato il primo a inventarsi queste cazzate? Chi ti odia così tanto? E perché la gente le diffonde senza scrupoli? Bisogna avere la forza di stoppare certe catene: io ce l’ho. Lo stesso vale con le chat dei telefonini: il tasto inoltra lo definisco il tasto degli infami”.

[…]

Il rimpianto?
“Non aver vinto uno scudetto con la Roma ed essere arrivato al Boca Juniors troppo tardi”.

Il sogno?
“Trovarmi a 70 anni felice della carriera da tecnico come oggi lo sono di quella da calciatore”.

L’incubo?
“Che il mio sogno possa allontanarmi troppo dalla mia famiglia”.

Ci saranno mai altri due come Totti e De Rossi nella Roma?
“Magari ce ne saranno due meno innamorati della Roma, ma che vinceranno più di noi. Più forti di me ci saranno, di Francesco la vedo dura”.

E’ un peccato non vedere Totti nella Roma…
“Mi spiace, ma capisco la ritrosia dei presidenti quando si avvicinano alle bandiere dei club. Non è facile gestire figure così ingombranti: ti danno lustro ma se vanno via lo stadio ti si rivolta contro”.

[…]

L’obiettivo davanti è Lucca: ma servirà anche un esterno

L’era Gasperini è pronta a partire e Florent Ghisolfi ha il compito di costruire una squadra a sua immagine somiglianza. […] Con Gasp si continuerà con la difesa a tre. I giallorossi, però, hanno bisogno di almeno due centrali. Tornerà Kumbulla, ma dovrà essere valutato. Hanno già salutato Nelsson e Hummels. Inoltre, Ndicka a dicembre partirà per la Coppa d’Africa. Sul taccuino Simic e Kossounou che lascerà l’Atalanta e tornerà al Bayer Leverkusen. Piace anche Bijol ma l’Udinese spara alto (almeno 25 milioni). A proposito dei friulani: a Gasperini piace Lucca. Il tecnico lo segue da diversi anni e piace anche a Ranieri. Potrebbe avere una seconda chance Abraham. Da decidere invece il futuro di Dovbyk.

La Roma dovrà ritoccare le corsie esterne, soprattutto a destra. Gasperini chiederà un profilo alla Gosens per rinforzare quella fascia che rischia di perdere sia Saud che Celik. […] Difficile il riscatto di Saelemaekers. I paletti del settlement agreement non permettono ai Friedkin di spendere con assoluta libertà. […] Per rinforzare la trequarti piace Angel Gomes che ha salutato il Lille. […] E per rinforzare il centrocampo l’obiettivo numero uno resta sempre Davide Frattesi. Ma ogni discorso è rimandato a dopo il Mondiale per Club. […]

(Il Messaggero)

Gasp ha detto sì

Gasp-Roma: ci siamo. E’ iniziato il conto alla rovescia: ancora qualche ora/giorno e la Roma avrà il suo nuovo allenatore, pronto a firmare un triennale da 5 milioni a stagione (più bonus). […] Proprio poco prima dell’ora di pranzo, il tecnico ha ricevuto una telefonata dal futuro direttore generale della Juve, Damien Comolli. Un tentativo in extremis per provare a convincerlo che tuttavia non ha fatto cambiare idea all’allenatore che non ha trovato le stesse certezze che gli erano state spiegate dai Friedkin il giorno prima. […] E allora, la domanda vien da sé: se “tutte le strade portano a Roma”, utilizzando un modo di dire che tanto piace a Ranieri, cosa manca per la fumata bianca? Ci si dimentica, probabilmente, che Gasp deve liberarsi dall’Atalanta. […]

Appare chiaro come Gasperini prima di firmare voglia avere il quadro completo della situazione. Quella di Roma sarà presumibilmente l’ultima avventura su una panchina e se la vuole giocare per puntare a vincere. Ergo, come sempre accade in questi casi, si sta parlando dei calciatori da tenere, altri da cedere, delle strategie da attuare sul mercato che, pur avendo la consapevolezza delle restrizioni del Settlement Agreement, […] ci sarà. […] Se. come ormai appare scontato, si arriverà a dama, di certo sarà un punto a favore del tecnico piemontese. L’aver mantenuto la parola data in un mondo, come quello del calcio dove i tradimenti sono dietro l’angolo. […]

(Il Messaggero)

Fiorentina oltre Palladino: duello Farioli-De Rossi

Fumata giallorossa. Gian Piero Gasperini sarà l’erede di Claudio Ranieri sulla panchina della Roma. Contratto fino al 2028 da 5 milioni netti a stagione più bonus. […] Intanto in casa nerazzurra è già scattata la caccia all’erede: piace parecchio il nome di Stefano Pioli, che però prima deve a sua volta liberarsi dall’Al Nassr. […] Nel frattempo la società bergamasca non perde di vista Thiago Motta e Raffaele Palladino, con Maurizio Sarri più defilato. Su quest’ultimo, infatti, sta provando ad accelerare la Lazio. […]

Un ritorno di fiamma in piena regola. Lo stesso che può stuzzicare pure la Fiorentina. In casa viola, dopo aver completato la risoluzione dell’accordo col dimissionario Palladino, si valutano dei candidati come Daniele De Rossi e Francesco Farioli, che già nei mesi scorsi erano stati oggetto di valutazione dalle parti del Viola Park. […] La sensazione è che ai toscani servirà ancora del tempo prima di indirizzarsi con decisione su un unico nome. […]

(Tuttosport)

La presentazione del nuovo tecnico lunedì coi Friedkin

Prima l’incontro con Gasp in Toscana, ora il probabile sbarco nella Capitale lunedì per presentare il nuovo tecnico e dare l’accelerata definitiva al progetto stadio. Dan e Ryan Friedkin sono ancora in Italia, al Collegio delle Querce a Firenze. […] Dove si terrà anche un matrimonio di famiglia. Quello che attendevano tutti i tifosi della Roma riguardava il club e Gasperini. A celebrarlo proprio i Friedkin grazie all’aiuto di Ranieri. L’ex tecnico accoglierà Gasperini a Trigoria, gli mostrerà la struttura e lo aiuterà nel primo periodo di ambientamento organizzando le date del ritiro e delle amichevoli.

(gasport)