Roma-Cagliari a Piccinini: torna ad arbitrare i giallorossi dopo il ko contro il Milan in Coppa Italia

Sarà Marco Piccinini della sezione di Forlì il fischietto di Roma_Cagliari, match in programma domenica alle ore 16Si tratta del secondo precedente con i giallorossi in questa stagione, il primo in Serie A. Il fischietto infatti aveva arbitrato il quarto di finale di Coppa Italia perso contro il Milan. Il bilancio totale parla di 5 vittorie e 3 sconfitte per i giallorossi.

LR24

Conferenza stampa, Valverde: “Sancet non sarà escluso ma difficilmente giocherà, vediamo nel pomeriggio”. De Marcos: “La qualificazione dipende solo da noi”

Il tecnico dell’Athletic Club, Ernesto Valverde, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Roma. Con lui Óscar De Marcos. Le loro parole:

L’intervento di Valverde:

Sulla partita.
«Dobbiamo vincere la partita. Non ci basta un altro risultato. Ovviamente terremo conto del livello dei loro giocatori, ma abbiamo in mente solo la vittoria. La tensione non sta diminuendo. La parte peggiore è il pre-partita… quando arriva il momento, sei già concentrato su quello che devi fare. Questa è una questione di esperienza».

Sull’ultimo minuto a Roma.
«Possono succedere tante cose, quando segniamo mi piace… ma non puoi pensarci troppo. Noi pensiamo di più a quello che abbiamo fatto prima, che è stato tanto e di qualità. Sarà fondamentale ciò che accadrà nelle due aree».

Sull’ambiente.
«Quando il pubblico è coinvolto e siamo tutti uniti, gli avversari sono più difficili da battere. Ci è successo in trasferta e spero che accada anche a San Mamés»

Su Sancet.
«Sarà difficile che ci sia, anche se vedremo nel pomeriggio»

Sulle possibilità di passare il turno.
«Abbiamo grande entusiasmo nel poter passare il turno domani… ma dobbiamo visualizzare la partita. La gara sarà simile all’andata. oro hanno molte risorse. Quando si sono difesi di più è stato per il nostro gioco».

 Difficoltà contro squadre che si chiudono?
«Abbiamo la capacità di rompere le linee. Ma bisogna sempre avere controllo».

Sull’assenza di centrali.
«È possibile che venga convocato qualche ragazzo del B. È normale attraversare momenti in cui alcuni giocatori ci sono e altri no… Núñez è un centrale di grande affidabilità».

Segnare subito o non subire gol?
«Se non prendiamo gol, ci basterà segnarne due per passare… Se giochi bene, generalmente vinci. Ma a volte non vinci, come l’altro giorno a Roma. È così. È importante essere precisi sottoporta».

Sulla mentalità.
«Non percepisco differenze. Per niente. L’essenza e la fame della squadra sono le stesse. Quest’anno si è parlato troppo della finale, quando invece conta la partita successiva. Abbiamo l’ambizione di vincere tutto, ma affrontiamo squadre che hanno la stessa ambizione. Ed è qui che sta la difficoltà»

Sannadi potrà mangiare durante la gara (è musulmano ed è in corso il Ramadan)?
«È una possibilità».

Su Turpin.
«È una garanzia».

Di nuovo sulla gara.
«Dobbiamo segnare, ma stare anche attenti agli avversari. E ovviamente non dobbiamo incassare gol».

L’intervento di De Marco:

Sulla partita.
«Bisogna pensare in positivo. Dobbiamo vincere in casa e, anche se ci sono assenze, ci sono giocatori affidabili a disposizione. Se passiamo, avremo presto un’altra finale. In Europa e in Coppa, quando superi un turno, giochi solo finali. La qualificazione dipende solo da noi, dobbiamo vincere».

Potrebbe essere la tua ultima partita in Europa.
«È da anni che vivo questa situazione, perché fino alla fine non so mai se continuerò. Domani la vivrò come se fosse l’ultima e spero che non lo sia».

Su come si vive la gara a Bilbao.
«A Bilbao si percepisce entusiasmo per questa competizione e questo è importante»

Sulla Roma.
«La Roma è una squadra molto forte. Le squadre di alto livello hanno ritmi diversi e si adattano a più schemi tattici. È una grande squadra. Ma dobbiamo concentrarci su noi stessi»

 Sulla partita.

«Bisogna pensare in positivo. Dobbiamo vincere in casa e, anche se ci sono assenze, ci sono giocatori affidabili a disposizione. Se passiamo, avremo presto un’altra finale. In Europa e in Coppa, quando superi un turno, giochi solo finali. La qualificazione dipende solo da noi, dobbiamo vincere».

Potrebbe essere la tua ultima partita in Europa.
«È da anni che vivo questa situazione, perché fino alla fine non so mai se continuerò. Domani la vivrò come se fosse l’ultima e spero che non lo sia».

Su come si vive la gara a Bilbao.
«A Bilbao si percepisce entusiasmo per questa competizione e questo è importante»

Sulla Roma.
«La Roma è una squadra molto forte. Le squadre di alto livello hanno ritmi diversi e si adattano a più schemi tattici. È una grande squadra. Ma dobbiamo concentrarci su noi stessi»

Sull’atmosfera.
«L’anno, a livello sportivo, è stato spettacolare ed è qui che abbiamo la nostra responsabilità».

Sui giovani.
«Bisogna lasciarli volare da soli. Danno molto alla squadra».

Su Gorosabel.
«Sta facendo molto bene. Contribuisce sia in difesa che in attacco. Abbiamo cercato di integrarlo al meglio e credo che lo stia dimostrando»

Di nuovo sul tifo.
«È fondamentale che tutti remiamo nella stessa direzione. Insieme siamo più forti. Il fatto che ci sia unità è molto positivo per noi. Abbiamo bisogno che San Mamés sia una bolgia, per il bene dell’Athletic e di tutti. Credo che ognuno di noi debba dare la propria miglior versione. Se tutti, giocatori e tifosi, la pensiamo così, sarà più facile»

Sull’andata.
«Il gol nel finale ha fatto molto male, ma questo deve spingerci ad affrontare la gara senza paura per cercare la vittoria. Ogni partita è una storia a sé, la cosa più importante è essere mentalmente pronti. Non penseremo all’avversario, ma a noi stessi. Abbiamo le risorse per mettere in difficoltà qualsiasi squadra e le sfrutteremo tutte».

ROMA-CAGLIARI: arbitra Piccinini. Al Var Pezzuto

Domenica alle 16 la Roma affronterà il Cagliari per la 29a giornata di Serie A. L’Aia ha annunciato i direttori di gara del prossimo weekend. Roma-Cagliari sarà affidata a Marco Piccinini della sezione di Forlì. I suoi assistenti saranno Rossi e Di Gioia, il quarto uomo Ufficiale sarà Feliciani, al VAR ci sarà Pezzuto, AVAR Abisso.

ROMA – CAGLIARI     h. 16.00

PICCININI

ROSSI C. – DI GIOIA

IV:     FELICIANI

VAR:      PEZZUTO

AVAR:       ABISSO

(aia.figc.it)

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Mattia Pisilli: “Orgoglioso di Niccolò, il suo sogno è giocare tutta la carriera con la maglia della Roma” (VIDEO)

TRIDENTE PODCAST – Mattia Pisilli, calciatore del Casal Palocco e fratello di Niccolò, ha parlato del loro rapporto dei suoi sogni futuri del centrocampista giallorosso. Le sue parole: “Io e Niccolò siamo tifosi della Roma da quando siamo piccoli. È grazie ai nostri nonni e a nostra madre che siamo cresciuti con questa fede. Sono orgoglioso della persona che sta diventando: ci confrontiamo spesso in ambito calcistica Lotta su ogni pallone dando l’anima in campo e lo stesso fa nella vita di tutti i giorni; è simpatico, solare, fa morire dal ridere ed è un esempio per tutti, non solo per me che sono suo fratello. Il sogno di Niccolò? Fare tutta la carriera con la maglia della Roma e vincere qualcosa con la Roma oltre che migliorarsi quotidianamente. Sa che può passare da momenti belli a meno belli ma il tifoso romanista apprezza tanto l’impegna Sono sicuro che, per i colori giallorossi, Niccolò darà sempre il 110%”

 

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Conti: “La malattia? Ora sto bene, ma non mollate la vita. Guardare quello che sta facendo Ranieri è una soddisfazione. Rimpianti? La Champions contro il Liverpool e… Agostino”

IL MESSAGGERO – Domani è il compleanno di Bruno Conti, sono 70. Più di cinquanta vissuti nella Roma. Settanta anni tutti da raccontare.

Cominciamo: Bruno Conti bambino
“Via Romana 142, Nettuno. Comincia tutto lì. Ero un irrequieto: in estate il baseball e d’inverno il calcio. Cresciuto sulla strada. Mi divertivo. Lanci con il guantone, finte e tiri col pallone”.

Papà muratore avanti e indietro con Roma, mamma casalinga, sette figli e pochi soldi.
“Ma c’erano calore e amore. I tre maschi dormivano in un letto, la casa non era grande. C’erano problemi, avevamo poco ma ce lo facevamo bastare. Giocavamo, c’era casino, mia madre mi rincorreva con la cucchiarella e quando papà tornava a casa la sera gli veniva presentato il conto. Un’infanzia comunque felice”.

Chi le ha regalato il primo pallone?
“Giocavo con quello degli altri. Certe volte lo costruivo col cartone, o con il cuoio di un pallone bucato. Quando mi invitavano ai compleanni i ragazzi più abbienti di me, erano dolori. Inventavamo scuse per non andare: non c’erano soldi per il regalo o per cambiare i vestiti. Capirai, portavo sempre gli stessi pantaloncini, come facevo?”.

E il calcio?
“Facevo i tornei dei bar, ero un dribblomane, un bel sinistro. Tonino Trebiciani mi segnalò alla Roma dopo che andò via Herrera, che inizialmente mi aveva scartato. Avevo diciotto anni. Ora i giocatori si scelgono con l’algoritmo, non dalla strada. Manca il sacrificio, si vuole tutto e subito. Si pensa ai traguardi, non a costruirli pian piano. Manca la strada, è vero. Ma anche il lavoro e gente che insegni calcio in una certa maniera. Oggi i calciatori vanno via dalle giovanili prima dei 16 anni. A noi è successo solo con Scamacca. Quando tanti anni fa proponevi i primi soldi, i genitori toccavano il cielo con un dito, per i giocatori era un sogno. Un esempio è De Rossi: non vedeva l’ora di stare nella Roma”.

Il suo rapporto col club è andato sempre bene?
“Beh, da Viola a Sensi, ci sono state occasioni per andare via: mi voleva Maradona al Napoli, anni dopo la Figc. Ma sono sempre rimasto. Il primo anno di Pallotta ebbi qualche problema. Si voleva cambiare il settore giovanile. Ho solo chiesto: ‘In cosa ho sbagliato? Da qui sono usciti giocatori importanti, sono state fatte tante plusvalenze’. Sono uscito e poi rientrato”.

I rimpianti da calciatore?
“Solo la finale di Coppa dei Campioni. Non sarebbe ricapitata e non è capitata. C’era l’arbitro svedese, si diceva che con Liedholm saremmo stati avvantaggiati, invece il loro gol fu pure irregolare. Forse ha ragione Nela, siamo arrivati all’appuntamento troppo tesi. Il Liverpool scherzava e rideva, noi no”. 

Lei e Ciccio Graziani siete stati “perdonati” per gli errori dal dischetto.
“Non mi sono tirato indietro, li avevo segnati in passato, Ciccio qualcuno lo aveva sbagliato. Purtroppo ci sono mancati rigoristi eccellenti. Falcao? Per il ruolo e visto che eravamo in difficoltà, forse doveva tirarlo”.

Rimpianti di non aver visto crescere Daniele Conti nella Roma?
“C’era anche Andrea, sfortunato ma più forte tecnicamente di Daniele e di me. Il cognome ha pesato ma non mi hanno mai chiesto nulla, nessun aiuto”.

Come racconterebbe Bruno Conti a un giovane che non la conosce?
“Gli parlerei della fantasia, di un calcio fatto di amore. Di un uomo che ha inseguito i sogni, che non ha avuto paura di nulla”.

Si commuove ancora?
“Mi succede sempre, sono un piagnotto. Ho vinto il mondiale e pianto; all’addio al calcio idem. Uguale quando ascolto gli inni della Roma. E poi quando penso ad Agostino, il mio capitano. Lo avevo visto pochi giorni dalla morte, sorrideva. Non mi ero accorto di nulla. Che rimpianto”.

Veniamo ai suoi ultimi due anni. Molto difficili.
“Il tumore, la malattia, le cure. Ora sto bene. Ho avuto la famiglia sempre con me. Mia moglie Laura è eccezionale, al mio fianco dopo l’intervento e durante le terapie. Dico a tutti di non mollare la vita, di fare prevenzione, di volersi bene. Per fortuna una tac mi ha salvato, fatta grazie al mio medico di famiglia, il dottor Camilli. Ho visto tanta umanità in ospedale, devo ringraziare il professor Rendina del Sant’Andrea. E anche i Friedkin, che mi hanno proposto di andare a operarmi negli States. Lo sconforto ogni tanto arrivava, ma mi hanno subito rassicurato e sono stato positivo”.

Come vive il calcio un settantenne, s’è un po’ stancato?
“Vedo ancora tante gare. E poi la Roma naturalmente, non si discute. Vivo grandi soddisfazioni, nell’aver visto De Rossi fare l’allenatore qui, di aver cresciuto al fianco di Totti, bella intuizione di Gildo Giannini. E oggi nel guardare Ranieri, un uomo di 73 anni, che ama il calcio e la Roma come pochi, come ho fatto io. Sta facendo cose incredibili”.

I suoi gioielli?
“De Rossi, Aquilani e non solo”.

Nella Roma è sempre stato rispettato?
“Tanto, ma non sempre. A volte sono stato messo in discussione, giudicato per cose non vere. Ma non ho mai detto arrivederci e grazie. E in ogni matrimonio ci sono alti e bassi”.

È stato un padre più Liedholm o Bearzot?
“Nils era un maestro. Ma il vero papà è stato Bearzot, seppe gestire una situazione difficilissima nel 1982. Oggi senti parlare di giochisti e risultatisti, ma lui era tutto e la sua umanità era un valore. La vittoria mondiale fu soprattutto sua”.

Gli ha mai chiesto perché non convocò Pruzzo?
“Si diceva fosse un brontolone. Portò Selvaggi, uno che stava lì, tranquillo”.

Llorente: “Il San Mames può far tremare le gambe”

CORRIERE DELLO SPORT – Quarant’anni da poco compiuti, conosce bene sia Bilbao e il San Mames, sia l’Italia che la Serie A. Fernando Llorente, che vive a San Sebastian, racconta quali insidie la Roma troverà domani sera nell’inferno dei Paesi Baschi per il ritorno degli ottavi di Europa League.

Lei vive a 100 km da Bilbao, ha giocato nell’Athletic, per tanti anni è stato in Italia: che partita si aspetta?
“Non voglio essere banale, ma credo difficile per entrambe le squadre. Il risultato dell’andata regala alla Roma due risultati su tre ma l’Athletic ha la finale in casa e farà di tutto per passare. È come se si ripartisse da 0-0”.

Cosa non sappiamo dell’Athletic?
“Non sempre si capisce fino in fondo quanto siano una squadra come dire molto… familiare. Da sempre contiamo, contano, tanto sulla cantera, la filosofia dei giocatori non baschi la conoscete, il Bilbao non è mai sceso di categoria insieme a Barça e Real. Ecco, questo senso di appartenenza, di famiglia, si sa ma non si conosce fino in fondo. Lo devi vivere”.

È per questo che la finale in casa sarebbe qualcosa di magico anche se il clima con una parte dei tifosi non è idilliaco?
“Stanno facendo un anno bellissimo, c’è entusiasmo, guardate che giocare al San Mamés non sarà facile. Può veramente far tremare le gambe”.

L’Olimpico non è stato da meno
“Pazzesco…”.

Nico Williams a parte, giocatori da tenere d’occhio per la Roma?
“Beh, lui sta facendo grandi cose, fa la differenza per l’enorme capacità di girarsi, prendere la palla e colpire. Giocatore molto importante è anche Iñaki, ovviamente, e poi dico il capitano de Marcos, il secondo come presenze della storia della squadra, uno dei pochi del mio periodo. In certi momenti della stagione e in certe situazioni contano il senso di appartenenza e il cuore che batte un po’ di più”.

 

Paredes firma fino al 2026: giallo clausola

IL TEMPO (F. BIAFORA) – L’accordo per il rinnovo di contratto tra la Roma e Paredes era stato già trovato prima della fine di febbraio e ora è arrivato anche l’annuncio. […] La Roma, su input di Ranieri, ha deciso di prolungare la permanenza dell’argentino senza attendere che si materializzassero le condizioni dell’opzione annuale. Tornando ad essere un perno della squadra dopo essere stato messo in disparte da Juric, a Trigoria hanno voluto accelerare i tempi, strappando il “sì” del classe 1994. Nei documenti siglati da Paredes e Ghisolfi, sarebbe stata inserita una clausola rescissoria da 3,5 milioni di euro, valida soltanto per il Boca Juniors. Una postilla d’uscita per il ritorno a casa che è stata però seccamente smentita dalla dirigenza romanista. […]

Il grande dilemma Shomu-Dovbyk

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Sarà una vigilia europea di grandi riflessioni per Ranieri. Con il dilemma più grande, almeno all’apparenza, relativo all’attaccante: Shomurodov o Dovbyk? Nella vittoria di domenica contro l’Empoli è stata data nuova fiducia all’uzbeko, che era reduce dal gol all’ultimo respiro nell’andata degli ottavi di Europa League. Ora, con un solo allenamento rimanente prima della sfida con l’Athletic Bilbao, sembra sempre lui in vantaggio. Al Castellani, l’ex Genoa si è mangiato due col clamorosi davanti al portiere, ma, l’ingresso dell’ex Girona è stato parecchio deludente. […] Per Dovbyk sono cinque i gol realizzati nel 2025, due in più dell’uzbeko, che però può contare sull’entusiasmo di giovedì scorso. Ma sono anche altre le posizioni in cui Ranieri ha da sciogliere qualche nodo. Il tecnico, valuterà in primis le condizioni di Celik, ma il forfait del turco sembra più che probabile. La scelta è quindi tra la conferma di Hummels e l’arretramento di Rensch sulla linea a tre. […] A centrocampo, invece, c’è l’imbarazzo della scelta: non è da escludere che Ranieri scelga di rinforzare lo schermo davanti alla difesa, aggiungendo un mediano in più e togliendo un trequartista. Dove, nel caso del solito 3-4-2-1, Pellegrini parte davanti a Baldanzi. Ci sarà Paulo Dybala, che ha potuto riposarsi questo weekend. […]

Bilbao-Roma: rebus Dovbyk, Paredes rinnova

Domani sera contro l’Athletic c’è in palio la qualificazione ai quarti di finale di Europa League dopo la vittoria dell’andata. Questa mattina a Trigoria ci sarà la rifinitura, poi, nel pomeriggio la partenza direzione Bilbao. […] Sono diversi i dubbi di formazione per Claudio Ranieri. Con Celik infortunato, è rebus in difesa. Se il tecnico giallorosso dovesse schierarsi a tre, ballottaggio tra Rensch ed Hummels. L’olandese, dopo la prova dell’andata, sembra in vantaggio. […] Il pericolo numero uno si chiama Nico Williams. Remota possibilità, invece, è la difesa a 4 con Angelino basso a sinistra. A centrocampo pronti Saelemaekers, Koné e Paredes. L’altro ballottaggio riguarda la trequarti. […] Pellegrini è in gran forma e l’esperienza internazionale del capitano potrebbe avere la meglio su Baldanzi. Vicino a lui, ovviamente, Paulo Dybala. L’ultimo rebus è tra Dovbyk e Shomurodov. Ranieri ha dimostrato che non esistono gerarchie. Il gol vittoria e le sue recenti prestazioni, pongono avanti l’uzbekoo, anche se l’ucraino scalpita. Intanto la Roma ha ufficializzato il rinnovo di Paredes fino al 2026.

(La Repubblica)