Trigoria: out Celik. Aggregati alcuni Primavera (FOTO)

Prosegue il lavoro della Roma senza i Nazionali: al mattino la squadra si è ritrovata al Fulvio Bernardini di Trigoria agli ordini di Ranieri per preparare la gara contro il Lecce, prevista per sabato 29 marzo alla ripresa del campionato. Ancora assenti Celik e Rensch nella seduta mattutina, alla squadra sono stati aggregati alcuni ragazzi della Primavera tra i quali Marco Litti e Alessandro Romano. Gli scatti dell’allenamento odierno:

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U21: non preoccupano le condizioni di Baldanzi

Come scrive Filippo Biafora non sono preoccupanti le condizioni di Tommaso Baldanzi. Il numero 35 giallorosso era uscito dolorante nella partita di ieri contro l’Olanda a causa di un brutto fallo subito, ma le sue condizioni non preoccupano, anzi, il giocatore sembra essersi ripreso.

Noemi: “Ranieri? Averlo come mental coach nella vita sarebbe fantastico”

SPORTWEEK – Lunga intervista di Noemi all’inserto de La Gazzetta dello Sport. La cantante ha parlato soprattutto del suo amore per la Roma. Le sue parole:

 Nella terza serata, prima di cantare, dalla platea ti hanno informata del gol di Celik contro il Porto. 

«Già il fatto che abbia segnato Celik è incredibile! Prima di arrivare all’Ariston stavo proprio guardando la partita. Anche nei giorni precedenti ho visto Venezia-Roma mentre andavo alle prove col van: ho esultato come una pazza al rigore di Dybala».

Quindi la segui anche quando sei impegnata?

«Sempre. E quando posso vado allo stadio: ero lì per Roma-Cagliari e proverò ad andare anche al derby di aprile. Magari con la mia amica Francesca Fagnani, noi due siamo romaniste “fraciche”».

(…)

Il ricordo più nostalgico legato alla Roma?

«Lo scudetto 2000-2001. Ma la Roma stessa è sinonimo di nostalgia, noi tifosi viviamo nel ricordo di un passato che ci sembra sempre più bello del presente: quando c’erano Falcao, Totti, Candela… Essere giallorossi ti fa vivere ogni giorno emozioni diverse. La Roma, in fondo, è una metafora di vita: “po’ esse fero e po’ esse piuma”, come si dice».

Tolti cosa rappresenta per te, ancora oggi?

«Un campione di altissimo livello che ha rinunciato a tutto per la Roma. Non dimentichiamoci che ha rifiutato il Real Madrid per la maglia. Oggi si pensa solo al mercato e si è persa questa visione romantica del calcio. Per questo ci manca Totti. Ecco, Claudio Ranieri che torna per aiutare la sua Roma è romantico».

Ti piace come allenatore?

«Molto. Non solo per i successi del passato, perché ancora oggi è fortissimo. È un allenatore che sa tirare su una squadra dando ai giocatori la possibilità di rimettersi a fuoco: lo ha fatto con Pellegrini, Dybala e con altri che magari volevano andarsene e invece sono rimasti. Avere Ranieri come mental coach nella vita sarebbe tanta roba. Sai che al liceo ero in classe con sua figlia Claudia?».

E non l’hai mai conosciuto?

«No mai, ero timidissima da ragazzina… ».

Allora va assolutamente organizzato un incontro allo stadio.

«Magari. Sarebbe bellissimo!».

La prossima stagione Ranieri sarà dirigente, chi gli consiglieresti per la panchina?

«Conte sarebbe il top, ma mi pare sia già impegnato (ride, ndr). Comunque sono sicura che Claudio saprà scegliere bene, ha il radar per riconoscere i lupi come lui».

Niccolò Pisilli  sembra stia seguendo le orme dei giganti romanisti del passato: già dodici anni in giallorosso e ora il rinnovo per (almeno) altri quattro. Potrebbe diventare la futura bandiera della Roma?

«Ce lo vedo… Chissà se diventerà forte come Totti. È giovanissimo e può succedere di tutto nella sua carriera. Ma glielo auguro, è un bravissimo calciatore. Ora che ci penso, Edoardo Bove per noi rappresentava proprio quell’amore infinito alla Totti»

PISILLI: “Ranieri ha riportato calma e serenità, Dybala è un esempio in tutto quello che fa. Restare a vita? La Roma va meritata”

SPORTWEEK – Il centrocampista della Roma Niccolò Pisilli si è raccontato in una lunga intervista per il settimanale sportivo, parlando della suo rapporto con i colori giallorossi dai primissimi anni fino ai giorni d’oggi. Queste le sue parole.

Niccolò, mai fatta un’intervista così, centrata su di te?
“No, è la prima…”.

E allora partiamo dalla Roma, argomento che conosci bene, visto che vieni qui da quando avevi 8 anni. Che cosa ricordi di quell’inizio?
“I tre provini a Trigoria, partitelle tra ragazzi selezionati. E l’emozione per la consegna del kit giallorosso. Non mi aspettavo nulla, ma ci tenevo tantissimo visto che sono sempre stato tifoso della Roma. Mia madre me l’ha comunicato nascondendomi la lettera della società sotto la tovaglia mentre eravamo a pranzo…”.

Dagli 8 ai 20 anni qui. Hai visto tante cose cambiare, tanta gente passare.
“E’ vero, è cambiato anche il centro sportivo, si è evoluto con nuovi campi, la scuola, la fisioterapia. Sono cose che possono fare la differenza, soprattutto nel settore giovanile. Ho lavorato con tanti allenatori diversi, importanti, come Marco Scisciola, che purtroppo non c’è più. In prima squadra sono arrivato che c’era Mourinho, uno che non ha bisogno di presentazioni. Poi De Rossi, che ha avuto il coraggio di buttarmi dentro contro la Juve, gli sarò sempre grato. C’è stato Juric, uomo di grande esperienza. E adesso mister Ranieri”.

Con lui qualcosa è cambiato.
“E’ riuscito a riportare calma e serenità, eravamo scossi dal periodo negativo che stavamo vivendo e che nessuno si sarebbe aspettato. Il mister con la sua carica, con la voglia che ci trasmette, ci ha aiutati a risollevarci. Come ha fatto? Forse il segreto è fare le cose in modo semplice”.

Ci racconti l’approccio con i compagni in prima squadra?
“Ero timido, sono così di mio, ero l’ultimo arrivato. Avevo un po’ paura a muovermi per non sembrare di troppo. Mi ha aiutato molto Edoardo Bove; non ci conoscevamo prima, ma veniva dal settore giovanile come me e mi dava consigli su cosa fare e come comportarmi, è stato fondamentale”.

Come hai vissuto la sua vicenda?
“Stavo guardando la partita, mi sono spaventato molto. Ho temuto per la sua vita. Se ci sentiamo? Ogni tanto, ma non lo tempesto di messaggi su visite mediche o altro. Al di là del regolamento, che ovviamente va rispettato, è un peccato per il calcio italiano perdere un giocatore come lui. Ci metteva passione, ci metteva tutto. Grande persona e grande calciatore”.

Adesso come va con i “grandi”?
“Meglio, sono entrato bene nel gruppo. Quando stiamo insieme ci divertiamo e anche questo è un piccolo segreto per far andare bene le cose. Sono tutti molto simpatici, Mancini fa molto ridere e mi trovo molto bene con Baldanzi”.

Dybala com’è?
“In campo, lo vedete tutti. Fuori è ancora meglio, è un campione che aiuta tutti e ha sempre una parola buona. Se ne potrebbe fregare, invece è un esempio in tutto quello che fa”.

Dei nuovi chi ti impressiona di più?
“Sono tutti grandi giocatori, ottimi acquisti. Forse non pensavo che Saelemaekers fosse così forte”.

Hai da poco firmato il rinnovo: 2029.
“Sono molto contento, ma devo continuare a migliorarmi e dimostrare che la società ha fatto la scelta giusta”.

Oggi esiste ancora possibilità di rimanere con lo stesso club per tutta la vita?
“Penso di sì, ma le cose vanno meritate. La Roma va meritata. Spesso poi la scelta non è del giocatore, bisogna essere tutti d’accordo, bisogna dimostrare il proprio valore tutti i giorni sul campo. Se uno rende e vuole rimanere in un posto e la società è felice, certo che si può fare”.

La tua caratteristica migliore?
“Mi riconoscono di essere un bravo ragazzo e un grande lavoratore. E che tengo tanto alla Roma”.

Si vede anche in campo. Da tifoso come si affronta il derby?
“E’ qualcosa di incredibile, hai un’adrenalina clamorosa. Quest’anno l’ho giocato per la prima volta, la passione che ti trasmettono i tifosi è fuori dal comune. Sono unici, il loro appoggio è continuato con tutti gli allenatori, i giocatori, la loro lealtà verso la squadra è speciale, non la trovi altrove”.

Ormai fai parte del progetto di Spalletti, ma prima di parlare di Nazionale toglici una curiosità: un ragazzo del 2004 ricorda l’Italia al Mondiale?
“Ricordo il pallonetto di Quagliarella in Sudafrica 2010: il giorno dopo con gli amici abbiamo provato a rifarlo al mare, quelle cose che si fanno da piccoli. E di quello in Brasile nel 2014 ricordo la delusione…”.

E poi addio Mondiali…Quanto è importante per un calciatore prenderne parte?
“Quando un bambino inizia a giocare, sogna esattamente questo. So che per me adesso il sogno si è trasformato in obiettivo, ma so pure che per raggiungerlo devo lavorare tanto, migliorarmi ancora, la concorrenza è molto alta. Nello spogliatoio c’è voglia di rivalsa, non è possibile che una Nazionale come quella italiana manchi il Mondiale per la terza volta, chi veste quella maglia lo sa perfettamente. Spalletti? Per lui ho una stima enorme, mi ha fatto esordire e posso solo ringraziarlo. Mi ha sorpreso la sua gestione del gruppo, lo ascoltano tutti. Riesce a trasmettere il suo pensiero in poco tempo, non è per niente facile”.

Il tuo idolo da bambino?
“Se devo fare un nome, dico Claudio Marchisio, per le sue caratteristiche, gli inserimenti e i movimenti. Forse idolo è troppo, ma l’ho sempre apprezzato molto”.

Altre passioni, oltre al calcio?
“Sono un ragazzo abbastanza semplice, studio Scienze della Comunicazione, mi piace il tennis, ascolto musica, esco con gli amici, guardo serie tv, Lupin su tutte, e ora sto leggendo un libro su come trattare il prossimo. Social? Non ci sto troppo dietro, ma riesco comunque a vivere da ventenne. Mi piace andare a mangiare in centro e se qualcuno mi riconosce sono contento, non mi pesa fermarmi per un selfie, anzi. E comunque a Casal Palocco, dove sono nato, le persone non mi vedono come un calciatore, sono ancora solo Niccolò. E’ un bene”.

Sei attento al tuo look?
“Mi piace essere alla moda, andare a comprare qualche vestito se posso, non sono un intenditore. Nello spogliatoio c’è chi è molto più fissato di me…Un nome? El Shaarawy, ma non è l’unico”.

Vita sentimentale? Abbiamo letto di una storia con la nipote di Bruno Conti.
“Non amo parlare di queste cose, posso dire solo che oggi sono molto felice”.

Tu non hai ancora votato, ti interessa la politica?
“Non ho votato ma so che è un aspetto importante. Tutti dovremmo occuparcene, tutti siamo padroni del nostro destino e dobbiamo scegliere chi ci rappresenta”.

Sai di essere nato lo stesso giorno di Paolo Rossi?
“No, non lo sapevo! Io non l’ho vissuto ma so chi è e ne ho sentito parlare tanto, specialmente da mio padre. Ho capito che è stato un grandissimo calciatore e una grandissima persona”.

Tra dieci anni come ti immagini?
“Spero felice, un giocatore migliore, con qualche trofeo magari. E soprattutto spero di restare una persona umile, buona, che si comporta bene con gli altri”.

 

Fede, Claudio e LeBron: tre splendide sfide all’età

Sfidano il tempo e si divertono a spostare sempre più avanti i nostri limiti. […] Un messaggio che unisce, tra gli altri, Federica Brignone, Claudio Ranieri e LeBron James, tre grandi protagonisti di questo primo quarto di 2025. […] La sfida al tempo la sta vincendo anche Claudio Ranieri. Gli hanno affidato la barca della Roma, che faceva acqua da tutte le parti. Lui, a 73 anni, era già tranquillamente e felicemente in “pensione“, ma teneva la porta aperta solo per due, straordinarie chiamate: la Nazionale o la “suaRoma. E’ successo che i giallorossi avessero bisogno di lui…Ma straordinario è quello che sta combinando al terzo giro su quella panchina.

Viene da 13 risultati utili consecutivi in campionato e, nel 2025, ha fatto più punti di tutti (29 in 11 partite di Serie A) nei cinque più prestigiosi campionati europei. Doveva essere il classico “traghettatore“, ma adesso la tifoseria gli chiede di restare sulla panchina della Roma, che intanto è rientrata nei quartieri alti della classifica, in zona Coppe. […] Ecco, Federica Brignone, Claudio Ranieri e LeBron James in modo diverso ci offrono tre indizi che sono una prova: l’età anagrafica è solo un riferimento, un dettaglio. […]

(SportWeek – P. Bergonzi)

La Roma a Milano per il secondo posto

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – Al via la quarta giornata della seconda fase del campionato. La Lazio sarà impegnata sul campo del Sassuolo (12.30, Dazn), mentre la Roma andrà in casa del Milan (16, Dazn e Rai Sport). Le giallorosse arrivano da un turno di riposo e hanno messo nel mirino il secondo posto che garantirebbe un sorteggio più agevole in Champions League: “A parte la pausa di Natale, è stata la prima vera sosta: ci ha dato possibilità di recuperare alcuni acciacchi, ho ritrovato le ragazze con tanta voglia di far bene. Contro il Milan – ha sottolineato mister Spugna alla vigilia – bisogna fare una grande partita, per rivalsa e per metterci in una buona posizione di classifica”. Al momento Giugliano e compagne sono terze, a -1 dall’Inter che domani giocherà a Firenze. Dopo una striscia di 10 incontri contro la Roma in Serie A senza alcun successo, il Milan ha vinto il più recente (a gennaio); le romaniste sono però rimaste imbattute in ciascuno dei due precedenti della poule scudetto contro le rossonere.

Torna tra le convocate Pante, mentre resta fuori Kim, per un problema alla caviglia rimediato in Nazionale, così come Greggi, che nei giorni scorsi si è operata alla spalla e non sarà disponibile da qui al termine della stagione. Per quanto riguarda la poule salvezza la Lazio, già matematicamente salva, punta a riprendersi la vetta della mini classifica: il ko della scorsa settimana contro il Como è costato il primato alle capitoline che oggi cercano riscatto (lariane a +2). “La sconfitta ci deve far ripartire col piglio giusto. Il Sassuolo è una squadra organizzata – ha spiegato mister Grassadonial’abbiamo studiata attentamente, abbiamo una prova importante e dobbiamo riscattarci. Fino ad ora abbiamo fatto benissimo, ma non dobbiamo commettere l’errore di accontentarci e fare male le restanti gare: dobbiamo dimostrare di giocare da Lazio”. Le biancocelesti poi riposeranno il prossimo turno.

Angeliño rinato ringrazia Ranieri: “Spero rimanga”

IL TEMPO (L. PES) – Il vero protagonista del 2025 giallorosso, almeno fino a oggi. Angelino ha cambiato marcia e dall’arrivo di Claudio Ranieri in panchina lo spagnolo ha cominciato a collezionare gol e prestazioni positive. Quattro in poco più di un mese tra Europa e campionato e tutti all’Olimpico, stadio dove pian piano l’ex Lipsia si sta ritagliando un ruolo di primo piano. Dal buco nero dei due mesi sotto la gestione Juric dove è stato costretto a fare il terzo di difesa alle ultime settimane da uomo in più della Roma sulla fascia sinistra. “Innanzitutto l’allenatore ci ha dato tranquillità e ci ha aiutati fin dal primo giorno dal punto di vista mentale. La squadra è forte, siamo quasi gli stessi di inizio stagione e dobbiamo continuare a crederci e a lavorare. Saremmo felici se rimanesse perché ci ha aiutato tanto”. Così il laterale in un’intervista a Sky Sport nella quale, di fatto, si espone in prima persona sul futuro. E non è il primo a spendersi per l’attuale tecnico, che però ha altri progetti per la prossima stagione, a dimostrazione del grande lavoro svolto finora.

Ma guai a ritenersi soddisfatti della risalita, anche perché nel rush finale la Roma dovrà fare a meno del suo fuoriclasse: Paulo Dybala. “E’ difficile per tutti, soprattutto per lui perché stava giocando benissimo e aiutava tanto la squadra. Per noi è un infortunio importante, siamo tutti con lui e aspettiamo che torni il prima possibile. Sappiamo che tornerà più forte, non è felice perché non può aiutarci in campo, ma è vicino alla squadra e ci aiuterà da fuori”. Non solo Angelino, ma in generale tutti gli esterni stanno beneficiando delle mosse di Sir Claudio. Basti pensare alla crescita di Rensch in poche settimane e ai numeri realizzativi di Saelemaekers che mai aveva realizzato sei gol in un campionato (massimo quattro lo scorso anno a Bologna). Per un ruolo dove negli ultimi anni è stato difficile per tutti brillare, ora i giallorossi hanno trovato prestazioni e continuità che permettono all’allenatore di ruotare uomini e moduli. Nel frattempo il giovane della Primavera Misitano dovrà stare fermo circa tre mesi dopo l’operazione al piede destro ma potrebbe non giocare più con la Roma dato che il suo contratto scade a giugno e l’Atalanta è pronta a prenderlo a parametro zero. Dopo la fumata nera per i Boston Celtics, invece, i Friedkin pensano all’hockey per ampliare il loro business sportivo. La famiglia texana proprietaria della Roma, infatti, secondo quanto riporta Espn, sarebbe pronta a introdursi nella National Hockey League con una squadra di Houston.

Dovbyk con Shomu: il mister pensa alla coppia. Angelino: “Spero resti”

La Roma non si ferma e prosegue la preparazione in vista della sfida contro il Lecce di sabato prossimo. […] Oltre ai dieci romanisti impegnati con le rispettive nazionali, ancora assente Zeki Celik. Il turco sta lentamente migliorando: la lesione al tendine congiunto del bicipite femorale sinistro è quasi superata e il rientro in gruppo è previsto per lunedì. Il tecnico ha lavorato con Pellegrini, Soulé, Angelino, Cristante, Hummels, Mancini ed El Shaarawy. […] Ancora assente Dybala, che ieri, nonostante l’infortunio al ginocchio, aveva voluto seguire l’allenamento al fianco di Ranieri. […] Tra le diverse operazioni nella testa di Ranieri per la sostituzione della Joya c’è anche quella dell’attacco pesante. Schierare Dovbyk insieme a Shomurodov quando l’avversario lo permette. Per sfruttare le caratteristiche di entrambi e caricare al massimo l’arsenale offensivo della Roma. […]

Le alternative a Ranieri non mancano, soprattutto con Soulé, Baldanzi e Pellegrini. Ma l’idea di un tandem d’attacco, con un centrocampo a tre e Angelino e Saelemaekers come propulsori offensivi, non dispiace all’allenatore giallorosso. Un’opzione fuori dagli schemi che garantirebbe ancora più libertà offensiva ad Angelino, uno degli intoccabili di Ranieri. […] “La squadra mi lascia giocare in una posizione migliore rispetto allo scorso anno – ha ammesso Angelinoe da quando è arrivato il mister mi sento benissimo in campo. La fiducia è importantissima. Sono migliorato molto sul piano difensivo grazie a Ranieri”. […] Come tutti i suoi compagni, non si espone sul possibile nuovo allenatore della Roma. Ma anche lui vota per una permanenza di Ranieri anche nella prossima stagione. […]

(la Repubblica)

Allenatore: Angelino sponsorizza Ranieri ma è Gasperini il nuovo favorito

“Con lui lavoriamo tanto e bene, saremmo tutti felici se rimanesse”. Angelino è solo l’ultimo, in ordine di tempo, a sperare nella permanenza di Claudio Ranieri sulla panchina della Roma. […] Il desiderio, però, quasi certamente non sarà esaudito perché Ranieri ha già ribadito più volte di voler “andare in pensione” e che il nome del suo sostituto sarà “scelto dai Friedkin dopo che avrò presentato una lista di nomi”. […] Il candidato più accreditato è senza dubbio Gian Piero Gasperini, che meglio di altri sintetizza la necessità della società di far ripartire (dopo la retromarcia su De Rossi) un progetto doppio: valorizzare calciatori giovani e di qualità; ritornare nelle zone altissime della classifica e vincere.

Gasperini gode della stima di Ranieri, con cui ci sono stati dei colloqui in queste settimane, e soprattutto dei Friedkin. […] Sullo sfondo rimangono altri tecnici, che in queste settimane sono stati accostati alla Roma: Ancelotti resta un sogno, scartati da Ranieri i “giovaniFarioli (“dovrà ancora aspettare”) e Fabregas (“sarà un top allenatore…tra qualche anno”) e per lo stesso motivo anche il ritorno di De Rossi. Tra i liberi il nome più suggestivo è quello di Sarri, che non ha ancora trovato “il progetto giusto”. Ci sono poi Vincenzo Montella, visto spesso all’Olimpico, e Pioli. […]

(corsera)

L’infortunio di Dybala manda mezza Roma all’esame di riparazione

L’unica certezza è che la stagione di Dybala è finita con nove partite ancora da giocare. Nove “finali” che determineranno il piazzamento della Roma, il budget per il prossimo anno a seconda della qualificazione o meno per le coppe europee e il futuro di una serie di calciatori. […] La lista è lunga: Soulé, Baldanzi, Pellegrini, Dovbyk e Shomurodov. […] Una specie di lunghissimo esame di riparazione per calciatori che in questa stagione hanno conosciuto più ombre che luci. Soulé era stato preso in estate per essere l’erede di Dybala in senso assoluto. […] Ha segnato un gol inutile nella sconfitta per 3-2 a Verona […] ma ha portato a casa 6 punti pesanti con i gol dell’1-0 a Parma (16 febbraio) e Empoli (9 marzo). […] Baldanzi ha segnato solo due gol: in Roma-Udinese 3-0 e nel 4-1 di Coppa Italia alla Samp. […] Potrebbe giocare da trequartista dietro una coppia pesante come Dovbyk-Shomurodov. Ma non è stata mai provata.

Pellegrini è il romanista che ha più deluso in stagione, con il solo lampo del gol nel derby del 5 gennaio. Poi un gol allo Sporting Braga e un rigore a Udine. Poco, pochissimo. Però è il più trequartista di tutti. Dovbyk ha segnato 15 gol […] ma è totalmente mancato nella leadership. Dovesse fare poco nelle prossime 9 gare si aprirebbe ancora di più la discussione sul suo futuro in giallorosso. […] Shomurodov era stato mandato in prestito al Venezia a gennaio, poi è rimasto ed è stato l’eroe per una notte contro l’Athletic Bilbao. Cinque gol non sono un pessimo bottino, però adesso serve un salto di qualità. […]

(corsera)